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Primera Instancia n. 35 di Barcellona ha sollevato, a norma dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto

art. 234 CE), una questione pregiudiziale in merito all’interpretazione della direttiva del Consiglio 5

aprile 1993, 93/13/CEE, concernente le clausole vessatorie nei contratti stipulati con i consumatori

(GU L 95, pag. 29; in prosieguo: la "direttiva").

2. La questione è sorta nell’ambito di controversie tra la Océano Grupo Editorial SA e la signora

Murciano Quintero, da una parte, e tra la Salvat Editores SA e i signori Sánchez Alcón Prades,

Copano Badillo, Berroane e Viñas Feliu, dall’altra, riguardo al pagamento di somme dovute in

esecuzione di contratti di vendita a rate conclusi tra le dette società e i convenuti nella causa

principale. Il contesto giuridico

La normativa comunitaria

3. Ai sensi dell’art. 1, n. 1, della direttiva, quest’ultima è volta a "ravvicinare le disposizioni

legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti le clausole vessatorie nei

contratti stipulati tra un professionista e un consumatore".

4. L’art. 2 della direttiva dispone quanto segue:

"Ai fini della presente direttiva si intende per: [...]

b) consumatore: qualsiasi persona fisica che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisce per

fini che non rientrano nel quadro della sua attività professionale;

c) professionista: qualsiasi persona fisica o giuridica che, nei contratti oggetto della presente

direttiva, agisce nel quadro della sua attività professionale, sia essa pubblica o privata".

5. A mente dell’art. 3, n. 1, della direttiva:

"Una clausola contrattuale, che non è stata oggetto di negoziato individuale, si considera vessatoria

se, malgrado il requisito della buona fede, determina, a danno del consumatore, un significativo

squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti derivanti dal contratto".

6. L’art. 3, n. 3, della direttiva fa riferimento all’allegato della stessa, il quale contiene un "elenco

indicativo e non esauriente di clausole che possono essere dichiarate vessatorie". Il punto 1 di tale

allegato riguarda le "Clausole che hanno per oggetto o per effetto di: [...] q) sopprimere o limitare

l’esercizio di azioni legali o vie di ricorso del consumatore [...]".

7. A norma dell’art. 6, n. 1, della direttiva:

"Gli Stati membri prevedono che le clausole vessatorie contenute in un contratto stipulato fra un

consumatore ed un professionista non vincolino il consumatore, alle condizioni stabilite dalle loro

legislazioni nazionali, e che il contratto resti vincolante per le parti secondo i medesimi termini,

sempre che esso possa sussistere senza le clausole vessatorie".

8. Ai sensi dell’art. 7, nn. 1 e 2, della direttiva:

"1. Gli Stati membri, nell’interesse dei consumatori e dei concorrenti professionali, provvedono a

fornire mezzi adeguati ed efficaci per far cessare l’inserzione di clausole vessatorie nei contratti

stipulati tra un professionista e dei consumatori.

2. I mezzi di cui al paragrafo 1 comprendono disposizioni che permettano a persone o

organizzazioni, che a norma del diritto nazionale abbiano un interesse legittimo a tutelare i

consumatori, di adire, a seconda del diritto nazionale, le autorità giudiziarie o gli organi

amministrativi competenti affinché stabiliscano se le clausole contrattuali, redatte per un impiego

generalizzato, abbiano carattere vessatorio ed applichino mezzi adeguati ed efficaci per far cessare

l’inserzione di siffatte clausole".

9. In forza dell’art. 10, n. 1, della direttiva, gli Stati membri erano tenuti a mettere in vigore le

disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarvisi entro il 31

dicembre 1994. La normativa nazionale

2 prof. Giorgio Costantino

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IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

10. In diritto spagnolo la tutela dei consumatori contro le clausole vessatorie inserite nei contratti ad

opera di professionisti è stata inizialmente assicurata dalla Ley General 26/1984, de 19 de julio,

para la Defensa de los Consumidores y Usuarios (legge generale 19 luglio 1984, n. 26, relativa alla

tutela dei consumatori e degli utenti, Boletín Oficial del Estado n. 176 del 24 luglio 1984; in

prosieguo: la "legge n. 26/1984").

11. Ai sensi dell’art. 10, n. 1, lett. c), della legge n. 26/1984, le clausole, condizioni o disposizioni

riguardanti in modo generale l’offerta o la promozione di prodotti o di servizi devono essere

conformi alla buona fede e garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli obblighi delle parti, ciò

che, in ogni caso, esclude l’uso di clausole vessatorie. In forza dell’art. 10, n. 4, della legge, le

clausole vessatorie, definite come clausole che danneggiano il consumatore in modo sproporzionato

e ingiusto o che causano uno squilibrio tra i diritti e gli obblighi delle parti a danno dei consumatori,

sono nulle.

12. La trasposizione integrale della direttiva è stata realizzata con la Ley 7/1998, de 13 de abril,

sobre Condiciones Generales de la Contratación (legge 13 aprile 1998, n. 7, sulle condizioni

generali di contratto, Boletín Oficial del Estado n. 89 del 14 aprile 1998; in prosieguo: la "legge n.

7/1998").

13. L’art. 8 della legge n. 7/1998 prevede la nullità delle condizioni generali pregiudizievoli per

l’aderente e in contrasto con le disposizioni della legge e, in particolare, delle condizioni generali

vessatorie inserite nei contratti conclusi con un consumatore ai sensi della legge n. 26/1984.

14. Inoltre, la legge n. 7/1998 integra la legge n. 26/1984 aggiungendo, in particolare, un art. 10 bis

- il cui n. 1 riproduce in sostanza l’art. 3, n. 1, della direttiva - e una disposizione addizionale che

riprende buona parte dell’elenco, allegato alla direttiva, delle clausole che possono essere dichiarate

vessatorie, precisando che tale elenco ha solo carattere minimo. Ai sensi del punto 27 di tale

disposizione addizionale, è considerato vessatorio l’inserimento nel contratto di una clausola che

preveda esplicitamente come foro competente un foro diverso da quello del domicilio del

consumatore o del luogo di esecuzione dell’obbligazione.

Le cause a quibus e la questione pregiudiziale

15. I convenuti nelle cause principali, tutti domiciliati in Spagna, tra il 4 maggio 1995 e il 16 ottobre

1996 hanno concluso, ciascuno per suo conto, un contratto di acquisto a rate, a fini personali, di

un’enciclopedia. Le ricorrenti nelle cause principali sono i venditori di tali enciclopedie.

16. I contratti contenevano una clausola di attribuzione della competenza alle autorità giudiziarie di

Barcellona (Spagna), città in cui non è domiciliato nessuno dei convenuti nelle cause principali ma

in cui si trova la sede delle ricorrenti.

17. Poiché gli acquirenti delle enciclopedie non hanno versato le somme dovute alle scadenze

pattuite, tra il 25 luglio e il 19 dicembre 1997 i venditori hanno promosso innanzi al Juzgado de

Primera Instancia n. 35 di Barcellona il procedimento detto "juicio de cognición" (procedimento

sommario riservato alle controversie di valore limitato) chiedendo la condanna dei convenuti nelle

cause principali al pagamento delle somme dovute.

18. Tali ricorsi non sono stati notificati ai convenuti nelle cause principali in quanto il giudice a quo

dubita di essere competente a conoscere delle controversie. Esso rileva infatti che il Tribunal

Supremo ha ripetutamente dichiarato vessatorie clausole derogativa dalla competenza come quelle

di cui è causa nelle controversie che è chiamato a dirimere. Tuttavia, stando a tale giudice, le

pronunce dei tribunali nazionali sono contraddittorie quanto alla possibilità di rilevare d’ufficio la

nullità delle clausole vessatorie nell’ambito di procedimenti relativi alla tutela degli interessi dei

consumatori.

19. Stando così le cose, il Juzgado de Primera Instancia n. 35 di Barcellona, ritenendo che la

soluzione delle controversie richiedesse un’interpretazione della direttiva, ha deciso di sospendere il

3 prof. Giorgio Costantino

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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia Europea relativa ai procedimenti n. 240 e 244 del 1998.
La Corte analizza la domanda pregiudiziale relativa alla clausola derogativa di competenza in materia di clausole vessatorie nei confronti dei consumatori.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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