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3. Qualora le informazioni siano considerate riservate da un'autorità nazionale di regolamentazione, in

conformità con la normativa comunitaria e nazionale sulla riservatezza degli affari, la Commissione e le

autorità nazionali di regolamentazione interessate ne garantiscono la riservatezza.

4. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione pubblichino le suddette

informazioni nella misura in cui contribuiscano a creare un mercato libero e concorrenziale, nell'osservanza

delle norme nazionali che disciplinano l'accesso del pubblico all'informazione e nel rispetto della normativa

comunitaria e nazionale in materia di riservatezza degli affari.

5. Le autorità nazionali di regolamentazione pubblicano le disposizioni relative all'accesso del pubblico alle

informazioni di cui al paragrafo 4, comprese le procedure dettagliate per ottenere tale accesso.

Art. 6. Meccanismo di consultazione e di trasparenza

Salvo nei casi che rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 7, paragrafo 6, o 20 o 21, gli Stati membri

provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione, quando intendono adottare misure in

applicazione della presente direttiva o delle direttive particolari che abbiano un impatto rilevante sul relativo

mercato, diano alle parti interessate la possibilità di presentare le proprie osservazioni sul progetto di misure

entro un termine ragionevole. Le autorità nazionali di regolamentazione rendono pubbliche le procedure che

applicano ai fini della consultazione. Gli Stati membri garantiscono la creazione di un unico punto

d'informazione attraverso il quale si possa accedere a tutte le consultazioni in corso. Il risultato della procedura

di consultazione deve essere reso pubblicamente disponibile attraverso l'autorità di regolamentazione

nazionale, salvo nel caso di un'informazione riservata, nel rispetto della legislazione comunitaria e nazionale

sulla riservatezza nel campo commerciale.

Art. 7. Consolidamento del mercato interno per le comunicazioni elettroniche

1. Le autorità nazionali di regolamentazione, nell'esercizio delle funzioni indicate nella presente direttiva e

nelle direttive particolari, tengono nella massima considerazione gli obiettivi di cui all'articolo 8, nella misura in

cui concernono il funzionamento del mercato interno.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione contribuiscono allo sviluppo del mercato interno cooperando in

modo trasparente tra di loro e con la Commissione al fine di assicurare la piena applicazione, in tutti gli Stati

membri, delle disposizioni della presente direttiva e delle direttive particolari. A tale scopo cercano in

particolare di pervenire ad un accordo sui tipi di strumenti e sulle soluzioni più adeguate da utilizzare

nell'affrontare determinati tipi di situazioni nel contesto del mercato.

3. Oltre alla consultazione di cui all'articolo 6, qualora un'autorità di regolamentazione nazionale intenda

adottare una misura che:

a) rientri nell'ambito di applicazioni degli articoli 15 o 16 della presente direttiva, degli articoli 5 o 8 della

direttiva 2002/19/CE (Direttiva Accesso) o dell'articolo 16 della direttiva 2002/22/CE; [Direttiva servizio

universale] e

b) influenzi gli scambi tra Stati membri, essa rende nel contempo accessibile il progetto di misura alla

Commissione e alle autorità nazionali di regolamentazione di altri Stati membri, insieme alla motivazione su

cui la misura si basa, nel rispetto dell'articolo 5, paragrafo 3, e ne informa la Commissione e le altre autorità

nazionali di regolamentazione.

Le autorità nazionali di regolamentazione e la Commissione possono trasmettere le proprie osservazioni

all'autorità nazionale di regolamentazione di cui trattasi entro il termine di un mese o entro il termine di cui

all'articolo 6, se tale termine è più lungo. Il periodo di un mese non può essere prorogato.

4. Quando la misura prevista di cui al paragrafo 3 mira a:

a) identificare un mercato rilevante differente da quelli previsti dalla raccomandazione ai sensi dell'articolo 15,

paragrafo 1; o

b) decidere sulla designazione o meno di imprese che detengono, individualmente o congiuntamente ad altre,

un potere di mercato significativo, ai sensi dell'articolo 16, paragrafi 3, 4 o 5, e tale misura influenzi gli scambi

commerciali tra Stati membri e la Commissione ha indicato all'autorità nazionale di regolamentazione che il

progetto di misura creerebbe una barriera al mercato unico o dubita seriamente della sua compatibilità con il

diritto comunitario e in particolare con gli obiettivi di cui all'articolo 8, il progetto di misura non può essere

adottato per ulteriori due mesi. Tale periodo non può essere prolungato. Entro tale periodo la Commissione

può, nel rispetto della procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 2, adottare una decisione con cui si richieda

all'autorità nazionale di regolamentazione interessata di ritirare il progetto di misura. La decisione è

accompagnata da un'analisi dettagliata e obiettiva dei motivi per i quali la Commissione considera che il

progetto di misura non debba essere adottato, congiuntamente con proposte specifiche volte a emendare il

progetto di misura.

5. L'autorità nazionale di regolamentazione interessata tiene nel massimo conto le osservazioni delle altre

autorità nazionali di regolamentazione e della Commissione e può, salvo nei casi di cui al paragrafo 4,

adottare il progetto di misura risultante e, in tal caso, comunicarlo alla Commissione.

6. In circostanze straordinarie l'autorità nazionale di regolamentazione, ove ritenga che sussistano urgenti

motivi di agire, in deroga alla procedura di cui ai paragrafi 3 e 4, onde salvaguardare la concorrenza e tutelare

gli interessi degli utenti, può adottare immediatamente adeguate misure temporanee. Essa comunica senza

indugio tali misure, esaurientemente motivate, alla Commissione e alle altre autorità nazionali di

regolamentazione. La decisione dell'autorità nazionale di regolamentazione di rendere tali misure permanenti

o di estendere il periodo di tempo in cui siano applicabili è soggetta alle disposizioni dei paragrafi 3 e 4.

Art. 8. Obiettivi generali e principi dell'attività di regolamentazione

1. Gli Stati membri provvedono affinché, nello svolgere le funzioni di regolamentazione indicate nella presente

direttiva e nelle direttive particolari, le autorità nazionali di regolamentazione adottino tutte le ragionevoli

misure intese a conseguire gli obiettivi di cui ai paragrafi 2, 3 e 4. Le misure sono proporzionate a tali obiettivi.

Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione, nell'esercizio delle funzioni

indicate nella presente direttiva e nelle direttive particolari, e in particolare quelle intese a garantire una

concorrenza effettiva, tengano nel massimo conto l'opportunità di una regolamentazione tecnologicamente

neutrale. Le autorità nazionali di regolamentazione possono contribuire nell'ambito delle loro competenze a

garantire l'attuazione delle politiche volte a promuovere la diversità culturale e linguistica e il pluralismo dei

mezzi di comunicazione.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono la concorrenza nella fornitura delle reti di

comunicazione elettronica, dei servizi di comunicazione elettronica e delle risorse e servizi correlati, tra l'altro:

a) assicurando che gli utenti, compresi gli utenti disabili, ne traggano il massimo beneficio sul piano della

scelta, del prezzo e della qualità;

b) garantendo che non abbiano luogo distorsioni e restrizioni della concorrenza nel settore delle comunicazioni

elettroniche;

c) incoraggiando investimenti efficienti in materia di infrastrutture e promuovendo l'innovazione;

d) incoraggiando un uso efficace e garantendo una gestione efficiente delle radiofrequenze e delle risorse di

numerazione.

3. Le autorità nazionali di regolamentazione contribuiscono allo sviluppo del mercato interno, tra l'altro:

a) rimuovendo gli ostacoli residui che si frappongono alla fornitura di reti di comunicazione elettronica, di

risorse e servizi correlati e di servizi di comunicazione elettronica a livello europeo;

b) incoraggiando l'istituzione e lo sviluppo di reti transeuropee e l'interoperabilità dei servizi paneuropei e la

connettività da utente a utente (end­to­end);

c) garantendo che, in circostanze analoghe, non vi siano discriminazioni nel trattamento delle imprese che

forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica;

d) collaborando tra loro e con la Commissione in maniera trasparente per garantire lo sviluppo di prassi

normative coerenti e l'applicazione coerente della presente direttiva e delle direttive particolari.

4. Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono gli interessi dei cittadini dell'Unione europea, tra

l'altro:

a) garantendo a tutti i cittadini un accesso al servizio universale quale specificato nella direttiva 2002/22/CE

(direttiva servizio universale);

b) garantendo un livello elevato di protezione dei consumatori nei loro rapporti con i fornitori, in particolare

predisponendo procedure semplici e poco onerose di composizione delle controversie espletate da un

organismo indipendente dalle parti in causa;

c) contribuendo a garantire un livello elevato di protezione dei dati personali e della vita privata;

d) promuovendo la diffusione di informazioni chiare, in particolare imponendo la trasparenza delle tariffe e

delle condizioni di uso dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;

e) prendendo in considerazione le esigenze di gruppi sociali specifici, in particolare degli utenti disabili;

f) garantendo il mantenimento dell'integrità e della sicurezza delle reti di comunicazione pubbliche.

Art. 9. Gestione delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione elettronica

1. Gli Stati membri provvedono alla gestione efficiente delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione

elettronica nel loro territorio ai sensi dell'articolo 8. Essi garantiscono che la allocazione e l'assegnazione di tali

radiofrequenze da parte delle autorità nazionali di regolamentazione siano fondate su criteri obiettivi,

trasparenti, non discriminatori e proporzionati.

2. Gli Stati membri promuovono l'armonizzazione dell'uso delle radiofrequenze nel territorio della Comunità

europea in modo coerente con l'esigenza di garantirne un utilizzo effettivo ed efficiente e in conformità della

decisione n. 676/2002/CE (decisione spettro radio).

3. Gli Stati membri hanno la facoltà di prevedere che le imprese trasferiscano i diritti di uso delle

radiofrequenze ad altre imprese.

4. Gli Stati membri provvedono affinché l'intenzione di un'impresa di trasferire diritti di uso delle radiofrequenze

venga notificata all'autorità nazionale di regolamentazione competente per l'assegnazione delle frequenze e

che ogni trasferimento di tali diritti abbia luogo in conformità delle procedure stabilite dall'autorità nazionale di

regolamentazione e sia reso pubblico. Le autorità nazionali di regolamentazione assicurano che la

concorrenza non venga falsata in conseguenza di tali operazioni. Qualora l'utilizzazione delle radiofrequenze

sia stata armonizzata mediante l'applicazione della decisione n. 676/2002/CE (decisione spettro radio) o di

altri provvedimenti comunitari, i trasferimenti suddetti non devono dar luogo ad un cambiamento

dell'utilizzazione di tali radiofrequenze.

Art. 10. Numerazione, assegnazione dei nomi a dominio e indirizzamento

1. Gli Stati membri garantiscono che le autorità nazionali di regolamentazione controllino l'assegnazione di

tutte le risorse nazionali di numerazione e la gestione dei piani nazionali di numerazione. Gli Stati membri

garantiscono che a tutti i servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico vengano forniti numeri e

serie di numeri adeguati. Le autorità nazionali di regolamentazione stabiliscono procedure obiettive,

trasparenti e non discriminatorie per l'assegnazione delle risorse nazionali di numerazione.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché i piani e le procedure di numerazione

vengano applicati in modo da assicurare parità di trattamento a tutti i fornitori di servizi di comunicazione

elettronica accessibili al pubblico. In particolare, gli Stati membri provvedono affinché l'impresa cui sia stata

assegnata una serie di numeri non discrimini altri fornitori di servizi di comunicazione elettronica in relazione

alle sequenze di numeri da utilizzare per dare accesso ai loro servizi.

3. Gli Stati membri provvedono affinché i piani nazionali di numerazione, e le loro successive modificazioni ed

integrazioni, vengano pubblicati, con le sole restrizioni imposte da motivi di sicurezza nazionale.

4. Gli Stati membri promuovono l'armonizzazione delle risorse di numerazione all'interno della Comunità ove

ciò sia necessario per sostenere lo sviluppo di servizi paneuropei. La Commissione, deliberando

conformemente alla procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 3, può adottare le misure di attuazione tecnica

appropriate in materia.

5. Laddove appropriato per assicurare interoperabilità completa e globale dei servizi, gli Stati membri

coordinano le loro posizioni nelle organizzazioni e nelle sedi internazionali nelle quali vengono assunte

decisioni in tema di numerazione, assegnazione di nomi a dominio e indirizzamento delle reti e dei servizi di

comunicazione elettronica.

Art. 11. Diritti di passaggio

1. Gli Stati membri assicurano che, nell'esaminare:

­ una domanda per la concessione del diritto di installare strutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di

sopra o al di sotto di esse a un'impresa autorizzata a fornire reti pubbliche di comunicazione,

­ una domanda per la concessione del diritto di installare strutture su proprietà pubbliche ovvero al disopra o al

di sotto di esse a un'impresa autorizzata a fornire reti di comunicazione elettronica diverse da quelle fornite al

pubblico;

l'autorità competente

­ agisca in base a procedure trasparenti e pubbliche, applicate senza discriminazioni né ritardi; e

­ rispetti i principi di trasparenza e non discriminazione nel prevedere condizioni per l'esercizio di tali diritti.

Le procedure summenzionate possono differire in funzione del fatto che il richiedente fornisca reti di

comunicazione pubbliche o meno.

2. Gli Stati membri provvedono affinché, laddove le autorità pubbliche o locali mantengano la proprietà o il

controllo di imprese che gestiscono reti e/o servizi di comunicazione elettronica, vi sia un'effettiva separazione

strutturale della funzione attinente alla concessione dei diritti di cui al paragrafo 1 dalle funzioni attinenti alla

proprietà o al controllo.

3. Gli Stati membri garantiscono la disponibilità di efficaci meccanismi che consentano alle imprese di

presentare ricorso ad un organo che sia indipendente dalle parti coinvolte contro decisioni sulla concessione

di diritti di installare risorse.

Art. 12. Coubicazione e condivisione di strutture

1. Quando un'impresa che fornisce reti di comunicazione elettronica ha il diritto, in forza della legislazione

nazionale, di installare strutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse oppure

può avvalersi di una procedura per l'espropriazione o per l'uso di una proprietà, le autorità nazionali di

regolamentazione incoraggiano la condivisione di tali strutture o proprietà.

2. In particolare quando le imprese non dispongano di valide alternative a causa di esigenze connesse alla

tutela dell'ambiente, alla salute pubblica, alla pubblica sicurezza o alla realizzazione di obiettivi di

pianificazione urbana o rurale, gli Stati membri possono imporre la condivisione di strutture o proprietà

(compresa la coubicazione fisica) ad un'impresa che gestisce una rete di comunicazione elettronica o

adottano misure volte a facilitare il coordinamento dei lavori pubblici soltanto dopo un adeguato periodo di

pubblica consultazione nel corso del quale a tutte le parti interessate è data la possibilità di esprimere il

proprio parere. Tali disposizioni su condivisione o coordinamento possono comprendere regole sulla

ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà.

Art. 13. Separazione contabile e rendiconti finanziari

1. Gli Stati membri prescrivono alle imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione o servizi di

comunicazione elettronica accessibili al pubblico, e che godono di diritti speciali od esclusivi per la fornitura di

servizi in altri settori nello stesso Stato membro o in un altro Stato membro:

a) di tenere una contabilità separata per le attività attinenti alla fornitura di reti o servizi di comunicazione

elettronica nella misura che sarebbe richiesta se dette attività fossero svolte da società aventi personalità

giuridica distinta, in modo da individuare tutti i fattori di costo e ricavo, congiuntamente alla base del loro

calcolo e ai metodi dettagliati di imputazione utilizzati, relativi alle loro attività attinenti alla fornitura di reti o

servizi di comunicazione elettronica, compresa una ripartizione suddivisa per voci delle immobilizzazioni e dei

costi strutturali, oppure

b) di provvedere ad una separazione strutturale per le attività attinenti la fornitura di reti o servizi di

comunicazione elettronica.

Ciascuno Stato membro ha facoltà di non applicare le prescrizioni di cui al primo comma alle imprese il cui

fatturato annuo nelle attività attinenti alla fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica in detto Stato

membro sia inferiore a 50 milioni di euro.

2. Se le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica

accessibili al pubblico non sono soggette ai requisiti del diritto delle società e non soddisfano i criteri relativi

alle piccole e medie imprese previsti nelle norme contabili del diritto comunitario, i loro rendimenti finanziari

sono elaborati e presentati ad una revisione contabile indipendente e successivamente pubblicati. La revisione

è effettuata in conformità delle pertinenti norme comunitarie e nazionali.

Questo obbligo si applica anche alla separazione contabile di cui al paragrafo 1, lettera a).

Art. 14. Imprese che dispongono di un significativo potere di mercato

1. Quando le direttive particolari prescrivono alle autorità nazionali di regolamentazione di accertare se gli

operatori dispongano di un significativo potere di mercato, secondo la procedura di cui all'articolo 16, si

applicano le disposizioni dei paragrafi 2 e 3 del presente articolo.

2. Si presume che un'impresa disponga di un significativo potere di mercato se, individualmente o

congiuntamente con altri, gode di una posizione equivalente ad una posizione dominante ossia una posizione

di forza economica tale da consentirle di comportarsi in misura notevole in modo indipendente dai concorrenti,

dai clienti e, in definitiva, dai consumatori.

In particolare, le autorità nazionali di regolamentazione, nel valutare se due o più imprese godono

congiuntamente di una posizione dominante sul mercato, ottemperano alla normativa comunitaria e tengono

nella massima considerazione gli orientamenti per l'analisi del mercato e la valutazione del rilevante potere di

mercato pubblicati dalla Commissione a norma dell'articolo 15. I criteri cui attenersi nel procedere a tale

valutazione sono elencati nell'allegato II.

3. Se un'impresa dispone di un significativo potere su un mercato specifico, può parimenti presumersi che

essa abbia un significativo potere in un mercato strettamente connesso qualora le connessioni tra i due

mercati siano tali da consentire al potere detenuto in un mercato di esser fatto valere nell'altro, rafforzando in

tal modo il potere complessivo dell'impresa interessata.

Art. 15. Procedura per la definizione dei mercati

Previa consultazione pubblica e consultazione delle autorità nazionali di regolamentazione, la

1. Commissione adotta una raccomandazione avente ad oggetto i mercati rilevanti dei servizi e dei

prodotti (in prosieguo "la raccomandazione"). La raccomandazione individua, conformemente

all'allegato I, i mercati dei prodotti e dei servizi all'interno del settore delle comunicazioni elettroniche

le cui caratteristiche siano tali da giustificare l'imposizione di obblighi di regolamentazione stabiliti

dalle direttive particolari senza che ciò pregiudichi la individuazione di altri mercati in casi specifici di

applicazione delle regole di concorrenza. La Commissione definisce i mercati in base ai principi del

diritto della concorrenza.

La Commissione riesamina periodicamente la raccomandazione.

2. La Commissione provvede a pubblicare orientamenti per l'analisi del mercato e la valutazione del

significativo potere di mercato (in prosieguo "gli orientamenti") conformi ai principi del diritto della concorrenza

entro la data di entrata in vigore della presente direttiva.

3. Le autorità nazionali di regolamentazione, tenendo nel massimo conto la raccomandazione e gli

orientamenti, definiscono i mercati rilevanti corrispondenti alla situazione nazionale, in particolare mercati

geografici rilevanti nel loro territorio, conformemente ai principi del diritto della concorrenza.

Prima di definire mercati che differiscono da quelli contemplati nella raccomandazione, le autorità nazionali di

regolamentazione applicano la procedura di cui agli articoli 6 e 7.

4. Previa consultazione delle autorità nazionali di regolamentazione, la Commissione può, conformemente alla

procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 3, adottare una decisione relativa all'individuazione dei mercati

transnazionali.

Art. 16. Procedura per l'analisi del mercato

1. Non appena possibile dopo l'adozione della raccomandazione o dopo ogni suo successivo aggiornamento,

le autorità nazionali di regolamentazione effettuano un'analisi dei mercati rilevanti tenendo nel massimo conto

gli orientamenti. Gli Stati membri provvedono affinché questa analisi sia effettuata, se del caso, in

collaborazione con le autorità nazionali garanti della concorrenza.

2. Quando l'autorità nazionale di regolamentazione è tenuta, ai sensi degli articoli 16, 17 , 18 o 19 della

direttiva 2002/22/CE (direttiva servizio universale) o ai sensi degli articoli 7 e 8 della direttiva 2002/19/CE

(direttiva accesso), a decidere in merito all'imposizione, al mantenimento, alla modifica o alla revoca di

obblighi a carico delle imprese, essa determina, in base alla propria analisi di mercato di cui al paragrafo 1 del

presente articolo, se uno dei mercati rilevanti sia effettivamente concorrenziale.

3. Se conclude che tale mercato è effettivamente concorrenziale, l'autorità nazionale di regolamentazione non

impone né mantiene nessuno degli obblighi di regolamentazione specifici di cui al paragrafo 2. Qualora siano

già in applicazione obblighi di regolamentazione settoriali, li revoca per le imprese operanti in tale mercato

rilevante. La revoca degli obblighi è comunicata alle parti interessate con un congruo preavviso.

4. Qualora accerti che un mercato rilevante non è effettivamente concorrenziale l'autorità nazionale di

regolamentazione individua le imprese che dispongono di un significativo potere di mercato conformemente

all'articolo 13 e impone a tali imprese gli appropriati specifici obblighi di regolamentazione di cui al paragrafo 2

del presente articolo ovvero mantiene in vigore o modifica tali obblighi laddove già esistano.

5. Nel caso dei mercati transnazionali paneuropei individuati nella decisione di cui all'articolo 15, paragrafo 3

le autorità nazionali di regolamentazione interessate effettuano congiuntamente l'analisi di mercato, tenendo

nel massimo conto gli orientamenti, e si pronunciano di concerto in merito all'imposizione, al mantenimento,

alla modifica o alla revoca di obblighi di regolamentazione di cui al paragrafo 2 del presente articolo.

6. Le misure di cui ai paragrafi 3, 4 e 5 sono adottate secondo la procedura di cui agli articoli 6 e 7.

Art. 17. Normalizzazione

1. La Commissione elabora, secondo la procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 2 e pubblica nella Gazzetta

ufficiale delle Comunità europee un elenco di norme e/o specifiche come base per la fornitura armonizzata di

reti di comunicazione elettronica, di servizi di comunicazione elettronica e delle risorse e servizi correlati. Se

necessario, la Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 2, previa consultazione del

Comitato istituito dalla direttiva 98/34/CE, può chiedere alle organizzazioni europee di normalizzazione di

elaborare determinate norme [Comitato europeo di normalizzazione (CEN), Comitato europeo di

normalizzazione elettrotecnica (Cenelec) e Istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI)].

2. Gli Stati membri incoraggiano l'uso delle norme e/o specifiche di cui al paragrafo 1, per la fornitura di

servizi, di interfacce tecniche o di funzioni di rete, nella misura strettamente necessaria per garantire

l'interoperabilità dei servizi e migliorare la libertà di scelta degli utenti.

Fintantoché tali norme o specifiche non siano adottate in conformità del paragrafo 1, gli Stati membri

incoraggiano l'applicazione delle norme e/o specifiche adottate dalle organizzazioni europee di

normalizzazione.

In mancanza di tali norme e/o specifiche, gli Stati membri incoraggiano l'applicazione delle norme o

raccomandazioni internazionali adottate dall'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT),

dall'Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) o dalla Commissione elettrotecnica

internazionale (IEC).

Qualora già esistano norme internazionali, gli Stati membri esortano le organizzazioni europee di

normalizzazione ad usare dette norme o le loro parti pertinenti come fondamento delle norme che elaborano,

a meno che tali norme internazionali o le loro parti risultino inefficaci.

3. Se le norme e/o le specifiche di cui al paragrafo 1 non sono applicate correttamente, e di conseguenza non

può essere garantita l'interoperabilità dei servizi in uno o più Stati membri, l'applicazione di tali norme e/o

specifiche può essere resa obbligatoria, in base alla procedura di cui al paragrafo 4, nella misura strettamente

necessaria per assicurare tale interoperabilità e per migliorare la libera scelta degli utenti.

4. Se intende rendere obbligatoria l'applicazione di determinate norme e/o specifiche, la Commissione

pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee ed invita tutte le parti interessate a

presentare le proprie osservazioni. La Commissione, in conformità della procedura di cui all'articolo 22,

paragrafo 3, rende obbligatoria l'applicazione delle norme pertinenti, menzionandole come norme obbligatorie

nell'elenco delle norme e/o specifiche pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

5. Ove ritenga che le norme e/o le specifiche armonizzate di cui al paragrafo 1 non contribuiscano più alla

prestazione di servizi armonizzati di comunicazione elettronica o non soddisfino più le esigenze dei

consumatori o siano di ostacolo allo sviluppo tecnologico, la Commissione le stralcia dall'elenco delle norme

e/o specifiche di cui al paragrafo 1, conformemente alla procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

6. Ove ritenga che le norme e/o le specifiche di cui al paragrafo 4 non contribuiscano più alla fornitura di

servizi di comunicazione elettronica armonizzati o non soddisfino più le esigenze dei consumatori o siano di

ostacolo allo sviluppo tecnologico, la Commissione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 22,

paragrafo 3, le stralcia dall'elenco delle norme e/o specifiche di cui al paragrafo 1.

7. Il presente articolo non si applica ai requisiti essenziali, alle specifiche d'interfaccia né alle norme

armonizzate soggette alle disposizioni della direttiva 1999/5/CE.

Art. 18. Interoperabilità dei servizi di televisione interattiva digitale

1. Al fine di assicurare il libero flusso di informazioni, il pluralismo dei mezzi d'informazione e la diversità

culturale, gli Stati membri incoraggiano, nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 17, paragrafo 2:

a) i fornitori dei servizi di televisione digitale interattiva da rendere disponibile al pubblico nella Comunità su

piattaforme di televisione digitale interattiva, a prescindere dalle modalità di trasmissione, a usare un'API

aperta;

b) i fornitori di tutte le apparecchiature digitali televisive avanzate destinate a ricevere i servizi di televisione

digitale interattiva su piattaforme di televisione digitale interattiva, a rispettare l'API aperta in conformità con:

requisiti minimi dei relativi standard o specifiche.

2. Fatto salvo l' articolo 5 , paragrafo 1, lettera b) della direttiva 2002/19/CE [direttiva Accesso] gli Stati membri

incoraggiano i proprietari delle API a rendere disponibili in termini equi, ragionevoli e non discriminatori e

dietro adeguata remunerazione, tutte le informazioni necessarie a consentire ai fornitori di servizi di televisione

digitale interattiva di fornire tutti i servizi supportati dalle API in una forma pienamente funzionale.

3. Entro un anno a decorrere dalla data di applicazione di cui all'articolo 28, paragrafo 1, secondo comma, la

Commissione riesamina gli effetti del presente articolo. Se l'interoperabilità e la libertà di scelta degli utenti non

sono state adeguatamente raggiunte in uno o più Stati membri, la Commissione può adottare un'azione ai

sensi della procedura di cui all'articolo 17, paragrafi 3 e 4.

Art. 19. Procedure di armonizzazione

1. Se la Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 2, rivolge agli Stati membri

raccomandazioni concernenti l'armonizzazione dell'attuazione delle disposizioni della presente direttiva e delle

direttive particolari ai fini del conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 8, gli Stati membri provvedono

affinché le autorità nazionali di regolamentazione, nell'assolvimento dei loro compiti, tengano nella massima

considerazione tali raccomandazioni. L'autorità nazionale che decide di non seguire una determinata

raccomandazione ne informa la Commissione motivando tale decisione.

2. Qualora accerti che le divergenze tra le normative nazionali intese ad attuare l'articolo 10, paragrafo 4

creano ostacoli al mercato unico europeo, la Commissione può, secondo la procedura di cui all'articolo 22,

paragrafo 3, prendere adeguate misure tecniche di attuazione.

Art. 20. Risoluzione delle controversie tra imprese

1. Qualora fra imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica in uno Stato membro sorga

una controversia in merito agli obblighi derivanti dalla presente direttiva o dalle direttive particolari, l'autorità

nazionale di regolamentazione, a richiesta di una delle parti e fatte salve le disposizioni del paragrafo 2,

emette quanto prima, e comunque entro un termine di quattro mesi salvo casi eccezionali, una decisione

vincolante che risolva la controversia. Gli Stati membri interessati esigono che tutte le parti prestino piena

cooperazione all'autorità nazionale di regolamentazione.

2. Gli Stati membri possono disporre che le autorità nazionali di regolamentazione rinuncino a risolvere una

controversia con decisione vincolante laddove esistano altri meccanismi, tra cui la mediazione, che possono

contribuire meglio e tempestivamente alla risoluzione della controversia, conformemente alle disposizioni

dell'articolo 7. Esse ne informano quanto prima le parti. Se dopo quattro mesi la controversia non è risolta, e

se la parte che chiede il risarcimento non ha adito un organo giurisdizionale, l'autorità nazionale di

regolamentazione emette, a richiesta di una delle parti, una decisione vincolante volta a dirimere il più presto

possibile la vertenza e in ogni caso entro quattro mesi.

3. Nella risoluzione delle controversie l'autorità nazionale di regolamentazione adotta decisioni al fine di

perseguire gli obiettivi di cui all'articolo 8. Gli obblighi che possono essere imposti ad un'impresa dall'autorità

nazionale di regolamentazione nel quadro della risoluzione di una controversia sono conformi alle disposizioni

della presente direttiva o delle direttive particolari.

4. La decisione dell'autorità nazionale di regolamentazione è resa pubblica nel rispetto dei requisiti in materia

di riservatezza degli affari. Alle parti interessate viene fornita una motivazione esauriente.

5. La procedura di cui ai paragrafi 1, 3 e 4 non preclude alle parti la possibilità di adire un organo

giurisdizionale.

Art. 21. Risoluzione delle controversie transnazionali

1. Qualora tra parti stabilite in Stati membri diversi sorga una controversia transnazionale nell'ambito di

applicazione della presente direttiva o delle direttive particolari per la quale risultino competenti le autorità

nazionali di regolamentazione di almeno due Stati membri, si applica la procedura di cui ai paragrafi 2, 3 e 4.

2. Le parti possono investire della controversia le competenti autorità nazionali di regolamentazione. Queste

ultime coordinano i loro sforzi in modo da pervenire alla risoluzione della controversia secondo gli obiettivi

indicati dall'articolo 8.

Qualsiasi obbligo imposto ad un'impresa da parte dell'autorità nazionale di regolamentazione nella soluzione

di una controversia è conforme alle disposizioni della presente direttiva o delle direttive particolari.

3. Gli Stati membri possono disporre che le autorità nazionali di regolamentazione rinuncino congiuntamente a

risolvere una controversia laddove esistano altri meccanismi, tra cui la mediazione, che possono contribuire

meglio e tempestivamente alla risoluzione della controversia conformemente alle disposizioni dell'articolo 8.

Esse ne informano quanto prima le parti. Se dopo quattro mesi la controversia non è risolta, se non è stato

adito un organo giurisdizionale e a richiesta di una delle parti, le competenti autorità nazionali di

regolamentazione coordinano i loro sforzi per giungere ad una soluzione della controversia, in conformità delle

disposizioni di cui all'articolo 8.

4. La procedura di cui al paragrafo 2 non preclude alle parti la possibilità di adire un organo giurisdizionale.

Art. 22. Comitato

1. La Commissione è assistita da un comitato (in prosieguo "il comitato per le comunicazioni").

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione

1999/468/CE.

3. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione

1999/468/CE, in osservanza dell'articolo 8 della stessa.

Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.

4. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.

Art. 23. Scambio di informazioni

1. La Commissione fornisce tutte le pertinenti informazioni, al comitato per le comunicazioni sull'esito delle

consultazioni periodiche con i rappresentanti degli operatori di rete, dei fornitori di servizi, degli utenti, dei

consumatori, dei produttori e dei sindacati, oltre che con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali.

2. Il comitato per le comunicazioni, tenendo nel debito conto la politica della Comunità nel settore delle

comunicazioni elettroniche, promuove lo scambio di informazioni fra gli Stati membri e fra questi e la

Commissione sulla situazione e sull'attività delle autorità di regolamentazione nel settore delle reti e dei servizi

di comunicazione elettronica.

Art. 24. Pubblicazione di informazioni

1. Gli Stati membri provvedono affinché vengano rese pubbliche informazioni aggiornate relative

all'applicazione della presente direttiva e delle direttive particolari, secondo modalità che garantiscano a tutte

le parti interessate di accedere agevolmente a tali informazioni. Essi provvedono alla pubblicazione, nelle

rispettive Gazzette ufficiali, di un avviso che precisa come e dove tali informazioni sono pubblicate. Il primo di

questi avvisi è pubblicato anteriormente alla data di applicazione di cui all'articolo 28, paragrafo 1, secondo

comma, successivamente un nuovo avviso è pubblicato ogniqualvolta le informazioni in questione siano

modificate.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo integrale della direttiva n. 02/21/CE che contiene il quadro normativo comune relativo alla disciplina delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Cardarelli Francesco.

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