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Caso Dreyfus Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia del 1998 relativa al caso Dreyfus. Parole chiave: mutuo, modifiche a contratto di appalto,... Vedi di più

Esame di Diritto Internazionale docente Prof. A. Lanciotti

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approvazione, nel rispetto della procedura completa abituale (compresa la presentazione di almeno tre

offerte)".

(...)

23 In tale situazione, con atto introduttivo depositato nella cancelleria della Corte il 9 giugno 1993, la

ricorrente ha presentato il presente ricorso (...).

24 Con ordinanza 27 settembre 1993, la Corte ha rinviato la causa al Tribunale di primo grado delle

Comunità europee, a norma della decisione del Consiglio 8 giugno 1993, 93/350/Euratom, CECA, CEE,

recante modifica della decisione 88/591/CECA, CEE, Euratom che istituisce un Tribunale di primo grado

delle Comunità europee (GU L 144, pag. 21).

25 (...) Con atto depositato in cancelleria il 15 settembre 1993, la Commissione ha sollevato una eccezione

di irricevibilità».

17 Dalla sentenza impugnata risulta che la ricorrente ha chiesto al Tribunale di annullare la decisione 1_

aprile 1993 con cui la Commissione ha negato l'approvazione delle modifiche al contratto di fornitura

concluso con la Exportkhleb (in prosieguo: la «decisione controversa») e di condannare la Commissione a

versarle, come risarcimento del danno materiale subito, le somme di 253 991,98 ECU per interessi perduti,

1 347 831,56 ECU per la differenza di prezzo tra il contratto originario e quello modificato, 229 969,58

USD, per perdita sul cambio ECU/USD, e la somma di 1 ECU come risarcimento del danno morale (punto

28 della sentenza impugnata).

18 La Commissione ha sollevato un'eccezione di irricevibilità nella quale ha chiesto

«­ di dichiarare il ricorso di annullamento irricevibile, perché l'atto non riguarda direttamente la ricorrente;

­ di dichiarare che la decisione litigiosa non può implicare la responsabilità della Commissione, o che il

ricorso è irricevibile, in quanto non viene messa in questione la responsabilità extracontrattuale della

Commissione» (punto 29 della sentenza impugnata).

La sentenza impugnata

Sulla ricevibilità del ricorso di annullamento

19 Il Tribunale ha dichiarato irricevibile il ricorso di annullamento presentato contro la decisione

controversa per i seguenti motivi:

«46 A norma dell'art. 173, quarto comma, del Trattato, qualsiasi persona fisica o giuridica può proporre un

ricorso contro le decisioni che, pur apparendo come una decisione presa nei confronti di altre persone, la

riguardano direttamente e individualmente.

47 Occorre quindi stabilire se la lettera che la Commissione ha inviato alla VEB il 1º aprile 1993 riguarda

direttamente e individualmente la ricorrente.

48 Il Tribunale rileva, in limine, che la Commissione non ha contestato che l'atto riguarda individualmente

la ricorrente. Date le circostanze del caso di specie, il Tribunale ritiene che occorra verificare solo se la

decisione litigiosa riguardi direttamente la ricorrente.

49 Va rilevato al riguardo che gli atti regolamentari comunitari e gli accordi tra la Comunità e la

Federazione russa creano una ripartizione di competenze tra la Commissione e l'agente incaricato dalla

Federazione russa per l'acquisto del frumento. Tocca infatti a tale agente, nel caso la Exportkhleb,

scegliere il contraente attraverso una gara, condurre la trattativa sul contratto e concluderlo. Il ruolo della

Commissione consiste solo nel verificare l'esistenza delle condizioni per il finanziamento comunitario e,

eventualmente, nel dichiarare i contratti conformi alle disposizioni della decisione 91/658 e degli accordi

conclusi con la Federazione russa, per l'erogazione del prestito. Non compete quindi alla Commissione

valutare il contratto commerciale alla luce di criteri diversi da questi.

50 Ne discende che l'impresa appaltatrice ha rapporti giuridici solo con la sua controparte contrattuale, la

Exportkhleb, incaricata dalla Federazione russa della conclusione dei contratti di acquisto del frumento. La

Commissione, per parte sua, ha rapporti giuridici solo con il mutuatario, ossia la VEB, agente finanziario

della Federazione russa, che le notifica i contratti commerciali ai fini del riconoscimento della conformità ed

è destinataria della decisione della Commissione in merito.

51 Conseguentemente, occorre sottolineare che l'intervento della Commissione non incide sulla validità in

senso tecnico giuridico del contratto commerciale concluso tra la ricorrente e la Exportkhleb, né ne

modifica i termini, in particolare per quanto riguarda i prezzi concordati dalle parti. Quindi la modifica al

contratto del 28 novembre 1992, introdotta dalle parti il 23 febbraio 1993, resta validamente sottoscritta nei

termini da esse convenuti, a prescindere dalla decisione della Commissione di non riconoscere le

pattuizioni come conformi alle disposizioni applicabili.

52 Il fatto che la Commissione abbia avuto contatti con la ricorrente o con la Exportkhleb non può

modificare tale giudizio in merito ai diritti e agli obblighi che per ciascuna delle parti coinvolte derivano dagli

atti regolamentari e convenzionali applicabili. In merito alla ricevibilità del ricorso di annullamento, il

Tribunale rileva, per di più, che i contatti di cui parla la ricorrente non dimostrano che la Commissione

abbia travalicato il proprio ruolo. La lettera che la Commissione ha inviato alla Exportkhleb il 12 marzo

1993, infatti, indica esplicitamente che le modifiche devono essere oggetto di una domanda ufficiale della

VEB. Ugualmente, i dedotti contatti tra la Commissione e la ricorrente nel gennaio 1993 avevano il solo

scopo di far sì che le parti inserissero nel contratto una condizione necessaria per il riconoscimento di

conformità, ma lasciavano alle parti il compito di modificare i loro contratti se desideravano godere del

finanziamento previsto. Infine, il fatto che la Commissione abbia organizzato una riunione con la ricorrente

a Bruxelles, diverse settimane dopo l'adozione della sua decisione, per spiegare la propria posizione, non

può costituire una prova che tale decisione riguardasse direttamente la ricorrente.

53 Il Tribunale ritiene inoltre che, anche se, ricevendo dalla Commissione una decisione che dichiara un

contratto non conforme alle disposizioni applicabili, la VEB non può emettere un credito documentario atto

a fruire della garanzia comunitaria, cionondimeno, la decisione non incide, come precisato sopra, né sulla

validità né sui termini del contratto tra la ricorrente e la Exportkhleb. Al riguardo, occorre sottolineare che la

decisione della Commissione non si sostituisce a una decisione delle autorità nazionali russe, giacché la

Commissione è la sola competente a verificare la conformità dei contratti ai fini del finanziamento

comunitario.

54 Va infine aggiunto che, per dimostrare che la decisione litigiosa la riguarda, la ricorrente non può

fondarsi sul fatto che i contratti commerciali contengono una clausola sospensiva che condiziona

l'esecuzione del contratto e il pagamento del prezzo al fatto che la Commissione riconosca l'esistenza

delle condizioni per l'erogazione del mutuo comunitario. Infatti, una tale clausola è un nesso che i

contraenti decidono di stabilire tra il contratto che sottoscrivono e un evento futuro e incerto, che solo

verificandosi darà all'accordo valore vincolante. Il Tribunale ritiene però che la ricevibilità di un ricorso ex

art. 173, quarto comma, del Trattato non può dipendere dalla volontà delle parti. L'argomento della

ricorrente va quindi respinto.

55 Per questi motivi, il Tribunale ritiene che la decisione della Commissione 1º aprile 1993, rivolta alla

VEB, non riguarda direttamente la ricorrente ai sensi dell'art. 173, quarto comma, del Trattato. Il ricorso di

annullamento contro tale decisione deve quindi essere dichiarato irricevibile».

20 Per il resto il Tribunale ha dichiarato ricevibili le domande dirette al risarcimento del preteso danno

materiale e morale subito dalla ricorrente per motivi che non sono contestati nell'ambito del presente

ricorso.

21 Tenuto conto di quanto precede, il Tribunale ha dichiarato e statuito:

«1) Il ricorso di annullamento è irricevibile.

2) L'eccezione di irricevibilità è respinta per quanto attiene alle domande di risarcimento del danno

materiale e morale lamentato dalla ricorrente.

3) Il procedimento proseguirà nel merito in relazione a queste domande di risarcimento.

4) Le spese sono riservate». L'impugnazione

22 A sostegno del suo ricorso avverso la sentenza del Tribunale la Dreyfus deduce due motivi relativi, da

un lato, alla violazione dell'art. 173, quarto comma, del Trattato, e, dall'altro, alla contraddizione che vizia la

motivazione della sentenza impugnata.

Sul primo motivo

23 Il primo motivo si suddivide in tre parti.

24 Innanzi tutto la ricorrente contesta al Tribunale il fatto di aver affermato che, in mancanza di rapporti

giuridici diretti con la Commissione, essa non poteva essere direttamente interessata dalla decisione

poiché né la «validità del contratto» né «i termini» dello stesso sarebbero stati da essa intaccati (punti 49­

51 della sentenza impugnata). Ora, secondo la giurisprudenza della Corte e del Tribunale stesso, un

privato potrebbe essere direttamente interessato da una decisione, anche se non intrattiene rapporti

giuridici con la Commissione, dal momento in cui la detta decisione incida direttamente sulla sua

«situazione giuridica o materiale» (sentenze 13 maggio 1971, cause riunite 41/70, 42/70, 43/70 e 44/70,

International Fruit Company e a./Commissione, Racc. pag. 411; 29 giugno 1994, causa C­135/92,

Fiskano/Commissione, Racc. pag. I­2885, e 28 ottobre 1993, causa T­83/92, Zunis Holding e

a./Commissione, Racc. pag. II­1169).

25 Ciò avverrebbe nell'ambito di operazioni triangolari qualora l'autorità nazionale incaricata di dare

applicazione alla decisione comunitaria non disponga, come nella fattispecie, di alcun margine

discrezionale.

26 La Dreyfus aggiunge che le parti avevano previsto nel loro contratto che quest'ultimo era sottoposto

all'approvazione della Commissione e che il pagamento del prezzo sarebbe avvenuto mediante il mutuo

comunitario. Pertanto, questo mutuo e l'accordo di mutuo concluso a tal fine tra la Commissione e la

Federazione di Russia erano al tempo stesso la condizione per l'esecuzione del contratto e l'unico mezzo

di pagamento, non solo de facto, ma anche de jure.

27 In conclusione, contrariamente a quanto affermato nella sentenza impugnata, la decisione controversa

avrebbe inciso direttamente sulla situazione giuridica e materiale della ricorrente poiché le autorità russe

erano tenute a pagare il nuovo prezzo previsto nella clausola addizionale solo se e in quanto il mutuo

comunitario fosse applicabile.

28 Inoltre la ricorrente contesta al Tribunale il fatto di aver ritenuto che «la decisione della Commissione

non si sostituisce a una decisione delle autorità nazionali russe, giacché la Commissione è la sola

competente a verificare la conformità dei contratti ai fini del finanziamento comunitario (...)» (punto 53).

Facendo riferimento alla sentenza International Fruit Company e a./Commissione, soprammenzionata,

essa sostiene per contro che, in mancanza di potere discrezionale delle autorità russe nell'applicazione

della decisione della Commissione, questa decisione ha inciso direttamente e automaticamente sulla

situazione giuridica della Dreyfus, quale derivante dal contratto. Inoltre le autorità russe potevano solo

constatare l'assenza di approvazione della Commissione e quindi pagare le forniture di grano al prezzo

precedente in conformità al contratto iniziale e non al nuovo prezzo convenuto nella clausola addizionale.

29 Infine la ricorrente contesta l'affermazione del Tribunale secondo cui la «clausola sospensiva che

condiziona l'esecuzione del contratto e il pagamento del prezzo al fatto che la Commissione riconosca

l'esistenza delle condizioni per l'erogazione del mutuo comunitario (...) è un nesso che i contraenti

decidono di stabilire tra il contratto che sottoscrivono e un evento futuro e incerto, che solo verificandosi

darà all'accordo valore vincolante», nonché la conclusione che il Tribunale ne trae, cioè «che la ricevibilità

di un ricorso ex art. 173, quarto comma, del Trattato non può dipendere dalla volontà delle parti (...)»

(punto 54 della sentenza impugnata).

30 La ricorrente sostiene che secondo la giurisprudenza della Corte, è importante unicamente l'effetto

della decisione controversa sulla «situazione giuridica o materiale» della ricorrente per determinare se

quest'ultima sia direttamente interessata dalla detta decisione, anche se questo effetto è collegato a un

atto di volontà delle parti precedente la decisione controversa.

31 La Commissione contesta la ricevibilità del ricorso in esame in quanto la quasi totalità degli argomenti

addotti sarebbe la mera riproduzione degli argomenti svolti dalla ricorrente dinanzi al Tribunale. Ora, per

giurisprudenza costante, non risponderebbe ai requisiti di cui all'art. 51 dello Statuto CE della Corte di

giustizia e all'art. 112, n. 1, lett. c), del suo regolamento di procedura il ricorso che si limiti a ripetere o a

riprodurre pedissequamente i motivi e gli argomenti già presentati dinanzi al Tribunale.

32 Sul merito, la Commissione osserva in via preliminare che le clausole contrattuali sulle quali si basa la

ricorrente sono lungi dall'essere chiare e contesta l'argomento secondo cui, in mancanza di approvazione

da parte della Commissione, l'obbligo contrattuale di pagamento veniva meno. Il contratto di cui trattasi

potrebbe essere interpretato solo dall'organismo competente, cioè quello scelto dai contraenti nel contratto

stesso, ossia la camera di commercio e dell'industria di Mosca. Ora, la Dreyfus non avrebbe mai

presentato un reclamo a questo organismo.

33 La Commissione fa valere anche l'allegato 25 del ricorso presentato dinanzi al Tribunale nel quale la

Dreyfus ha prodotto una lettera da essa inviata per fax il 6 aprile 1993 all'Exportkhleb e nella quale

sollecitava quest'ultima a versarle quanto dovuto nonostante la decisione controversa:

«Speriamo che comprenderete che riteniamo di avere stipulato con Voi un contratto vincolante (...) e che

dobbiamo insistere sull'esecuzione dei Vostri obblighi derivanti dal contratto».

34 Sulla prima parte del primo motivo la Commissione ritiene che sia necessario, perché un ricorso di

annullamento contro una decisione della Commissione sia ricevibile, che quest'ultima produca effetti di

diritto comunitario nei confronti della ricorrente, altrimenti quest'ultima non sarebbe direttamente

interessata dalla decisione. A tal riguardo essa osserva che l'effetto fatto valere dalla ricorrente proviene

dalle sole clausole del contratto sulle quali essa si basa.

35 Per quanto riguarda la seconda parte del primo motivo e, in particolare, il riferimento alla sentenza

International Fruit Company e a./Commissione, soprammenzionata, la Commissione osserva che, in

quest'ultima causa, il suo rifiuto di rilasciare le licenze per l'importazione di mele da tavola provenienti da

paesi terzi era stato notificato alle ricorrenti per il tramite della Produktschap voor Groenten en Fruit

dell'Aia. In tal senso, l'effetto giuridico della decisione della Commissione sulle ricorrenti derivava

direttamente da tale decisione, anche se essa era stata formalmente diretta all'ente olandese.

36 Nella fattispecie e a differenza della causa International Fruit Company e a./Commissione,

soprammenzionata, la domanda di anticipi sulla base del mutuo concesso alla Federazione di Russia

sarebbe stata presentata alla Commissione dalla VEB a nome della Russia (e non della Dreyfus) e l'effetto

asserito deriverebbe solo da una combinazione della decisione controversa e dei termini del contratto, del

quale la Commissione non è parte.

37 Per quanto riguarda la terza parte del primo motivo, la Commissione ritiene che l'argomento secondo

cui la clausola del contratto sarebbe preesistente alla decisione controversa sia totalmente priva di

pertinenza. Inoltre, il sindacato giurisdizionale sulle sue decisioni non potrebbe dipendere da accordi di

diritto privato ai quali la Commissione non è parte.

38 Per quanto riguarda l'eccezione di irricevibilità sollevata dalla Commissione, occorre constatare che il

ricorso in esame indica in maniera precisa gli elementi contestati della sentenza impugnata nonché gli

argomenti di diritto su cui si fonda in maniera specifica la domanda di annullamento (v., in particolare,

ordinanza della Corte 26 aprile 1993, causa C­244/92 P, Kupka­Floridi/Comitato economico e sociale,

Racc. pag. I­2041, punto 9). Di conseguenza, il fatto che questi argomenti siano stati sollevati anche in

primo grado non può giustificare la loro irricevibilità.

39 L'eccezione di irricevibilità deve quindi essere respinta.

40 Occorre ricordare che, ai sensi dell'art. 173, quarto comma, del Trattato, ogni persona fisica o giuridica

può proporre un ricorso di annullamento contro le decisioni di cui è destinataria e contro quelle che,

benché adottate sotto forma di una decisione presa nei confronti di un'altra persona, la riguardano

direttamente e individualmente.

41 Nella fattispecie, la decisione controversa è stata formalmente adottata nei confronti della VEB.

42 Il Tribunale ha affrontato solo la questione se la ricorrente fosse direttamente interessata dalla

decisione controversa, in quanto la Commissione non ha contestato che la ricorrente fosse

individualmente interessata dalla decisione stessa.

43 Dalla giurisprudenza della Corte deriva che perché incida direttamente su un singolo occorre che il

provvedimento comunitario contestato produca direttamente effetti sulla sua situazione giuridica e non

lasci alcun potere discrezionale ai destinatari del provvedimento stesso incaricati della sua applicazione,

applicazione avente carattere meramente automatico e derivante dalla sola normativa comunitaria senza

intervento di altre norme intermedie (v., in tal senso, sentenze International Fruit Company e

a./Commissione, già citata, punti 23­29; 6 marzo 1979, causa 92/78, Simmenthal/Commissione, Racc.

pag. 777, punti 25 e 26; 29 marzo 1979, causa 113/77, NTN Toyo Bearing Company e a./Consiglio, Racc.

pag. 1185, punti 11 e 12; causa 118/77, ISO/Consiglio, Racc. pag. 1277, punto 26; causa 119/77, Nippon

Seiko e a./Consiglio, Racc. pag. 1303, punto 14; causa 120/77, Koyo Seiko e a./Consiglio e Commissione,

Racc. pag. 1337, punto 25; causa 121/77, Nachi Fujikoshi e a./Consiglio, Racc. pag. 1363, punto 11; 11

luglio 1985, cause riunite 87/77, 130/77, 23/83, 9/84 e 10/84, Salerno e a./Commissione e Consiglio, Racc.

pag. 2523, punto 31; 17 marzo 1987, causa 333/85, Mannesmann­Röhrenwerke e Benteler/Consiglio,

Racc. pag. 1381, punto 14; 14 gennaio 1988, causa 55/86, Arposol/Consiglio, Racc. pag. 13, punti 11­13;

26 aprile 1988, causa 207/86, Apesco/Commissione, Racc. pag. 2151, punto 12, e 26 giugno 1990, causa

C­152/88, Sofrimport/Commissione, Racc. pag. I­2477, punto 9).

44 Lo stesso vale qualora la possibilità per i destinatari di non dare seguito all'atto comunitario sia

puramente teorica, in quanto la loro volontà di trarre conseguenze conformi a quest'ultimo sia fuori dubbio

(v., in tal senso, sentenze 23 novembre 1971, causa 62/70, Bock/Commissione, Racc. pag. 897, punti 6­8;

17 gennaio 1985, causa 11/82, Piraiki­Patraiki e a./Commissione, Racc. pag. 207, punti 8­10, e 31 marzo

1998, cause riunite C­68/94 e C­30/95, Francia e a./Commissione, Racc. pag. I­0000, punto 51).

45 In considerazione di quanto precede spettava nella fattispecie al Tribunale verificare se la decisione

controversa avesse avuto di per sé sola effetti sulla situazione giuridica della Dreyfus, e ciò a causa della

mancanza di potere discrezionale da parte delle autorità competenti russe circa la possibilità di dare

esecuzione al contratto in conformità alle condizioni convenute tra le parti nella clausola addizionale, ma

contestate dalla Commissione, rinunciando al finanziamento comunitario.

46 Al riguardo, il Tribunale si è limitato a constatare che la decisione della Commissione, la quale era «la

sola competente a verificare la conformità dei contratti ai fini del finanziamento comunitario», non aveva

inciso «sulla validità in senso tecnico giuridico del contratto commerciale concluso tra la ricorrente e la

Exportkhleb» né ne aveva modificato «i termini, in particolare per quanto riguarda i prezzi concordati dalle

parti» e che «la modifica al contratto del 28 novembre 1992, introdotta dalle parti il 23 febbraio 1993,

[resterebbe pertanto] validamente sottoscritta nei termini da esse convenuti» (punti 51 e 53). Esso ha

aggiunto che la presenza nel contratto di una «clausola sospensiva che condiziona l'esecuzione del

contratto e il pagamento del prezzo al fatto che la Commissione riconosca l'esistenza delle condizioni per

l'erogazione del mutuo comunitario» derivava dalla volontà delle parti stesse da cui non poteva dipendere

la ricevibilità del ricorso ai sensi dell'art. 173, quarto comma (punto 54).

47 Ora, diversi elementi obiettivi, pertinenti e concordanti, constatati dal Tribunale, rivelano che la

ricorrente era direttamente interessata dalla decisione controversa.

48 Infatti risulta dalla sentenza impugnata che la VEB, in qualità di agente finanziario della Federazione di

Russia, ha partecipato, in conformità all'accordo quadro e al contratto di mutuo che la vincola alla

Commissione, all'attuazione del finanziamento comunitario delle importazioni nella Federazione di Russia

di prodotti agricoli ed alimentari e di forniture mediche, quale previsto dalla decisione 91/658.

49 Inoltre è chiaro che l'efficacia del contratto di fornitura di cui trattasi era subordinata alla condizione

sospensiva del riconoscimento da parte della Commissione della conformità del contratto alle condizioni di


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia del 1998 relativa al caso Dreyfus. Parole chiave: mutuo, modifiche a contratto di appalto, esecuzione del prestito UE all'Unione Sovietica, incidenza diretta.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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