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4 IN UN PRIMO TEMPO GLI UFFICI DOGANALI COMPETENTI AVEVANO AMMESSO LE

MERCI IN ESENZIONE DAI DAZI ALL' IMPORTAZIONE, IN QUANTO ORIGINARIE DELLA

REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA . IN ESITO AD UN' ISPEZIONE, LO

HAUPTZOLLAMT DI LUBECCA­EST, ( UFFICIO DOGANALE PRINCIPALE ) HA RITENUTO

CHE I DAZI DOGANALI FOSSERO DOVUTI IN FORZA DELLA NORMATIVA DOGANALE

TEDESCA . TUTTAVIA, ESSO HA CONSIDERATO CHE NEL CASO DI SPECIE SI DOVESSE

RINUNZIARE AL LORO RECUPERO "A POSTERIORI", POICHE LA FOTO­FROST

SODDISFACEVA LE CONDIZIONI DI CUI ALL' ART . 5, N . 2, DEL REGOLAMENTO DEL

CONSIGLIO N . 1697/79, SECONDO IL QUALE "LE AUTORITA COMPETENTI HANNO LA

FACOLTA DI NON PROCEDERE AL RECUPERO 'A POSTERIORI' DELL' IMPORTO DEI DAZI

ALL' IMPORTAZIONE O DEI DAZI ALL' ESPORTAZIONE, QUALORA TALI DAZI NON SIANO

STATI RISCOSSI A CAUSA DI UN ERRORE DELLE AUTORITA COMPETENTI MEDESIME

CHE NON POTEVA RAGIONEVOLMENTE ESSERE SCOPERTO DAL DEBITORE PURCHE

QUESTI ABBIA, DAL CANTO SUO, AGITO IN BUONA FEDE E OSSERVATO TUTTE LE

DISPOSIZIONI PREVISTE, PER LA SUA DICHIARAZIONE IN DOGANA, DALLA

REGOLAMENTAZIONE VIGENTE ". DALL' ORDINANZA DI RINVIO RISULTA CHE LO

HAUPTZOLLAMT AVEVA RITENUTO CHE LA DICHIARAZIONE IN DOGANA DELLA FOTO­

FROST ERA STATA REGOLARMENTE COMPILATA E CHE NON SI POTEVA PRETENDERE

CHE QUESTA RICONOSCESSE L' ERRORE CHE ERA STATO COMMESSO, POICHE ALTRI

UFFICI DOGANALI AVEVANO CONSIDERATO PRECEDENTI ED ANALOGHE OPERAZIONI

NON ASSOGGETTABILI AL PAGAMENTO DI DAZI .

5 TUTTAVIA, POICHE L' IMPORTO DEI DAZI DI CUI E CAUSA ECCEDE I 2*000 ECU, IN

FORZA DEL REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE 29 GIUGNO 1980, N . 1573, CHE

STABILISCE LE DISPOSIZIONI DI APPLICAZIONE DELL' ART . 5, N . 2, DEL CITATO

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO, N . 1697/79 ( GU L 161, PAG . 1 ), LO HAUPTZOLLAMT

NON AVEVA IL POTERE DI DECIDERE AUTONOMAMENTE LA RINUNZIA AL RECUPERO "A

POSTERIORI" DI DETTI DAZI . SU DOMANDA DELLO HAUPTZOLLAMT IL MINISTRO

FEDERALE DELLE FINANZE HA ALLORA INVITATO LA COMMISSIONE A DECIDERE, EX

ART . 6 DEL CITATO REGOLAMENTO N . 1573/80, SE FOSSE CONSENTITO NON

PROCEDERE AL RECUPERO "A POSTERIORI" DEI DAZI DI CUI E CAUSA .

6 IL 6 MAGGIO 1983 LA COMMISSIONE HA NOTIFICATO ALLA REPUBBLICA FEDERALE DI

GERMANIA UNA DECISIONE NEGATIVA . ESSA L' HA MOTIVATA AFFERMANDO CHE GLI

"UFFICI DOGANALI COMPETENTI NON SONO INCORSI IN UNA ERRATA APPLICAZIONE

DELLE NORME SUL COMMERCIO INTERNO TEDESCO, MA HANNO SEMPLICEMENTE

ACCETTATO, SENZA CONTESTARLI IMMEDIATAMENTE, I DATI INDICATI NELLE

DICHIARAZIONI DELL' IMPORTATORE; CHE TALE MODO DI PROCEDERE (...) NON

IMPEDISCE AFFATTO ALLE AUTORITA INTERESSATE DI EFFETTUARE

SUCCESSIVAMENTE UNA MODIFICA DELL' IMPORTO DEI TRIBUTI, COME

ESPRESSAMENTE CONTEMPLATO DALL' ART . 10 DELLA DIRETTIVA 79/695/CEE DEL

CONSIGLIO DEL 24 LUGLIO 1979, RELATIVA ALL' ARMONIZZAZIONE DELLE PROCEDURE

D' IMMISSIONE IN LIBERA PRATICA DELLE MERCI ( GU L 205, PAG . 19 )". ESSA HA

CONSIDERATO CHE "DEL RESTO L' IMPORTATORE ERA IN GRADO DI CONFRONTARE LE

NORME SUL COMMERCIO INTERNO TEDESCO, DI CUI DOMANDAVA L' APPLICAZIONE,

CON LE CIRCOSTANZE IN CUI VENIVANO EFFETTUATE LE IMPORTAZIONI DI CUI

TRATTASI . EGLI AVREBBE QUINDI POTUTO RICONOSCERE QUALSIASI ERRORE NELL'

APPLICAZIONE DI DETTE NORME . PERALTRO E ASSODATO CHE EGLI NON HA

OSSERVATO TUTTE LE DISPOSIZIONI CONTEMPLATE PER LE DICHIARAZIONI DOGANALI

DALLA VIGENTE NORMATIVA ".

7 E' A SEGUITO DI DETTA DECISIONE CHE LO HAUPTZOLLAMT HA ADOTTATO IL

PROVVEDIMENTO DI RECUPERO "A POSTERIORI" IMPUGNATO DALLA FOTO­FROST

NELLA CAUSA PRINCIPALE .

8 LA FOTO­FROST HA CHIESTO AL FINANZGERICHT DI AMBURGO DI ORDINARE LA

SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DI DETTO PROVVEDIMENTO DI RECUPERO . IL

FINANZGERICHT HA ACCOLTO L' ISTANZA, RITENENDO CHE LE OPERAZIONI DI CUI E

CAUSA SEMBRAVANO RIENTRARE NEL COMMERCIO INTERNO TEDESCO, PER CUI

ERANO ESENTATE DAI DAZI DOGANALI IN FORZA DEL PROTOCOLLO SU DETTO

COMMERCIO .

9 LA FOTO­FROST HA QUINDI PROMOSSO DINANZI AL FINANZGERICHT DI AMBURGO UN

PROCEDIMENTO DI COGNIZIONE DIRETTO ALL' ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO

DI RECUPERO "A POSTERIORI ". IL FINANZGERICHT HA RITENUTO POTERSI DUBITARE

DELLA VALIDITA DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 6 MAGGIO 1983, DATO CHE

NEL CASO DI SPECIE SEMBRAVANO SUSSISTERE TUTTE LE CONDIZIONI ENUNCIATE

DALL' ART . 5, N . 2, DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 1697/79 PERCHE SI

POTESSE RINUNZIARE A PROCEDERE AL RECUPERO "A POSTERIORI ". POICHE IL

PROVVEDIMENTO DI RECUPERO IMPUGNATO SI BASAVA SULLA DECISIONE DELLA

COMMISSIONE, IL FINANZGERICHT HA CONSIDERATO DI POTERLO ANNULLARE SOLO

NEL CASO D' INVALIDITA DELLA STESSA DECISIONE COMUNITARIA . IL FINANZGERICHT

SI E QUINDI RISOLTO A SOTTOPORRE ALLA CORTE LE SEGUENTI QUATTRO QUESTIONI

PREGIUDIZIALI :

"1 ) SE IL GIUDICE NAZIONALE POSSA SINDACARE LA VALIDITA DI UNA DECISIONE

ADOTTATA DALLA COMMISSIONE A NORMA DELL' ART . 6 DEL REGOLAMENTO ( CEE )

DELLA COMMISSIONE 20 GIUGNO 1980, N . 1573 ( GU L 161, PAG . 1 ) IN TEMA DI

RINUNCIA AL RECUPERO 'A POSTERIORI' DI DAZI ALL' IMPORTAZIONE AI SENSI DELL'

ART . 5, N . 2, DEL REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO 24 LUGLIO 1979, N . 1697 ( GU

L 197, PAG . 1 ), DECISIONE CON LA QUALE LA RINUNCIA AL RECUPERO SIA

DICHIARATA INGIUSTIFICATA, ED EVENTUALMENTE STATUIRE, IN UN PROCEDIMENTO

CONTRO IL RELATIVO PROVVEDIMENTO DI ATTUAZIONE, CHE SI DEVE RINUNCIARE AL

RECUPERO .

2 ) NEL CASO IN CUI IL GIUDICE NAZIONALE NON POSSA SINDACARE LA VALIDITA

DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE : SE LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 6

MAGGIO 1983 ­ REC 3/834 ­ SIA VALIDA .

3 ) NEL CASO IN CUI IL GIUDICE NAZIONALE POSSA SINDACARE LA VALIDITA DELLA

DECISIONE DELLA COMMISSIONE : SE L' ART . 5, N . 2, DEL REGOLAMENTO ( CEE ) N .

1697/79 VADA INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO AUTORIZZA AD EMANARE UNA

DECISIONE DISCREZIONALE E SINDACABILE DAL GIUDICE NEI LIMITI DEI VIZI RELATIVI

ALL' ESERCIZIO DEL POTERE DISCREZIONALE, ED EVENTUALMENTE QUALI, SENZA

CHE IL GIUDICE POSSA ADOTTARE UNA PROPRIA DECISIONE DISCREZIONALE, OD

INVECE UN PROVVEDIMENTO EQUITATIVO CHE PUO ESSERE SINDACATO DAL GIUDICE

SOTTO OGNI ASPETTO .

4 ) NEL CASO IN CUI NON FOSSE CONSENTITO, AI SENSI DELL' ART . 5, N . 2, DEL

REGOLAMENTO ( CEE ) N . 1697/79, RINUNZIARE AL RECUPERO DEI DAZI DOGANALI : SE

MERCI ORIGINARIE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA, TRASPORTATE

NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA ATTRAVERSO UNO STATO MEMBRO NON

TEDESCO SULLA BASE DELLA PROCEDURA DI TRANSITO COMUNITARIO ESTERNO,

RIENTRINO NEL COMMERCIO INTERNO TEDESCO AI SENSI DEL PROTOCOLLO 25

MARZO 1957 SUL COMMERCIO INTERNO TEDESCO ED I PROBLEMI AD ESSO CONNESSI,

CON LA CONSEGUENZA CHE, ALL' ATTO DELLA LORO IMPORTAZIONE NELLA

REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, NON SI POSSA ESIGERE NE I DAZI NE L'

IMPOSTA SULLA CIFRA D' AFFARI ALL' IMPORTAZIONE, O SE DETTI TRIBUTI SI DEBBANO

RISCUOTERE COME NEL CASO DELLE IMPORTAZIONI DA PAESI TERZI, CON LA

CONSEGUENZA CHE SI DEVONO ESIGERE IL DAZIO COMUNITARIO A NORMA DELLE

DISPOSIZIONI DI DIRITTO DOGANALE E L' IMPOSTA SULLA CIFRA D' AFFARI ALL'

IMPORTAZIONE A NORMA DELL' ART . 2, N . 2, DELLA SESTA DIRETTIVA CEE IN MATERIA

DI ARMONIZZAZIONE DELLE IMPOSTE SULLA CIFRA D' AFFARI NELLE COMUNITA

EUROPEE ".

10 PER UNA PIU COMPLETA DESCRIZIONE DEI FATTI E DELLA PERTINENTE NORMATIVA

COMUNITARIA, NONCHE PER UNA SINTESI DELLE OSSERVAZIONI PRESENTATE DALLA

FOTO­FROST, DALLO HAUPTZOLLAMT DI LUBECCA­EST, DAL GOVERNO DELLA

REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA E DALLA COMMISSIONE, SI RINVIA ALLA

RELAZIONE D' UDIENZA .

SULLA PRIMA QUESTIONE

11 CON LA PRIMA QUESTIONE IL FINANZGERICHT CHIEDE SE ESSO SIA COMPETENTE A

DICHIARARE L' INVALIDITA DI UNA DECISIONE DELLA COMMISSIONE COME QUELLA

EMANATA IL 6 MAGGIO 1983 . ESSO METTE IN DUBBIO LA VALIDITA DI DETTA

DECISIONE, IN RAGIONE DEL FATTO CHE NEL CASO DI SPECIE SEMBRAVANO

SUSSISTERE TUTTE LE CONDIZIONI, RICHIESTE DALL' ART . 5, N . 2, DEL

REGOLAMENTO N . 1679/79, AFFINCHE SI POTESSE RINUNZIARE A PROCEDERE AL

RECUPERO "A POSTERIORI ". CIONONOSTANTE ESSO VALUTA CHE IN FORZA DELLA

RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE FRA LA CORTE E LE GIURISDIZIONI NAZIONALI,

QUALE RISULTA DALL' ART . 177 DEL TRATTATO, SPETTA SOLO ALLA CORTE

PRONUNZIARSI SULLA VALIDITA DEGLI ATTI DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE .

12 VA RICORDATO CHE L' ART . 177 DEL TRATTATO ATTRIBUISCE ALLA CORTE LA

COMPETENZA A PRONUNCIARSI IN VIA PREGIUDIZIALE, SIA SULL' INTERPRETAZIONE

DEI TRATTATI E DEGLI ATTI DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE, SIA SULLA VALIDITA DI

TALI ATTI . DETTA NORMA DISPONE AL 2* COMMA CHE LE GIURISDIZIONI NAZIONALI

POSSONO SOTTOPORRE ALLA CORTE SIMILI QUESTIONI E, AL 3* COMMA, CHE ESSE

SONO TENUTE A CIO QUANDO AVVERSO LE LORO DECISIONI NON POSSA PROPORSI

UN RICORSO GIURISDIZIONALE DI DIRITTO INTERNO .

13 ATTRIBUENDO AI GIUDICI NAZIONALI, AVVERSO LE CUI DECISIONI POSSA PROPORSI

UN RICORSO GIURISDIZIONALE DI DIRITTO INTERNO, LA FACOLTA DI PORRE ALLA

CORTE QUESTIONI PREGIUDIZIALI D' INTERPRETAZIONE O D' ACCERTAMENTO DI

VALIDITA, L' ART . 177 NON HA RISOLTO IL PROBLEMA DEL POTERE DI DETTI GIUDICI DI

DICHIARARE ESSI STESSI L' INVALIDITA DEGLI ATTI DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE .

14 DETTE GIURISDIZIONI POSSONO ESAMINARE LA VALIDITA DI UN ATTO

COMUNITARIO E, SE RITENGONO INFONDATI I MOTIVI D' INVALIDITA ADDOTTI DALLE

PARTI, RESPINGERLI CONCLUDENDO PER LA PIENA VALIDITA DELL' ATTO . COSI

FACENDO, INFATTI, ESSI NON METTONO IN CAUSA L' ESISTENZA DELL' ATTO

COMUNITARIO .

15 AL CONTRARIO, ESSI NON HANNO IL POTERE DI DICHIARARE INVALIDI GLI ATTI

DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE . INFATTI, COME E STATO SOTTOLINEATO NELLA

SENTENZA 13 MAGGIO 1981 ( INTERNATIONAL CHEMICAL CORPORATION, 66/80, RACC .

PAG . 1191 ), LE COMPETENZE ATTRIBUITE ALLA CORTE DALL' ART . 177 HANNO

ESSENZIALMENTE LO SCOPO DI GARANTIRE L' UNIFORME APPLICAZIONE DEL DIRITTO

COMUNITARIO DA PARTE DEI GIUDICI NAZIONALI . QUESTA ESIGENZA DI UNIFORMITA E

PARTICOLARMENTE IMPERIOSA QUANDO SIA IN CAUSA LA VALIDITA DI UN ATTO

COMUNITARIO . L' ESISTENZA DI DIVERGENZE FRA I GIUDICI DEGLI STATI MEMBRI

SULLA VALIDITA DEGLI ATTI COMUNITARI POTREBBE COMPROMETTERE LA STESSA

UNITA DELL' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO ED ATTENTARE ALLA

FONDAMENTALE ESIGENZA DELLA CERTEZZA DEL DIRITTO .

16 LA NECESSARIA COERENZA DEL SISTEMA DI TUTELA GIURISDIZIONALE ISTITUITO

DAL TRATTATO IMPONE LA MEDESIMA CONCLUSIONE . IN PROPOSITO, E IMPORTANTE

TENER PRESENTE CHE IL RINVIO A TITOLO PREGIUDIZIALE PER L' ACCERTAMENTO DI

VALIDITA COSTITUISCE, AL PARI DEL RICORSO D' ANNULLAMENTO, UNO STRUMENTO

DEL CONTROLLO DI LEGITTIMITA SUGLI ATTI DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE . COME

LA CORTE HA DICHIARATO NELLA SENTENZA 23 APRILE 1986 ( PARTI ECOLOGISTE "LES

VERTS"/PARLAMENTO EUROPEO, 294/83, RACC . 1986, PAG . 1339 ) "CON GLI ARTT . 173

E 184, DA UN LATO, E CON L' ART . 177, DALL' ALTRO, IL TRATTATO HA ISTITUITO UN

SISTEMA COMPLETO DI RIMEDI GIURIDICI E DI PROCEDIMENTI INTESO AD AFFIDARE

ALLA CORTE DI GIUSTIZIA IL CONTROLLO DELLA LEGITTIMITA DEGLI ATTI DELLE

ISTITUZIONI ".

17 POICHE L' ART . 173 ATTRIBUISCE ALLA CORTE LA COMPETENZA ESCLUSIVA AD

ANNULLARE UN ATTO DI UN' ISTITUZIONE COMUNITARIA, LA COERENZA DEL SISTEMA

ESIGE CHE SIA PARIMENTI RISERVATO ALLA CORTE IL POTERE DI DICHIARARE L'

INVALIDITA DELLO STESSO ATTO, QUALORA QUESTA SIA FATTA VALERE DINANZI AD

UN GIUDICE NAZIONALE .

18 VA DEL RESTO SOTTOLINEATO CHE LA CORTE E L' ORGANO PIU INDICATO A

PRONUNZIARSI SULLA VALIDITA DEGLI ATTI COMUNITARI . EX ART . 20 DEL

PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE CEE, INFATTI, LE

ISTITUZIONI COMUNITARIE CHE HANNO EMANATO GLI ATTI CONTESTATI HANNO IL

DIRITTO DI INTERVENIRE DINANZI ALLA CORTE PER DIFENDERE LA VALIDITA DI TALI

ATTI . INOLTRE, EX ART . 21, 2* COMMA, DELLO STESSO PROTOCOLLO, LA CORTE PUO

RICHIEDERE ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE CHE NON SONO PARTI IN CAUSA TUTTE

LE INFORMAZIONI CHE RITENGA NECESSARIE AI FINI DEL PROCESSO .

19 E' BENE AGGIUNGERE CHE IL PRINCIPIO DELL' INCOMPETENZA DEI GIUDICI

NAZIONALI A DICHIARARE L' INVALIDITA DEGLI ATTI COMUNITARI PUO SUBIRE

TEMPERAMENTI, DATE CERTE CONDIZIONI, NELL' IPOTESI DI PROCEDIMENTO

SOMMARIO, LA QUALE, TUTTAVIA, NON RICORRE NELLA QUESTIONE POSTA DAL

GIUDICE NAZIONALE .

20 LA PRIMA QUESTIONE VA QUINDI RISOLTA NEL SENSO CHE LE GIURISDIZIONI

NAZIONALI NON SONO COMPETENTI A DICHIARARE L' INVALIDITA DEGLI ATTI DELLE

ISTITUZIONI COMUNITARIE .

SULLA SECONDA QUESTIONE

21 LA SECONDA E LA TERZA QUESTIONE SONO FORMULATE NEL PRESUPPOSTO CHE

LE OPERAZIONI DI CUI E CAUSA FOSSERO EFFETTIVAMENTE SOGGETTE A DAZI

DOGANALI . QUALORA LA COMPETENZA AD ACCERTARE LA VALIDITA DELLA

DECISIONE DELLA COMMISSIONE SIA RISERVATA ALLA CORTE, CON LA SECONDA

QUESTIONE IL FINANZGERICHT CHIEDE SE DETTA DECISIONE SIA VALIDA .


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia relativa al caso Foto Frost del 1985. I giudici nazionali non possono annullare gli atti comunitari per esigenze di certezza del diritto e uniformità del sistema europeo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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