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Rischio, emergenza e crisi: l'approccio della sociologia

Il rischio nelle scienze sociali e la crisi della modernità: la

perdita di fiducia nella razionalità e nella scienza, la

preoccupazione per l'ambiente.

Max Weber e il rischio: assunzione del rischio oltre la

banalità quotidiana, eliminazione del rischio entro la

banalità quotidiana

Incremento delle probabilità di accadimento di eventi

dannosi. Incapacità d controllo delle dinamiche globali.

Assenza di ideologie – guida per superare le incertezze.

UNA SOCIETA’ POST-MODERNA ?

Crisi della modernità

(F. Lyotard, 1985)

Caduta delle ideologie

Crisi della scienza

Delocalizzazione produttiva

Incertezza

Fine della Storia

Ulrich Beck e la società del rischio

- La società industriale avanzata è contrassegnata da:

- crisi delle certezze scientifiche, sociali, ideologiche

- un policentrismo socioculturale che mina l'autorità delle istituzioni ma anche la

fondatezza di qualsiasi punto di riferimento.

Questa situazione genera disorientamento, perdita di controllo della realtà, che si

ritraducono in una condizione di debolezza, e quindi di “rischio”.

- La postmodernità è una "società del rischio“: caratterizzata da una serie di rischi sia

individuali che globali che derivano dalla complessità sociale e dalle sue multiformi

manifestazioni.

- I rischi globali: rischi ambientali (l’effetto serra e le sue conseguenze metereologiche),

rischi bellici (il terrorismo internazionale), rischi alimentari (il problema della “mucca

pazza” o degli organismi geneticamente modificati), rischi nucleari (Chernobyl), rischi

sociali (sommosse, fame, persecuzioni politiche e religiose) rischi sanitari (AIDS, H5N1 e

SARS) emergono dalle condizioni stesse dello sviluppo post-industriale e che

costringono ad una revisione dell'idea sostanzialmente ottimista e positiva del

modernismo.

- Il rischio come segno distintivo e misura dell'incertezza dell'età post-moderna: i rischi

sociali, politici, ecologici e individuali eludono progressivamente il controllo delle

istituzioni protettive della società industriale.

- La velocità con cui si susseguono le innovazioni, ma anche l’estendersi del

numero degli eventi che possono essere considerati “critici” per gli equilibri internazionali,

non consentono alla società di rispondere tempestivamente in modo appropriato, né di

controllarne gli effetti.

Rischio, emergenza e crisi: l'approccio della sociologia

Sennet: paradossale condizione di paura nelle soc.

ipertecnologiche a causa del rischio.

Le Breton: “una società ossessionata dalla sicurezza e

continuamente preoccupata dalla prevenzione”

Bauman: rischio elimento costante della condizione

umana

Luhmann: centralità del rischio nelle società orientate al

futuro – la pianificazione dell'incertezza e l'abbandono dei

dogmi razionalisti. Il passaggio da rischio esterno a

rischio interno determinato dagli individui.

Rischio, emergenza e crisi: l'approccio della sociologia

Il dibattito sociologico sul rischio:

Distinzione tra: 1. analisi oggettiva del rischio,

statisticamente misurabile e 2. analisi culturale,

comunicativa e percettiva del rischio.

Mary Douglas (antropologa britannica): il rischio dipende

dalla cultura di appartenenza ed è, quindi un costrutto

sociale. (critiche = il rischio può essere anche positivo,

eccessiva enfasi funzionalista)

Gli effetti della globalizzazione: dispersione del rischio,

dispersione e frammentazione degli interessi collettivi,

maggiori difficoltà di comprensione e valutazione del

rischio

Rischio, emergenza e crisi: l'approccio della sociologia

La risk society successore della postmodernità

Beck: critica la rottura tra sistema sociale e natura –

sviluppo attuale fuori controllo e a spese dell'ambiente;

primarietà del rischio ambientale

Vulnerabilità: carattere di un sistema socio-culturale di

fronte a un determinato rischio

B & B: rischio e incertezza

Il contributo essenziale di Beck e Bauman nell'analisi della

società del rischio

Beck: società del rischio e società delle incertezze su

ambiente, salute, alimentazione, lavoro.....

Significati di rischio: a) rischio calcolabile, rilevabile – b)

rischio non misurabile relativo a rischi sconosciuti

Rischio come razionalizzazione della paura: è una scelta

legata al progresso opposta al vecchio “destino

ineluttabile”. Le fonti di rischio sono aumentate perchè gli

strumenti attuali non si adattano alal complessità del

mondo globale. B & B: rischio e incertezza

Beck e il manufactured risk: la matrice umana dell'azione è

fondamentale nella percezione e nelle conseguenze del rischio; il

carattere di rischiosità non è univoco, ma dipende dal contesto

culturale colpito. Lo shock e la frustrazione di fronte al rischio inatteso

e non contrastabile tecnologicamente

Il rischio democratico: oltre classe e ceto, l'amplificazione del rischio

coinvolge tutti senza distinzioni. Ma è proprio vero? Esistono anche

nuiove disuguaglianze rispetto al rischio: neo-proletariato globale nei

centri industriali del terzo mondo. Miseria economica e cecità di fronte

al rischio sono processi paralleli.

Disuguaglianza del rischio standardizzata: trasferimento produzioni

rischiose nel terzo mondo – l'effetto boomerang verso i paesi ricchi

B & B: rischio e incertezza

Per Beck la scena della vita nella società del rischio è dominata da

rischi individuali e rischi collettivi.

Le vecchie categorie sociologiche (famiglia, classe, piena

occupazione) sono depotenziate di fronte alla società dell'incertezza in

cui tutto è instabile. Nel mare di incertezza i soggetti navigano a vista.

La libertà piena, per Beck, si raggiunge con la comunità politica, un

organo capace di rinnovare i patti di solidarietà tra individui messi in

crisi dalla deregulation del mercato globale.

Bauman: la globalizzazione produce l'effimero, l'instabile e il precario.

La modernità obbligava ad acquisire sicurezza a scapito della libertà

individuale, la postmodernità non coniuga ricerca del piacere

individuale con un livello accettabile di sicurezza

Baumann e la modernità liquida

Modernità pesante legata a un territorio, modernità liquida svincolata dalle sovranità

-Globalizzazione = compressione del tempo e dello spazio che divide gli individui in due categorie

operando una stratificazione sociale su scala planetaria tra ricchi e globalizzati e poveri e localizzati.

Globalizzati: possibilità di movimento fisico e virtuale

Localizzati: stanzialità forzata

Cause e conseguenze:

sviluppi della tecnica nei campi del trasporto e dell’informazione riducono le distanze e

garantiscono mobilità senza precedenti;

si crea una nuova elite mondiale fondata sulla mobilità (elite mobili). I localizzati sono

ineluttabilmente legati al territorio.

I globalizzati vivono nel tempo e annullano lo spazio, i localizzati vivono nello spazio e non

possono controllare il tempo.

Per Baumann essere localizzati nel mondo contemporaneo equivale a degrado e

inferiorità sociale

I proprietari assenti

-le nuove elite fondate sulla mobilità sono indipendenti dai poteri territoriali e non hanno

responsabilità nei confronti della dimensione locale.

-Nella modernità pesante esisteva un rapporto tra capitale e lavoro locale, tra hardware,

ricchezza e territorio; nella modernità liquida questa relazione è spezzata

- Le nuove elite mobili sono deresponsabilizzate potendo investire ovunque, spostando i capitali

a seconda della convenienza, e sfuggendo al potenziale conflitto con le comunità locali.

B & B: rischio e incertezza

Bauman e il catalogo delle paure moderne: l'immigrato,

l'inadeguatezza, la flessibilità, l'assenza di nuoce sensazioni.

L'abbattimento della protezione sociale per le classi meno abbienti.

Libertà, differenza e solidarietà.

Transitorietà e fugacità di ogni aspetto della vita nella modernità

liquida. Società di esseri anonimi e fugaci. Fine delle istituzioni garanti

della certezza: scuola, ospedale, esercito – le certezze non vengono

più dall'esterno ma devono essere cercate dall'individuo

I sette aspetti della globalizzazione del rischio

1. intensità – rischio letale per tutta l'umanità (es. guerra nucleare)

2. aumento eventi contingenti per l'individuo (es. div. Mondiale del lav.)

3. rischio da natura socializzata (sapere applicato all'ambiente)

4. rischio istituzionalizzato (es. i mercati di investimento)

5. consapevolezza del rischio: le lacune sono colmabili solo col sapere

6. essenza diffusa del rischio: rischi noti collettivamente a molti indiv.

7. limiti del sapere esperto: nessun sistema è in grado di prevenire

completamente i rischi che genera.

Società del rischio e comunicazione del rischio

- La comunicazione di crisi è una variabile fondamentale: la captazione

del consenso e la partecipazione informata sono cruciali.

-la confusione tra inquinamento e rischi di incidente è un elemento

cruciale della preoccupazione diffusa per il degrado ambientale

- aumento della domanda di informazione sulle ricadute ambientali

della tecnologia connesso a eventi chiari (Chernobyl, Fukushima,

Bhopal) e timori legati alla sfiducia nella scienza

- richiesta di maggiore partecipazione nelle localistiche, rivolta a attori

politici globali e locali

- richiesta di una più equa ripartizione di rischi e benefici mobilitazione

e effetto nimby

Società del rischio e comunicazione di crisi ed emergenza

- dilagante sfiducia verso le istituzioni in materia di sviluppo,

tecnologia e ambiente

- La comunicazione del rischio tende a enfatizzare le questioni

ambientali con propensione solo allarmistica e raramente informativa

- il termine “rischioso” è eccessivamente dipendente da fattori culturali

e poco contestualizzato e sottoposto ad analisi informative

La sociologia della crisi

- distinzione importante: a) disastro = calamità naturale, imprevista e

improvvisa che colpendo un sistema sociale produce un danno

osservabile; b) emergenza = si riferisce a eventi repentini, ma

prevedibili, sia legati alla natura che all'uomo che, perdurando

generano una crisi.

- l'emergenza non è solo il contrario della normalità (a volte può

tramutarsi nella normalità) - può esistere sia a livello micro che macro

anche se la sociologia si occupa di emergenze di massa – il carattere

dell'emergenza consente lo sviluppo del crisis mangement

- accezioni di emergenza: frequentista, se riferita ad un evento ad alta

probabilità di manifestazione – non normale, se riferita ad un evento

raro

La sociologia della crisi e il contesto culturale

- gli effetti della crisi sono già insiti nel sistema sociale colpito (es. terremoto in

California o in Italia) cambiando la quotà di vulnerabilità da contesto a

contesto. La prevenzione dovrebbe proprio ridurre tale quota.

- Es. di vulnerabilità nella differenza tra curva della domanda di sostegno e

risposta in campo sanitario in situazioni di emergenza (modello a onde). La

capacità di resistere a onde di domanda in successione è fondamentale per

soddisfare la crescita dei bisogni nel tempo (es. trasferimento in ospedali

circostanti di vittime dopo un terremoto)

- Rischio = Danno * probab/tempo formula gravata da linearità nel rapporto tra

danno e intensità

- Rischio = Probab * Intensità * Vulnerabilità formula che tiene conto delle

condizioni di risposta sistemica

La prevenzione, un'azione sociale, consente di ridefinire il concetto di rischio

La prevenzione e la risposta sistemica

- Modello di Thom: quando la crisi diventa catastrofe si ha una

mutazione morfogenetica che cambia in modo sostanziale il

sistema colpito (es. il nucleare in Giappone dopo il disastro di

Fukushima). Il crisis management DEVE tentare di ridurre al

massimo questo effetto. - E' molto difficile sul piano empirico

verificare quando e come si producono cambiamenti sostanziali –

Difficile identificare fattori chiave che consentano di descrivere il

fenomeno

Thom, tuttavia evidenzia: a) fare ogni sforzo possibile per evitare

cambiamenti morfogenetici b) fare attenzione a delle conseguenze

che possono essere positive (rafforzamento della coesione) per il

sistema sociale colpito

Morin addirittura ha auspicato la nascita della crisiologia come

branca sociologica specifica capace di studiare i mutamenti

sociali avviati da crisi o catastrofi


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Comunicazione delle istituzioni politiche[/b] tenuto dal prof. Anzera. Qui di seguito gli argomenti trattati: istituzioni e crisis management; Ulrich Beck e la società del rischio; Bauman e la modernità liquida; la comunicazione del rischio; i media e la comunicazione di crisi; strategie e comunicazione d'emergenza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione de pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di COMUNICAZIONE DELLE ISTITUZIONI POLITICHE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Anzera Giuseppe.

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