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individuarlo forfettariamente in relazione al caso in cui i dati sono trattati con

strumenti elettronici e la risposta è fornita oralmente. Con il medesimo

provvedimento il Garante può prevedere che il contributo possa essere

chiesto quando i dati personali figurano su uno speciale supporto del quale è

richiesta specificamente la riproduzione, oppure quando, presso uno o più

titolari, si determina un notevole impiego di mezzi in relazione alla

complessità o all'entità delle richieste ed è confermata l'esistenza di dati che

riguardano l'interessato.

9. Il contributo di cui ai commi 7 e 8 è corrisposto anche mediante

versamento postale o bancario, ovvero mediante carta di pagamento o di

credito, ove possibile all'atto della ricezione del riscontro e comunque non

oltre quindici giorni da tale riscontro.

Titolo III - Regole generali per il trattamento dei dati

Capo I - Regole per tutti i trattamenti

Art. 11. Modalità del trattamento e requisiti dei dati

1. I dati personali oggetto di trattamento sono:

a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;

b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati

in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi;

c) esatti e, se necessario, aggiornati;

d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono

raccolti o successivamente trattati;

e) conservati in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per

un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali

essi sono stati raccolti o successivamente trattati.

2. I dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di

trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati.

Art. 12. Codici di deontologia e di buona condotta

1. Il Garante promuove nell'ambito delle categorie interessate, nell'osservanza

del principio di rappresentatività e tenendo conto dei criteri direttivi delle

raccomandazioni del Consiglio d'Europa sul trattamento di dati personali, la

sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per determinati

settori, ne verifica la conformità alle leggi e ai regolamenti anche attraverso

l'esame di osservazioni di soggetti interessati e contribuisce a garantirne la

diffusione e il rispetto.

2. I codici sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a

cura del Garante e, con decreto del Ministro della giustizia, sono riportati

nell'allegato A) del presente codice.

3. Il rispetto delle disposizioni contenute nei codici di cui al comma 1

costituisce condizione essenziale per la liceità e correttezza del trattamento

dei dati personali effettuato da soggetti privati e pubblici.

4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche al codice di

deontologia per i trattamenti di dati per finalità giornalistiche promosso dal

Garante nei modi di cui al comma 1 e all’articolo 139.

Art. 13. Informativa

1. L'interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali sono

previamente informati oralmente o per iscritto circa:

a) le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati;

b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;

c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;

d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere

comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di responsabili o

incaricati, e l'ambito di diffusione dei dati medesimi;

e) i diritti di cui all'articolo 7;

f) gli estremi identificativi del titolare e, se designati, del rappresentante nel

territorio dello Stato ai sensi dell'articolo 5 e del responsabile. Quando il

titolare ha designato più responsabili è indicato almeno uno di essi, indicando

il sito della rete di comunicazione o le modalità attraverso le quali è

conoscibile in modo agevole l'elenco aggiornato dei responsabili. Quando è

stato designato un responsabile per il riscontro all'interessato in caso di

esercizio dei diritti di cui all'articolo 7, è indicato tale responsabile.

2. L'informativa di cui al comma 1 contiene anche gli elementi previsti da

specifiche disposizioni del presente codice e può non comprendere gli

elementi già noti alla persona che fornisce i dati o la cui conoscenza può

ostacolare in concreto l'espletamento, da parte di un soggetto pubblico, di

funzioni ispettive o di controllo svolte per finalità di difesa o sicurezza dello

Stato oppure di prevenzione, accertamento o repressione di reati.

3. Il Garante può individuare con proprio provvedimento modalità

semplificate per l'informativa fornita in particolare da servizi telefonici di

assistenza e informazione al pubblico.

4. Se i dati personali non sono raccolti presso l'interessato, l'informativa di

cui al comma 1, comprensiva delle categorie di dati trattati, è data al

medesimo interessato all'atto della registrazione dei dati o, quando è prevista

la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione.

5. La disposizione di cui al comma 4 non si applica quando:

a) i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un

regolamento o dalla normativa comunitaria;

b) i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di

cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o

difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati

esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro

perseguimento;

c) l'informativa all'interessato comporta un impiego di mezzi che il Garante,

prescrivendo eventuali misure appropriate, dichiari manifestamente

sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si riveli, a giudizio del

Garante, impossibile.

Art. 14. Definizione di profili e della personalità dell'interessato

1. Nessun atto o provvedimento giudiziario o amministrativo che implichi

una valutazione del comportamento umano può essere fondato unicamente su

un trattamento automatizzato di dati personali volto a definire il profilo o la

personalità dell'interessato.

2. L'interessato può opporsi ad ogni altro tipo di determinazione adottata sulla

base del trattamento di cui al comma 1, ai sensi dell'articolo 7, comma 4,

lettera a), salvo che la determinazione sia stata adottata in occasione della

conclusione o dell'esecuzione di un contratto, in accoglimento di una

proposta dell'interessato o sulla base di adeguate garanzie individuate dal

presente codice o da un provvedimento del Garante ai sensi dell'articolo 17.

Art. 15. Danni cagionati per effetto del trattamento

1. Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati

personali è tenuto al risarcimento ai sensi dell'articolo 2050 del codice civile.

2. Il danno non patrimoniale è risarcibile anche in caso di violazione

dell'articolo 11.

Art. 16. Cessazione del trattamento

1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, di un trattamento i dati sono:

a) distrutti;

b) ceduti ad altro titolare, purchè destinati ad un trattamento in termini

compatibili agli scopi per i quali i dati sono raccolti;

c) conservati per fini esclusivamente personali e non destinati ad una

comunicazione sistematica o alla diffusione;

d) conservati o ceduti ad altro titolare, per scopi storici, statistici o scientifici,

in conformità alla legge, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai

codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell'articolo 12.

2. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dal comma 1, lettera

b), o di altre disposizioni rilevanti in materia di trattamento dei dati personali

è priva di effetti.

Art. 17. Trattamento che presenta rischi specifici

1. Il trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta

rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità

dell'interessato, in relazione alla natura dei dati o alle modalità del

trattamento o agli effetti che può determinare, è ammesso nel rispetto di

misure ed accorgimenti a garanzia dell'interessato, ove prescritti.

2. Le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono prescritti dal Garante

in applicazione dei principi sanciti dal presente codice, nell'ambito di una

verifica preliminare all'inizio del trattamento, effettuata anche in relazione a

determinate categorie di titolari o di trattamenti, anche a seguito di un

interpello del titolare.

Capo II - Regole ulteriori per i soggetti pubblici

Art. 18. Principi applicabili a tutti i trattamenti effettuati da soggetti

pubblici

1. Le disposizioni del presente capo riguardano tutti i soggetti pubblici,

esclusi gli enti pubblici economici.

2. Qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici è

consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali.

3. Nel trattare i dati il soggetto pubblico osserva i presupposti e i limiti

stabiliti dal presente codice, anche in relazione alla diversa natura dei dati,

nonché dalla legge e dai regolamenti.

4. Salvo quanto previsto nella Parte II per gli esercenti le professioni sanitarie

e gli organismi sanitari pubblici, i soggetti pubblici non devono richiedere il

consenso dell'interessato.

5. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 25 in tema di comunicazione

e diffusione.

Art. 19. Principi applicabili al trattamento di dati diversi da quelli

sensibili e giudiziari

1. Il trattamento da parte di un soggetto pubblico riguardante dati diversi da

quelli sensibili e giudiziari è consentito, fermo restando quanto previsto

dall'articolo 18, comma 2, anche in mancanza di una norma di legge o di

regolamento che lo preveda espressamente.

2. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti

pubblici è ammessa quando è prevista da una norma di legge o di

regolamento. In mancanza di tale norma la comunicazione è ammessa

quando è comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali e

può essere iniziata se è decorso il termine di cui all'articolo 39, comma 2, e

non è stata adottata la diversa determinazione ivi indicata.

3. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti

pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono

ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di

regolamento.

Art. 20. Principi applicabili al trattamento di dati sensibili

1. Il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici è consentito

solo se autorizzato da espressa disposizione di legge nella quale sono

specificati i tipi di dati che possono essere trattati e di operazioni eseguibili e

le finalità di rilevante interesse pubblico perseguite.

2. Nei casi in cui una disposizione di legge specifica la finalità di rilevante

interesse pubblico, ma non i tipi di dati sensibili e di operazioni eseguibili, il

trattamento è consentito solo in riferimento ai tipi di dati e di operazioni

identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento,

in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto

dei principi di cui all'articolo 22, con atto di natura regolamentare adottato in

conformità al parere espresso dal Garante ai sensi dell'articolo 154, comma 1,

lettera g), anche su schemi tipo.

3. Se il trattamento non è previsto espressamente da una disposizione di legge

i soggetti pubblici possono richiedere al Garante l'individuazione delle

attività, tra quelle demandate ai medesimi soggetti dalla legge, che

perseguono finalità di rilevante interesse pubblico e per le quali è

conseguentemente autorizzato, ai sensi dell'articolo 26, comma 2, il

trattamento dei dati sensibili. Il trattamento è consentito solo se il soggetto

pubblico provvede altresì a identificare e rendere pubblici i tipi di dati e di

operazioni nei modi di cui al comma 2.

4. L'identificazione dei tipi di dati e di operazioni di cui ai commi 2 e 3 è

aggiornata e integrata periodicamente.

Art. 21. Principi applicabili al trattamento di dati giudiziari

1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di soggetti pubblici è consentito

solo se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del

Garante che specifichino le finalità di rilevante interesse pubblico del

trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili.

2. Le disposizioni di cui all'articolo 20, commi 2 e 4, si applicano anche al

trattamento dei dati giudiziari.

Art. 22. Principi applicabili al trattamento di dati sensibili e giudiziari

1. I soggetti pubblici conformano il trattamento dei dati sensibili e giudiziari

secondo modalità volte a prevenire violazioni dei diritti, delle libertà

fondamentali e della dignità dell'interessato.

2. Nel fornire l'informativa di cui all'articolo 13 i soggetti pubblici fanno

espresso riferimento alla normativa che prevede gli obblighi o i compiti in

base alla quale è effettuato il trattamento dei dati sensibili e giudiziari.

3. I soggetti pubblici possono trattare solo i dati sensibili e giudiziari

indispensabili per svolgere attività istituzionali che non possono essere

adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati

personali di natura diversa.

4. I dati sensibili e giudiziari sono raccolti, di regola, presso l'interessato.

5. In applicazione dell'articolo 11, comma 1, lettere c), d) ed e), i soggetti

pubblici verificano periodicamente l'esattezza e l'aggiornamento dei dati

sensibili e giudiziari, nonché la loro pertinenza, completezza, non eccedenza

e indispensabilità rispetto alle finalità perseguite nei singoli casi, anche con

riferimento ai dati che l'interessato fornisce di propria iniziativa. Al fine di

assicurare che i dati sensibili e giudiziari siano indispensabili rispetto agli

obblighi e ai compiti loro attribuiti, i soggetti pubblici valutano

specificamente il rapporto tra i dati e gli adempimenti. I dati che, anche a

seguito delle verifiche, risultano eccedenti o non pertinenti o non

indispensabili non possono essere utilizzati, salvo che per l'eventuale

conservazione, a norma di legge, dell'atto o del documento che li contiene.

Specifica attenzione è prestata per la verifica dell'indispensabilità dei dati

sensibili e giudiziari riferiti a soggetti diversi da quelli cui si riferiscono

direttamente le prestazioni o gli adempimenti.

6. I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi, registri o banche di dati,

tenuti con l'ausilio di strumenti elettronici, sono trattati con tecniche di

cifratura o mediante l'utilizzazione di codici identificativi o di altre soluzioni

che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, li rendono

temporaneamente inintelligibili anche a chi è autorizzato ad accedervi e

permettono di identificare gli interessati solo in caso di necessità.

7. I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale sono conservati

separatamente da altri dati personali trattati per finalità che non richiedono il

loro utilizzo. I medesimi dati sono trattati con le modalità di cui al comma 6

anche quando sono tenuti in elenchi, registri o banche di dati senza l'ausilio di

strumenti elettronici.

8. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

9. Rispetto ai dati sensibili e giudiziari indispensabili ai sensi del comma 3, i

soggetti pubblici sono autorizzati ad effettuare unicamente le operazioni di

trattamento indispensabili per il perseguimento delle finalità per le quali il

trattamento è consentito, anche quando i dati sono raccolti nello svolgimento

di compiti di vigilanza, di controllo o ispettivi.

10. I dati sensibili e giudiziari non possono essere trattati nell'ambito di test

psico-attitudinali volti a definire il profilo o la personalità dell'interessato. Le

operazioni di raffronto tra dati sensibili e giudiziari, nonché i trattamenti di

dati sensibili e giudiziari ai sensi dell'articolo 14, sono effettuati solo previa

annotazione scritta dei motivi.

11. In ogni caso, le operazioni e i trattamenti di cui al comma 10, se effettuati

utilizzando banche di dati di diversi titolari, nonché la diffusione dei dati

sensibili e giudiziari, sono ammessi solo se previsti da espressa disposizione

di legge.

12. Le disposizioni di cui al presente articolo recano principi applicabili, in

conformità ai rispettivi ordinamenti, ai trattamenti disciplinati dalla

Presidenza della Repubblica, dalla Camera dei deputati, dal Senato della

Repubblica e dalla Corte costituzionale.

Capo III - Regole ulteriori per privati ed enti pubblici economici

Art. 23. Consenso

1. Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici

economici è ammesso solo con il consenso espresso dell'interessato.

2. Il consenso può riguardare l'intero trattamento ovvero una o più operazioni

dello stesso.

3. Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente e

specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se è

documentato per iscritto, e se sono state rese all'interessato le informazioni di

cui all'articolo 13.

4. Il consenso è manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda

dati sensibili.

Art. 24. Casi nei quali può essere effettuato il trattamento senza consenso

1. Il consenso non è richiesto, oltre che nei casi previsti nella Parte II, quando

il trattamento:

a) è necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un

regolamento o dalla normativa comunitaria;

b) è necessario per eseguire obblighi derivanti da un contratto del quale è

parte l'interessato o per adempiere, prima della conclusione del contratto, a

specifiche richieste dell'interessato;

c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti

conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalità che le leggi, i

regolamenti o la normativa comunitaria stabiliscono per la conoscibilità e

pubblicità dei dati;

d) riguarda dati relativi allo svolgimento di attività economiche, trattati nel

rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

e) è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un

terzo. Se la medesima finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può

prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o

per incapacità di intendere o di volere, il consenso è manifestato da chi

esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un

familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura

presso cui dimora l'interessato. Si applica la disposizione di cui all'articolo

82, comma 2;

f) con esclusione della diffusione, è necessario ai fini dello svolgimento delle

investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o,

comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre

che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo

strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della vigente

normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

g) con esclusione della diffusione, è necessario, nei casi individuati dal

Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo

interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati, anche in riferimento

all'attività di gruppi bancari e di società controllate o collegate, qualora non

prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo

interesse dell'interessato;

h) con esclusione della comunicazione all'esterno e della diffusione, è

effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non

riconosciuti, in riferimento a soggetti che hanno con essi contatti regolari o

ad aderenti, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi individuati

dall'atto costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, e con modalità di

utilizzo previste espressamente con determinazione resa nota agli interessati

all'atto dell'informativa ai sensi dell'articolo 13;

i) è necessario, in conformità ai rispettivi codici di deontologia di cui

all'allegato A), per esclusivi scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi

scopi storici presso archivi privati dichiarati di notevole interesse storico ai

sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,

di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e ambientali o,

secondo quanto previsto dai medesimi codici, presso altri archivi privati.

Art. 25. Divieti di comunicazione e diffusione

1. La comunicazione e la diffusione sono vietate, oltre che in caso di divieto

disposto dal Garante o dall'autorità giudiziaria:

a) in riferimento a dati personali dei quali è stata ordinata la cancellazione,

ovvero quando è decorso il periodo di tempo indicato nell'articolo 11, comma

1, lettera e);

b) per finalità diverse da quelle indicate nella notificazione del trattamento,

ove prescritta.

2. È fatta salva la comunicazione o diffusione di dati richieste, in conformità

alla legge, da forze di polizia, dall'autorità giudiziaria, da organismi di

informazione e sicurezza o da altri soggetti pubblici ai sensi dell'articolo 58,

comma 2, per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione,

accertamento o repressione di reati.

Art. 26. Garanzie per i dati sensibili

1. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso

scritto dell'interessato e previa autorizzazione del Garante, nell'osservanza dei

presupposti e dei limiti stabiliti dal presente codice, nonché dalla legge e dai

regolamenti.

2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione

entro quarantacinque giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a

rigetto. Con il provvedimento di autorizzazione, ovvero successivamente,

anche sulla base di eventuali verifiche, il Garante può prescrivere misure e

accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento è

tenuto ad adottare.

3. Il comma 1 non si applica al trattamento:

a) dei dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose e ai soggetti che con

riferimento a finalità di natura esclusivamente religiosa hanno contatti

regolari con le medesime confessioni, effettuato dai relativi organi, ovvero da

enti civilmente riconosciuti, sempre che i dati non siano diffusi o comunicati

fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie

relativamente ai trattamenti effettuati, nel rispetto dei principi indicati al

riguardo con autorizzazione del Garante;

b) dei dati riguardanti l'adesione di associazioni od organizzazioni a carattere

sindacale o di categoria ad altre associazioni, organizzazioni o confederazioni

a carattere sindacale o di categoria.

4. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento anche senza

consenso, previa autorizzazione del Garante:

a) quando il trattamento è effettuato da associazioni, enti od organismi senza

scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico,

religioso o sindacale, ivi compresi partiti e movimenti politici, per il

perseguimento di scopi determinati e legittimi individuati dall'atto costitutivo,

dallo statuto o dal contratto collettivo, relativamente ai dati personali degli

aderenti o dei soggetti che in relazione a tali finalità hanno contatti regolari

con l'associazione, ente od organismo, sempre che i dati non siano

comunicati all'esterno o diffusi e l'ente, associazione od organismo determini

idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati, prevedendo

espressamente le modalità di utilizzo dei dati con determinazione resa nota

agli interessati all'atto dell'informativa ai sensi dell'articolo 13;

b) quando il trattamento è necessario per la salvaguardia della vita o

dell'incolumità fisica di un terzo. Se la medesima finalità riguarda

l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio consenso per

impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o di

volere, il consenso è manifestato da chi esercita legalmente la potestà, ovvero

da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro

assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si

applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2;

c) quando il trattamento è necessario ai fini dello svolgimento delle

investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o,

comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto, sempre

che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo

strettamente necessario al loro perseguimento. Se i dati sono idonei a rivelare

lo stato di salute e la vita sessuale, il diritto deve essere di rango pari a quello

dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della personalità o in un altro

diritto o libertà fondamentale e inviolabile;

d) quando è necessario per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti

dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria per la gestione

del rapporto di lavoro, anche in materia di igiene e sicurezza del lavoro e

della popolazione e di previdenza e assistenza, nei limiti previsti

dall'autorizzazione e ferme restando le disposizioni del codice di deontologia

e di buona condotta di cui all'articolo 111.

5. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

Art. 27. Garanzie per i dati giudiziari

1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di privati o di enti pubblici

economici è consentito soltanto se autorizzato da espressa disposizione di

legge o provvedimento del Garante che specifichino le rilevanti finalità di

interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni

eseguibili.

Titolo IV - Soggetti che effettuano il trattamento

Art. 28. Titolare del trattamento

1. Quando il trattamento è effettuato da una persona giuridica, da una

pubblica amministrazione o da un qualsiasi altro ente, associazione od

organismo, titolare del trattamento è l'entità nel suo complesso o l'unità od

organismo periferico che esercita un potere decisionale del tutto autonomo

sulle finalità e sulle modalità del trattamento, ivi compreso il profilo della

sicurezza.

Art. 29. Responsabile del trattamento

1. Il responsabile è designato dal titolare facoltativamente.

2. Se designato, il responsabile è individuato tra soggetti che per esperienza,

capacità ed affidabilità forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle

vigenti disposizioni in materia di trattamento, ivi compreso il profilo relativo

alla sicurezza.

3. Ove necessario per esigenze organizzative, possono essere designati

responsabili più soggetti, anche mediante suddivisione di compiti.

4. I compiti affidati al responsabile sono analiticamente specificati per iscritto

dal titolare.

5. Il responsabile effettua il trattamento attenendosi alle istruzioni impartite

dal titolare il quale, anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale

osservanza delle disposizioni di cui al comma 2 e delle proprie istruzioni.

Art. 30. Incaricati del trattamento

1. Le operazioni di trattamento possono essere effettuate solo da incaricati

che operano sotto la diretta autorità del titolare o del responsabile,

attenendosi alle istruzioni impartite.

2. La designazione è effettuata per iscritto e individua puntualmente l'ambito

del trattamento consentito. Si considera tale anche la documentata

preposizione della persona fisica ad una unità per la quale è individuato, per

iscritto, l'ambito del trattamento consentito agli addetti all'unità medesima.

Titolo V - Sicurezza dei dati e dei sistemi

Capo I - Misure di sicurezza

Art. 31. Obblighi di sicurezza

1. I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi e controllati, anche in

relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura

dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al

minimo, mediante l'adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i

rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso

non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità

della raccolta.

Art. 32. Particolari titolari

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al

pubblico adotta ai sensi dell'articolo 31 idonee misure tecniche e

organizzative adeguate al rischio esistente, per salvaguardare la sicurezza dei

suoi servizi, l'integrità dei dati relativi al traffico, dei dati relativi

all'ubicazione e delle comunicazioni elettroniche rispetto ad ogni forma di

utilizzazione o cognizione non consentita.

2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede anche

l'adozione di misure che riguardano la rete, il fornitore del servizio di

comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta tali misure

congiuntamente con il fornitore della rete pubblica di comunicazioni. In caso

di mancato accordo, su richiesta di uno dei fornitori, la controversia è definita

dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni secondo le modalità previste

dalla normativa vigente.

3. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al

pubblico informa gli abbonati e, ove possibile, gli utenti, se sussiste un

particolare rischio di violazione della sicurezza della rete, indicando, quando

il rischio è al di fuori dell'ambito di applicazione delle misure che il fornitore

stesso è tenuto ad adottare ai sensi dei commi 1 e 2, tutti i possibili rimedi e i

relativi costi presumibili. Analoga informativa è resa al Garante e all'Autorità

per le garanzie nelle comunicazioni.

Capo II - Misure minime di sicurezza

Art. 33. Misure minime

1. Nel quadro dei più generali obblighi di sicurezza di cui all'articolo 31, o

previsti da speciali disposizioni, i titolari del trattamento sono comunque

tenuti ad adottare le misure minime individuate nel presente capo o ai sensi

dell'articolo 58, comma 3, volte ad assicurare un livello minimo di protezione

dei dati personali.

Art. 34. Trattamenti con strumenti elettronici

1. Il trattamento di dati personali effettuato con strumenti elettronici è

consentito solo se sono adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico

contenuto nell'allegato B), le seguenti misure minime:

a) autenticazione informatica;

b) adozione di procedure di gestione delle credenziali di autenticazione;

c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione;

d) aggiornamento periodico dell'individuazione dell'ambito del trattamento

consentito ai singoli incaricati e addetti alla gestione o alla manutenzione

degli strumenti elettronici;

e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati rispetto a trattamenti illeciti

di dati, ad accessi non consentiti e a determinati programmi informatici;

f) adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il ripristino

della disponibilità dei dati e dei sistemi;

g) tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza;

h) adozione di tecniche di cifratura o di codici identificativi per determinati

trattamenti di dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale

effettuati da organismi sanitari.

(1)

1-bis. Per i soggetti che trattano soltanto dati personali non sensibili e che

trattano come unici dati sensibili quelli costituiti dallo stato di salute o

malattia dei propri dipendenti e collaboratori anche a progetto, senza

indicazione della relativa diagnosi, ovvero dall'adesione ad organizzazioni

sindacali o a carattere sindacale, la tenuta di un aggiornato documento

programmatico sulla sicurezza è sostituita dall'obbligo di autocertificazione,

resa dal titolare del trattamento ai sensi dell'articolo 47 del testo unico di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di

trattare soltanto tali dati in osservanza delle altre misure di sicurezza

prescritte. In relazione a tali trattamenti, nonché a trattamenti comunque

effettuati per correnti finalità amministrative e contabili, in particolare presso

piccole e medie imprese, liberi professionisti e artigiani, il Garante, sentito il

Ministro per la semplificazione normativa, individua con proprio

provvedimento, da aggiornare periodicamente, modalità semplificate di

applicazione del disciplinare tecnico di cui all'Allegato B) in ordine

all'adozione delle misure minime di cui al comma 1.

(1) Comma aggiunto dall'art. 29, comma 1, del decreto legge 25 giugno 2008,

n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Art. 35. Trattamenti senza l'ausilio di strumenti elettronici

1. Il trattamento di dati personali effettuato senza l'ausilio di strumenti

elettronici è consentito solo se sono adottate, nei modi previsti dal

disciplinare tecnico contenuto nell'allegato B), le seguenti misure minime:

a) aggiornamento periodico dell'individuazione dell'ambito del trattamento

consentito ai singoli incaricati o alle unità organizzative;

b) previsione di procedure per un'idonea custodia di atti e documenti affidati

agli incaricati per lo svolgimento dei relativi compiti;

c) previsione di procedure per la conservazione di determinati atti in archivi

ad accesso selezionato e disciplina delle modalità di accesso finalizzata

all'identificazione degli incaricati.

Art. 36. Adeguamento

(1)

1. Il disciplinare tecnico di cui all'allegato B), relativo alle misure minime

di cui al presente capo, è aggiornato periodicamente con decreto del Ministro

della giustizia di concerto con il Ministro per le innovazioni e le tecnologie e

il Ministro per la semplificazione normativa, in relazione all'evoluzione

tecnica e all'esperienza maturata nel settore.

(1) Comma così modificato dall’art. 29, comma 5-bis, del decreto legge 25

giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,

n. 133.

Titolo VI - Adempimenti

Art. 37. Notificazione del trattamento

1. Il titolare notifica al Garante il trattamento di dati personali cui intende

procedere, solo se il trattamento riguarda:

a) dati genetici, biometrici o dati che indicano la posizione geografica di

persone od oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica;

b) dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, trattati a fini di

procreazione assistita, prestazione di servizi sanitari per via telematica

relativi a banche di dati o alla fornitura di beni, indagini epidemiologiche,

rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusive, sieropositività, trapianto

di organi e tessuti e monitoraggio della spesa sanitaria;

c) dati idonei a rivelare la vita sessuale o la sfera psichica trattati da

associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti,

a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale;

d) dati trattati con l'ausilio di strumenti elettronici volti a definire il profilo o

la personalità dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo,

ovvero a monitorare l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con

esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per fornire i servizi

medesimi agli utenti;

e) dati sensibili registrati in banche di dati a fini di selezione del personale

per conto terzi, nonché dati sensibili utilizzati per sondaggi di opinione,

ricerche di mercato e altre ricerche campionarie;

f) dati registrati in apposite banche di dati gestite con strumenti elettronici e

relative al rischio sulla solvibilità economica, alla situazione patrimoniale, al

corretto adempimento di obbligazioni, a comportamenti illeciti o fraudolenti.

(1)

1-bis. La notificazione relativa al trattamento dei dati di cui al comma 1 non

è dovuta se relativa all'attività dei medici di famiglia e dei pediatri di libera

scelta, in quanto tale funzione è tipica del loro rapporto professionale con il

Servizio sanitario nazionale.

(1) Comma inserito dall'art. 2-quinquies, comma 1, lett. a), del decreto legge

29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio

2004, n. 138.

2. Il Garante può individuare altri trattamenti suscettibili di recare pregiudizio

ai diritti e alle libertà dell'interessato, in ragione delle relative modalità o

della natura dei dati personali, con proprio provvedimento adottato anche ai

sensi dell'articolo 17. Con analogo provvedimento pubblicato sulla Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana il Garante può anche individuare,

nell'ambito dei trattamenti di cui al comma 1, eventuali trattamenti non

suscettibili di recare detto pregiudizio e pertanto sottratti all'obbligo di

notificazione.

3. La notificazione è effettuata con unico atto anche quando il trattamento

comporta il trasferimento all'estero dei dati.

4. Il Garante inserisce le notificazioni ricevute in un registro dei trattamenti

accessibile a chiunque e determina le modalità per la sua consultazione

gratuita per via telematica, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici

o presso il proprio Ufficio. Le notizie accessibili tramite la consultazione del

registro possono essere trattate per esclusive finalità di applicazione della

disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Art. 38. Modalità di notificazione

1. La notificazione del trattamento è presentata al Garante prima dell'inizio

del trattamento ed una sola volta, a prescindere dal numero delle operazioni e

della durata del trattamento da effettuare, e può anche riguardare uno o più

trattamenti con finalità correlate.

(1)

2. La notificazione è validamente effettuata solo se è trasmessa attraverso il

sito del Garante, utilizzando l'apposito modello, che contiene la richiesta di

fornire tutte e soltanto le seguenti informazioni:

a) le coordinate identificative del titolare del trattamento e, eventualmente,

del suo rappresentante, nonché le modalità per individuare il responsabile del

trattamento se designato;

b) la o le finalità del trattamento;

c) una descrizione della o delle categorie di persone interessate e dei dati o

delle categorie di dati relativi alle medesime;

d) i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati possono essere

comunicati;

e) i trasferimenti di dati previsti verso Paesi terzi;

f) una descrizione generale che permetta di valutare in via preliminare

l'adeguatezza delle misure adottate per garantire la sicurezza del trattamento.

(1) Comma così sostituito dall'art. 29, comma 4, del decreto legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

3. Il Garante favorisce la disponibilità del modello per via telematica e la

notificazione anche attraverso convenzioni stipulate con soggetti autorizzati

in base alla normativa vigente, anche presso associazioni di categoria e ordini

professionali.

4. Una nuova notificazione è richiesta solo anteriormente alla cessazione del

trattamento o al mutamento di taluno degli elementi da indicare nella

notificazione medesima.

5. Il Garante può individuare altro idoneo sistema per la notificazione in

riferimento a nuove soluzioni tecnologiche previste dalla normativa vigente.

6. Il titolare del trattamento che non è tenuto alla notificazione al Garante ai

sensi dell'articolo 37 fornisce le notizie contenute nel modello di cui al

comma 2 a chi ne fa richiesta, salvo che il trattamento riguardi pubblici

registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque.

Art. 39. Obblighi di comunicazione

1. Il titolare del trattamento è tenuto a comunicare previamente al Garante le

seguenti circostanze:

a) comunicazione di dati personali da parte di un soggetto pubblico ad altro

soggetto pubblico non prevista da una norma di legge o di regolamento,

effettuata in qualunque forma anche mediante convenzione;

b) trattamento di dati idonei a rivelare lo stato di salute previsto dal

programma di ricerca biomedica o sanitaria di cui all'articolo 110, comma 1,

primo periodo.

2. I trattamenti oggetto di comunicazione ai sensi del comma 1 possono

essere iniziati decorsi quarantacinque giorni dal ricevimento della

comunicazione salvo diversa determinazione anche successiva del Garante.

3. La comunicazione di cui al comma 1 è inviata utilizzando il modello

predisposto e reso disponibile dal Garante, e trasmessa a quest'ultimo per via

telematica osservando le modalità di sottoscrizione con firma digitale e

conferma del ricevimento di cui all'articolo 38, comma 2, oppure mediante

telefax o lettera raccomandata.

Art. 40. Autorizzazioni generali

1. Le disposizioni del presente codice che prevedono un'autorizzazione del

Garante sono applicate anche mediante il rilascio di autorizzazioni relative a

determinate categorie di titolari o di trattamenti, pubblicate nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 41. Richieste di autorizzazione

1. Il titolare del trattamento che rientra nell'ambito di applicazione di

un'autorizzazione rilasciata ai sensi dell'articolo 40 non è tenuto a presentare

al Garante una richiesta di autorizzazione se il trattamento che intende

effettuare è conforme alle relative prescrizioni.

2. Se una richiesta di autorizzazione riguarda un trattamento autorizzato ai

sensi dell'articolo 40 il Garante può provvedere comunque sulla richiesta se

le specifiche modalità del trattamento lo giustificano.

3. L'eventuale richiesta di autorizzazione è formulata utilizzando

esclusivamente il modello predisposto e reso disponibile dal Garante e

trasmessa a quest'ultimo per via telematica, osservando le modalità di

sottoscrizione e conferma del ricevimento di cui all'articolo 38, comma 2. La

medesima richiesta e l'autorizzazione possono essere trasmesse anche

mediante telefax o lettera raccomandata.

4. Se il richiedente è invitato dal Garante a fornire informazioni o ad esibire

documenti, il termine di quarantacinque giorni di cui all'articolo 26, comma

2, decorre dalla data di scadenza del termine fissato per l'adempimento

richiesto.

5. In presenza di particolari circostanze, il Garante può rilasciare

un'autorizzazione provvisoria a tempo determinato.

Titolo VII - Trasferimento dei dati all'estero

Art. 42. Trasferimenti all'interno dell'Unione europea

1. Le disposizioni del presente codice non possono essere applicate in modo

tale da restringere o vietare la libera circolazione dei dati personali fra gli

Stati membri dell'Unione europea, fatta salva l'adozione, in conformità allo

stesso codice, di eventuali provvedimenti in caso di trasferimenti di dati

effettuati al fine di eludere le medesime disposizioni.

Art. 43. Trasferimenti consentiti in Paesi terzi

1. Il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio dello Stato, con

qualsiasi forma o mezzo, di dati personali oggetto di trattamento, se diretto

verso un Paese non appartenente all'Unione europea è consentito quando:

a) l'interessato ha manifestato il proprio consenso espresso o, se si tratta di

dati sensibili, in forma scritta;

b) è necessario per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale

è parte l'interessato o per adempiere, prima della conclusione del contratto, a

specifiche richieste dell'interessato, ovvero per la conclusione o per

l'esecuzione di un contratto stipulato a favore dell'interessato;

c) è necessario per la salvaguardia di un interesse pubblico rilevante

individuato con legge o con regolamento o, se il trasferimento riguarda dati

sensibili o giudiziari, specificato o individuato ai sensi degli articoli 20 e 21;

d) è necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un

terzo. Se la medesima finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può

prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o

per incapacità di intendere o di volere, il consenso è manifestato da chi

esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un

familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura

presso cui dimora l'interessato. Si applica la disposizione di cui all'articolo

82, comma 2;

e) è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui

alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere

un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trasferiti esclusivamente

per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento,

nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e

industriale;

f) è effettuato in accoglimento di una richiesta di accesso ai documenti

amministrativi, ovvero di una richiesta di informazioni estraibili da un

pubblico registro, elenco, atto o documento conoscibile da chiunque, con

l'osservanza delle norme che regolano la materia;

g) è necessario, in conformità ai rispettivi codici di deontologia di cui

all'allegato A), per esclusivi scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi

scopi storici presso archivi privati dichiarati di notevole interesse storico ai

sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,

di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e ambientali o,

secondo quanto previsto dai medesimi codici, presso altri archivi privati;

h) il trattamento concerne dati riguardanti persone giuridiche, enti o

associazioni.

Art. 44. Altri trasferimenti consentiti 1. Il trasferimento di dati personali

oggetto di trattamento, diretto verso un Paese non appartenente all'Unione

europea, è altresì consentito quando è autorizzato dal Garante sulla base di

adeguate garanzie per i diritti dell'interessato:

a) individuate dal Garante anche in relazione a garanzie prestate con un

contratto o mediante regole di condotta esistenti nell'ambito di società

appartenenti a un medesimo gruppo. L'interessato può far valere i propri

diritti nel territorio dello Stato, in base al presente codice, anche in ordine

(1)

all'inosservanza delle garanzie medesime;

b) individuate con le decisioni previste dagli articoli 25, paragrafo 6, e 26,

paragrafo 4, della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,

del 24 ottobre 1995, con le quali la Commissione europea constata che un

Paese non appartenente all'Unione europea garantisce un livello di protezione

adeguato o che alcune clausole contrattuali offrono garanzie sufficienti.

(1) Lettera così modificata dall’art. 29, comma 5-bis, del decreto legge 25

giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,

n. 133.

Art. 45. Trasferimenti vietati

1. Fuori dei casi di cui agli articoli 43 e 44, il trasferimento anche temporaneo

fuori del territorio dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di dati personali

oggetto di trattamento, diretto verso un Paese non appartenente all'Unione

europea, è vietato quando l'ordinamento del Paese di destinazione o di

transito dei dati non assicura un livello di tutela delle persone adeguato. Sono

valutate anche le modalità del trasferimento e dei trattamenti previsti, le

relative finalità, la natura dei dati e le misure di sicurezza.

Parte II - Disposizioni relative a specifici settori

Titolo I - Trattamenti in ambito giudiziario

Capo I - Profili generali

Art. 46. Titolari dei trattamenti

1. Gli uffici giudiziari di ogni ordine e grado, il Consiglio superiore della

magistratura, gli altri organi di autogoverno e il Ministero della giustizia sono

titolari dei trattamenti di dati personali relativi alle rispettive attribuzioni

conferite per legge o regolamento.

2. Con decreto del Ministro della giustizia sono individuati, nell'allegato C) al

presente codice, i trattamenti non occasionali di cui al comma 1 effettuati con

strumenti elettronici, relativamente a banche di dati centrali od oggetto di

interconnessione tra più uffici o titolari. I provvedimenti con cui il Consiglio

superiore della magistratura e gli altri organi di autogoverno di cui al comma

1 individuano i medesimi trattamenti da essi effettuati sono riportati

nell'allegato C) con decreto del Ministro della giustizia.

Art. 47. Trattamenti per ragioni di giustizia

1. In caso di trattamento di dati personali effettuato presso uffici giudiziari di

ogni ordine e grado, presso il Consiglio superiore della magistratura, gli altri

organi di autogoverno e il Ministero della giustizia, non si applicano, se il

trattamento è effettuato per ragioni di giustizia, le seguenti disposizioni del

codice:

a) articoli 9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22, 37, 38, commi da 1 a 5, e da 39 a 45;

b) articoli da 145 a 151.

2. Agli effetti del presente codice si intendono effettuati per ragioni di

giustizia i trattamenti di dati personali direttamente correlati alla trattazione

giudiziaria di affari e di controversie, o che, in materia di trattamento

giuridico ed economico del personale di magistratura, hanno una diretta

incidenza sulla funzione giurisdizionale, nonché le attività ispettive su uffici

giudiziari. Le medesime ragioni di giustizia non ricorrono per l'ordinaria

attività amministrativo-gestionale di personale, mezzi o strutture, quando non

è pregiudicata la segretezza di atti direttamente connessi alla predetta

trattazione.

Art. 48. Banche di dati di uffici giudiziari

1. Nei casi in cui l'autorità giudiziaria di ogni ordine e grado può acquisire in

conformità alle vigenti disposizioni processuali dati, informazioni, atti e

documenti da soggetti pubblici, l'acquisizione può essere effettuata anche per

via telematica. A tale fine gli uffici giudiziari possono avvalersi delle

convenzioni-tipo stipulate dal Ministero della giustizia con soggetti pubblici,

volte ad agevolare la consultazione da parte dei medesimi uffici, mediante

reti di comunicazione elettronica, di pubblici registri, elenchi, schedari e

banche di dati, nel rispetto delle pertinenti disposizioni e dei principi di cui

agli articoli 3 e 11 del presente codice.

Art. 49. Disposizioni di attuazione

1. Con decreto del Ministro della giustizia sono adottate, anche ad

integrazione del decreto del Ministro di grazia e giustizia 30 settembre 1989,

n. 334, le disposizioni regolamentari necessarie per l'attuazione dei principi

del presente codice nella materia penale e civile.

Capo II - Minori

Art. 50. Notizie o immagini relative a minori

1. Il divieto di cui all'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica

22 settembre 1988, n. 448, di pubblicazione e divulgazione con qualsiasi

mezzo di notizie o immagini idonee a consentire l'identificazione di un

minore si osserva anche in caso di coinvolgimento a qualunque titolo del

minore in procedimenti giudiziari in materie diverse da quella penale.

Capo III - Informatica giuridica

Art. 51. Principi generali

1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni processuali concernenti

la visione e il rilascio di estratti e di copie di atti e documenti, i dati

identificativi delle questioni pendenti dinanzi all'autorità giudiziaria di ogni

ordine e grado sono resi accessibili a chi vi abbia interesse anche mediante

reti di comunicazione elettronica, ivi compreso il sito istituzionale della

medesima autorità nella rete Internet.

2. Le sentenze e le altre decisioni dell'autorità giudiziaria di ogni ordine e

grado depositate in cancelleria o segreteria sono rese accessibili anche

attraverso il sistema informativo e il sito istituzionale della medesima autorità

nella rete Internet, osservando le cautele previste dal presente capo.

Art. 52. Dati identificativi degli interessati

1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni concernenti la redazione

e il contenuto di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali dell'autorità

giudiziaria di ogni ordine e grado, l'interessato può chiedere per motivi

legittimi, con richiesta depositata nella cancelleria o segreteria dell'ufficio che

procede prima che sia definito il relativo grado di giudizio, che sia apposta a

cura della medesima cancelleria o segreteria, sull'originale della sentenza o

del provvedimento, un'annotazione volta a precludere, in caso di riproduzione

della sentenza o provvedimento in qualsiasi forma, per finalità di

informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante

reti di comunicazione elettronica, l'indicazione delle generalità e di altri dati

identificativi del medesimo interessato riportati sulla sentenza o

provvedimento.

2. Sulla richiesta di cui al comma 1 provvede in calce con decreto, senza

ulteriori formalità, l'autorità che pronuncia la sentenza o adotta il

provvedimento. La medesima autorità può disporre d'ufficio che sia apposta

l'annotazione di cui al comma 1, a tutela dei diritti o della dignità degli

interessati.

3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, all'atto del deposito della sentenza o

provvedimento, la cancelleria o segreteria vi appone e sottoscrive anche con

timbro la seguente annotazione, recante l'indicazione degli estremi del

presente articolo: "In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati

identificativi di ...".

4. In caso di diffusione anche da parte di terzi di sentenze o di altri

provvedimenti recanti l'annotazione di cui al comma 2, o delle relative

massime giuridiche, è omessa l'indicazione delle generalità e degli altri dati

identificativi dell'interessato.

5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 734-bis del codice penale

relativamente alle persone offese da atti di violenza sessuale, chiunque

diffonde sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali dell'autorità

giudiziaria di ogni ordine e grado è tenuto ad omettere in ogni caso, anche in

mancanza dell'annotazione di cui al comma 2, le generalità, altri dati

identificativi o altri dati anche relativi a terzi dai quali può desumersi anche

indirettamente l'identità di minori, oppure delle parti nei procedimenti in

materia di rapporti di famiglia e di stato delle persone.

6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche in caso di

deposito di lodo ai sensi dell'articolo 825 del codice di procedura civile. La

parte può formulare agli arbitri la richiesta di cui al comma 1 prima della

pronuncia del lodo e gli arbitri appongono sul lodo l'annotazione di cui al

comma 3, anche ai sensi del comma 2. Il collegio arbitrale costituito presso

la camera arbitrale per i lavori pubblici ai sensi dell'articolo 32 della legge 11

febbraio 1994, n. 109, provvede in modo analogo in caso di richiesta di una

parte.

7. Fuori dei casi indicati nel presente articolo è ammessa la diffusione in ogni

forma del contenuto anche integrale di sentenze e di altri provvedimenti

giurisdizionali.

Titolo II - Trattamenti da parte di forze di polizia

Capo I - Profili generali

Art. 53. Ambito applicativo e titolari dei trattamenti

1. Al trattamento di dati personali effettuato dal Centro elaborazione dati del

Dipartimento di pubblica sicurezza o da forze di polizia sui dati destinati a

confluirvi in base alla legge, ovvero da organi di pubblica sicurezza o altri

soggetti pubblici per finalità di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica,

prevenzione, accertamento o repressione dei reati, effettuati in base ad

espressa disposizione di legge che preveda specificamente il trattamento, non

si applicano le seguenti disposizioni del codice:

a) articoli 9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22, 37, 38, commi da 1 a 5, e da 39 a 45;

b) articoli da 145 a 151.

2. Con decreto del Ministro dell'interno sono individuati, nell'allegato C) al

presente codice, i trattamenti non occasionali di cui al comma 1 effettuati con

strumenti elettronici, e i relativi titolari.

Art. 54. Modalità di trattamento e flussi di dati

1. Nei casi in cui le autorità di pubblica sicurezza o le forze di polizia

possono acquisire in conformità alle vigenti disposizioni di legge o di

regolamento dati, informazioni, atti e documenti da altri soggetti,

l'acquisizione può essere effettuata anche per via telematica. A tal fine gli

organi o uffici interessati possono avvalersi di convenzioni volte ad agevolare

la consultazione da parte dei medesimi organi o uffici, mediante reti di

comunicazione elettronica, di pubblici registri, elenchi, schedari e banche di

dati, nel rispetto delle pertinenti disposizioni e dei principi di cui agli

articoli 3 e 11. Le convenzioni-tipo sono adottate dal Ministero dell'interno,

su conforme parere del Garante, e stabiliscono le modalità dei collegamenti e

degli accessi anche al fine di assicurare l'accesso selettivo ai soli dati

necessari al perseguimento delle finalità di cui all'articolo 53.

2. I dati trattati per le finalità di cui al medesimo articolo 53 sono conservati

separatamente da quelli registrati per finalità amministrative che non

richiedono il loro utilizzo.

3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 11, il Centro elaborazioni dati

di cui all'articolo 53 assicura l'aggiornamento periodico e la pertinenza e non

eccedenza dei dati personali trattati anche attraverso interrogazioni

autorizzate del casellario giudiziale e del casellario dei carichi pendenti del

Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14

novembre 2002, n. 313, o di altre banche di dati di forze di polizia, necessarie

per le finalità di cui all'articolo 53.

4. Gli organi, uffici e comandi di polizia verificano periodicamente i requisiti

di cui all'articolo 11 in riferimento ai dati trattati anche senza l'ausilio di

strumenti elettronici, e provvedono al loro aggiornamento anche sulla base

delle procedure adottate dal Centro elaborazioni dati ai sensi del comma 3, o,

per i trattamenti effettuati senza l'ausilio di strumenti elettronici, mediante

annotazioni o integrazioni dei documenti che li contengono.

Art. 55. Particolari tecnologie

1. Il trattamento di dati personali che implica maggiori rischi di un danno

all'interessato, con particolare riguardo a banche di dati genetici o biometrici,

a tecniche basate su dati relativi all'ubicazione, a banche di dati basate su

particolari tecniche di elaborazione delle informazioni e all'introduzione di

particolari tecnologie, è effettuato nel rispetto delle misure e degli

accorgimenti a garanzia dell'interessato prescritti ai sensi dell'articolo 17 sulla

base di preventiva comunicazione ai sensi dell'articolo 39.

Art. 56. Tutela dell'interessato

1. Le disposizioni di cui all'articolo 10, commi 3, 4 e 5, della legge 1 aprile

1981, n. 121, e successive modificazioni, si applicano anche, oltre che ai dati

destinati a confluire nel Centro elaborazioni dati di cui all'articolo 53, a dati

trattati con l'ausilio di strumenti elettronici da organi, uffici o comandi di

polizia.

Art. 57. Disposizioni di attuazione

1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del

Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con

il Ministro della giustizia, sono individuate le modalità di attuazione dei

principi del presente codice relativamente al trattamento dei dati effettuato

per le finalità di cui all'articolo 53 dal Centro elaborazioni dati e da organi,

uffici o comandi di polizia, anche ad integrazione e modifica del decreto del

Presidente della Repubblica 3 maggio 1982, n. 378, e in attuazione della

Raccomandazione R (87) 15 del Consiglio d'Europa del 17 settembre 1987, e

successive modificazioni. Le modalità sono individuate con particolare

riguardo:

a) al principio secondo cui la raccolta dei dati è correlata alla specifica

finalità perseguita, in relazione alla prevenzione di un pericolo concreto o alla

repressione di reati, in particolare per quanto riguarda i trattamenti effettuati

per finalità di analisi;

b) all'aggiornamento periodico dei dati, anche relativi a valutazioni effettuate

in base alla legge, alle diverse modalità relative ai dati trattati senza l'ausilio

di strumenti elettronici e alle modalità per rendere conoscibili gli

aggiornamenti da parte di altri organi e uffici cui i dati sono stati in

precedenza comunicati;

c) ai presupposti per effettuare trattamenti per esigenze temporanee o

collegati a situazioni particolari, anche ai fini della verifica dei requisiti dei

dati ai sensi dell'articolo 11, dell'individuazione delle categorie di interessati

e della conservazione separata da altri dati che non richiedono il loro utilizzo;

d) all'individuazione di specifici termini di conservazione dei dati in relazione

alla natura dei dati o agli strumenti utilizzati per il loro trattamento, nonché

alla tipologia dei procedimenti nell'ambito dei quali essi sono trattati o i

provvedimenti sono adottati;

e) alla comunicazione ad altri soggetti, anche all'estero o per l'esercizio di un

diritto o di un interesse legittimo, e alla loro diffusione, ove necessaria in

conformità alla legge;

f) all'uso di particolari tecniche di elaborazione e di ricerca delle

informazioni, anche mediante il ricorso a sistemi di indice.

Titolo III - Difesa e sicurezza dello Stato

Capo I - Profili generali

Art. 58. Disposizioni applicabili

1. Ai trattamenti effettuati dagli organismi di cui agli articoli 3, 4 e 6 della

legge 24 ottobre 1977, n. 801, ovvero sui dati coperti da segreto di Stato ai

sensi dell'articolo 12 della medesima legge, le disposizioni del presente

codice si applicano limitatamente a quelle previste negli articoli da 1 a 6, 11,

14, 15, 31, 33, 58, 154, 160 e 169.

2. Ai trattamenti effettuati da soggetti pubblici per finalità di difesa o di

sicurezza dello Stato, in base ad espresse disposizioni di legge che prevedano

specificamente il trattamento, le disposizioni del presente codice si applicano

limitatamente a quelle indicate nel comma 1, nonché alle disposizioni di cui

agli articoli 37, 38 e 163.

3. Le misure di sicurezza relative ai dati trattati dagli organismi di cui al

comma 1 sono stabilite e periodicamente aggiornate con decreto del

Presidente del Consiglio dei ministri, con l'osservanza delle norme che

regolano la materia.

4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono individuate le

modalità di applicazione delle disposizioni applicabili del presente codice in

riferimento alle tipologie di dati, di interessati, di operazioni di trattamento

eseguibili e di incaricati, anche in relazione all'aggiornamento e alla

conservazione.

Titolo IV - Trattamenti in ambito pubblico

Capo I - Accesso a documenti amministrativi

Art. 59. Accesso a documenti amministrativi

1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 60, i presupposti, le modalità, i

limiti per l'esercizio del diritto di accesso a documenti amministrativi

contenenti dati personali, e la relativa tutela giurisdizionale, restano

disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e

dalle altre disposizioni di legge in materia, nonché dai relativi regolamenti di

attuazione, anche per ciò che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e le

operazioni di trattamento eseguibili in esecuzione di una richiesta di accesso.

Le attività finalizzate all'applicazione di tale disciplina si considerano di

rilevante interesse pubblico.

Art. 60. Dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale

1. Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato di salute o la

vita sessuale, il trattamento è consentito se la situazione giuridicamente

rilevante che si intende tutelare con la richiesta di accesso ai documenti

amministrativi è di rango almeno pari ai diritti dell'interessato, ovvero

consiste in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà

fondamentale e inviolabile.

Capo II - Registri pubblici e albi professionali

Art. 61. Utilizzazione di dati pubblici

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un

codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali

provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o documenti tenuti da soggetti

pubblici, anche individuando i casi in cui deve essere indicata la fonte di

acquisizione dei dati e prevedendo garanzie appropriate per l'associazione di

dati provenienti da più archivi, tenendo presente quanto previsto dalla

Raccomandazione R (91) 10 del Consiglio d'Europa in relazione all'articolo

11.

2. Agli effetti dell'applicazione del presente codice i dati personali diversi da

quelli sensibili o giudiziari, che devono essere inseriti in un albo

professionale in conformità alla legge o ad un regolamento, possono essere

comunicati a soggetti pubblici e privati o diffusi, ai sensi dell'articolo 19,

commi 2 e 3, anche mediante reti di comunicazione elettronica. Può essere

altresì menzionata l'esistenza di provvedimenti che dispongono la

sospensione o che incidono sull'esercizio della professione.

3. L'ordine o collegio professionale può, a richiesta della persona iscritta

nell'albo che vi ha interesse, integrare i dati di cui al comma 2 con ulteriori

dati pertinenti e non eccedenti in relazione all'attività professionale.

4. A richiesta dell'interessato l'ordine o collegio professionale può altresì

fornire a terzi notizie o informazioni relative, in particolare, a speciali

qualificazioni professionali non menzionate nell'albo, ovvero alla

disponibilità ad assumere incarichi o a ricevere materiale informativo a

carattere scientifico inerente anche a convegni o seminari.

Capo III - Stato civile, anagrafi e liste elettorali

Art. 62. Dati sensibili e giudiziari

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità relative alla tenuta degli atti e dei registri dello stato civile,

delle anagrafi della popolazione residente in Italia e dei cittadini italiani

residenti all'estero, e delle liste elettorali, nonché al rilascio di documenti di

riconoscimento o al cambiamento delle generalità.

Art. 63. Consultazione di atti

1. Gli atti dello stato civile conservati negli Archivi di Stato sono consultabili

nei limiti previsti dall'articolo 107 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.

490.

Capo IV - Finalità di rilevante interesse pubblico

Art. 64. Cittadinanza, immigrazione e condizione dello straniero

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità di applicazione della disciplina in materia di cittadinanza, di

immigrazione, di asilo, di condizione dello straniero e del profugo e sullo

stato di rifugiato.

2. Nell'ambito delle finalità di cui al comma 1 è ammesso, in particolare, il

trattamento dei dati sensibili e giudiziari indispensabili:

a) al rilascio e al rinnovo di visti, permessi, attestazioni, autorizzazioni e

documenti anche sanitari;

b) al riconoscimento del diritto di asilo o dello stato di rifugiato, o

all'applicazione della protezione temporanea e di altri istituti o misure di

carattere umanitario, ovvero all'attuazione di obblighi di legge in materia di

politiche migratorie;

c) in relazione agli obblighi dei datori di lavoro e dei lavoratori, ai

ricongiungimenti, all'applicazione delle norme vigenti in materia di istruzione

e di alloggio, alla partecipazione alla vita pubblica e all'integrazione sociale.

3. Il presente articolo non si applica ai trattamenti di dati sensibili e giudiziari

effettuati in esecuzione degli accordi e convenzioni di cui all'articolo 154,

comma 2, lettere a) e b), o comunque effettuati per finalità di difesa o di

sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione dei reati,

in base ad espressa disposizione di legge che prevede specificamente il

trattamento.

Art. 65. Diritti politici e pubblicità dell'attività di organi

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità di applicazione della disciplina in materia di:

a) elettorato attivo e passivo e di esercizio di altri diritti politici, nel rispetto

della segretezza del voto, nonché di esercizio del mandato degli organi

rappresentativi o di tenuta degli elenchi dei giudici popolari;

b) documentazione dell'attività istituzionale di organi pubblici.

2. I trattamenti dei dati sensibili e giudiziari per le finalità di cui al comma 1

sono consentiti per eseguire specifici compiti previsti da leggi o da

regolamenti fra i quali, in particolare, quelli concernenti:

a) lo svolgimento di consultazioni elettorali e la verifica della relativa

regolarità;

b) le richieste di referendum, le relative consultazioni e la verifica delle

relative regolarità;

c) l'accertamento delle cause di ineleggibilità, incompatibilità o di decadenza,

o di rimozione o sospensione da cariche pubbliche, ovvero di sospensione o

di scioglimento degli organi;

d) l'esame di segnalazioni, petizioni, appelli e di proposte di legge di

iniziativa popolare, l'attività di commissioni di inchiesta, il rapporto con

gruppi politici;

e) la designazione e la nomina di rappresentanti in commissioni, enti e uffici.

3. Ai fini del presente articolo, è consentita la diffusione dei dati sensibili e

giudiziari per le finalità di cui al comma 1, lettera a), in particolare con

riguardo alle sottoscrizioni di liste, alla presentazione delle candidature, agli

incarichi in organizzazioni o associazioni politiche, alle cariche istituzionali e

agli organi eletti.

4. Ai fini del presente articolo, in particolare, è consentito il trattamento di

dati sensibili e giudiziari indispensabili:

a) per la redazione di verbali e resoconti dell'attività di assemblee

rappresentative, commissioni e di altri organi collegiali o assembleari;

b) per l'esclusivo svolgimento di una funzione di controllo, di indirizzo

politico o di sindacato ispettivo e per l'accesso a documenti riconosciuto dalla

legge e dai regolamenti degli organi interessati per esclusive finalità

direttamente connesse all'espletamento di un mandato elettivo.

5. I dati sensibili e giudiziari trattati per le finalità di cui al comma 1 possono

essere comunicati e diffusi nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti.

Non è comunque consentita la divulgazione dei dati sensibili e giudiziari che

non risultano indispensabili per assicurare il rispetto del principio di

pubblicità dell'attività istituzionale, fermo restando il divieto di diffusione dei

dati idonei a rivelare lo stato di salute.

Art. 66. Materia tributaria e doganale

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le attività dei soggetti pubblici dirette all'applicazione, anche tramite i

loro concessionari, delle disposizioni in materia di tributi, in relazione ai

contribuenti, ai sostituti e ai responsabili di imposta, nonché in materia di

deduzioni e detrazioni e per l'applicazione delle disposizioni la cui

esecuzione è affidata alle dogane.

2. Si considerano inoltre di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli

20 e 21, le attività dirette, in materia di imposte, alla prevenzione e

repressione delle violazioni degli obblighi e alla adozione dei provvedimenti

previsti da leggi, regolamenti o dalla normativa comunitaria, nonché al

controllo e alla esecuzione forzata dell'esatto adempimento di tali obblighi,

alla effettuazione dei rimborsi, alla destinazione di quote d'imposta, e quelle

dirette alla gestione ed alienazione di immobili statali, all'inventario e alla

qualificazione degli immobili e alla conservazione dei registri immobiliari.

Art. 67. Attività di controllo e ispettive

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità di:

a) verifica della legittimità, del buon andamento, dell'imparzialità dell'attività

amministrativa, nonché della rispondenza di detta attività a requisiti di

razionalità, economicità, efficienza ed efficacia per le quali sono, comunque,

attribuite dalla legge a soggetti pubblici funzioni di controllo, di riscontro ed

ispettive nei confronti di altri soggetti;

b) accertamento, nei limiti delle finalità istituzionali, con riferimento a dati

sensibili e giudiziari relativi ad esposti e petizioni, ovvero ad atti di controllo

o di sindacato ispettivo di cui all'articolo 65, comma 4.

Art. 68. Benefici economici ed abilitazioni

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità di applicazione della disciplina in materia di concessione,

liquidazione, modifica e revoca di benefici economici, agevolazioni,

elargizioni, altri emolumenti e abilitazioni.

2. Si intendono ricompresi fra i trattamenti regolati dal presente articolo

anche quelli indispensabili in relazione:

a) alle comunicazioni, certificazioni ed informazioni previste dalla normativa

antimafia;

b) alle elargizioni di contributi previsti dalla normativa in materia di usura e

di vittime di richieste estorsive;

c) alla corresponsione delle pensioni di guerra o al riconoscimento di benefici

in favore di perseguitati politici e di internati in campo di sterminio e di loro

congiunti;

d) al riconoscimento di benefici connessi all'invalidità civile;

e) alla concessione di contributi in materia di formazione professionale;

f) alla concessione di contributi, finanziamenti, elargizioni ed altri benefici

previsti dalla legge, dai regolamenti o dalla normativa comunitaria, anche in

favore di associazioni, fondazioni ed enti;

g) al riconoscimento di esoneri, agevolazioni o riduzioni tariffarie o

economiche, franchigie, o al rilascio di concessioni anche radiotelevisive,

licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri titoli abilitativi previsti dalla legge,

da un regolamento o dalla normativa comunitaria.

3. Il trattamento può comprendere la diffusione nei soli casi in cui ciò è

indispensabile per la trasparenza delle attività indicate nel presente articolo,

in conformità alle leggi, e per finalità di vigilanza e di controllo conseguenti

alle attività medesime, fermo restando il divieto di diffusione dei dati idonei a

rivelare lo stato di salute.

Art. 69. Onorificenze, ricompense e riconoscimenti

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità di applicazione della disciplina in materia di conferimento di

onorificenze e ricompense, di riconoscimento della personalità giuridica di

associazioni, fondazioni ed enti, anche di culto, di accertamento dei requisiti

di onorabilità e di professionalità per le nomine, per i profili di competenza

del soggetto pubblico, ad uffici anche di culto e a cariche direttive di persone

giuridiche, imprese e di istituzioni scolastiche non statali, nonché di rilascio e

revoca di autorizzazioni o abilitazioni, di concessione di patrocini, patronati e

premi di rappresentanza, di adesione a comitati d'onore e di ammissione a

cerimonie ed incontri istituzionali.

Art. 70. Volontariato e obiezione di coscienza

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi dell'articoli 20 e 21,

le finalità di applicazione della disciplina in materia di rapporti tra i soggetti

pubblici e le organizzazioni di volontariato, in particolare per quanto riguarda

l'elargizione di contributi finalizzati al loro sostegno, la tenuta di registri

generali delle medesime organizzazioni e la cooperazione internazionale.

2. Si considerano, altresì, di rilevante interesse pubblico le finalità di

applicazione della legge 8 luglio 1998, n. 230, e delle altre disposizioni di

legge in materia di obiezione di coscienza.

Art. 71. Attività sanzionatorie e di tutela

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità:

a) di applicazione delle norme in materia di sanzioni amministrative e ricorsi;

b) volte a far valere il diritto di difesa in sede amministrativa o giudiziaria,

anche da parte di un terzo, anche ai sensi dell'articolo 391-quater del codice

di procedura penale, o direttamente connesse alla riparazione di un errore

giudiziario o in caso di violazione del termine ragionevole del processo o di

un'ingiusta restrizione della libertà personale.

2. Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato di salute o la

vita sessuale, il trattamento è consentito se il diritto da far valere o difendere,

di cui alla lettera b) del comma 1, è di rango almeno pari a quello

dell'interessato, ovvero consiste in un diritto della personalità o in un altro

diritto o libertà fondamentale e inviolabile.

Art. 72. Rapporti con enti di culto

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità relative allo svolgimento dei rapporti istituzionali con enti di

culto, confessioni religiose e comunità religiose.

Art. 73. Altre finalità in ambito amministrativo e sociale

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, nell'ambito delle attività che la legge demanda ad un soggetto pubblico, le

finalità socio-assistenziali, con particolare riferimento a:

a) interventi di sostegno psico-sociale e di formazione in favore di giovani o

di altri soggetti che versano in condizioni di disagio sociale, economico o

familiare;

b) interventi anche di rilievo sanitario in favore di soggetti bisognosi o non

autosufficienti o incapaci, ivi compresi i servizi di assistenza economica o

domiciliare, di telesoccorso, accompagnamento e trasporto;

c) assistenza nei confronti di minori, anche in relazione a vicende giudiziarie;

d) indagini psico-sociali relative a provvedimenti di adozione anche

internazionale;

e) compiti di vigilanza per affidamenti temporanei;

f) iniziative di vigilanza e di sostegno in riferimento al soggiorno di nomadi;

g) interventi in tema di barriere architettoniche.

2. Si considerano, altresì, di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli

articoli 20 e 21, nell'ambito delle attività che la legge demanda ad un soggetto

pubblico, le finalità:

a) di gestione di asili nido;

b) concernenti la gestione di mense scolastiche o la fornitura di sussidi,

contributi e materiale didattico;

c) ricreative o di promozione della cultura e dello sport, con particolare

riferimento all'organizzazione di soggiorni, mostre, conferenze e

manifestazioni sportive o all'uso di beni immobili o all'occupazione di suolo

pubblico;

d) di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica;

e) relative alla leva militare;

f) di polizia amministrativa anche locale, salvo quanto previsto dall'articolo

53, con particolare riferimento ai servizi di igiene, di polizia mortuaria e ai

controlli in materia di ambiente, tutela delle risorse idriche e difesa del suolo;

g) degli uffici per le relazioni con il pubblico;

h) in materia di protezione civile;

i) di supporto al collocamento e all'avviamento al lavoro, in particolare a cura

di centri di iniziativa locale per l'occupazione e di sportelli-lavoro;

l) dei difensori civici regionali e locali.

Capo V - Particolari contrassegni

Art. 74. Contrassegni su veicoli e accessi a centri storici

1. I contrassegni rilasciati a qualunque titolo per la circolazione e la sosta di

veicoli a servizio di persone invalide, ovvero per il transito e la sosta in zone

a traffico limitato, e che devono essere esposti su veicoli, contengono i soli

dati indispensabili ad individuare l'autorizzazione rilasciata e senza

l'apposizione di diciture dalle quali può essere individuata la persona fisica

(1)

interessata .

2. Per fini di cui al comma 1, le generalità e l'indirizzo della persona fisica

interessata sono riportati sui contrassegni con modalità che non consentono la

loro diretta visibilità se non in caso di richiesta di esibizione o di necessità di

(1)

accertamento .

3. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche in caso di fissazione a

qualunque titolo di un obbligo di esposizione sui veicoli di copia del libretto

di circolazione o di altro documento.

4. Per il trattamento dei dati raccolti mediante impianti per la rilevazione

degli accessi di veicoli ai centri storici ed alle zone a traffico limitato

continuano, altresì, ad applicarsi le disposizioni del decreto del Presidente

della Repubblica 22 giugno 1999, n. 250.

(1) Comma così modificato dall'art. 58 della Legge 29 luglio 2010, n. 120.

Titolo V - Trattamento di dati personali in ambito sanitario

Capo I - Principi generali

Art. 75. Ambito applicativo

1. Il presente titolo disciplina il trattamento dei dati personali in ambito

sanitario.

Art. 76. Esercenti professioni sanitarie e organismi sanitari pubblici

1. Gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici,

anche nell'ambito di un'attività di rilevante interesse pubblico ai sensi

dell'articolo 85, trattano i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute:

a) con il consenso dell'interessato e anche senza l'autorizzazione del Garante,

se il trattamento riguarda dati e operazioni indispensabili per perseguire una

finalità di tutela della salute o dell'incolumità fisica dell'interessato;

b) anche senza il consenso dell'interessato e previa autorizzazione del

Garante, se la finalità di cui alla lettera a) riguarda un terzo o la collettività.

2. Nei casi di cui al comma 1 il consenso può essere prestato con le modalità

semplificate di cui al capo II.

3. Nei casi di cui al comma 1 l'autorizzazione del Garante è rilasciata, salvi i

casi di particolare urgenza, sentito il Consiglio superiore di sanità.

Capo II - Modalità semplificate per informativa e consenso

Art. 77. Casi di semplificazione

1. Il presente capo individua modalità semplificate utilizzabili dai soggetti di

cui al comma 2:

a) per informare l'interessato relativamente ai dati personali raccolti presso il

medesimo interessato o presso terzi, ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 4;

b) per manifestare il consenso al trattamento dei dati personali nei casi in cui

ciò è richiesto ai sensi dell'articolo 76;

c) per il trattamento dei dati personali.

2. Le modalità semplificate di cui al comma 1 sono applicabili:

a) dagli organismi sanitari pubblici;

b) dagli altri organismi privati e dagli esercenti le professioni sanitarie;

c) dagli altri soggetti pubblici indicati nell'articolo 80.

Art. 78. Informativa del medico di medicina generale o del pediatra

1. Il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta informano

l'interessato relativamente al trattamento dei dati personali, in forma chiara e

tale da rendere agevolmente comprensibili gli elementi indicati nell'articolo

13, comma 1.

2. L'informativa può essere fornita per il complessivo trattamento dei dati

personali necessario per attività di prevenzione, diagnosi, cura e

riabilitazione, svolte dal medico o dal pediatra a tutela della salute o

dell'incolumità fisica dell'interessato, su richiesta dello stesso o di cui questi è

informato in quanto effettuate nel suo interesse.

3. L'informativa può riguardare, altresì, dati personali eventualmente raccolti

presso terzi, ed è fornita preferibilmente per iscritto, anche attraverso carte

tascabili con eventuali allegati pieghevoli, includendo almeno gli elementi

indicati dal Garante ai sensi dell'articolo 13, comma 3, eventualmente

integrati anche oralmente in relazione a particolari caratteristiche del

trattamento.

4. L'informativa, se non è diversamente specificato dal medico o dal pediatra,

riguarda anche il trattamento di dati correlato a quello effettuato dal medico

di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, effettuato da un

professionista o da altro soggetto, parimenti individuabile in base alla

prestazione richiesta, che:

a) sostituisce temporaneamente il medico o il pediatra;

b) fornisce una prestazione specialistica su richiesta del medico e del

pediatra;

c) può trattare lecitamente i dati nell'ambito di un'attività professionale

prestata in forma associata;

d) fornisce farmaci prescritti;

e) comunica dati personali al medico o pediatra in conformità alla disciplina

applicabile.

5. L'informativa resa ai sensi del presente articolo evidenzia analiticamente

eventuali trattamenti di dati personali che presentano rischi specifici per i

diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell'interessato, in

particolare in caso di trattamenti effettuati:

a) per scopi scientifici, anche di ricerca scientifica e di sperimentazione

clinica controllata di medicinali, in conformità alle leggi e ai regolamenti,

ponendo in particolare evidenza che il consenso, ove richiesto, è manifestato

liberamente;

b) nell'ambito della teleassistenza o telemedicina;

c) per fornire altri beni o servizi all'interessato attraverso una rete di

comunicazione elettronica.

Art. 79. Informativa da parte di organismi sanitari

1. Gli organismi sanitari pubblici e privati possono avvalersi delle modalità

semplificate relative all'informativa e al consenso di cui agli articoli 78 e 81

in riferimento ad una pluralità di prestazioni erogate anche da distinti reparti

ed unità dello stesso organismo o di più strutture ospedaliere o territoriali

specificamente identificati.

2. Nei casi di cui al comma 1 l'organismo o le strutture annotano l'avvenuta

informativa e il consenso con modalità uniformi e tali da permettere una

verifica al riguardo da parte di altri reparti ed unità che, anche in tempi

diversi, trattano dati relativi al medesimo interessato.

3. Le modalità semplificate di cui agli articoli 78 e 81 possono essere

utilizzate in modo omogeneo e coordinato in riferimento all'insieme dei

trattamenti di dati personali effettuati nel complesso delle strutture facenti

capo alle aziende sanitarie.

4. Sulla base di adeguate misure organizzative in applicazione del comma 3,

le modalità semplificate possono essere utilizzate per più trattamenti di dati

effettuati nei casi di cui al presente articolo ed ai soggetti di cui all'articolo

80.

Art. 80. Informativa da parte di altri soggetti pubblici

1. Oltre a quanto previsto dall'articolo 79, possono avvalersi della facoltà di

fornire un'unica informativa per una pluralità di trattamenti di dati effettuati,

a fini amministrativi e in tempi diversi, rispetto a dati raccolti presso

l'interessato e presso terzi, i competenti servizi o strutture di soggetti pubblici

operanti in ambito sanitario o della prevenzione e sicurezza del lavoro.

2. L'informativa di cui al comma 1 è integrata con appositi e idonei cartelli ed

avvisi agevolmente visibili al pubblico, affissi e diffusi anche nell'ambito di

pubblicazioni istituzionali e mediante reti di comunicazione elettronica, in

particolare per quanto riguarda attività amministrative di rilevante interesse

pubblico che non richiedono il consenso degli interessati.

Art. 81. Prestazione del consenso

1. Il consenso al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute, nei

casi in cui è necessario ai sensi del presente codice o di altra disposizione di

legge, può essere manifestato con un'unica dichiarazione, anche oralmente. In

tal caso il consenso è documentato, anziché con atto scritto dell'interessato,

con annotazione dell'esercente la professione sanitaria o dell'organismo

sanitario pubblico, riferita al trattamento di dati effettuato da uno o più

soggetti e all'informativa all'interessato, nei modi indicati negli articoli 78, 79

e 80.

2. Quando il medico o il pediatra fornisce l'informativa per conto di più

professionisti ai sensi dell'articolo 78, comma 4, oltre quanto previsto dal

comma 1, il consenso è reso conoscibile ai medesimi professionisti con

adeguate modalità, anche attraverso menzione, annotazione o apposizione di

un bollino o tagliando su una carta elettronica o sulla tessera sanitaria,

contenente un richiamo al medesimo articolo 78, comma 4, e alle eventuali

diverse specificazioni apposte all'informativa ai sensi del medesimo comma.

Art. 82. Emergenze e tutela della salute e dell'incolumità fisica

1. L'informativa e il consenso al trattamento dei dati personali possono

intervenire senza ritardo, successivamente alla prestazione, nel caso di

emergenza sanitaria o di igiene pubblica per la quale la competente autorità

ha adottato un'ordinanza contingibile ed urgente ai sensi dell'articolo 117 del

decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

2. L'informativa e il consenso al trattamento dei dati personali possono altresì

intervenire senza ritardo, successivamente alla prestazione, in caso di:

a) impossibilità fisica, incapacità di agire o incapacità di intendere o di volere

dell'interessato, quando non è possibile acquisire il consenso da chi esercita

legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da

un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui

dimora l'interessato;

b) rischio grave, imminente ed irreparabile per la salute o l’incolumità fisica

dell'interessato.

3. L'informativa e il consenso al trattamento dei dati personali possono

intervenire senza ritardo, successivamente alla prestazione, anche in caso di

prestazione medica che può essere pregiudicata dall'acquisizione preventiva

del consenso, in termini di tempestività o efficacia.

4. Dopo il raggiungimento della maggiore età l'informativa è fornita

all'interessato anche ai fini della acquisizione di una nuova manifestazione

del consenso quando questo è necessario.

Art. 83. Altre misure per il rispetto dei diritti degli interessati

1. I soggetti di cui agli articoli 78, 79 e 80 adottano idonee misure per

garantire, nell'organizzazione delle prestazioni e dei servizi, il rispetto dei

diritti, delle libertà fondamentali e della dignità degli interessati, nonché del

segreto professionale, fermo restando quanto previsto dalle leggi e dai

regolamenti in materia di modalità di trattamento dei dati sensibili e di misure

minime di sicurezza.

2. Le misure di cui al comma 1 comprendono, in particolare:

a) soluzioni volte a rispettare, in relazione a prestazioni sanitarie o ad

adempimenti amministrativi preceduti da un periodo di attesa all'interno di

strutture, un ordine di precedenza e di chiamata degli interessati prescindendo

dalla loro individuazione nominativa;

b) l'istituzione di appropriate distanze di cortesia, tenendo conto

dell'eventuale uso di apparati vocali o di barriere;

c) soluzioni tali da prevenire, durante colloqui, l'indebita conoscenza da parte

di terzi di informazioni idonee a rivelare lo stato di salute;

d) cautele volte ad evitare che le prestazioni sanitarie, ivi compresa

l'eventuale documentazione di anamnesi, avvenga in situazioni di promiscuità

derivanti dalle modalità o dai locali prescelti;

e) il rispetto della dignità dell'interessato in occasione della prestazione

medica e in ogni operazione di trattamento dei dati;

f) la previsione di opportuni accorgimenti volti ad assicurare che, ove

necessario, possa essere data correttamente notizia o conferma anche

telefonica, ai soli terzi legittimati, di una prestazione di pronto soccorso;

g) la formale previsione, in conformità agli ordinamenti interni delle strutture

ospedaliere e territoriali, di adeguate modalità per informare i terzi legittimati

in occasione di visite sulla dislocazione degli interessati nell'ambito dei

reparti, informandone previamente gli interessati e rispettando eventuali loro

contrarie manifestazioni legittime di volontà;

h) la messa in atto di procedure, anche di formazione del personale, dirette a

prevenire nei confronti di estranei un'esplicita correlazione tra l'interessato e

reparti o strutture, indicativa dell'esistenza di un particolare stato di salute;

i) la sottoposizione degli incaricati che non sono tenuti per legge al segreto

professionale a regole di condotta analoghe al segreto professionale.

(1)

2-bis. Le misure di cui al comma 2 non si applicano ai soggetti di cui

all'articolo 78, che ottemperano alle disposizioni di cui al comma 1 secondo

modalità adeguate a garantire un rapporto personale e fiduciario con gli

assistiti, nel rispetto del codice di deontologia sottoscritto ai sensi

dell'articolo 12.

(1) Comma aggiunto dall'art. 2-quinquies, comma 1, lett. b), del decreto legge

29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio

2004, n. 138.

Art. 84. Comunicazione di dati all'interessato

1. I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute possono essere resi noti

all'interessato o ai soggetti di cui all'articolo 82, comma 2, lettera a), da parte

di esercenti le professioni sanitarie ed organismi sanitari, solo per il tramite di

un medico designato dall'interessato o dal titolare. Il presente comma non si

applica in riferimento ai dati personali forniti in precedenza dal medesimo

interessato.

2. Il titolare o il responsabile possono autorizzare per iscritto esercenti le

professioni sanitarie diversi dai medici, che nell'esercizio dei propri compiti

intrattengono rapporti diretti con i pazienti e sono incaricati di trattare dati

personali idonei a rivelare lo stato di salute, a rendere noti i medesimi dati

all'interessato o ai soggetti di cui all'articolo 82, comma 2, lettera a). L'atto di

incarico individua appropriate modalità e cautele rapportate al contesto nel

quale è effettuato il trattamento di dati.

Capo III - Finalità di rilevante interesse pubblico

Art. 85. Compiti del Servizio sanitario nazionale

1. Fuori dei casi di cui al comma 2, si considerano di rilevante interesse

pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalità che rientrano nei compiti

del Servizio sanitario nazionale e degli altri organismi sanitari pubblici

relative alle seguenti attività:

a) attività amministrative correlate a quelle di prevenzione, diagnosi, cura e

riabilitazione dei soggetti assistiti dal Servizio sanitario nazionale, ivi

compresa l'assistenza degli stranieri in Italia e dei cittadini italiani all'estero,

nonché di assistenza sanitaria erogata al personale navigante ed aeroportuale;

b) programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza

sanitaria;

c) vigilanza sulle sperimentazioni, farmacovigilanza, autorizzazione

all'immissione in commercio e all'importazione di medicinali e di altri

prodotti di rilevanza sanitaria;

d) attività certificatorie;

e) l'applicazione della normativa in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di

lavoro e di sicurezza e salute della popolazione;

f) le attività amministrative correlate ai trapianti d'organo e di tessuti, nonché

alle trasfusioni di sangue umano, anche in applicazione della legge 4 maggio

1990, n. 107;

g) instaurazione, gestione, pianificazione e controllo dei rapporti tra

l'amministrazione ed i soggetti accreditati o convenzionati del Servizio

sanitario nazionale.

2. Il comma 1 non si applica ai trattamenti di dati idonei a rivelare lo stato di

salute effettuati da esercenti le professioni sanitarie o da organismi sanitari

pubblici per finalità di tutela della salute o dell'incolumità fisica

dell'interessato, di un terzo o della collettività, per i quali si osservano le

disposizioni relative al consenso dell'interessato o all'autorizzazione del

Garante ai sensi dell'articolo 76.

3. All'identificazione dei tipi di dati idonei a rivelare lo stato di salute e di

operazioni su essi eseguibili è assicurata ampia pubblicità, anche tramite

affissione di una copia o di una guida illustrativa presso ciascuna azienda

sanitaria e presso gli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di

libera scelta.

4. Il trattamento di dati identificativi dell'interessato è lecito da parte dei soli

soggetti che perseguono direttamente le finalità di cui al comma 1.

L'utilizzazione delle diverse tipologie di dati è consentita ai soli incaricati,

preposti, caso per caso, alle specifiche fasi delle attività di cui al medesimo

comma, secondo il principio dell'indispensabilità dei dati di volta in volta

trattati.

Art. 86. Altre finalità di rilevante interesse pubblico

1. Fuori dei casi di cui agli articoli 76 e 85, si considerano di rilevante

interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalità, perseguite

mediante trattamento di dati sensibili e giudiziari, relative alle attività

amministrative correlate all'applicazione della disciplina in materia di:

a) tutela sociale della maternità e di interruzione volontaria della gravidanza,

con particolare riferimento a quelle svolte per la gestione di consultori

familiari e istituzioni analoghe, per l'informazione, la cura e la degenza delle

madri, nonché per gli interventi di interruzione della gravidanza;

b) stupefacenti e sostanze psicotrope, con particolare riferimento a quelle

svolte al fine di assicurare, anche avvalendosi di enti ed associazioni senza

fine di lucro, i servizi pubblici necessari per l'assistenza socio-sanitaria ai

tossicodipendenti, gli interventi anche di tipo preventivo previsti dalle leggi e

l'applicazione delle misure amministrative previste;

c) assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone handicappate

effettuati, in particolare, al fine di:

1) accertare l'handicap ed assicurare la funzionalità dei servizi terapeutici e

riabilitativi, di aiuto personale e familiare, nonché interventi economici

integrativi ed altre agevolazioni;

2) curare l'integrazione sociale, l'educazione, l'istruzione e l'informazione alla

famiglia del portatore di handicap, nonché il collocamento obbligatorio nei

casi previsti dalla legge;

3) realizzare comunità-alloggio e centri socio riabilitativi;

4) curare la tenuta degli albi degli enti e delle associazioni ed organizzazioni

di volontariato impegnati nel settore.

2. Ai trattamenti di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui

all'articolo 85, comma 4.

Capo IV - Prescrizioni mediche

Art. 87. Medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale

1. Le ricette relative a prescrizioni di medicinali a carico, anche parziale, del

Servizio sanitario nazionale sono redatte secondo il modello di cui al comma

2, conformato in modo da permettere di risalire all'identità dell'interessato

solo in caso di necessità connesse al controllo della correttezza della

prescrizione, ovvero a fini di verifiche amministrative o per scopi

epidemiologici e di ricerca, nel rispetto delle norme deontologiche

applicabili.

2. Il modello cartaceo per le ricette di medicinali relative a prescrizioni di

medicinali a carico, anche parziale, del Servizio sanitario nazionale, di cui

agli allegati 1, 3, 5 e 6 del decreto del Ministro della sanità 11 luglio 1988, n.

350, e al capitolo 2, paragrafo 2.2.2. del relativo disciplinare tecnico, è

integrato da un tagliando predisposto su carta o con tecnica di tipo copiativo

e unito ai bordi delle zone indicate nel comma 3.

3. Il tagliando di cui al comma 2 è apposto sulle zone del modello predisposte

per l'indicazione delle generalità e dell'indirizzo dell'assistito, in modo da

consentirne la visione solo per effetto di una momentanea separazione del

tagliando medesimo che risulti necessaria ai sensi dei commi 4 e 5.

4. Il tagliando può essere momentaneamente separato dal modello di ricetta, e

successivamente riunito allo stesso, quando il farmacista lo ritiene

indispensabile, mediante sottoscrizione apposta sul tagliando, per una

effettiva necessità connessa al controllo della correttezza della prescrizione,

anche per quanto riguarda la corretta fornitura del farmaco.

5. Il tagliando può essere momentaneamente separato nei modi di cui al

comma 3 anche presso i competenti organi per fini di verifica amministrativa

sulla correttezza della prescrizione, o da parte di soggetti legittimati a

svolgere indagini epidemiologiche o di ricerca in conformità alla legge,

quando è indispensabile per il perseguimento delle rispettive finalità.

6. Con decreto del Ministro della salute, sentito il Garante, può essere

individuata una ulteriore soluzione tecnica diversa da quella indicata nel

comma 1, basata sull'uso di una fascetta adesiva o su altra tecnica

equipollente relativa anche a modelli non cartacei.

Art. 88. Medicinali non a carico del Servizio sanitario nazionale

1. Nelle prescrizioni cartacee di medicinali soggetti a prescrizione ripetibile

non a carico, anche parziale, del Servizio sanitario nazionale, le generalità

dell'interessato non sono indicate.

2. Nei casi di cui al comma 1 il medico può indicare le generalità

dell'interessato solo se ritiene indispensabile permettere di risalire alla sua

identità, per un'effettiva necessità derivante dalle particolari condizioni del

medesimo interessato o da una speciale modalità di preparazione o di

utilizzazione.

Art. 89. Casi particolari

1. Le disposizioni del presente capo non precludono l'applicazione di

disposizioni normative che prevedono il rilascio di ricette che non

identificano l'interessato o recanti particolari annotazioni, contenute anche

nel decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni,

dalla legge 8 aprile 1998, n. 94.

2. Nei casi in cui deve essere accertata l'identità dell'interessato ai sensi del

testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze

psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di

tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9

ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, le ricette sono conservate

separatamente da ogni altro documento che non ne richiede l'utilizzo.

(1)

2-bis. Per i soggetti di cui all'articolo 78, l'attuazione delle disposizioni di

cui all'articolo 87, comma 3, e 88, comma 1, è subordinata ad un'esplicita

richiesta dell'interessato. Comma aggiunto dall'art. 2-quinquies, comma 1,

lett. c), del decreto legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito, con

modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138.

(1) Comma aggiunto dall'art. 2-quinquies, comma 1, lett. c), del decreto legge

29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio

2004, n. 138.

Capo V - Dati genetici

Art. 90. Trattamento dei dati genetici e donatori di midollo osseo

1. Il trattamento dei dati genetici da chiunque effettuato è consentito nei soli

casi previsti da apposita autorizzazione rilasciata dal Garante sentito il

Ministro della salute, che acquisisce, a tal fine, il parere del Consiglio

superiore di sanità.

2. L'autorizzazione di cui al comma 1 individua anche gli ulteriori elementi

da includere nell'informativa ai sensi dell'articolo 13, con particolare riguardo

alla specificazione delle finalità perseguite e dei risultati conseguibili anche

in relazione alle notizie inattese che possono essere conosciute per effetto del

trattamento dei dati e al diritto di opporsi al medesimo trattamento per motivi

legittimi. 3. Il donatore di midollo osseo, ai sensi della legge 6 marzo 2001, n. 52, ha il

diritto e il dovere di mantenere l'anonimato sia nei confronti del ricevente sia

nei confronti di terzi.

Capo VI - Disposizioni varie

Art. 91. Dati trattati mediante carte

1. Il trattamento in ogni forma di dati idonei a rivelare lo stato di salute o la

vita sessuale eventualmente registrati su carte anche non elettroniche,

compresa la carta nazionale dei servizi, o trattati mediante le medesime carte

è consentito se necessario ai sensi dell'articolo 3, nell'osservanza di misure ed

accorgimenti prescritti dal Garante nei modi di cui all'articolo 17.

Art. 92. Cartelle cliniche

1. Nei casi in cui organismi sanitari pubblici e privati redigono e conservano

una cartella clinica in conformità alla disciplina applicabile, sono adottati

opportuni accorgimenti per assicurare la comprensibilità dei dati e per

distinguere i dati relativi al paziente da quelli eventualmente riguardanti altri

interessati, ivi comprese informazioni relative a nascituri.

2. Eventuali richieste di presa visione o di rilascio di copia della cartella e

dell'acclusa scheda di dimissione ospedaliera da parte di soggetti diversi

dall'interessato possono essere accolte, in tutto o in parte, solo se la richiesta

è giustificata dalla documentata necessità:

a) di far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria ai sensi dell'articolo

26, comma 4, lettera c), di rango pari a quello dell'interessato, ovvero

consistente in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà

fondamentale e inviolabile;

b) di tutelare, in conformità alla disciplina sull'accesso ai documenti

amministrativi, una situazione giuridicamente rilevante di rango pari a quella

dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della personalità o in un altro

diritto o libertà fondamentale e inviolabile.

Art. 93. Certificato di assistenza al parto

1. Ai fini della dichiarazione di nascita il certificato di assistenza al parto è

sempre sostituito da una semplice attestazione contenente i soli dati richiesti

nei registri di nascita. Si osservano, altresì, le disposizioni dell'articolo 109.

2. Il certificato di assistenza al parto o la cartella clinica, ove comprensivi dei

dati personali che rendono identificabile la madre che abbia dichiarato di non

voler essere nominata avvalendosi della facoltà di cui all'articolo 30, comma

1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396,

possono essere rilasciati in copia integrale a chi vi abbia interesse, in

conformità alla legge, decorsi cento anni dalla formazione del documento.

3. Durante il periodo di cui al comma 2 la richiesta di accesso al certificato o

alla cartella può essere accolta relativamente ai dati relativi alla madre che

abbia dichiarato di non voler essere nominata, osservando le opportune

cautele per evitare che quest'ultima sia identificabile.

Art. 94. Banche di dati, registri e schedari in ambito sanitario

1. Il trattamento di dati idonei a rivelare lo stato di salute contenuti in banche

di dati, schedari, archivi o registri tenuti in ambito sanitario, è effettuato nel

rispetto dell'articolo 3 anche presso banche di dati, schedari, archivi o registri

già istituiti alla data di entrata in vigore del presente codice e in riferimento

ad accessi di terzi previsti dalla disciplina vigente alla medesima data, in

particolare presso:

a) il registro nazionale dei casi di mesotelioma asbesto-correlati istituito

presso l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl),

di cui all'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10

dicembre 2002, n. 308;

b) la banca di dati in materia di sorveglianza della malattia di Creutzfeldt-

Jakob o delle varianti e sindromi ad essa correlate, di cui al decreto del

Ministro della salute in data 21 dicembre 2001, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 2002;

c) il registro nazionale delle malattie rare di cui all'articolo 3 del decreto del

Ministro della sanità in data 18 maggio 2001, n. 279;

d) i registri dei donatori di midollo osseo istituiti in applicazione della legge 6

marzo 2001, n. 52;

e) gli schedari dei donatori di sangue di cui all'articolo 15 del decreto del

Ministro della sanità in data 26 gennaio 2001, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2001.

Titolo VI - Istruzione

Capo I - Profili generali

Art. 95. Dati sensibili e giudiziari

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità di istruzione e di formazione in ambito scolastico,

professionale, superiore o universitario, con particolare riferimento a quelle

svolte anche in forma integrata.

Art. 96. Trattamento di dati relativi a studenti

1. Al fine di agevolare l'orientamento, la formazione e l'inserimento

professionale, anche all'estero, le scuole e gli istituti scolastici di istruzione

secondaria, su richiesta degli interessati, possono comunicare o diffondere,

anche a privati e per via telematica, dati relativi agli esiti scolastici, intermedi

e finali, degli studenti e altri dati personali diversi da quelli sensibili o

giudiziari, pertinenti in relazione alle predette finalità e indicati

nell'informativa resa agli interessati ai sensi dell'articolo 13. I dati possono

essere successivamente trattati esclusivamente per le predette finalità.

2. Resta ferma la disposizione di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto del

Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, sulla tutela del diritto

dello studente alla riservatezza. Restano altresì ferme le vigenti disposizioni

in materia di pubblicazione dell'esito degli esami mediante affissione

nell'albo dell'istituto e di rilascio di diplomi e certificati.

Titolo VII - Trattamento per scopi storici, statistici o scientifici

Capo I - Profili generali

Art. 97. Ambito applicativo

1. Il presente titolo disciplina il trattamento dei dati personali effettuato per

scopi storici, statistici o scientifici.

Art. 98. Finalità di rilevante interesse pubblico

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalità relative ai trattamenti effettuati da soggetti pubblici:

a) per scopi storici, concernenti la conservazione, l'ordinamento e la

comunicazione dei documenti detenuti negli archivi di Stato e negli archivi

storici degli enti pubblici, secondo quanto disposto dal decreto legislativo 29

ottobre 1999, n. 490, di approvazione del testo unico in materia di beni

culturali e ambientali, come modificato dal presente codice;

b) che fanno parte del Sistema statistico nazionale (Sistan) ai sensi del

decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e successive modificazioni;

c) per scopi scientifici.

Art. 99. Compatibilità tra scopi e durata del trattamento

1. Il trattamento di dati personali effettuato per scopi storici, statistici o

scientifici è considerato compatibile con i diversi scopi per i quali i dati sono

stati in precedenza raccolti o trattati.

2. Il trattamento di dati personali per scopi storici, statistici o scientifici può

essere effettuato anche oltre il periodo di tempo necessario per conseguire i

diversi scopi per i quali i dati sono stati in precedenza raccolti o trattati.

3. Per scopi storici, statistici o scientifici possono comunque essere

conservati o ceduti ad altro titolare i dati personali dei quali, per qualsiasi

causa, è cessato il trattamento.

Art. 100. Dati relativi ad attività di studio e ricerca

1. Al fine di promuovere e sostenere la ricerca e la collaborazione in campo

scientifico e tecnologico i soggetti pubblici, ivi comprese le università e gli

enti di ricerca, possono con autonome determinazioni comunicare e

diffondere, anche a privati e per via telematica, dati relativi ad attività di

studio e di ricerca, a laureati, dottori di ricerca, tecnici e tecnologi, ricercatori,

docenti, esperti e studiosi, con esclusione di quelli sensibili o giudiziari.

2. Resta fermo il diritto dell'interessato di opporsi per motivi legittimi ai sensi

dell'articolo 7, comma 4, lettera a).

3. I dati di cui al presente articolo non costituiscono documenti

amministrativi ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241.

4. I dati di cui al presente articolo possono essere successivamente trattati per

i soli scopi in base ai quali sono comunicati o diffusi.

Capo II - Trattamento per scopi storici

Art. 101. Modalità di trattamento

1. I dati personali raccolti per scopi storici non possono essere utilizzati per

adottare atti o provvedimenti amministrativi sfavorevoli all'interessato, salvo

che siano utilizzati anche per altre finalità nel rispetto dell'articolo 11.

2. I documenti contenenti dati personali, trattati per scopi storici, possono

essere utilizzati, tenendo conto della loro natura, solo se pertinenti e

indispensabili per il perseguimento di tali scopi. I dati personali diffusi

possono essere utilizzati solo per il perseguimento dei medesimi scopi.

3. I dati personali possono essere comunque diffusi quando sono relativi a

circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso suoi

comportamenti in pubblico.

Art. 102. Codice di deontologia e di buona condotta

1. Il Garante promuove ai sensi dell'articolo 12 la sottoscrizione di un codice

di deontologia e di buona condotta per i soggetti pubblici e privati, ivi

comprese le società scientifiche e le associazioni professionali, interessati al

trattamento dei dati per scopi storici.

2. Il codice di deontologia e di buona condotta di cui al comma 1 individua,

in particolare:

a) le regole di correttezza e di non discriminazione nei confronti degli utenti

da osservare anche nella comunicazione e diffusione dei dati, in armonia con

le disposizioni del presente codice applicabili ai trattamenti di dati per finalità

giornalistiche o di pubblicazione di articoli, saggi e altre manifestazioni del

pensiero anche nell'espressione artistica;

b) le particolari cautele per la raccolta, la consultazione e la diffusione di

documenti concernenti dati idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale

o rapporti riservati di tipo familiare, identificando casi in cui l'interessato o

chi vi abbia interesse è informato dall'utente della prevista diffusione di dati;

c) le modalità di applicazione agli archivi privati della disciplina dettata in

materia di trattamento dei dati a scopi storici, anche in riferimento

all'uniformità dei criteri da seguire per la consultazione e alle cautele da

osservare nella comunicazione e nella diffusione.

Art. 103. Consultazione di documenti conservati in archivi

1. La consultazione dei documenti conservati negli archivi di Stato, in quelli

storici degli enti pubblici e in archivi privati è disciplinata dal decreto

legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, di approvazione del testo unico in materia

di beni culturali e ambientali, come modificato dal presente codice.

Capo III - Trattamento per scopi statistici o scientifici

Art. 104. Ambito applicativo e dati identificativi per scopi statistici o

scientifici

1. Le disposizioni del presente capo si applicano ai trattamenti di dati per

scopi statistici o, in quanto compatibili, per scopi scientifici.

2. Agli effetti dell'applicazione del presente capo, in relazione ai dati

identificativi si tiene conto dell'insieme dei mezzi che possono essere

ragionevolmente utilizzati dal titolare o da altri per identificare l'interessato,

anche in base alle conoscenze acquisite in relazione al progresso tecnico.

Art. 105. Modalità di trattamento

1. I dati personali trattati per scopi statistici o scientifici non possono essere

utilizzati per prendere decisioni o provvedimenti relativamente all'interessato,

né per trattamenti di dati per scopi di altra natura.

2. Gli scopi statistici o scientifici devono essere chiaramente determinati e

resi noti all'interessato, nei modi di cui all'articolo 13 anche in relazione a

quanto previsto dall'articolo 106, comma 2, lettera b), del presente codice e

dall'articolo 6-bis del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e

successive modificazioni.

3. Quando specifiche circostanze individuate dai codici di cui all'articolo 106

sono tali da consentire ad un soggetto di rispondere in nome e per conto di un

altro, in quanto familiare o convivente, l'informativa all'interessato può essere

data anche per il tramite del soggetto rispondente.

4. Per il trattamento effettuato per scopi statistici o scientifici rispetto a dati

raccolti per altri scopi, l'informativa all'interessato non è dovuta quando

richiede uno sforzo sproporzionato rispetto al diritto tutelato, se sono adottate

le idonee forme di pubblicità individuate dai codici di cui all'articolo 106.

Art. 106. Codici di deontologia e di buona condotta

1. Il Garante promuove ai sensi dell'articolo 12 la sottoscrizione di uno o più

codici di deontologia e di buona condotta per i soggetti pubblici e privati, ivi

comprese le società scientifiche e le associazioni professionali, interessati al

trattamento dei dati per scopi statistici o scientifici.

2. Con i codici di cui al comma 1 sono individuati, tenendo conto, per i

soggetti già compresi nell'ambito del Sistema statistico nazionale, di quanto

già previsto dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e successive

modificazioni, e, per altri soggetti, sulla base di analoghe garanzie, in

particolare:

a) i presupposti e i procedimenti per documentare e verificare che i

trattamenti, fuori dai casi previsti dal medesimo decreto legislativo n. 322 del

1989, siano effettuati per idonei ed effettivi scopi statistici o scientifici;

b) per quanto non previsto dal presente codice, gli ulteriori presupposti del

trattamento e le connesse garanzie, anche in riferimento alla durata della

conservazione dei dati, alle informazioni da rendere agli interessati

relativamente ai dati raccolti anche presso terzi, alla comunicazione e

diffusione, ai criteri selettivi da osservare per il trattamento di dati

identificativi, alle specifiche misure di sicurezza e alle modalità per la

modifica dei dati a seguito dell'esercizio dei diritti dell'interessato, tenendo

conto dei principi contenuti nelle pertinenti raccomandazioni del Consiglio

d'Europa;

c) l'insieme dei mezzi che possono essere ragionevolmente utilizzati dal

titolare del trattamento o da altri per identificare l'interessato, anche in

relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;

d) le garanzie da osservare ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui

all'articolo 24, comma 1, lettera i), e 43, comma 1, lettera g), che permettono

di prescindere dal consenso dell'interessato, tenendo conto dei principi

contenuti nelle predette raccomandazioni;

e) modalità semplificate per la prestazione del consenso degli interessati

relativamente al trattamento dei dati sensibili;

f) le regole di correttezza da osservare nella raccolta dei dati e le istruzioni da

impartire al personale incaricato;

g) le misure da adottare per favorire il rispetto dei principi di pertinenza e non

eccedenza dei dati e delle misure di sicurezza di cui all'articolo 31, anche in

riferimento alle cautele volte ad impedire l'accesso da parte di persone fisiche

che non sono incaricati e l'identificazione non autorizzata degli interessati,

all'interconnessione dei sistemi informativi anche nell'ambito del Sistema

statistico nazionale e all'interscambio di dati per scopi statistici o scientifici

da effettuarsi con enti ed uffici situati all'estero anche sulla base delle

garanzie previste dall'articolo 44, comma 1, lettera a);

h) l'impegno al rispetto di regole di condotta degli incaricati che non sono

tenuti in base alla legge al segreto d'ufficio o professionale, tali da assicurare

analoghi livelli di sicurezza e di riservatezza.

Art. 107. Trattamento di dati sensibili

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 20 e fuori dei casi di

particolari indagini statistiche o di ricerca scientifica previste dalla legge, il

consenso dell'interessato al trattamento di dati sensibili, quando è richiesto,

può essere prestato con modalità semplificate, individuate dal codice di cui

all'articolo 106 e l'autorizzazione del Garante può essere rilasciata anche ai

sensi dell'articolo 40.

Art. 108. Sistema statistico nazionale

1. Il trattamento di dati personali da parte di soggetti che fanno parte del

Sistema statistico nazionale, oltre a quanto previsto dal codice di deontologia

e di buona condotta sottoscritto ai sensi dell'articolo 106, comma 2, resta

inoltre disciplinato dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e

successive modificazioni, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei

dati sensibili indicati nel programma statistico nazionale, l'informativa

all'interessato, l'esercizio dei relativi diritti e i dati non tutelati dal segreto

statistico ai sensi dell'articolo 9, comma 4, del medesimo decreto.

Art. 109. Dati statistici relativi all'evento della nascita

1. Per la rilevazione dei dati statistici relativi agli eventi di nascita, compresi

quelli relativi ai nati affetti da malformazioni e ai nati morti, nonché per i

flussi di dati anche da parte di direttori sanitari, si osservano, oltre alle

disposizioni di cui al decreto del Ministro della sanità 16 luglio 2001, n. 349,

le modalità tecniche determinate dall'Istituto nazionale della statistica, sentito

il Ministro della salute, dell'interno e il Garante.

Art. 110. Ricerca medica, biomedica ed epidemiologica

1. Il consenso dell'interessato per il trattamento dei dati idonei a rivelare lo

stato di salute, finalizzato a scopi di ricerca scientifica in campo medico,

biomedico o epidemiologico, non è necessario quando la ricerca è prevista da

un'espressa disposizione di legge che prevede specificamente il trattamento,

ovvero rientra in un programma di ricerca biomedica o sanitaria previsto ai

sensi dell'articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e

successive modificazioni, e per il quale sono decorsi quarantacinque giorni

dalla comunicazione al Garante ai sensi dell'articolo 39. Il consenso non è

inoltre necessario quando a causa di particolari ragioni non è possibile

informare gli interessati e il programma di ricerca è oggetto di motivato

parere favorevole del competente comitato etico a livello territoriale ed è

autorizzato dal Garante anche ai sensi dell'articolo 40.

2. In caso di esercizio dei diritti dell'interessato ai sensi dell'articolo 7 nei

riguardi dei trattamenti di cui al comma 1, l'aggiornamento, la rettificazione e

l'integrazione dei dati sono annotati senza modificare questi ultimi, quando il

risultato di tali operazioni non produce effetti significativi sul risultato della

ricerca.

Titolo VIII - Lavoro e previdenza sociale

Capo I - Profili generali

Art. 111. Codice di deontologia e di buona condotta


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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo integrale del d. lgs. n. 196 del 2003 recante le norme in materia di protezione dei dati personali, meglio conosciuto come codice a tutela della privacy.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Cardarelli Francesco.

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