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COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE

Bruxelles, 13.10.2005

COM(2005) 494 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO

EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL

COMITATO DELLE REGIONI

Il contributo della Commissione al periodo di riflessione e oltre:

Un Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito

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1. I NTRODUZIONE

Al termine del Consiglio europeo del 18 giugno 2005 i capi di stato e di governo

hanno adottato una dichiarazione sulla “ratifica del Trattato che adotta una

Costituzione per l’Europa”. Tale dichiarazione invitava a un “periodo di riflessione”

in seguito all’esito negativo dei referendum sulla Costituzione europea svoltisi in

Francia e nei Paesi Bassi.

I capi di stato e di governo hanno indicato agli Stati membri quale tipo di dibattito

potrebbe essere organizzato: il “periodo di riflessione servirà a consentire in

ciascuno dei nostri paesi un ampio dibattito, che coinvolga i cittadini, la società

civile, le parti sociali, i parlamenti nazionali e i partiti politici”. La dichiarazione

suggerisce inoltre che le istituzioni europee dovrebbero “apportarvi il loro

contributo; in tale ambito un ruolo particolare spetta alla Commissione”. Con la

presente comunicazione si intende appunto rispondere all’invito dei capi di stato e di

governo.

La Commissione europea ha sostenuto con decisione la ratifica della Costituzione,

aiutando tutti gli Stati membri nella realizzazione delle loro campagne

d’informazione. Alcuni commissari si sono inoltre impegnati in prima persona nei

vari dibattiti nazionali. La Commissione continua a ritenere che la Costituzione

rappresenterebbe un importante passo in avanti nel processo teso a rendere l’Unione

europea più democratica, trasparente, efficace e forte agli occhi del mondo esterno, e

si duole del fatto che nelle circostanze attuali una ratifica della Costituzione in tempi

brevi appaia improbabile. La Commissione ritiene però che durante la sospensione

del processo di ratifica sia inopportuno pregiudicare l’equilibrio globale raggiunto

nella Costituzione con delle applicazioni frammentarie di parti del testo. Essa ritiene

che il periodo di riflessione dovrebbe essere usato in primo luogo per lanciare un

ampio e intenso dibattito sulle politiche europee. Qualsiasi visione del futuro

dell’Europa dovrebbe basarsi infatti su una chiara coscienza delle necessità e

aspettative dei cittadini. Questo è lo scopo del Piano D.

2. O D

BIETTIVI DEL PIANO

Con la proposta di un Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito la

Commissione non punta a un’operazione di salvataggio della Costituzione, bensì a

lanciare un ampio dibattito tra le istituzioni democratiche dell’Unione europea ed i

cittadini. Il piano va visto come complemento alle iniziative ed ai programmi già

esistenti, o previsti, come quelli nel campo dell’istruzione, della gioventù, della

cultura e della promozione della cittadinanza attiva in Europa. 1

Il Piano D si affianca al Piano d’azione relativo alla comunicazione sull’Europa ,

destinato a perfezionare la presentazione delle attività della Commissione al mondo

esterno, ed al Libro bianco sulla strategia di comunicazione e la democrazia, di

prossima pubblicazione, che lancerà un processo di consultazione sui principi alla

1 Piano d’azione della Commissione relativo al miglioramento della comunicazione sull’Europa

SEC(2005) 985 – 20.7.2005

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base della politica della comunicazione nell’Unione europea e sui campi di

cooperazione con le altre istituzioni ed organi europei. Queste iniziative, insieme al

Piano D, costituiscono un piano a lungo termine per rinvigorire la democrazia

europea e contribuire alla nascita di un’autentica piattaforma europea in cui i

cittadini ricevano le informazioni e gli strumenti per partecipare al processo

decisionale e fare proprio il progetto europeo.

Ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica nei confronti dell’Unione europea

Di fronte allo scemare della fiducia nei sistemi politici, la Commissione ritiene sia

importante fare sì che la democrazia rappresentativa continui a coinvolgere i cittadini

2

europei ed a raccoglierne la fiducia. Il più recente sondaggio Eurobarometro

evidenzia che negli ultimi mesi il gradimento pubblico dell’Unione europea è in

costante calo. Tutti gli indicatori sono scesi, che si tratti di fiducia, immagine o

valutazione dell’appartenenza all’Unione. Un declino analogo si riscontra

nell’approvazione pubblica e nella fiducia verso il processo politico nazionale. Se è

vero che l’appartenenza all’Unione europea riscuote ancora il favore del 54% dei

cittadini UE, l’immagine dell’Unione europea è andata invece costantemente

peggiorando agli occhi dei cittadini, tant’è vero che oggi appena il 47% degli

intervistati fornisce una risposta positiva. Il tasso di fiducia dei cittadini nell’Unione

europea è sceso dal 50% dell’autunno 2004 al 44% della primavera 2005.

Bisogna fare in modo che la gente sia cosciente del valore aggiunto garantito

dall’Europa, e del fatto che ciascuno può influenzare le decisioni prese. Attualmente

il 53% dei cittadini europei non crede che la propria voce conti all’interno

2 . Eppure, se interrogati sul ruolo che desiderano per l’Unione

dell’Unione europea

europea di qui a cinque anni, il 49% dei cittadini afferma di desiderare un ruolo più

importante, mentre appena il 14% desidera vedere l’Europa meno coinvolta in settori

politici chiave. Ciò indica la necessità di dare vita a un’Europa che ascolti di più i

propri cittadini e sappia andare incontro alle loro aspettative.

Questo è fondamentale, perché troppo spesso le istituzioni europee fanno da capro

espiatorio per decisioni impopolari, e spesso sono percepite come remote entità

burocratiche. Uno degli obiettivi principali del processo di riflessione dovrebbe

essere quello di stimolare una comunicazione più accurata in merito alle attività

dell’Unione europea. Mettere fine allo scaricabarile reciproco tra Stati membri ed

istituzioni europee: ecco un importante traguardo che dobbiamo assolutamente

inseguire.

Il pubblico target e i moderni mass media

La Commissione è convinta che il dibattito non debba essere limitato ai leader

politici ed ai tradizionali soggetti in causa, e concorda con l’opinione dei capi di stato

e di governo, secondo cui questi dibattiti dovrebbero coinvolgere “la società civile,

le parti sociali, i parlamenti nazionali e i partiti politici” ma crede anche all’utilità di

ascoltare determinati gruppi target che non sono stati raggiunti durante le campagne

referendarie, come i giovani o i gruppi minoritari. Non bisogna infine dimenticare

che i dibattiti saranno coronati da successo solo coinvolgendo nel processo i massi

2 http://europa.eu.int/comm/public_opinion/archives/eb/eb63/eb63_en.htm

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media, soprattutto la televisione. Anche internet è di importanza fondamentale per

stimolare il dibattito.

Un impegno a lungo termine

Il Piano D non è certo limitato al periodo di riflessione, ma rappresenta un esercizio

da portare avanti per tutta la vita dell’attuale Commissione, e oltre. La crisi in corso

può essere superata creando un nuovo consenso attorno al progetto europeo e

ancorandolo alle aspettative dei cittadini.

Dall’ascolto a un impegno rafforzato

In ultima analisi il Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito è un esercizio

di ascolto, grazie al quale l’Unione europea potrà agire sulla base delle

preoccupazioni espresse dai propri cittadini. L’obiettivo della Commissione è

stimolare questo dibattito e puntare al riconoscimento del valore aggiunto che può

essere assicurato dall’Unione europea. Infatti il processo di rinnovamento

democratico comporta il riconoscimento del diritto dei cittadini a fare sentire la

propria voce.

3. C

ONTRIBUIRE AI DIBATTI NAZIONALI

3.1. Organizzazione dei dibattiti nazionali

Ovviamente gli Stati membri continuano ad essere i responsabili principali delle

iniziative da lanciare in risposta all’appello per un periodo di riflessione. Tutti gli

Stati membri si sono infatti impegnati a lanciare dei dibattiti nazionali di ampia

portata sul futuro dell’Europa.

La Commissione riconosce che in alcuni Stati membri è già in corso un ampio

dibattito, ma rileva che in altri paesi esso deve viceversa ancora iniziare, mentre in

altri ancori necessita di essere intensificato ed allargato. Da parte sua la

Commissione è pronta ad imprimere ulteriore slancio alla discussione suggerendo un

approccio comune e presentando le proprie idee sul modo in cui essa, in qualità di

istituzione, potrebbe contribuire al dibattito.

La Commissione ritiene che il proprio ruolo sia quello di assistere gli Stati membri

nell’organizzazione dei dibattiti nazionali, piuttosto che di sostituirli. Essa

collaborerà con i governi nazionali per contribuire all’organizzazione e al

finanziamento di eventi mirati a promuovere il dibattito. Sarebbe opportuno che tali

eventi coprissero tutto lo spettro delle opinioni politiche. Gli uffici di rappresentanza

della Commissione negli Stati membri e gli uffici del Parlamento europeo

svolgeranno un ruolo chiave nel fornire assistenza durante il periodo di riflessione.

Anche il Parlamento europeo potrebbe svolgere un ruolo chiave nel dibattito

nazionale, sia cooperando con le istituzioni nazionali che coinvolgendo singoli

deputati europei.

Non esiste un modello standard per l’organizzazione di dibattiti negli Stati membri.

In alcuni di essi esistono infatti strutture, forum o piattaforme permanenti che si

adoperano per svolgere regolarmente dibattiti su temi europei. In altri non vi è un

sistema altrettanto organizzato per il dialogo e il dibattito. Modelli quali il National

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Forum in Irlanda o la piattaforma per l’Europa in Spagna potrebbero comunque

offrire ispirazione agli Stati membri .

Le assemblee parlamentari nazionali, regionali e locali hanno un ruolo specifico da

svolgere nell’organizzazione e nella promozione dei dibattiti. I parlamenti nazionali

fungono da tramite per assicurare un efficace controllo delle decisioni prese dai

governi nazionali in merito ai temi europei. È vero che numerosi parlamenti

nazionali rappresentano degli esempi di ottime pratiche, ma molto può essere ancora

fatto per migliorare questa funzione di controllo. La Commissione è quindi

desiderosa di sviluppare la propria cooperazione con i parlamenti nazionali anche al

di là degli obiettivi prefissati per le relazioni tra la Commissione ed i parlamenti

nazionali, la cui attuazione è iniziata all’inizio del 2005. Tali obiettivi ruotano

intorno a tre temi principali - cooperazione; creazione di una rete effettiva; contatti

con i popoli europei e con i loro rappresentanti eletti: conferire una voce più forte ai

parlamenti equivale a dare una voce più forte ai cittadini europei – e comprendono

una serie di azioni concrete, che vanno da una partecipazione ad alto livello alla

COSAC (conferenza degli organi specializzati negli affari comunitari dei parlamenti

nazionali) e alla conferenza dei presidenti delle Camere dei deputati dell’UE, alla

determinazione delle esigenze dei parlamenti nazionali per il tipo d’informazione e le

modalità di cooperazione, fino alla facilitazione dello scambio elettronico di

informazioni relative all’UE tra i parlamenti nazionali.

Al più presto la Commissione, in stretta cooperazione con il Parlamento europeo, e

previa consultazione della presidenza di turno della conferenza dei presidenti delle

Camere dei deputati dell’UE e della troika presidenziale della COSAC, inviterà i

parlamenti nazionali degli Stati membri a partecipare a un forum a Bruxelles per

discutere dei contributi dei parlamenti nazionali durante il periodo di riflessione,

scambiarsi punti di vista sulle esperienze nazionali e le migliori pratiche e valutare

eventuali cooperazioni ed azioni comuni con e/o sostegni da parte delle istituzioni

UE durante tale periodo.

3.2. Contenuti

Il Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito prevede un processo strutturato

per stimolare un dibattito pubblico sul futuro dell’Unione europea. Il contenuto

politico del dibattito pubblico dovrebbe basarsi sull’approccio scelto alla fine del

periodo di riflessione.

Pur sforzandosi di predisporre un quadro comune, la Commissione riconosce

pienamente che ciascun dibattito possiede le sue caratteristiche locali, regionali e

nazionali. In ciascuno di essi verranno messi in risalto temi differenti, e l’importanza

dell’Unione europea varierà a seconda del paese e dei contenuti politici oggetto della

discussione.

Pur tenendo conto delle rispettive specificità interne i dibattiti nazionali dovrebbero

indirizzare l’attenzione dei cittadini sul futuro dell’Europa, analizzare le loro

aspettative e discutere del valore aggiunto e dei benefici dell’azione comunitaria. Il

dibattito dovrebbe quindi concentrarsi sulla maniera in cui l’Europa sta affrontando

temi quali l’occupazione, l’economia, i trasporti, la lotta contro il terrorismo,

l’ambiente, i prezzi del petrolio, le catastrofi naturali o la riduzione della povertà in

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Africa e altrove. I risultati di questi dibattiti dovrebbero aiutare le istituzioni europee,

in particolare la Commissione, a definire meglio le proprie priorità.

Questo processo dovrebbe assumere un andamento bidirezionale, in cui da una parte

le informazioni sul ruolo dell’Europa vengono trasmesse ai cittadini per mezzo di

traguardi e obiettivi concreti, e dall’altro si ascoltano le aspettative dei cittadini

riguardo a ciò che dovrebbe essere fatto in futuro. Il dibattito potrebbe incentrarsi sui

temi seguenti:

• Lo sviluppo economico e sociale dell’Europa: la capacità dell’Europa di

generare crescita e creare più posti di lavoro, sfruttando al massimo gli effetti

della strategia concordata a Lisbona; i valori comuni su cui si basano i modelli

economici e sociali in Europa; le riforme necessarie per affrontare la concorrenza

planetaria e le condizioni per uno sviluppo sostenibile.

• I sentimenti nei confronti dell’Europa e i compiti dell’Unione: partendo dai

traguardi già raggiunti e dai benefici concreti apportati dall’Unione alla vita

quotidiani dei cittadini (come la sicurezza dei prodotti alimentari, Erasmus, la

moneta unica, la tutela dei consumatori, il mercato interno), il dibattito potrebbe

incentrarsi su quello che secondo i cittadini dovrebbe essere fatto a livello locale e

su quale dovrebbe essere secondo loro il futuro ruolo dell’Unione (sviluppo di uno

spazio di giustizia, libertà e sicurezza, affrontare i cambiamenti climatici e le

catastrofi naturali, ecc.).

• Le frontiere dell’Europa e il suo ruolo nel mondo: la prospettiva di nuovi

allargamenti, la capacità dell’Unione di assorbire nuovi membri, la sicurezza

globale del continente, le relazioni con i suoi vicini o l’influenza dell’Europa a

raffronto con quella di altre grandi potenze mondiali. Cosa si aspetta la gente

dall’Europa in questo mondo globalizzato nel campo del commercio (ad esempio

nel settore tessile), dell’ambiente (cambiamenti climatici), della mobilità (reti

transeuropee), della sicurezza (partecipazione ad operazioni di mantenimento

della pace) e dello sviluppo (aiuti ai paesi in via di sviluppo, condono dei debiti

del terzo mondo) ?

Va da sé che nel quadro del Piano D non vi sarà alcun limite allo spettro degli

argomenti da trattare. A seconda dell’eco del dibattito e delle circostanze si

dovrebbero infatti scegliere i temi più interessanti e scottanti. La Commissione è

pronta, su richiesta degli Stati membri, a lavorare su questi temi.

3.3. Il processo di feedback

I dibattiti nazionali devono essere strutturati in modo tale da assicurare che i riscontri

ricevuti possano avere un impatto diretto sull’ordine del giorno politico dell’Unione

europea. L’esercizio di ascolto deve portare a chiari risultati di cui tenere conto alla

fine del periodo di riflessione. Ciascuno Stato membro dovrebbe presentare alla

Commissione ed alla presidenza del Consiglio, e pubblicare, un resoconto sintetico

dei primi risultati scaturiti dal dibattito nazionale.

Un primo esercizio di feedback dovrebbe svolgersi nell’aprile 2006 con l’obiettivo di

trarre una prima serie di conclusioni. Il primo passo sarà l’organizzazione, da parte

della Commissione, di una conferenza europea il 9 maggio 2006 (il 9 maggio è la

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“Giornata dell’Europa”), incentrata sul futuro dell’Europa, che vedrà il

coinvolgimento della società civile, degli Stati membri, dei rappresentanti dei

parlamenti nazionali e del Parlamento europeo, dei cittadini e di altre istituzioni e

organi UE. La conferenza cercherà di trarre congiuntamente le principali conclusioni

dal dibattito svoltosi a livello europeo e di fare il punto sulle attività generate dal

dibattito transnazionale. Nel maggio 2006 la Commissione preparerà inoltre un

documento contenente un riepilogo generale delle visite e dei dibattiti nazionali

organizzati in tutta l’Unione.

Ciò consentirà peraltro alla presidenza austriaca di indirizzare la preparazione

dell’esercizio di inventario durante il Consiglio europeo del giugno 2006, come

previsto nella dichiarazione dei capi di stato e di governo.

4. I NIZIATIVE A LIVELLO COMUNITARIO

La Commissione europea è pronta a svolgere un importante ruolo nel quadro

dell’ampio dibattito sul futuro dell’Europa. Anche se non è questo il punto centrale

del dibattito, la Commissione fornirà il proprio contributo per cercare di assicurare

che le iniziative transfrontaliere vengano promosse e sostenute. L’organizzazione di

alcuni eventi transfrontalieri di alto livello potrebbe contribuire ad aumentare la

visibilità del processo ed a stimolare il coinvolgimento di nuovi soggetti nel processo

decisionale europeo.

Partnership con le istituzioni e gli organi europei

La Commissione collaborerà con l’attuale e con la prossima presidenza, con il

Parlamento europeo, con il Consiglio, con il Comitato delle regioni e con il Comitato

economico e sociale europeo per stimolare il dibattito a livello europeo. La maggior

parte di queste iniziative potrà essere intrapresa congiuntamente con il Parlamento

europeo e con le altre istituzioni ed organi. La Commissione invita ciascuna

istituzione od organo europeo a contribuire e discutere dei settori di cooperazione e

di azione comune.

L’iniziativa della Commissione cerca di ispirare i cittadini UE ad impegnarsi

politicamente nel dibattito sul futuro dell’Europa, di pubblicizzare il valore aggiunto

apportato dall’Unione europea e di incoraggiare i governi, i partiti politici e gli

opinion makers a mettere il tema dell’Europa al centro dell’attenzione pubblica.

Durante il periodo di riflessione dovrebbero essere prese le seguenti iniziative a

livello comunitario.

4.1. Stimolare un più ampio dibattito pubblico

4.1.1. Visite di Commissari negli Stati membri

La Commissione intende instaurare dei rapporti più diretti con i cittadini, ascoltare le

loro preoccupazioni ed essere più visibile e presente nei dibattiti nazionali e

regionali.

Il presidente e/o il vicepresidente addetto alle relazioni istituzionali effettueranno una

serie di visite in un numero possibilmente alto di Stati membri. Uno sforzo

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particolare verrà profuso durante i mesi a venire. Essi verranno accompagnati dal

commissario proveniente dallo Stato membro in questione e, se del caso, da altri

commissari. La Commissione raccomanda inoltre il coinvolgimento degli

eurodeputati. Sono previsit incontri con i governi, i parlamenti nazionali, gli

imprenditori e i leader sindacali, i rappresentanti della società civile, gli studenti, le

autorità regionali e locali. Tra gli elementi chiave di ciascuna visita vi saranno degli

eventi mediatici ed i contatti con la società civile.

4.1.2. Disponibilità dei commissari nei confronti dei parlamenti nazionali

I parlamenti nazionali sono l’anello della catena che deve assicurare un efficace

controllo delle decisioni prese dai governi nazionali riguardo ai temi europei.

Ribadiamo che la Commissione intende svolgere un ruolo attivo per stimolare il

dibattito sui temi europei e accrescere la trasparenza riguardo al processo decisionale

europeo in seno a tutti i forum politici.

In aggiunta alla figura del vicepresidente addetto alle relazioni con i parlamenti

nazionali, i singoli Commissari si sforzeranno di essere accessibili e disponibile per

illustrare ai parlamenti nazionali le politiche della Commissione e i recenti sviluppi

nell’UE. Sono in corso i contatti con i parlamenti nazionali per prendere gli accordi

pratici del caso.

4.1.3. Rappresentanze aperte al pubblico

Le rappresentanze della Commissione, che fungono da vetrina “nazionale” della

Commissione, non sono abbastanza conosciute dalla maggioranza dei cittadini, che

continuano a percepire la Commissione come un’istituzione lontana. La

Commissione sta rafforzando il ruolo delle rappresentanze e intende farle conoscere

al pubblico come punto d'informazione e di ascolto delle loro preoccupazioni in

merito ai temi europei.

Gli uffici delle rappresentanze sono sempre aperti al pubblico, e a intervalli regolari

il Capo della rappresentanza (nonché, quando è possibile, i commissari) sarà

disponibile per delle sessioni in cui risponderà alle domande del pubblico. Tali

sessioni non saranno limitate alla capitale del paese. Anche il Parlamento europeo è

invitato a fare altrettanto, visto che questi eventi andrebbero attentamente coordinati.

4.1.4. Utilizzare i centri “Europa in diretta” per gli eventi regionali

La Commissione, in cooperazione con strutture di ospitalità locali e regionali, ha

creato una rete decentralizzata di centri informativi. La rete offre a tutte le istituzioni

e organi UE un prezioso strumento per comunicare sul terreno con i cittadini a

proposito di Europa e per concretizzare l’approccio della Commissione verso le

attività di comunicazione.

Le rappresentanze sfrutteranno appieno la “nuova generazione” della rete dei centri

“Europa in diretta” a sostegno del Piano D. Questi centri saranno il fulcro delle

attività a livello regionale.

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4.1.5. Tavola rotonda europea per la democrazia

La Commissione vuole entrare in contatto con quei cittadini, soprattutto tra i più

giovani, che sono particolarmente interessati agli affari europei. L’obiettivo è quello

di esplorare le modalità per vivacizzare il dibattito transfrontaliero, promuovere la

cittadinanza attiva e sensibilizzare i cittadini sul tema del processo di integrazione

europea.

La Commissione collaborerà con i protagonisti della società civile per dare vita a una

tavola rotonda europea per la democrazia, che vedrà riuniti cittadini di diversa

estrazione per interagire e dibattere sui temi comuni europei. I risultati di queste

tavole rotonde serviranno poi per organizzare riunioni in tutti gli Stati membri.

4.1.6. Ambasciatori europei di buona volontà

Sarà fondamentale assicurare l’alto livello delle informazioni e delle azioni di

comunicazione incentrate sulle nostre attività. Delle buone politiche devono essere

accompagnate da iniziative valide e creative mirate a stabilire un contatto con il

pubblico e con i mass-media.

La Commissione cercherà di cooperare con gli Stati membri per organizzare una

serie di eventi su base regionale insieme agli “Ambasciatori europei di buona

volontà”, ispirandosi a modelli precedenti, come quelli utilizzati dalle Nazioni Unite,

e all’esperienza dei referendum sull’adesione organizzati negli Stati membri. A

questi eventi verranno invitate personalità ben conosciute e celebrità nazionali e

locali del mondo della cultura, dell’economia, dello sport e di altri settori d’interesse

del grande pubblico. Tali “ambasciatori” potrebbero attivarsi nello Stato membro di

competenza, organizzando riunioni aperte, workshop o colloqui generali dedicati a

specifici settori o programmi europei quali l’istruzione, la lotta alla povertà, la

partecipazione alle elezioni, la ricerca e lo sviluppo, ecc.

4.2. Promuovere la partecipazione dei cittadini al processo democratico

4.2.1. Promuovere una consultazione più efficace

Negli ultimi anni la Commissione ha migliorato le proprie tecniche di consultazione

sulle principali iniziative politiche. Vi è stato infatti un netto aumento di

consultazioni con i principali soggetti in causa, in particolare attraverso i libri verdi e

bianchi. Nel quadro di questo processo di ascolto la Commissione intende usare e

migliorare gli strumenti esistenti per raccogliere le reazioni direttamente dai cittadini,

dai consumatori e dalle imprese, in cooperazione con il Parlamento europeo e altre

istituzioni.

La Commissione promuoverà più efficacemente le proprie attuali procedure di

consultazione al fine di riuscire a coinvolgere maggiormente i principali soggetti

nazionali e regionali, come previsto dal piano d’azione sul miglioramento della

comunicazione.

4.2.2. Sostegno ai progetti dei cittadini europei

Per contrastare la scarsa partecipazione dei cittadini europei a sistemi politici

percepiti ncome privi di legittimità, è necessario rafforzare, a tutti i livelli, il senso di

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partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nell’ideale europeo. Il programma

“Cittadini per l’Europa” recentemente proposto per promuovere una cittadinanza

europea attiva individua proprio questo punto come obiettivo principale.

In alcuni Stati membri, a livello locale, sono inoltre sorti numerosi gruppi di

cittadini, spesso coinvolti nel processo decisionale a livello regionale. La

Commissione cercherà di sostenere le iniziative di gruppi di cittadini europei in

modo da riunire, ogniqualvolta sarà possibile, uno spaccato rappresentativo di

cittadini di tutte le regioni europee per discutere di specifiche questioni politiche.

Tali gruppi, che si ispireranno a modelli analoghi esistenti negli Stati membri,

rappresenteranno una potenziale fonte di feedback per i dibattiti europei.

4.2.3. Più trasparenza

I cittadini europei hanno il diritto di pretendere istituzioni pubbliche efficienti,

trasparenti e a disposizione del pubblico. Per questo la Commissione sostiene

l’aumento della trasparenza a tutti i livelli delle istituzioni europee, e ha lanciato una

propria iniziativa per la trasparenza europea. Per quanto riguarda il Consiglio, il

Consiglio europeo di Siviglia ha deciso l’apertura delle riunioni del Consiglio al

pubblico quando tale istituzione svolge la funzione di colegislatore. La decisione è

stata formalizzata nelle norme procedurali del Consiglio. Le proposte principali

vengono così presentate al pubblico, che può anche assistere alle votazioni e alle

dichiarazioni di voto. Tuttavia questi impegni non sono ancora stati tradotti in

pratica. Attualmente la presidenza britannica sta valutando una serie di opzioni per

dare maggiore trasparenza alle procedure del Consiglio.

La Commissione sostiene pienamente questa iniziativa della presidenza, che coincide

in pieno con l’iniziativa per la trasparenza europea della Commissione stessa.

4.2.4. Rafforzare la partecipazione dei votanti

Il calo della partecipazione alle elezioni politiche e amministrative ha incentivato

l’impressione di una carenza di legittimità del processo politico. In particolare, alle

ultime elezioni per il Parlamento europeo la quota di votanti è stata molto deludente.

La Commissione proporrà alle altre istituzioni europee di riflettere insieme su come

aumentare la quota di partecipazione alle elezioni europee ed ai referendum nazionali

sui temi europei. Una particolare attenzione dovrebbe essere prestata alla

partecipazione dei giovani e dei gruppi minoritari, nonché all’uso delle nuove

tecnologie per aumentare la partecipazione. Per coordinare gli sforzi in questo settore

si potrebbe pensare alla creazione di un gruppo di lavoro congiunto interistituzionale.

4.3. Strumenti per dare vita a un dialogo sulle politiche europee

4.3.1. Un Eurobarometro dedicato specificamente al futuro dell’Europa

Il Piano D è un esercizio di ascolto e di dialogo. L’obiettivo finale della

Commissione è essere in grado di trarre lezioni dalle preoccupazioni espresse dai

cittadini. Questo aiuterà inoltre gli Stati membri a comprendere le preoccupazioni dei

propri cittadini durante il periodo di riflessione.

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La Commissione presenterà un sondaggio Eurobarometro dedicato specificamente al

futuro dell’Europa, con una valutazione delle opinioni dei cittadini riguardo al futuro

del progetto europeo nonché del sostegno e delle aspettative dei cittadini riguardo

alle politiche ed alle iniziative.

4.3.2. Internet

Un numero crescente di esperienze dimostra che Internet è diventato un importante

forum per il dibattito politico. Se la Commissione vuole svolgere un ruolo attivo

nella moderazione del dibattito sul futuro dell’Europa essa dovrebbe sperimentare

l’uso di tutti i mezzi di comunicazione interattivi adatti ad agevolare tale dibattito.

La Commissione userà la più aggiornata tecnologia Internet per partecipare

attivamente al dibattito e sostenere le proprie politiche nel ciberspazio, che è

diventato un importante forum di dibattito e di formazione delle opinioni.

4.3.3. I principali gruppi target

Come componente essenziale dell’esercizio di ascolto la Commissione dovrebbe

ispirarsi a una buona pratica già in uso, quale il ricorso ai cosiddetti focus groups

come primo passo verso l’apertura del processo di indirizzo politico. Si dovrebbe

prestare particolare attenzione alle opinioni dei giovani. Ciò potrebbe aiutare gli Stati

membri a rafforzare il processo di feedback nell’ambito dei dibattiti nazionali.

La Commissione è pronta a fornire assistenza agli Stati membri per iniziare a

lavorare su temi specifici insieme a dei focus groups.

5. F

INANZIAMENTO

Il dibattito ad ampio raggio sul futuro dell’Europa deve essere puntellato da

un’adeguata assistenza finanziaria. La Commissione cercherà di assistere gli Stati

membri e la società civile attraverso il sostegno di singole iniziative.

All’inizio del 2005 sono stati stanziati nove milioni di euro a titolo della voce di

bilancio PRINCE per il dibattito sul futuro dell’Europa (voce di bilancio 250302).

Tutti gli Stati membri hanno ricevuto qualche forma di assistenza finanziaria, e nel

corso del processo di ratifica sono già stati stanziati quasi sei milioni di euro. La

Commissione ritiene che le risorse rimanenti dovrebbero essere usate per sostenere le

iniziative degli Stati membri e della società civile.

La Commissione sostiene quindi l’intenzione del Parlamento europeo di rendere

disponibili altri sei milioni di euro per il 2006 a titolo della voce di bilancio PRINCE.

6. C

ONCLUSIONI

I dibattiti nazionali sulla ratifica della Costituzione europea hanno evidenziato un

immutato sostegno per l’appartenenza all’Unione europea, ma anche un crescente

sentimento di distacco dal processo democratico.

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispensa per il corso di Sociologia dei fenomeni politici della Prof.ssa Maria Cristina Marchetti. Trattasi della comunicazione della Commissione Europea con cui viene presentato il cosiddetto Piano D, un progetto teso a rafforzare i processi democratici e la comunicazione fra le istituzioni europee ed i cittadini dell'Unione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei fenomeni politici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Marchetti Maria Cristina.

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