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Caso Daggendorf Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia relativa al caso Daggendorf del 1992. Argomenti trattati: aiuti di Stato, vincolatività... Vedi di più

Esame di Diritto Internazionale docente Prof. A. Lanciotti

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ESTRATTO DOCUMENTO

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'

art. 177 del Trattato CEE, dall' Oberverwaltungsgericht del Land Renania Settentrionale ­

Vestfalia (Repubblica federale di Germania) nella causa dinanzi ad esso pendente tra

TWD Textilwerke Deggendorf GmbH

e

Repubblica federale di Germania, rappresentata dal Bundesminister fuer Wirtschaft,

domanda vertente sul carattere definitivo della decisione della Commissione 21 maggio

1986, 86/509/CEE, relativa agli aiuti concessi dalla Repubblica federale di Germania e dal

Land della Baviera ad un produttore di filo poliammidico e poliestere di Deggendorf (GU L

300, pag. 34), nei confronti del beneficiario degli aiuti ivi considerati, decorso il termine

stabilito dall' art. 173, terzo comma, del Trattato CEE per la proposizione di un ricorso,

nonché sulla validità di questa stessa decisione,

LA CORTE,

composta dai signori O. Due, presidente, J.C. Moitinho de Almeida e M. Díez de Velasco,

presidenti di sezione, C.N. Kakouris, R. Joliet, F.A. Schockweiler, G.C. Rodríguez Iglesias

(relatore), F. Grévisse, M. Zuleeg, P.J.G. Kapteyn e J.L. Murray, giudici,

avvocato generale: F.G. Jacobs

cancelliere: signora L. Hewlett, amministratore

viste le osservazioni scritte presentate:

­ per la società TWD Textilwerke Deggendorf GmbH, dall' avv. Walter Forstner, del foro di

Deggendorf, assistito dal prof. Michael Schweitzer;

­ per il governo tedesco, dai signori Ernst Roeder, Ministerialrat presso il ministero federale

dell' Economia, e Claus­Dieter Quassowski, Regierungsdirektor presso lo stesso ministero,

in qualità di agenti;

­ per il governo francese, dai signori Philippe Pouzoulet, vicedirettore della direzione affari

giuridici del ministero degli Affari esteri, e Jean­Louis Falconi, segretario degli Affari esteri

presso la direzione affari giuridici dello stesso ministero, in qualità di agenti;

­ per la Commissione delle Comunità europee, dai signori Antonino Abate, consigliere

giuridico principale, e Claus Michael Happe, funzionario distaccato presso la Commissione

nell' ambito degli scambi con i funzionari nazionali, in qualità di agenti, assistiti dal prof.

Meinhard Hilf, dell' Università di Amburgo;

vista la relazione d' udienza,

sentite le osservazioni orali della TWD Textilwerke Deggendorf GmbH, rappresentata dall'

avv. Karl­Heinz Schupp, del foro di Deggendorf, e della Commissione, rappresentata dal

signor Antonino Abate, assistito dal signor Bernd Langeheine, membro del servizio

giuridico, in qualità di agenti, all' udienza del 29 giugno 1993,

sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza del 15 settembre 1993,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

Motivazione della sentenza

1 Con ordinanza 18 marzo 1992, pervenuta nella cancelleria il 12 maggio seguente, l'

Oberverwaltungsgericht del Land Renania Settentrionale ­ Vestfalia ha sottoposto alla

Corte, ai sensi dell' art. 177 del Trattato CEE, due questioni pregiudiziali concernenti il

carattere definitivo della decisione della Commissione 21 maggio 1986, 86/509/CEE,

relativa agli aiuti concessi dalla Repubblica federale di Germania e dal Land della Baviera

ad un produttore di filo poliammidico e poliestere di Deggendorf (GU L 300, pag. 34), nei

confronti del beneficiario degli aiuti ivi considerati, decorso il termine stabilito dall' art. 173,

terzo comma, del Trattato CEE per la proposizione di un ricorso, nonché la validità di questa

stessa decisione.

2 Tali questioni sono state sollevate nell' ambito di una controversia sorta tra l' impresa

tedesca TWD Textilwerke Deggendorf GmbH (in prosieguo: la "società TWD") e il ministero

tedesco dell' Economia. Questa impresa, produttrice di filo poliammidico e poliestere,

riceveva dal 1981 al 1983 dalla Repubblica federale di Germania, nell' ambito del

programma congiunto di aiuti regionali del governo federale e dei Laender nonché del

regime di aiuti regionali della Baviera, aiuti tra cui una sovvenzione pari a 6,12 milioni di DM.

Tale sovvenzione veniva concessa sulla scorta di attestazioni rilasciate con decisioni del

ministero federale dell' Economia adottate a norma dell' art. 2 della legge tedesca relativa

alle indennità di investimento.

3 Poiché la Repubblica federale di Germania non aveva notificato nessuno dei suddetti

provvedimenti alla Commissione, quest' ultima nel 1985 avviava il procedimento di cui all'

art. 93, n. 2, primo comma, del Trattato CEE, in esito al quale adottava la summenzionata

decisione 86/509. Con quest' ultima decisione, che aveva come destinataria la Repubblica

federale di Germania, la Commissione accertava che gli aiuti accordati ad un fabbricante di

filo poliammidico e poliestere con sede in Deggendorf ­ vale a dire, la società TWD ­ erano

stati concessi in violazione delle disposizioni dell' art. 93, n. 3, del Trattato ed erano pertanto

illegittimi. Essa dichiarava che questi aiuti erano inoltre incompatibili con il mercato comune

ai sensi dell' art. 92 del Trattato CEE, intimando quindi alla Repubblica federale di Germania

di esigerne la restituzione.

4 Con lettera 1 settembre 1986 il ministro federale dell' Economia trasmetteva alla società

TWD, per informazione, copia della decisione 86/509, segnalandole che essa poteva

esperire avverso questa decisione un ricorso a norma dell' art. 173 del Trattato. Né la

Repubblica federale di Germania né la società TWD impugnavano la decisione dinanzi alla

Corte di giustizia.

5 Con decisione 19 marzo 1987 il ministro federale dell' Economia revocava le attestazioni

concesse in forza dell' art. 2 della legge relativa alle indennità di investimento, in base alle

quali gli aiuti federali erano stati erogati, sul rilievo che essi erano illegittimi e andavano

restituiti conformemente alla decisione della Commissione.

6 Il 16 aprile 1987 la società TWD impugnava questa decisione dinanzi al

Verwaltungsgericht di Colonia, il quale respingeva il ricorso con decisione 21 dicembre

1989.

7 La società ricorreva in secondo grado dinanzi all' Oberverwaltungsgericht del Land

Renania Settentrionale ­ Vestfalia il 21 febbraio 1990, deducendo in particolare che le

indennità di investimento erogatele nel periodo 1981­1983 erano in parte compatibili con il

mercato comune, così che la decisione 86/509 della Commissione era, almeno in parte,

illegittima. A parere della stessa società l' illegittimità della decisione poteva essere eccepita

anche dopo la scadenza del termine stabilito dall' art. 173, terzo comma, del Trattato.

8 Atteso quanto sopra, il giudice nazionale ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni

pregiudiziali:

"1) Se un giudice nazionale sia vincolato da una decisione della Commissione CEE ai sensi

dell' art. 93, n. 2, del Trattato CEE, qualora esso venga adito, relativamente all' esecuzione

di tale decisione da parte delle autorità nazionali, dal beneficiario degli aiuti e destinatario

delle misure di esecuzione, il quale deduca l' illegittimità di tale decisione, e qualora lo

stesso beneficiario degli aiuti, pur essendo stato messo a conoscenza per iscritto dallo

Stato membro della decisione della Commissione, non abbia presentato (o non abbia

presentato tempestivamente) un ricorso ai sensi dell' art. 173, secondo comma, del Trattato

CEE.

2) In caso di soluzione negativa della questione n. 1:

Se la decisione della Commissione 21 maggio 1986, 86/509/CEE (GU L 300 del 24 ottobre

1986, pag. 34), sia in tutto o in parte invalida in quanto gli aiuti concessi, contrariamente a

quanto ritiene la Commissione, siano in tutto o in parte compatibili con il mercato comune".

9 Nell' ordinanza di rinvio il giudice nazionale rileva che la fondatezza della domanda sulla

quale esso è chiamato a pronunciarsi dipende dalla validità della decisione della

Commissione di cui trattasi, ma che tale questione in ordine alla validità della decisione si

pone unicamente nell' ipotesi in cui il giudice nazionale possa eventualmente prendere in

considerazione l' illegittimità della decisione malgrado la scadenza del termine di ricorso

prescritto dall' art. 173, terzo comma, del Trattato. La seconda questione viene pertanto

prospettata solo per l' ipotesi di soluzione negativa della prima questione, la quale presenta

carattere preliminare.

Sulla prima questione

10 Il problema che si pone per il giudice nazionale è quello se, alla luce degli elementi di

fatto e di diritto della lite oggetto della causa principale, alla società ricorrente sia o meno

preclusa, per sopravvenuta decadenza, la possibilità di eccepire l' illegittimità della suddetta

decisione nell' ambito di un ricorso proposto contro il provvedimento amministrativo

mediante il quale l' autorità nazionale, in ottemperanza alla decisione della Commissione,

ha revocato le attestazioni in base alle quali erano state erogate le sovvenzioni concesse

alla ricorrente.

11 Il giudice nazionale sottolinea come la decisione della Commissione non fosse stata

impugnata dalla società ricorrente nella causa principale, beneficiaria degli aiuti oggetto

della decisione, ancorché copia di questa decisione fosse stata trasmessa all' interessata a

cura del ministero federale dell' Economia, con l' espressa segnalazione che la stessa

avrebbe potuto adire la Corte di giustizia per contestare la decisione de qua.

12 E' alla luce di queste circostanze che la questione in esame deve trovare soluzione.

13 Deve anzitutto richiamarsi la costante giurisprudenza secondo la quale una decisione

che non sia stata impugnata dal destinatario entro i termini stabiliti dall' art. 173 del Trattato

diviene definitiva nei suoi confronti (v., in primo luogo, sentenza 17 novembre 1965, causa

20/65, Collotti/Corte di giustizia, Racc. pag. 873).

14 Va poi ricordato che un' impresa beneficiaria di un aiuto individuale preso in

considerazione in una decisione della Commissione adottata ai sensi dell' art. 93 del

Trattato è legittimata a proporre ricorso d' annullamento ex art. 173, secondo comma, del

Trattato medesimo, qualora la decisione abbia come destinatario uno Stato membro

(sentenza 17 settembre 1980, causa 730/79, Philip Morris/Commissione, Racc. pag. 2671).

Alla stregua del terzo comma dello stesso articolo, la scadenza del termine di ricorso in

esso previsto implica nei confronti di una tale impresa un effetto di decadenza identico a

quello che si produce rispetto allo Stato membro destinatario della decisione.

15 Secondo una giurisprudenza consolidata, uno Stato membro non può fondatamente

rimettere in discussione la validità di una decisione della quale è destinatario ai sensi dell'

art. 93, n. 2, del Trattato dopo la scadenza del termine stabilito dall' art. 173, terzo comma,


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Internazionale, tenute dalla Prof. ssa Alessandra Lanciotti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia relativa al caso Daggendorf del 1992. Argomenti trattati: aiuti di Stato, vincolatività delle sentenze europee in materia.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Lanciotti Alessandra.

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