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Class action non risarcitoria - dlgs 198 - 2009

Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi del Decreto legislativo 198 - 2009 sulla c.d. class action non risarcitoria, ovvero della possibilità di ricorso contro l'inefficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici. Vedi di più

Esame di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici docente Prof. F. Di Lascio

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ESTRATTO DOCUMENTO

1­ter. Sono escluse dall'applicazione del presente decreto le autorità amministrative

indipendenti, gli organi giurisdizionali, le assemblee legislative e gli altri organi

costituzionali nonché la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

2. Del ricorso è data immediatamente notizia sul sito istituzionale dell'amministrazione o

del concessionario intimati; il ricorso è altresì comunicato al Ministro per la pubblica

amministrazione e l'innovazione.

3. I soggetti che si trovano nella medesima situazione giuridica del ricorrente possono

intervenire nel termine di venti giorni liberi prima dell'udienza di discussione del ricorso che

viene fissata d'ufficio, in una data compresa tra il novantesimo ed il centoventesimo giorno

dal deposito del ricorso.

4. Ricorrendo i presupposti di cui al comma 1, il ricorso può essere proposto anche da

associazioni o comitati a tutela degli interessi dei propri associati, appartenenti alla

pluralità di utenti e consumatori di cui al comma 1.

5. Il ricorso è proposto nei confronti degli enti i cui organi sono competenti a esercitare le

funzioni o a gestire i servizi cui sono riferite le violazioni e le omissioni di cui al comma 1.

Gli enti intimati informano immediatamente della proposizione del ricorso il dirigente

responsabile di ciascun ufficio coinvolto, il quale può intervenire nel giudizio. Il giudice,

nella prima udienza, se ritiene che le violazioni o le omissioni sono ascrivibili ad enti

ulteriori o diversi da quelli intimati, ordina l'integrazione del contraddittorio.

6. Il ricorso non consente di ottenere il risarcimento del danno cagionato dagli atti e dai

comportamenti di cui al comma 1; a tal fine, restano fermi i rimedi ordinari.

7. Il ricorso è devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e le questioni

di competenza sono rilevabili anche d'ufficio.

Del. 24 giugno 2010, n. 88/2010.

(2) Vedi, anche, la

Art. 2 Rapporti con le competenze di regolazione e controllo e con i giudizi instaurati ai

sensi degli articoli 139, 140 e 140­bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo

6 settembre 2005, n. 206

1. Il ricorso di cui all'articolo 1 non può essere proposto se un organismo con funzione di

regolazione e di controllo istituito con legge statale o regionale e preposto al settore

interessato ha instaurato e non ancora definito un procedimento volto ad accertare le

medesime condotte oggetto dell'azione di cui all'articolo 1, né se, in relazione alle

articoli 139, 140 140­

medesime condotte, sia stato instaurato un giudizio ai sensi degli e

bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

2. Nell'ipotesi in cui il procedimento di cui al comma 1 o un giudizio instaurato ai sensi

articoli 139 140 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre

degli e

2005, n. 206, sono iniziati dopo la proposizione del ricorso di cui all'articolo 1, il giudice di

quest'ultimo ne dispone la sospensione fino alla definizione dei predetti procedimenti o

giudizi. A seguito del passaggio in giudicato della sentenza che definisce nel merito il

articoli 139 140, 1

giudizio instaurato ai sensi dei citati e il ricorso di cui all'articolo diviene

improcedibile. In ogni altro caso, quest'ultimo deve essere riassunto entro centoventi giorni

dalla definizione del procedimento di cui al comma 1, ovvero dalla definizione con

articoli 139 140,

pronuncia non di merito sui giudizi instaurati ai sensi degli stessi e

altrimenti è perento. 1

3. Il soggetto contro cui è stato proposto il ricorso giurisdizionale di cui all'articolo

comunica immediatamente al giudice l'eventuale pendenza o la successiva instaurazione

del procedimento di cui ai commi 1 e 2, ovvero di alcuno dei giudizi ivi indicati, per

l'adozione dei conseguenti provvedimenti rispettivamente previsti dagli stessi commi 1 e 2.

Art. 3 Procedimento 48 del

1. Il ricorrente notifica preventivamente, anche con le modalità di cui all'articolo

decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 una diffida all'amministrazione o al concessionario

ad effettuare, entro il termine di novanta giorni, gli interventi utili alla soddisfazione degli

interessati. La diffida è notificata all'organo di vertice dell'amministrazione o del

concessionario, che assume senza ritardo le iniziative ritenute opportune, individua il

settore in cui si è verificata la violazione, l'omissione o il mancato adempimento di cui

1,

all'articolo comma 1, e cura che il dirigente competente provveda a rimuoverne le

cause. Tutte le iniziative assunte sono comunicate all'autore della diffida. Le pubbliche

amministrazioni determinano, per ciascun settore di propria competenza, il procedimento

da seguire a seguito di una diffida notificata ai sensi del presente comma.

L'amministrazione o il concessionario destinatari della diffida, se ritengono che la

violazione, l'omissione o il mancato adempimento sono imputabili altresì ad altre

amministrazioni o concessionari, invitano il privato a notificare la diffida anche a questi

ultimi. La diffida è altresì comunicata dall'amministrazione pubblica o dal concessionario di

servizi pubblici interessati al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. (3)

2. Il ricorso è proponibile se, decorso il termine di cui al primo periodo del comma 1,

l'amministrazione o il concessionario non ha provveduto, o ha provveduto in modo

parziale, ad eliminare la situazione denunciata. Il ricorso può essere proposto entro il

termine perentorio di un anno dalla scadenza del termine di cui al primo periodo del

comma 1. Il ricorrente ha l'onere di comprovare la notifica della diffida di cui al comma 1 e

la scadenza del termine assegnato per provvedere, nonché di dichiarare nel ricorso la

persistenza, totale o parziale, della situazione denunciata.

3. In luogo della diffida di cui al comma 1, il ricorrente, se ne ricorrono i presupposti, può

30

promuovere la risoluzione non giurisdizionale della controversia ai sensi dell'articolo

della legge 18 giugno 2009, n. 69; in tal caso, se non si raggiunge la conciliazione delle

parti, il ricorso è proponibile entro un anno dall'esito di tali procedure.

33, comma 2, lett. a) e b), D.Lgs. 30 dicembre 2010, n.

(3) Comma così modificato dall'art.

235.

Art. 4 Sentenza

1. Il giudice accoglie la domanda se accerta la violazione, l'omissione o l'inadempimento

1,

di cui all'articolo comma 1, ordinando alla pubblica amministrazione o al concessionario

di porvi rimedio entro un congruo termine, nei limiti delle risorse strumentali, finanziarie ed

umane già assegnate in via ordinaria e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza

pubblica.

2. Della sentenza che definisce il giudizio è data notizia con le stesse modalità previste

1,

per il ricorso dall'articolo comma 2.

3. La sentenza che accoglie la domanda nei confronti di una pubblica amministrazione è

comunicata, dopo il passaggio in giudicato, agli organismi con funzione di regolazione e di

controllo preposti al settore interessato, alla Commissione e all'Organismo di cui agli

articoli 13 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,

e alla procura regionale della

Corte dei conti per i casi in cui emergono profili di responsabilità erariale, nonché agli

organi preposti all'avvio del giudizio disciplinare e a quelli deputati alla valutazione dei

dirigenti coinvolti, per l'eventuale adozione dei provvedimenti di rispettiva competenza.

4. La sentenza che accoglie la domanda nei confronti di un concessionario di pubblici

servizi è comunicata all'amministrazione vigilante per le valutazioni di competenza in

ordine all'esatto adempimento degli obblighi scaturenti dalla concessione e dalla

convenzione che la disciplina.

5. L'amministrazione individua i soggetti che hanno concorso a cagionare le situazioni di

1,

cui all'articolo comma 1, e adotta i conseguenti provvedimenti di propria competenza.

6. Le misure adottate in ottemperanza alla sentenza sono pubblicate sul sito istituzionale

del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e sul sito istituzionale

dell'amministrazione o del concessionario soccombente in giudizio.

Art. 5 Ottemperanza


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi del Decreto legislativo 198 - 2009 sulla c.d. class action non risarcitoria, ovvero della possibilità di ricorso contro l'inefficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche pubbliche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Di Lascio Francesca.

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