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Cooperazione decentrata e normativa italiana Appunti scolastici Premium

Materiale didattico per il corso di Economia e politica della cooperazione del prof. Stefano Mocio, riguardante i seguenti argomenti: cooperazione decentrata e migrazioni; la legge n.49/1987 sulla cooperazione e la sua evoluzione legislativa; alcuni dati sulla CD forniti dall'OICS.

Esame di Economia e politica della cooperazione docente Prof. S. Mocio

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ESTRATTO DOCUMENTO

Con riferimento alla cooperazione decentrata:

• art. 1, comma1: la Cooperazione allo Sviluppo è parte

integrante della politica estera italiana;

• art. 2, comma 4: la DGCS può utilizzare “le strutture

pubbliche delle Regioni, delle Province autonome e degli Enti

Locali” per l’attuazione di specifiche attività di cooperazione,

individuate dalla Legge stessa (art. 2, comma 3, lettere a, c, d,

e, f, h).

• art. 2, comma 5: gli stessi soggetti decentrati possono

“avanzare proposte” alla DGCS, la quale, ove autorizzata dal

Comitato direzionale, può stipulare con essi “apposite

convenzioni”. Economia e politica della cooperazione 4

Stefano Mocio

L’attuale normativa italiana non consente che la

cooperazione decentrata si occupi di:

- “partecipazione, anche finanziaria, alle attività e al

capitale di organismi, banche e fondi internazionali”;

- “adozione di programmi di riconversione agricola

per ostacolare la produzione della droga”;

- “realizzazione di interventi in materia di ricerca

scientifica e tecnologica ai fini del trasferimento di

tecnologie appropriate”.

Economia e politica della cooperazione 5

Stefano Mocio

IL DPR. N. 177 del 12 aprile 2008 (Regolamento

di attuazione della L. 49/87), all’art. 7 riconosce

alle Autonomie locali un ruolo propositivo ed

attivo nell’azione di cooperazione allo sviluppo

governativa, disciplinando la facoltà di iniziativa

delle stesse e le modalità di collaborazione con la

DGCS (si veda in proposito anche la deliberazione

n. 12 del 17 marzo 1989).

Economia e politica della cooperazione 6

Stefano Mocio

La Legge n. 68 del 23 marzo 1993, all’art. 19, comma 1,

amplia la gamma dei soggetti titolari di capacità di

iniziativa nella cooperazione governativa, riconoscendo

all’ANCI e all’UPI l’idoneità a realizzare programmi di

concerto con il MAE, relativi alla cooperazione dell’Italia

con i PVS. Essa autorizza la DGCS “a stipulare apposite

convenzioni con gli Enti locali che prevedano uno

stanziamento globale da utilizzare per iniziative di

cooperazione, da attuarsi anche da parte dei singoli

associati”. Economia e politica della cooperazione 7

Stefano Mocio

La stessa legge, all’ art. 19, comma 1-bis, stabilisce

l’importo massimo (non superiore allo 0,80% della

somma dei primi tre titoli delle entrate correnti di

bilancio di tali Enti), dell’impegno finanziario di

Province e di Comuni utilizzabile per “Programmi di

cooperazione allo sviluppo e interventi di solidarietà

internazionale”. Economia e politica della cooperazione 8

Stefano Mocio

La legge 84/01, sulla partecipazione italiana alle

attività nei Balcani, all’ articolo 7 ha riconosciuto

esplicitamente il ruolo della cooperazione

decentrata, riservando 7,23 milioni di euro all’anno

(dei 51,65 milioni annui complessivi), per progetti

proposti e gestiti dalle Regioni e dagli Enti locali, a

seguito della definizione di Accordi di programma e

di Piani Operativi Integrati, garantendo alle Regioni

la designazione di propri membri nel Comitato di

gestione. Economia e politica della cooperazione 9

Stefano Mocio

La legge 131/03, applicativa del riformato Titolo V della

Costituzione italiana, prevede che “le Regioni e le

Provincie autonome … possono concludere, con enti

territoriali interni ad altro Stato, intese dirette a favorire

il loro sviluppo economico, sociale e culturale” e che

“possono, altresì, concludere con altri Stati accordi

esecutivi ed applicativi di accordi internazionali … o

accordi di natura tecnico – amministrativa, o accordi di

natura programmatica finalizzati a favorire il loro

sviluppo economico, sociale e culturale” .

Economia e politica della cooperazione 10

Stefano Mocio

Esistono, poi, singole normative regionali sulla cooperazione,

sull’emergenza, sulla cultura della pace e sulla cooperazione

sanitaria. Tali norme possono essere classificate secondo due

modelli:

Modello “aperto”: la Regione non esercita un potere di indirizzo

e di coordinamento particolarmente vincolante e non definisce

specifici limiti geografici, tematici o di interesse generale alla

sua azione di cooperazione (per esempio: Lombardia, Sicilia,

Sardegna, Trentino alto Adige);

Modello “integrato”: la Regione ha un potere di indirizzo

rilevante e riserva parte delle risorse ad iniziative di interesse

regionale o a precise aree geografiche del Sud del Mondo (per

esempio: Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Toscana, Veneto,

Liguria). Economia e politica della cooperazione 11

Stefano Mocio

Ulteriori norme presentano profili rilevanti ai fini della

cooperazione decentrata, tra cui:

• La legge 142/90: che ha sancito l’autonomia statutaria e

finanziaria dei Comuni e delle Province. Tale norma

fondamentale è stata più volte modificata ed inserita in una

sorta di Testo Unico sugli Enti Locali;

• Il DPR 31 marzo 1994: che ha precisato le procedure a cui si

devono attenere le Autonomie locali nel raccordo con lo Stato

sia per “le attività promozionali all’estero” (“intesa

governativa”), sia per le “attività di mero rilievo internazionale”

(per le quali è prevista una semplice comunicazione

preventiva); Economia e politica della cooperazione 12

Stefano Mocio


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22

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1.66 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

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