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L’idea di EUROJUST nasce a Tampere, una città della Finlandia, dove il 15 e

il 16 ottobre 1999 si riunì il Consiglio Europeo, composto dai Capi di Stato e di

Governo dei 15 Stati membri dell’Unione, per tenere una riunione straordinaria

esclusivamente dedicata alle problematiche degli affari interni e della giustizia.

Il Trattato di Nizza del 26 febbraio 2001, modificando gli artt. 29 e 31 del Trattato

sull’Unione Europea, ha inserito poi nel diritto primario dell’Unione un riferimento

preciso ad Eurojust, quale strumento di cooperazione tra le autorità giudiziarie degli

Stati membri.

Le linee guida tracciate dai vertici a Tampere scandiscono lo sviluppo dello

spazio giudiziario europeo in materia penale secondo quattro punti cardine: la

concretizzazione del principio di reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie;

il ravvicinamento delle disposizioni di diritto penale (sostanziale e procedurale) tra

gli Stati membri; la creazione di strumenti di cooperazione; lo sviluppo della

dimensione esterna dello spazio giudiziario europeo.

Il principio del reciproco riconoscimento si è tradotto dapprima nella solenne

affermazione del Consiglio europeo di Tampere secondo cui “la procedura formale di

estradizione doveva essere abolita fra gli Stati membri per quanto riguarda le persone

che si sottraggono alla giustizia dopo essere state condannate definitivamente e

sostituita dal semplice trasferimento di tali persone”.

Successivamente, nel dicembre 2000, il Consiglio ha adottato un programma di

misure per l’attuazione del principio del reciproco riconoscimento, largamente

condiviso dal Parlamento europeo.

Infine, anche per l’accelerazione impressa dalla strage terroristica dell’11

settembre tale principio ha avuto concreta attuazione con la decisione quadro sul

“mandato d’arresto europeo”, in base al quale un provvedimento restrittivo della

libertà emesso, a certe condizioni, dall’autorità giudiziaria di uno Stato membro può

22

essere eseguito in qualsiasi altro Stato membro, previo controllo dell’autorità

giudiziaria dello Stato di esecuzione, ma senza alcun intervento dei governi.

L’Eurojust, creata con decisione del Consiglio del 28 febbraio 2002, organo

dell’Unione Europea dotato di personalità giuridica e di autonomia finanziaria,

entrambe necessarie per assicurare alla nuova struttura l’autonomia necessaria allo

svolgimento del suo mandato) è composta da un membro nazionale - magistrato del

pubblico ministero, giudice o funzionario di polizia aventi pari prerogative –

distaccato da ciascuno degli Stati membri, ora 27.

La sfera di competenza di Eurojust è modellata sul prioritario obiettivo di

rafforzare le indagini contro le forme gravi di criminalità organizzata, a carattere

transnazionale, attraverso una struttura giudiziaria indipendente, con compiti chiari e

predefiniti, senza appesantimenti burocratici e inutili sovrapposizioni rispetto ad altri

organismi comunitari tendenzialmente affini . La competenza della nuova struttura è

stato delineata in relazione alla corrispondente competenza di Europol,(reati di

terrorismo, tratta di esseri umani, traffico internazionale di stupefacenti etc.) ma

23

anche con riguardo a specifiche forme di criminalità, quali ad es. la criminalità

ambientale ed informatica, la pedofilia attraverso internet, la corruzione ed il

riciclaggio, le frodi comunitarie e, soprattutto, la criminalità organizzata.

Nell'ambito di indagini e azioni penali concernenti almeno due Stati membri,

gli obiettivi assegnati all'Eurojust sono i seguenti:

a) stimolare e migliorare il coordinamento, tra le autorità nazionali competenti degli

Stati membri, delle indagini e delle azioni penali tra gli stessi, tenendo conto di

qualsiasi richiesta formulata da un'autorità competente di uno Stato membro e di

qualsiasi informazione fornita da un organo competente in virtù di disposizioni

adottate nell'ambito dei trattati;

b) migliorare la cooperazione tra le autorità competenti degli Stati membri, in

particolare agevolando la prestazione dell'assistenza giudiziaria internazionale e

l'esecuzione delle richieste di estradizione;

c) assistere altrimenti le autorità competenti degli Stati membri per migliorare

l'efficacia delle loro indagini e azioni penali.

Ad Eurojust compete inoltre la capacità di svolgere una serie di funzioni che le

sono state attribuite nel contesto della cooperazione giudiziaria europea e , in

particolare:

1. l'Eurojust deve fornire un parere in caso di concorso di richieste nei confronti

della stessa persona se la questione le viene sottoposta (articolo 16 della

proposta di decisione quadro del Consiglio relativa al mandato d'arresto europeo

e alle procedure di consegna tra Stati membri ;

2. l'Eurojust deve essere informata dei motivi del ritardo nell'esecuzione di un

mandato di arresto in uno Stato membro (articolo 17 del doc. 14207/01);

3. ai sensi dell'articolo 10 del protocollo della convenzione relativa all'assistenza

24 giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea le autorità

competenti dello Stato membro richiedente possono comunicare all'Eurojust

eventuali problemi riscontrati per quanto attiene all'esecuzione di una richiesta

di informazioni sui conti bancari.

L'Eurojust contribuirà anche a costituire squadre investigative comuni e

parteciperà a tali squadre, in virtù dell'articolo 13, paragrafo 6 della convenzione, del

29 maggio 2000, relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale delle conclusioni

del Consiglio GAI del 20 settembre 2001 e della proposta di adozione della decisione

quadro relativa alle squadre investigative comuni (doc. 12442/01 COPEN 56, del

9/10/2001) (non ancora ratificata dall’Italia)

Per lo svolgimento dei propri compiti la Decisione istitutiva attribuisce ad

Eurojust una serie di poteri, esercitati per il tramite del Collegio di Eurojust,

composto da tutti i membri nazionali, o per il tramite del membro nazionale che può

agire o per conto del proprio Stato o per conto di Eurojust.

I poteri di Eurojust sono pertanto variamente articolati , a seconda dell’organo che li

esercita e possono essere così delineati:

• Potere del membro nazionale che agisce in suo nome e per conto del proprio

Stato membro (art. 6).

In questo caso, l’art. 9, paragrafo 6 della Decisione prevede che il membro

nazionale deve indicare se agisce in virtù di poteri giudiziari conferitigli dal

proprio Ordinamento e lo stesso art. 9, paragrafo 3 stabilisce che “Ciascuno Stato

membro definisce la natura e la portata dei poteri giudiziari che conferisce al

proprio membro nazionale sul proprio territorio. Esso definisce inoltre il diritto del

membro nazionale di agire nei confronti delle autorità giudiziarie straniere,

conformemente agli impegni assunti sul piano internazionale”.

25 • Potere del membro nazionale che agisce, solo o con altri membri nazionali, in

nome e per conto di Eurojust . Al riguardo l’art. 5 , paragrafo 2 della Decisione

prevede: “Quando svolge le sue funzioni, l'Eurojust comunica se agisce per il

tramite di uno o più membri nazionali ai sensi dell'articolo 6 o se agisce

attraverso il collegio ai sensi dell'articolo 7.

• Potere del Collegio che agisce in nome e per conto di Eurojust ( art.7) , nelle

ipotesi: 1) per le quali uno o più membri nazionali interessati a un caso

trattato dall'Eurojust ne fanno richiesta ;

2) relative ad indagini ed azioni penali che abbiano un'incidenza sul

piano dell'Unione o che possano interessare Stati membri diversi

da quelli direttamente implicati;

3) nelle quali si pone una questione generale riguardante la

realizzazione dei suoi obiettivi ;

4) previste da altre disposizioni della decisione istitutiva di

Eurojust.

Le competenze del rappresentante nazionale ( art. 6 della Decisione) e quelle

del Collegio ( art.7) sono sostanzialmente identiche e si distinguono solo per il

diverso grado di efficacia cogente esterna.

Nel caso in cui la richiesta provenga dal membro nazionale , infatti, questa ha solo

valore di raccomandazione, in quanto si sostanzia in una richiesta di “valutazione” ,

da parte delle competenti autorità degli Stati membri, sulla possibilità o meno di

26

attuare un coordinamento , di aprire una indagine su fatti precisi, istituire una squadra

investigativa comune, etc.

Quando invece la richiesta provenga dal Collegio di Eurojust, le autorità competenti

degli Stati membri interessati sono obbligate ad ottemperarvi, ovvero, quando

vogliono opporre un rifiuto, debbono motivare le ragioni di tale rifiuto (art. 8) e

comunicare la relativa decisione all’organismo richiedente.

Solo nei seguenti casi del tutto eccezionali il rifiuto può essere opposto senza

motivazione e cioè quando vi sia :

- pregiudizio per gli interessi nazionali essenziali in materia di sicurezza;

- compromissione dello svolgimento di indagini in corso;

- pericolo per la sicurezza di una persona.

Sotto il profilo operativo, il 2007 ha costituito un’importante pietra miliare per

Eurojust: il superamento storico della soglia di 1 000 casi gestiti da Eurojust in un

anno.

Il numero di casi trasmessi al collegio è aumentato considerevolmente. Nel 2007

sono stati aperti e trattati 1. 085 nuovi casi e questo rappresenta un aumento del 41 %

rispetto al 2006.

Di questi , 688 casi sono stati trasmessi con lo scopo di migliorare la cooperazione ,

mentre 815 casi avevano l’obiettivo di assistere altrimenti le autorità competenti

degli Stati membri nell’esecuzione di attività rogatoriale.

27 Per quanto concerne la tipologia dei casi aperti nel 2007, Eurojust ha registrato

49 tipi diversi di crimine.

Come nel 2006, la percentuale più elevata riguardava il traffico di stupefacenti

e i reati contro la proprietà, contro il patrimonio pubblico fra cui la frode. Anche i

casi relativi al traffico di esseri umani e di riciclaggio di denaro sono aumentati in

misura considerevole.

28 La particolarità del metodo di lavoro adottato da Eurojust consiste nella rilevanza

che assumono le riunioni di coordinamento organizzate dai membri per agevolare lo

scambio di informazioni tra i magistrati inquirenti dei diversi Paesi e per analizzare (e

possibilmente tentare di risolvere) gli eventuali ostacoli giuridici che esistono alla

cooperazione giudiziaria.

Questi incontri costituiscono l'aspetto più interessante del compito affidato ad

Eurojust, perché facilitano - tramite le riunioni tenute da pubblici ministeri, giudici e

ufficiali di polizia - la discussione e lo scambio in formazioni utili che permettono, di

acquisire una visione d'insieme nei casi particolari di criminalità organizzata che

coinvolge più Stati comunitari e di adottare conseguentemente una strategia comune.

29 L'Unità ha organizzato diverse riunioni di coordinamento cui hanno partecipato

alti magistrati, procuratori e funzionari di polizia degli Stati membri. Le riunioni

vertevano su una serie di differenti attività criminose e in particolare sul terrorismo,

sul traffico di esseri umani , sulla pornografia infantile attraverso internet e sul

traffico di stupefacenti. Questo nuovo approccio di collaborazione ha consentito a

importanti agenti investigativi e magistrati del pubblico ministero di riunirsi per

discutere casi di comune interesse e in modo da scambiarsi informazioni, rendendo

più efficace il trattamento dei rispettivi casi. Ha permesso loro anche di sviluppare e

condividere le prassi migliori. Anche l'Europol è stato associato e ha partecipato ad

alcune di queste riunioni.

Solo nel 2007 Eurojust ha organizzato o sostenuto l’organizzazione di 91 riunioni di

coordinamento, 74 nella sede de L’Aia e 17 negli Stati membri interessati alle

indagini.

Cinquanta di tali riunioni erano multilaterali e hanno coinvolto fino a 30 Paesi,

riunendo investigatori, Procuratori e giudici inquirenti provenienti dagli Stati membri

dell’UE e da Paesi terzi per discutere problemi e stabilire azioni cooperative o di

coordinamento da intraprendere in casi specifici.

30 In quest’ultimi anni Eurojust ha espresso un forte impegno, mettendo a

disposizione degli inquirenti europei tutte le sue risorse, nell’azione di contrasto al

terrorismo, sia di matrice islamica che anarchico-insurrezionalista.

Il terrorismo, dopo i fatti dell’11 settembre è diventato una emergenza mondiale e ha

costituito e costituisce sicuramente una priorità per Eurojust.

Eurojust ha preso varie iniziative per coordinare l’attività investigativa in corso

nei vari Paesi della Comunità Europea. Sono stati stabiliti, mediante accordi diretti,

punti di contatto con gli Stati Uniti, Israele, Russia, Turchia e altri Paesi

extracomunitari.

Sono state organizzate numerose riunioni di coordinamento sia nella sede

istituzionale, sia nei Paesi interessati, con la partecipazione dei magistrati inquirenti

titolari delle indagini e con i punti di contatto di Stati Uniti e Israele.

Subito dopo i fatti di Madrid dell’11 marzo sono state tenute numerose riunioni

di coordinamento in Spagna e all’Aia, sul fenomeno del terrorismo islamico e si sono

ottenuti importanti risultati, impensabili con i tempi e le procedure della ordinaria

assistenza giudiziaria internazionale.

Sono state scambiate in tempo reale , tra le diverse autorità

giudiziarie,importanti informazioni, a volte decisive per il prosieguo dell’attività

inquirente e si sono stabilite forme di azioni comuni e coordinate.

Eurojust si è proposta ed è stata eletta, attraverso i suoi Rappresentanti

nazionali, quale organo di coordinamento stabile tra i magistrati inquirenti dei Paesi

della Comunità, garantendo così un flusso costante e aggiornato di informazioni.

Sempre su iniziativa di Eurojust è stata avviato anche uno studio per la

costituzione di una banca dati europea sul terrorismo. che in futuro potrà costituire un

efficace strumento di contrasto a questo grave fenomeno di criminalità internazionale.

31

V – La nuova decisione EUROJUST

Il Trattato di Lisbona , così come i precedenti Trattati di Amsterdam e Nizza, ha

previsto espressamente il ruolo di Eurojust , come organo di coordinamento e

cooperazione per combattere le più gravi forme di criminalità transazionale,

proponendosi di rafforzarne il ruolo.

Prevede l’art. 69 D :

“ Eurojust ha il compito di sostenere e potenziare il coordinamento e la cooperazione

tra le autorità nazionali responsabili delle indagini e dell'azione penale contro la

criminalità grave che interessa due o più Stati membri o che richiede un'azione penale

su basi comuni, sulla scorta delle operazioni effettuate e delle informazioni fornite

dalle autorità degli Stati membri e da Europol.

In questo contesto il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante

regolamenti secondo la procedura legislativa ordinaria, determinano la struttura, il

funzionamento, la sfera d'azione e i compiti di Eurojust. Tali compiti possono

comprendere:

a) l'avvio di indagini penali, nonché la proposta di avvio di azioni penali

esercitate dalle autorità nazionali competenti, in particolare quelle relative a

reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione;

b) il coordinamento di indagini ed azioni penali di cui alla lettera a);

32 c) il potenziamento della cooperazione giudiziaria, anche attraverso la

composizione dei conflitti di competenza e tramite una stretta cooperazione

con la Rete giudiziaria europea.

Proprio per rafforzare il ruolo e le capacità di Eurojust, e secondo le linee guida del

nuovo Trattato, la Decisione 2009/426/GAI, ha modificato il precedente assetto ,

introducendo cinque obiettivi prioritari :

Migliorare le capacità operative di Eurojust, attraverso :

A)

− il rafforzamento dello status dei membri nazionali e la previsione della

durata del mandato di almeno quattro anni, con la possibilità per lo Stato

membro d'origine di rinnovare il mandato (Art. 9, par. 1);

− il rafforzamento dei Desk nazionali, prevedendo il regolare luogo di lavoro

del membro nazionale presso la sede dell'Eurojust, a L'Aia, con la

collaborazione obbligatoria di un aggiunto e di un'altra persona in qualità di

assistente (Art. 2);

− l’istituzione, da parte di Eurojust, per poter assolvere le sue funzioni in casi

urgenti, di un servizio di Coordinamento permanente (CP) in grado di ricevere

e trattare in ogni momento le richieste che gli sono destinate .

Il CP è contattatile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 attraverso un suo punto di

contatto unico presso l'Eurojust (Art. 5-bis).

B) Rafforzare i poteri di Eurojust, con l'istituzione di nuovi poteri in capo

all’organo in quanto “Collegio” e di nuovi compiti per il tramite dei suoi

membri nazionali (Art. 6 par. 1) .

Le autorità nazionali competenti devono indicare le ragioni di un eventuale

33 92

rifiuto di conformarsi ad una richiesta formale da parte di Eurojust, senza

indebiti ritardi -se la richiesta proviene dal collegio o da un membro nazionale

(Art. 8).

C) Migliorare lo scambio di informazioni, prevedendo :

− che il membro nazionale abbia un accesso alle informazioni contenute nei

seguenti tipi di registri del suo Stato membro :

casellario giudiziario;

1) registri delle persone arrestate;

2) registri relativi alle indagini;

3) registri della DNA;

4) altri registri del proprio Stato membro contenenti informazioni ritenute

5) necessarie all'assolvimento dei suoi compiti.

− un sistema di collegamento nazionale Eurojust, istituito da ciascuno

Paese per assicurare il coordinamento del lavoro svolto dai corrispondenti

nazionali dell'Unità, dal corrispondente nazionale in materia di terrorismo,

da quello della Rete giudiziaria europea e da non più di tre altri punti di

contatto della stessa e, inoltre, dai membri nazionali o dai punti di contatto

della rete delle Squadre investigative comuni (Art. 12)

D) Rafforzare la cooperazione tra Eurojust – la RGE e le autorità nazionali, con

l'instaurazione di rapporti privilegiati basati sulla concertazione e sulla

complementarità, in particolare tra il membro nazionale, i punti di contatto della Rete

di uno stesso Stato membro e i corrispondenti nazionali della Rete Giudiziaria

Europea.

34

Al fine di garantire una coordinamento efficace delle indagini transnazionali ,

vengono previste le seguenti misure:

i membri nazionali informano i punti di contatto della rete giudiziaria

a)

europea, caso per caso, su tutti i fascicoli che ritengano possano essere trattati

più opportunamente dalla rete;

il segretariato della RGE e quello delle Squadre investigative comuni fanno

b)

parte del personale di Eurojust ma ne costituiscono unità distinte sul piano

funzionale, possono avvalersi dei suoi mezzi amministrativi per assolvere i

rispettivi compiti;

i punti di contatto della RGE, quando è necessario, possono essere invitati

c)

alle riunioni dell'E. (Art. 25-bis ).

V - Le prospettive future

Eurojust è l’ultima nata tra le strutture dell’Unione Europea create per

combattere i fenomeni più gravi di criminalità che travalichino i confini nazionali ma

non è l’ultimo tassello nella costruzione compiuta di un autentico spazio giuridico

europeo nel contesto della cooperazione prevista dal Terzo pilastro..

Per la definitiva realizzazione di tale spazio appare indispensabile un

sostanziale avvicinamento delle legislazioni degli Stati membri, con la progressiva

adozione di norme comuni relative agli elementi costitutivi dei reati e alle sanzioni,

specie per quanto riguarda la criminalità organizzata, il terrorismo, il traffico di

essere umani e il traffico illecito di stupefacenti.

Questo obiettivo potrà realizzarsi soltanto con la creazione di un sistema penale

comune che comprenda il coordinamento delle indagini sia a livello di polizia che

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giudiziario e una legislazione comune che superi o quanto meno attenui le barriere

attuali derivanti dai confini nazionali.

Un passo in avanti in questo senso era stato compiuto con l’elaborazione di un

Corpus Juris , contenente disposizioni penali per gli interessi finanziari della

Comunità Europea pubblicato nel 1997 da una Commissione di studio diretta dala

Professoressa Mireille Del Mas-Marty, dell’Università della Sorbona.

Il progetto, finalizzato alla sola tutela degli interessi finanziari della Comunità ,

prevedeva norme sia sostanziali che procedurali e contemplava la costituzione di un

Pubblico ministero europeo, titolare delle indagini preliminari in materia di frode in

danno del bilancio comunitario, corruzione, abuso d’ufficio, malversazione,

rivelazione di segreti di ufficio, ricettazione e riciclaggio di fondi che costituiscono il

prodotto o il profitto degli altri delitti, l’associazione a delinquere volta alla

commissione di un qualsiasi delitto prevista dal Corpus.

La costruzione di questo sistema penale europeo aveva però, il limite di presupporre

sempre e necessariamente l’esistenza dei sistemi nazionali penali, rispetto ai quali si

poneva come integrazione e completamento.

Il principio guida che regolava tutto il sistema , infatti, è che le indagini sono

affidate al pubblico ministero a livello europeo, ma la competenza per il giudizio

continua ad appartenere ai tribunali nazionali, che saranno chiamati ad applicare la

normativa del Corpus Juris e, in via sussidiaria il diritto nazionale.

Il tentativo di creare un sistema penale comune va certamente incoraggiato ma,

allo stato attuale il progetto del Corpus Juris, pur aggiornato nel 2000, non è mai stato

adottato o trasfuso in atti comunitari.

In ogni caso la prospettiva futura per la creazione di un vero spazio giuridico

europeo non può che essere la costituzione di un Procuratore Europeo indipendente

36 In questo senso , dopo il tentativo della Del Mas-Marty, vi è stata una iniziativa

della Commissione (cd. Green paper ,2000, 608 def ), che seguiva le indicazioni

emerse nel vertice di Nizza del Dicembre 2000 , che ipotizzava una revisione dell’art.

280 del Trattato Ce, con l’inserimento dell’art. 280 bis.

Secondo questa proposta , avrebbe dovuto essere istituito un Procuratore europeo,

incaricato delle indagini e titolare dell’esercizio dell’azione penale per i reati che

ledono gli interessi finanziari della Comunità. Il PPE avrebbe dovrebbe operare

attraverso procuratori europei delegati nei rispettivi Stati della Comunità, incaricati

del raccordo tra la struttura centrale e le giurisdizioni nazionali.

Questa proposta iniziale era stata poi modificata dalla Commissione che ipotizzava

per il futuro Procuratore Europeo anche una competenza non solo per i reati che

ledono gli interessi finanziari della Comunità ma anche per le forme più gravi di

criminalità, quali il terrorismo, la tratta degli esseri umani il traffico internazionale di

stupefacenti.

Da ultimo l’istituzione di una Procura europea era stata prevista espressamente

dalla Convenzione sulla Nuova Costituzione Europea, che purtroppo, come a tutti è

noto, non è entrata in vigore per la mancata ratifica di alcuni Paesi.

Nella Costituzione (Titolo III- art.III-175), che poi doveva essere attuata con

decisioni quadro , si parlava di un Procuratore Europeo che dovrà essere istituito “a

partire da Eurojust”, competente per “individuare, perseguire e trarre in giudizio…..

gli autori di gravi reati con ripercussioni in più Stati membri e di reati che ledono gli

interessi finanziari dell’Unione… Esercita l’azione penale per i reati dinanzi agli

organi giurisdizionali competenti degli Stati membri.”

La novità rispetto al sistema precedente delineato dal Titolo VI del Trattato

sull’unione Europea stavano quindi nella creazione di un Ufficio del Pubblico

ministero, con competenza in tutti gli Stati dell’Unione e con potere di iniziativa

37

penale, sia in materia di reati che ledono gli interessi finanziari della Comunità, sia in

ordine ai più gravi reati transnazionali.

Le linee guida del sistema restavano però immutate per quanto concerne il

giudizio, che avrebbe dovuto svolgersi sempre innanzi agli organi giurisdizionali

degli Stati membri.

Non rientrava infatti nelle intenzioni del Consiglio dell’Unione e dei Paesi

membri, oggi come credo anche nel prossimo futuro, l’istituzione di un Tribunale

penale europeo, perché questo sarebbe in contrasto con il principio di sussidiarietà

che informa l’intera politica dell’Unione e con l’esigenza dei singoli Stati di

derogare, specie nel campo della giurisdizione, alla propria sovranità nazionale .

Da ultimo, il nuovo Trattato di Lisbona, rispondendo probabilmente alla

preoccupazione degli Stati membri di veder limitata la loro sovranità nazionale, ha

compiuto un passo indietro rispetto alla Convenzione sulla Costituzione europea, per

quanto riguarda l’istituzione del Procuratore europeo, limitandone le future

competenze ancora una volta ai soli reati che ledono gli interessi finanziari

dell’Unione : “La Procura europea è competente per individuare, perseguire e

rinviare a giudizio”, eventualmente in collegamento con Europol, gli autori di reati

che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, quali definiti dal regolamento previsto

nel paragrafo 1, e i loro complici.

Essa esercita l'azione penale per tali reati dinanzi agli organi giurisdizionali

competenti degli Stati membri.” ( art. 69 E n.1)

Tuttavia il nuovo Trattato ha voluto tenere una porta aperta ad una Procura Europea

competente anche per i più gravi reati transazionali, prevedendo in futuro che : “ il

Consiglio europeo può adottare, contemporaneamente o successivamente, una

decisione che modifica il paragrafo 1 allo scopo di estendere le attribuzioni della

Procura europea alla lotta contro la criminalità grave che presenta una dimensione

transnazionale, e che modifica di conseguenza il paragrafo 2 per quanto riguarda gli

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autori di reati gravi con ripercussioni in più Stati membri e i loro complici. Il

Consiglio europeo delibera all'unanimità previa approvazione del Parlamento

europeo e previa consultazione della Commissione” ( art. 69 E n.2)

Gli Stati membri hanno e vogliono mantenere il pieno controllo dei tre

fondamentali poteri sui quali poggia un ordinamento democratico: legislativo,

esecutivo e giudiziario.

Fuori dal principio di sussidiarietà lo Stato sovrano si troverebbe snaturato, ed in

Europa questo è impensabile soprattutto per gli Stati dalla più antica tradizione

nazionale, si pensi al Regno Unito, alla Francia e alla stessa Italia.

La creazione di una Procura Europea anche in futuro , quando e se verrà

realizzata, non sarà mai intesa come un trasferimento di competenze ad un organo

sovranazionale, ma solo come un'attribuzione di competenze comuni da esercitare nel

rispetto dei principi di sussidiarietà che il nuovo Trattato postula.

La strada da percorrere per la completa integrazione dei sistemi giudiziari dei

Paesi membri della Comunità, come si vede, è ancora lunga e irta di ostacoli.

Allo stato non appare ancora possibile una piena integrazione tra i sistemi

sostanziali e processuali dei vari Paesi della Comunità, anche perché , come si è

detto, nessuno Stato vuole ancora rinunciare alla propria sovranità nazionale in una

materia tanto delicata come quella della giustizia.

Appare invece praticabile una politica di piccoli passi, che preveda, almeno per

i reati più gravi, in ordine ai quali l’interesse è comune a tutti i Paesi, la progressiva

adozione di misure per la fissazione di norme minime relative agli elementi

costitutivi dei reati e alle sanzioni, nonché ai mezzi procedurali comuni , con

particolare riferimento alla criminalità organizzata, al terrorismo , alla tratta di esseri

umani e al traffico internazionale di sostanze stupefacenti .

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40

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1.49 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Penale, tenute dalla Prof. ssa Marzia Ferraioli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta la relazione del Dott. Martellino intervenuto al dibattito del 13 aprile 2009 in tema di cooperazione giudiziaria internazionale. I temi affrontati sono: globalizzazione del crimine, criminalità transnazionale, attività delle mafie, Convenzione di Palermo, spazio giuridico europeo, europol, eurojust.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Ferraioli Marzia.

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