Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

A tal fine si ritiene opportuno che il certificato energetico esprima il confronto della

prestazione energetica globale propria dell’edificio:

EPgl= EPi + EPacs + EPe + EPill (1)

con “n” classi di riferimento, i cui limiti inferiori sono determinati attraverso la seguente

espressione:

EPgl (CLASSE) = K EPi + EPacs + K EPe + EPill (2)

(2010)

n 1 n L n 2 n L n

dove:

e K sono dei parametri adimensionali;

K

1n 2n

EPi è il limite massimo ammissibile dell’indice di prestazione energetica per la

(2010)

L

climatizzazione invernale in vigore a partire dal 1 gennaio 2010.

I significati degli altri simboli sono riportati al paragrafo 3.

Come già detto al paragrafo 3, si avvia la certificazione energetica limitando la valutazione

dell’indice di prestazione EP ai servizi di climatizzazione invernale e produzione di acqua

calda sanitaria.

In tal caso le precedenti espressioni (1) e (2) diventano rispettivamente:

EPgl= EPi + EPacs (3)

EPgl (CLASSE) = K EPi + EPacs (4)

(2010)

n 1 n L n

Nell’allegato 4 si riportano le scale delle classi energetiche per le prestazioni parziali e

globale, questa ultima, indicata al punto 3 del predetto allegato, definita con l’espressione

(4), con cui confrontare la prestazione energetica globale propria dell’edificio, calcolata con

l’espressione (3).

7.3. Climatizzazione invernale dell’edificio

Il sistema di classificazione nazionale, relativo alla climatizzazione invernale, è definito sulla

base dei limiti massimi ammissibili del corrispondente indice di prestazione energetica in

vigore a partire dal 1 gennaio 2010 (EPi ), di cui alle tabelle 1.3 e 2.3 dell’allegato C al

L(2010)

decreto legislativo, e quindi parametrato al rapporto di forma dell’edificio e ai gradi giorno

della località dove lo stesso è ubicato.

Un sistema così definito:

- è pienamente coerente con le finalità di cui al paragrafo 1;

- garantisce la stessa classe a tutti gli edifici, anche di diversa tipologia, che rispettano i

limiti del decreto legislativo (EPi ), in pari misura, ponendoli in maniera certa al di sopra

L

della soglia di riferimento;

- permette una politica energetica degli edifici basata su una corretta comunicazione ai

cittadini, su incentivi e premialità, facilmente integrabili o cumulabili tra loro, a partire

dal rispetto degli obblighi di legge e con l’utilizzo delle classi;

- assicura piena coerenza tra la metodologia di calcolo dell’indice di prestazione energetica

EPi e l’attribuzione della classe energetica.

Al punto 1 dell’allegato 4 si riporta la scala nazionale di classi espressione della prestazione

energetica per la climatizzazione invernale.

Al fine di fornire all’utente tutte le informazioni necessarie per individuare i provvedimenti

atti migliorare le prestazioni energetiche, nell’attestato di certificazione devono essere

riportati, oltre all’indice di prestazione energetica dell’edificio (energia primaria specifica),

9

quelli relativi alle prestazioni parziali, quali il fabbisogno energetico dell’involucro e il

rendimento medio stagionale dell’impianto.

Si richiama l’attenzione sul fatto che nel costruire la scala di confronto, per gli edifici

2

residenziali gli indici di prestazione sono espressi in kWh/m anno, mentre per residenze

3

collettive o edifici non residenziali, i medesimi indici sono espressi in kWh/m anno.

Nell’ambito di quanto disposto all’articolo 4 del presente decreto, nel contesto delle

specifiche realtà regionali possono essere adottati altri sistemi di classificazione in

conformità all’articolo 7 della direttiva 2002/91/CE e dei principi generali fissati dal decreto

legislativo.

Ai fini di tutela degli interessi degli utenti, di cui al comma 1, dell’articolo 3 del presente

decreto, è essenziale assicurare un livello di confrontabilità delle prestazioni degli edifici su

tutto il territorio nazionale. La predetta confrontabilità è garantita dalla rappresentazione

grafica, eventualmente aggiuntiva, di cui ai punti 3 e 4, degli allegati 6 e 7.

7.4. Preparazione dell’acqua calda per usi igienici e sanitari

La prestazione energetica, rappresentata dal relativo indice per la preparazione dell’acqua

calda per usi igienici e sanitari (EPacs), in chilowattora per metro quadrato di superficie utile

2

dell’edificio per anno (kWh/m anno), viene messa a confronto con una scala di valori

costituenti le classi energetiche.

Al punto 2 dell’allegato 4 si riporta la scala nazionale delle classi, espressione della

prestazione energetica per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici e sanitari,

determinata sulla base di considerazioni tecnico-economiche.

7.5. Certificazione di edifici e di singoli appartamenti (climatizzazione invernale)

Per gli edifici residenziali la certificazione energetica riguarda il singolo appartamento. Nel

caso di una pluralità di unità immobiliari in edifici multipiano, o con una pluralità di unità

immobiliari in linea, si potrà prevedere, in generale, una certificazione originaria comune per

unità immobiliari che presentano caratteristiche di ripetibilità logistica e di esposizione,

(piani intermedi), sia nel caso di impianti centralizzati che individuali, in questo ultimo caso

a parità di generatore di calore per tipologia e potenza.

Per i predetti edifici, si può quindi prevedere:

a) in presenza impianti termici autonomi o centralizzati con contabilizzazione del calore, un

certificato per ogni unità immobiliare determinato con l’utilizzo del rapporto di forma

proprio dell’appartamento considerato (Lo stesso che si utilizza per la determinazione

dell’indice di prestazione energetica limite EP );

Li

b) in presenza di impianti centralizzati privi di sistemi di regolazione e contabilizzazione del

calore, l’indice di prestazione energetica per la certificazione dei singoli alloggi è

ricavabile ripartendo l’indice di prestazione energetica (EP i) dell’edificio nella sua

L

interezza in base alle tabelle millesimali relative al servizio di riscaldamento;

c) in presenza di appartamenti serviti da impianto centralizzato che si diversifichino dagli

altri per l’installazione di sistemi di regolazione o per la realizzazione di interventi di

risparmio energetico, si procede conformemente al punto a). In questo caso per la

determinazione dell’indice di prestazione energetica si utilizzano i parametri di

rendimento dell’impianto comune, quali quelli relativi a produzione, distribuzione,

emissione e regolazione, ove pertinenti.

A tal fine è fatto obbligo agli amministratori degli stabili di fornire ai condomini le

informazioni e i dati necessari.

8. Procedura di certificazione energetica degli edifici

La certificazione va richiesta, a proprie spese, dal titolare del titolo abilitativo a costruire,

comunque denominato, o dal proprietario, o dal detentore dell’immobile, ai Soggetti

10

certificatori riconosciuti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica di cui

all’articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto legislativo, con le disposizioni, ivi previste,

per assicurare indipendenza ed imparzialità di giudizio dei medesimi soggetti nei differenti

casi di edifici nuovi od esistenti.

La procedura di certificazione energetica degli edifici comprende il complesso di operazioni

svolte dai Soggetti certificatori ed in particolare:

1. l’esecuzione di una diagnosi, o di una verifica di progetto, finalizzata alla determinazione

della prestazione energetica dell’immobile e all’individuazione degli interventi di

riqualificazione energetica che risultano economicamente convenienti:

a) il reperimento dei dati di ingresso, relativamente alle caratteristiche climatiche della

località, alle caratteristiche dell’utenza, all’uso energetico dell’edificio e alle

specifiche caratteristiche dell’edificio e degli impianti, avvalendosi, in primo luogo

dell’attestato di qualificazione energetica;

b) la determinazione della prestazione energetica mediante applicazione di appropriata

metodologia, secondo quanto indicato ai precedenti paragrafi 4 e 5, relativamente a

tutti gli usi energetici, espressi in base agli indici di prestazione energetica EP totale e

parziali;

c) l’individuazione delle opportunità di intervento per il miglioramento della

prestazione energetica in relazione alle soluzioni tecniche proponibili, ai rapporti

costi-benefici e ai tempi di ritorno degli investimenti necessari a realizzarle;

2. la classificazione dell’edificio in funzione degli indici di prestazione energetica di cui

alla lettera b), del punto 1, e il suo confronto con i limiti di legge e le potenzialità di

miglioramento in relazione agli interventi di riqualificazione individuati;

3. il rilascio dell’attestato di certificazione energetica.

Le modalità esecutive della diagnosi di cui al punto 1 possono essere diverse e commisurate

al livello di complessità della metodologia di calcolo utilizzata per la valutazione della

prestazione energetica, come precisato al paragrafo 4.

Il richiedente il servizio di certificazione energetica può, ai sensi dell’articolo 6, comma 2bis,

del decreto legislativo, rendere disponibili a proprie spese i dati relativi alla prestazione

energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare. Lo stesso può richiedere il rilascio

dell’attestato di certificazione energetica sulla base di:

- un attestato di qualificazione energetica relativo all’edificio o alla unità immobiliare

oggetto di certificazione, anche non in corso di validità, evidenziando eventuali interventi

su edifici ed impianti eseguiti successivamente;

- le risultanze di una diagnosi energetica effettuata da tecnici abilitati con modalità

coerenti con i metodi di valutazione della prestazione energetica attraverso cui si intende

procedere.

Il Soggetto certificatore è tenuto ad utilizzare e valorizzare i documenti sopra indicati (ed i

dati in essi contenuti), qualora esistenti e resi disponibili dal richiedente. L’attestato di

qualificazione e la diagnosi predetti, in considerazione delle competenze e delle

responsabilità assunte dai firmatari degli stessi, sono strumenti che favoriscono e

semplificano l’attività del Soggetto certificatore e riducono l’onere a carico del richiedente.

In particolare l’attestato di qualificazione, di cui al comma 2, dell’articolo 8, del decreto

legislativo, è obbligatorio per gli edifici di nuova costruzione e per gli interventi ricadenti

nell’ambito di applicazione di cui all’articolo 3, comma 2, lettere a), b) e c), del medesimo

decreto legislativo, in questo ultimo caso limitatamente alle ristrutturazioni totali. L’attestato

di qualificazione energetica deve essere predisposto da un tecnico abilitato non

necessariamente estraneo alla proprietà, alla progettazione o alla realizzazione dell’edificio.

L’attestato di qualificazione energetica degli edifici si differenzia da quello di certificazione,

essenzialmente per i soggetti che sono chiamati a redigerlo e per l’assenza dell’attribuzione

11

di una classe di efficienza energetica all’edificio in esame (solamente proposta dal tecnico

che lo redige).

Al di fuori di quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, del decreto legislativo l’attestato di

qualificazione energetica è facoltativo e può essere predisposto dall’interessato al fine di

semplificare il successivo rilascio della certificazione energetica.

Uno schema di attestato di qualificazione energetica, con i suoi contenuti minimi è riportato

nell’allegato 5.

Entro i quindici giorni successivi alla consegna al richiedente dell’attestato di certificazione

energetica, il Soggetto certificatore trasmette copia del certificato alla Regione o Provincia

autonoma competente per territorio.

Nel caso di edifici di nuova costruzione o di interventi ricadenti nell’ambito di applicazione

di cui all’articolo 3, comma 2, lettere a), b) e c), del medesimo decreto legislativo, in questo

ultimo caso limitatamente alle ristrutturazioni totali, la nomina del Soggetto certificatore

avviene prima dell’inizio dei lavori.

Nei medesimi casi, qualora fossero presenti, a livello regionale o locale, incentivi legati alla

qualità energetica dell’edificio (bonus volumetrici, ecc.), la richiesta dell’attestato di

certificazione energetica può essere resa obbligatoria prima del deposito della richiesta di

autorizzazione edilizia.

In tali ambiti, al fine di consentire controlli in corso d’opera, può essere previsto che il

direttore dei lavori segnali al Soggetto certificatore le varie fasi della costruzione

dell’edificio e degli impianti, rilevanti ai fini delle prestazioni energetiche dell’edificio.

Il Soggetto certificatore, nell’ambito della sua attività di diagnosi, verifica o controllo, può

procedere alle ispezioni e al collaudo energetico delle opere, avvalendosi, ove necessario di

tecniche strumentali.

Le condizioni e le modalità attraverso cui è stata effettuata la valutazione della prestazione

energetica di un edificio o di una unità immobiliare viene indicata esplicitamente nel relativo

attestato, anche ai fini della determinazione delle conseguenti responsabilità.

Schemi di attestato di certificazione energetica, con i suoi contenuti minimi sono riportati

negli allegati 6 ed 7, rispettivamente per edifici residenziali e non residenziali.

9. Autodichiarazione del proprietario 2

Per gli edifici di superficie utile inferiore o uguale a 1000 m e ai soli fini di cui al comma

1bis, dell’articolo 6, del decreto legislativo, mantenendo la garanzia di una corretta

informazione dell’acquirente, il proprietario dell’edificio, consapevole della scadente qualità

energetica dell’immobile, può scegliere di ottemperare agli obblighi di legge attraverso una

sua dichiarazione in cui afferma che:

- l’edificio è di classe energetica G;

- i costi per la gestione energetica dell’edificio sono molto alti;

Entro quindici giorni dalla data del rilascio di detta dichiarazione, il proprietario ne trasmette

copia alla Regione o Provincia autonoma competente per territorio. 12

ALLEGATO 1

(Allegato A, paragrafo 2)

Indicazioni per il calcolo della prestazione energetica di edifici non

dotati di impianto di climatizzazione invernale e/o di produzione di

acqua calda sanitaria

1. In assenza di impianti termici, come definiti al comma 14, dell’allegato A, al decreto legislativo,

per la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda sanitaria e quindi

nell’impossibilità di poter determinare le conseguenti prestazioni energetiche e l’energia

primaria utilizzata dall’edificio, per tutti gli edifici delle categorie di cui all’articolo 3, del

decreto Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, si procede con le seguenti modalità.

a) Climatizzazione invernale

i. In presenza di edifici che hanno un indice di prestazione dell’involucro edilizio

maggiore del valore limite riportato nelle seguenti tabelle 1 e 2, in funzione della fascia

climatica, rispettivamente per edifici ad uso residenziale e non residenziale, con

l’esclusione degli edifici industriali (categoria E.8), in considerazione del concetto di

certificazione della prestazione basato sull’ipotesi di utilizzo convenzionale e standard

dell’edificio in esame, si presume che le condizioni di comfort invernale siano raggiunte

grazie ad apparecchi alimentati dalla rete elettrica.

Il valore di riferimento per la conversione tra kWh elettrici e MJ è definito con apposito

provvedimento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, al fine di tener conto

dell’efficienza media di produzione del parco termoelettrico, e suoi successivi

aggiornamenti.

ii. In presenza di edifici che hanno un indice di prestazione dell’involucro edilizio non

superiore al valore limite riportato nelle seguenti tabelle 1 e 2, in funzione della fascia

climatica, rispettivamente per edifici ad uso residenziale e non residenziali, con

l’esclusione degli edifici industriali (categoria E.8), si presume un rendimento globale

medio stagionale dell’impianto termico pari al valore calcolato con la formula riportata

al comma 5, dell’allegato C, del decreto legislativo. Per l’applicazione della predetta

formula, in luogo della potenza utile nominale del generatore si utilizza la potenza

richiesta dall’edificio calcolata secondo la norma UNI EN 12831 (carico invernale).

iii. In presenza di edifici industriali (categoria E.8) che non rispettino i pertinenti valori

limite di trasmittanza delle pareti, opache e trasparenti, di cui ai decreti di cui all’articolo

4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo, in considerazione del concetto di

certificazione della prestazione basato sull’ipotesi di utilizzo convenzionale e standard

dell’edificio in esame, si presume che le condizioni di comfort invernale siano raggiunte

grazie ad apparecchi alimentati dalla rete elettrica.

Il valore di riferimento per la conversione tra kWh elettrici e MJ è definito con apposito

provvedimento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, al fine di tener conto

dell’efficienza media di produzione del parco termoelettrico, e suoi successivi

aggiornamenti.

iv. In presenza di edifici industriali (categoria E.8) che rispettino i pertinenti valori limite di

trasmittanza delle pareti, opache e trasparenti, di cui ai decreti di cui all’articolo 4,

comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo, si presume un rendimento globale medio

stagionale dell’impianto termico pari al valore calcolato con la formula riportata al

comma 5, dell’allegato C, del decreto legislativo. Per l’applicazione della predetta

formula, in luogo della potenza utile nominale del generatore si utilizza la potenza

richiesta dall’edificio calcolata secondo la norma UNI EN 12831 (carico invernale).

ALLEGATO 1

(Allegato A, paragrafo 2)

b) Produzione di acqua calda sanitaria

In assenza di impianto di produzione di acqua calda sanitaria ed in mancanza di specifiche

indicazioni, sulla base delle considerazioni riportate alla lettera precedente si presume che lo

specifico servizio sia fornito grazie ad apparecchi alimentati dalla rete elettrica.

Il valore di riferimento per la conversione tra kWh elettrici e MJ definito con apposito

provvedimento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, al fine di tener conto

dell’efficienza media di produzione del parco termoelettrico, e suoi successivi

aggiornamenti

Tabella 1. Valori limite dell’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale dell’involucro edilizio

2

degli edifici residenziali, espresso in kWh/m anno, al di sopra dei quali, in assenza di impianto termico, si applica

quanto previsto al comma 1, lettera a). Zona climatica

A B C D E F

5 5 10 10 20 20

Tabella 2. Valori limite dell’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale dell’involucro edilizio

3

degli edifici NON residenziali, espresso in kWh/m anno, al di sopra dei quali, in assenza di impianto termico, si

applica quanto previsto al comma 1, lettera a). Zona climatica

A B C D E F

1 1 3 3 8 8

ALLEGATO 2

(Allegato A, paragrafo 5.2)

Schema di procedura semplificata per la determinazione dell'indice di prestazione energetica per

la climatizzazione invernale dell'edificio.

L'indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale da attribuire all'edificio per la sua

certificazione energetica (EPi) può essere ricavato come:

( )

Q / A

h pav 2

η

EPi = [kWh/m K]

g

Dove:

Q = fabbisogno di energia termica dell'edificio, espresso in kWh

h 2

A = la superficie utile (pavimento) espressa in m

pav

η = rendimento globale medio stagionale

g

Il fabbisogno di energia termica dell'edificio Qh è dato da:

( )

= ⋅ ⋅ + − + (kWh)

Q 0

, 024 GG ( H H ) f Q Q

h T V x s i

Dove:

GG sono i gradi giorno della città nella quale viene ubicato l’edificio in esame, (Kgg);

H è il coefficiente globale di scambio termico per trasmissione, corretto per tenere conto della

T

differenza di temperatura interno-esterno di ciascuna superficie disperdente; (W/K);

H è il coefficiente globale di scambio termico per ventilazione (W/K);

V

f è il coefficiente di utilizzazione degli apporti gratuiti (adimensionale), assunto pari a 0,95

x

Q sono gli apporti solari attraverso i componenti di involucro trasparente (MJ);

s

Q sono gli apporti gratuiti interni (MJ)

i

Coefficiente globale di scambio termico per trasmissione

n ⋅ ⋅

∑ S U b

Ht = [W/K]

i i tr , i

1

Dove:

Si = superfici esterne che racchiudono il volume lordo riscaldato. Non si considerano le superfici verso

2

altri ambienti riscaldati alla stessa temperatura [m ]

2

Ui = trasmittanza termica della struttura [W/m K]

Nell’impossibilità di reperire le stratigrafie delle pareti opache e delle caratteristiche degli infissi

possono essere adottati i valori riportati nella norma UNI – TS 11300-1, rispettivamente nell'appendice

A e nell'appendice C.

b = fattore di correzione dello scambio termico verso ambienti non climatizzati o verso il terreno

tr,i

(adimensionale) si ricavano:

I valori del coefficiente b tr,i

per superfici disperdenti verso ambienti non riscaldati: Prospetto 5 UNI/TS 11300-1

- per superfici disperdenti verso il terreno: Prospetto 6 UNI/TS 11300-1

-

Coefficiente globale di scambio termico per ventilazione

Hv = 0

,

34 n⋅

V [W/K]

netto

Dove

n = numero di ricambi d'aria pari a 0,3 vol/h

Vnetto = In assenza di informazioni sul volume netto dell'ambiente climatizzato, si assume pari al 70%

del volume lordo.

Apporti solari attraverso i componenti di involucro trasparente

= ⋅ ⋅

Q 0

, 2 I S [kWh]

s sol , i serr , i

esposiz .

Dove:

0,2 = coefficiente di riduzione che tiene conto del fattore solare degli elementi trasparenti e degli

ombreggiamenti medi

Isol,i = irradianza totale stagionale (nel periodo di riscaldamento) sul piano verticale, per ciascuna

esposizione.

NOTA Il valore si calcola come sommatoria dei valori di irradianza media mensile sul piano verticale

riportati nella UNI 10349, estesa ai mesi della stagione di riscaldamento Per i mesi non completamente

ricompresi nella stagione di riscaldamento (es. ottobre ed aprile per la zona E) si utilizza un valore di

irradianza pari alla quota parte del mese.

Apporti gratuiti interni

θ

= ⋅ ⋅

Q ( A h ) / 1000 [kWh]

i int pav

Dove:

Φ 2

= apporti interni gratuiti, valore convenzionale assunto pari a 4 W/m per edifici residenziali

int

h = numero di ore della stagione di riscaldamento

Rendimento globale medio stagionale

Il rendimento globale medio stagionale si determina come:

η g

= x x x

η η η η η

g e rg d gn

dove:

= rendimento di emissione, valori del prospetto 17 della UNI/TS 11300-2

η e = rendimento di regolazione, valori del prospetto 20 della UNI/TS 11300-2

η rg

= rendimento di regolazione, valori dei prospetti 21 (a,b,c,d,e) della UNI/TS 11300-2

η d = rendimento di generazione, valori dei prospetti 23 (a,b,c,d,e,) della UNI/TS 11300-2

η gc ALLEGATO 3

(Allegato A, paragrafo 5.2)

Tabella riepilogativa sull’utilizzo delle metodologie di calcolo delle prestazioni

energetiche in relazione agli edifici interessati e ai servizi energetici da valutare

ai fini della certificazione energetica.

“Metodo di calcolo di “Metodo di “Metodo di calcolo “Metodo di calcolo

progetto” calcolo da rilievo da rilievo da rilievo

sull’edificio” sull’edificio” sull’edificio”

(paragrafo 5.1) (paragrafo 5.2 (paragrafo 5.2 (paragrafo 5.2

punto 1) punto 2) punto 3)

Edifici interessati Tutte le tipologie di Tutte le tipologie Edifici residenziali Edifici residenziali

edifici di edifici esistenti con esistenti con

nuovi ed esistenti esistenti superficie utile superficie utile

inferiore o uguale a inferiore o uguale a

2 2

3000 m 1000 m

Prestazione Norme UNI/TS Norme UNI/TS DOCET Metodo

(CNR-ENEA)

invernale 11300 11300 semplificato

involucro edilizio (Allegato 2)

Energia primaria Norme UNI/TS Norme UNI/TS DOCET Metodo

(CNR-ENEA)

prestazione 11300 11300 semplificato

invernale (Allegato 2)

Energia primaria Norme UNI/TS Norme UNI/TS DOCET Norme UNI/TS

(CNR-ENEA)

prestazione acqua 11300 11300 11300

calda sanitaria (esistenti)

Prestazione estiva Norme UNI/TS Norme UNI/TS DOCET Norme UNI/TS

(CNR-ENEA)

involucro edilizio 11300 11300 11300 o DOCET o

metodologia

paragrafo 6.2

(*) nella

(*) La determinazione della prestazione energetica estiva dell’involucro edilizio è facoltativa

certificazione di singole unità immobiliari ad uso residenziale di superficie utile inferiore o uguale a

2

200 m per le quali il calcolo dell’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale

avvenga con il metodo semplificato di cui al paragrafo 5.2, punto 3.

In assenza della predetta valutazione, all’edificio viene attribuita una qualità prestazionale

energetica estiva dell’involucro edilizio corrispondente al livello “V” delle tabelle di cui ai

paragrafi 6.1 e 6.2 . ALLEGATO 4

(Allegato A, paragrafo 7.2)

Sistema di classificazione nazionale concernente la

climatizzazione invernale degli edifici e la produzione di acqua

calda sanitaria

Esempio per un edificio residenziale

1. Si riporta la scala di classi energetiche espressione della prestazione energetica per la

climatizzazione invernale EPi. +

A <

Classe i 0,25 EPi (2010)

L

A <

0,25 EPi Classe i 0,50 EPi

(2010) (2010)

L L

B <

0,50 EPi Classe i 0,75 EPi

(2010) (2010)

L L

C <

0,75 EPi Classe i 1,00 EPi

(2010) (2010)

L L

D <

1,00 EPi C

l a s s

e i 1,25 EPi

(2010) (2010)

L L

E <

1,25 EPi Classe i 1,75 EPi

(2010) (2010)

L L

F <

1,75 EPi Classe i 2,50EPi

(2010) (2010)

L L

G >

Classe i 2,50 EPi (2010)

L ALLEGATO 4

(Allegato A, paragrafo 7.2)

2. Si riporta la scala delle classi energetiche espressione della prestazione energetica per la

preparazione dell’acqua calda per usi igienici e sanitari EPacs.

A 2

<

Classe acs 9 kWh/m anno

B

2 2

<

9 kWh/m anno Classe acs 12kWh/m anno

C

2 2

<

12 kWh/m anno Classe acs 18 kWh/m anno

D

2 2

<

18 kWh/m anno C

l a s s e acs 21 kWh/m anno

E

2 2

<

21 kWh/m anno Classe acs 24 kWh/m anno

F

2 2

<

24 kWh/m anno Classe acs 30 kWh/m anno

G 2

>

Classe acs 30 kWh/m anno

3. Si riporta la scala di classi energetiche definita con l’espressione (4) a cui riferirsi per la

valutazione della prestazione energetica globale dell’edificio EPgl. calcolata con

l’espressione (3). +

A 2

<

Classe gl 0.25 EPi 9 kWh/m anno

(2010) +

L

A

2 2

<

0,25 EPi 9 kWh/m anno Classe gl 0,50 EPi 9 kWh/m anno

(2010) + (2010) +

L L

B

2 2

<

0,50 EPi 9 kWh/m anno Classe gl 0,75 EPi 12 kWh/m anno

(2010) + (2010) +

L L

C

2 2

<

0,75 EPi 12 kWh/m anno Classe gl 1,00 EPi 18 kWh/m anno

(2010) + (2010) +

L L

D

2 2

<

1,00 EPi 18 kWh/m anno C

l a s s e gl 1,25 EPi 21 kWh/m anno

(2010) + (2010) +

L L

E

2 2

<

1,25 EPi 21 kWh/m anno Classe gl 1,75 EPi 24 kWh/m anno

(2010) + (2010) +

L L

F

2 2

<

1,75 EPi 24 kWh/m anno Classe gl 2,50 EPi 30kWh/m anno

(2010) + (2010) +

L L

G 2

>

Classe gl 2,50 EPi 30 kWh/m anno

(2010) +

L

ALLEGATO 5 (Allegato A, paragrafo 8)

ATTESTATO DI QUALIFICAZIONE ENERGETICA

(ai sensi del comma 2, dell’articolo 8, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive mm.e ii.)

Edifici residenziali (1)

1. INFORMAZIONI GENERALI

Riqualificazione energetica

Nuova costruzione Passaggio di proprietà

Riferimenti catastali 1.1 EDIFICIO

Indirizzo

Tipologia edilizia

Tipologia costruttiva Numero di Foto dell’edificio

Anno di costruzione appartamenti (non obbligatoria)

Volume lordo 2

Superficie utile m

3

riscaldato V (m )

Superficie Zona climatica/GG /

2

disperdente S(m )

Rapporto S/V Destinazione d’uso (2)

1.2 IMPIANTI

Anno di installazione Tipologia

Riscaldamento Combustibile

Potenza nominale (kW)

Anno di installazione Tipologia

Acqua calda Combustibile

sanitaria Potenza nominale (kW)

Anno di installazione Tipologia

Raffrescamento Combustibile

Potenza nominale (kW)

Anno di installazione Tipologia

Fonti rinnovabili Energia annuale prodotta

(kWh /kWh )

e t 1.3 PROPRIETA’

Proprietà

Indirizzo Telefono/e-mail

1.4 PROGETTAZIONE

Progettista/i architettonico

Indirizzo Telefono/e-mail

Progettista/i impianti

Indirizzo Telefono/e-mail

1.5 COSTRUZIONE

Costruttore

Indirizzo Telefono/e-mail

Direttore/i lavori

Indirizzo Telefono/e-mail

ALLEGATO 5 (Allegato A, paragrafo 8)

(3)

2. GRAFICO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE GLOBALE E PARZIALI

RACCOMANDAZIONI

3. DATI PRESTAZIONI ENERGETICHE PARZIALI 3.3 ACQUA CALDA

3.1 RAFFRESCAMENTO (*) 3.2 RISCALDAMENTO SANITARIA

Indice energia primaria (EPe) Indice energia primaria (EPi) Indice energia primaria

(EPacs)

Indice energia primaria limite di Indice energia primaria limite di

legge legge (d.lgs. 192/05)

Indice involucro (EPe,invol) Indice involucro (EPi,invol)

Rendimento medio stagionale

Rendimento impianto Fonti rinnovabili

η

impianto ( g)

Fonti rinnovabili Fonti rinnovabili (4)

4. RACCOMANDAZIONI Prestazione Tempo

Energetica/Classe

Interventi di ritorno

a valle del singolo (anni)

intervento

1)

2)

3)

4)

5) 2

(2) ……… (<10 anni)

kWh/m anno

PRESTAZIONE ENERGETICA RAGGIUNGIBILE …………..

. CLASS ALLEGATO 5 (Allegato A, paragrafo 8)

IFICAZIONE 2. CLASSIFICAZIONE

5. CLASSIFICAZIONE PROPOSTA B

CLASSE ENERGETICA PROPOSTA (5)

5.1 METODOLOGIA DI CALCOLO ADOTTATA

5.2. QUALITA’ INVOLUCRO PROPOSTA I II III IV V

(6)

(RAFFRESCAMENTO) 6. NOTE

7. TECNICO ABILITATO

Nome e cognome /

Denominazione

Indirizzo Telefono/e-mail

Titolo Ordine/Iscrizione

Ruolo rispetto all’edificio 8. DATI DI INGRESSO

Progetto energetico Rilievo sull’edificio

Provenienza e responsabilità 9. SOFTWARE

Denominazione Produttore

Dichiarazione di rispondenza e garanzia di scostamento massimo dei risultati conseguiti inferiore al +/- 5%

rispetto ai valori della metodologia di calcolo di riferimento nazionale (UNI TS …..)

Data asseverazione del Tecnico abilitato ………………….. ………………………………………………

Firma del Tecnico abilitato

Data asseverazione del Direttore dei lavori ……………………. ………………………………………………

Firma del Direttore dei lavori

NOTA: Per gli edifici non residenziali utilizzare questo schema con i termini, contenuti e unità di misura

appropriati (vedi allegato 7) ALLEGATO 5 (Allegato A, paragrafo 8)

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE E LEGENDA

(1) Eventuali informazioni aggiuntive nelle note

(2) I dati di potenza relativi agli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria sono riferiti alla

potenza termica al focolare 2

(3) “PRESTAZIONE ENERGETICA GLOBALE”: energia totale utilizzata dall’edificio per m di superficie utile

(Indice prestazione energetica globale) 2

“PRESTAZIONE RISCALDAMENTO”: energia utilizzata per riscaldare l’edificio per m di superficie utile

(Indice prestazione energetica per la climatizzazione invernale) 2

“PRESTAZIONE RAFFRESCAMENTO”: energia utilizzata per raffrescare l’edificio per m di superficie utile

(Indice prestazione energetica per la climatizzazione estiva) 2

PRESTAZIONE ACQUA CALDA: energia utilizzata per la produzione di acqua calda sanitaria per m di

superficie utile (Indice prestazione energetica per la produzione dell’acqua calda sanitaria)

PRESTAZIONE ENERGETICA RAGGIUNGIBILE: Miglioramento della prestazione energetica conseguente

alla realizzazione degli interventi di riqualificazione riportati nel paragrafo “Raccomandazioni” che

presentano un tempo di ritorno degli investimenti inferiore a 10 anni.

LIMITE DI LEGGE: Requisito minimo previsto per un edificio identico, di nuova costruzione, ubicato nella

stessa località.

EMISSIONI DI CO2: Emissioni clima alteranti derivanti dall’attuale efficienza energetica dell’edificio.

(4) Indicare eventuali allegati descrittivi dell’intervento

(5) La classe energetica complessiva dell’edificio è determinata conformemente ai criteri del paragrafo 7 delle presenti

Linee guida

(6) La qualità prestazionale dell’involucro ai fini di contenere il fabbisogno di energia per il raffrescamento è determinata

conformemente ai criteri del paragrafo 6 delle presenti Linee guida

(*) Al momento non operativo ALLEGATO 6 (Allegato A, paragrafo 8)

ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA

Edifici residenziali (1)

1. INFORMAZIONI GENERALI

Codice Certificato Validità

Riferimenti catastali

Indirizzo edificio O O O

Nuova costruzione Passaggio di proprietà Riqualificazione energetica

Proprietà Telefono

Indirizzo E-mail

2. CLASSE ENERGETICA GLOBALE DELL’EDIFICIO

TI PRE STAZIONI EN ERGETI CHE PARZI ALI B

Edificio di classe

: (2)

3. GRAFICO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE GLOBALE E PARZIALI

I II III IV V

(3)

4.QUALITA’ INVOLUCRO (RAFFRESCAMENTO)

(4)

5. Metodologie di calcolo adottate 1

ALLEGATO 6 (Allegato A, paragrafo 8)

(5)

6. RACCOMANDAZIONI

Prestazione Energetica/Classe Tempo

Interventi di ritorno(anni)

a valle del singolo intervento

1)

2)

3)

4)

5) 2

(2) …… (<10 anni)

kWh/m anno

PRESTAZIONE ENERGETICA RAGGIUNGIBILE ………….. (6)

7. CLASSIFICAZIONE ENERGETICA GLOBALE DELL’EDIFICIO

SERVIZI ENERGETICI O O O

Riscaldamento Raffrescamento Acqua calda sanitaria

INCLUSI NELLA

CLASSIFICAZIONE 2

kWh/m anno

< …….

A+ 2

kWh/m anno

< …….

A …. 2

kWh/m anno

2

kWh/m anno

< ……..

B 2

kWh/m anno

< ……..

C 2

Rif. legislativo = …… kWh/m anno

2

kWh/m anno

< …….

D 2

kWh/m anno

< ……

E 2

kWh/m anno

< ……

F 2

kWh/m anno

> …….

G

8. DATI PRESTAZIONI ENERGETICHE PARZIALI

8.1 RAFFRESCAMENTO 8.2 RISCALDAMENTO 8.3 ACQUA CALDA SANITARIA

(*) Indice energia primaria

Indice energia primaria (EPe) Indice energia primaria (EPi) (EPacs)

Indice energia primaria limite di Indice en. primaria limite di legge

legge (d.lgs. 192/05)

Indice

Indice involucro (EPe,invol) involucro(EPi,invol)

Rendimento medio stagionale

Rendimento impianto Fonti rinnovabili

η

impianto ( g)

Fonti rinnovabili Fonti rinnovabili 2

ALLEGATO 6 (Allegato A, paragrafo 8)

9. NOTE

(interventi di manutenzione edile ed impiantistica, energeticamente significativi, realizzati nella vita dell’edificio, sistemi gestionali in essere,…………)

10. EDIFICIO

Tipologia edilizia

Tipologia costruttiva Numero di

Anno di costruzione appartamenti Foto dell’edificio

Volume lordo (non obbligatoria)

2

Superficie utile m

3

riscaldato V (m )

Superficie disperdente Zona climatica/GG /

2

S(m )

Rapporto S/V Destinazione d’uso (7)

11. IMPIANTI

Anno di installazione Tipologia

Riscaldamento Potenza nominale (kW) Combustibile

Anno di installazione Tipologia

Acqua calda Combustibile

sanitaria Potenza nominale (kW)

Anno di installazione Tipologia

Raffrescamento Combustibile

Potenza nominale (kW)

Anno di installazione Tipologia

Fonti rinnovabili Energia annuale prodotta

(kWh /kWh )

e t 12. PROGETTAZIONE

Progettista/i architettonico

Indirizzo Telefono/e-mail

Progettista/i impianti

Indirizzo Telefono/e-mail

13. COSTRUZIONE

Costruttore

Indirizzo Telefono/e-mail

Direttore/i lavori

Indirizzo Telefono/e-mail 3


PAGINE

44

PESO

478.69 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Normativa ufficiale per la certificazione energetica degli edifici. Decreto Ministeriale 26/6/2009. Ministero dello Sviluppo Economico. Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (G.U. 10/7/2009 n. 158 – in vigore dal 25/7/2009). Testo delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, con tabelle esplicative.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisica Tecnica Ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Tripodi Domenico.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Fisica tecnica ambientale

Conduttività termica dei materiali da costruzione
Dispensa
Rendimento e nergetico - Normativa Dlgs. 192
Dispensa
Serramenti in legno
Dispensa
Solaio di copertura
Dispensa