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Obbligo di garantire il compratore

dall'evizione

• Artt. 1483 e 1484 c. c.: se il compratore subisce l'evizione della

cosa, il venditore è tenuto a risarcirlo del danno, restituendo il

prezzo pagato e rimborsando le spese.

Obbligo di garantire il compratore dai vizi

della cosa (1)

• Art. 1490 ss. cod. civ., due fattispecie:

– inidoneità all'uso (ad esempio, la macchina non è funzionante),

– Mancanza delle caratteristiche convenute o necessarie in relazione al suo uso (la macchina

non ha la potenza pattuita o quella necessaria in relazione al suo uso).

• Terza categoria introdotta dalla giurisprudenza: consegna di una cosa diversa da quella pattuita

(ad esempio, acquisto un'automobile e mi viene consegnata una motocicletta).

• Il compratore ha a disposizione, a sua scelta, due rimedi, fermo restando in ogni caso il diritto al

risarcimento del danno :

– risoluzione del contratto (salvo che, per determinati vizi, gli usi escludano la risoluzione),

– riduzione del prezzo.

• Non prevista azione di adempimento.

• La scelta irrevocabile è fatta con la domanda giudiziale.

• Se la cosa è perita in conseguenza dei vizi; il compratore ha diritto alla risoluzione del contratto;

se invece è perita per caso fortuito o per colpa del compratore, o se questi l'ha alienata o

trasformata, egli non può domandare che la riduzione del prezzo. In ogni caso il venditore è

tenuto verso il compratore al risarcimento del danno (a meno che non provi di aver ignorato

senza colpa i vizi della cosa).

Obbligo di garantire il compratore dai vizi

della cosa (2)

• Per far valere gli strumenti di tutela il compratore deve denunziare al

venditore i vizi entro otto giorni decorrenti dalla loro scoperta (salvo diverso

termine convenzionale o per legge). La denuncia, tuttavia, non è necessaria

se il venditore ha riconosciuto l'esistenza dei vizi o li ha occultati.

• L'azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna.

• Nelle vendite mobiliari è prevista la garanzia di buon funzionamento della

cosa. In tal caso il compratore, salvo patto contrario, deve denunciare al

venditore il difetto di funzionamento entro trenta giorni dalla scoperta, sotto

pena di decadenza; l'azione si prescrive in sei mesi dalla scoperta. Il giudice,

secondo le circostanze, può assegnare al venditore un termine per sostituire

o riparare la cosa in modo da assicurarne il buon funzionamento, fermo

restando il diritto al risarcimento dei danni. Si veda anche garanzia 2 anni

prevista dal cod. cons.

La vendita di beni di consumo

• Artt. 128 e ss. cod. cons. (attuazione della direttiva comunitaria) per il caso delle vendite dei

beni di consumo:

– il venditore deve essere un imprenditore o professionista;

– il compratore è un consumatore.

– il venditore deve consegnare al consumatore beni conformi al contratto. In caso di

qualsiasi difetto di conformità, esistente al momento della consegna del bene, il

consumatore ha il diritto al ripristino senza spese della conformità mediante riparazione

o sostituzione, a propria scelta (in base c.c. solo risoluzione o riduzione prezzo).

– Il consumatore può, per contro, richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del

prezzo o la risoluzione del contratto, ove la riparazione o la sostitu­zione siano

impossibili o eccessivamente onerose, oppure il venditore non abbia provveduto in tal

senso nel termine congruo oppure ancora la sostituzione o la riparazione

precedentemente effettuate abbiano arrecato notevoli inconvenienti.

– Il venditore è responsabile quando il difetto si manifesta entro il termine di due anni dalla

consegna del bene e il consumatore decade dai diritti se non denuncia al venditore il

difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla scoperta.

– E’ nullo ogni patto volto ad escludere o limitare, anche indirettamente tali diritti.

Le obbligazioni del compratore

• Obbligazione principale: pagare il prezzo (art. 1498 cod. civ.).

• Le parti possono affidare la determinazione del prezzo a un terzo, in

funzione di arbitratore.

• Le spese del contratto di vendita e le altre accessorie sono a carico del

compratore, se non è stato pattuito diversamente (art. 1475 c. c.).

• Il compratore deve pagare il prezzo nel termine e nel luogo fissati dal

contatto: in mancanza e salvi usi diversi, il pagamento deve avvenire al

momento e nel luogo della consegna; se il prezzo non si deve pagare

al momento della consegna, il pagamento si fa al domicilio del

venditore (art. 1498 c. c.).

Clausole peculiari

• Salvo approvazione della casa: il contratto è stato concluso da chi ha la rappresentanza

dell'imprenditore, la clausola attribuisce a quest'ultimo il diritto di recesso (secondo la

giurisprudenza prevalente).

• Salvo venduto: esclude l'impegno del venditore a mantenere la merce a disposizione del

compratore nell'intervallo tra la proposta e la conclusione del contratto.

• Patto di riscatto: il venditore si riserva il diritto di riavere la proprietà della cosa venduta

mediante la restituzione del prezzo e gli eventuali ulteriori rimborsi. Il termine per l'esercizio del

diritto non può essere maggiore di due anni nella vendita di beni immobili e di cinque in quella

di beni mobili: l'eventuale termine maggiore stabilito dalle parti si riduce a quello legale, che ha

carattere perentorio e non si può prorogare (art. 1S00 e ss. cod. civ.).

• Vendita con riserva di gradimento da parte del compratore: la vendita non si perfeziona fino a

che il gradimento non sia comunicato al venditore (art. 1520,1° co., cod. civ.).

• Vendita a prova: si presume fatta sotto la condizione sospensiva che la cosa abbia le qualità

pattuite o sia idonea all'uso a cui è destinata (art. 1521 cod. civ.).

• Vendita su campione: questo serve come esclusivo paragone per la qualità della merce e in tal

caso qualsiasi difformità attribuisce al compratore il diritto alla risoluzione del contratto (art.

1S22 cod. civ.).

Vendita con riserva di proprietà (1523 ss)

• Normalmente si tratta di vendita a rate: in tal caso il compratore acquista

la proprietà della cosa con il pagamento dell'ultima rata di prezzo, ma

tuttavia il rischio del perimento della cosa per caso fortuito grava su di lui

fin dal momento della consegna (il bene è immediatamente consegnato

al compratore).

• Il mancato pagamento di una sola rata, che non superi l'ottava parte del

prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto e il compratore

conserva il beneficio del termine relativamente alle rate successive (art.

1525 c. c.).

• Se la risoluzione del contratto ha luogo per l'inadempimento del

compratore, quest'ultimo deve restituire il bene, mentre il venditore deve

restituire le rate riscosse: ha però diritto ad un equo compenso per l'uso

della cosa, oltre al risarcimento del danno (art. 1526 c. c.).

Il leasing

• La società di leasing mette il bene a disposizione dell'utilizzatore, cedendolo in godimento al

medesimo, per un periodo determinato e con il pagamento di un canone periodico, che

rappresenta il compenso per l'utilizzo del bene e in parte una frazione del prezzo stesso. Al

termine del contratto l'utilizzatore può acquistare il bene, pagando il prezzo di riscatto,

normalmente molto inferiore rispetto a quello di mercato.

• Affinità con la locazione, la vendita a rate con riservato dominio e i contratti di finanziamento.

• I contratti tipo prevedono clausole che attribuiscono all'impresa di leasing il diritto di chiedere la

risoluzione del contratto anche in caso di mancato pagamento di una sola rata del canone e di

trattenere integralmente i canoni riscossi, salvo il maggior danno.

– Diversità con vendita con riserva di proprietà (non risoluzione per il mancato pagamento di

una sola rata). Cassazione distingue leasing di godimento (relativo a beni strumentali

all'esercizio dell'attività di impresa) e leasing traslativo (relativo a beni di consumo durevole):

nel primo caso le regole ora richiamate non troverebbero applicazione, mentre varrebbero

per il secondo caso.

• Varianti:

– Leasing operativo,

– lease­back o leasing di ritorno.

Il contratto estimatorio

• Art. 1556 c. c.: una parte consegna una o più cose mobili

all'altra e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che

restituisca le cose nel termine stabilito. Si parla volgarmente di

conto deposito (frequente tra editore e libraio o giornalaio; fra

produttori di articoli di moda o di oggetti di oreficeria e rispettivi

rivenditori).

La somministrazione (1559­1570)

• La somministrazione, è un contratto normalmente d'impresa.

• Art. 1559 c. c.: contratto con il quale una parte si obbliga, verso

corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell'altra, prestazioni

periodiche o continuative di cose.

• Art. 1570 c. c.: sono applicabili alla somministrazione (con il limite

della compatibilità) le regole che disciplinano il contratto a cui

corrispondono le singole prestazioni (e quindi le regole della vendita

se le singole prestazioni consistono in un dare).

• Art. 1677 c. c.: se l'appalto ha per oggetto prestazioni continuative o

periodiche di servizi, si osservano, in quanto compatibili, le norme di

questo capo e quelle relative al contratto di somministrazione.

La somministrazione (2)

• Possibili:

– patto di preferenza (art. 1566 c. c.): il somministrato si obbliga a dare la preferenza al

somministrante nella stipulazione di un successivo contratto per lo stesso oggetto ed è

valido purché la durata dell'obbligo non ecceda il termine di cinque anni. Se è convenuto un

termine maggiore, questo si riduce a cinque anni.

– patto di esclusiva, a favore del somministrante (art. 1567 cod. civ.), esclusiva a favore del

somministrato (art. 1568 cod. civ.).

• Sospensione della somministrazione (art. 1565 c. c.):

– se l'inadempimento del somministrato è di lieve entità, il somministrante potrà sospendere

l'esecuzione del contratto concedendo un congruo preavviso;

– se l'inadempimento del somministrato non è di lieve entità, il somministrante potrà

sospendere immediatamente l'esecuzione del contratto, ma non potrà richiedere invece la

risoluzione del contratto.

• Risoluzione del contratto: solo al verificarsi di un inadempimento (del somministrante o del

somministrato) di notevole importanza e tale da menomare la fiducia nell'esattezza dei successivi

adempimenti (art. 1564).

• Se la durata della somministrazione non è stabilita, ciascuna delle parti può recedere dal

contratto, dando preavviso nel termine pattuito o in quello stabilita dagli usi o, in mancanza, in un

termine congruo avuto riguardo alla natura della somministrazione (art. 1569 c. c.).

La concessione di vendita

• Forme distribuzione:

– distribuzione diretta,

– distribuzione indiretta (dal produttore al grossista, da questi al dettagliante e infine al

consumatore), la quale può essere:

• integrata (vi è un coordinamento tra la produzione e la commercializzazione),

• non integrata.

• Nella distribuzione integrata, sul dettagliante gravano i costi e i rischi della

commercializzazione e deve accettare i limiti nell'esercizio dell'attività di impresa in cambio di

una "posizione di privilegio” (solitamente la concessione di un'esclusiva di vendita per una

determinata zona).

• Contratto di concessione di vendita: il produttore si impegna (ma l'impegno può essere limitato

ad un certo quantitativo massimo o anche mancare) a vendere al distributore i propri prodotti,

che il secondo si obbliga ad acquistare dal primo. Il contratto di concessione può contenere (e

spesso contiene)

– una clausola di esclusiva, a favore del concessionario o del concedente o di entrambi.

– un diritto di preferenza nel caso di stipulazione di un nuovo contratto alla scadenza di

quello originario.

• Può essere a tempo determinato (con un'eventuale clausola di tacito rinnovo), oppure a tempo

indeterminato.

Il franchising(1)

• Ulteriore tappa nell’evoluzione dei contratti di distribuzione rispetto alla

concessione di vendita.

• L. 6 maggio 2004, n. 129.

• Definizione: «L’affiliazione commerciale (franchising) è il contratto,

comunque denominato, fra due soggetti giuridici, economicamente e

giuridicamente indipendenti, in base al quale una parte concede la disponibilità

all’altra, verso corrispettivo, di un insieme di diritti di proprietà industriale o

intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di

know­how,

utilità, disegni, diritti d’autore, brevetti, assistenza o consulenza

tecnica e commerciale, inserendo l’affiliato in un sistema costituito da un

pluralità di affiliati distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare

determinati beni o servizi».

• know­how, royalties,

Altre definizioni di interesse: diritto di ingresso,

"contratto di affiliazione commerciale principale" (master franchising) e

"contratto di corner“ (art. 1 e 2).

Il franchising (2)

• Il legislatore non fornisce una disciplina completa del contratto, idonea a

colmare eventuali lacune delle regole pattizie, ma strumenti di tutela a favore

di un contraente considerato "debole".

• In particolare, tenuto conto della posizione delle parti e dell’asimmetria

informativa" che le caratterizza, il legislatore impone ad esse obblighi di

disclosure, anche sotto il profilo della prospettiva precontrattuale. Pure la

disciplina della forma e del contenuto del contratto in larga misura si colloca in

tale ottica.

• Il contratto deve essere redatto per iscritto a pena di nullità;

• se il contratto è a tempo determinato, l’affiliante dovrà comunque garantire

una durata minima sufficiente all’ammortamento e comunque non inferiore a

tre anni;

• sono previsti obblighi a carico delle parti e soprattutto quello di trasparenza

delle condizioni contrattuali.

I contratti per la produzione di beni e servizi

• L'appalto

• engineering

Il contratto di

• I contratti di utilizzazione del computer

• outsourcing

II contratto di

• La subfornitura

• Il contratto di sponsorizzazione

• Il contratto di deposito

• Il contratto di trasporto

L'appalto

• Art. 1655 c. c.: contratto col quale una parte assume, con

organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il

compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro.

• Distinzione con contratto di lavoro subordinato: l'appaltatore si impegna

a fornire un determinato risultato (opera o servizio) e non solo una

determinata quantità di energie lavorative.

• Classificazioni:

– appalti d'opera e appalti di servizi. In questo secondo caso, qualora

si tratti di prestazioni continuative o periodiche di servizi, si

osservano, in quanto compatibili, le norme in tema di appalto e

quelle relative al contratto di somministrazione (art. 1677 c. c.).

– appalti privati da quelli pubblici, stipulati dallo Stato o da altri enti

pubblici e soggetti ad una disciplina (parzialmente) difforme.

Soggetti e oggetto

• Appaltatore: colui che assume, con organizzazione dei mezzi necessari e

con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio.

E’ necessariamente un imprenditore.

• Appaltante (o committente): può essere un imprenditore o un non

imprenditore.

• Oggetto del contratto: obbligazione indivisibile di eseguire l'opera o il

servizio. L'oggetto del contratto di appalto, in certi casi, può essere

modificato unilateralmente: la variazione dell'opera determina,

normalmente, una corrispondente variazione del corrispettivo.

La revisione del prezzo

• Art. 1664 c. c.: due fattispecie che possono originare la revisione del prezzo

negli appalti privati:

– "onerosità dell'esecuzione",

– "difficoltà dell'esecuzione".

• Il legislatore inoltre previsto tre ipotesi di variazione dell’opera:

– le variazioni concordate del progetto (art. 1659 cod. civ.);

– le variazioni necessarie del progetto (art. 1660 cod. civ.);

– le variazioni ordinate dal committente (art. 1661 cod. civ.).

Le responsabilità dell'appaltatore

• L’appaltatore oltre ad essere responsabile, in base alle regole

comuni, per inadempimento o ritardo nell'adempimento

dell'obbligazione di eseguire l'opera e di consegnarla, deve

fornire:

• la "garanzia" per le difformità ed i vizi dell'opera (artt. 1667 e

1668 c. c.),

• rovina e difetti di cose immobili

responsabilità per (art.

1669 c. c.).

Il recesso del committente; la verifica, il collaudo e

l'accettazione dell'opera

• Art. 1671 c.c.: Il committente può recedere dal contratto, anche se è stata iniziata

l'esecuzione dell'opera o la prestazione del servizio, purché tenga indenne l'appaltatore

delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno.

• Il committente ha diritto, prima di ricevere la consegna, di verificare l'opera compiuta:

ma può aversi accettazione dell'opera da parte del committente senza verifica.

• Eseguita la verifica (o anche indipendentemente dalla medesima), il committente può

non accettare l'opera, accettarla con riserva, accettarla senza riserve: l'accettazione è

la dichiarazione del committente con cui questi manifesta la volontà di ricevere la

prestazione dovuta dall'appaltatore.

• L'accettazione determina il venir meno della responsabilità dell'appaltatore per i vizi

palesi (non taciuti in mala fede); il sorgere nel committente del diritto alla consegna

dell'opera; il passaggio del rischio e pericolo a carico del committente, e, almeno in

determinate ipotesi, l'acquisto della proprietà dell'opera da parte del committente

stesso; inoltre, salva diversa pattuizione o uso contrario, l'appaltatore ha diritto al

pagamento del corrispettivo quando l'opera è accettata dal committente (art. 1665, ult.

co., cod. civ.). engineering

Il contratto di

• Contratto con il quale una parte (normalmente un'impresa) si obbliga

nei confronti dell'altra ad elaborare un progetto ed eventualmente a

realizzarlo, ovvero a dare realizzazione a progetti da altre imprese

elaborati. Il corrispettivo consiste in una somma di denaro, integrata (o

royalties

sostituita) eventualmente da o partecipazioni agli utili

dell'attività imprenditoriale avviata in seguito alla realizzazione del

progetto.

• Dottrina e giurisprudenza hanno distinto:

– consulting engineering

– commercial engineering. In questo secondo caso la società in

ingegneria fornisce, oltre alla progettazione dell'opera, la

realizzazione della stessa.


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Il seguente appunto analizza i contratti di impresa. Nello specifico i temi trattati sono: I contratti del commerciante e quelli di diritto comune,
Unificazione dei codici e sovrapposizione delle discipline,
Classificazione dei contratti d’impresa. Infine viene effettuata un'analisi dettagliata sull'importante contratto di franchising.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e management
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Bennatti Lorenzo.

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