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La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia relativa al caso Olimpiclub del 2008. Argomenti trattati: IVA, primato... Vedi di più

Esame di Diritto Internazionale docente Prof. A. Lanciotti

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ESTRATTO DOCUMENTO

SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)

3 settembre 2009 (*)

«IVA – Primato del diritto comunitario – Disposizione del diritto nazionale che sancisce il principio dell’autorità di cosa giudicata»

Nel procedimento C­2/08,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dalla Corte suprema di cassazione,

con decisione 10 ottobre 2007, pervenuta in cancelleria il 2 gennaio 2008, nella causa

Amministrazione dell’Economia e delle Finanze,

Agenzia delle Entrate

contro

Fallimento Olimpiclub Srl, LA CORTE (Seconda Sezione),

composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione, dai sigg. K. Schiemann (relatore), P. Kūris, L. Bay Larsen e dalla

sig.ra C. Toader, giudici,

avvocato generale: sig. J. Mazák

cancelliere: sig.ra R. Şereş, amministratore

vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 22 gennaio 2009,

considerate le osservazioni presentate:

– per la Fallimento Olimpiclub Srl, dall’avv. G. Tinelli;

– per il governo italiano, dalla sig.ra I. Bruni, in qualità di agente, assistita dal sig. P. Gentili e dalla sig.ra W. Ferrante, avvocati dello

Stato;

– per il governo slovacco, dalla sig.ra B. Ricziová, in qualità di agente;

– per la Commissione delle Comunità europee, dal sig. E. Traversa e dalla sig.ra M. Afonso, in qualità di agenti,

sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 24 marzo 2009,

ha pronunciato la seguente Sentenza

1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’applicazione del principio dell’autorità di cosa giudicata in un contenzioso in materia di

imposta sul valore aggiunto (in prosieguo: l’«IVA»).

2 Questa domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Fallimento Olimpiclub Srl (in prosieguo: l’«Olimpiclub») e

l’Amministrazione dell’Economia e delle Finanze (in prosieguo: l’«amministrazione fiscale») vertente su quattro avvisi di rettifica in materia

di IVA inviati all’Olimpiclub per le annualità fiscali 1988­1991.

Normativa nazionale

3 L’art. 2909 del codice civile italiano, intitolato «Cosa giudicata», dispone quanto segue:

«L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato ad ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa».

4 Tale articolo è stato interpretato dalla Corte suprema di cassazione nella sua sentenza n. 13916/06 nei termini seguenti:

«(...) Qualora due giudizi tra le stesse parti abbiano riferimento al medesimo rapporto giuridico, ed uno di essi sia stato definito con

sentenza passata in giudicato, l’accertamento così compiuto in ordine alla situazione giuridica ovvero alla soluzione di questioni di fatto e

di diritto relative ad un punto fondamentale comune ad entrambe la cause, formando la premessa logica indispensabile della statuizione

contenuta nel dispositivo della sentenza, preclude il riesame dello stesso punto di diritto accertato e risolto, anche se il successivo giudizio

abbia finalità diverse da quelle che hanno costituito lo scopo ed il “petitum” del primo».

Causa principale e questione pregiudiziale

5 L’Olimpiclub, società a responsabilità limitata il cui oggetto sociale è la costruzione e la gestione di infrastrutture sportive, è proprietaria di un

complesso di attrezzature sportive ubicate su un terreno di proprietà del demanio dello Stato italiano. Il 27 dicembre 1985 essa ha

stipulato con l’Associazione Polisportiva Olimpiclub (in prosieguo: l’«Associazione»), associazione non avente scopo di lucro, i cui membri

fondatori coincidevano per la maggior parte con i detentori delle quote sociali dell’Olimpiclub, un contratto che consentiva all’Associazione

di usare tutte le attrezzature del complesso sportivo (in prosieguo: il «comodato»). A titolo di corrispettivo, l’Associazione doveva, in primo

luogo, assumere a proprio carico il pagamento allo Stato italiano del canone demaniale (somma da versare ogni anno a titolo della

concessione in uso del terreno), in secondo luogo, versare ogni anno ITL 5 milioni a titolo di rimborso delle spese forfettarie annuali e, in

terzo luogo, trasferire all’Olimpiclub tutte le entrate lorde dell’Associazione, consistenti nell’ammontare complessivo delle quote associative

annuali versate dai suoi soci.

6 Nel 1992, l’amministrazione fiscale ha effettuato verifiche concernenti detto comodato ed è giunta alla conclusione che le parti di tale

contratto, mediante un atto formalmente lecito, avevano perseguito, in realtà, esclusivamente il fine di eludere la legge per conseguire un

vantaggio fiscale. Così, l’Olimpiclub avrebbe trasferito ad un’associazione non avente fini di lucro tutte le incombenze amministrative e

gestionali del complesso sportivo interessato, pur beneficiando del reddito prodotto da tale associazione sotto forma di quote associative

versate dai membri della medesima e, a tale titolo, non soggetto ad IVA. Avendo pertanto considerato che il contratto di comodato era

inopponibile, l’amministrazione fiscale ha attribuito all’Olimpiclub tutto il reddito lordo prodotto dall’Associazione durante gli anni oggetto del

controllo fiscale e ha rettificato, di conseguenza, con quattro avvisi di rettifica, le dichiarazioni dell’IVA presentate dall’Olimpiclub per le

annualità fiscali 1988­1991.

7 L’Olimpiclub ha proposto un ricorso avverso tali avvisi di rettifica dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di primo grado di Roma la

quale ha accolto tale ricorso, dichiarando che l’amministrazione fiscale aveva erroneamente posto nel nulla gli effetti giuridici del contratto

di comodato, poiché non aveva dimostrato l’esistenza di un accordo fraudolento.

8 L’amministrazione fiscale ha interposto appello avverso tale decisione dinanzi alla Commissione tributaria regionale del Lazio, la quale l’ha

confermata. Secondo tale giudice, l’amministrazione fiscale non aveva dimostrato l’esistenza di un intento fraudolento delle due parti che

avevano stipulato il comodato, posto che le ragioni che le avevano indotte a stipularlo potevano legittimamente essere individuate

nell’antieconomicità della gestione diretta di attività essenzialmente sportive da parte di una società commerciale.

9 L’amministrazione fiscale ha proposto un ricorso per cassazione avverso tale ultima decisione dinanzi al giudice del rinvio. Intervenuto, nelle

more, il fallimento dell’Olimpiclub, il curatore fallimentare si è costituito in giudizio nel procedimento per cassazione in qualità di resistente.

10 Nell’ambito di tale procedimento, il curatore ha fatto valere due sentenze della Commissione tributaria regionale del Lazio passate in

giudicato e aventi ad oggetto avvisi di rettifica in materia di IVA redatti in seguito al medesimo controllo fiscale riguardante l’Olimpiclub, ma

concernenti altre annualità fiscali, vale a dire le sentenze nn. 138/43/00 e 67/01/03, relative, rispettivamente, alle annualità fiscali 1992 e

1987.

11 Anche se tali sentenze si riferivano a periodi d’imposta diversi, gli accertamenti ivi operati nonché la soluzione adottata sarebbero diventati

vincolanti nella causa principale, in virtù dell’art. 2909 del codice civile che sancisce il principio dell’autorità di cosa giudicata.

12 Risulta dalla decisione di rinvio che, in materia fiscale, i giudici italiani, interpretando l’art. 2909 del codice civile, sono restati a lungo ancorati

al cosiddetto principio della frammentazione dei giudicati, in base al quale ogni annualità fiscale conserva la propria autonomia rispetto alle

altre ed è oggetto, tra contribuente e fisco, di un rapporto giuridico distinto rispetto a quelli relativi alle annualità precedenti e successive,

per cui, qualora le controversie vertenti su annualità diverse di una medesima imposta (pur riguardando questioni analoghe) siano decise


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia relativa al caso Olimpiclub del 2008. Argomenti trattati: IVA, primato del diritto europeo, autorità di cosa giudicata.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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