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Convergenza e percorsi Appunti scolastici Premium

Questa lezione fa riferimento al corso di Laboratorio di Mobile Services e Multicanalità tenuto dal prof. Rovelli. Gli argomenti qui affrontati sono: convergenza e scenari di rete; le prospettive e i percorsi della convergenza fisso-mobile e internet/tv; scenari attuali e alternativi. Vedi di più

Esame di LABORATORIO DI MOBILE SERVICES E MULTICANALITA' docente Prof. M. Rovelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

(in prevalenza con tecnologie xDSL), mantenendo uno stretto contatto con

il cliente finale e realizzando forme di bundling del servizio e in grado di

generare nuovi flussi di ricavo.

In secondo luogo, le imprese che erogano tali servizi sono spesso ex-

monopolisti ed aziende di grandi dimensioni, con un controllo delle quote

di mercato nel segmento voce fissa decisamente importante e con scarsa

concorrenza da parte dei newcomers. La presenza di un mercato

prevalentemente nazionale ha poi limitato severamente lo sviluppo di

consolidamenti societari a livello internazionale, mantenendo gli assetti

strutturali del sistema abbastanza stabili, malgrado alcune eccezioni.

Uno dei tratti salienti della recente evoluzione del business della

telefonia fissa è rappresentato dai servizi di connettività Internet a banda

larga (si veda il cap.1). I servizi di connettività broadband rappresentano

oggi il vero core business del comparto fisso, così come era per la voce sino

a pochi anni fa. Dalla figura seguente si nota infatti un sensibile incremento

delle connessioni broadband sia attuale che atteso per i prossimi anni.

IDC

Fonte:

Fig. 2.2 - Evoluzione delle connessioni a banda larga

Va comunque segnalato come l’evoluzione della banda larga non risulta

uniforme all’interno dei paesi sviluppati: in alcuni mercati come la Gran

Bretagna, ad esempio, la diffusione delle connessioni broadband ha

raggiunto il 60% delle famiglie, mentre in altre aree, quali l’Italia, la banda

larga raggiunge circa sei milioni di famiglie e presenta ancora un

significativo potenziale di crescita.

Riguardo ai percorsi di convergenza e ai diversi modelli di business che

riguardano la telefonia fissa altri elementi vanno segnalati.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 54

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Il primo riguarda i percorsi di integrazione con Internet per i quali, da

qualche tempo, si rileva la presenza di operatori che mirano a fornire la

connettività fissa a banda larga e altri servizi integrati o con

un’infrastruttura alternativa a quella della rete dell’incumbent (è il caso, in

Italia, di Fastweb), o attraverso forme di unbundling (fra gli altri, Tele2,

Tiscali, Wind, etc.).

Se da un lato i modelli di business basati su cablature alternative sino

all’’ultimo miglio’ sono significativamente penalizzati da costi di

investimento infrastrutturale, e potranno essere forse importanti per

supportare fenomeni di convergenza più ampi (ad es. triple or quadruple

play), dall’altro le forme di unbundling occupano invece un’importante

posizione nel mercato e danno la possibilità, ad esempio di fornire servizi

di fonia VOIP (Voice over Internet Protocol) che offrono la possibilità di

sviluppare telefonate da e per computer sulla rete Internet, con modalità di

pricing diverse.

AGCom

Fonte:

Tab. 2.2 – Quote di mercato delle connessioni a banda larga in Italia

Un altro elemento riguarda invece i percorsi di convergenza fra telefonia

fissa, Internet e televisione.

In questo caso, invece, in Italia solamente l’incumbent e Fastweb hanno

recentemente iniziato ad offrire tali servizi in bundling, anche se vi sono

piani affinché anche altri operatori entrino nel mercato IPTV nel prossimo

futuro, in Italia come in Europa. Come avvenuto per le connessioni

broadband, la possibilità di offrire servizi video potrebbe in futuro giocare

un ruolo fondamentale nei portafogli di offerta degli operatori TLC e

contribuire significativamente ai ricavi, anche se allo stato attuale si tratta

di discorsi in prospettiva.

In breve, la telefonia fissa si caratterizza come un comparto ove:

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 55

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

• il business originario della telefonia fissa (la voce) è destinato a

diventare progressivamente una commodity,

• i processi di convergenza diadica fra telefonia fissa ed Internet,

attraverso servizi di connettività alla rete soprattutto in banda larga,

stanno rappresentando il core business,

• lo sviluppo tecnologico potrà creare opportunità e minacce per

l’integrazione fra telefonia fissa ed Internet, e/o con altri segmenti del

sistema, sia interni (fisso/mobile), sia esterni

(TV/Internet/Contenuti), formando processi di aggregazione più

complessi.

2.2.2 - I servizi di telefonia mobile

I servizi di telefonia mobile hanno invece rappresentato la ‘next big

thing’ nella seconda metà degli anni novanta e, come si è visto al punto

precedente, nella prima metà dell’attuale decennio si sono sviluppati

significativamente sino a superare il business tradizionale della telefonia

fissa voce. Per fornire alcuni semplici dati, alla fine del 2005 sono stati

rilevati oltre 2 miliardi di utenti di telefonia mobile contro gli 1,2 di

telefonia fissa. In Europa occidentale il tasso di penetrazione medio è del

92%, e circa il 60% degli utenti utilizza tessere ricaricabili.

Se ad oggi nei principali paesi sviluppati si raggiungono tassi di

saturazione vicini o superiori al 100%, nei paesi in via di sviluppo la

telefonia mobile ha invece rappresentato una modalità rapida per fornire

servizi di comunicazione in aree del pianeta fortemente carenti dal punto di

vista delle infrastrutture fisse grazie al relativo minor costo delle

infrastrutture (si veda la figura 2.3).

Il comparto mobile ha rappresentato un mercato in forte crescita e

certamente profittevole per molti operatori, con una riconosciuta dinamica

concorrenziale. Recentemente, tuttavia, il mercato ha evidenziato una certa

tendenza alla saturazione.

In primo luogo, la domanda non può più essere estesa ‘orizzontalmente’

perlomeno nei paesi più industrializzati, dati gli attuali tassi di

penetrazione.

Secondariamente, l’estensione ‘verticale’, cioè in termini di nuovi

servizi, è attualmente vincolata da colli di bottiglia tecnologici e scarso

successo di mercato: in particolare, la transizione verso i sistemi di terza

generazione è risultata sinora particolarmente sfavorevole dal punto di vista

economico per gli operatori, se si comparano i nuovi costi sostenuti per

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 56

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

l’acquisizione delle licenze e quelli per il roll-out delle infrastrutture con i

ricavi aggiuntivi ottenuti tramite servizi a valore aggiunto. Le figure 1.16 e

1.17 del capitolo 1 sottolineano i tratti salienti di questa situazione.

Idate

Fonte:

Fig. 2.3- Evoluzione degli utenti di telefonia mobile fra paesi sviluppati e in via di

sviluppo

Si nota chiaramente come le attese per l’evoluzione del mercato siano

sostanzialmente stabili, così come il trend dell’ARPU, che dovrebbe

assestarsi su valori prossimi ai 30 Euro. Se il livello assoluto degli ARPU

differisce per area geografica e risente del mix ricaricabili/abbonamento,

ciò che non varia sostanzialmente è il trend decisamente prudente, quando

non riflessivo, nelle diverse aree.

In aggiunta, si può notare che malgrado il traffico voce manterrà un

ruolo preponderante nei ricavi della telefonia mobile anche nel prossimo

futuro, il peso dei VAS dovrebbe progressivamente salire, anche se le

previsioni, come detto rimangono prudenziali: quanto la tecnologia e il

mercato premieranno la transizione da voce a contenuti determinerà lo

sviluppo (e l’integrazione) del business mobile con altri segmenti del

sistema TLC. Vale infatti la pena sottolineare come gli SMS rappresentino

oggi l’85% del valore dell’ARPU dati, mentre il restante 15% è generato da

suonerie, chats, giochi e altri contenuti.

Per il futuro, pur non parlando di killer applications, le maggiori

aspettative sono riposte nella musica e nei video. Con riferimento alla

musica, se vi sono già importanti segnali riguardo alla disponibilità a

pagare da parte del consumatore, i problemi principali riguardano i modelli

di business e le relazioni con i diversi partner della filiera, che non risultano

ancora consolidati.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 57

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Con riferimento invece alla TV, la sfida principale riguarda ancor prima

l’esistenza di una domanda significativa: se alcuni istituti di ricerca (ad

esempio Idate o McKinsey) propendono per uno sviluppo prorompente

della mobile television, altri (quali ad esempio KPMG, Strategy Analitics o

Olswang) sono ben più prudenti in termini evolutivi.

In ogni caso, diverse fonti di ricerca scommettono sul fatto che l’Italia

potrà svolgere un ruolo pionieristico nell’introduzione della tecnologia

DVB-H, uno degli standard che si stanno affermando nell’integrazione

mobile/TV.

Anche in questo caso, volendo sintetizzare, per quanto riguarda i servizi

mobili:

il core business, cioè traffico voce e SMS, è stato e rimane

certamente un’area profittevole, anche se vi sono segni di

saturazione;

i processi di convergenza diadica fra telefonia mobile ed Internet,

attraverso i sistemi di terza generazione, non hanno sinora mantenuto

le attese di sviluppo previste al lancio;

lo sviluppo tecnologico si presenta determinante nel definire i trend

futuri di convergenza che riguardano la telefonia mobile, Internet e

televisione, ma è fortemente incerto.

2.2.3 - L’integrazione fra telefonia fissa e mobile

I processi di convergenza e i diversi modelli di business non

coinvolgono solamente i due comparti TLC fisso e mobile entrambi

indirizzati verso singoli processi di integrazione con Internet e televisione,

bensì prevedono anche un potenziale percorso di convergenza ‘interna’,

cioè telefonia fissa e mobile, che si può aggiungere ai precedenti o

fra

innestarsi su di essi, fino a formare modelli noti come ‘quadruple play’.

Come ricordato nel primo capitolo, il tema dell’integrazione

fisso/mobile è in cima all’agenda manageriale del business TLC. Se infatti

queste possibilità sono al momento ancora potenziali, si intravedono invece

alcuni interessanti percorsi di possibile sviluppo, anche perché recenti

statistiche hanno messo in evidenza che solo circa il 25% delle chiamate fra

cellulari sono realmente ‘mobili’ (cioè quando le persone si stanno

muovendo), mentre il restante 75% avviene quando le persone sono ferme

in un determinato luogo.

Il primo percorso possibile, cosiddetto ‘a tecnologia esistente’, prevede

la possibilità di integrare le funzionalità fisso-mobile attraverso tecnologie

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 58

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

che smistano con modalità la chiamata su reti broadband quando

seamless

il destinatario è un numero fisso e su una rete mobile quando il destinatario

della chiamata è un cellulare. Un servizio simile (Connect) è attualmente

offerto ad esempio da British Telecom, ma è nei piani anche di altri

operatori incumbent europei. Telecom Italia sta sviluppando un servizio

simile attraverso tecnologie UMA (si veda il capitolo 1).

La seconda opportuntià di integrazione fisso-mobile risiede invece in

una vera e propria transizione tecnologica delle reti, ed ha a che fare con lo

sviluppo del WiMax e con la sua combinazione con reti più corte. In breve,

il WiMax è una famiglia di tecnologie trasmissive che consente connessioni

ad altissima velocità in aree di qualche decina di chilometri. Qualora questa

rete, una volta sviluppata, venisse integrata con reti più corte, fatte ad

esempio di hot-spot Wi-Fi, potrebbe rappresentare un’opportunità efficace

di integrazione fisso-mobile, con anche ulteriori possibilità di far transitare

su queste reti altri servizi a valore aggiunto, incrementando il valore dei

bundle di offerta.

Allo stato attuale, come mostra la figura seguente, la tecnologia WiMax

è in fase di prima sperimentazione in limitate aree geografiche e non è

ancora chiaro il quadro regolamentare che dovrebbe prevedere l’attivazione

delle licenze né a livello nazionale né a livello comunitario. In ogni caso,

quando vi saranno terminali compatibili e quando questa rete si integrerà

sia con reti più corte e sia con la rete Internet, è probabile che si

registreranno cambiamenti significativi negli assetti del sistema TLC.

Idate

Fonte:

Fig. 2.4 - Evoluzione attesa di soluzioni e tecnologie relative alla piattaforma Wi-Max

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 59

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

2.2.4 – Internet e Televisione

Sebbene non facciano parte del contesto TLC in senso stretto, Internet e

la televisione rappresentano due aree importanti nel più ampio contesto dei

media di comunicazione. In particolare, a seguito dei processi di

convergenza in atto e potenziali appena descritti, che coinvolgono appunto

Internet e la televisione, può risultare importante evidenziare alcuni punti

chiave dell’evoluzione e delle prospettive di questi due comparti con

particolare riferimento ai potenziali percorsi di convergenza.

Riguardo alla televisione, si può sottolineare come il mercato sia ancora

in gran parte dominato da modelli di business di taglio ‘generalista’, basati

sulla gratuità della fruizione (eccetto il canone per i network pubblici) e

sulla pubblicità come fonte prevalente di reddito permane dominante.

In termini evolutivi, tale modello è comunque abbastanza statico,

mentre si nota come siano le forme di televisione a pagamento, siano esse

via satellite o via cavo, ad incrementare il loro ruolo sul mercato, pur

rimanendo ancora confinate in uno spazio limitato del mercato e,

soprattutto, evidenziando qualche difficoltà in termini di sostenibilità dei

propri modelli di business (si veda la fig. 2.5).

AGCom

Fonte:

Fig. 2.5 - Evoluzione dei ricavi nel business TV in Europa (mld. Euro)

Ad oggi, in Italia, il mercato televisivo vale circa 6,8 miliardi di Euro,

quasi quattro dei quali provengono dalla raccolta pubblicitaria. Nell’ambito

dei servizi a pagamento, che coprono circa il 20% delle risorse, quasi il

90% è rappresentato da forme di abbonamento, mentre modalità più

flessibili di pay per view rimangono marginali.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 60

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

In sintesi, dunque, il settore televisivo rimane ancora dominato da forme

di distribuzione ‘tradizionali’, anche se attualmente gli operatori sembrano

interessati a sperimentare forme di modelli di business che prevedano un

coinvolgimento diretto del cliente e una ibridazione dei contenuti attraverso

diverse (e più integrate) piattaforme tecnologiche.

Riguardo ad Internet, è invece opportuno rilevare come la sua rete si sta

proponendo come uno dei grandi ‘aggregatori’ potenziali dell’intero

sistema TLC. Come si vedrà nel capitolo successivo, infatti, lo scenario che

vede tutte le reti TLC rese IP-compatibili ed integrate, è infatti una delle

opzioni più affascinanti e radicali che ci si possono attendere.

Internet è tuttavia già entrato a pieno titolo nei processi di

trasformazione delle TLC con il fenomeno broadband, già descritto nelle

pagine precedenti dedicate all’analisi del contesto di mercato della telefonia

fissa. La connessione Internet veloce è infatti diventato il prototipo della

prima integrazione/convergenza realizzata con successo fra il mondo TLC e

quello IT, fornendo un supporto di business essenziale all’ormai saturo

mercato della voce fissa, e migliorando le condizioni di base affinché i

servizi Internet possano crescere significativamente in futuro.

A tale proposito non è un caso se il fatturato dei servizi Internet in Italia

sia cresciuto sino a raggiungere un valore di 3,3 miliardi di Euro nel 2005,

rappresentando oggi quasi il 20% del totale dei ricavi della telefonia fissa.

Oltre al fenomeno banda larga, vale la pena sottolineare la crescita di un

altro segmento di attività Internet, potenzialmente legato al mondo TLC: le

connessioni hot-spot in modalità wireless. Ad oggi, infatti, il numero di

postazioni che offrono tale possibilità è in grande crescita (si veda la figura

seguente), e rappresenta una potenziale ulteriore direttrice di sviluppo

futuro.

IDC

Fonte:

Fig. 2.6 - Evoluzione dei punti di connessione veloce wireless (hot spots) nel mondo

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 61

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Se si combina poi l’evoluzione di questi hot spot, sviluppati con

tecnologia Wi-Fi, con ciò che potrebbe accadere riguardo all’evoluzione

delle piattaforme Wi-Max (si veda il paragrafo precedente dedicato

all’integrazione fisso-mobile), si può percepire quale può essere la portata

di Internet come agente di convergenza ed integrazione futura nel sistema

TLC: questi temi saranno comunque affrontati in dettaglio nel capitolo

successivo.

2.3 Convergenza e modelli di business: la percezione del

cambiamento

2.3.1 – Sviluppo e sostenibilità: uno schema di riferimento

Dopo aver analizzato lo stato attuale di sviluppo dei principali segmenti

del sistema TLC, rilevato i principali modelli di business ed aver esaminato

le prime forme di convergenza che si riscontrano, è importante sottolineare

un aspetto che sembra pervadere le diverse anime del mercato: un

cambiamento di una qualche portata sembra percepito come fenomeno

ineludibile per il prossimo futuro, ma i percorsi di realizzazione di questo

cambiamento sono ancora incerti e non tutte le variabili sembrano sotto

controllo degli operatori.

Questa considerazione può essere utilmente rappresentata attraverso un

framework di sviluppo tipico dei modelli di nel quale si

industry dynamics

confronta l’evoluzione temporale del rapporto fra il tasso di variazione del

fatturato e quello di variazione dei profitti (si veda la figura seguente).

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 62

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Fig. 2.7 –Una schema stilizzato per l’analisi dei processi di industry dynamics

Tale schema vorrebbe rappresentare, in una versione ovviamente

limitata e semplificata, un modello di base a livello settoriale per l’analisi

dei percorsi di sviluppo dei diversi segmenti TLC.

Centrale in questo schema è, come detto, il rapporto fra la dinamica dei

profitti e quella dei fatturati o delle quote di mercato. Tale rapporto indica,

in prima approssimazione, come viene alimentata la performance degli

operatori e come questa supporti o meno strategie di sviluppo a medio

termine.

Quando tale rapporto è superiore all’unità, significa che la crescita dei

profitti è alimentata prevalentemente da guadagni di efficienza e tagli sui

costi: quando tale situazione si perpetua per diversi anni, sebbene l’impresa

ottenga guadagni, ciò può essere indice di una strategia sostanzialmente di

breve termine, o che può essere sostenuta solamente in un mercato stabile e

maturo. Quando invece il mercato di riferimento è saturo e il panorama

tecnologico diventa turbolento lo sforzo sui costi non è più sufficiente a far

crescere i profitti e il tasso di crescita del fatturato diventa negativo,

creando problemi nel sostenimento di questa strategia.

Quando tale rapporto è inferiore all’unità, significa invece che l’impresa

tende a crescere rapidamente sul mercato, ma ciò avviene con dei profitti

che salgono più lentamente, a causa di difficoltà o di costi di acquisizione

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 63

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

della domanda. Anche in questo caso, deviazioni significative

dall’equilibrio del rapporto sono sostenibili solo per un determinato periodo

di tempo e sono solitamente tipici delle fasi di entrata nel mercato, ma nel

medio periodo un’impresa che si caratterizza per questo profilo di crescita e

profitti deve essere in grado o di rendere particolarmente attrattiva la

nicchia di mercato che presiede o di uscire dalla nicchia ed espandersi,

altrimenti non è in grado di sostenere la propria presenza nel mercato.

Questo schema stilizzato, pur nella sua semplicità, può essere istruttivo

se applicato al contesto di convergenza nelle TLC che è stato descritto

sinora. In particolare, lo schema consente di percepire come, con qualche

differenza temporale, i principali operatori di telefonia fissa, mobile e TV,

siano essi incumbent o newcomers, si posizionano nello schema in

posizioni simili. Tali posizionamenti generano, in questa finestra temporale,

incentivi più o meno significativi al cambiamento strategico per tutti i

principali players nel sistema TLC, cambiamento che si dovrebbe

indirizzare verso livelli crescenti di convergenza ed integrazione.

Ovviamente, a quale livello e quali dimensioni questo processo di

convergenza arriverà è, al momento, difficile da stimare: le pagine che

seguono sintetizzano il posizionamento degli attori chiave nello schema

presentato, e risultano propedeutiche all’analisi di scenario contenuta nel

capitolo successivo. Vale la pena sottolineare che tale operazione di

posizionamento contiene ovviamente delle necessarie semplificazioni in

termini di varianza delle posizioni dei singoli operatori e di sincronia fra i

diversi posizionamenti.

2.3.2 – La telefonia fissa

Ad esempio, se si considera il business attualmente

della telefonia fissa,

gli operatori incumbent si potrebbero posizionare nella parte superiore del

grafico e appena dopo la ‘gobba’ nella quale la curva del rapporto

variazione profitti e variazione fatturato tende a riavvicinarsi all’unità,

mentre i newcomers si possono posizionare sempre appena dopo la gobba

ma nella parte bassa del grafico.

Infatti, quasi tutti gli operatori ex-monopolisti, nei mercati europei,

hanno recentemente sperimentato un periodo di stagnazione dei propri

fatturati, dovuto alla contrazione del business originario della voce fissa, a

cui hanno risposto con miglioramenti dei livelli di efficienza a volte

straordinari (si veda la figura seguente), mantenendo sostanzialmente

invariati i livelli assoluti della forza lavoro impiegata.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 64

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Allo stesso tempo, a causa soprattutto dei faticosi processi di

liberalizzazione, in particolare del nodo dell’accesso, i newcomers non

sono riusciti negli anni scorsi a raggiungere una posizione sostenibile di

profittabilità malgrado abbiano raggiunto nei principali mercati europei

quote di mercato in quantità attorno al 30%.

Sino a poco tempo fa, dunque, entrambe le categorie di players nel

contesto della telefonia fissa si erano progressivamente allontanate dai

percorsi di sostenibilità di medio-lungo periodo, a causa della progressiva

saturazione dei consumi, alla concorrenza di altre forme di comunicazione

e al declino irreversibile dei prezzi.

Attualmente, la convergenza con Internet e l’offerta di servizi di

connessione broadband ha rappresentato, sia per l’incumbent che per i

followers, un’occasione di incremento dei ricavi e dei profitti che ha

consentito ai diversi operatori di telefonia fissa una sostenibilità economica

dei loro business attuali. Al momento,dunque, come detto, incumbent e

followers della telefonia fissa si posizionano appena dopo la curva in un

percorso di potenziale rientro verso aree caratterizzate da maggiore

equilibrio di crescita.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 65

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Idate

Fonte:

Fig. 2.8 – Dinamica della produttività (fatturato per addetto) dei principali operatori

incumbent TLC negli ultimi anni

2.3.3 – La telefonia mobile

Per quanto riguarda la il posizionamento degli

telefonia mobile,

operatori, e la loro recente evoluzione, sono del tutto simili a quelli descritti

per la telefonia fissa, solamente risultano traslati orizzontalmente verso

sinistra.

Infatti, gli incumbent della telefonia mobile hanno da tempo beneficiato

di profili di sviluppo importanti ed equilibrati; ma, come descritto

precedentemente da quest’anno, in molti paesi sviluppati e in particolare in

Italia, la saturazione del mercato inizia a farsi sentire, mentre alcuni

follower (si pensi a ‘3’ in Italia) pur crescendo in termini di clienti e di

quota di mercato in questi anni, non sono ancora riusciti a raggiungere

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 66

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

soddisfacenti livelli di profittabilità, anche a causa del limitato contributo

fornito dai servizi UMTS a valore aggiunto.

A tale proposito, mentre il comparto fisso ha già sperimentato fenomeni

di stagnazione e ha iniziato alcuni percorsi di convergenza e di

allargamento del proprio profilo di servizi, quindi superando la gobba della

curva, il comparto mobile sembra alla vigilia di questo più o meno

inevitabile deterioramento dell’attrattiva del proprio core business. Per

entrambe le categorie di operatori, quindi, il posizionamento attuale può

essere identificato all’inizio della piega della curva all’insù (più vicino

all’asse di equilibrio per gli incumbent), in una situazione simile a quella in

cui si è trovata la telefonia fissa qualche anno fa.

Anche per gli operatori di telefonia mobile, dunque, il futuro dovrebbe

passare attraverso la scoperta e lo sviluppo di nuovi servizi, in parte trainato

da forme di convergenza, al fine di evitare percorsi di eccessivo

allontanamento dagli assetti di equilibrio che metterebbero in crisi i

newcomers e ridurrebbero significativamente le performance degli

incumbent.

2.3.4 – La televisione

Infine, questo schema potrebbe anche essere esteso al comparto

con ragionamenti ed implicazioni abbastanza simili.

televisivo,

Da un lato, infatti, i broadcaster tradizionali sono da tempo inseriti in

contesti di mercato stagnanti, con la raccolta pubblicitaria sostanzialmente

stabile, i mercati saturi e le fonti di reddito fisse (il canone pubblico)

anch’esse ferme: non è un caso che, in Italia, operatori generalisti come

Mediaset abbiano tentato di diversificare la propria offerta tramite la

piattaforma del digitale terrestre e servizi attraverso portali Internet.

Allo stesso tempo, anche operatori follower o di nicchia, quali ad

esempio Sky, che operano su piattaforme tecnologiche alternative si

trovano di fronte ad uno scenario non semplice: da un lato i segmenti target

sono stati conquistati ma solo recentemente l’operatore ha raggiunto il

break-even, dall’altro la concorrenza degli operatori TLC già convergenti

sulla piattaforma Internet è sicuramente minacciosa.

Anche in questo caso, dunque, gli operatori televisivi si possono

posizionare nella fase di ascesa della curva dello schema, e stanno subendo

incentivi verso l’esame di forme di integrazione con il mondo TLC ed

Internet, sia in chiave competitiva, sia difensiva.

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Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

2.3.5 – Convergenza sì, ma come e quanto?

Pur con tutte le cautele e le semplificazioni del caso, applicando questo

schema di al sistema TLC, sembra proprio che i tre

industry dynamics

comparti principali, TLC fisse, mobili e TV siano inseriti, o siano prossimi

ad esserlo, in percorsi di cambiamento che dovrebbero portare a fenomeni

di maggiore convergenza ed integrazione fra i vari segmenti del sistema

TLC (si veda la figura seguente, che contiene un’ipotesi di

posizionamento).

∆ profitti

----------- Broadcaster

∆ fatturato Leaders

generalisti fisso

Leaders

mobile Percorso

1 - ideale

Followers

mobile Broadcaster

di nicchia Followers

fisso t

Sviluppo Maturità Innovazione/

stagnazione

Fig. 2.9 –I processi di industry dynamics nel sistema TLC: uno schema stilizzato

Per agevolare la lettura del grafico è opportuno ricordare alcuni assunti

di questo modello semplificato:

− Il posizionamento ‘per categoria’ richiede ovviamente qualche

scorciatoia, ed è da intendersi come posizionamento medio: è infatti

possibile che singoli player possano essere posizionati

diversamente;

− Il modello è semplificato anche in termini di timing: il

posizionamento, anche in questo caso, è da intendersi come medio

di un periodo di due-tre anni;

− La rappresentazione si intende generalmente applicabile al contesto

europeo e non strettamente applicabile alla realtà italiana: pertanto

in alcuni casi è possibile che singole situazioni nazionali siano

divergenti rispetto allo schema proposto;

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Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

− Il modello non contiene giudizi di valore su profittabilità e quote di

mercato, ma la sua enfasi è sulla sostenibilità del processo

evolutivo: è positivo, in questo quadro, convergere verso l’area

centrale del grafico, non tanto stare sopra o sotto quest’area;

− E’ chiaro che diverse categorie di operatori possono essere entrate

nei relativi mercati in periodi diversi: lo schema di riferimento è

un’istantanea nel tempo e dunque il posizionamento ‘orizzontale’ è

da intendersi relativo per ogni categoria e non può essere

confrontato ‘fra’ diverse categorie.

Considerate tutte queste assunzioni, lo schema suggerisce chiaramente

come diversi operatori sembrano attualmente avere incentivi coerenti fra

loro nell’indirizzare le strategie in chiave di cambiamento strategico. In

logica di industry dynamics, la convergenza di incentivi al cambiamento fra

operatori diversamente posizionati nei mercati tende a far crescere la

probabilità che questo cambiamento si realizzi.

Ovviamente se, in termini ‘strategici’, gli incentivi di diversi operatori

possono convergere verso un’ipotesi comune di cambiamento, vi sono

diversi e molteplici elementi che possono influire sull’effettiva sua

realizzazione e ciò che è particolarmente difficile da intuire sono l’intensità

e le modalità attraverso cui questo processo di integrazione si realizzerà:

− Al di là delle ipotesi sviluppate in questo capitolo, alcuni operatori

potrebbero avere diverse percezioni e sensazioni sui processi di

sviluppo futuri;

− Alcune variabili, vedi l’evoluzione della tecnologia, non sono

completamente sotto il controllo degli operatori e quindi eventuali

aspetti di compatibilità o fattibilità potrebbero accelerare o ritardare

determinati percorsi di sviluppo;

− La realizzazione di ognuno di questi percorsi di sviluppo è anche

legata alla concreta capacità degli operatori di implementare adeguati

modelli di business: di per sé la possibilità di realizzazione

tecnologica non è sufficiente;

− Infine, pressoché ogni percorso di sviluppo nelle TLC è legato alle

decisioni del regolatore pubblico, sia a livello nazionale che

internazionale: pertanto gli orientamenti di policy giocheranno un

ruolo chiave nel definire i percorsi di sviluppo futuri.

Per tali ed altri motivi, il capitolo successivo svilupperà un’analisi di

scenario partendo dai principali modelli predittivi e cercando di

approfondire le possibili opzioni di sviluppo futuro del sistema TLC.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 69

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

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Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

3. PERCORSI DI CONVERGENZA NELLE TLC: UN

TENTATIVO DI SIMULAZIONE

3.1 Premessa metodologica

3.1.1 – Introduzione

Il capitolo precedente ha illustrato gli stadi di sviluppo attuali dei diversi

segmenti del sistema TLC, ha discusso i percorsi di convergenza più

semplici che si sono già realizzati, e ha introdotto i temi di sviluppo più

promettenti per il futuro.

Se in termini di direzione vi sono molti indizi che convergono verso un

percorso di cambiamento, di quale percorso si tratti e con quale intensità

esso si realizzi sono argomenti ancora poco chiari.

Invero, ogni società di consulenza o istituto di ricerca che si occupa di

TLC ha nel proprio set di pubblicazioni uno o più report che trattano del

tema degli scenari evolutivi del settore, al fine di predire le opzioni

strategiche che si realizzeranno in futuro.

Tuttavia, queste pubblicazioni si caratterizzano per alcuni tratti comuni

che le rendono spesso poco utili come supporto indiretto ai processi di

decisione strategica degli operatori:

− la grande maggioranza di queste analisi è impostata secondo canoni

di deciso ottimismo, secondo cui gli scenari positivi superano

largamente quelli negativi: riguardo al nostro ambito di riferimento,

ciò significa che le analisi che predicono radicale cambiamento e

forte convergenza sono decisamente in soprannumero;

− buona parte di queste analisi sono sviluppate con metodologie

essenzialmente ‘desk’, e realizzate attraverso simulazioni strutturate

su dati secondari: riguardo alla realtà TLC, il rischio di tali analisi è

quello di basarsi prevalentemente su dati e situazioni storiche che si

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 71

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

sono già avverate, tralasciando situazioni più innovative e difficili da

percepire attraverso l’esperienza già vissuta;

− in ultimo, spesso, tali analisi prediligono la chiarezza interpretativa

piuttosto che l’aspetto metodologico e l’ampiezza delle opzioni

strategiche: in tal senso, il rischio è quello di ottenere scenari chiari e

condivisibili ma piuttosto vicini alla ‘common knowledge’ e poco

utili in termini di conoscenza aggiuntiva.

Per questi ed altri motivi, questo capitolo si propone di offrire un’analisi

di scenario in termini di intensità di convergenza/cambiamento

equilibrata

attesi, basata su informazioni raccolte ex-novo, oltre che

primarie

secondarie, e in un numero adeguato di alternative di scenario.

articolata

Va ricordato che, in ogni caso, l’analisi di scenario è per definizione una

rappresentazione limitata e imperfetta della realtà attesa, e strettamente

dettata dalla qualità e quantità degli assunti proposti: dunque essa non deve

essere utilizzata direttamente per prendere decisioni, quanto invece può

risultare estremamente utile nel fornire maggiori elementi di comprensione

relativi a diverse evoluzioni contestuali che si potranno verificare in futuro.

3.1.2 – L’impostazione seguita: la procedura e fattori esplicativi

Prima di presentare i diversi scenari è opportuno quindi presentare

alcuni tratti dell’impostazione metodologica seguita per la costruzione di

questi scenari.

In primo luogo, uno è qui inteso come una coerente e

scenario

sistematica descrizione di trend e di fattori abilitanti e ostacolanti relativi ad

un particolare percorso di sviluppo, in un determinato periodo di tempo.

L’analisi per scenari rappresenta quindi uno strumento di comprensione e

di analisi generale del contesto, utile a il processo decisionale

migliorare

degli operatori chiave (privati e pubblici) e non a guidarlo direttamente

attraverso una serie di indicazioni e/o ‘ricette’. Ogni scenario dovrebbe

essere quindi non necessariamente probabile ma neppure

plausibile,

eccessivamente fantasioso.

In termini procedurali, ogni scenario è stato costruito seguendo quello

che in letteratura manageriale è definito un “Discovery-oriented approach”,

vale a dire un processo iterativo attraverso cui indicazioni secondarie,

provenienti dalla letteratura e dai report esistenti, sono state

successivamente validate o modificate progressivamente attraverso una

serie di interviste e colloqui avuti con managers ed esperti dei vari segmenti

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 72

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

del mondo TLC. Al termine di ogni round di interviste, il team di ricerca ha

poi discusso e condiviso i contenuti e le implicazioni dei colloqui

intercorsi, modificando di volta in volta i fattori chiave di ogni scenario, i

suoi contenuti, e il numero stesso di scenari possibili e plausibili. In termini

temporali, l’analisi di scenario che segue si è orientata su un orizzonte di 3-

5 anni.

3.1.3 – L’impostazione seguita: i fattori esplicativi

Il primo step per l’analisi degli scenari è rappresentato dalla definizione

della lista dei fattori che è stata impiegata per definire le diverse opzioni

strategiche. Quattro sono gli snodi critici.

Il primo è sicuramente il profilo della In questo caso, la

domanda.

tendenza ad incrementare o meno la disponibilità a pagare per (nuovi)

servizi TLC, assieme al superamento di alcune barriere all’accettazione e

all’impiego estensivo delle ICT (ad esempio, la sicurezza o la complessità

delle forme di consumo), giocheranno un ruolo fondamentale nello

spingere al cambiamento e all’integrazione i percorsi di sviluppo delle

TLC.

Per semplicità, sono state ipotizzate alcune possibilità sul fatto che la

dinamica della domanda sia espansiva o riflessiva in termini di disponibilità

a pagare per servizi innovativi e di tendenza al consumo ‘complesso’ di

TLC assieme ad altri servizi IT-based o televisivi.

In secondo luogo, un ruolo centrale è giocato dalla dinamica

L’evoluzione possibile dei network tecnologici rappresenta

tecnologica.

ovviamente un fattore chiave per l’erogazione di servizi a rete quali quelli

TLC, soprattutto con riferimento al ruolo della rete Internet e delle nuove

piattaforme WiMax, assieme allo sviluppo dei relativi terminali.

Anche in questo caso, per semplificare, abbiamo ipotizzato diverse

opzioni: una che prevede una forte integrazione delle reti su piattaforma

unica (IP), un’altra che prevede una segmentazione delle reti ma con

qualche forma di compatibilità, un’altra ancora che prevede un basso livello

di convergenza tecnologica.

Il terzo fattore considerato è la dinamica Le caratteristiche

strategica.

delle strategie messe in atto dagli operatori, dominanti e non, in termini di

capacità di identificazione di modelli di business innovativi, tendenza ad

alleanze strategiche, resistenza al cambiamento, saranno anch’esse

importanti nel definire i percorsi di convergenza che si realizzeranno

concretamente.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 73

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Questo è uno degli aspetti più critici da valutare ma potenzialmente più

importanti nel definire la reale probabilità di accadimento di ogni singolo

scenario. In questo caso, le ipotesi hanno riguardato sia la dinamica

strutturale, in un caso prevedendo un sostanziale consolidamento degli

assetti attuali e in un altro caso ipotizzando flussi di entrata e concorrenza

da parte di newcomers, sia i modelli di business in termini di relazioni con i

partner e di modalità di integrazione con gli operatori che forniscono

contenuti.

L’ultimo ambito considerato è l’evoluzione del quadro In

regolatorio.

che misura, in termini di apertura o chiusura, con quali modalità, a livello

sia nazionale che internazionale, le autorità di regolamentazione gestiranno

la transizione tecnologica, soprattutto riguardo alla gestione delle nuove

reti, saranno elementi fondanti rispetto ai percorsi evolutivi del contesto. In

questa fase, si è scelto di limitare l’analisi del ruolo del regolatore alle

decisioni in merito all’evoluzione tecnologica, in quanto più semplici da

modellizzare, lasciando il complesso reticolo delle decisioni di policy

all’analisi dettagliata contenuta nel capitolo 4 e dedicato alle relazioni fra

regolazione e concorrenza.

Concretamente sono state dunque ipotizzate due opzioni semplificate:

una che prevede un sostanziale in termini di impostazione

laissez-faire

della policy, con principi che tendono a convergere a livello europeo con

effetti più rapidi in termini di cambiamento; e un’altra asimmetrica a livello

geografico, di natura maggiormente interventista e tendenzialmente più

lenta nel promuovere cambiamenti radicali.

La tabella seguente riassume le opzioni utilizzate per la costruzione

degli scenari.

3.1.4 – L’impostazione seguita: la procedura e fattori esplicativi

Sulla base delle combinazioni plausibili che questi fattori potranno

evidenziare, la nostra analisi ha fatto emergere quattro scenari possibili, che

le pagine seguenti si propongono di descrivere nel dettaglio.

Il primo si può denominare ed è quello che prevede i

senza sorprese,

minori scostamenti rispetto alla situazione attuale: domanda riflessiva,

evoluzione tecnologica rallentata, consolidamento assetti competitivi attuali

e regolamentazioni prevalentemente a livello nazionale. Si tratta di uno

scenario di riferimento più che reale, anche se non sarebbe la prima volta

che cambiamenti radicali attesi e ‘sbandierati’ ex ante non si concretizzino

poi in seguito.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 74

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Agli antipodi vi è uno scenario che prevede forti cambiamenti, trainati

da importanti fenomeni di convergenza, e che si può chiamare convergente

nel quale l’evoluzione tecnologica si direziona rapidamente verso

integrato,

un’integrazione IP compatibile, la dinamica competitiva si ravviva

prevedendo l’ingresso di newcomers anche da comparti non tradizionali, il

tutto supportato da una regolamentazione impostata a principi generali.

In mezzo a questi due scenari ‘estremi’ dalla nostra analisi sono emerse

due opzioni intermedie, ciascuna caratterizzata da tratti specifici ed

elementi dominanti.

Fattori chiave Variabili Opzioni previste

Domanda Disponibilità a pagare Crescita, stabilità o riduzione

della quota della spesa in

consumi dedicata ai servizi TLC

Inclinazione al consumo Tendenza maggiore o minore ad

complesso accettare servizi TLC con nuove

modalità (bundle)

Tecnologia Evoluzioni reti Unificazione reti sul network IP,

singoli episodi di integrazione,

oppure mantenimento reti

disaggregate

Evoluzione terminali Maggiore o minore esistenza di

terminali e handset compatibili

ed evoluti

Strategia Struttura competitiva Mantenimento strutture attuali

con eventuale consolidamento o

flussi di entrata e incremento

competizione

Relazioni inter-impresa Modelli orientati alla co-

operazione e all’integrazione

dei contenuti o modelli più

chiusi con separazione attività

Policy Tipologia Laissez faire e convergenza

europea o maggior

interventismo e asimmetria a

livello geografico

Tab. 3.1 – Gli input per l’analisi di scenario: fattori chiave, variabili e opzioni previste

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 75

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Uno di questi scenari può essere definito di sviluppo In

progressivo.

questo caso la domanda evolve positivamente e così anche la tecnologia,

anche se si orienta verso singoli percorsi di integrazione più remunerativi in

termini di mercato o più fattibili tecnologicamente. I modelli di business

diventano necessariamente collaborativi e c’è spazio per l’ingresso di nuovi

competitors: in poche parole uno scenario ove una convergenza non

necessariamente traumatica si sposa con un favorevole sviluppo del

mercato e provoca effetti anche sulla dinamica competitiva.

L’ultimo scenario plausibile che emerge dall’analisi effettuata può

essere definito di sviluppo In questo caso, rispetto al

consolidato.

precedente scenario, la domanda non è propriamente positiva e i processi di

integrazione ‘parziali’ che si realizzeranno saranno in gran parte gestiti

dagli incumbent attuali o dai leader di mercato, provocando un effetto di

ulteriore riduzione della dinamica competitiva.

La tabella seguente sintetizza le caratteristiche dei quattro scenari

proposti, che saranno discusse ed approfondite nelle pagine che seguono.

Va ricordato ancora, per chiarezza interpretativa, che questi scenari non

esauriscono le possibilità di sviluppo possibili del sistema TLC ma sono

rappresentazioni semplificate delle alternative ritenute più plausibili dopo

un percorso di analisi come quello descritto in precedenza.

3.2 Gli scenari

3.2.1 – Lo scenario ‘senza sorprese’

Il primo scenario che è presentato è uno scenario che

benchmark

ipotizza che, nei prossimi anni, il sistema TLC non sia soggetto a

cambiamenti significativi e che la fotografia attuale possa rappresentare un

valido riferimento anche per gli anni a venire.

Come detto si tratta in linea di principio di una opzione artificiale e di

scuola, da utilizzare in comparazione con gli altri per verificare l’entità e la

direzione dei cambiamenti possibili, tuttavia sia la letteratura che alcune

delle interviste effettuate non hanno del tutto escluso il verificarsi di una

simile alternativa.

In sintesi essa prevede che la spesa per i servizi di TLC non cresca, se

non in misura marginale e con modalità prevedibili, e che il consumatore

finale non si caratterizzi per un particolare interesse verso servizi innovativi

che prevedono forme di convergenza (ad esempio, la mobile TV). Per dare

un’idea, un tasso di sviluppo dei consumi TLC non in grado di alterare

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 76

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

significativamente il rapporto fra fatturato TLC e PIL (quindi sotto il 2%-

2.5%), è giudicato dagli operatori riflessivo e non incentivante una

significativa attività di investimento.

Senza Sviluppo Sviluppo Convergente

sorprese consolidato progressivo integrato

DOMANDA

Disponibilità di bassa media alta media

spesa

Inclinazione verso bassa media/bassa medio-alta alta

consumi bundled

TECNOLOGIA clusters di integrazione

clusters di

Evoluzione reti disaggregate convergenza network IP

convergenza

o network IP

Evoluzione lenta lenta/media veloce veloce

terminali

STRATEGIA

Dinamica stabile riduzione aumento aumento

competitiva partnership o

Strategie inter- contratti contratti partnership integrazione

impresa

POLICY

Approccio Nazionale e Nazionale e Nazionale o Europeo ed

regolatorio di intervento di intervento Europeo aperto

Tab. 3.2 – Le caratteristiche principali degli scenari previsti

Se gli operatori ‘scontassero’ ex-ante questo quadro di mercato, anche

gli investimenti per lo sviluppo tecnologico sarebbero dunque ridotti o

comunque rallentati e, molto probabilmente, le reti rimarrebbero inserite in

un percorso di sviluppo conservativo e sicuramente frammentato.

Una tale combinazione statica in termini di mercato e tecnologia

potrebbe portare ad un sostanziale congelamento anche delle strategie

competitive e dei relativi posizionamenti di mercato. Gli incumbent

potrebbero continuare dunque a presidiare il mercato di massa e i

newcomers continueranno a scommettere sul successo di nuovi servizi che,

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 77

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

in ogni caso, dovrebbero rimanere limitati in nicchie di mercato, per altro in

competizione con gli incumbent.

Uno dei pochi percorsi di integrazione plausibile, in questo quadro, è la

progressiva integrazione dei business fisso/mobile da parte degli

incumbent, da realizzarsi nel breve a tecnologia esistente, anche se questa

strategia non è detto che sia necessariamente favorevole per gli operatori

integrati (si veda il fenomeno della cannibalizzazione del traffico mobile, la

componente più redditizia sinora).

Eventuali sviluppi di servizi a valore aggiunto e fenomeni di

convergenza potrebbero essere inoltre sviluppati in precedenza o in

esclusiva nel comparto della telefonia fissa.

Le relazioni con gli altri attori della filiera, ad esempio i content

provider o i broadcaster, rimarranno poi impostate prevalentemente su base

contrattuale e solo in alcuni casi si passerà a relazioni più coinvolgenti di

partnership, in presenza dei segmenti di mercato più dinamici.

La regolamentazione, infine, continuerà ad essere ispirata da principi di

specializzazione sia settoriale che nazionale, con potenziali situazioni

asimmetriche fra paesi, anche se è ipotizzabile che in questo scenario le

capacità di incidere sulle reali dinamiche concorrenziali rimangano limitate.

Come detto, tale scenario, ancorché forse non sperato, è risultato

plausibile dopo la nostra analisi, e ciò per i seguenti motivi:

diversi istituti di ricerca prevedono che una quota minoritaria

(attorno al 10%-15%) dei clienti sia seriamente disposta a spendere

per servizi TLC a valore aggiunto;

gli operatori incumbent fronteggiano un trade-off di investimento fra

il mantenimento e l’aggiornamento della rete attuale e lo sviluppo di

nuove reti. Inoltre, gli effetti dell’insoddisfazione rispetto all’UTMS

possono giocare un ruolo chiave nell’inclinazione al cambiamento;

alcuni newcomers hanno in realtà raggiunto il punto di pareggio e

potrebbero preferire il consolidamento della nicchia all’attacco

frontale agli incumbent su un nuovo ambito di mercato tutto ancora

da costruire;

la costruzione di modelli di business più aperti che coinvolgano

anche players di altri settori non è facile e potrebbe essere osteggiata

direttamente anche da questi ultimi.

Pertanto, seppur associato ad una probabilità di accadimento non molto

alta, è possibile che si realizzi uno scenario che, in larga parte, smentisca le

predizioni del modello di industry dynamics descritto nel paragrafo

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 78

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

precedente, secondo cui esistono incentivi simili al cambiamento per un

buon numero di operatori nel sistema TLC.

3.2.2 – Lo scenario di ‘sviluppo consolidato’

Rispetto allo scenario precedente, quello definito di sviluppo

consolidato prevede un certo cambiamento negli sviluppi del mercato e

della tecnologia, anche se non dirompenti, ma ciò che qualifica tale

scenario è che il suddetto cambiamento è accompagnato da un ulteriore

consolidamento della struttura di mercato con una riduzione della dinamica

concorrenziale.

In altre parole, l’assunto fondamentale di questo scenario è che un certo

cambiamento ci sarà e potrebbe anche risultare non marginale, ma sarà

gestito in prevalenza dagli incumbent, che ne otterranno anche i principali

benefici.

In un contesto in cui la spesa per servizi TLC potrebbe crescere, anche

se non in misura radicale, e il consumatore non mostri una particolare

attitudine a forme di consumo complesse o integrate, gli incumbent, specie

nel comparto del fisso, avrebbero buon gioco nel catturare l’attenzione di

gran parte del mercato guidando lo sviluppo con cambiamenti incrementali.

In particolare, il controllo del nodo dell’accesso e la rilevante quota nel

segmento broadband, consentirebbe a questi operatori di consolidare la loro

leadership e di catturare il valore aggiunto che si crea nel mercato anche

attraverso un eventuale sviluppo radicale della rete orientato ad una

convergenza IP-based.

E’ evidente che in un contesto simile la dinamica concorrenziale si

ridurrebbe e l’intero sistema sarebbe ristrutturato attorno a pochi grandi

players, presumibilmente gli attuali incumbent del fisso. Altrettanto, per le

Autorità di regolamentazione, in presenza di approcci di intervento

nazionali, sarebbe difficile introdurre meccanismi in grado di rinsaldare la

concorrenza: con queste premesse, tali interventi potrebbero risultare

addirittura paradossalmente anti-economici, tendendo a ridurre la selettività

del mercato.

Gli incumbent diventerebbero gli unici significativi operatori multi-play,

procedendo ad una integrazione di diversi servizi in un'unica offerta ma

non necessariamente in una integrazione dei network (si veda la figura

seguente). Un tale scenario avrebbe poi come ulteriore conseguenza la

riduzione del ruolo strategico e di mercato del comparto mobile: dopo aver

fatto concorrenza e messo in difficoltà il business fisso (come si è visto nei

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 79

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

capitoli precedenti), i network mobili, se questo scenario venisse

confermato, risulterebbero meno (o meno velocemente) integrabili in una

struttura di rete IP compatibile. Ciò avrebbe una duplice conseguenza

negativa per gli operatori mobili: maggiore difficoltà nell’integrare i servizi

a valore aggiunto potenzialmente profittevoli, e maggiore pressione

all’integrazione fisso/mobile.

Questo scenario, pur probabilmente non particolarmente invitante a

livello generale, potrebbe avere una probabilità non marginale di avverarsi,

stante il peso degli incumbent fissi, sebbene le situazioni possono esser

differenti a seconda dei differenti contesti nazionali.

Volendo sintetizzare si tratta di uno scenario ove lo sviluppo del

mercato e della tecnologia si realizza ma, essendo gestito e sfruttato

prevalentemente dagli incumbent del fisso, presenta un costo non marginale

in termini di riduzione della concorrenza.

Oecd

Fonte:

Fig. 3.1 – Integrazione dei servizi da parte degli incumbent fissi: una rappresentazione

grafica

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 80

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

3.2.3 – Lo scenario di ‘sviluppo progressivo’

Lo sviluppo del mercato e la trasformazione tecnologica nel sistema

TLC può avvenire anche attraverso un incremento della concorrenza,

portando anche ad un potenziale riassetto del mercato.

Questo scenario è compatibile esclusivamente con un’ipotesi di

domanda in crescita, con una quota significativa di consumatori disposta a

consumare servizi TLC innovativi, una situazione per altro prevista da un

buon numero di rapporti ed istituti di ricerca che si occupano di TLC.

Tale condizione può provocare una pressione allo sviluppo di

determinate forme di convergenza tecnologica: se la disponibilità alla spesa

da parte dei consumatori non è uniforme (il che è probabile) gli operatori

possono spingere verso l’investimento e lo sviluppo di determinate forme

di convergenza, non necessariamente attraverso la creazione di un unico

network IP.

La figura seguente evidenzia, nell’ambito dei servizi VOIP per la

clientela business, un possibile esempio di un segmento di mercato che si

può sviluppare significativamente a seguito di uno specifico processo di

convergenza che non tocca altri ambiti del sistema.

Idate

Fonte:

Fig. 3.2 – Evoluzione attesa delle linee telefoniche IP nel segmento di mercato business

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 81

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Questo percorso di sviluppo concede ai service providers un ruolo

centrale, ed è forse l’unico che prevede un posizionamento di leadership

per gli operatori del mobile. Senza lo sviluppo di una rete unica integrata e

con lo spazio di mercato per poter investire in determinati percorsi di

convergenza per i VAS (value-added services), gli operatori del comparto

mobile potrebbero sicuramente occupare un ruolo cruciale. Ciò nonostante,

l’evoluzione di mercato può lasciare spazi interessanti anche agli operatori

del fisso, che possono fare leva sulla loro posizione predominante nel

campo dell’accesso broadband.

Seguendo questa opzione, il presidio dei contenuti diventa un asset

fondamentale per la competizione e, in termini strategici, lo sviluppo di

partnership e di alleanze con altri operatori della catena del valore

(broadcaster, content providers) dovrebbe risultare un’opzione diffusa,

anche perché i modelli di business multi-play saranno diffusi sia in campo

fisso che mobile.

In tal senso, la figura 3.1 può funzionare anche in questo caso per

rappresentare i meccanismi di integrazione, soprattutto dei servizi: la

differenza fondamentale rispetto al quadro precedente è che l’integrazione

non è appannaggio prevalente degli incumbent, ma è potenzialmente

diffusa fra incumbent e newcomers nel fisso ma soprattutto nel mobile, che

appare come un segmento fra i più dinamici.

In termini di assetti competitivi, il mercato in crescita e la preferenza

dei consumatori per servizi innovativi dovrebbe lasciare spazi promettenti

sia agli operatori followers che ad eventuali newcomers, innalzando il

livello di concorrenza nel sistema.

La concorrenza dovrebbe alzarsi anche nel segmento dei produttori di

terminali, in quanto l’evoluzione tecnologica e l’affermazione di servizi

innovativi tenderà ad accelerare l’obsolescenza degli handset e ad inasprire

la ‘guerra’ per il versioning.

Il quadro normativo dovrebbe orientarsi verso una regolamentazione

leggera, in quanto l’evoluzione del mercato e delle tecnologie dovrebbe

garantire sufficienti opportunità: se prevarranno orientamenti diversi a

livello nazionale potranno emergere asimmetrie di natura geografica.

Volendo sintetizzare, questo scenario appare probabilmente quello più

virtuoso, in quanto prevede crescita e cambiamento con contemporanea

crescita dei livelli di concorrenza: la sua probabilità di realizzazione appare

però medio-bassa, in quanto è subordinata alla convergenza di una serie di

ipotesi poco legate al contesto attuale.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 82

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

3.2.4 – Lo scenario ‘convergente integrato’

Lo scenario più radicale, in termini di cambiamento, si avrebbe invece

qualora la tecnologia accompagnasse l’eventuale crescita del mercato con

una sostanziale unificazione delle diverse reti in un unico network IP.

Più precisamente, in questo caso non è la crescita quantitativa della

domanda ad essere determinante, quanto invece il mutamento qualitativo

delle preferenze del consumatore. Qualora la domanda si orientasse verso

un significativo apprezzamento ed accettazione di forme di consumo di

servizi integrati in bundle, senza particolare distinzione fra voce, video,

dati, accesso, la tendenza ad investire nel rendere compatibili le varie reti

sarebbe forte: ovviamente, in un tale quadro, Internet rappresenterebbe il

network aggregativo naturale.

In questo scenario è probabile si realizzi un consolidamento a livello

Europeo di alcuni player, non solo nella categoria degli incumbent, perché

l’integrazione convergente delle reti implicherebbe modelli di business

diversi. Infatti è altrettanto probabile che gli incumbent soprattutto nel fisso

subiscano rilevanti pressioni concorrenziali, in quanto l’accesso tornerebbe

ad essere semplicemente poco più di una commodity.

La figura seguente rappresenta schematicamente il cambiamento

nell’ambito di questo scenario di integrazione convergente.

Anche in questo scenario, le prospettive per l’industria dei terminali

dovrebbero essere positive, in quanto lo sviluppo di servizi integrati

comporterà un crescente mercato dei device e un flusso significativo di

innovazioni di prodotto.

Uno dei cambiamenti più significativi che si avrebbero in questo

scenario è rappresentato dalla ridefinizione dei rapporti lungo le catene del

valore e dall’affievolimento dei confini settoriali fra telecomunicazioni,

information technology, broadcasting e industria dei contenuti. In questo

quadro si dovrebbero sviluppare anche una serie di partnership e, in alcuni

casi, vere e proprie acquisizioni e fenomeni di integrazione, fra diversi

operatori appartenenti a diversi segmenti dell’offerta. Tutto ciò al fine di

essere competitivi nel fornire il maggior numero di servizi di alta qualità da

poter offrire sul mercato con significativi premium price.

Il gioco delle alleanze e delle partnership potrebbe anche alterare

significativamente i rapporti di forza all’interno e fra i diversi comparti del

sistema: è chiaro infatti che un integrazione delle reti trainata da Internet

comporterebbe la discesa in campo di operatori IT, tradizionalmente esterni

al mondo TLC, che potrebbero combattere con armi importanti per il

controllo e il presidio del consumatore finale.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 83

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Oecd

Fonte:

Fig. 3.3 – Lo scenario convergente-integrato: una rappresentazione grafica

Le regolamentazioni nazionali dovrebbero in questo scenario

affievolirsi, per far prevalere un maggiore ambito di intervento a livello

europeo, per il consolidamento di operatori internazionali e l’affermazione

di reti altrettanto estese a livello internazionale.

Volendo sintetizzare, questo scenario è sicuramente quello che prevede

il cambiamento più radicale ed è incentrato sulla convergenza delle reti e la

dominanza del network IP. In termini probabilistici, le sue chances di

realizzazione non sono basse, ma sono strettamente legate alla percezione

di un cambiamento qualitativo nei consumi che possa essere soddisfatto

attraverso una sostanziale unificazione delle reti.

3.3 Considerazioni e scenari alternativi

Nei paragrafi precedenti sono stati quindi illustrati gli scenari

maggiormente plausibili che si attendono nel sistema TLC nei prossimi

anni, a seguito dell’analisi effettuata.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 84

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Nel ricordare ancora una volta le cautele nella considerazione dei

risultati emersi, è possibile sviluppare qualche considerazione di sintesi

attraverso una lettura trasversale degli scenari.

In primo luogo, ad eccezione del primo, in ogni scenario è possibile

individuare un elemento chiave: la dominanza competitiva nello scenario di

sviluppo consolidato, la crescita della domanda nello scenario di sviluppo

progressivo, l’integrazione delle reti in quello convergente integrato. Allo

stesso modo, ciascuno di questi stessi scenari prevede l’affermazione di una

categoria di operatori: l’incument fisso nel caso di sviluppo consolidato,

incumbent e newcomers mobili in quello progressivo. Più complessa è la

situazione nel caso di convergenza integrata, poiché in quel caso sarebbe

difficile predire i soggetti dominanti.

In secondo luogo, e ciò troverà ampia discussione nel capitolo

successivo dedicato ai rapporti fra concorrenza e regolamentazione, si può

osservare come solo il simultaneo sviluppo del mercato e della tecnologia

garantirebbero un incremento della concorrenza nel sistema e,

contemporaneamente, una revisione delle principali strategie sinora

implementate dagli operatori. Questo messaggio è importante da rilevare,

sia in ambito strategico, che di policy.

In terzo luogo, l’analisi per scenari ha messo in luce un altro ambito

importante, che gli studi attualmente concentrati sulle TLC tendono a

dimenticare: il cambiamento non può essere dato per scontato, né nella sua

direzione, né nella sua intensità, in quanto dipende sia dalle decisioni degli

operatori (che possono anche non convergere), sia da fattori esogeni non

controllabili. Seguendo questa linea, le discussioni sviluppate nel capitolo

precedente, e basate su schemi di industry dynamics, seppur valide in senso

generale, devono essere riviste alla luce di alcune evidenze, apparentemente

semplici, emerse durante la nostra analisi:

alcuni players possono opporsi al cambiamento, perché non proficuo

dal loro punto di vista, e quando questi players sono gli operatori

dominanti, la tendenza alla conservazione può prevalere;

alcuni cambiamenti esogeni possono non realizzarsi nei tempi

previsti o non avverarsi del tutto (può essere il caso dello sviluppo

delle reti di nuova generazione). In tal caso, il cambiamento che può

essere nelle intenzioni degli operatori non si può realizzare.

In ultimo, è possibile anche vedere gli scenari proposti non come

alternative ‘secche’ ma come step progressivi di un percorso che parta da

una situazione relativamente stabile (lo scenario senza sorprese), evolva in

seguito in una delle due modalità intermedie (sviluppo consolidato o

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 85

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

progressivo) e culmini infine in un processo di convergenza più radicale

trainato da Internet (convergente integrato). Questo tipo di scenario

complessivo è riportato da diversi istituti di ricerca ed è anch’esso

plausibile, sebbene i percorsi di convergenza ipotizzati siano per

definizione graduali e lineari.

La figura seguente rappresenta questa possibilità di osservare gli scenari

proposti in chiave longitudinale e non come possibili alternative.

Informa

Fonte:

Fig. 3.4 – Una prospettiva evolutiva per gli scenari della convergenza nel sistema TLC

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 86

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

4. L’EVOLUZIONE DEGLI ASSETTI

CONCORRENZIALI

Già nel primo capitolo è stata evidenziata la correlazione fra sviluppo

dell’ICT, crescita della produttività del sistema e dinamica del PIL. Può

sembrare banale, ma è bene sottolineare ancora una volta quanto sia

importante, ai fini dello sviluppo, avere un elevato grado di concorrenza; e

ciò è tanto più vero quanto più un business è motore dello sviluppo

generale, come appunto è il caso delle TLC sino ad oggi e dell’ICMT per il

futuro. Dunque, dobbiamo auspicare per il futuro un settore –qualsiasi

siamo i suoi confini- in cui la concorrenza fra imprese sia vivace, pur nella

possibile diversità in termini di dimensioni e strategie; uno scenario,

questo, certamente preferibile sia per i consumatori che per i fornitori di

tecnologia.

Per comprendere meglio come potrà svilupparsi nel prossimo futuro il

delicato rapporto concorrenza/convergenza procederemo ora ad una veloce

panoramica della dinamica passata della concorrenza nelle TLC,

soffermandoci poi sulla situazione competitiva attuale. In seguito verrà

analizzata la relazione fra la struttura concorrenziale attuale, la dinamica

della convergenza ed i modelli di business che le imprese potranno

adottare.

4.1 Le dinamiche passate: alcuni indicatori sintetici

Come visto in precedenza, per il passato si può facilmente fare

riferimento alla tradizionale ripartizione fra TLC mobili e TLC fisse.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 87

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

TLC mobili

Il fattore che sino ad oggi ha inevitabilmente e fortemente indirizzato lo

sviluppo del processo competitivo è costituito dalle frequenze; in un

contesto caratterizzato dal contingentamento di un indispensabile fattore di

produzione (le frequenze, appunto) e dalla scelta di fondo di seguire la via

della cosiddetta network competition, i competitors non possono che essere,

per definizione, pochissimi. Come tutti ricordiamo, il processo

concorrenziale si è avviato effettivamente nel 1995/1996, con la discesa in

campo di Omnitel, e si è successivamente allargato con l’ingresso di Wind

nel 1999, di Blu nel 2000, di nel 2003; quanto agli operatori virtuali

3

(MVNOs, Mobile Virtual Network Operators), è opinione ampiamente

condivisa che inizieranno ad operare nel 2007.

La figura 4.1 illustra l’evoluzione delle quote di mercato dal 1995, anno

in cui la sola TIM offriva il servizio mobile in Italia, ad oggi. Due aspetti

meritano di essere sottolineati:

a) la ripartizione delle quote di mercato non si è mai

interrotta, tracciando un percorso che porta ad una

in teoria

equiripartizione: i nuovi entranti sono riusciti ad erodere

progressivamente quote all’impresa leader, e la situazione al 2005

vede una classifica che, come era logico attendersi, riflette l’anno di

entrata nel business. Se invece dei clienti avessimo utilizzato i

fatturati, la forbice fra i due maggiori competitors, TIM e Vodafone,

ed i due followers Wind e 3, sarebbe più ampia, ma la tendenza

appena commentata resterebbe immutata;

b) è difficile trovare un altro settore dell’economia, in

particolare dei servizi, in cui la rottura di un monopolio

“amministrativo/naturale” (non dimentichiamo che sino al 1995 TIM

era l’unica concessionaria a poter utilizzare le frequenze a 800

megahertz per il radiomobile) ha portato ad una così evidente

apertura del mercato; è chiaro che il successo di tale processo di

apertura deriva dalla combinazione fra il modello competitivo della

network competition ed una domanda in crescita esponenziale.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 88

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

100% 89,0%

90% 79,0%

80% 69,8%

70% 61,3%

60% 51,1% 47,7%

46,7% 45,8%

50% 41,8% 38,9%

40% TIM

36,2%

35,9% 35,4%

35,3%

34,4% 34,0%

30% 33,3% VODAFONE

30,2% 19,6%

18,6%

17,4%

16,4%

20% 15,4% WIND

21,0% 11,6% 8,2%

10% 3

4,3% 4,2%

3,9%

11,0% 2,0% 0,6%

0% BLU

1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

AGCOM e dati aziendali, anni vari

Fonte:

Fig. 4.1 – La dinamica delle quote di mercato nelle TLC mobili italiane (numero di

clienti/SIM)

E’ interessante osservare che la concorrenza “funziona” anche nella

fase recente in cui la crescita della domanda e del mercato rallenta

significativamente (si veda il capitolo 1): proprio in questa fase la vivacità

del business è confermata dall’impressionante incidenza dei passaggi di

clientela da un operatore all’altro, favorita dal meccanismo della MNP

(mobile number portability). Così come non possiamo dimenticare che, a

fronte del consolidamento –magari faticoso- del terzo operatore Wind e dei

buoni risultati del quarto operatore in termini di clienti raggiunti, altre due

3

iniziative hanno dovuto gettare la spugna: l’una (Blu) nel suo terzo anno di

attività, l’altra (IPSE) senza neppur essere riuscita ad avviare il business per

utilizzare le frequenze 3G pagate a caro prezzo nell’asta UMTS dell’ottobre

2000.

E che la concorrenza abbia funzionato è peraltro dimostrato

inequivocabilmente dalla vivacità di due altri indicatori classici: la

differenziazione ed i prezzi.

Se nel 1995 l’offerta di servizi di telefonia mobile era di fatto

indifferenziata, essa si è via via evoluta con innovazioni e differenziazioni a

volta anche radicali: si pensi all’introduzione della prepagata, all’avvio del

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 89

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

servizio SMS, alle connect cards o, per arrivare ad oggi, alla TV mobile. Il

risultato è che sempre più il cliente dispone di un’ampia scelta di piani

tariffari. D’altronde, sono le strategie competitive stesse delle imprese ad

imboccare, in alcune fasi, strade diverse: così ad esempio, nella fase di

ingresso sul mercato Omnitel aveva puntato tutto sulla qualità dei servizi e

su di una immagine “nuova”, Wind sul fattore prezzo, sul fattore

3

innovazione. Un elemento comune, almeno sino ad oggi, è dato invece

dall’offerta di bundle di servizi: ogni piano aveva il suo mix di prezzi per i

diversi servizi offerti.

Quanto ai prezzi, tutti ci ricordiamo le 1200 lire al minuto del 1995. Pur

essendo arduo costruire una definitiva statistica dei prezzi in quanto il

continuo mutamento dei piani tariffari non permette di avere una serie

omogenea, tutti sono concordi sul fatto che i prezzi della telefonia mobile

sono stati costantemente in calo in termini correnti, ancor più dunque in

termini costanti. La sfida sui prezzi si gioca, fra le imprese, “al margine”,

ovvero sulle nuove offerte: dipende poi dai clienti la scelta di aggiornare

più o meno costantemente i piani così da massimizzare la propria

convenienza. Certo questo scenario di prezzi calanti è legato ad una

domanda fortemente crescente ed alle conseguenti grandi economie di

scala; la figura 4.2, che unisce telefonia mobile e telefonia fissa, conferma

che la discesa dei prezzi diviene progressivamente meno importante mano a

mano che il mercato si satura: ma rimane comunque uno scenario di prezzi

calanti.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 90

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

AGCOM, Relazione Annuale, 30 giugno 2006

Fonte:

Figura 4.2 – Dinamica dei prezzi al consumo e delle tariffe dei servizi pubblici

Per concludere, anche gli investimenti dimostrano la tensione

concorrenziale delle TLC mobili: in assenza di “pungolo” concorrenziale,

infatti, le imprese sarebbero state certamente propense ad investire meno di

quanto (ed è tanto) hanno fatto (si veda la tabella 1.5, cap.1).

In sintesi, il mercato della telefonia mobile si è caratterizzato per una

positiva vivacità concorrenziale che – nonostante alcuni episodi che ne

hanno forse rallentato la spinta competitiva, quali la lunga “resistenza”

degli operatori sulla terminazione fisso/mobile – si è tradotta in effetti

positivi per i consumatori e per il sistema nel suo complesso.

TLC fisse

Nelle TLC fisse la dinamica concorrenziale è stata molto meno vivace

rispetto alle TLC mobili. Il crescente successo del mobile ed il suo impatto

in termini di sostituibilità mobile/fisso da un lato, la sostanziale assenza di

network competition in presenza di una rete “legacy” costruita in decenni di

concessione monopolistica e rivitalizzata al di là di ogni previsione

dall’innovazione tecnologica dall’altro, hanno costituito oggettivi elementi

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 91

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

di difficoltà per le nuove iniziative imprenditoriali che si sono confrontate

con l’incumbent Telecom Italia. I molteplici interventi dell’Autorità di

settore e dell’antitrust confermano poi come tali difficoltà siano state

ampiamente gonfiate da comportamenti soggettivi dell’operatore

dominante che, se comprensibili nell’ottica strategica della

massimizzazione del valore aziendale, sono invece censurabili nell’ottica

regolatoria/concorrenziale.

La tabella 4.1 e la figura 4.3, relative alla fonia vocale, indicano quanto

sia stata difficoltoso il percorso della liberalizzazione dal 1998 ad oggi: nel

primo anno di apertura del mercato la quota di TI è rimasta del 100%, è

scesa di quasi sei punti al 94,2% nel 1999, ed arriva al 78% nel 2005. Il

processo di redistribuzione delle quote, che nel mobile abbiamo definito

soddisfacente, qui è stato promettente sino al 2002, ma poi si è

letteralmente inchiodato.

1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

≈80% ≈80%

TI 100,0% 94,2% 92,8% n.d. 78,9% 78,0%

≈20% ≈20%

OLO 5,8% 7,2% n.d. 21,1% 22,0%

WIND 5,8% 5,3% n.d. n.d. n.d. 6,8% 6,0%

ALBACOM 1,7% n.d. n.d. n.d. 3,1% 3,9%

TELE2 n.d. n.d. n.d. 4,7% 4,8%

FASTWEB 0,2% n.d. n.d. n.d. 2,4% 2,9%

ALTRI n.d. n.d. n.d. 4,1% 4,4%

TOTALE 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%

AGCOM, Relazione annuale, anni vari

Fonte:

Tab. 4.1 – La dinamica delle quote di mercato nella telefonia vocale (ricavi)

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 92

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

78,0%

80%

70%

60%

50%

40%

30%

20% 6,0% 4,8% 4,4%

10% 3,9% 2,9%

0% TI WIND ALBACOM TELE2 FASTWEB ALTRI

AGCOM, Relazione Annuale, 2006

Fonte:

Figura 4.3 – Le quote di mercato nella telefonia vocale, 2005

Vi è poi il mondo di Internet e della banda larga, sul quale si sono

concentrati gli interessi di tutti i concorrenti in considerazione delle sue

elevate prospettive di sviluppo, esattamente l’opposto di quanto molti

prevedono per la fonia vocale; la figura 4.4 conferma la crescita di questo

mercato nei prossimi anni, pur evidenziando il ritardo strutturale che divide

l’Europa dagli Stati Uniti.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 93

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali US: 62%

European Broadband forecast HHs by

2010

45%

Households 40%

35%

30%

25%

European 20%

15%

10%

5%

% 0%

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010

Forrester Research, 2005

Fonte:

Figura 4.4 – Penetrazione della larga banda in Europa, 2002/2010

La dinamica delle quote nella banda larga è più vivace rispetto alla

voce, anche se vanno segnalate alcune disomogeneità di giudizio derivanti

dalla diversità dei dati impiegati: secondo AGCOM, le quote 2005 di

Telecom Italia sono state pari al 62,8% in termini di ricavi e al 70% in

termini di numero di linee (si veda la tabella 2.2, cap 2); per ECTA

(European Competitive Telecommunications Association) la concorrenza

nella banda larga italiana è invece insoddisfacente (si veda al punto

successivo).

In sintesi, nelle TLC fisse la concorrenza si è sviluppata debolmente, ed

anche nel segmento Internet/BB vi sono segni evidenti di quanto sia

difficile, per i concorrenti di Telecom Italia, conquistare nuovo clienti e/o

non farsi sottrarre quelli conquistati; e ciò vale sia nella fonia che per

l’ADSL, sia nel mercato consumer che in quello business.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 94

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

4.2 2006: lo stato della concorrenza

Stiamo nel mezzo di una fase caratterizzata da crescenti tensioni

competitive, oltre che da una preoccupante litigiosità fra le imprese. Della

seconda non è questa la sede di analisi, anche se non si può fare a meno di

osservare, in termini generali e di buon senso, che se di fatto tutti i

competitors – sia nel mobile che nel fisso - hanno aperto contenziosi con

l’impresa dominante, qualche problema nel funzionamento della

concorrenza secondo le regole (piacciano o non piacciano) del processo

competitivo dovrà pur esserci.

Nel mobile, come visto, le quote di mercato si sono ridistribuite verso il

basso; la portabilità sposta ormai milioni di clienti ogni anno, ed i

concorrenti “minori” sono quelli che più guadagnano in questo scenario: ad

esempio, nell’ultimo trimestre dello scorso anno ancora relativamente

3,

piccola, aveva conquistato una quota del 20% dei nuovi clienti, Wind il

26%, Vodafone il 24% e TIM il 30%, dati che dimostrano una più che

accettabile performance competitiva. In termini di prezzi, il mercato

italiano parrebbe essere più competitivo rispetto ai principali paesi europei:

come dimostrato dalla figura 4.5, il valore/presso del paniere prepagato

calcolato dall’OCSE vede l’Italia nettamente più conveniente rispetto a

UK, Germania, Francia e Spagna nell’ordine. Tale risultato è la

conseguenza di diversi fattori, esogeni ed endogeni:

• da un lato pesano, e peseranno ancora di più in futuro, gli

interventi delle Autorità di regolazione su specifiche componenti dei

ricavi: è il caso della terminazione, su cui sono stati imposti forti tagli

immediati e futuri; ma è ormai certa una decisa diminuzione dei

ricavi da roaming, in seguito all’intervento comunitario, così come è

da ritenersi probabile un intervento sui prezzi di ricarica;

• dall’altro non vi sono dubbi che l’aggressività delle nuove

offerte commerciali, che vedono contrapposti i quattro competitors, si

riverbera poi nei ricavi medi finali: ad esempio, Vodafone stima che

l’impatto delle proprie ultime offerte nei segmenti consumer e

business, di per sé migliorative quasi del 60% e del 30%

rispettivamente rispetto ai valori medi dell’ultimo esercizio, si sia

tradotto in una compressione del prezzo medio per minuto di voce ed

SMS del 10% e del 20% circa. Stesso discorso vale, evidentemente,

per tutti i concorrenti.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 95

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

260

240

220

200

180

160 Italia UK Germania Francia Spagna

elaborazioni su dati OCSE; paniere delle offerte ricaricabili calcolate con la metodologia

Fonte:

Power Purchasing Parity, PPP.

Fig. 4.5 – Il livello dei prezzi in Europa: un confronto del prezzo del paniere

prepagato OCSE (euro/anno, 2005)

Dovendo sintetizzare i punti nodali per il mobile, dunque, si può

semplicemente osservare che sul settore si stanno contemporaneamente

scaricando tensioni regolatorie, sotto forma di interventi sui prezzi e

pesante moral suasion per l’apertura agli operatori mobili virtuali, e

tensioni competitive, sotto forma di concorrenza sulle offerte e di

campagne di acquisizione clienti. Tutto ciò prima ancora di considerare la

sfida della convergenza.

Nel fisso, come descritto al precedente punto 4.1, il grado di

concorrenza è meno alto, e l’esistenza di un collo di bottiglia nell’accesso

rende problematica la dinamica competitiva anche nel segmento più

attraente dal punto di vista delle prospettive di sviluppo della domanda,

ovvero Internet/BB. Il dato di fatto è che nel 2005 Telecom Italia mantiene

quasi l’80% del mercato complessivo della fonia vocale, con i concorrenti

confinati a quote marginali (si veda la precedente figura 4.3); in termini

relativi ciò significa che nessuno fra gli OLO ha un peso confrontabile a

quello dell’incumbent: il più grande (Wind) è circa tredici volte più piccolo

di TI (7,6%), per non dire degli altri (figura 4.6).

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 96

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

7,7%

8,0%

7,0% 6,2% 5,6%

6,0% 5,0%

5,0% 3,7%

4,0%

3,0%

2,0%

1,0%

0,0% WIND ALBACOM TELE2 FASTWEB ALTRI

elaborazione su dati AGCOM

Fonte:

Fig. 4.6 – Dimensione relativa degli OLO rispetto all’incumbent (2005)

Nella banda larga, mercato in espansione e su cui si focalizzano in

particolar modo le attesa di sviluppo dei ricavi delle imprese, la posizione

dell’impresa dominante è decisamente forte. Come illustrato nella tabella

4.2, la quota di mercato di Telecom Italia è pari al 69,1% del totale linee

BB, mentre il rapporto fra le linee retail DSL dell’incumbent ed il totale

delle sue linee “wholesale” è pari all’85%; con l’eccezione di poche linee

in fibra, l’intero parco della BB è costituito da linee di Telecom Italia, una

cui parte è ceduta in ULL, shared access e bitstream. Il confronto

internazionale con i principali Paesi europei si commenta da solo: sia con

riferimento al rapporto “retail incumbent/totale linee BB”, che rispetto al

rapporto “linee retail incumbent/totale linee DSL incumbent”, Gran

Bretagna, Francia,, Spagna e Germania evidenziano un grado di apertura

concorrenziale di gran lunga superiore.

La figura 4.7 indica invece la dinamica della penetrazione della banda

larga nei principali Paesi, ed evidenzia nella parte destra come l’assenza di

accessi alternativi, quali il cavo, costituisca un freno per Italia e Germania.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 97

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

[1] [2] [3] [4] [5] [6] = [5] / [1] [7] = [5] / [4]

di cui RETAIL RETAIL RETAIL

LINEE BB di cui DSL ULL e TOTALE LINEE

DSL INCUMBENT INCUMBENT / INCUMBENT /

TOTALI SHARED TOTAL BB TOTALE DSL

ACCESS INCUMBENT INCUMBENT

Italia 7.028.300 6.673.874 924.300 5.749.574 4.859.574 69,1% 85,0%

UK 9.840.518 7.168.630 192.000 6.976.630 2.663.388 27,1% 38,0%

Francia 9.950.561 9.390.561 2.826.888 6.563.673 4.456.535 44,8% 68,0%

Spagna 4.788.484 3.815.264 335.440 3.479.824 2.670.788 55,8% 77,0%

Germania 10.711.952 10.405.352 2.505.352 7.900.000 6.400.000 59,7% 81,0%

ns elaborazione su dati ECTA, Broadband Scorecard Q4 - 2005

Fonte:

Tab. 4.2 – Lo stato della concorrenza nella banda larga: un confronto europeo (.2005, numero di linee)

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 98

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

Broadband penetration, historic, G7 countries

25 Broadband delivery mechanism s

Canada 100%

Japan

United States 80%

20 France 60%

United Kingdom

Germany 40%

Italy

15 20%

0%

10 y

K S

an ce ly an

U U a

an

p It m

Ja Fr er

Japan 'new entrant DSL' includes LLU/line sharing Data

G

source: ECTA, Ofcom, FCC

5 Incumbent DSL New entrant DSL

LLU/line sharing Cable

Other

0 2001 2002 2003 2004

Source : OECD, ECTA, Point

Fig. 4.7 – Penetrazione della banda larga e composizione per tipo di accesso

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 99

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

Nelle TLC fisse l’evoluzione concorrenziale è dunque meno marcata,

sia in termini assoluti e di confronto con il mobile, che in termini di

confronto internazionale. Vi è, peraltro, un segmento di mercato in cui la

concorrenza ha dimostrato, proprio nel 2006, di “funzionare”: le gare

pubbliche; qui, in un clima reso incandescente da polemiche sulle

precedenti gare, importanti appalti (uno per tutti, la gara Consip 1) sono

state aggiudicati ai followers, che vedono di conseguenza migliorare la

propria presenza nel segmento PA e si augurano di riuscire a fare altrettanto

nel segmento business. Quanto quest’ultimo obiettivo sia raggiungibile è

tutto da dimostrare, anche alla luce del fatto che nel solo 2005 almeno

200.000 clienti business sono stati “ripresi” da TI agli OLO con pratiche di

win back.

In sintesi, lo stato attuale della concorrenza nelle TLC può essere

rappresentato dalla figura 4.8, che evidenzia la ripartizione delle quote di

mercato nel fisso e nel mobile, calcolata in base ai fatturati effettivi (si veda

oltre il capitolo 5).

MOBILE (23 MLD €) FISSO (20 MLD €) ALTRI

7,6% 5,3%

3,7%

3 4,4%

13,1% 6,9% ALBACOM

WIND

35,7% FASTWEB

VODAFONE WIND

79,6%

TIM TI

43,6%

F

onte : ns. elaborazione dati aziendali (fatturati lordi)

Fig. 4.8 – Le quote di mercato nelle TLC fisse e mobili (Italia

, 2005, fatturati)

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 100

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

4.3 L’evoluzione della concorrenza ed i possibili modelli di

business

Il fatto è che questa rappresentazione del grado di concorrenza nel

settore, valida con riferimento al mercato di oggi, perde di significatività

laddove ci si ponga in uno scenario convergente: infatti, se ipotizzassimo di

essere già entrati nell’era convergente (dell’offerta), non avremmo più la

tradizionale divisione fra fisso e mobile, ma dovremmo più correttamente

parlare di un unico business delle TLC che, prima delle operazioni di

riorganizzazione avviate dal gruppo Telecom Italia e prima di considerare

le attualmente non conoscibili evoluzioni dei “nuovi” segmenti di domanda

ed i connotati della pervasività della convergenza di cui si è parlato nei

capitoli precedenti, avrebbe assunto i contorni delineati nella figura 4.9;

contorni che si modificheranno a seconda di come verrà portato avanti il

processo di riposizionamento dichiarato dal Telecom Italia nel momento in

cui questo libro viene “dato alle stampe” (settembre 2006).

MOBILE + FISSO

10,3%

19,1% 60,3%

10,2% TI - TIM WIND VODAFONE ALTRI

figura 4.8

Fonte:

Fig. 4.9 – Quote di mercato in ipotesi di integrazione dei mercati delle TLC fisse e

mobili (Italia, 2005, ricavi)

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 101

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

Certo, si tratta di un esercizio molto grezzo, ma utile a capire come

potrebbero modificarsi, i rapporti di forza fra le diverse

by and large,

imprese. Peraltro, per quanto grezzo, l’esercizio è piuttosto concreto, per

alm

e

no due ragioni:

a) la prima è che, come accennato anche nei precedenti

capitoli, pur essendo molto probabile che lo sviluppo della domanda

dei nuovi servizi non possa essere un fenomeno di breve termine,

esso si accompagnerà ad una struttura dei costi/ricavi dell’offerta

certamente diversa e meno ricca rispetto agli attuali servizi voce (si

veda, a titolo di esempio, la figura 4.10 in cui è schematizzata la

catena del valore dei VAS mobili);

b) la seconda sta nel fatto che, anche nell’ipotesi ventilata (ma

poi, pare, tramontata) di cessione di TIM, nulla vieta a Telecom Italia

di attuare programmi di integrazione fisso/mobile con operatori

“esterni”.

Fig. 4.11 - La catena del valore dei VAS mobili, 2005

E , anche senza volere intentare un processo alle intenzioni, è di

im mediata comp rensione che l’integrazione fisso/mobile in un contesto di

for te dominanza nel fisso pone al settore il problema del possibile travaso

di dominanza da un com

parto all’altro, con il rischio di avere un “effetto

cal am

ita” che porterebbe fette importanti del mercato mobile verso il

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 102

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

dom

inante del fisso. Uno scenario, questo, non del tutto irrealistico se è

vero che se ne discute ormai apertamente (e che non verrebbe escluso da

un’eventuale uscita di TIM dal perimetro di Telecom Italia). D’altro canto,

è altamente probabile che fra le motivazioni strategiche che hanno spinto

alla fusio ne T e lecom Italia/TIM la possibilità di invertire la tendenza al

declin o della quota di mercato di TIM nel mobile abbia costituito un

eleme nto almeno altrettanto importante dei dichiarati risparmi di costo.

Ec co allora che qualsiasi previsione sull’evoluzione del contesto

comp etitivo nel prossimo futuro ruota intorno alla duplice esigenza,

manif estata in pratica da tutti, di:

• garantire parità di condizioni concorrenziali nell’accesso;

• evitare che gli innegabili vantaggi commerciali derivanti

dalla conoscenza esclusiva della profilatura della gran parte della

clientela ef fettiva del Paese costituiscano un impagabile vantaggio

competitivo.

D’altronde, secondo alcuni scenari la portata dei cambiamenti indotti

dalla combinazione IP/NGNs potrebbe essere davvero forte: con le NGNs

cresce l’accesso alla banda larga/larghissima, cambiano i criteri di

distribuzione dei servizi, soprattutto nel cosiddetto mass market, e cambia

radicalmente l’impostazione sui servizi IT, che vengono distribuiti sulle

reti. Peraltro, se si osserva con attenzione la figura 4.11, in cui viene

rappresentata la strategia convergente di Telecom Italia, emerge con

chiarezza come proprio l’integrazione “di mercato” F/M costituirà, almeno

nel breve/medio termine, il principale driver del fatturato grazie alla

fornitura in modalità di voce e BB; ipotesi, come già visto,

seamless

perseguibile anche senza TIM, pur se, ovviamente, con un’organizzazione

molto diversa. Quanto a media, contenuti e servizi IT, sono destinati ad un

importante sviluppo della domanda, ma in tempi a nostro giudizio

strettamente dipendenti dalle dinamiche di spesa/investimento dei clienti.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 103

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

S. Pileri, Telecom Italia, Sviluppo della rete di nuova generazione, luglio 2006

Fonte:

Fig. 4.11 – Convergenza Fisso – Mobile: i nuovi servizi

Ammesso per semplicità che la tecnologia permetta davvero di portare

sul mercato servizi convergenti e facilmente fruibili, ed avendo messo in

evidenza le possibili implicazioni di uno sviluppo dell’integrazione

fisso/mobile che si innesti su situazioni concorrenziali “sbilanciate”,

proviamo ora a capire se la convergenza tipo ICMT è destinata a

rappresentare il modello di business vincente.

A tal fine procederemo alla costruzione di una scenario focalizzato

sull’aspetto della concorrenza, e dunque più limitato rispetto agli scenari

individuati nel precedente capitolo 3.

S emplificando molto, possiamo individuare due scenari opposti sul

fronte dell’offerta:

a) uno in cui rimane un sistema di flexible regulation, che

rispetto alla strategia di integrazione fisso/mobile sia capace di

garantire una effettiva replicabilità delle offerte per tutti i concorrenti,

con un grado di concorrenza uguale o superiore a quello del settore

mobile;

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 104

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

b) l’altro che vede invece vincente la linea dell’uscita di scena

della ex-ante regulation e del probabile conseguente concentrarsi

delle NGNs nelle mani di chi oggi detiene l’accesso; in questo caso,

la sostanziale accettazione pubblica di una politica delle mani libere

vedrebbe inevitabilmente il consolidamento della dominanza

dell’impresa incumbent e di conseguenza un minor grado di

concorrenza.

Questi due scenari dell’offerta si possono incrociare con due scenari,

anch’essi estremamente schematizzati, della domanda, ambedue costretti a

fare i conti con prezzi della voce in costante riduzione:

c) la stazionarietà, con orientamento alla diminuzione, del

fatturato di settore, derivante da una compressione dei servizi

tradizionali non sufficientemente compensata dai ricavi dei nuovi

servizi;

d) la tenuta, con orientamento alla crescita, del fatturato grazie

allo sviluppo più che controbilanciante dei nuovi servizi convergenti.

Possiamo allora incrociare gli scenari sul grado di concorrenza

ne ll’offerta con quelli sulla evoluzione più o meno converge nte della

do manda; un risultato semplificato è presentato nell a figura 4.12.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 105

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

positiva) SVILUPPO

Crescente E CONCORRENZA

ergenza (più modelli di business)

DOM ANDA (conv ?

(evoluzione

quali /

quantitativa) convergenza) STAGNAZIONE

a

Stazionari CONSOLIDAMENTO

(“imposizione” del

(poca modello di business)

+ concentrata + concorrenziale

OFFERTA

Fig. 4.12 – Sviluppo di medio termine della concorrenza (offerta) e della

con

vergen

za (domanda)

Ora, se sovrapponiamo questa schematizzazione legata all’osservazione

della realtà con quella teorica descritta nei precedenti due capitoli

otteniamo un risultato, questo sì, certamente convergente. Abbiamo infatti

due più probabili scenari di fondo:

1) sviluppo del fatturato globale grazie alla domanda

convergente ICMT in condizioni di forte concorrenza:

possibilità di più modelli di business, la torta cresce (a con

d); 2) stazionarietà/declino del fatturato globale derivante

dal lento avvio della domanda in condizioni di forte

dominanza; processi di consolidamento, modello di business

più “omologato” verso la convergenza, la torta non cresce (b

con c).

Gli altri due scenari ci appaiono forse meno probabili. Quello di una

forte crescita della domanda convergente ICMT unita ad una sorta di

rimonopolizzazione del sistema, in quanto ci pare concettualmente

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 106

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

inaccettabile, per i policy makers, una debacle sul principio dell’apertura

del mercato. E quello di una forte o crescente concorrenza fra imprese in

condizioni di debolezza della domanda, in quanto incompatibile nel

medio/lungo termine con il rispetto del vincolo di bilancio; a meno che si

metta nel novero delle possibilità quella di dover fronteggiare una vera e

propria crisi di settore.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 107

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 108

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

5. ELEMENTI STRUTTURALI E PERFORMANCE

ECONOMICO-FINANZIARIA DEGLI OPERATORI DI

TLC

5.1 Introduzione

Nella presente sezione del lavoro la lettura dell’evoluzione del sistema

delle telecomunicazioni viene fortemente legata all’origine dei fenomeni

che hanno condotto alle attuali condizioni e che spiegano l’odierna

situazione economico-finanziaria. In altre parole, più che tentare una lettura

delle probabili evoluzioni, l’analisi che verrà svolta si propone di mettere

in luce il percorso che ha condotto alle attuali condizioni di mercato e

economico/patrimoniali delle imprese.

Per quanto riguarda la valutazione delle strategie finanziarie e delle

performance aziendali il lavoro si basa su un’estensiva analisi dei bilanci

societari. Tutti i bilanci aziendali sono stati riclassificati secondo gli schemi

presentati nel seguito; per evitare elementi di soggettività non si è voluto,

né era lo scopo di questo libro, attuare particolari rettifiche sui

ad hoc

bilanci delle singole aziende per tener conto di situazioni e politiche di

bilancio che possono senza dubbio modificare la dinamica nel tempo o il

valore assoluto di alcuni indici, specialmente quelli che vedono coinvolte

alcune poste patrimoniali. Tale scelta non ha consentito di correggere i

risultati in funzioni di potenziali distorsioni derivanti da specifiche

politiche di bilancio; essa possiede tuttavia l’indubbio vantaggio di non

introdurre distorsioni soggettive derivanti dall’aver corretto alcune voci e

non altre, o dall’aver arbitrariamente stabilito un limite quantitativo oltre il

quale operare le correzioni, o ancora dall’aver interpretato alcuni

comportamenti come specifiche strategie di o di modifica

window dressing

“mirata” del profilo finanziario delle imprese (ad esempio la dinamica delle

partite infra-gruppo).

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 109

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

P articolare cautela, di conseguenza, dovrà essere adottata nella

v alutazione comparata delle imprese; ad esempio, il livello e le dinamiche

del ROI aziendale rifletteranno inevita bilmente operazioni di finanza

straordinaria, quali acquisizioni e fusioni, incorporazioni o

scorpori/cessioni di attività o politiche finanziarie a livello di gruppo.

Inoltre, per quanto riguarda nello specifico i bilanci 2005 di Telecom Italia

e TIM, si è dovuto necessariamente prendere in considerazione il fatto che

la fusione ha avuto decorrenza 1° febbraio operando di conseguenza.

V enendo alle dinamiche di mercato, la nozione di “convergenza”

sem

b ra effettivamente quella più adatta a descrivere le attuali tendenze del

me rcato delle telecomunicazioni, sopra

ttutto con riferimento alle attese

12

cir ca il prossimo futuro.

In questo contesto il concetto di risulta in realtà più

convergenza

complicato di quanto appaia in prima battuta. Accenneremo qui ad alcune

possibili declinazioni di tale fenomeno per chiarire quanto, in un futuro

(crediamo) abbastanza prossimo, le regole competitive e le conseguenti

finanziarie delle imprese potranno essere riscritte. I termini

performance

utilizzati nelle discussioni sulla convergenza sono vari, e a volte si genera

qualche confusione. Ne abbiamo defini ti alcuni che sembrano più efficaci

nello spiegare il significato effettivo del termine:

• convergenza di contenuti e funzioni diverse sulla medesima

(ad es.) la tecnologia consente

tecnologia: broadband

contemporaneamente l’erogazione di servizi voce (tradizionali e

VOIP), dati (upload e TV, altri VAS (servizi a valore

download),

aggiunto);

• la crescita della varietà dei contenuti

convergenza verticale:

offerti richiede un “sistema” di accordi o partecipazioni che

influenzerà profondamente il sistema competitivo (Telecom Italia

ha sviluppato un accordo con Time Warner e ha comprato i diritti

per la trasmissione delle partite di calcio, oltre al recentissimo

annuncio di accordo con NewsCorp dell’editore Murdoch in base al

quale sarà possibile accedere alla cinematografica della

library

20th Century Fox. D’altra parte anche Fastweb ha sviluppato

accordi con le maggiori Major cinematografiche, tra cui 20th

12 Il concetto di convergenza è stato utilizzato estensivamente anche nella relazione

annuale dell’AGCM 2006.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 110

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

Century Fox, Universal, Buena Vista, Mikado, Medusa e altri, per

13

lo sviluppo di servizi legati alla trasmissione di film);

• la possibilità di fornire lo

convergenza orizzontale o di mercato:

stesso servizio attraverso tecnologie diverse accresce la

concorrenza tra “sistemi” sul medesimo mercato (comunicazione

14 , banda ristretta (doppino) vs.

fissa vs. comunicazione mobile

banda larga, ADSL vs. fibra);

• è un fenomeno derivato dalla

“divergenza” tecnologica:

convergenza e dall’arricchimento di servizi e funzioni sulla

medesima tecnologia. I nuovi servizi vanno necessariamente a

collidere, dal punto di vista concorrenziale, con i precedenti

erogatori di contenuti ovvero con le diverse tecnologie che erogano

lo stesso servizio (si pensi al caso della televisione che viene ormai

fornita come TV tradizionale (etere), digitale terrestre, satellite, IP-

TV, DVB-H o al fenomeno del VOIP, ovvero “Voice Over IP”).

Alcuni fenomeni di convergenza sono ancora di là da venire, ma altri

sono già ben presenti sul mercato italiano (ad es. la concorrenza

fisso/mobile o quella banda larga/banda stretta); ed infatti il mercato delle

telecomunicazioni ha sperimentato forti modifiche e pressioni

concorrenziali nel corso del quinquennio precedente. Il periodo 2000-2005

è stato anzi il momento di più forte perturbazione competitiva sia in termini

tecnologici che di entrata di nuovi attori sul mercato.

C ome visto anche nei capitoli precedenti, molteplici fattori hanno

forteme nte influenzato la dinamica delle performance economico-

finanzia rie delle imprese impegnate nell’arena competitiva. Cercheremo

qui di riprendere, facendo riferimento anche a quanto trattato in

precede nza, alcuni degli elementi di maggiore rilevanza, correlando i

feno m e ni competitivi ai risultati economici settoriali e delle singole

imprese .

Per qua nto riguarda le tendenze più recenti, la relazione annuale

dell’AG CM individua alcuni elementi di fondo che richiamiamo qui

sintetica mente:

13 Nonost ante allo stato attuale questo tipo di convergenza si sia basata essenzialmente

su accord

i contrattuali non è da escludere che in un futuro, in presenza di un forte

sviluppo di contenuti erogati attraverso, ad esempio, internet, imprese impegnate nella

produzione di contenuti non procedano in operazioni di integrazione “a valle”.

14 E’ noto che circa il 70% delle telefonate fatte da cellulari sono in realtà operate in

contesto residenziale, ovvero da casa o dall’ufficio, e non in regime di “mobilità”

effettiva.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 111

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

• aumentano le offerte combinate Internet a banda larga e voce (sia

su re te PSTN, sia VoIP) proposte dagli operatori;

• la convergenza dei servizi e delle reti determina una crescente

atten zione, da parte degli operatori, al tema delle offerte integrate fisso-

mob ile;

• cresce l’enfasi sull’offerta di contenuti audiovisivi tramite le reti

broa dband fisse (IP TV) e mobili (D VB-H);

• si sviluppa la pressione competitiva in tutti i mercati del settore

(fiss o, mobile ed Internet), con ricadute positive sui consumatori in

term

ini di riduzione dei prezzi dei servizi finali ed introduzione di

inno vazioni di prodotto;

• nel mercato su rete fissa, la diminuzione dei ricavi dalla voce si

acce ntua rispetto all’anno precedente a causa della maggiore

cont razione dei ricavi da traffico legata al vivace processo

conc orrenziale in atto;

• il mercato dei servizi su rete mobile è cresciuto grazie in particolare

ai ricavi dai servizi a valore aggiunto (VAS), sia tradizionali (SMS e

MMS) che soprattutto innovativi (accesso a Internet, downloading,

streaming), mentre la crescita dei ricavi dei servizi voce ha risentito

della concorrenza sui prezzi;

• crescono in modo considerevole gli utenti dei servizi mobili

UMTS, tanto che l’Italia rappresenta il primo paese al mondo per

diffusione del servizio;

• il mercato Internet è caratterizzato dalla crescita, al di sopra delle

previsioni, delle connessioni a banda larga dovuta alla decisa

15

contrazione dei prezzi di accesso broadband….”

Se queste sono le tendenze più recenti, la spiegazione dei risultati delle

imprese va necessariamente assunta su un orizzonte temporale più lungo.

L’a n alisi qui sviluppata prenderà in considerazione prima il sistema delle

telecomunicazioni nel suo complesso, poi i singoli segmenti della telefonia

fissa e mobile.

15 Fonte: AGCM, Relazione 2006

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 112

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

5.2 La dinamica nel settore delle telecomunicazioni

Dal punto di vista dell’evoluzione dei ricavi, il settore delle

tel ecomunicazioni ha mostrato una generale tendenza all’incremento nel

periodo 2001-2005 (pari al 4,8% medio annuo), accrescendo anche la

pro pr ia quota sul prodotto interno lordo (passata dal 3,0% del 2001 al

3,1 8% nel 2005), con prospettive di ulteriore er osione di quote di spesa a

sca pit o di altri settori. I settori nei confronti dei quali la concorrenza da

par te delle telecomunicazioni potrebbe essere più efficace sono: il mercato

del l’home il mercato degli altri “media” pubblicitari, il mercato della

video,

mu sica e una possibile cresc ita nel mercato della “pay TV” che registra in

Ita lia ta ssi di penetrazione tuttora ridotti rispetto al resto d’Europa. Tendenza

45

40

35

30

25

20

15

10

5

0 2001 2002 2003 20

04 2005

Wireline Wireless Wireless Dati Wireline Dati & Internet

ns. elaborazioni su dati societari (bilanci e presentazioni) e AGCOM

Fonte:

Fig. 5.1 - Mercato delle TLC in Italia (Fisso e mobile) - Miliardi di Euro

A fronte di questa dinamica generale, le aree di business che hanno

mostrato la ma ggiore crescita sono i segmenti “dati” sia per la telefonia

fissa che mobile, seguiti dai servizi voce di telefonia mobile. Il segmento

“voce” di linea fissa ha invece mostrato un tasso di crescita medio negativo

(intorno al -3,5%) dovuto sia alla riduzione del traffico che delle tariffe.

Per valutare la dinamica delle performance e della struttura economico-

finanziaria settoriale sono stati selezionati quattro indici calcolati sulla base

dei bilanci societari delle maggiori imprese impegnate nel settore della

telefonia.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 113

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

TELEFONIA TELEFONIA

FISSA MOBILE

• •

Telecom Italia TIM

• •

Wind* Vodafone

• •

Fastweb Wind*

• •

Albacom 3 Italia

• Fiscali

• Tele2

[*Come è noto Wind è presente sia nel segmento della telefonia fissa che della

telefonia mobile. Non essendo però la struttura separata per segmento, la lettura

delle performance economico-finanziarie può essere svolta soltanto per il

complesso delle attività e viene per questo riportato in tutti e due i segmenti. Per

quanto riguarda i bilanci aggregati (TLC fisse e TLC mobili), si è scel

to di

“imputare” un terzo di Wind al fisso e due terzi al mobile, rispettando all’incirca la

proporzione dei relativi fatturati. Siamo ben consapevoli che tale procedura

rappresenta una semplificazione, ma dal punto di vista delle nostre analisi

costituisce senza dubbio il modo migliore per fornire una visione corretta dei due

segmenti.]

I quattro indici selezionati sono:

• Il ROI [tasso di rendimento del capitale investito]

• Il rapporto EBITDA/Fatturato [Margine operativo lordo/Fatturato]

• La leva finanziaria [(Debiti finanziari netti)/(Debiti finanziari netti

+ Patrimonio netto)] 16

• Il rapporto tra oneri finanziari e fatturato.

Gli indici qui riportati, che verranno utilizzati anche per l’analisi della

“posizione” delle singole imprese all’interno dei due segmenti, sono stati

sce lti perché sintetizzano in modo efficace alcuni elementi di p articolare

im

portanza n el giudicare la performance economica, la struttura fi nanziaria

e i l rischio finanziario delle imprese.

Mentre il ROI fornisce infatti un giudizio sulla capacità di

remunerazione del capitale investito (ed è dunque un indicatore della

performance industriale), il rapporto tra EBITDA e fatturato fornisce una

16 U n indicatore più frequentemente utilizzato è rappresentato dal rapporto tra oneri

fina nziari e EBITDA, in quanto correla in modo particolarmente efficace i margini

“finanziari” (il margine operativo lordo non è influenzato da ammortamenti e

accantonamenti) di profitto e il peso della struttura finanziaria aziendale. Nel caso

specifico, tuttavia, per molte imprese l’EBITDA risultava negativo (soprattutto nei primi

anni) e un va lore negativo dell’indice risulta di più difficile lettura.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 114

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

misura della redditività delle attività caratteristiche, prima di ammortamenti

ed oneri finanziari , ovvero prima d egli effet ti della struttura patrimoniale e

delle politiche di bilancio. La leva finanziaria è il classico strumento di

misurazione del bilanciamento del capit ale dell’ impresa tra mezzi propri ed

indebitamento e si configura dunque come un in dicatore strutturale di

rischio finanziario. Da ultimo, il rapp orto tra o neri finanziari e fatturato

fornisce una m

isura de l rischio fin an z iario “ di flusso”, ovvero una

indicazione c irca il pes o della remunerazione della struttura finanziaria

rispetto ai ricavi.

Gli indicatori in questione sono stati utilizzati per una omogenea

lettura

delle dinamiche economico finanziarie; in coda al presente capitolo,

tuttavia, vengono riportati i bilanci aggregati per segmento (totale, telefonia

fissa e telefonia mobile) e una tavola contenente 15 tra gli indici più

frequentemente utilizzati per la rappresentazione sintetica della

performance aziendale.

La lettura degli indici di performance e struttura mostra chiaramente due

elementi che ricorrono a

nche nell’interpretazione dei dati a livello di

17

sin goli segmenti: la e la

disomogeneità convergenza.

INDICE [acronimo] - composizione

Redditività delle vendite [R.O.S.] - EBIT/Fatturato

Copertura degli interessi - EBITDA/Oneri finanziari

Redditività dei mezzi propri [R.O.E.] - Utile netto/Patr. Netto

Leva - Passività totali/(Passività totali + Patr. netto)

Redditività del capitale investito [R.O.I.] - EBIT/Capitale investito medio

Leva finanziaria – (Debiti finanziari netti)/(Debiti finanziari netti + Patr. netto)

Copertura dei debiti finanziari - Liquidità/Debiti finanziari

Grado di liquidità dell'attivo [Indice di struttura] - Attività liquide/Attività correnti

Indice di indebitamento - Passività totali/EBITDA

Incidenza degli Oneri finanziari sul fatturato

17 Il concetto di convergenza qui richiamato è, ovviamente, diverso da quello trattato in

precedenza; va tuttavia sottolineato che la progressiva convergenza tra imprese e mercati

tende necessariamente a fornire condizioni per una più forte omogeneità nelle condizioni

economiche dei e dei segmenti di mercato. Uno dei casi più evidenti è data dalla

player

convergenza dei prezzi tra telefonia fissa e mobile. Nel 1997 il prezzo al minuto nella

telefonia mobile era quasi 6 volte il prezzo della telefonia fissa per chiamate locali. Lo

stesso rapporto nel 2005 era sceso a circa 3,2 e le attese per i prossimi anni sono di

un’ulteriore riduzione.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 115

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

Indice di liquidità sul passivo [Quick ratio] - Cassa/Passività correnti

Utile netto su fatturato

Reddito operativo su debiti finanziari

Patrimonio netto tangibile su capitale investito tangibile

Cash flow su passività totali [Copertura del debito] - (Utile +

ammortamenti)/Passività totali

Tab. 5.1 - Gli indici di bilancio utilizzati (in appendice i valori per segmento)

La disomogeneità delle condizioni competitive è evidenziata dalla

distanza tra la linea rappresentativa del segmento della telefonia mobile e

quella della telefonia fissa (tav. 5.2). La distanza tra le due era, nel 2001,

del 15% circa, una differenza spiegabile con la piena maturità raggiunta dal

GSM; nel 2002, tuttavia, la distanza si riduce drasticamente (in tale anno è

solamente del 3,5%) per annullarsi di fatto nel 2003. Nel 2004 e 2005 la

for bice si riapre, tornando a circa cinque punti percentuali. La dinamica di

flessione, stabilizzazione e crescita che caratterizza il settore delle

telecomunicazioni nel suo complesso nasconde dunque una situazione che

vede la telefonia mobile caratterizzarsi per livelli di rem

unerazione

sostanzialmente più elevati.

30% 27,9% Totale telefonia

Telefonia rete fissa

25% Telefonia rete mobile

20% 18,8% 16,3% 16,1%

14,5%

15% 14,6% 13,3% 13,8%

13,3%

13,0%

12,8% 12,8% 12,6% 12,1% 11,6%

10%

5%

0% 2001 2002 2003 2004 2005

ns. elaborazioni sui bilanci aziendali

Fonte:

Fig. 5.2 - Telefonia: dinamica del ROI settoriale

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 116

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

La stessa differenza, come è ovvio, si riflette anche nella dinamica del

rapporto tra EBITDA e fatturato, caratterizzato, a live llo complessivo, da

una crescita nel periodo 2003-2004, con una successiva flessio ne nel 2005.

Anche in que

sto caso, i dati di partenza (tav. 5.3) mostravano u na forbice

tra i due segmenti molto più larga nei primi anni, con di

fferenziali

nell’ordine del 7%. A determinare la dinamica complessiva, in questo caso,

con tribuiscono in ugual misura i due segmenti: il settore della tele fonia

mobile, in fu nzione della progressiva riduzione dei prezzi indotta da una

maggiore concorrenza, ha visto ridurre tale rapporto del 2% tra il 2001 e il

20 05; e quello della telefonia fissa mostra un analogo trend, anche se qui le

18

motivazioni non sono esclusivamente di prezzo .

50%

48% 47,2%

46,8%

45,7%

45,6%

46% 44,2% 44,2%

43,8%

44% 42,1%

42,0% 42,0%

42% 40,9%

40% 40,7% 39,4%

39,0%

38% 38,8%

36% Totale telefonia

34% Telefonia rete fissa

Telefonia rete mobile

32%

30% 2001 2002 2003 2004 2005

ns. elaborazioni su bilanci aziendali

Fonte:

Fig. 5.3 - Telefonia*: dinamica del rapporto EBITDA/Fatturato settoriale*

* EBITDA = Margine operativo lordo

Se è vero che le diverse dinamiche competitive e la profonda

differenziazione nelle fasi di investimento intra-segmento hanno generato

rilevanti differenziali di performance, è altrettanto vero che differenze

ancora maggiori si riscontrano a livello delle strutture finanziarie (tav. 5.4).

In questo contesto il processo di convergenza manca del tutto. All’inizio

del periodo di analisi infatti il livello medio della leva finanziaria nel

18 S

i lascia ad un momento successivo l’analisi delle dinamiche intra-segmento che

spie gano bene le ragioni di tale andamento.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 117

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

seg m

ento della telefonia mobile era molto basso. La telefonia fissa

mo strava invece un rapporto tra debiti finanziari netti e capitale

complessivo (debiti finanziari netti e patrimonio netto) pari al 50% circa.

Nel corso degli anni, la dinamica decrescente dei margini ha imposto alle

imprese nel segmento un maggior ricorso al finanziamento esterno sotto

forma di crescita dei debiti finanziari, portando nel 2005 il livello di leva

finanziaria ad un valore prossimo al 66%. Nel frattempo, il segmento della

telefonia mobile ha visto un innalzamento nel livello di leva finanziaria che

risulta però ascrivibile all’effetto di uno solo dei concorrenti nel segmento

(3 Italia). In altre parole, la possibilità di utilizzare più intensi flussi di

autofinanziamento, unita a modelli di controllo meno legati

strutturalmente

all’utilizzo di debiti finanziari, ha consentito al segmento della telefonia

mobile di configurarsi in funzione di un livello di rischio finanziario

estremamente ridotto.

A questo riguardo (ma riprenderemo questa considerazione più avanti)

va peraltro ricordato come i modelli di controllo societario basati su gruppi

verticali (come nel caso di TIM e Vodafone) spesso consentono alle

imprese di ridurre il livello di ricorso “apparente” a finanziamenti esterni in

quanto i fabbisogni finanziari vengono soddisfatti mediante il ricorso a

rapporti di debito nei confronti delle controllanti che si possono di volta in

volta configurare come debiti verso controllanti o invece come debiti verso

fornitori se i rapporti nei confronti della casa-madre sono di tipo

funzionale. Tuttavia, anche in questi casi il rischio nei confronti dei

finanziatori viene comunque “convogliato” al di fuori della società

risparmiandole, per esempio, un peso eccessivo degli oneri finanziari.

Va poi ricordato che non necessariamente l’appartenenza ad un gruppo

(eventualmente internazionale) fa propendere per una struttura

“finanziariamente leggera”, come nei casi citati in precedenza. Nel caso di

Italia, il controllo da parte del gruppo Hutchinson-Wampoa ha comunque

3

por tato allo sviluppo di una strategia finanziaria in cui i debiti nei confronti

dei sistema finanziario locale hanno rappresentato in misura crescent e una

com

ponente di finanziamento del ca pitale investito nell’impresa. Le stesse

con siderazioni possono essere svolte con riferimento a Wind e al recente

cambiamento nei soggetti di controllo.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 118

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

80%

70% 68% 66%

64%

60% 60% 56%

50% 50% 48%

50% 42%

40% 38% 29%

30% 25%

19%

20% 17%

16% Totale telefonia

Telefonia rete fissa

10% Telefonia rete mobile

0% 2001 2002 2003 2004 2005

ns. elaborazioni su bilanci aziendali

Fonte:

Fig. 5.4 - Telefonia*: dinamica della leva finanziaria settoriale*

* Leva finanziaria = (Debiti finanziari netti) / (Debiti finanziari netti + Patrimonio netto)

Da ultimo, il rapporto tra oneri finanziari e fatturato può essere letto

come il risultato di una serie di variabili in interazione rappresentate

dall’intensità di capitale (quanto capitale per Euro di fatturato) e dalla leva

finanziaria. Il livello dell’indicatore e la sua dinamica riflettono,

ovviamente, in primo luogo il grado di leva finanziaria, che favorisce

decisamente le imprese del segmento della telefonia mobile (tav. 5.4).

Tuttavia, questo segmento risulta anche avvantaggiato da un’intensità di

capitale strutturalmente inferiore, che porta ad un minore fabbisogno di

capitale e ad una struttura relativamente più “leggera” sia dal punto di vista

operativo che finanziario. Il risultato, rappresentato alla tavola 5.5, mostra

come il rapporto tra oneri finanziari e fatturato non superi mai il 2% nel

caso della telefonia mobile e passi invece dal 10% nel 2001 al 13% nel

2005 per la telefonia fissa, con un picco al 14% nel 2003.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 119

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

16% Totale telefonia 14,3%

Telefonia rete fissa

14% 12,9%

Telefonia rete mobile

12% 11,1%

10,1%

10% 8,1%

7,5%

8% 7,1%

6,4%

6,1%

6% 4,8%

4% 2,2% 2,2%

2,1%

1,8%

2% 1,3%

0% 2001 2002 2003 2004 2005

ns. elaborazioni su bilanci aziendali

Fonte:

Fig. 5.5 - Telefonia: dinamica del rapporto Oneri finanziari/Fatturato settoriale

Il risultato sintetico delle dinamiche precedentemente richiamate viene

rifl esso nella tavola 5.6, nella quale viene riportato il valore del rapporto tra

utile netto e fatturato. Anche in questo caso emergono le condizioni di

disomogeneità e convergenza precedentemente ricordate, con un valore

dell’indice che ribalta addirittura le posizioni per segmento. Va tuttavia

sottolineato che, nonostante la convergenza sia chiara ed evidente, i valori

del segmento fisso sono resi particolarmente elevati da un flusso di

dividendi quasi raddoppiato nel 2005, che non rappresenta ovviamente

parte del rendimento dell’attività operativa; contemporaneamente, il

risultato del segmento mobile è negativamente influenzato oltre che dalla

pesante perdita di una azienda, da una posta straordinaria relativa a

svalutazioni estremamente elevata, che modifica radicalmente

(peggiorandolo) il risultato netto finale.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 120

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

20% 18,9% 16,6%

13,8%

15% 11,2%

11,9% 11,2%

10% 10,0% 8,0% 6,6%

5% 3,7%

4,7% 4,5%

0% -4,4%

-5% -7,0% Totale telefonia

-10% Telefonia rete fissa

Telefonia rete mobile

-11,9%

-15% 2001 2002 2003 2004 2005

ns. elaborazioni su bilanci aziendali

Fonte:

F ig. 5.6 – Telefonia: dinamica del rapporto Utile netto/Fatturato settoriale

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 121

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

5.3 Il segmento della telefonia fissa

I risultati a livello aggregato già esaminati in precedenza evidenziano

che il segmento della telefonia su rete fissa è stato caratterizzato dalle

condizioni competitive più difficili; una situazione da collegare sia alla

domanda, sia ai fenomeni di convergenza precedentemente illustrati.

E’ possibile richiamare qui le dinamiche più rilevanti al livello del

comparto, la cui lettura è resa più agevole se si considerano anche le tavole

relative ai principali elementi di mercato:

• La dinamica del mercato indica una crescita estremamente modesta

nei ricavi complessivi da rete fissa. Nel corso del periodo 2000-

2005 il tasso di crescita medio dei ricavi su rete fissa è stato pari

soltanto al 2% annuo (tav. 5.7).

• In realtà la dinamica complessiva risulta, al proprio interno,

disomogenea, in quanto registra una riduzione nei ricavi da voce

tradizionale del 3,5% l’anno e una crescita del segmento “Dati e

internet” di circa il 13%. Sotto questo profilo, dunque, il settore

della telefonia fissa vive al proprio interno una contraddizi one tra

un segmento in forte crescita che però risulta sempre più basato su

tecnologie (di cui diremo più oltre), e un segmento,

broadband

quello della “voce tradizionale”, in forte riduzione in quanto

soggetto al processo di sostituzione mobile/fisso.

• La negativa (nulla nel futuro, secondo le attese) crescita dei ricavi

nel segmento voce è legata sia alla progressiva riduzione dei prezzi

che alla riduzione dei minuti di traffico (nel segmento “voce”).

• La riduzione dei prezzi deriva anche da una più intensa dinamica

competitiva che ha caratterizzato il segmento in coincidenza con

l’entrata ed il successivo sviluppo di nuovi operatori (si vedano le

tavole 5.8 e 5.9 che mostrano la dinamica delle quote di Telecom

Italia e degli altri OLO). I nuovi entranti hanno dovuto

(necessariamente) praticare politiche commerciali aggressive per

potersi affermare in un settore in cui, data la rilevante incidenza

degli investimenti infrastrutturali e il peso ridotto dei costi diretti, il

raggiungimento di volumi significativi è necessario alla

sopravvivenza sul mercato.

• Inoltre, la progressiva crescita di linee e dell’uso di

broadband

internet hanno favorito l’affermarsi di modelli tariffari “flat”, che

sono previsti in crescita anche nel prossimo futuro.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 122

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

• La riduzione del traffico voce tradizionale dipende in misura

massiccia dal processo di progressiva sostituzione mobile/fisso, che

ha caratterizzato il confronto competitivo tra i due segmenti a

partire dall’introduzione della telefonia mobile e che ha visto il

segmento del fisso perdere la battaglia (si vedano le tavole 5.10 e

5.11).

• Un ulteriore elemento competitivo che ha caratterizzato il

segmento è rappresentato dalla scelta operata da taluni operatori di

competere secondo una logica “re seller” (tipicamente TELE2), al

contrario di altri, cosiddetti invece “strutturati”, che hanno invece

scelto di sviluppare una propria rete che potesse consentire di

impostare politiche di o di operare attraverso una rete

unbundling

proprietaria, decidendo se sviluppare reti a livello più “locale” (nel

senso di aree metropolitane, gran di e medie città, come nel caso di

Fastweb) o nazionale (come Wind e Tiscali). La tavola 5.12 mostra

la dinamica del numero di linee in e fibra e di quelle in

unbundling

pre-selection. Come si vede, nonostante il numero attuale di linee

in pre-selection sia (anche per questioni strutturali e cioè per la

facilità di applicazione) più elevato di quelle in fibra e unbundling,

la dinamica di lungo periodo (e le aspettative per i prossimi 2-3

anni) evidenziano una stabilizzazione delle linee in pre-selection ed

un forte sviluppo di quelle in Tale dinamica sembra

unbundling.

prospettare un più intenso impegno da pa rte di operatori

“strutturati” verso lo sviluppo di reti in con un

unbundling,

progressivo abbandono delle strategie di reselling.

• Inoltre, si evidenzia in modo sempre più rilevante la crescita del

mercato Tale dinamica configura una progressiva

broadband.

cannibalizzazione del doppino tradizionale da parte di linee ADSL,

in funzione della crescita dei servizi di accesso a Internet,

downloading e streaming che rendono sempre più rilevante una

superiore disponibilità di banda. La forte crescita delle linee

sia in termini numerici che in percentuale sugli accessi

broadband

totali (tavola 5.13), crescita prevista anche per il futuro, sembra

portare contemporaneamente ad una significativa contrazione del

traffico Internet in dial-up e al progressivo affermarsi (si veda la

relazione dell’AGCOM) di tariffe “flat” come già

all inclusive,

ricordato ai punti precedenti.

• Da ultimo, con riferimento alla concorrenza intra-segmento, va

segnalato come la dinamica delle quote di merc ato sulle linee

, pur se dominata dall’impresa leader, abbia evidenziato

broadband

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 123

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

un grado di concorrenza più vivace rispetto alle linee “tradizionali”

(figure 5.14; si veda anche il capitolo 4).

20.200 Tendenza al 2006-2007

20.000 20.036

19.911 19.859

19.800

19.600

19.400 19.360 19.310

19.200

19.000

18.800 2001 2002 2003 2004 2005

elaborazione dati aziendali

Fonte:

Fig. 5 .7- Telefonia fissa: ricavi totali sul mercato italiano (milioni di Euro)

Quote % sul mercato italiano della telefonia fissa

2,1% 2,6% 3,6%

0,1% 4,4%

100% 5,0% 5,3%

0,4% 1,0%

4,7% 2,1%

7,1% 3,3% 4,4%

6,5%

2,9% 7,1%

2,3% 7,2%

3,3% 6,9%

3,3% 3,3% 3,7%

80 %

60% 89,4%

88,4% 85,7% 83,0% 81,2% 79,6%

40%

20%

0% 2000 2001 2002 2003 2004 2005

Telecom Italia ALBACOM Wind Fastweb Altri*

elaborazione dati aziendali

F

ont e :

Fig. 5 .8 – Quote % sul mercato italiano della telefonia fissa (a valore)

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 124

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC

100,0% 4,9% 11,0% 23,0%

90,0% 27,9%

28,3% 29,2% 30,1%

80,0%

70,0%

60,0%

50,0% 95,1% 89,0% 77,0%

40,0% 72,1%

71,7% 70,8% 69,9%

30,0%

20,0%

10,0%

0,0% 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

Telecom Italia Altri operatori

varie

F

onti:

F ig. 5.9 – Telefonia fissa: evoluzione delle quote di mercato sul traffico (in minuti)

180.000

170.000 167.744

160.000 163.583 154.402

150.000 149.267

140.000 142.419 137.074

130.000 Tendenza al 2006-2007

120.000 115.826

110.000

100.000

90.000

80.000 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

varie

Fonti:

Fig. 5.10 - Telefonia fissa: evoluzione del traffico in milioni di minuti

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 125

Capitolo 5 – Elementi strutturali e performance economico-finanziaria degli

operatori di TLC Tendenza al

60% 2006-2007

55% 54%

50% 48%

45% 45%

43%

40% 38%

35% 34%

30%

25%

20% 2000 2001 2002 2003 2004 2005

varie

Fonti:

Fig. 5.11 – Minuti voce mobile in % minuti voce totale (mobile + fisso)

4.500.000

4.000.000 Linee in unbundling e in fibra Tendenza al

2006-200 7

Linee in pre-selection

3.500.000

3.000.000 Tendenza al

2006-2007

2.500.000

2.000.000

1.500.000

1.000.000

500.000

0 2000 2001 2002 2003 2004 2005

varie

Fonti:

Fig. 5.12 – Telefonia fissa: la crescita delle linee in pre-selection, umbundling e

fibra

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PAGINE

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2.70 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Laboratorio di Mobile Services e Multicanalità tenuto dal prof. Rovelli. Gli argomenti qui affrontati sono: convergenza e scenari di rete; le prospettive e i percorsi della convergenza fisso-mobile e internet/tv; scenari attuali e alternativi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in industria culturale e comunicazione digitale
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di LABORATORIO DI MOBILE SERVICES E MULTICANALITA' e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Rovelli Massimo.

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