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Morfologia

E’ LO STUDIO DELLE FORME CHE CARATTERIZZANO

IL TERRITORIO. LE COMPONENTI PRINCIPALI SONO:

ALTITUDINE: è l’altezza di un sito rispetto al livello del

„ mare, e viene espresso con la quota (m slm)

RILIEVI: influiscono sulla formazione del clima locale e

„ del microclima, modificando la velocità e la direzione del

vento

CLIVOMETRIA: è la pendenza media del terreno

„ rispetto all’orizzontale (% o gradi)

ORIENTAMENTO DEI PENDII: è determinato dalla

„ direzione delle linee di massima pendenza dei pendii

rispetto agli assi cardinali. Condiziona la temperatura

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dell’aria

Progettazione bioclimatica

Condizioni climatiche locali

Per poter progettare un edificio si devono conoscere

„ le condizioni climatiche del luogo, valutarle e stabilire

l’importanza dei singoli fattori.

In regioni con inverni freddi e lunghi la maggior parte

„ dell’energia serve per il riscaldamento, e pertanto

l’edificio deve essere progettato in maniera tale da

sfruttare al massimo le perdite di calore.

Nelle regioni meridionali, caratterizzate da un clima

„ piuttosto mite, il raffrescamento estivo è spesso più

importante del riscaldamento invernale e si dovrà

quindi prestare grande attenzione all’ombreggiatura e

alla ventilazione naturale. 18

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Progettazione bioclimatica

„ I fattori pertanto da considerare sono:

„ CONDIZIONI CLIMATICHE LOCALI: il microclima di un sito

dipende da:

– ALTITUDINE

– ESPOSIZIONE AL SOLE E AI VENTI

– VEGETAZIONE

– CORPI D’ACQUA DI SUPERFICIE

„ APPORTI ENERGETICI SOLARI: variano a seconda delle

STAGIONI, della NUVOLOSITA’, dell’ANGOLO DI

INCIDENZA, della RIFLETTANZA DELLE SUPERFICI

„ ORIENTAMENTO DELL’EDIFICIO: viene definito mediante

l’angolo azimutale che indica di quanto una facciata è inclinata

rispetto al sud 19

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Progettazione bioclimatica

Per garantire all’edificio un massimo di apporti

„ energetici solari, l’orientamento più vantaggioso

risulta essere senza dubbio quello verso sud (angolo

azimutale = 0°).

In inverno, quando il sole è basso, le facciate

„ orientate verso sud ricevono un massimo di apporti i

quali sono spesso sufficienti per riscaldare i locali.

In estate, quando il sole è alto, ricevono invece

„ meno radiazioni di quelle orientate verso est ed

ovest, ma per evitare il surriscaldamento dei locali,

occorrono adeguati dispositivi di ombreggiatura e di

ventilazione. 20

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Progettazione bioclimatica

Nei climi molto freddi, è bene ubicare gli ambienti

„ destinati alle attività che si protraggono più a lungo

nella giornata nelle zone più interne dell’edificio,

compatibilmente con le esigenze di illuminazione

naturale.

Nei climi temperati, gli ambienti più usati nel corso

„ della giornata saranno ubicati sul fronte sud, mentre

gli altri potranno essere collocati sul fronte nord. Gli

elementi di comunicazione verticale, quali corpi scala

e ascensori, essendo “corpi freddi”, cioè non

presentando particolari esigenze di tipo termico,

possono essere collocati sul fronte nord dell’edificio.

Pertanto, la forma ottimale dell’edificio risulta essere

quella allungata secondo l’asse est-ovest. 21

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Progettazione bioclimatica

Nei climi molto caldi l’esigenza primaria è quella di

„ assicurare una adeguata difesa dalla radiazione

solare ed una opportuna ventilazione degli ambienti.

Lo schema planimetrico più idoneo è quello di un

edificio prevalentemente chiuso verso l’esterno, i cui

vani si aprono su una corte interna ombreggiata.

La ventilazione può essere assicurata utilizzando la

„ diversa temperatura dell’aria esterna dell’edificio ed

all’interno della corte e distribuendo quindi

opportunamente le aperture nei muri perimetrali. 22

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Progettazione bioclimatica

Un fattore rilevante per la progettazione degli

„ edifici è costituita dall’ombreggiatura da parte

di altri edifici ed elementi paesaggistici.

L’ombreggiatura si può determinare

„ mediante diagrammi solari che indicano la

posizione del sole per latitudine, mese, ora

locale e angolo azimutale. 23

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Progettazione bioclimatica la forma e la

FORMA DELL’EDIFICIO:

„ compattezza dell’edificio (ossia il rapporto tra

superficie e volumetria) incidono sui consumi

energetici.

Per un ottimale sfruttamento dell’energia

„ solare, si considerano superfici attive quelle

che ricevono radiazioni solari dirette:

– SUPERFICI TRASPARENTI

– MURI ACCUMULATORI VETRATI

– SUPERFICI DI COLLETTORI SOLARI

Le restanti superfici sono dette passive e devono

essere termicamente coibentate per ridurre la

dispersione termica. 24

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Progettazione bioclimatica

CHIUSURE VERTICALI TRASPARENTI

„ In relazione alle diverse aree climatiche è possibile

„ posizionare le chiusure verticali trasparenti, tenendo

conto delle seguenti indicazioni di massima:

– CLIMA FREDDO: superfici finestrate per sfruttare il guadagno

termico solare a sud e a est; nella quantità minore possibile

sugli altri lati

– CLIMA TEMPERATO: superfici finestrate verso sud; in misura

minore verso est e ovest; pareti opache a nord

– CLIMA CALDO SECCO: piccole superfici finestrate poste in

alto sulle pareti verso nord e verso est

– CLIMA CALDO UMIDO: superfici finestrate sui fronti a nord e a

sud; superfici opache verso est e verso ovest 25

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Progettazione bioclimatica

Per un’adeguata progettazione delle aperture

„ occorre, inoltre, considerare i seguenti fattori:

– FORMA GEOMETRICA

– UBICAZIONE

– TIPI DI VETRO

– ESPOSIZIONE AI VENTI: quelli freddi provengono

da nord, nord-est, nord-ovest; quelli caldi

provengono da sud, sud-est, sud-ovest. 26

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Progettazione bioclimatica

DISPOSIZIONE DEGLI AMBIENTI: per

„ risparmiare energia è utile suddividere l’edificio

in zone climatiche differenti.

Nei climi freddi opportuno orientare gli

„ ambienti che si vogliono più caldi ed illuminati

verso sud; i locali che non si vogliono

eccessivamente riscaldati verso nord.

Nei climi caldi il problema è opposto e quindi

„ è preferibile un orientamento che consenta

un’ottima ventilazione naturale. 27

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Progettazione bioclimatica

I SISTEMI SOLARI PASSIVI consentono lo

„ sfruttamento dell’energia solare senza l’impiego di

impianti speciali. Sono: le finestre, i muri esposti al

sole, i collettori ad aria, i collettori a finestra, i muri

Trombe.

I SISTEMI SOLARI ATTIVI sono quelli che ricorrono

„ all’impiego di impianti tecnologici quali: i collettori

solari ad acqua, i pannelli fotovoltaici, i generatori

eolici o semplici ventilatori.

Vi sono, infine, SISTEMI SOLARI IBRIDI formati dalla

„ combinazione di sistemi solari attivi e passivi. 28

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Progettazione bioclimatica

SISTEMI DI SCHERMATURA: hanno diverse

„ funzioni: durante la stagione fredda, devono

consentire il massimo degli apporti solari; nella

stagione calda, devono impedire il surriscaldamento

dell’edificio, e durante tutto l’anno devono garantire

un’ottimale illuminazione naturale.

Sono divisi in FISSI (vetri parasole, sporti di gronda

„ e brise-soleil) e MOBILI (persiane, tende, superfici

riflettenti).

I SISTEMI DI SCHERMATURA NATURALE sono:

„ alberi con foglie caduche e piante rampicanti. 29

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PAGINE

31

PESO

1.04 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

In questo materiale didattico vengono trattati i seguenti argomenti. Fattori climatici, clima locale e microclima. Climatologia: classificazione dei climi e parametri climatici. Meteorologia: i fenomeni meteorologici e loro caratteristiche. Morfologia: lo studio del territorio e la sua forma. Progettazione bioclimatica: fattori da considerare per la progettazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Materiali tradizionali dell'architettura e del risparmio energetico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Modaffari Cherubina.

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