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La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia del 1996 relativa al caso T. Port. Parole chiave: mercato comune delle banane, provvedimenti... Vedi di più

Esame di Diritto Internazionale docente Prof. A. Lanciotti

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regolamento, qualora tali difficoltà siano inerenti al passaggio dai regimi nazionali esistenti prima dell' entrata

in vigore del regolamento all' organizzazione comune dei mercati e non siano dovute a mancanza di diligenza

degli operatori interessati.

2. Dal momento che il Trattato non ha previsto la possibilità di un rinvio con cui il giudice nazionale chieda

alla Corte di dichiarare in via pregiudiziale la carenza di un' istituzione e che il sindacato in materia è di

esclusiva competenza del giudice comunitario, i giudici nazionali non hanno competenza ad adottare

provvedimenti provvisori in attesa che l' istituzione si attivi. In una simile fattispecie, la tutela giurisdizionale

degli interessati può quindi venire garantita dalla sola Corte di giustizia e, se del caso, dal Tribunale di primo

grado.

Il Trattato non autorizza, di conseguenza, i giudici nazionali ad adottare provvedimenti provvisori nell' ambito

di un procedimento sommario promosso per ottenere una tutela provvisoria fintantoché la Commissione non

abbia emanato un atto giuridico per disciplinare, in via equitativa, ai sensi dell' art. 30 del regolamento n.

404/93, relativo alla revisione del bilancio di previsione della produzione e del consumo delle banane che

determinano il volume del contingente doganale annuo per le importazioni da paesi terzi e di banane ACP

non tradizionali, e secondo la procedura del comitato di gestione prevista all' art. 27 del regolamento, i casi di

estrema difficoltà cui sono confrontati gli operatori economici. Ciò considerato, spetta allo Stato membro

interessato, adito, all' occorrenza, dall' operatore economico interessato, chiedere eventualmente l' avvio

della detta procedura, ferma restando la possibilità, per tale operatore, di rivolgersi direttamente alla

Commissione chiedendole di adottare le misure particolari richieste dalla situazione. Nel caso in cui l'

istituzione comunitaria ometta di agire, lo Stato membro può proporre ricorso per carenza dinanzi alla Corte;

del pari, l' operatore, che sarebbe stato destinatario dell' atto che la Commissione ha omesso di adottare o,

perlomeno, direttamente e individualmente interessato da questo, può esperire siffatta azione dinanzi al

Tribunale.

Nell' ambito dei detti ricorsi per carenza, il giudice comunitario potrebbe, su richiesta dei ricorrenti, adottare

provvedimenti provvisori, ai sensi dell' art. 186 del Trattato. Peraltro, nel caso in cui la Commissione si

rifiutasse espressamente di agire o emanasse un atto diverso da quello che gli interessati sollecitano o

ritengono necessario, lo Stato membro o l' operatore interessato potrebbero chiedere l' annullamento di tale

atto dinanzi alla Corte o al Tribunale.

Parti

Nel procedimento C­68/95,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell' art. 177 del

Trattato CE, dal Verwaltungsgerichtshof dell' Assia nella causa dinanzi ad esso pendente tra

T. Port GmbH & Co. KG

e

Bundesanstalt fuer Landwirtschaft und Ernaehrung,

con l' intervento della Bundesrepublik Deutschland,

domanda vertente sull' interpretazione degli artt. 16 e 30 del regolamento (CEE) del Consiglio 13 febbraio

1993, n. 404, relativo all' organizzazione comune dei mercati nel settore della banana (GU L 47, pag. 1), sulla

validità dell' art. 19 dello stesso regolamento e sull' interpretazione del Trattato CE, più in particolare sul

potere del giudice nazionale di disporre provvedimenti provvisori fino a quando non intervenga una disciplina

equitativa dei casi estremi,

LA CORTE,

composta dai signori G.C. Rodríguez Iglesias, presidente, G.F. Mancini, J.C. Moitinho de Almeida (relatore),

J.L.Murray e L. Sevón, presidenti di sezione, C.N. Kakouris, P.J.G. Kapteyn, C. Gulmann, D.A.O. Edward,

J.P. Puissochet, G. Hirsch, P. Jann e H. Ragnemalm, giudici,

avvocato generale: M.B. Elmer

cancelliere: H. von Holstein, cancelliere aggiunto

viste le osservazioni scritte presentate:

° per la T. Port GmbH & Co. KG, dall' avv. G. Meier, del foro di Colonia;

° per il governo tedesco, dal signor E. Roeder, Ministerialrat presso il ministero federale dell' Economia, in

qualità di agente;

° per il governo spagnolo, dal signor A. Navarro González, direttore generale del coordinamento giuridico e

istituzionale comunitario, e dalla signora Rosario Silva de Lapuerta, abogado del Estado, del servizio

giuridico dello Stato, in qualità di agenti;

° per il governo francese, dalla signora C. de Salins, vicedirettore presso l' ufficio legale del ministero degli

Affari esteri, e dal signor G. Mignot, segretario agli affari esteri presso la stessa direzione, in qualità di agenti;

° per il governo del Regno Unito, dalla signora L. Nicoll, del Treasury Solicitor' s Department, in qualità di

agente, assistita dall' avv. D. Anderson, barrister;

° per il Consiglio dell' Unione europea, dai signori A. Brautigam, consigliere giuridico, e J.­ P. Hix, membro

del servizio giuridico, in qualità di agenti;

° per la Commissione delle Comunità europee, dai signori D. Booss, consigliere giuridico, e K.­D. Borchardt,

membro del servizio giuridico, in qualità di agenti,

vista la relazione d' udienza,

sentite le osservazioni orali della T. Port GmbH & Co. KG, rappresentata dall' avv. G. Meier, del governo

tedesco, rappresentato dal signor B. Kloke, Oberregierungsrat presso il ministero federale dell' Economia, in

qualità di agente, del governo spagnolo, rappresentato dal signor A. Navarro González e dalla signora

Rosario Silva de Lapuerta, del governo francese, rappresentato dal signor F. Pascal, funzionario della

direzione dell' ufficio legale del ministero degli Affari esteri, in qualità di agente, del Consiglio, rappresentato

dai signori A. Brautigam e J.­P. Hix, e della Commissione, rappresentata dal signor K.­D. Borchardt, all'

udienza del 30 aprile 1996,

sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza del 9 luglio 1996,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

Motivazione della sentenza

1 Con ordinanza 9 febbraio 1995, pervenuta alla Corte il 13 marzo successivo, il Verwaltungsgerichtshof dell'

Assia ha sollevato, ai sensi dell' art. 177 del Trattato CE, tre questioni pregiudiziali sull' interpretazione degli

artt. 16 e 30 del regolamento (CEE) del Consiglio 13 febbraio 1993, n. 404, relativo all' organizzazione

comune dei mercati nel settore della banana (GU L 47, pag. 1; in prosieguo: il "regolamento"), sulla validità

dell' art. 19 del medesimo regolamento e sull' interpretazione del Trattato CE, più in particolare sul potere del

giudice nazionale di disporre provvedimenti provvisori fino a quando non intervenga una disciplina equitativa

dei casi estremi.

2 Le questioni sono sorte nell' ambito di una controversia tra la società T. Port GmbH & Co. KG (in prosieguo:

la "Port") e la Bundesanstalt fuer Landwirtschaft und Ernaehrung (ufficio federale dell' agricoltura e dell'

alimentazione; in prosieguo: la "Bundesanstalt"), avente ad oggetto la concessione di contingenti di

importazione di banane di paesi terzi.

3 Il regolamento ha istituito, dal 1 luglio 1993, un regime comune d' importazione di banane, che è venuto a

sostituire i diversi regimi nazionali.

4 Il titolo IV del regolamento, relativo al regime degli scambi con i paesi terzi, prevede, all' art. 18, n. 1, come

modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1994, n. 3290, relativo agli adattamenti e alle

misure transitorie necessarie nel settore dell' agricoltura per l' attuazione degli accordi conclusi nel quadro dei

negoziati commerciali multilaterali dell' Uruguay Round (GU L 349, pag. 105), l' apertura di un contingente

doganale di 2,1 milioni di tonnellate (peso netto) per l' anno 1994 e di 2,2 milioni di tonnellate (peso netto) per

gli anni successivi per le importazioni di banane di paesi terzi e di banane ACP non tradizionali. Nell' ambito

di questo contingente, alle importazioni di banane ACP non tradizionali viene applicato un dazio zero e a

quelle di banane di paesi terzi un dazio di 75 ECU per tonnellata.

5 L' art. 18, n. 1, ultimo comma, prevede un aumento del volume del contingente annuo qualora la domanda

comunitaria, determinata in base al bilancio di previsione, subisca un incremento e rinvia, quanto alle

modalità, alla procedura prevista dall' art. 27.

6 L' art. 19, n. 1, opera una suddivisione del contingente doganale: il 66,5% è riservato alla categoria degli

operatori che hanno commercializzato banane di paesi terzi e/o banane ACP non tradizionali; il 30% alla

categoria degli operatori che hanno commercializzato banane comunitarie e/o ACP tradizionali; il 3,5% alla

categoria degli operatori stabiliti nella Comunità che hanno iniziato, a decorrere dal 1992, a smerciare

banane diverse dalle banane comunitarie e/o dalle banane ACP tradizionali.

7 Ai sensi dell' art. 19, n. 2, secondo comma, del regolamento:

"Per quanto riguarda il secondo semestre del 1993, ogni operatore ottiene il rilascio di certificati in base alla

metà del quantitativo medio annuo commercializzato durante gli anni 1989­1991".

8 L' art. 19, n. 4, del regolamento così dispone:

"Nell' ipotesi di un aumento del contingente tariffario, il quantitativo disponibile supplementare è attribuito agli

operatori delle categorie di cui al paragrafo 1 (...)".

9 L' art. 16, n. 1, del regolamento prevede ogni anno l' elaborazione di un bilancio di previsione della

produzione e del consumo della Comunità, nonché delle importazioni ed esportazioni.

10 Ai sensi dell' art. 16, n. 3, del regolamento:

"In caso di necessità, segnatamente al fine di tener conto dell' incidenza di circostanze eccezionali sulla

produzione o sull' importazione, il bilancio può essere riveduto durante la campagna. In tal caso il contingente

tariffario di cui all' articolo 18 è adeguato secondo la procedura prevista all' articolo 27".

11 L' art. 21, n. 2, del regolamento sopprime il contingente annuo d' importazione di banane esenti da dazi

doganali di cui fruiva la Repubblica federale di Germania, ai sensi del protocollo allegato alla convenzione di

applicazione relativa all' associazione tra i paesi e territori d' oltremare e la Comunità previsto all' art. 136 del

Trattato CEE.

12 Ai sensi dell' art. 30 del regolamento:

"Se provvedimenti specifici appaiono necessari a decorrere dal luglio 1993 per agevolare il passaggio dal

regime vigente prima dell' entrata in vigore del presente regolamento a quello introdotto con il presente

regolamento, e soprattutto per superare particolari difficoltà, la Commissione adotta, secondo la procedura

prevista all' articolo 27, le misure transitorie stimate opportune".

13 L' art. 27 del regolamento, cui fanno riferimento gli artt. 16, 18 e 30, autorizza la Commissione ad adottare

provvedimenti d' attuazione secondo la procedura detta del comitato di gestione.

14 Conformemente alla normativa comunitaria, la Port, importatore tradizionale di banane di paesi terzi,

otteneva dalla Bundesanstalt licenze d' importazione di banane di paesi terzi per il secondo semestre dell'

anno 1993 e per gli anni 1994 e 1995, con riferimento ai quantitativi venduti negli anni di riferimento 1989,

1990 e 1991.

15 Dal 1994 la Port ha chiesto alla Bundesanstalt il rilascio di licenze supplementari, sostenendo di versare in

una situazione di eccezionale gravità.

16 La detta società ha infatti sostenuto di aver potuto importare, negli anni di riferimento, soltanto una

quantità di banane insolitamente ridotta, a causa del recesso dal contratto da parte di un fornitore

colombiano. Essa è inoltre vincolata a produttori equatoriani da contratti a lunga scadenza e rischia di

perdere gli anticipi già versati ove non riesca a importare i quantitativi stabiliti in detti contratti. L' accesso al

mercato delle banane comunitarie e ACP sarebbe rimasto chiuso. La vendita di banane di paesi terzi in

Austria, Svezia e Finlandia sarebbe divenuta impossibile successivamente all' adesione di questi Stati alla

Comunità. Il diniego del rilascio di licenze d' importazione supplementari rischierebbe pertanto di causare il

fallimento dell' interessata.

17 Una prima domanda di provvedimenti cautelari della Port veniva respinta il 27 maggio 1994 dal

Verwaltungsgericht di Francoforte sul Meno, decisione confermata in appello dal Verwaltungsgerichtshof dell'

Assia.

18 Una nuova domanda della Port, diretta ad ottenere un' ordinanza d' urgenza al fine del rilascio di licenze d'

importazione supplementari per il 1994 e, in via subordinata, per il 1995, veniva del pari respinta da una

pronuncia del Verwaltungsgericht di Francoforte l' 8 dicembre 1994, confermata con sentenza 23 dicembre

1994 dal Verwaltungsgerichtshof dell' Assia.

19 Adito con ricorso costituzionale proposto dalla Port, il Bundesverfassungsgericht annullava, con ordinanza

25 gennaio 1995, la decisione del Verwaltungsgerichtshof dell' Assia del 23 dicembre 1994, nella parte in cui

quest' ultimo non aveva considerato che il regolamento, in particolare i suoi artt. 16 e 30, a prescindere dalla

questione della sua validità, permetteva, tenuto conto dell' ampiezza della sua formulazione, di tenere conto

nella sua applicazione delle situazioni dei casi estremi. Secondo il Bundesverfassungsgericht, il giudice d'

appello avrebbe dovuto esaminare se il minacciato fallimento della Port pregiudicasse in modo irrimediabile il

diritto di proprietà garantito dall' art. 14 del Grundgesetz (legge fondamentale).

20 A seguito dell' ordinanza del Bundesverfassungsgericht, il Verwaltungsgerichtshof dell' Assia, con

ordinanza 9 febbraio 1995, modificava la decisione 8 dicembre 1994 del Verwaltungsgerichtshof di

Francoforte sul Meno e ordinava alla Bundesanstalt di rilasciare alla Port, per l' anno 1995, licenze d'

importazione supplementari per 2 500 tonnellate di banane. Il giudice si basava, nel determinare tale

quantitativo, sulle importazioni effettuate dalla Port nel periodo 1983­1988.

21 Il rilascio delle licenze era subordinato all' accettazione da parte dell' impresa beneficiaria, nel caso di

soccombenza nel procedimento principale, dell' imputazione di tali contingenti supplementari a quelli che le

verrebbero normalmente attribuiti nel corso dei prossimi anni.

22 Il Verwaltungsgerichtshof dell' Assia ha considerato che l' attribuzione di licenze d' importazione

supplementari si prospettava solo qualora la Commissione fosse tenuta, ai sensi del combinato disposto dell'

art. 16, n. 3, o degli artt. 30 e 27 del regolamento, ad aprire contingenti supplementari con un dazio doganale

di 100 ECU/tonnellata. Lo stesso varrebbe nel caso in cui dovesse concludersi nel senso che l' art. 19, n. 2,

del regolamento è invalido nella parte in cui non disciplina i casi estremi.

23 Con l' ordinanza 9 febbraio 1995, il Verwaltungsgerichtshof dell' Assia ha altresì sottoposto alla Corte le

seguenti questioni pregiudiziali:

"1) Se l' art. 16, n. 3, o l' art. 30 del regolamento (CEE) del Consiglio 13 febbraio 1993, n. 404 (GU L 47, pag.

1), obblighino la Commissione a disciplinare i casi estremi in cui gli operatori della categoria A incontrino

difficoltà tali da metterne a repentaglio la sopravvivenza, dovute all' attribuzione di un contingente

estremamente ridotto, commisurato agli anni di riferimento che vanno presi in considerazione ai sensi dell'

art. 19, n. 2, del regolamento (CEE) n. 404/93, e non possano accedere al mercato di banane comunitarie o

degli Stati ACP.

2) Se l' art. 19, n. 2, del regolamento (CEE) n. 404/93 sia invalido in quanto nel periodo di transizione non è

prevista, per i casi estremi, la presa in considerazione di altri anni di riferimento.

3) In caso di soluzione affermativa delle due precedenti questioni, quali siano le condizioni alle quali il giudice

nazionale può quindi adottare, fino all' emanazione di una disciplina equitativa ovvero di una disciplina

integrativa dell' art. 19 del regolamento (CEE) n. 404/93, provvedimenti provvisori nell' ambito di un

procedimento sommario".

24 Con sentenza 9 novembre 1995, causa C­465/93, Atlanta Fruchthandelsgesellschaft e a. (I) (Racc. pag. I­

3761, in prosieguo; la "sentenza Atlanta"), la Corte ha precisato a quali condizioni un giudice nazionale può

concedere provvedimenti provvisori che modifichino o disciplinino le situazioni di diritto o i rapporti giuridici

controversi in ordine ad un atto amministrativo nazionale fondato su un regolamento comunitario che forma

oggetto di un rinvio pregiudiziale per accertamento di validità.


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia del 1996 relativa al caso T. Port. Parole chiave: mercato comune delle banane, provvedimenti provvisori per passaggio di regime, caso estremi, importazione da Paesi terzi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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