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Ralph Dahrendorf: gruppi di potere e

mobilitazione del conflitto

In una società organizzazionale, che è anche

 sempre più pluralista (trasversalità delle

appartenenze di gruppo) le possibili linee di

conflitto nella società si moltiplicano e auto­

limitano allo stesso tempo.

I quasi­gruppo sono una serie di persone che

 condividono la stessa posizione nella stratificazione

del potere ( conflitto latente ). Essi diventano gruppi

quando si mobilitano per l’azione collettiva

(

conflitto manifesto ).

Il conflitto manifesto tende sempre ad essere un

 conflitto tra due parti, mentre gli altri soggetti

sociali devono, entro certi limiti, scegliere da che

parte stare. 8

Ralph Dahrendorf: gruppi di potere e

mobilitazione del conflitto

Quali sono le condizioni che consentono il

 passaggio dalla fase latente a quella

manifesta?

Condizioni tecniche: presenza di un leader e

1) di un’ideologia.

Condizioni politiche: libertà politica.

2) Condizioni sociali: comunicazione tra i

3) membri del gruppo, concentrazione spaziale,

cultura simile. 9

Ralph Dahrendorf: gruppi di potere e

mobilitazione del conflitto

Conseguenze del conflitto (in termini di

 intensità, violenza e cambiamento sociale):

Quanto meglio organizzati sono i gruppi di

a) conflitto, tanto meno violento sarà il

conflitto.

La deprivazione assoluta conduce ad un

b) conflitto più violento della deprivazione

relativa.

Tanto più violento è il conflitto tanto più

c) veloce sarà il cambiamento sociale.

10

Ralph Dahrendorf: gruppi di potere e

mobilitazione del conflitto

Un’analisi della società contemporanea e del conflitto di classe:

 Il conflitto economico si separa da quello politico con la

a) conseguenza che né il primo né il secondo tendono a divenire totali.

Entrambi si istituzionalizzano e frammentano (trasversalità dei

b) gruppi, interesse all’auto­limitazione).

Le dinamiche del potere come la composizione della classe

c) dominante\dirigente, è il risultato di scontri\incontri tra coalizioni di

potere.

Le élites politico­burocratiche (al governo) sono la parte più

d) significativa delle classi dirigenti in una società industriale, mentre

al loro interno esistono sempre uno o più gruppi economici con

diritto di veto.

Solo la permanenza al potere di una stessa élite politica può

e) condurre a disattendere sistematicamente gli interessi diffusi a

favore dei propri interessi di ceto: alla lunga ciò diviene

insostenibile per l’aumento inusitato della conflittualità sociale.

11

Teoria del conflitto e del cambiamento

sociale

Il cambiamento è multidimensionale e

 interdipendente (nel senso che può avvenire a più

livelli – economico, culturale ecc. ­ e ciascuno di essi

si lega agli altri);

Tuttavia:

Questa versione della teoria conflittualista mette in luce

come ogni forma di cambiamento avvenga attraverso

conflitti, provochi cioè sempre contrasti, poiché ogni

campo sociale è sempre attraversato da un’ intrinseca

politicità . 12

Teoria del conflitto e del cambiamento

sociale

Una teoria così impostata, al livello di cambiamento del

 sistema socio­politico (o cambiamento politico ), dovrebbe

spiegare (anche in un’ottica predittiva):

Le condizioni in cui emergono diversi tipi di strutture (come la

a) democrazia, il feudalesimo ecc.);

Chi sono gli attori del conflitto (il “dramma” del

b) cambiamento);

Il tipo di eventi che sono più probabili e la loro sequenza

c) tipica;

Chi e che cosa vincerà in questa lotta ( posta in gioco ).

d) Il focus principale di una teoria del cambiamento politico è

­ stato

spesso lo Stato ( definito da violenza, legittimità, territorio ) e i

rapporti

tra questo e le varie componenti sociali. Il cambiamento

13

Teoria del conflitto e del cambiamento

sociale

Teoria della mobilitazione (Tilly, Oberscahall):

 Il conflitto e il potere sono funzioni (in senso

a) matematico) delle risorse a cui particolari gruppi

di interesse possono attingere al fine di mobilitarsi

per la lotta;

Le principali condizioni di una mobilitazione

b) politica sono:

aspettative crescenti;

­ concentrazione e organizzazione sociale pre­

­ esistente;

esposizione maggiore alla dinamicità della

­ modernità e in particolare, dello sviluppo

capitalistico. 14


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispense al corso di Sociologia Generale del Dott. Francesco Antonelli. Trattasi di slides esplicative del volume di Randall Collins dal titolo "Teorie sociologiche", con particolare riguardo a: teorie del conflitto sociale di Simmel-Coeser, di Dahrendorf e teoria del cambiamento sociale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per la cooperazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Antonelli Francesco.

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