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Convenzione di Vienna Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dal Prof. Luigi Condorelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della legge n. 112 del 1974 di ratifica e esecuzione in Italia della Convenzione di Vienna del 1969 sul diritto dei trattati.

Esame di Diritto Internazionale docente Prof. L. Condorelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

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L 12 1974, . 112 ( S . G .

EGGE FEBBRAIO N IN UPPL ORDINARIO ALLA AZZ

U ., 30 , . 111).

FF APRILE N

R ATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SUL DIRITTO DEI

, , V 23 1969.

CON ANNESSO ADOTTATA A IENNA IL MAGGIO

TRATTATI

Preambolo (Omissis)

Articolo 1 Art. 1.

Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la convenzione sul diritto dei trattati, con

annesso, adottata a Vienna il 23 maggio 1969.

Articolo 2 Art. 2.

Piena ed intera esecuzione è data alla convenzione di cui all'articolo precedente a decorrere dalla sua

entrata in vigore, in conformità dell'art. 84 della convenzione stessa. 1

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C ONVENZIONE SUL DIRITTO DEI TRATTATI

Vienna, 23 maggio 1969.

Gli Stati parti alla presente Convenzione,

Considerando il ruolo fondamentale dei trattati nella storia delle relazioni internazionali,

Riconoscendo l'importanza sempre maggiore dei trattati come fonte del diritto internazionale e come

mezzo per sviluppare la cooperazione pacifica delle nazioni, indipendentemente dai loro regimi

costituzionali e sociali,

Constatando pacta sunt servanda

che i principi del libero consenso e della buona fede e la regola sono

universalmente riconosciuti,

Affermando che le controversie riguardanti i trattati devono, come tutte le altre controversie

internazionali, essere risolte attraverso mezzi pacifici e in conformità ai principi della giustizia e del

diritto internazionale,

Ricordando la risoluzione dei popoli delle Nazioni Unite di creare le condizioni necessarie per il

mantenimento della giustizia e del rispetto degli obblighi nati dai trattati,

Consapevoli dei principi di diritto internazionale incorporati nella Carta delle Nazioni Unite, come i

principi riguardanti l'eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto di disporre di loro stessi,

l'eguaglianza sovrana e l'indipendenza di tutti gli Stati, la non ingerenza negli affari interni degli Stati,

la proibizione della minaccia o dell'impiego della forza e il rispetto universale e effettivo dei diritti

dell'uomo e delle libertà fondamentali per tutti,

Convinti che la codificazione e lo sviluppo progressivo del diritto dei trattati realizzati nella presente

Convenzione serviranno i fini delle Nazioni Unite enunciati nella Carta, che sono quelli del

mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, dello sviluppo fra le nazioni di relazioni

amichevoli e della realizzazione della cooperazione internazionale,

Affermando che le regole del diritto internazionale consuetudinario continueranno a regolare le questioni

non disciplinate dalle disposizioni della presente Convenzione,

Hanno convenuto quanto segue:

PARTE I

INTRODUZIONE

Articolo 1

Sfera di applicazione della presente Convenzione

La presente Convenzione si applica ai trattati fra Stati.

Articolo 2 2

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Termini impiegati

Ai fini della presente Convenzione:

a) l'espressione "trattato" significa un accordo internazionale concluso in forma scritta fra Stati e

disciplinato dal diritto internazionale, contenuto sia in un unico strumento sia in due o più strumenti

connessi, e quale che sia la sua particolare denominazione;

b) le espressioni "ratifica", "accettazione", "approvaziofie", e "adesione" significano, in ogni caso, l'atto

internazionale così chiamato attraverso il quale uno Stato stabilisce sul piano inter- nazionale il suo

consenso a essere vincolato dal trattato;

c) l'espressione "pieni poteri" indica un documento emesso dall'autorità competente di uno Stato e che

designa una o più persone a rappresentare lo Stato per la negoziazione, l'adozione o l'autenticazione

del testo di un trattato, per esprimere il consenso di uno Stato ad essere obbligato da un trattato o per

compiere qualsiasi altro atto che si riferisca al trattato;

d) l'espressione "riserva" indica una dichiarazione unilaterale, quale che sia la sua articolazione e

denominazione, fatta da uno Stato quando sottoscrive, ratifica, accetta o approva un trattato o vi

aderisce, attraverso la quale esso mira ad escludere o modificare l'effetto giuridico di alcune

disposizioni del trattato nella loro applicazione allo Stato medesimo;

e) l'espressione "Stato che ha partecipato al negoziato" si riferisce ad uno Stato che ha partecipato alla

elaborazione e all'adozione del testo del trattato;

f) l'espressione "Stato contraente" si riferisce ad uno Stato che ha consentito ad essere obbligato dal

trattato, indipendentemente dal fatto che il trattato sia entrato in vigore o meno;

g) l'espressione "parte" si riferisce ad uno Stato che ha consentito ad essere obbligato dal trattato e nei

cui confronti il trattato è in vigore;

h) l'espressione "Stato terzo" si riferisce ad uno Stato che non è parte del trattato;

i) l'espressione "organizzazione internazionale si riferisce ad una organizzazione intergovernativa.

Le disposizioni del paragrafo 1 aventi per oggetto le espressioni impiegate nella presente Convenzione

non pregiudicano l'impiego di queste espressioni né il significato che può esser loro attribuito nel

diritto interno di uno Stato.

Articolo 3

Accordi internazionali che non rientrano nell'ambito della presente Convenzione

Il fatto che la presente Convenzione non si applichi né ad accordi internazionali conclusi fra Stati ed

altri soggetti di diritto internazionale e fra questi altri soggetti di diritto internazionale, né accordi

internazionali che non sono stati conclusi per iscritto, non pregiudica:

a. il valore giuridico di tali accordi;

b. l'applicazione a questi accordi di qualsivoglia regola posta dalla presente Convenzione e alla

quale essi fossero sottoposti in virtù del diritto internazionale indipendentemente dalla detta

Convenzione;

c. l'applicazione della Convenzione alle relazioni fra Stati disciplinate da accordi internazionali di

cui siano anche parti altri soggetti del diritto internazionale.

Articolo 4

Irretroattività della presente Convenzione

Senza pregiudicare l'applicazione di qualsivoglia regola enunciata nella presente Convenzione alla 3

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quale i trattati siano sottoposti in virtù del diritto internazionale indipendentemente dalla

Convenzione suddetta, quest'ultima si applica unicamente ai trattati conclusi dagli Stati dopo la sua

entrata in vigore nei confronti dei medesimi.

Articolo 5

Trattati istitutivi di organizzazioni internazionali e trattati adottati in seno ad una organizzazione internazionale

La presente Convenzione si applica a qualsiasi trattato che rappresenti l'atto costitutivo di

un'organizzazione internazionale e a qualsiasi trattato adottato in seno ad una organizzazione

internazionale, senza che ciò pregiudichi le norme pertinenti dell'organizzazione.

PARTE II

CONCLUSIONE ED ENTRATA IN VIGORE DEI TRATTATI

Sezione 1

CONCLUSIONE DEI TRATTATI

Articolo 6

Capacità degli Stati di concludere trattati

Ogni Stato ha la capacità di concludere trattati.

Articolo 7

Pieni poteri

1. Una persona è considerata rappresentante di uno Stato per l'adozione o l'autenticazione del testo di

un trattato o per esprimere il consenso dello Stato a essere obbligato da un trattato:

a. se essa esibisce i dovuti pieni poteri;

b. se risulta dalla pratica degli Stati interessati o da altre circostanze che essi avevano l'intenzione

di considerare quella persona come rappresentante dello Stato a quei fini e di non richiedere la

presentazione dei pieni poteri.

2. Sono considerati rappresentanti dello Stato in virtù delle loro funzioni e senza essere tenuti ad

esibire pieni poteri:

a. i Capi di Stato, i Capi di governo e i Ministri degli affari esteri, per tutti gli atti relativi alla

conclusione di un trattato;

b. i capi di missione diplomatica, per l'adozione del testo di un trattato fra lo Stato accreditante e

lo Stato accreditatario;

c. i rappresentanti degli Stati accreditati a una conferenza internazionale o presso una

organizzazione internazionale o uno dei suoi organi, per l'adozione del testo di un trattato in

quella conferenza, organizzazione o organo.

Articolo 8

Conferma successiva di un atto compiuto senza autorizzazione

Un atto relativo alla conclusione di un trattato compiuto da una persona che non possa, in virtù

dell'articolo 7, essere considerata come autorizzata a rappresentare uno Stato a tale scopo, non ha

effetti giuridici, a meno che non sia successivamente confermato dallo Stato medesimo.

Articolo 9

Adozione del testo

1. L'adozione del testo di un trattato avviene con il consenso di tutti gli Stati partecipanti alla sua 4

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elaborazione, salvo nei casi previsti al paragrafo 2.

2. L'adozione del testo di un trattato in una conferenza internazionale si ha alla maggioranza dei due

terzi degli Stati presenti e votanti, a meno che questi Stati non decidano, con la stessa maggioranza, di

applicare una regola diversa.

Articolo 10

Autenticazione del testo

Il testo di un trattato è certificato come autentico e definitivo:

a. secondo la procedura prevista nel testo medesimo o concordata fra gli Stati partecipanti alla

elaborazione del trattato; oppure referendum

b. in mancanza di una tale procedura, dalla firma, dalla firma ad o dalla parafatura, da

parte dei rappresentanti di tali Stati, del testo del trattato o dell'atto finale di una conferenza

internazionale nel quale il testo sia contenuto.

Articolo 11

Modi di espressione del consenso ad essere vincolati da un trattato

Il consenso di un Stato ad essere vincolato da un trattato può essere espresso per mezzo della firma,

dello scambio degli strumenti costituenti un trattato, della ratifica, dell'accettazione, dell'approvazione

o dell'adesione, o di qualsiasi altro mezzo convenuto.

Articolo 12

Espressione, attraverso la firma, del consenso ad essere vincolati da un trattato

1. Il consenso di uno Stato ad essere obbligato da un trattato si esprime attraverso la firma del

rappresentante di tale Stato:

a. quando il trattato prevede che la firma avrà questo effetto;

b. quando risulta altrimenti che gli Stati partecipanti al negoziato avevano concordato che la

firma avrebbe avuto questo effetto; oppure

c. quando l'intenzione dello Stato di attribuire questo effetto alla firma risulta dai pieni poteri del

suo rappresentante o è stata espressa nel corso del negoziato.

2. Ai fini del paragrafo 1:

a. la parafatura di un testo equivale alla firma del trattato quando risulti che gli Stati che hanno

partecipato al negoziato erano d'accordo in tal senso;

ad referendum

b. la firma di un trattato apposta dal rappresentante di uno Stato, se è confermata da

quest'ultimo, equivale alla firma definitiva del trattato.

Articolo 13

Espressione, attraverso lo scambio di strumenti costituenti un trattato, del consenso a essere obbligati da un trattato

Il consenso degli Stati ad essere obbligati da un trattato costituito dagli strumenti scambiati fra di essi

si esprime attraverso questo scambio:

a. quando gli strumenti prevedono che il loro scambio avrà questo effetto; oppure

b. quando risulta altrimenti che tali Stati avevano concordato che lo scambio degli strumenti

avrebbe avuto questo effetto.

Articolo 14

Espressione, attraverso la ratifica, l'accettazione o l'approvazione, del consenso ad essere obbligati da un trattato

1. Il consenso di uno Stato ad essere obbligato da un trattato si esprime attraverso la ratifica:

a. quando il trattato prevede che tale consenso si esprima attraverso la ratifica; 5

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b. quando risulta altrimenti che gli Stati che hanno partecipato al negoziato avevano concordato

che la ratifica fosse necessaria;

c. quando il rappresentante dello Stato ha firmato il trattato con riserva di ratifica; oppure

d. quando l'intenzione dello Stato di firmare il trattato con riserva di ratifica risulta dai pieni

poteri del suo rappresentante o è stata espressa nel corso del negoziato.

2. Il consenso di uno Stato ad essere obbligato da un trattato si esprime attraverso l'accettazione o

l'approvazione in presenza di condizioni analoghe e quelle che si applicano alla ratifica.

Articolo 15

Espressione, per adesione, del consenso ad essere obbligati da un trattato

Il consenso di uno Stato ad essere obbligato da un trattato si esprime per adesione:

a. quando il trattato prevede che tale consenso possa essere espresso dallo Stato per via di

adesione;

b. quando risulta altrimenti che gli Stati che hanno partecipato al negoziato avevano concordato

che tale consenso potesse esprimersi da parte dello Stato per via di adesione; oppure

c. quando tutte le parti hanno successivamente concordato che tale consenso potesse esprimersi

da parte dello Stato per via di adesione.

Articolo 16

Scambio e deposito degli strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione o d'adesione

Salvo che il trattato non disponga altrimenti, gli strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione

o di adesione determinano il consenso dello Stato ad essere obbligato da un trattato al momento:

a. del loro scambio fra gli Stati contraenti;

b. del loro deposito presso il depositario; oppure

c. della loro notifica agli Stati contraenti o al depositario, se in tal senso è stato concordato.

Articolo 17

Consenso ad essere obbligato da una parte di un trattato e scelta fra diverse disposizioni

1. Senza pregiudizio di quanto stabilito dagli articoli da 19 a 23, il consenso di uno Stato ad essere

obbligato da un parte di un trattato produce effetti soltanto se il trattato lo permette o se gli altri Stati

contraenti lo consentono.

2. Il consenso di uno Stato ad essere obbligato da un trattato che permette di scegliere fra disposizioni

diverse produce effetti soltanto se le disposizioni a cui si riferisce vengono chiaramente indicate.

Articolo 18

Obbligo di non privare un trattato del suo oggetto

e del suo scopo prima della sua entrata in vigore

Uno Stato deve astenersi da atti che priverebbero il trattato del suo oggetto e del suo scopo quando:

a. ha sottoscritto il trattato o scambiato gli strumenti che costituiscono il trattato con riserva di

ratifica, accettazione o approvazione, fintanto che non abbia manifestato la sua intenzione di

non divenirne parte; oppure

b. ha espresso il suo consenso a essere obbligato dal trattato, nel periodo che precede l'entrata in

vigore del trattato e a condizione che questa non sia indebitamente ritardata.

Sezione 2

RISERVE 6

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Articolo 19

Formulazione delle riserve

Uno Stato, nel momento di sottoscrivere, ratificare, accettare, approvare un trattato o di aderirvi, può

formulare una riserva, a meno che:

a. la riserva non sia proibita dal trattato;

b. il trattato non disponga che possono essere fatte solo determinate riserve, fra le quali non figura

quella in questione; oppure e

c. nei casi diversi da quelli contemplati sub a), b), la riserva non sia incompatibile con l'oggetto e

lo scopo del trattato.

Articolo 20

Accettazione delle riserve e obiezioni alle riserve

1. Una riserva espressamente autorizzata da un trattato non richiede un ulteriore atto di accettazione

da parte degli altri Stati contraenti, a meno che ciò non sia previsto dal trattato.

2. Quando risulta dal numero limitato di Stati che hanno partecipato al negoziato, nonché dall'oggetto

e dal scopo del trattato, che l'applicazione del medesimo nella sua integrità fra tutte le parti è una

condizione essenziale del consenso di ciascuna di esse ad essere obbligata dal trattato, una riserva deve

essere accettata da tutte le parti.

3. Quando un trattato è un atto costitutivo di una organizzazione internazionale e a meno che non

disponga diversamente, una riserva richiede l'accettazione dell'organo competente del-

l'organizzazione suddetta.

4. Nei casi diversi da quelli contemplati ai paragrafi precedenti e fatta salva ogni diversa disposizione

del trattato in materia:

a. l'accettazione di una riserva da parte di un altro Stato contraente fa dello Stato autore della

riserva una parte al trattato rispetto a questo altro Stato se il trattato è in vigore o quando entra

in vigore per questi Stati;

b. l'obiezione fatta ad una riserva da parte di un altro Stato contraente non impedisce che il

trattato entri in vigore fra lo Stato che ha formulato l'obiezione e lo Stato autore della riserva, a

meno che lo Stato che ha formulato l'obiezione non abbia espresso un'intenzione chiaramente

contraria;

c. un atto che esprima il consenso di uno Stato a vincolarsi a un trattato e contenente una riserva

produce effetti a partire dal momento in cui almeno un altro Stato contraente ha accettato la

riserva.

5. Ai fini dei paragrafi 2 e 4 e a meno che il trattato non disponga diversamente, si deve presumere che

una riserva sia stata accettata da uno Stato se quest'ultimo non ha formulato obiezioni alla riserva sia

alla scadenza del periodo di dodici mesi successivi alla data in cui ne ha ricevuto la notifica, sia alla

data in cui esso ha espresso il suo consenso a vincolarsi al trattato, se quest'ultima è posteriore.

Articolo 21

Effetti giuridici delle riserve e delle obiezioni alle riserve

1. Una riserva formulata nei confronti di un'altra parte in conformità agli articoli 19, 20, e 23:

a. modifica per lo Stato autore della riserva nei suoi rapporti con quell'altra parte le disposizioni

del trattato a cui la riserva si riferisce, nella misura prevista dalla riserva medesima; e 7

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b. modifica nella stessa misura queste disposizioni per quell'altra parte nei suoi rapporti con lo

Stato autore della riserva. inter se.

2. La riserva non modifica le disposizioni del trattato per le altre parti nei loro rapporti

3. Quando uno Stato che ha formulato una obiezione ad una riserva non si è opposto all'entrata in

vigore del trattato fra se stesso e lo Stato autore della riserva, le disposizioni alle quali la riserva si

riferisce non si applicano fra i due Stati nella misura prevista dalla riserva.

Articolo 22

Ritiro delle riserve e delle obiezioni alle riserve

1. Salvo che il trattato non disponga diversamente, una riserva può essere ritirata in qualsiasi momento,

senza che sia necessario per tale ritiro il consenso dello Stato che ha accettato la riserva.

2. Salvo che il trattato non disponga diversamente, una obiezione ad una riserva può essere ritirata in

qualsiasi momento.

3. Salvo che il trattato non disponga diversamente o che non vi sia un diverso accordo fra le parti:

a. il ritiro di una riserva produce effetti nei confronti di un altro Stato contraente solo quando

questo Stato ne ha ricevuto la notifica;

b. il ritiro di una obiezione ad una riserva produce effetti solo quando lo Stato che ha formulato la

riserva ha ricevuto la notifica del ritiro.

Articolo 23

Procedura relativa alle riserve

1. La riserva, l'accettazione espressa di una riserva e l'obiezione ad una riserva devono essere formulate

per iscritto e comunicate agli Stati contraenti e agli altri Stati aventi titolo per diventare parti al

trattato.

2. Se formulata al momento della firma del trattato con riserva di ratifica, accettazione o approvazione,

una riserva deve essere confermata formalmente dallo Stato che ne è autore, al momento in cui esso

esprime il suo consenso a vincolarsi al trattato. In tali casi, si deve ritenere che la riserva sia stata fatta

alla data in cui è stata confermata.

3. Una accettazione espressa di una riserva o una obiezione fatta ad un riserva, quando siano anteriori

alla conferma di quest'ultima, non necessitano a loro volta di una conferma.

4. Il ritiro di una riserva o di una obiezione ad una riserva deve essere formulato per iscritto.

Sezione 3

ENTRATA IN VIGORE DEI TRATTATI

E APPLICAZIONE A TITOLO PROVVISORIO

Articolo 24

Entrata in vigore

I. Un trattato entra in vigore secondo le modalità e alla data fissate dalle sue disposizioni e concordate

fra gli Stati che hanno partecipato al negoziato.

2. In mancanza di tali disposizioni o di un tale accordo, un trattato entra in vigore non appena il

consenso a vincolarsi ad esso sia espresso da tutti gli Stati che hanno partecipato al negoziato.

3. Quando il consenso di uno Stato a vincolarsi ad un trattato è espresso ad una data posteriore

all'entrata in vigore del trattato suddetto, quest'ultimo, salvo che non disponga diversamente, entra in

vigore nei confronti di tale Stato alla data in questione. 8

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4. Le disposizioni di un trattato che disciplinano l'autenticazione del testo, la formulazione del

consenso degli Stati a vincolarsi al trattato, le modalità o la data di entrata in vigore, le riserve, le

funzioni del depositario, nonché le altre questioni che si pongono necessariamente prima dell'entrata

in vigore del trattato, sono applicabili a partire dall'adozione del testo.

Articolo 25

Applicazione a titolo provvisorio

1. Un trattato o una parte di un trattato si applica a titolo provvisorio in attesa della sua entrata in

vigore:

a. se così stabilisce il trattato stesso; oppure

b. se gli Stati che hanno partecipato al negoziato hanno, in altra maniera, convenuto in tal senso.

2. Salvo diversa disposizione del trattato o salvo diverso accordo fra gli Stati che hanno partecipato al

negoziato, l'applicazione a titolo provvisorio di un trattato o di una parte di un trattato nei confronti di

uno Stato cessa se quest'ultimo notifica agli altri Stati fra i quali il trattato è provvisoriamente

applicato la sua intenzione di non divenire parte al trattato medesimo.

PARTE III

RISPETTO, APPLICAZIONE E

INTERPRETAZIONE DEI TRATTATI

Sezione 1

RISPETTO DEI TRATTATI

Articolo 26

Pacta sunt servanda

Ogni trattato in vigore vincola le parti e deve essere da esse eseguito in buona fede.

Articolo 27

Diritto interno e rispetto dei trattati

Una parte non può invocare le disposizioni del suo diritto interno per giustificare la mancata

esecuzione di un trattato. Questa regola non pregiudica quanto disposto dall'art. 46.

Sezione 2

APPLICAZIONE DEI TRATTATI

Articolo 28

Irretroattività dei trattati

A meno che un'intenzione diversa non si ricavi dal trattato o non risulti per altra via, le disposizioni di

un trattato non obbligano una parte per quanto riguarda un atto o un fatto ante- riore alla data di

entrata in vigore del trattato medesimo rispetto a tale parte, o una situazione che aveva cessato di

esistere a quella data.

Articolo 29

Applicazione territoriale dei trattati

A meno che un'intenzione diversa non si ricavi dal trattato o non risulti per altra via, un trattato

vincola ciascuna delle parti rispetto all'intero suo territorio. 9

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Articolo 30

Applicazione di trattati successivi aventi

per oggetto la stessa materia

1. Salvo quanto disposto dall'art. 103 della Carta delle Nazioni Unite, i diritti e gli obblighi di Stati parti

a trattati successivi aventi per oggetto la stessa materia sono determinati in conformità a quanto

stabilito nei paragrafi seguenti.

2. Quando un trattato specifica che esso è subordinato a un trattato anteriore o posteriore o che non

deve essere considerato come incompatibile con questo altro trattato, le disposizioni di quest'ultimo

prevalgono.

3. Quando tutte le parti a un precedente trattato sono anche parti a un trattato posteriore, senza che il

trattato anteriore si sia estinto o che la sua applicazione sia stata sospesa in virtù dell'art. 59, il trattato

anteriore si applica soltanto nella misura in cui le sue disposizioni sono compatibili con quelle del

trattato posteriore.

4. Quando le parti ad un trattato anteriore non sono tutte parti al trattato posteriore:

a. nei rapporti fra gli Stati parti ai due trattati la regola applicabile è quella enunciata al paragrafo

3;

b. nei rapporti fra uno Stato parte ai due trattati e uno Stato parte ad uno soltanto di essi, il

trattato al quale i due Stati sono parti regola i loro diritti e obblighi reciproci.

5. Il paragrafo 4 si applica fatto salvo quanto disposto dall'art. 41, e senza pregiudicare qualsivoglia

problema di estinzione o sospensione dell'applicazione di un trattato ai sensi dell'articolo 60 o

qualsivoglia questione di responsabilità che possa sorgere per uno Stato dalla conclusione o

dall'applicazione di un trattato le cui disposizioni siano incompatibili con gli ob- blighi di cui sia

destinatario nei confronti di un altro Stato per effetto di un altro trattato.

Sezione 3

INTERPRETAZIONE DEI TRATTATI

Articolo 31

Regola generale di interpretazione

1. Un trattato deve essere interpretato in buona fede seguendo il senso ordinario da attribuire ai

termini del trattato nel loro contesto e alla luce del suo oggetto e del suo scopo.

2. Ai fini dell'interpretazione di un trattato, il contesto comprende, oltre al testo, il preambolo e gli

allegati ivi compresi:

a. ogni accordo in rapporto col trattato e che è stato concluso fra tutte le parti in occasione della

conclusione del trattato;

b. ogni strumento posto in essere da una o più parti in occasione della conclusione del trattato e

accettato dalle parti come strumento in connessione col trattato.

3. Si terrà conto, oltre che del contesto:

a. di ogni accordo ulteriore intervenuto fra le parti in materia di interpretazione del trattato o

della applicazione delle sue disposizioni;

b. di qualsiasi prassi successivamente seguita nell'applicazione del trattato attraverso la quale si

sia formato un accordo delle parti in materia di interpretazione del medesimo; 10

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c. di qualsiasi regola pertinente di diritto internazionale applicabile nei rapporti fra le parti.

4. Un termine verrà inteso in un senso particolare se risulta che tale era l'intenzione delle parti.

Articolo 32

Mezzi complementari di interpretazione

Si può fare ricorso ai mezzi complementari di interpretazione, e in particolare ai lavori preparatori e

alle circostanze nelle quali il trattato è stato concluso, allo scopo, sia di confermare il senso che risulta

dall'applicazione dell'art. 31, sia di determinare il senso quando l'interpretazione data in conformità

all'articolo 31:

a. lascia il senso ambiguo o oscuro; oppure

b. conduce ad un risultato che è manifestamente assurdo o irragionevole.

Articolo 33

Interpretazione dei trattati autenticati in due o più lingue

1. Quando un trattato è stato autenticato in due o più lingue, il suo testo fa fede in ciascuna di queste

lingue, a meno che il trattato non disponga o che le parti non convengano che in caso di divergenza

prevalga un testo determinato.

2. Una versione del trattato in una lingua diversa da una di quelle in cui il testo è stato autenticato sarà

considerata come testo autentico solo se il trattato lo prevede o se le parti si sono accordate in tal

senso.

3. Si presume che i termini di un trattato abbiano lo stesso significato nei diversi testi autentici.

4. Salvo il caso in cui un testo determinato sia destinato a prevalere ai sensi del paragrafo 1, quando il

raffronto dei testi autentici fa apparire una differenza di senso che l'applicazione degli articoli 31 e 32

non permette di eliminare, si adotterà il senso che, tenuto conto dell'oggetto e del scopo del trattato,

permette di meglio conciliare i testi in questione.

Sezione 4

TRATTATI E STATI TERZI

Articolo 34

Regola generale riguardante gli Stati terzi

Un trattato non crea né obblighi né diritti per uno Stato terzo senza il suo consenso.

Articolo 35

Trattati che prevedono obblighi per Stati terzi

Un obbligo per uno Stato terzo sorge da una disposizione di un trattato se le parti a questo trattato

intendono creare l'obbligo per mezzo della suddetta disposizione e se lo Stato terzo accetta

espressamente per iscritto l'obbligo suddetto.

Articolo 36

Trattati che prevedono diritti per Stati terzi

1. Un diritto per uno Stato terzo sorge da una disposizione di un trattato se le parti a questo trattato

intendono, per mezzo di tale disposizione, conferire tale diritto vuoi allo Stato terzo vuoi a un gruppo

di Stati di cui esso faccia parte, vuoi a tutti gli Stati, e se lo Stato terzo vi consente. Il consenso è

presunto fin tanto che non vi sia un'indicazione contraria, a meno che il trattato non disponga

altrimenti. 11


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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Condorelli Luigi.

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