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Secondo le Linee Guida della DGCS, “la creazione

del Sistema Italia di Cooperazione allo Sviluppo si

ricollega alla nuova concezione dell’aiuto pubblico

allo sviluppo come leva per uno sviluppo equo e

sostenibile, e quindi come catalizzatore di risorse sia

al proprio interno che nei Paesi partner e nei

mercati internazionali di capitali, anche mediante

strumenti innovativi di finanziamento”.

Economia e politica della cooperazione 14

Stefano Mocio

Le linee di indirizzo del MAE, per evitare il rischio

parcellizzazione, promuovono l’aggregazione dei soggetti

della cooperazione decentrata, attraverso convenzioni e

accordi. Tra i tanti si citano:

-Accordo quadro tra DGCS, l’ANCI e l’API;

- Progetto di ricostruzione dell’Area danubiana (DGCS e

Regione Friuli – Venezia Giulia;

Tali aggregazioni rispondono efficacemente ai problemi di

scarsità di risorse umane, finanziarie e di tempo tipici delle

Autonomie locali. Economia e politica della cooperazione 15

Stefano Mocio

Le linee di indirizzo del MAE, delinea un processo

permanente di partenariato. Nei rapporti tra DGCS e Regioni

ed enti locali (REL), tre sono le tappe strumentali, cicliche,

della Cooperazione Decentrata:

1. Programmazione, sulla base dell’Intesa sancita il 18

dicembre 2008;

2. Co-finanziamento, sulla base del Modulo Unico previsto

dalle linee di indirizzo;

3. Valutazione, sulla base dei criteri di efficacia e qualità

riportati nelle linee di indirizzo. Peraltro il MAE ha

prodotto un manuale.

Economia e politica della cooperazione 16

Stefano Mocio

Si fa riferimento a:

1. Politiche per l’internazionalizzazione economica:

sostenere la competitività del proprio territorio;

2 Politiche di cooperazione decentrata allo sviluppo:

tra l’altro, lotta alla povertà nei PVS.

Queste due politiche (azioni) sono tra loro

compatibili! Economia e politica della cooperazione 17

Stefano Mocio

La lotta alla povertà può passare anche per la crescita sia dell’imprenditoria

locale, sia della competitività internazionale dei PVS, in sintonia con uno

sviluppo umano sostenibile;

E’ possibile sviluppare politiche di internazionalizzazione che,

contemporaneamente, soddisfino gli interessi del donatore e del PVS, puntando

su “vocazioni complementari”. Nel mercato internazionale, inoltre, è possibile

accrescere la “specializzazione” e, quindi, gli scambi tra i diversi territori.

Economia e politica della cooperazione 18

Stefano Mocio

Per evitare conflitti tra donatore e PVS alcuni propongono

che le politiche di internazionalizzazione, poste in essere

dall’Amministrazione locale “donatrice”:

• non accrescano, a vantaggio del Nord, il differenziale di

sviluppo, rendendo inutile o puramente assistenziale la

politica di cooperazione decentrata;

• non favoriscano la crescita di imprese dei PVS al punto

da renderle più competitive rispetto a quelle del territorio

“donatore”, incoraggiando, inoltre, “processi di

delocalizzazione inversi” che impoverirebbero il tessuto

produttivo del PVS riducendone l’occupazione.

Economia e politica della cooperazione 19

Stefano Mocio

Anche questa impostazione, che può

sembrare di buon senso, non è certo pacifica.

Innanzitutto perché impone dei limiti alla

libertà di mercato. Una cosa è, però, certa. Tali

aspetti andrebbero maggiormente

approfonditi, evitando prese di posizione

pregiudiziali, anche alla luce dei risultati, non

sempre ottimali, delle politiche attuate dal

WTO. Economia e politica della cooperazione 20

Stefano Mocio

Va, inoltre, sottolineato che:

1. gli interessi delle imprese (sia nel Nord, sia nel Sud del Mondo)

non necessariamente coincidono con quelli dei territori che li

ospitano;

2. l’attrazione nei PVS degli investimenti diretti esteri(*) non

produce automaticamente sviluppo del territorio (effetto

colonizzazione).

(*) Secondo la definizione delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, gli

investimenti diretti esteri (IDE) sono investimenti di un soggetto residente in un Paese

rivolti a stabilire una relazione di lungo termine e ad acquisire interessi durevoli e di

controllo su un'impresa residente in un altro Paese. Il soggetto residente è detto

investitore diretto e l'impresa è detta impresa di investimento diretto.

Economia e politica della cooperazione 21

Stefano Mocio

L’apertura economica dei PVS dovrebbe essere coniugata

con lo sviluppo endogeno del territorio, mediante un

processo governabile dagli attori locali e basato su fattori di

competitività fortemente radicati.

Diversi gli esempi di “convivenza virtuosa” tra lo sviluppo

locale dei territori dei “PVS partner” e

l’internazionalizzazione delle imprese del territorio

“donatore”, spesso favoriti dalla sottoscrizione di

partenariati territoriali internazionali tra gli Enti locali

interessati. Economia e politica della cooperazione 22

Stefano Mocio

Alcuni esempi:

Programmi di Sviluppo Umano a Livello Locale (PDHL), gestiti da

UNOPS (*) e cofinanziati dalla DGCS (trasferimento di conoscenze

imprenditoriali per lo sviluppo economico locale, progetti diretti a

promuovere investimenti delle PMI nei Paesi partner, ecc.).

(*) L’UNOPS-UN provvede alla gestione dei progetti, degli appalti e di altri servizi di

supporto per le Agenzie delle Nazioni Unite, le Istituzioni finanziarie internazionali, i

Governi e le Organizzazioni Non Governative.

Programma comunitario Urb-al (creazione di una rete di città

europee e latinoamericane dedicata al tema dello sviluppo urbano,

delle PMI e della loro internazionalizzazione).

Economia e politica della cooperazione 23

Stefano Mocio

Diverse iniziative di cooperazione

decentrata degli Enti Locali italiani

mirano a mettere a disposizione dei

“PVS partner” conoscenze e servizi

per lo sviluppo in loco di PMI.

Economia e politica della cooperazione 24

Stefano Mocio

Il fenomeno dell’internazionalizzazione economica è,

per certi versi, “legato” a quello delle migrazioni

internazionali;

Internazionalizzazioni e migrazioni, intesi come flussi di

esportazioni/importazioni di lavoro (di capacità e di

conoscenze), hanno effetti profondi sullo sviluppo dei

territori sia del Sud, sia del Nord del Mondo.

Economia e politica della cooperazione 25

Stefano Mocio

E’ utile indagare il “nesso” tra Migrazioni e Sviluppo, ovvero il ruolo dei

migranti nello sviluppo. Di seguito si riportano alcune impostazioni.

A) La New Economics of Labour Migration (anni ’90), ha

sottolineato l’importanza per lo sviluppo locale dei PVS:

1. delle rimesse (capitale finanziario);

2. delle iniziative comunitarie sostenute dai migranti nei

villaggi di origine (capitale sociale);

3. del flusso di conoscenze e di trasferimenti di capacità

(capitale umano). Economia e politica della cooperazione 26

Stefano Mocio


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia e politica della cooperazione del prof. Stefano Mocio, riguardante i seguenti argomenti: gli ambiti di intervento della cooperazione decentrata (CD); la cooperazione decentrata in ambito europeo e la Carta
Europea sulla Cooperazione in materia di Governance Locale
; la CD in Italia; il rapporto tra CD nei processi migratori.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

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