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La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo in inglese della sentenza del Tribunale di Primo Grado del 2002 relativa al caso Igo Qur. Parole chiave: diritto di azione effettivo,... Vedi di più

Esame di Diritto Internazionale docente Prof. A. Lanciotti

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ESTRATTO DOCUMENTO

concernenti la loro fissazione e la loro sistemazione. Relativamente alle reti trainate, i divieti si

applicano alle dimensioni di maglia comprese tra 55 e 99 mm; relativamente agli attrezzi fissi,

essi si applicano, a seconda delle zone, alle dimensioni di maglia inferiori a 100 o a 120 mm.

5 La società Jégo­Quéré et Cie SA (in prosieguo: la «società Jégo­Quéré» o la «ricorrente») è

una società di armamento per la pesca stabilita in Francia, la quale esercita in via permanente

nel sud dell'Irlanda, nella zona CIEM VII di cui all'art. 5, n. 1, lett. a), del regolamento, un'attività

di pesca selettiva al merlano, specie che rappresenta mediamente il 67,3% delle sue catture.

Essa possiede quattro navi di oltre trenta metri ed utilizza reti con una dimensione di maglia pari

a 80 mm.

Procedimento

6 Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 2 agosto 2001, la società

Jégo­Quéré ha proposto, sul fondamento dell'art. 230, quarto comma, CE, un ricorso diretto

all'annullamento degli artt. 3, lett. d), e 5 del regolamento.

7 Con atto separato, depositato nella cancelleria del Tribunale il 30 ottobre 2001, la

Commissione ha sollevato un'eccezione di irricevibilità ai sensi dell'art. 114, n. 1, del regolamento

di procedura del Tribunale. Il 14 dicembre 2001 la ricorrente ha depositato le proprie

osservazioni in ordine a tale eccezione.

8 Con decisione del Tribunale 14 marzo 2002, la causa è stata assegnata alla Prima Sezione

ampliata.

9 Su relazione del giudice relatore, il Tribunale (Prima Sezione ampliata) ha deciso di passare

alla fase orale al fine di statuire sull'eccezione di irricevibilità sollevata dalla convenuta.

10 Le difese orali delle parti e le loro risposte ai quesiti orali del Tribunale sono state sentite

all'udienza del 16 aprile 2002.

Conclusioni delle parti

11 Nella sua eccezione di irricevibilità, la convenuta chiede che il Tribunale voglia:

­ dichiarare il ricorso irricevibile;

­ condannare la ricorrente alle spese.

12 Nelle sue osservazioni relative all'eccezione d'irricevibilità, la ricorrente chiede che il Tribunale

voglia:

­ unire l'eccezione al procedimento principale o, in subordine, in seguito alla fase orale,

dichiarare il ricorso ricevibile;

­ condannare la Commissione alle spese.

Sulla ricevibilità

Argomenti delle parti

13 La Commissione solleva un'eccezione di irricevibilità fondata sul fatto che la società Jégo­

Quéré non è individualmente interessata, ai sensi dell'art. 230, quarto comma, CE, dal

regolamento, e non è pertanto legittimata a proporre un ricorso di annullamento nei confronti

delle disposizioni impugnate.

14 La Commissione sostiene che il regolamento ha una portata generale, in particolare per

quanto riguarda le disposizioni impugnate, le quali non prevedono deroghe. Essa rinvia, su

questo punto, alla giurisprudenza secondo cui disposizioni che si applicano a situazioni

obiettivamente determinate e che implicano effetti giuridici nei confronti di categorie di persone

contemplate in modo generale e astratto hanno natura regolamentare, indipendentemente dal

fatto che esse possano riguardare individualmente taluni operatori economici (sentenze del

Tribunale 21 febbraio 1995, causa T­472/93, Campo Ebro e a./Consiglio, Racc. pag. II­421, punti

31 e 32, e 22 febbraio 2000, causa T­138/98, ACAV e a./Consiglio, Racc. pag. II­341, punto 60).

La convenuta aggiunge che le deroghe previste dal regolamento, che non sono oggetto del

presente ricorso, hanno anch'esse una portata generale e non rappresentano in alcun modo un

«insieme di decisioni individuali» (ai sensi delle sentenze della Corte 13 maggio 1971, cause

riunite 41/70, 42/70, 43/70, 44/70, International Fruit Company e a./Commissione, Racc. pag.

411, punto 21, e 6 novembre 1990, causa C­354/87, Weddel/Commissione, Racc. pag. I­3847,

punto 23).

15 La Commissione fa valere che la società Jégo­Quéré non è interessata individualmente dalle

disposizioni impugnate, poiché il generale divieto di dimensioni di maglia inferiori ad una misura

determinata si applica a tutti gli operatori che pescano nel mar celtico, a prescindere dalla specie

ricercata. Essa sottolinea che solo una parte della zona CIEM VII è interessata dall'art. 5 del

regolamento e che l'art. 6 del regolamento permette, salvo controlli, l'utilizzo di reti di dimensione

di maglia compresa tra 70 e 99 mm. La convenuta ritiene che la situazione specifica della

ricorrente non sia, di conseguenza, in alcun modo individuata da tali misure, le quali hanno ad

oggetto una pesca che essa non pratica, incidono in ugual misura sugli operatori che pescano

specie diverse dal nasello e lasciano non intaccata dall'allargamento delle dimensioni di maglia

una parte dell'ambito geografico di applicazione del regolamento sulla quale non viene imposto

alcun vincolo alla pesca del merlano. La Commissione rileva che la dimensione delle navi della

società Jégo­Quéré nonché il fatto che gli operatori di tutti gli Stati membri non siano ugualmente

pregiudicati dal regolamento rappresentano elementi di fatto privi di pertinenza al fine di

dimostrare l'incidenza individuale nei confronti della ricorrente.

16 La Commissione aggiunge che nessuna disposizione di rango superiore ­ ivi compreso l'art.

33 CE, relativo alle finalità della politica agricola comune ­ e ciò a differenza della fattispecie

considerata nella sentenza della Corte 17 gennaio 1985, causa 11/82, Piraiki­Patraiki e

a./Commissione (Racc. pag. 207, punto 28), le imponeva di tener conto, nell'emanare il

regolamento, della situazione specifica della ricorrente.

17 La Commissione ritiene, inoltre, che l'irricevibilità risulti dal sistema dei rimedi giurisdizionali

predisposto dal Trattato e che la società Jégo­Quéré non sia sprovvista di ogni tutela

giurisdizionale, rimanendo esperibile da parte sua il procedimento per responsabilità

extracontrattuale previsto dagli artt. 235 CE e 288, secondo comma, CE (ordinanza del Tribunale

19 settembre 2001, cause riunite T­54/00 e T­73/00, Federacíon de Cofradías de Pescadores de

Guipúzcoa e a./Consiglio, Racc. pag. II­2691, punto 85).

18 La società Jégo­Quéré si presenta come il principale armatore operante nel sud dell'Irlanda,

nella zona CIEM VII considerata dal regolamento, nonché l'unica società che pratica nel mar

celtico, in maniera permanente, una pesca selettiva al merlano con navi di lunghezza superiore a

trenta metri. Essa precisa di effettuare solo catture insignificanti di nasello, mentre il merlano

rappresenta una parte essenziale della sua attività, e che l'allargamento delle dimensioni di

maglia delle reti prescritto dalle disposizioni impugnate avrà l'effetto di ridurre in maniera

considerevole le sue catture di merlani di piccola taglia e di penalizzarla, anche al di fuori dei

settori considerati dal regolamento ove essa ugualmente pesca, poiché il dispositivo non

permette di tenere a bordo i due tipi di maglie. Essa sostiene che le disposizioni impugnate, a

suo parere illegittime in quanto adottate in violazione del principio di proporzionalità, del principio

di uguaglianza, nonché dell'obbligo di motivazione, pregiudicano sensibilmente la sua attività

economica.

19 La società Jégo­Quéré sostiene che il regolamento, oltre ad incidere in maniera diversa sugli

Stati membri, non ha portata generale. A parere della ricorrente esso contiene più decisioni

adattate ai casi specifici di vari armatori degli Stati membri, e si risolve in un «insieme di decisioni

individuali» ai sensi delle sentenze Weddel/Commissione e International Fruit Company e

a./Commissione, citate al precedente punto 14. La società Jégo­Quéré aggiunge che le

situazioni specifiche così stabilite non corrispondono a differenze oggettive e non sono

giustificate dallo scopo di protezione del nasello perseguito dal regolamento.

20 La società Jégo­Quéré fa presente che la sua situazione era sufficientemente individuata e

nota alla Commissione, la cui attenzione era stata richiamata sull'incidenza che le misure

prospettate potevano avere sull'attività dei pescherecci francesi che pescano il merlano nelle

acque a sud e ad ovest dell'Irlanda. La ricorrente ritiene, inoltre, che la Commissione avesse

l'obbligo di tener conto delle conseguenze pregiudizievoli che la disciplina progettata avrebbe

avuto nei suoi confronti, e che la Commissione avrebbe dovuto prevedere speciali misure, come

essa ha fatto per gli operatori che pescano selettivamente specie diverse dal merlano, adottando

disposizioni adeguate a tali casi specifici.

21 La società Jégo­Quéré sostiene che l'irricevibilità del suo ricorso d'annullamento la priverebbe

di mezzi di tutela giurisdizionale, dato che non esiste alcun atto adottato a livello nazionale che

possa essere impugnato in sede giurisdizionale e, facendo valere l'art. 6 della Convenzione

europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), invita il

Tribunale ad operare, alla luce di tale disposizione, un'interpretazione estensiva dell'art. 230 CE.

Giudizio del Tribunale

22 Ai sensi dell'art. 230, quarto comma, CE, «qualsiasi persona fisica o giuridica può proporre

(...) un ricorso contro le decisioni prese nei suoi confronti e contro le decisioni che, pur

apparendo come un regolamento o una decisione presa nei confronti di altre persone, la

riguardano direttamente ed individualmente».

23 La società Jégo­Quéré mira ad ottenere l'annullamento degli artt. 3, lett. d), e 5 del

regolamento. Tali disposizioni impongono ai pescherecci operanti in talune aree determinate una

dimensione di maglia minima per le differenti tecniche di pesca con reti. Contrariamente a quanto

sostenuto dalla ricorrente, tali disposizioni si rivolgono in termini astratti a categorie di persone

indeterminate e si applicano a situazioni determinate oggettivamente (v., in particolare, sentenza

della Corte 15 giugno 1993, causa C­213/91, Abertal e a./Commissione, Racc. pag. I­3177,

punto 19, e ordinanza del Tribunale 29 giugno 1995, causa T­183/94, Cantina cooperativa fra

produttori vitivinicoli di Torre di Mosto e a./Commissione, Racc. pag. II­1941, punto 51).

24 Conseguentemente, le disposizioni impugnate hanno, per loro natura, una portata generale.

25 Occorre tuttavia verificare se, malgrado la loro portata generale, la ricorrente possa

nondimeno essere considerata direttamente e individualmente interessata dalle disposizioni

impugnate. Emerge infatti da una costante giurisprudenza che la portata generale di una

disposizione non esclude per ciò stesso che essa possa riguardare direttamente e

individualmente taluni operatori economici interessati (sentenze della Corte 16 maggio 1991,

causa C­358/89, Extramet Industrie/Consiglio, Racc. pag. I­2501, punti 13 e 14; 18 maggio 1994,

causa C­309/89, Codorniu/Consiglio, Racc. pag. I­1853, punto 19, e 22 novembre 2001, causa

C­451/98, Antillean Rice Mills/Consiglio, Racc. pag. I­8949, punto 46; sentenza del Tribunale 6

dicembre 2001, causa T­43/98, Emesa Sugar/Consiglio, Racc. pag. II­3519, punto 47).

26 E' giocoforza constatare che la condizione dell'incidenza diretta è soddisfatta nel caso di

specie. Infatti, perché incida direttamente su un singolo occorre che il provvedimento comunitario

contestato produca direttamente effetti sulla sua situazione giuridica e non lasci alcun potere

discrezionale ai destinatari del provvedimento stesso incaricati della sua applicazione,

applicazione avente carattere meramente automatico e derivante dalla sola normativa

comunitaria senza intervento di altre norme intermedie (sentenza della Corte 5 maggio 1998,

causa C­386/96 P, Dreyfus/Commissione, Racc. pag. I­2309, punto 43 e giurisprudenza ivi citata,

e sentenza del Tribunale 12 luglio 2001, cause riunite T­198/95, T­171/96, T­230/97, T­174/98 et

T­225/99, Comafrica e Dole Fresh Fruit Europe/Commissione, Racc. pag. II­1975, punto 96).

Orbene, per produrre i loro effetti nei confronti della ricorrente le disposizioni impugnate non

richiedono l'adozione di alcun ulteriore provvedimento, comunitario o nazionale.

27 Per quanto riguarda poi la questione se la ricorrente sia individualmente interessata da una

decisione ai sensi dell'art. 230, quarto comma, CE, occorre ricordare che, secondo una

giurisprudenza costantemente reiterata a partire dalla sentenza della Corte 15 luglio 1963, causa

25/62, Plaumann/Commissione (Racc. pag. 195, in particolare pag. 220), una persona fisica o

giuridica può pretendere di essere considerata individualmente interessata da un atto di cui non

sia il destinatario solo se l'atto stesso incida su di essa a causa di sue determinate qualità

personali, ovvero di particolari circostanze atte a distinguerla dalla generalità e quindi la

identifichi alla stessa stregua del destinatario.

28 Si deve quindi verificare se, alla luce di tale giurisprudenza, la ricorrente possa essere

considerata come individualmente interessata dalle disposizioni impugnate.

29 A tal proposito, la ricorrente sottolinea, innanzi tutto, che essa è l'unico armatore che pesca il

merlano nelle acque a sud dell'Irlanda con navi di lunghezza superiore a trenta metri le cui

catture risultano fortemente ridotte a seguito dell'applicazione delle disposizioni impugnate.

30 Tuttavia, questa circostanza non è tale da contraddistinguere la ricorrente ai sensi della

giurisprudenza richiamata al precedente punto 27, in quanto le disposizioni impugnate

riguardano la ricorrente solo per la sua caratteristica oggettiva di essere pescatrice di merlano

che utilizza una certa tecnica di pesca in una zona determinata, allo stesso modo di ogni altro

operatore economico che si trovi, attualmente o potenzialmente, in una situazione identica (v. in

tal senso, sentenza Abertal e a./Commissione, citata al precedente punto 23, punto 20, e

sentenza ACAV e a./Consiglio, citata al precedente punto 14, punto 65).

31 La ricorrente sostiene inoltre che risulta dall'art. 33 CE che la Commissione era

giuridicamente tenuta ad esaminare la sua peculiare posizione prima di adottare le disposizioni

impugnate.

32 Invero, il fatto che la Commissione ha l'obbligo, in base a specifiche disposizioni, di tener

conto delle conseguenze dell'atto che essa intende adottare sulla situazione di determinati singoli

può essere tale da identificare questi ultimi (sentenze della Corte Piraiki­Patraiki, citata al

precedente punto 16, punti 21 e 28; 26 giugno 1990, causa C­152/88, Sofrimport/Commissione,

Racc. pag. I­2477, punto 11; 11 febbraio 1999, causa C­390/95 P, Antillean Rice Mills e

a./Commissione, Racc. pag. I­769, punti 25­30; sentenze del Tribunale 14 settembre 1995,

cause riunite T­480/93 e T­483/93, Antillean Rice Mills e a./Commissione, Racc. pag. II­2305,

punto 67, e 17 gennaio 2002, causa T­47/00, Rica Foods/Commissione, Racc. pag. II­115, punto

41).

33 E' tuttavia giocoforza constatare che l'art. 33 CE, che enuncia le finalità ed i principi della

politica agricola comune, non impone alla Commissione alcun obbligo di tener conto della

situazione particolare di singole imprese, quale la ricorrente, allorché essa adotta misure che

rientrano in tale ambito.


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo in inglese della sentenza del Tribunale di Primo Grado del 2002 relativa al caso Igo Qur. Parole chiave: diritto di azione effettivo, rimedi giurisdizionali europei a tutela del singolo, armamenti per la pesca.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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