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Conservazione dell'habitat - Direttive comunitarie

Direttiva 92/43/Cee” del 21 maggio 1992:
- habitat naturali
- conservazione di un habitat naturale
- definizione delle specie prioritarie e del loro stato di conservazione
- siti di importanza comunitaria.
Direttiva del Consiglio 97/11/Ce” del 3 marzo 1997:
- valutazione dell'impatto ambientale
Direttiva 2001/42/Ce” del... Vedi di più

Esame di Analisi e Valutazione Ambientale docente Prof. A. Leone

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Direttiva 92/43/Cee

DEFINIZIONI

Al fine della Direttiva 92/43/Cee:

“conservazione”:

- per un complesso di misure necessarie per

mantenere o ripristinare gli habitat naturali e le popolazioni di specie di

fauna e flora selvatiche in uno stato soddisfacente;

“habitat

- per naturali”: zone terrestri o acquatiche che si distinguono

grazie alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche,

interamente naturali o seminaturali.

“habitat

- per naturali di interesse comunitario”: gli habitat che nel

territorio di cui all'articolo 2.

(i) rischiano di scomparire nella loro area di ripartizione naturale;

ovvero

(ii) hanno un'area di ripartizione naturale ridotta a seguito della loro

regressione o per il fatto che la loro area è intrinsecamente ristretta;

ovvero

(iii) costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o più

delle sei regioni biogeografiche seguenti: alpina, atlantica, boreale,

continentale, macaronesica e mediterranea.

Direttiva 92/43/Cee

DEFINIZIONI

Al fine della Direttiva 92/43/Cee:

“tipi

- per di habitat naturali prioritari”: i tipi di habitat naturali che

rischiano di scomparire nel territorio e per la cui conservazione la

Comunità ha una responsabilità particolare a causa dell'importanza della

parte della loro area di distribuzione naturale compresa nel territorio di

cui all'articolo 2.

Tali tipi di habitat naturali prioritari sono contrassegnati da un asterisco

nell’allegato

(*) I.

“stato

- per di conservazione di un habitat naturale”: l'effetto della

somma dei fattori che influiscono sull'habitat naturale in causa, nonché

sulle specie tipiche che in esso si trovano, che possono alterare a lunga

scadenza la sua ripartizione naturale, la sua struttura e le sue funzioni,

nonché la sopravvivenza delle sue specie tipiche nel territorio.

“habitat

- per di una specie”: ambiente definito da fattori abiotici e

biotici specifici in cui vive la specie in una delle fasi del suo ciclo

biologico. Direttiva 92/43/Cee

DEFINIZIONI

Al fine della Direttiva 92/43/Cee:

“specie

- per di interesse comunitario”: le specie che nel territorio di

cui all'articolo 2:

(i) sono in pericolo, tranne quelle la cui area di ripartizione naturale si

estende in modo marginale su tale territorio e che non sono in pericolo

né vulnerabili nell'area del paleartico occidentale, oppure

(ii) sono vulnerabili, vale a dire che il loro passaggio nella categoria delle

specie in pericolo è ritenuto probabile in un prossimo futuro, qualora

persistano i fattori alla base di tale rischio, oppure

(iii) sono rare, vale a dire che le popolazioni sono di piccole dimensioni e

che, pur non essendo attualmente in pericolo né vulnerabili, rischiano di

diventarlo. Tali specie sono localizzate in aree geografiche ristrette o

sparpagliate su una superficie più ampia, oppure

(iv) sono endemiche e richiedono particolare attenzione, data la

specificità del loro habitat e/o le incidenze potenziali del loro

sfruttamento sul loro stato di conservazione.

Direttiva 92/43/Cee

DEFINIZIONI

Al fine della Direttiva 92/43/Cee:

“specie

- per prioritarie”: le specie di cui alla lettera g), punto i), per la

cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare a causa

dell'importanza della parte della loro area di distribuzione naturale

compresa nel territorio di cui all'articolo 2.

Tali specie prioritarie sono contrassegnate da un asterisco (*)

nell'allegato II.

“stato

- per di conservazione di una specie”: l'effetto della somma dei

fattori che, influendo sulle specie in causa, possono alterare a lungo

termine la ripartizione e l'importanza delle sue popolazioni.

Direttiva 92/43/Cee

DEFINIZIONI

Al fine della Direttiva 92/43/Cee:

“sito”:

- per un'area geograficamente definita, la cui superficie sia

chiaramente delimitata.

“sito

- per di importanza comunitaria”: un sito che, nella o nelle regioni

biogeografiche cui appartiene, contribuisce in modo significativo a

mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale di cui all'allegato I o

una specie di cui all'allegato II in uno stato di conservazione

soddisfacente e che può inoltre contribuire in modo significativo alla

coerenza di Natura 2000 di cui all'articolo 3, e/o che contribuisce in

modo significativo al mantenimento della diversità biologica nella

regione biogeografica o nelle regioni biogeografiche in questione.

“zona

- per speciale di conservazione”: un'area un sito di importanza

comunitaria designato dagli Stati membri mediante un atto

regolamentare, amministrativo e/o contrattuale in cui sono applicate

le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino, in

uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e/o delle

popolazioni delle specie per cui il sito è designato.

Direttiva 92/43/Cee

DEFINIZIONI

Al fine della Direttiva 92/43/Cee:

“esemplare”:

- per qualsiasi animale o pianta, vivi o morti, delle specie

elencate nell'allegato IV e nell'allegato V; qualsiasi parte o prodotto

ottenuti a partire dall'animale o dalla pianta, nonché qualsiasi altro bene

che risulti essere una parte o un prodotto di animali o di piante di tali

specie in base ad un documento di accompagnamento, all'imballaggio,

al marchio, all'etichettatura o ad un altro elemento.

Direttiva 92/43/Cee

CONSERVAZIONE

all’art.3

In base della Direttiva 92/43/Cee:

È costituita una Rete ecologica europea coerente di zone speciali di

“Natura 2000”

conservazione, denominata .

Questa rete, formata dai siti in cui si trovano tipi di habitat naturali

elencati nell'allegato I e habitat delle specie di cui all'allegato II, deve

garantire il mantenimento ovvero, all'occorrenza, il ripristino, in uno stato

di conservazione soddisfacente, dei tipi di habitat naturali e degli habitat

delle specie interessati nella loro area di ripartizione naturale.

La rete «Natura 2000» comprende anche le zone di protezione speciale

classificate dagli Stati membri a norma della direttiva 79/409/CEE.

Direttiva 92/43/Cee

CONSERVAZIONE

all’art.3

In base della Direttiva 92/43/Cee: “Natura 2000”

Ogni Stato membro contribuisce alla costituzione di in

funzione della rappresentazione sul proprio territorio dei tipi di habitat

naturali e degli habitat delle specie di cui al paragrafo 1.

Laddove lo ritengano necessario, gli Stati membri si sforzano di

migliorare la coerenza ecologica di Natura 2000 grazie al mantenimento

e, all'occorrenza, allo sviluppo degli elementi del paesaggio che

rivestono primaria importanza per la fauna e la flora selvatiche.

Direttive comunitarie

“Direttiva del Consiglio 97/11/Ce” del 3 marzo 1997

che modifica la direttiva 85/337/Cee concernente la valutazione dell’impatto

ambientale di determinati progetti pubblici e privati

Direttiva 97/11/Cee

Lo scopo della Direttiva 97/11/Cee, che modifica la direttiva

85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985 concernente

la valutazione dell'impatto ambientale di determinati

problemi pubblici e privati, mira a fornire alle autorità

competenti le informazioni adeguate che permettano di

decidere su un determinato progetto con cognizione di

causa per quanto riguarda il possibile notevole impatto

sull'ambiente; che la procedura di valutazione è uno

strumento fondamentale della politica ambientale quale

definita all'articolo 130 R del trattato e del quinto programma

comunitario di politica e d'azione a favore dell'ambiente e di

uno sviluppo sostenibile;

Direttiva 97/11/Cee

DEFINIZIONI s’intende:

Al fine della Direttiva 97/11/Cee

“progetto”:

- per

la realizzazione di lavori di costruzione o di altri impianti od opere;

sull’ambiente

altri interventi naturale o sul paesaggio, compresi quelli

destinati allo sfruttamento delle risorse del suolo.

“committente”:

- per dell’autorizzazione

il richiedente relativa ad un progetto privato o la

l’iniziativa

pubblica autorità che prende relativa a un progetto.

“autorizzazione”:

- per dell’autorità

decisione competente, o delle autorità competenti, che

conferisce al committente il diritto di realizzare il progetto.

“pubblico”:

- per

una o più persone fisiche o giuridiche, secondo la normativa o la prassi

nazionale, e le loro associazioni, organizzazioni o gruppi.

“pubblico

- per interessato”:

pubblico che subisce o può subire gli effetti delle procedure decisionali

in materia ambientale o che ha un interesse in tali procedure.

Direttiva 97/11/Cee

OBBLIGHI GENERALI

Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché, prima del

rilascio dell'autorizzazione, per i progetti per i quali si prevede un

notevole impatto ambientale, in particolare per la loro natura, le loro

dimensioni o la loro ubicazione, sia prevista un'autorizzazione e una

valutazione del loro impatto.

La valutazione dell'impatto ambientale individua, descrive e valuta, in

modo appropriato, per ciascun caso particolare e a norma degli articoli

da 4 a 11, gli effetti diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori:

- l'uomo, la fauna e la flora;

- il suolo, l'acqua, l'aria, il clima e il paesaggio;

- i beni materiali ed il patrimonio culturale;

- l'interazione tra i fattori di cui al primo, secondo e terzo trattino.

Valutazione Ambientale Strategica

V.A.S.

“Direttiva 2001/42/Ce” del 21 maggio1992

concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente

Direttiva 2001/42/Ce nell’ambito

Il concetto di Valutazione Strategica è nato degli

studi regionali e della pianificazione.

l’Housing

Nel 1981 and Urban Development Department

degli USA ha pubblicato il Manuale per la Valutazione

d’Impatto di area vasta, che viene considerato il progenitore

della metodologia della valutazione strategica.

In Europa la Convenzione sugli Studi di Impatto Ambientale

in Contesti Transfrontalieri, la cosiddetta Convenzione

l’introduzione

ESPOO, ha creato i presupposti per della

VAS, avvenuta nel 1991.

Direttiva 2001/42/Ce

La Direttiva Europea sulla VAS (2001/42/EC) imponeva a

dell’Unione

tutti gli stati membri Europea la ratifica della

direttiva nelle normative nazionali entro il 21 luglio 2004.

Molti degli Stati membri hanno iniziato a implementare la

Direttiva a partire dai temi più strettamente connessi alla

l’approccio

pianificazione territoriale, per poi estendere a

l’ambiente.

tutte le politiche con effetti rilevanti per

La Direttiva Europea 2001/42/CE concernente "la

valutazione degli effetti di determinati piani e programmi

sull'ambiente naturale", cosiddetta direttiva VAS, entrata in

vigore il 21 luglio 2001, rappresenta un importante passo

avanti nel contesto del diritto ambientale europeo.

Direttiva 2001/42/Ce

A livello nazionale la direttiva 2001/42 è stata recepita

recentemente ( ), mentre il quadro normativo

vedi slide successive

di recepimento a livello regionale rivela che solo in alcune

regioni sono state emanate disposizioni riguardanti

l’applicazione della procedura di valutazione ambientale

strategica con riferimento alla direttiva comunitaria ( vedi

).

Calabria

È stata svolta a questo proposito una analisi di confronto

regionale di detti atti normativi, attraverso specifici parametri

di confronto, al fine di individuare gli elementi comuni e le

discordanze nelle modalità di attuazione della direttiva

comunitaria in assenza di un decreto nazionale.

Direttiva 2001/42/Ce

La Valutazione Ambientale Strategica, quindi, si delinea

come un processo sistematico inteso a valutare le

conseguenze sul piano ambientale delle azioni proposte

nell’ambito

politiche, piani o iniziative di programmi

nazionali, regionali e locali in modo che queste siano

incluse e affrontate, alla pari delle considerazioni di ordine

economico e sociale, fin dalle prime fasi (strategiche) del

processo decisionale.

In altre parole, la Valutazione Ambientale Strategica assolve

al compito di verificare la coerenza delle proposte

programmatiche e pianificatorie con gli obiettivi di

sostenibilità, a differenza della VIA che si applica a singoli

progetti di opere.

Direttiva 2001/42/Ce

Sotto un profilo giuridico il principio guida della VAS è quello

nell’integrazione dell’interesse

di precauzione, che consiste

ambientale rispetto agli altri interessi (tipicamente socio-

economici) che determinano piani e politiche.

Il principio guida della V.I.A. è invece quello, più

immediatamente funzionale, della prevenzione del danno

ambientale.

Sulla base di questa distinzione di principi si comprende

come mai la VAS venga definita in quanto processo, mentre

la VIA è una procedura, con soggetti, fasi e casistiche di

esiti.


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Direttiva 92/43/Cee” del 21 maggio 1992:
- habitat naturali
- conservazione di un habitat naturale
- definizione delle specie prioritarie e del loro stato di conservazione
- siti di importanza comunitaria.
Direttiva del Consiglio 97/11/Ce” del 3 marzo 1997:
- valutazione dell'impatto ambientale
Direttiva 2001/42/Ce” del 21 maggio1992:
- Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.)
La valutazione ambientale strategica degli atti di pianificazione:
- La valutazione di impatto ambientale (VIA). Basi normative e metodologiche;
- Le modifiche sulle procedure di VAS e VIA nel D.Lgs. 128/2010.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in urbanistica
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi e Valutazione Ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Leone Antonio Maria.

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