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Facoltà di Scienze Politiche Appunti per il Corso di “Economia dello Sviluppo” 2010/2011

Tale tipo di utilità è detta cardinale, proprio perché misurabile e confrontabile.

Dopo i primi tentativi di considerare l'utilità in modo cardinale si afferma

l'opinione di Edgeworth e Pareto che contestano la validità di questa ipotesi e

elaborano un nuovo approccio alla teoria del consumatore basato sulla nozione di

utilità ordinale.

Questa è, ancora oggi, la formulazione prevalente dello studio del comportamento

del consumatore. Secondo Vilfredo Pareto, poiché l'utilità non è una proprietà fisica

dei beni ma è una grandezza soggettiva e psicologica, non solo non è possibile

misurarla ma non è neppure necessario farlo. Tutto ciò che occorre è che il

consumatore sia in grado di confrontare diverse alternative di consumo e di

esprimere delle preferenze rispetto a queste alternative. Tale approccio è alla base

della costruzione delle curve di indifferenza.

Esempio

Cerchiamo di chiarire meglio le differenze nei due approcci con un esempio:

supponiamo che un individuo si trovi di fronte a due beni fra i quali scegliere, ad

esempio un biglietto per il cinema e l'acquisto di un libro che comportano una stessa

spesa. Secondo l'approccio dell'utilità cardinale l'individuo confronta l'utilità che

potrebbe ricavare dalle due azioni (ad esempio: il cinema ha un'utilità pari a 10, mentre

il libro arreca una soddisfazione pari a 15) e sceglie in base al valore più elevato

associato a ciascuna di esse (in questo caso sceglierebbe il libro).

In base all'approccio dell'utilità ordinale non è necessario alcun conto di questo

tipo: se l'individuo sceglie di acquistare il libro anziché andare al cinema significa

che preferisce leggere piuttosto che vedere un film e questo è tutto ciò che ci

occorre per formulare una teoria del comportamento del consumatore.

Utilità ed Economia del Benessere

L’Economia del benessere analizza le condizioni ed i mezzi che permettono di

aumentare il benessere economico di una collettività. E’ stata studiata e

approfondita soprattutto dall’economista inglese Pigou, che rifacendosi alla

dottrina utilitaristica definisce il concetto di benessere di una collettività, come

somma del benessere dei singoli.

Il suo sistema si basa, quindi, sulla indicazione di un obiettivo economico il cui

perseguimento viene postulato come socialmente desiderabile. Tale obiettivo viene

individuato nella massimizzazione del benessere economico, che costituisce la

parte più strettamente connessa con gli aspetti economici della vita e che è

suscettibile di misurazione in termini monetari. 2


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia dello sviluppo del Prof. Andrea Billi. Al loro interno viene analizzato il concetto economico di utilità ed in particolare: la definizione di utilitarismo di J. Bentham; la definizione di V. Pareto e l'"ottimo paretiano"; il rapporto fra utilità e l'economia del benessere.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Billi Andrea.

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