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Commento poteri Presidente Corte dei Conti

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta le massime delle sentenze n. 30 e 355 emessa dalla Corte Costituzionale rispettivamente, nel 2011 e nel 2010 relative ai poteri... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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Sono inammissibili, per il carattere ancipite della prospettazione e l’insufficiente

motivazione in ordine alla rilevanza, le questioni di legittimità costituzionale dell’art.

17, comma 30° ter, secondo, terzo e quarto periodo, d.l. 1° luglio 2009 n. 78, convertito,

con modificazioni, in l. 3 agosto 2009 n. 102, modificato dall’art. 1, 1° comma, lett. c),

n. 1, d.l. 3 agosto 2009 n. 103, convertito, con modificazioni, in l. 3 ottobre 2009 n. 141,

nella parte in cui prevede che l’azione per il risarcimento del danno erariale

all’immagine delle pubbliche amministrazioni può essere esercitata soltanto quando sia

intervenuta sentenza penale irrevocabile di condanna per i delitti previsti nel capo I,

titolo II, libro II c.p., la prescrizione è sospesa fino alla conclusione del

procedimento penale ed è nullo qualunque atto istruttorio o processuale compiuto in

violazione di tali previsioni, salvo sia stata già pronunciata sentenza anche non

definitiva alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, in

riferimento agli art. 3, 24, 1° comma, 54, 81, 4° comma, 97, 1° comma, 103, 2° comma

e 111 Cost. (3).

E’ inammissibile, per carente descrizione della fattispecie, la questione di legittimità

costituzionale dell’art. 17, comma 30° ter, quarto periodo, d.l. 1° luglio 2009 n. 78,

convertito, con modificazioni, in l. 3 agosto 2009 n. 102, modificato dall’art. 1, 1°

comma, lett. c), n. 1, d.l. 3 agosto 2009 n. 103, convertito, con modificazioni, in l. 3

ottobre 2009 n. 141, nella parte in cui prevede la nullità di qualunque atto istruttorio o

processuale compiuto in violazione del divieto dell’esercizio dell’azione per il

risarcimento del danno erariale all’immagine delle pubbliche amministrazioni prima

che sia intervenuta sentenza penale irrevocabile di condanna per i delitti previsti nel

capo I, titolo II, libro II c.p. , in riferimento agli art. 3, 24, 103 e 111 Cost. (4).

E’ inammissibile, per difetto di motivazione in ordine alla rilevanza ed alla non manifesta

infondatezza, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17, comma 30° ter,

quarto periodo, d.l. 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, in l. 3 agosto

2009 n. 102, modificato dall’art. 1, 1° comma, lett. c), n. 1, d.l. 3 agosto 2009 n. 103,

convertito, con modificazioni, in l. 3 ottobre 2009 n. 141, nella parte in cui prevede la

nullità di qualunque atto istruttorio o processuale compiuto in violazione del divieto

dell’esercizio dell’azione per il risarcimento del danno erariale all’immagine delle

pubbliche amministrazioni prima che sia intervenuta sentenza penale irrevocabile di

condanna per i delitti previsti nel capo I, titolo II, libro II c.p., in riferimento agli art. 3,

24, 103 Cost. (5).

Sono inammissibili, in quanto il giudice a quo non ha dimostrato di aver sperimentato la

possibilità di una interpretazione costituzionalmente conforme delle disposizioni

impugnate, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 17, comma 30° ter, secondo

e terzo periodo, d.l. 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, in l. 3 agosto

2009 n. 102, modificato dall’art. 1, 1° comma, lett. c), n. 1, d.l. 3 agosto 2009 n. 103,

convertito, con modificazioni, in l. 3 ottobre 2009 n. 141, nella parte in cui prevede che

l’azione per il risarcimento del danno erariale all’immagine delle pubbliche

amministrazioni può essere esercitata soltanto quando sia intervenuta sentenza penale

3 prof. Giorgio Costantino

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irrevocabile di condanna per i delitti previsti nel capo I, titolo II, libro II c.p., e la

prescrizione è sospesa fino alla conclusione del procedimento penale, in riferimento

all’art. 3 Cost., (6).

Sono infondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 17, comma 30° ter,

secondo e terzo periodo, d.l. 1° luglio 2009 n. 78, convertito, con modificazioni, in l. 3

agosto 2009 n. 102, modificato dall’art. 1, 1° comma, lett. c), n. 1, d.l. 3 agosto 2009 n.

103, convertito, con modificazioni, in l. 3 ottobre 2009 n. 141, nella parte in cui prevede

che l’azione per il risarcimento del danno erariale all’immagine delle pubbliche

amministrazioni può essere esercitata soltanto quando sia intervenuta sentenza penale

irrevocabile di condanna per i delitti previsti nel capo I, titolo II, libro II c.p., e la

prescrizione è sospesa fino alla conclusione del procedimento penale, in riferimento

agli art. 2, 3, 24, 25, 54, 77, 81, 97, 103, e 113 Cost. (7).

(1-2) L’art. 42, co. 2°, l. 18 giugno 2009, n. 69, ha aggiunto all’art. 1, co. 7°, d.l. 15

novembre 1993, n. 453, conv. in l. 14 gennaio 1994, n. 19, i seguenti periodi: «Il presidente

della Corte può disporre che le sezioni riunite si pronuncino sui giudizi che presentano una

questione di diritto già decisa in senso difforme dalle sezioni giurisdizionali, centrali o

regionali, e su quelli che presentano una questione di massima di particolare importanza.

Se la sezione giurisdizionale, centrale o regionale, ritiene di non condividere il principio di

diritto enunciato dalle sezioni riunite, rimette a queste ultime, con ordinanza motivata, la

decisione del giudizio».

Hanno dubitato della legittimità costituzionale di questa disposizione le stesse Sezioni

riunite della Corte dei conti, alle quali era stato deferito l’esame di alcune questioni relative

alla interpretazione dell’art. 17, co. 30° ter, d.l. 1° luglio 2009, n. 78, conv. in l. 3 agosto

2009, n. 102, modificato dall’art. 1, co. 1°, lett. c), n. 1, d.l. 3 agosto 2009, n. 103, conv. in

l. 3 ottobre 2009, n. 141, oggetto della seconda pronuncia in epigrafe.

Tali questioni riguardavano dieci giudizi pendenti innanzi alla terza sezione centrale

d’appello della Corte dei conti: sette instaurati dalla procura regionale per il Lazio, due

dalle parti private ed uno dalla procura regionale per le Marche.

La Corte costituzionale ha conseguentemente negato l’ammissibilità delle questioni di

legittimità sollevate in riferimento al potere del presidente di deferire alle Sezioni riunite le

questioni di particolare importanza che emergano nel corso di giudizi pendenti in primo

grado.

Ha, invece, dichiarato infondato il dubbio di legittimità costituzionale in riferimento alle

questioni di massima di particolare importanza che emergano nel corso di giudizi pendenti

in appello.

Vuoi l’ordinanza di rimessione, vuoi la motivazione della pronuncia in epigrafe

pongono a confronto la disposizione incriminata con gli artt. 374 c.p.c. e 99 cod. proc.

amm., per i quali il primo presidente della Corte di cassazione e il presidente del Consiglio

di Stato possono deferire, rispettivamente, alle sezioni unite della prima e all’adunanza

plenaria del secondo le questioni sulle quali si sia manifestato un contrasto e quelle di

particolare importanza. La Corte richiama anche l’art. 17, co. 31°, d.l. 1° luglio 2009, n.

78, conv., in l. 3 agosto 2009, n. 102, che, nel diverso ambito della funzione di controllo,

4 prof. Giorgio Costantino

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prevede che il Presidente della Corte possa «disporre che le Sezioni riunite adottino

pronunce di orientamento generale sulle questioni risolte in maniera difforme dalle sezioni

regionali di controllo nonché sui casi che presentano una questione di massima di

particolare rilevanza».

In riferimento all’art. 374 c.p.c., anche nel contesto del giudizio di legittimità rinnovato

dalla riforma del 2009, sui criterii in base ai quali il primo presidente può selezionare i

ricorsi, che dovrebbero essere «obiettivi e predeterminati», ai sensi dell’art. 7 ter r.d. 30

gennaio 1941, n. 12, aggiunto dall’art. 4, d.p.r. 22 settembre 1988, n. 449, cfr., anche per

ulteriori indicazioni, A. G , L’assegnazione del ricorso e lo svolgimento dell’udienza,

IUSTI

in G. I e U. M (a cura di), Il nuovo giudizio di cassazione ,

2

ANNIRUBERTO ORCAVALLO

Milano, 2010, 428; A. C , La corte costituzionale e il ricorso per cassazione quale

ARRATTA

«nucleo essenziale» del «giusto processo regolato dalla legge»: un monito per il

legislatore ordinario, in Giur. it., 2010, 627; G. C , Il nuovo processo in

OSTANTINO

Cassazione, in Foro it., 2009, V, 301; S. C , Pronuncia a sezioni unite, in F.

APORUSSO

C (a cura di), La riforma del giudizio di cassazione, Padova, 2009, 229; G.

IPRIANI

P , Il nuovo ruolo delle Sezioni Unite, in G. I e U. M (a

RESTIPINO ANNIRUBERTO ORCAVALLO

cura di), Il nuovo giudizio di cassazione, Milano, 2007, 66; v. anche F. C , La

IPRIANI

riforma della decisione dei ricorsi per la giurisdizione e per altri motivi, in Riv. dir. proc.,

2009, 2. V. anche R. R , Il giudice precostituito per legge fra diritto del cittadino e

OMBOLI

tutela dell’indipendenza interna della magistratura, A. I , Sistema tabellare e

ACOBONI

conseguenze delle sue violazioni, G. D L Diritti delle parti e inosservanze tabellari,

E UCA

G. C , La disciplina dell’assegnazione dei magistrati in applicazione

AMPANELLI

nell’ambito del sistema tabellare, in La disciplina tabellare degli organi giudiziari:

fondamento costituzionale, applicazioni e rimedi alle violazioni, in Foro it., 2009, V, 105.

In riferimento alla presunta violazione dell’art. 24 Cost., la motivazione della decisione

in epigrafe rileva che «non si comprende, a prescindere dalla genericità della censura

prospettata, la ragione per la quale la previsione del potere di deferimento attribuito al

Presidente della Corte dei conti possa recare un vulnus al diritto di difesa».

Per quanto riguarda, poi, la denunciata violazione del principio del giudice naturale

precostituito per legge ai sensi dell’art. 25 Cost., la Corte ha premesso che «è escluso […]

che venga qui in rilievo la stessa possibilità di esercizio del potere di deferimento

presidenziale con riferimento a giudizi pendenti davanti agli organi di primo grado della

magistratura contabile». Ha, quindi, richiamato la propria giurisprudenza per la quale il

principio di precostituzione del giudice naturale non può operare nella ripartizione, tra

sezioni interne, «dei compiti e delle attribuzioni» spettanti ad un determinato ordine

giurisdizionale.

La sentenza che si annota, pertanto, lascia impregiudicata la questione sollevata a

sproposito dalle Sezioni riunite della Corte dei conti, in riferimento al potere del Presidente

delle stesse di avocare d’ufficio i giudizi, pendenti in primo grado, che implichino una

«questione di diritto già decisa in senso difforme dalle sezioni giurisdizionali», ovvero

«una questione di massima di particolare importanza».

5 prof. Giorgio Costantino

D I (A – L)

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(3-7) Delle numerose ordinanze di rimessione dell’art. 17, co. 30° ter, d.l. 1° luglio

2009, n. 78, conv. in l. 3 agosto 2009, n. 102, modificato dall’art. 1, co. 1°, lett. c), n. 1, d.l.

3 agosto 2009, n. 103, conv. in l. 3 ottobre 2009, n. 141, quella della sez. giur. Campania,

27 ottobre 2009, si legge, unitamente a Corte conti, sez. giur. Lazio, 9 ottobre e 28

settembre 2009, che hanno applicato la normativa sopravvenuta ai giudizi pendenti,

dichiarando la nullità dell’attività processuale compiuta in precedenza, in Foro it., 2010, I,

30, con nota di G. C , Il p.m. contabile può agire, ma non può indagare.

OSTANTINO

La disposizione censurata subordina l’esercizio dell’azione di responsabilità per danno

erariale all’immagine della p.a., alla pronuncia di una sentenza penale irrevocabile di

condanna per i delitti previsti nel capo I, titolo II, libro II c.p., sospende il corso della

prescrizione fino alla conclusione del procedimento penale e sanziona con la nullità

qualunque atto istruttorio o processuale compiuto in violazione di tali previsioni.

Secondo la Corte si tratta di scelte politiche, insindacabili nel giudizio di legittimità

costituzionale, ai sensi dell’art. 28 l. 11 marzo 1953, n. 87.

La decisione in epigrafe appare destinata a rinverdire il dibattito sviluppatosi sulle

pronunce delle Sezioni Unite sul danno non patrimoniale e sulla portata precettiva dell’art.

2059 c.c.: Cass., ss.uu., 11 novembre 2008, [n. 26972] n. 26973 [n. 26974 e n. 26975], in

Foro it., 2009, I, 120, con note di P , P , S , P , e

ALMIERI ARDOLESI IMONE ONZANELLI

N ; in Giur. it., 2009, 61, 317, con nota di T , e 1380 con nota di

AVARRETTA OMARCHIO

V ; in Giust. civ., 2009, I, 913, con nota di R ; in Corriere giur., 2009, 48; in

IZIOLI OSSETTI

Nuova giur. civ., 2009, I, 102, con note di N , P , B , D

AVARETTA ONZANELLI ARGELLI I

M e C ; in Dir. e giur., 2008, 526, con nota di P M D L ;

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in Guida al dir., 2008, fasc. 47, 18, con nota di D C ; in Riv. dir. civ., 2009,

ALIA E OMANDÈ

II, 97, con nota di B ; in Rass. dir. civ., 2009, 499, con note di P e

USNELLI ERLINGIERI

T ; in Riv. dir. comm., 2009, II, 43, con nota di S ; in Danno e resp., 2009, 19,

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con note di P M D L , L e S ; in La responsabilità civile,

ROCIDA IRABELLI I AURO ANDINI GANGA

2009, 13, con note di F , Z , B , F , F e P ; in Resp.

RANZONI ACCARIA ILOTTA ACCI ILIPPI ARTISANI

e risarcimento, 2008, fasc. 11, 14, con note di R e M ; in Assicurazioni, 2009,

ODOLFI ARTINI

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OMPEI USSONI OSSETTI

assicuraz., 2008, 821, con nota di H ; in Arch. circolaz., 2009, 25, con nota di B ;

AZAN ONA

in Riv. it. dir. lav., 2009, II, 465, con nota di S e D P ; in Riv. critica

COGNAMIGLIO EL UNTA

dir. lav., 2008, 1211, con nota di M ; in Riv. giur. lav., 2009, II, 74, con nota di

ALZANI

F , in Mass. giur. lav., 2009, 49, con note di C , V e B ’U ;

ABBRI INQUE ALLEBONA IANCHI D RSO

in Dir. mercato lav., 2008, 254, con note di M e M ; in Lavoro e prev. oggi,

ARCHESE OLÈ

2009, 679, con nota di C ; in Notiziario giurisprudenza lav., 2009, 107; in Dir.

OLUCCI

famiglia, 2009, 73, con nota di G ; in Famiglia e dir., 2009, 113, con nota di F ;

AZZONI ACCI

in Dir. comunitario scambi internaz., 2009, 793, con note di V e F ; in

IGLIANISI ERRARO

Immobili & dir., 2009, fasc. 1, 36, con nota di C ; in Riv. it. medicina legale, 2009,

ELESTE

179, con nota di B , 451, con note di B , F e B ; in Ragiusan, 2009, fasc.

UZZI ARNI IORI ONA

299, 212.

La Corte, liberato il campo dalle questioni inammissibili ed irrilevanti, ha salvato la

disposizione censurata, affermando che «la formulazione della disposizione non consente

di ritenere che, in presenza di fattispecie distinte da quelle espressamente contemplate dalla

6 prof. Giorgio Costantino

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta le massime delle sentenze n. 30 e 355 emessa dalla Corte Costituzionale rispettivamente, nel 2011 e nel 2010 relative ai poteri del Presidente della Corte dei Conti. Alle massime segue un commento del Prof. Costantino.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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