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Contabilità e bilancio delle imprese agricole, Scienza e meccanica agraria

In questa dispensa a cura della professoressa Maria Andreoli si parla della contabilità e del bilancio delle imprese agricole. Il documento è così sintetizzato:
- Ricchezza e Stato patrimoniale, Flusso di Reddito e Conto Economico
- I metodi di contabili (inventari e partita doppia): cenni a cosa richiedono e a quali informazioni forniscono
- Sistema del patrimonio... Vedi di più

Esame di Tecniche di gestione economica ed estimative dell'agro-ecosistema docente Prof. M. Andreoli

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Andreoli Lezione PAS Il Calcolo del RE a partire dalle

variazioni dello Stato Patrimoniale

• Come si può vedere, il reddito è individuato come

somma algebrica di aumenti o diminuzioni di

valore dei diversi elementi del patrimonio

• Fare attenzione al calcolo del segno delle

variazioni nel caso degli elementi dell’attivo e del

passivo

• Notare come, a fronte di un reddito di oltre 15

milioni, in cassa sia presente solo 1 milione, per

cui il reddito risulta non immediatamente

prelevabile/disponibile.

• Notare la correzione dei «prelievi» 11

Il Conto Economico

• Il valore del Reddito di Esercizio può essere desunto

anche dal Conto Economico, cioè andando a

confrontare Ricavi (non necessariamente monetizzati)

e Costi (inclusi quelli calcolati)

• In genere, nelle contabilità economico agrarie il conto

economico è strutturato (o riclassificato) secondo

l’equazione della PLV utilizzata per il bilancio

economico-agrario.

• Per individuare Ricavi e Costi di competenza

dell’esercizio si fa in genere riferimento al ciclo tecnico,

cioè a consumi fisici di fattori e produzioni di prodotti,

anche non venduti (contabilità del patrimonio) 12 6

Andreoli Lezione PAS Il conto economico nell’approccio

economico-agrario (cfr. Pagella-Cormegna)

30.696.500 Produzione lorda vendibile

694.750 Immobilizzazione in corso

80.000 Variazione anticipazioni colturali

TOTALE ATTIVITA' 31.471.250

4.155.700 costi specifici per le colture

935.750 costi specifici per gli allevamenti

2.557.200 costi specifici per la meccanizzazione

236.300 spese generali e fondiarie

Spese varie e imposte 7.884.950

1.700.000 Ammortamenti fabbricati e manufatti

827.636 Ammortamenti colture arboree

3.819.211 Ammortamenti macchine e attrezzi

Ammortamenti 6.346.847

Prodotto Netto Aziendale 17.239.453

Salari ed oneri sociali 1.012.000

Affitti (passivi, espliciti) 390.000

Interessi (passivi, espliciti) 91.830

REDDITO NETTO AZIENDALE 15.745.623 13

Come vengono calcolate le voci?

Produzione - 1

• Le voci relative alla produzione sono legate ai

ricavi effettivamente realizzati nel corso

dell’esercizio (vendite), ma non necessariamente

coincidono con esse.

• Infatti potrebbe succedere che:

– a) ho venduto qualcosa che avevo prodotto

nell’esercizio precedente (il ricavo in tal caso non è

indicativo della produzione effettuata quest’anno, che

al massimo è legata all’incremento di valore)

– b) ho prodotto qualcosa che non ho ancora venduto 14 7

Andreoli Lezione PAS Produzione 2

• In questo caso, tralasciando la possibilità di aver

acquistato il prodotto dall’esterno ed anche il

possibile utilizzo del prodotto come fattore

produttivo, potremmo calcolare il valore della

produzione realizzata nell’anno come:

• Differenza tra il valore di Vendita (V) ed il valore a

cui il prodotto, se già esistente, era stato valutato

a inizio esercizio (II o inventario iniziale)

• L’eventuale valore di prodotti in attesa di vendita

presenti in magazzino a fine esercizio (IF o

inventario finale) 15

Produzione 3

Quindi:

Produzione realizzata nell’esercizio corrente =

a) V – II + IF

b) V + (IF-II)

In cui (IF-II) è la variazione delle rimanenze di prodotti.

Nel caso che tutta la produzione sia stata realizzata e

venduta entro l’anno (II e IF =0) questa coinciderà con

le vendite.

Facciamo notare come, mentre il valore delle Vendite è

un dato certo, la valutazione che viene fatta del

prodotto presente in magazzino ad inizio e fine anno è

oggetto di stima 16 8

Andreoli Lezione PAS Valori certi e valori stimati

• Vedremo che molte delle differenze che si

hanno tra la contabilità del patrimonio (che è

quella che stiamo vedendo) e la contabilità

che viene prevista dal codice civile (che si rifà

alla contabilità del reddito) derivano proprio

da come vengono stimati i valori degli

elementi del patrimonio ad inizio e fine anno,

in particolare per quel che riguarda le

rimanenze di prodotti. 17

E come si calcolano i costi, ad es.

relativi alle materie prime consumate?

• Anche in questo caso non necessariamente i

costi di materie prime (ad es. fertilizzanti)

effettuate durante l’esercizio coincidono con i

costi che devono essere considerati per

mettere in evidenza i risultati dell’esercizio

• Questo non soltanto per il discorso di

considerare anche le rimanenze iniziali e finali,

ma anche perché i costi possono assumere

significati diversi 18 9

Andreoli Lezione PAS Calcolo dei valori dei costi di materie prime

esterne – Come giocano le rimanenze

• In questo caso, come visto per la produzione e le

vendite, per trovare i costi delle materie prime da

attribuire ad un esercizio il valore degli acquisti

(A) andrà corretto:

• Aggiungendo i fattori comprati in esercizi

precedenti e disponibili in magazzino a inizio

esercizio (II) – prodotti consumati ma non

acquistati

• Sottraendo i fattori comprati nell’esercizio, ma

ancora presenti in magazzino a fine esercizio (IF)

– prodotti acquistati ma non consumati 19

Valori contabili e valori di mercato

Quando si valutano i componenti del Capitale, a volte si

usano (visti gli scopi della contabilità) dei valori

«contabili» che non necessariamente rispecchiano i valori

di mercato.

E’ il caso dei macchinari e degli investimenti sottoposti ad

ammortamento. In generale si prevede che essi diano

luogo ad un costo che viene ripartito (in genere in

maniera lineare) su di un certo numero di anni.

L’attribuzione della quota di ammortamento annua fa sì

che il valore contabile del macchinario (valore iniziale al

netto degli ammortamenti cumulati) diminuisca, con

conseguente diminuzione del valore del patrimonio 20 10

Andreoli Lezione PAS L’importanza della natura dei costi

Possiamo distinguere tre categorie di costi

• 1) I costi relativi a consumi di fattori che sono stati effettuati

nell’esercizio e che sono relativi alla produzione dell’esercizio

• 2.a) Costi che sono relativi alla produzione dell’esercizio, ma

che riguardano consumi effettuati in un esercizio precedente

• 2.b) Costi che riguardano consumi effettuati quest’anno, ma

che fanno riferimento alla produzione di un esercizio

successivo

• 3.a) Costi relativi a consumi effettuati nel presente esercizio

per realizzare investimenti che entreranno in produzione in

futuro

• 3.b) Quote di costi relative ad investimenti realizzati in

passato, ma che hanno contribuito alla produzione

nell’esercizio corrente. 21

A quali problemi danno luogo?

• I costi relativi alla categoria 1 si riferiscono alla gestione

corrente e quindi non danno luogo a problemi;

• I costi relativi alla categoria 2 fanno riferimento a quelle che

sono le «anticipazioni colturali» cioè costi sospesi (non

vanno attribuiti all’esercizio in cui si sono verificati, ma

vanno spostati all’esercizio in cui si ha la produzione alla

quale si riferiscono)

• I costi relativi alla categoria 3 sono costi «capitalizzati», che

– nel caso di valutazione degli investimenti a costo - sono

perfettamente controbilanciati dall’aumento di valore che

gli elementi attivi del patrimonio subiscono a seguito del

nuovo investimento. Una volta terminato l’investimento ed

entrato in produzione, ad ogni esercizio verrà attribuita la

sua quota di costi di competenza. 22 11

Andreoli Lezione PAS Contabilità del Patrimonio (R. Moruzzo)

• Nel sistema patrimoniale i ricavi e i costi si verificano nel

momento in cui il valore del patrimonio netto aumenta o

diminuisce, a prescindere dall'effettiva traduzione in

componenti finanziarie del capitale.

• Da ciò nasce la necessità di registrare e rilevare nel sistema

di scritture anche le modificazioni delle componenti del

capitale originate da fatti di gestione interna dell'impresa

(impieghi di fattori della produzione, raccolta e

immagazzinaggio dei prodotti, uso di scorte, ecc.).

• Si può dire, dunque, che (…) il sistema del patrimonio

assume come campo di osservazione tutte le componenti

patrimoniali (sia di natura tecnica che di natura finanziaria).

23

Fatti permutativi, modificativi, misti -1

• Il sistema del Patrimonio (come quello del

Reddito) prevede l’organizzazione della

contabilità a partire da due categorie di conti:

• I conti patrimoniali (che, in questo caso, sono i

conti aperti a tutti gli elementi del patrimonio,

sia finanziari che tecnici; sia attivi che passivi)

• I conti economici (nei quali, invece, si

registrano costi e ricavi) 24 12

Andreoli Lezione PAS Fatti permutativi, modificativi, misti -2

• Un fatto è nel sistema del patrimonio

PERMUTATIVO

quando NON FA VARIARE l’entità dello stesso, ma

semplicemente la forma in cui si concretizza. Ad es.:

– se pago una fattura, non sono né più ricco né più povero di

prima (ho meno soldi, ma anche meno debiti)

– Se acquisto un fertilizzante non sono né più ricco né più

povero di prima (ho meno soldi, ma ho il fertilizzante in

magazzino)

• In entrambi i casi ci sarà un conto patrimoniale che

aumenta di valore ed uno che diminuisce di valore per

uno stesso importo 25

Fatti permutativi, modificativi, misti -3

• Un fatto si dice nel sistema del

MODIFICATIVO

patrimonio quando FA VARIARE l’entità

complessiva del patrimonio. Ad es.

– Se consumo un fattore, sono più povero perché

diminuisce il valore dei prodotti a disposizione in

magazzino;

– Se raccolgo un prodotto, sono più ricco perché ho un

maggior valore di prodotti in magazzino

• In entrambi i casi ci sarà un conto patrimoniale

che aumenta o diminuisce e l’importo della

variazione sarà registrato anche in un conto

economico, rispettivamente come ricavo o costo 26 13

Andreoli Lezione PAS Fatti permutativi, modificativi, misti -4

• I fatti sono quelli che hanno sia una

MISTI

componente permutativa che una componente

modificativa. Ad es. se pago alla banca la quota di

ammortamento di un mutuo,

– per la parte relativa alla restituzione del capitale si

tratta di un fatto permutativo, perché ho meno soldi

in banca, ma ho restituito una parte di un debito

– per la parte versata in termini di interessi si tratta di

un fatto modificativo in quanto sono effettivamente

più povero… (ed ho sostenuto un costo) 27

Come si arriva al Reddito di Esercizio

(RE)

In una contabilità dopo le operazioni di apertura

(dove si registrano le consistenze iniziali del

patrimonio) e quelle di svolgimento (dove si

registrano i fatti di rilevanza contabile avvenuti

durante l’esercizio) mediante le operazioni di

chiusura si provvede a chiudere ordinatamente i

diversi conti e a trasferire i saldi a conti «di

sintesi» fino ad arrivare all’individuazione del

RE. (cfr. Dispense contabilità Moruzzo R.) 28 14


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Teemo92

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DESCRIZIONE DISPENSA

In questa dispensa a cura della professoressa Maria Andreoli si parla della contabilità e del bilancio delle imprese agricole. Il documento è così sintetizzato:
- Ricchezza e Stato patrimoniale, Flusso di Reddito e Conto Economico
- I metodi di contabili (inventari e partita doppia): cenni a cosa richiedono e a quali informazioni forniscono
- Sistema del patrimonio e sistema del reddito
- Tipi di fatti economici nei diversi sistemi contabili: fatti permutativi (non varia l’entità complessiva del patrimonio), modificativi (varia l’entità complessiva del patrimonio) e misti (hanno entrambe le componenti)
- Valori certi (componenti finanziarie) e valori stimati (altre componenti del patrimonio)
- I metodi di stima delle componenti non finanziarie a seconda del sistema scelto (ad es. valore di mercato o minor valore tra il costo e il valore netto di realizzo)
- Cosa prevedono la normativa civilistica ed i principi nazionali in termini di valutazione delle rimanenze, rispetto a quello che è l’approccio tradizionale dell’economia agraria, basato sul sistema del patrimonio
- Cenni ai principi internazionali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in produzioni agroalimentari e gestione degli agroecosistemi
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Teemo92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche di gestione economica ed estimative dell'agro-ecosistema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Andreoli Maria.

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