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La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia del 1998 relativa al caso Dreyfus. Parole chiave: mutuo, modifiche a contratto di appalto,... Vedi di più

Esame di Diritto Internazionale docente Prof. A. Lanciotti

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ESTRATTO DOCUMENTO

qualsiasi possibilità effettiva di dare esecuzione al contratto o di ottenere il pagamento delle forniture

effettuate secondo le condizioni convenute.

Parti

Nel procedimento C­386/96 P,

Société Louis Dreyfus et Cie, società di diritto francese, con sede in Parigi, con l'avv. Robert Saint­

Esteben, del foro di Parigi, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell'avv. Aloyse May, 31,

Grand­Rue,

ricorrente,

avente ad oggetto il ricorso diretto all'annullamento della sentenza pronunciata dal Tribunale di primo

grado delle Comunità europee (Terza Sezione) il 24 settembre 1996, nella causa T­485/93,

Dreyfus/Commissione (Racc. pag. II­1101), procedimento in cui l'altra parte è: Commissione delle

Comunità europee, rappresentata dalla signora Marie­José Jonczy, consigliere giuridico, e dal signor

Nicholas Khan, membro del servizio giuridico, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo

presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro dello stesso servizio, Centre Wagner, Kirchberg,

LA CORTE,

composta dai signori G.C. Rodríguez Iglesias, presidente, C. Gulmann, H. Ragnemalm, M. Wathelet

(relatore) e R. Schintgen, presidenti di sezione, G.F. Mancini, J.C. Moitinho de Almeida, P.J.G. Kapteyn,

J.L. Murray, D.A.O. Edward, J.­P. Puissochet, G. Hirsch, P. Jann, L. Sevón e K.M. Ioannou, giudici,

avvocato generale: A. La Pergola

cancelliere: signora D. Louterman­Hubeau, amministratore principale

vista la relazione d'udienza,

sentite le difese orali svolte dalle parti all'udienza del 8 ottobre 1997,

sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 16 dicembre 1997,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

Motivazione della sentenza

1 Con ricorso depositato nella cancelleria della Corte il 28 novembre 1996, la società Louis Dreyfus et Cie

(in prosieguo: la «Dreyfus» o la «ricorrente») ha impugnato, ai sensi dell'art. 49 dello Statuto CE della

Corte di giustizia, la sentenza 24 settembre 1996, causa T­485/93, Dreyfus/Commissione (Racc. pag. II­

1101; in prosieguo: la «sentenza impugnata»), con la quale il Tribunale di primo grado ha dichiarato

irricevibile il suo ricorso mirante all'annullamento della decisione della Commissione 1_ aprile 1993 diretta

alla Vnesheconombank.

Ambito normativo

2 Il 16 dicembre 1991, il Consiglio ha emanato la decisione 91/658/CEE relativa alla concessione di un

prestito a medio termine all'Unione Sovietica e alle sue Repubbliche (GU L 362, pag. 89).

3 Ai sensi dell'art. 1, n. 1, di tale decisione:

«La Comunità concede all'URSS e alle sue Repubbliche un prestito a medio termine di un importo

massimo, in capitale, di 1 250 milioni di ecu in tre quote successive, di una durata di 3 anni al massimo,

per permettere l'importazione di prodotti agricoli e alimentari e di forniture mediche (...)».

4 L'art. 2 della decisione 91/658 stabilisce che, a tal fine,

«la Commissione è autorizzata ad assumere un prestito, a nome della Comunità economica europea, per

raccogliere i fondi necessari, che saranno messi a disposizione dell'URSS e delle sue Repubbliche sotto

forma di prestito».

5 Ai sensi dell'art. 3,

«Il prestito di cui all'articolo 2 è gestito dalla Commissione».

6 Inoltre dall'art. 4 risulta che:

«1. La Commissione è autorizzata a mettere a punto, di concerto con le autorità dell'URSS e delle sue

Repubbliche (...) le condizioni economiche e finanziarie relative alla concessione del prestito e le

disposizioni concernenti la messa a disposizione dei fondi, nonché le garanzie necessarie per assicurare il

rimborso del prestito.

(...)

3. L'importazione dei prodotti il cui finanziamento è assicurato dal prestito dev'essere effettuata ai prezzi

del mercato mondiale. Si deve garantire la libertà di concorrenza per l'acquisto e la fornitura dei prodotti,

che devono rispondere alle norme di qualità internazionalmente riconosciute».

7 Il 9 luglio 1992 la Commissione ha emanato il regolamento (CEE) n. 1897/92, recante modalità di

esecuzione di un prestito a medio termine all'Unione Sovietica e alle sue Repubbliche ai sensi della

decisione 91/658 (GU L 191, pag. 22).

8 A norma dell'art. 2 di tale regolamento,

«I prestiti sono negoziati sulla base di accordi conclusi tra le Repubbliche e la Commissione, contenenti le

disposizioni di cui agli articoli da 3 a 7, relative alle condizioni di erogazione dei prestiti».

9 L'art. 4 del regolamento n. 1897/92 precisa:

«1. I prestiti serviranno a finanziare esclusivamente gli acquisti e le forniture effettuati in forza di contratti di

cui la Commissione abbia riconosciuto la conformità con le disposizioni della decisione 91/658/CEE e con

le clausole degli accordi di cui all'articolo 2.

2. Le Repubbliche o gli agenti finanziari da queste designati sottopongono tutti i contratti alla Commissione

per riconoscimento».

10 L'art. 5 enuncia le condizioni alle quali è subordinato il riconoscimento di cui all'art. 4. Tra queste

condizioni figurano i due punti seguenti:

«1) Il contratto è stipulato secondo una procedura che garantisca la libera concorrenza (...)

2) Il contratto offre le condizioni di acquisto più favorevoli rispetto al prezzo abitualmente praticato sui

mercati internazionali».

11 Il 9 dicembre 1992, la Comunità economica europea, la Federazione di Russia e il suo agente

finanziario, la Vnesheconombank (in prosieguo: la «VEB»), hanno sottoscritto, conformemente al

regolamento n. 1897/92, un «Memorandum of Understanding» (in prosieguo: l'«accordo quadro»), in base

al quale la Comunità avrebbe concesso alla Federazione di Russia il prestito istituito dalla decisione

91/658. Si conveniva così che la Comunità, in quanto mutuante, avrebbe concesso alla VEB, in quanto

mutuataria, un prestito a medio termine, garantito dalla Federazione di Russia, di 349 milioni di ECU in

capitale per una durata massima di tre anni.

12 Il punto 6 dell'accordo quadro prevede che:

«L'importo del mutuo, diminuito delle commissioni e delle spese sostenute dalla CEE, verrà versato al

mutuatario e destinato, conformemente alle clausole e alle condizioni del contratto di mutuo,

esclusivamente alla copertura di crediti documentari irrevocabili aperti dal mutuatario, secondo i modelli

standard internazionali, in applicazione di contratti di fornitura, a condizione che questi contratti e questi

crediti documentari siano stati riconosciuti dalla Commissione delle Comunità europee conformi alla

decisione del Consiglio 16 dicembre 1991 e al presente accordo».

13 Il punto 7 indica le condizioni alle quali è subordinato il riconoscimento di conformità del contratto. Vi si

precisa in particolare che i fornitori vengono scelti dagli organismi russi appositamente designati dal

governo della Federazione di Russia.

14 Il 9 dicembre 1992, la Commissione e la VEB hanno firmato il contratto di mutuo previsto dal

regolamento n. 1897/92 e dall'accordo quadro (in prosieguo: il «contratto di mutuo»). Tale contratto regola

precisamente il meccanismo di erogazione del mutuo. Esso prevede una facilitazione cui è possibile

ricorrere durante il periodo di prelievo (15 gennaio 1993 ­ 15 luglio 1993) e che ha lo scopo di anticipare le

somme autorizzate per il pagamento delle forniture.

15 Conformemente all'art. 2 della decisione 91/658, la Commissione, in quanto mutuante, ha concluso il 15

gennaio 1993 un accordo di prestito a nome della Comunità con un gruppo di banche guidate dal Crédit

Lyonnais.

Fatti e procedimento dinanzi al Tribunale

16 Nella sentenza impugnata il Tribunale ha accertato quanto segue:

«8 La ricorrente, una società di trading internazionale, venne contattata, con altre società, nell'ambito di

una gara informale organizzata dalla società Exportkhleb, società di Stato incaricata dalla Federazione

russa di negoziare gli acquisti di frumento.

9 Il 28 novembre 1992 la ricorrente sottoscrisse con la Exportkhleb un contratto di vendita di frumento, con

cui si impegnava a consegnare 325 000 tonnellate di frumento destinato alla macinazione al prezzo di

140,50 USD la tonnellata, alle condizioni CIF Free Out, in un porto del Baltico. Il contratto prevedeva il

carico della merce prima del 28 febbraio 1993.

10 Dopo la firma del contratto di mutuo (...), la VEB chiese alla Commissione di approvare i contratti

conclusi dalla Exportkhleb con le società esportatrici, tra cui quello firmato dalla ricorrente.

11 La Commissione, dopo avere ricevuto dalla ricorrente talune necessarie informazioni complementari,

relative in particolare al tasso di cambio ECU/USD, che non era stato stabilito nel contratto, diede infine il

proprio assenso il 27 gennaio 1993, in forma di una nota di conferma alla VEB. Secondo la ricorrente, tale

nota di conferma avrebbe modificato il contratto in due punti, ossia i termini di carico, che la Commissione

avrebbe prorogato d'ufficio sino al 31 marzo 1993, e la ragione di cambio ECU/USD, che non sarebbe

quella che la ricorrente propose alla Exportkhleb il 25 gennaio 1993 (pari a 1,1711), né quella convenuta

tra loro il 28 gennaio 1993 (pari a 1,1714, che portava il prezzo concordato a 119,94 ECU la tonnellata).

12 Secondo la ricorrente, la VEB mise in atto il credito documentario il 4 febbraio 1993, ma la lettera di

credito divenne efficace solo il 16 febbraio 1993, ossia una quindicina di giorni prima della scadenza del

termine del 28 febbraio 1993 previsto per il carico dai contratti.

13 Secondo la ricorrente, era quindi evidente che, anche se una parte rilevante della merce era stata

consegnata o era in corso di caricazione, tutta la merce non poteva essere consegnata prima del 28

febbraio 1993.

14 Il 19 febbraio 1993 la società Exportkhleb convocò tutti gli esportatori a una riunione a Bruxelles

tenutasi il 22 e il 23 febbraio 1993. In tale riunione, la Exportkhleb chiese agli esportatori di formulare

nuove offerte di prezzo per la consegna di quello che essa chiamava "saldo prevedibile", ossia i quantitativi

per i quali non si poteva ragionevolmente prevedere la consegna prima del 28 febbraio 1993. Secondo la

ricorrente, il prezzo del frumento sul mercato mondiale era notevolmente salito tra il novembre 1992, data

in cui aveva concluso la compravendita, e il febbraio 1993, data della nuova trattativa, passando da 132

USD (novembre 1992) a 149,5 USD (febbraio 1993).

15 La Exportkhleb e gli altri contraenti si accordarono sulla ripartizione dei nuovi quantitativi che ciascuna

società avrebbe consegnato, al termine di una trattativa nel corso della quale le società dovettero allinearsi

all'offerta più bassa, ossia 155 USD la tonnellata. La società Louis Dreyfus ricevette una quota di 185 000

tonnellate di frumento destinato alla macinazione. Il medesimo accordo informale prevedeva che il periodo

di caricazione terminasse il 30 aprile 1993.

16 Data l'urgenza provocata dalla gravità della situazione alimentare in Russia, si decise di formalizzare le

modifiche attraverso una semplice postilla al contratto originario datata, secondo la ricorrente per

comodità, 23 febbraio 1993, data della riunione di Bruxelles, anche se la firma, per ammissione della

ricorrente, venne apposta solo nella terza settimana di marzo.

17 La ricorrente, forte delle nuove condizioni convenute con la Exportkhleb e date, a suo dire, le

assicurazioni verbali fornite dall'organismo russo, secondo le quali la Commissione avrebbe accettato le

modifiche, riprese il 4 marzo 1993 le consegne di frumento destinato alla Russia.

18 Il 9 marzo 1993 la Exportkhleb informò la Commissione del fatto che i contratti sottoscritti con cinque

dei fornitori erano stati modificati e che le consegne successive sarebbero state effettuate al prezzo di 155

USD la tonnellata (CIF Free Out ­ porti del Baltico), da convertirsi in ECU al tasso di 1,17418 (ossia 132

ECU la tonnellata).

19 Il 12 marzo 1993 il signor Legras, direttore generale della Direzione generale «Agricoltura» (DG VI),

rispose alla Exportkhleb che, dato che il valore massimo dei contratti era già stato fissato dalla nota di

conferma della Commissione e che tutti i crediti disponibili per il frumento erano già stati impegnati, la

Commissione avrebbe potuto accettare una simile domanda solo se fosse stato mantenuto il valore

complessivo dei contratti, cosa che poteva essere ottenuta attraverso una riduzione corrispondente dei

quantitativi da consegnare. Egli aggiungeva che la Commissione avrebbe potuto prendere in

considerazione la domanda di approvazione delle modifiche solo se presentata ufficialmente dalla VEB.

20 Secondo la ricorrente, queste informazioni vennero interpretate nel senso di una conferma dell'accordo

di principio della Commissione, con riserva di esame per l'approvazione formale, una volta che la pratica

fosse stata trasmessa dalla VEB. Per questo motivo, la ricorrente continuò a imbarcare carichi di frumento

per la Russia.

21 Secondo la ricorrente, la VEB trasmise ufficialmente alla Commissione le pratiche contenenti le nuove

offerte e le modifiche al contratto il 22 e il 26 marzo 1993. La ricorrente sostiene di essere stata informata il

5 aprile 1993 dalla Exportkhleb che la Commissione negava l'approvazione delle modifiche al contratto

originario, e tale rifiuto si esplicitava in una lettera 1º aprile 1993 del membro della Commissione incaricato

delle questioni agricole alla VEB. Lo stesso 5 aprile 1993, la ricorrente decise di cessare le forniture di

frumento.

22 Il contenuto della lettera 1º aprile 1993 può riassumersi come segue. Il membro della Commissione,

signor R. Steichen, comunicava che la Commissione, esaminate le modifiche apportate ai contratti

conclusi tra la Exportkhleb e taluni fornitori, poteva accettare quelle relative alla proroga delle scadenze di

consegna e di pagamento. Egli affermava, però, che "l'entità degli aumenti di prezzo è tale che non

possiamo ritenerli un adattamento necessario, ma una modifica sostanziale dei contratti originari". Egli

continuava: "L'attuale livello dei prezzi sul mercato mondiale (fine marzo 1993) non è infatti differente in

misura significativa da quello prevalente alla data in cui i prezzi furono concordati inizialmente (fine

novembre 1992)". Il membro della Commissione ricordava che uno dei principali fattori per l'approvazione

dei contratti da parte della Commissione era la necessità di garantire, da una parte, una libera concorrenza

tra potenziali fornitori e, dall'altra, le migliori condizioni di acquisto. Constatando che nel caso di specie le

modifiche erano state concordate direttamente con le imprese interessate, senza metterle in concorrenza

con altri fornitori, egli concludeva: "La Commissione non può approvare innovazioni di tale rilievo

attraverso semplici modifiche ai contratti esistenti". Il membro della Commissione si diceva pronto ad

autorizzare le modifiche relative alla proroga delle scadenze di consegna e di pagamento, salvo il rispetto

della procedura ordinaria. Egli indicava, d'altro canto, che "se si fosse ritenuto necessario modificare i

prezzi o i quantitativi, si sarebbero dovuti negoziare nuovi contratti da sottoporre alla Commissione per

approvazione, nel rispetto della procedura completa abituale (compresa la presentazione di almeno tre

offerte)".

(...)

23 In tale situazione, con atto introduttivo depositato nella cancelleria della Corte il 9 giugno 1993, la

ricorrente ha presentato il presente ricorso (...).

24 Con ordinanza 27 settembre 1993, la Corte ha rinviato la causa al Tribunale di primo grado delle

Comunità europee, a norma della decisione del Consiglio 8 giugno 1993, 93/350/Euratom, CECA, CEE,

recante modifica della decisione 88/591/CECA, CEE, Euratom che istituisce un Tribunale di primo grado

delle Comunità europee (GU L 144, pag. 21).

25 (...) Con atto depositato in cancelleria il 15 settembre 1993, la Commissione ha sollevato una eccezione

di irricevibilità».

17 Dalla sentenza impugnata risulta che la ricorrente ha chiesto al Tribunale di annullare la decisione 1_

aprile 1993 con cui la Commissione ha negato l'approvazione delle modifiche al contratto di fornitura

concluso con la Exportkhleb (in prosieguo: la «decisione controversa») e di condannare la Commissione a

versarle, come risarcimento del danno materiale subito, le somme di 253 991,98 ECU per interessi perduti,

1 347 831,56 ECU per la differenza di prezzo tra il contratto originario e quello modificato, 229 969,58

USD, per perdita sul cambio ECU/USD, e la somma di 1 ECU come risarcimento del danno morale (punto

28 della sentenza impugnata).

18 La Commissione ha sollevato un'eccezione di irricevibilità nella quale ha chiesto

«­ di dichiarare il ricorso di annullamento irricevibile, perché l'atto non riguarda direttamente la ricorrente;

­ di dichiarare che la decisione litigiosa non può implicare la responsabilità della Commissione, o che il

ricorso è irricevibile, in quanto non viene messa in questione la responsabilità extracontrattuale della

Commissione» (punto 29 della sentenza impugnata).

La sentenza impugnata

Sulla ricevibilità del ricorso di annullamento

19 Il Tribunale ha dichiarato irricevibile il ricorso di annullamento presentato contro la decisione

controversa per i seguenti motivi:

«46 A norma dell'art. 173, quarto comma, del Trattato, qualsiasi persona fisica o giuridica può proporre un

ricorso contro le decisioni che, pur apparendo come una decisione presa nei confronti di altre persone, la

riguardano direttamente e individualmente.

47 Occorre quindi stabilire se la lettera che la Commissione ha inviato alla VEB il 1º aprile 1993 riguarda

direttamente e individualmente la ricorrente.

48 Il Tribunale rileva, in limine, che la Commissione non ha contestato che l'atto riguarda individualmente

la ricorrente. Date le circostanze del caso di specie, il Tribunale ritiene che occorra verificare solo se la

decisione litigiosa riguardi direttamente la ricorrente.

49 Va rilevato al riguardo che gli atti regolamentari comunitari e gli accordi tra la Comunità e la

Federazione russa creano una ripartizione di competenze tra la Commissione e l'agente incaricato dalla

Federazione russa per l'acquisto del frumento. Tocca infatti a tale agente, nel caso la Exportkhleb,

scegliere il contraente attraverso una gara, condurre la trattativa sul contratto e concluderlo. Il ruolo della

Commissione consiste solo nel verificare l'esistenza delle condizioni per il finanziamento comunitario e,

eventualmente, nel dichiarare i contratti conformi alle disposizioni della decisione 91/658 e degli accordi

conclusi con la Federazione russa, per l'erogazione del prestito. Non compete quindi alla Commissione

valutare il contratto commerciale alla luce di criteri diversi da questi.

50 Ne discende che l'impresa appaltatrice ha rapporti giuridici solo con la sua controparte contrattuale, la

Exportkhleb, incaricata dalla Federazione russa della conclusione dei contratti di acquisto del frumento. La

Commissione, per parte sua, ha rapporti giuridici solo con il mutuatario, ossia la VEB, agente finanziario


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia del 1998 relativa al caso Dreyfus. Parole chiave: mutuo, modifiche a contratto di appalto, esecuzione del prestito UE all'Unione Sovietica, incidenza diretta.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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