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Il dissequestro dell’esperienza

ƒ La diffusione dei media elettronici ha portato a una

quasi completa dissociazione il rapporto tra

collocazione fisica (spazio-temporale) e collocazione

sociale.

ƒ La crescente disponibilità di materiali mediati ha

consentito al sé di affrancarsi progressivamente dai suoi

legami con i contesti pratici della vita quotidiana

(disembedding Thompson).

ƒ Il sé si costituisce come progetto riflessivo che impegna

attivamente gli individui in un ininterrotto processo

creativo di acquisizione ed editing di materiali simbolici e

nella rappresentazione discorsivizzata del proprio

percorso (della propria storia individuale, della propria

coscienza).

A. Marinelli – Comunità vs network A.A. 09-10 slide 3

Il dissequestro dell’esperienza

La carica liberatoria dell’esperienza mediata si esprime

non tanto nella riduzione dei condizionamenti – di tipo

materiale, culturale e ideologico – quanto

ƒ In una inedita libertà di accesso alle risorse simboliche

e mediali

ƒ in una accresciuta attenzione alla costruzione autonoma

del sé come principio di organizzazione dell’esperienza

e delle pratiche sociali

L’attenzione si sposta sul continuo slittamento di orizzonte

tra dimensione esperienziale controllabile individualmente

e sovrabbondanza di riferimenti simbolici proposti da un

mondo globalizzato e fortemente mediatizzato.

A. Marinelli – Comunità vs network A.A. 09-10 slide 4

Il S

é Rimediato

Noi impieghiamo i media come veicoli per definire l’identità personale e

culturale.

Nel momento in cui questi media sono simultaneamente diventati sia

corrispettivi tecnologici che espressioni sociali della nostra identità, noi

diventiamo, allo stesso tempo, sia soggetto che oggetto dei media

contemporanei. Rappresentiamo contemporaneamente ciò su cui la

telecamera esercita il proprio sguardo e la telecamera stessa (Bolter e

Grusin)

I nuovi media offrono possibilità inedite di definizione del sé:

ƒ il Web come strumento di pubblicazione elettronica di documenti

personali, dalle home page ai blog;

ƒ la diffusa socializzazione alla produzione e all’editing di immagini e

suoni in formato digitale;

ƒ l’uso del telefono mobile come nodo delle connessioni di

comunicazione interpersonale in voce, in forma scritta o per

immagini;

ƒ la diffusione dei sistemi di messaggistica, forum e posta elettronica ;

Comunicazione Mediata da Computer (CMC)

ƒ Con CMC e lo sviluppo delle tecnologie di rete,

all’interazione face to face e alla quasi-interazione

mediata si aggiunge un nuovo ambiente tecnologico per la

comunicazione interpersonale.

ƒ L’interazione coinvolge interlocutori non residenti nello

stesso luogo e l’interfaccia disegna il contesto in cui

.

avviene lo scambio comunicativo

ƒ Lo spazio virtuale (e metaforico) che così si sviluppa è

tanto più interattivo quanto riesce ad attivare scambi

comunicativi rispetto a vari obiettivi: lavoro cooperativo,

discussione, svago, etc.

ƒ L’originaria limitazione dei sistemi di CMC al personal

computer on line attraverso il modem sta lasciando il posto

a un ambiente comunicativo integrato rispetto a varie

tipologie di dispositivi trasportabili (telefonini, palmari) e

fissi (set top box e playstation connesse alla TV digitale).

A. Marinelli – Comunità vs network A.A. 09-10 slide 6

I sistemi asincroni: in particolare Instant messaging

• Tra gli ambienti di tipo sincrono, i sistemi di instant

messaging (IM) da rudimentali strumenti per la

discussione rapida in tempo reale stanno evolvendo in

raffinati supporti di gestione del portafoglio di relazioni

personali:

ƒ segnalano automaticamente la presenza on line delle

persone in rubrica o di quelle interessate a scambiare

messaggi, anche se sconosciute;

ƒ si stanno progressivamente integrando con le

tecnologie mobili (SMS) e i dispositivi wireless secondo

la logica delle PAN (personal area network),

permettendo la creazione di applicazioni sensibili alla

prossimità fisica, in supporto o in alternanza rispetto

alla comunicazione faccia a faccia.

A. Marinelli – Comunità vs network A.A. 09-10 slide 7

MUD, MMPORG…

MOO= Mud Object Oriented

Massively

Multiplayer

online

Roleplaying

Games A. Marinelli – Comunità vs network A.A. 09-10 slide 8

Comunità virtuali

• Le comunità virtuali sono aggregazioni sociali che

emergono dalla Rete quando un certo numero di

persone porta avanti delle discussioni pubbliche

sufficientemente a lungo, con un certo livello di emozioni

umane, tanto da formare reticoli di relazioni sociali nel

cyberspazio (Rheingold)

• Lo sviluppo di comunità virtuali conferma della definitiva

«separazione», nella società contemporanea,

ƒ tra locality – le appartenenze strutturalmente

dipendenti dal luogo in cui si vive – e

ƒ sociability – le forme in cui si strutturano le relazioni

sociali.

A. Marinelli – Comunità vs network A.A. 09-10 slide 9

Random sociability nella CMC

Si sostiene anche che

ƒ la diffusione delle pratiche di rete comporta la rottura

della comunicazione convenzionale e l’isolamento

sociale, poiché ai contesti reali di interazione faccia a

faccia si sostituisce la pratica di random sociability

(strutturazione casuale della capacità di relazione

sociale) da parte di individui «senza volto».

• Ne consegue:

ƒ Sviluppo di forme di relazione sociale basate sulle

identità falsificate e i giochi di ruolo;

ƒ Sviluppo di contesti di Identity playground in cui si dà

libero sfogo alle proprie fantasie personali, in forma

assolutamente lontana e scollegata rispetto alla vita

quotidiana nel mondo reale.

A. Marinelli – Comunità vs network A.A. 09-10 slide 10

Il s

é e la doppia logica della rimediazione (Bolter e Grusin)

ƒ Quando siamo di fronte a media che operano principalmente

seguendo la logica dell’immediatezza trasparente (la realtà virtuale,

la grafica tridimensionale), vediamo noi stessi come un punto di

vista immerso in uno spazio visuale apparentemente senza

soluzioni di continuità.

ƒ In un ambiente virtuale, siamo liberi di alterare il nostro sé

alterando il nostro punto di vista e di entrare in empatia con gli

altri assumendo il loro punto di vista; una tecnica questa che venne

inventata dal cinema e che si è ora estesa ed amplificata nei media

digitali.

ƒ Allo stesso tempo, la logica dell’ipermediazione, propria delle

applicazioni multimediali e degli ambienti di rete, esprime una

definizione del sé la cui qualità principale non è tanto quella di

‘essere immersi’ quanto piuttosto quella di ‘essere interrelati o

connessi’. Il sé ipermediato è un network di affiliazioni che sono

in costante mutamento.

A. Marinelli – Comunità vs network A.A. 09-10 slide 11


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di nuovi Teorie e tecniche della comunicazione e dei nuovi media tenuto dal Prof. Marinelli. Qui di seguito gli argomenti trattati:
- Il Sè rimediato
- Comunicazione mediata da Computer (CMC)
- Comunità virtuali
- La Random sociability nella CMC
- Il Sè virtuale e il Sè interconnesso
- Comunità Vs Network


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecniche della comunicazione e dei nuovi media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Marinelli Alberto.

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