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COME INTERPRETARE IL

TESTO:

Il problema dell’intenzione.

Un esempio: l’intervista

• LA COMPLESSITA’ DI UN TESTO RENDE SEMPRE

PROBLEMATICO RISALIRE ALL’INTENZIONE

DELL’INTERVISTATO:

• E’ un’illusione dello psicologismo romantico risalire con certezza

all’autore di un testo (mediante “empatia”). Il rapporto fra “emittente”

e “destinatario” non è mai im-mediato.

• E’ ancora più difficile sapere se/quanto questo obiettivo sia stato

raggiunto

• L’autore è istituito dal testo, dal suo stile (= modo di organizzare i

pensieri e di presentarli nel testo) principio di AUTONOMIA DEL

TESTO

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I RISCHI DEL PRINCIPIO DI

“AUTONOMIA DEL TESTO”:

• Limitarsi ad una banale parafrasi di ciò che ha già detto (molto

meglio) il testo. [diversa è una parafrasi che ampli, delucidi, spieghi,

colleghi diversi asserti mediante nessi teleologici / causali / …]

• USARE il testo invece di interpretarlo (Eco 1979) = “lettura

aberrante”, utilizzo strumentale del testo; prescindere dalla sua

“intenzione”; iniziativa del tutto esterna e sovrapposta, per trarre

qualunque significato utile ai fini del lettore.

• Nella ricerca sociale il ricercatore usa un testo quando non l’ascolta

ma vi si appiglia per cercare conferme alle proprie

convinzioni/previsioni.

• Il testo ha una sua “intenzione” che può orientare l’interpretazione

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Il principio di economia delle risorse

interpretative

ALCUNI CRITERI PER DEFINIRE LA “INTENZIONE” DI UN TESTO

IL CRITERIO DI “ECONOMIA”

DELLE RISORSE

INTERPRETATIVE

Polisemia, apertura del testo alla

cooperazione interpretativa del

lettore è difficile stabilire quale sia

l’interpretazione più pertinente. «capacità

PERTINENZA = di

MA è possibile essere cogliere gli elementi più rilevanti

ragionevolmente sicuri sulle nella massa dei dettagli» (Pozzato

interpretazioni più sbagliate 2001, 15)

UNA VOLTA ESCLUSE QUESTE

INTERPRETAZIONI, SI PUO’

TENTARE DI INDIVIDUARE QUALI

SIANO LE INTERPRETAZIONI PIU’

PERTINENTI.

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Riferimento al “contesto”

• Contesto in cui un testo si è venuto a creare:

p. es. contesto storico negli anni ’30: isolazionismo USA per non entrare in

guerra; Mussolini dà assicurazioni di pace dopo annessioni coloniali; Hitler

invoca la pace come non aggressione contro la Germania. Contesto storico

anni ’50 (guerra fredda): pace come frutto di equilibrio del terrore, pace per

mezzo della forza RICERCA SULL’USO DI DIVERSI CONCETTI DI

‘PACE’ (Altheide 1996 / 2000, 71-6); 

avvenimenti durante una campagna elettorale analisi su campagna

elettorale in programmi d’informazione, TG e quotidiani (Marini e Roncarolo

1997)

”Come leggere il mondo dopo l’11 settembre” (Morcellini 2003)

• Il riferimento al contesto può essere utile anche nell’AC dei trascritti di

interviste

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Nell’intervista il testo “contiene” l’interazione intervistato-intervistatore, la

situazione dell’intervista e i suoi referenti = il CONTESTO

Contesto = “abiti socio-culturali” indossati dall’intervista.

Può essere utile: Inferire dal particolare al generale

MICRO MACRO

(l’intervista) (il suo contesto)

Interpretare l’intervista

Ma questa “andata e ritorno” a sua volta è problematica (v. dopo)

Inoltre secondo alcuni (p. es. strutturalisti) il rinvio al contesto eccessiva

“storicizzazione” che dimentica la “forma” dei testi, gli schemi comuni (logico-

matematici), le “strutture oggettive e latenti”, i dispositivi più generali.

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Circolo esegetico-ermeneutico

Tutto

Parti

Una singola parte può essere interpretata solo in riferimento all’insieme,

così come un insieme può essere compreso soltanto alla luce di ogni sua

parte

Anche nell’ambito della ricerca sociale si ricorre a questo accorgimento.

«capire le diverse parti di una vicenda narrata è importante per riconoscere

gli schemi e i temi che connettono le diverse parti con il tutto» (Atkinson

1998/2002, 102)

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Coerenza del testo

Il circolo esegetico-ermeneutico presuppone la COERENZA di tutto

il testo: qualsiasi interpretazione di una certa porzione di un testo

può essere accettata se è confermata da un’altra porzione dello

stesso testo; in caso contrario deve essere respinta (Agostino, De

doctrina christiana).

• Ma non è sempre facile considerare l’intervista o un testo come un

insieme coerente. Non di rado

• gli eventi narrati si contraddicono;

• le opinioni espresse sembrerebbero logicamente incomponibili;

• i silenzi, le lacune, i sottintesi, le ellissi occultano l’organicità.

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SCOMPOSIZIONE DEL TESTO

Poiché il testo è un sistema in cui i vari elementi testuali si intersecano

e si attribuiscono reciprocamente significato attraverso relazioni –

semantiche, lessicali, grammaticali – di contiguità, contrasto o

somiglianza, allora è possibile scomporre questi elementi e queste

relazioni.

MA, secondo alcuni:

•una scomposizione troppo dettagliata correrebbe il rischio di de-

contestualizzare e distorcere i significati;

•Poiché il testo è un sistema integrato di frasi che si pone ad un livello

superiore alle frasi stesse, scomporlo sarebbe un’operazione simile a

di fronte a un mosaico, più che concentrarsi sul disegno

quella di chi, «

complessivo, si preoccupi di stabilire quanti tasselli di un dato colore e quanti di

un altro compongono l’opera» (Casetti e Di Chio 1998, 197).

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Per ALTRI:

• «l’intelligenza delle cose comincia con la distinzione (…).

L’individuazione di elementi o di insiemi e sotto-insiemi a qualche

titolo considerabili come diversi da altri, o inversamente la sussunzione

entro criteri di similarità di costrutti, eventi, oggetti ed esperienze,

costituiscono tratti assolutamente fondativi di ogni attività cognitiva

e, più radicalmente ancora, di ogni essere-nel-mondo dell’uomo.

Classificare è, insieme, aspetto fondamentale della nostra condizione

esistenziale (…) e aspetto fondamentale del nostro conoscere»

(Campelli 2001, 1).

• Sicché scomporre un testo, per esempio attraverso la

classificazione dei brani più significativi, può aumentare

l’intelligibilità e corroborare l’interpretazione.

• E’ facile classificare astrazioni logiche e/o matematiche.

Più difficile è per referenti empirici. Ancora più difficile è

per brani (complessi, polisemici, ellittici, ostensivi…).

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CLASSIFICAZIONI, TIPOLOGIE,

TASSONOMIE

= strutture concettuali molto utili a migliorare

il patrimonio concettuale e QUINDI ad

affinare gli strumenti interpretativi la

concettualizzazione merita molto

TEMPO e molta ATTENZIONE (v.

“Premessa”).

Vengono costruite per via:

1) Intensionale riscontro empirico

2) Estensionale riscontro empirico

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Un esempio di: tipologia e

scomposizione (Cavalli 1985)

Tipologia dei vissuti temporali AUTONOMA: l’intervistato si

percepisce come soggetto attivo,

come attore (imputa a se stesso ciò

che è, si riconosce nelle proprie scelte)

1) RAPPRESENTAZIONE DEL SÉ’ DIPENDENTE: l’intervistato si

percepisce come soggetto

passivo, mosso da forze esterne

STRUTTURAZIONE: ampio

orizzonte temporale dal passato

al futuro

(memoria) (progetto,

Alto grado di

aspettative, proiezioni).

connessione: il presente è in

funzione del futuro e in relazione

al passato

2) RAPPRESENTAZIONE DEL

TEMPO BIOGRAFICO DESTRUTTURAZIONE: ridotto

orizzonte temporale,

concentrazione sul presente.

Non vi è nesso passato-

presente-futuro.

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RAPPRESENTAZIONE DEL SE’

Autonoma Dipendente

Strutturata autostrutturato eterostrutturato

RAPPRESENTAZIONE

DEL TEMPO Non autodestrutturato eterodestrutturato

strutturata Interessa di più agli AA:

Si tratta di tipi puri (Weber). Nella realtà i vari tipi possono convivere in

uno stesso soggetto: contemporaneamente;

in fasi successive;

in un rapporto latente-manifesto;

in un rapporto essere-dover essere ( pp.

)

516-7

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Ritagliare uno stralcio può essere fonte di

distorsione

Gianluca, 26 anni, impiegato, anche il padre è impiegato, la madre è casalinga (p. 576)

Autostrutturato:

Forte valore del tempo.

la rivoluzione come speranza

«Io credo nella rivoluzione e prima o poi la nel futuro, come progetto,

rivoluzione avverrà» come tratto dell’identità;

la rivoluzione come “tempo

sociale”

Eterostrutturato

«Io non ho nessun complesso di inferiorità nei Adesione agli imperativi della

storia che domina il tempo

confronti della storia. Sono convinto di vivere in individuale. Sceglie la sola

direzione della storia e non contro. Io credo nella possibilità ritenuta

rivoluzione e prima o poi la rivoluzione avverrà» “oggettivamente” disponibile

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«Io non ho nessun complesso di inferiorità nei

confronti della storia. Sono convinto di vivere in

direzione della storia e non contro. Io credo nella

rivoluzione e prima o poi la rivoluzione avverrà. Il mio Eterodestrutturato:

La storia viene cancellata,

contributo in questo senso è infinitesimale, è vero, sottratta all’intenzionalità,

ma tanto la rivoluzione non dipende dalla volontà di assimilata ad un evento

nessuno, è una cosa che accadrà per una legge fisico imprevedibile,

quasi fisica, in qualsiasi modo uno si comporti. E’ sganciata dal tempo sociale

come un temporale dopo tanto caldo: l’aria si e ridotta al presente

condensa e poi cade. Spero solo che accada mentre dell’intervistato.

io sono vivo. No, non c’è nessun periodo della storia

in cui mi sarebbe piaciuto vivere. Considero la storia

ciò che vivo adesso non ciò che è stato del passato»

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Individuazione del “frame”

= “idea organizzante”, “focus”, chiave di

lettura imputata ad un tema, inquadramento

interpretativo e significazione di un problema:

Es. tema = povertà

frame 1: la p. è data dalla scarsa

intraprendenza, dalla pigrizia …

frame 2: la p. è data dalla incapacità

della società e del governo …

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Composizione di un frame

(Entman 1993, 52):

a) Definire un problema (conseguenze,

costi/benefici …);

b) Identificare le cause del problema;

c) Proporre giudizi morali, politici;

d) Suggerire soluzioni al problema;

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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Analisi dell'informazione e dei pubblici tenuto dal prof. Montesperelli e spiega l'Analisi del Contenuto non standard. Viene spiegato, in modo particolare, in assenza della matrice, quale è la “base empirica” su cui basare un’AdC “non standard”; come si possono raccogliere le informazioni se non si dispone di una scheda di rilevazione; come è possibile condurre una analisi, se non si scompongono le informazioni in variabili, celle, etc., se quindi non ci si avvale degli strumenti statistici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi dell'informazione e dei pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Montesperelli Paolo.

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