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LA CARTA D’ITALIA NELLA CARTOGRAFIA MONDIALE

(SISTEMA UTM)

Nel 1950 in un Convegno di Cartografia tenuto a Mosca sono stati fissati i criteri ai quali i

Paesi si sono dovuti uniformare per la costruzione delle loro basi cartografiche:

La proiezione universalmente accettata è l’Universale Trasversa di Mercatore (sistema

UTM) del tutto simile a quella che l’Italia aveva adottato nel 1942.

Per eseguire la cartografia di molte nazioni, si è dovuto provvedere alla revisione di tutta la

rete di triangolazione onde stabilire l’orientamento dell’ellissoide internazionale nel punto più

conveniente per tutta la rete; tale punto è risultato, per l’Europa occidentale, a Potsdam in

Germania (Orientamento medio europeo o European Datum, ED 1950).

La cartografia italiana era stata redatta in base alla triangolazione riferita all’ellissoide

orientato a Monte Mario (Roma). Ciò ha come conseguenza che gli elementi cartografici nel

sistema Gauss-Boaga, non si innestano perfettamente nella rete UTM ma danno luogo a

delle differenze, alcune delle quali arrivano quasi a 200 m.

Proiezione cilindrica

Trasversa di Mercatore,

Cilindro tangente al globo

lungo una coppia di

meridiani opposti. Tale

metodologia di proiezione è

migliorata utilizzando 60

cilindri, i cui meridiani

centrali sono distanziati di

6° ognuno, secanti il globo

in prossimità del meridiano

di riferimento. Si crea in

questo modo il sistema

UTM (Universale

Trasversale di Mercatore).

Con questo artificio la carta

è in pratica conforme.

SISTEMA UTM

Il sistema UTM. Esso riguarda le latitudini comprese tra 80° sud e 80° nord; da 80° verso i

poli si usa il reticolato della proiezione stereografica polare (UPS).

Esso consiste di 60 spicchi detti fusi ciascuno della larghezza di 6° di longitudine e di 20

fasce ciascuna dell’ampiezza di 8° di latitudine. L’aggiunta di mezzo grado su entrambi i lati

fornisce un settore di sovrapposizione con i fusi adiacenti.

I fusi sono indicati con

numeri dall’1 al 60

progressivamente verso

est partendo

dall'antimeridiano di

Greenwich; le fasce

sono indicate con lettere

maiuscole.

Le zone sono date

dall’intersezione fra un

fuso ed una fascia e

vengono designate col

numero del fuso seguito

dalla lettera della fascia.

Il punto centrale di un fuso corrisponde all’intersezione del meridiano

centrale, che è una linea retta di direzione nord-sud, con l’equatore, che è

una linea retta di direzione est-ovest.

Il reticolato chilometrico si basa su queste due linee. L’origine delle ascisse ha

valore 500 Km per evitare valori negativi anche quando si fa riferimento a punti

ad ovest del meridiano. Il valore 500 Km è stato scelto perché sufficiente a coprire

l’ampiezza del fuso: si consideri infatti che un fuso di 6° ha un’ampiezza di (in

senso est-ovest) di circa 666 Km all’equatore e di 474 Km circa a 45° di latitudine.

L’Italia si trova nei fusi 32 e 33 e nelle fasce S e T; quindi risulta

suddivisa nelle zone 32T, 32S, 33T, 33S.

In totale 1200 zone ampie 6° di latitudine e 8° di longitudine

Le ZONE sono però

troppo vaste per poter

ubicare esattamente

un punto al loro

interno.

Sono percio’ suddivise

In Quadrati di Cento

km di lato definiti con

una coppia di lettere

maiuscole la prima

delle quali indica la

colonna e la seconda

la riga di appartenenza

Una suddivisione

ulteriore del

reticolato di 100

km di lato in

maglie più

piccole di 1km di

lato consente di

ottenere il

RETICOLATO

CHILOMETRICO

detto anche

Quadrettatura

Chilometrica

Il reticolato chilometrico ed il

reticolato geografico non sono

paralleli a causa della

convergenza dei meridiani; tale

sfasamento prende il nome di

convergenza della carta (g).

Questo valore non è costante

nello spazio, ma aumenta man

mano che ci si allontana dal

meridiano centrale

Fig. A: orientamento secondo il

reticolato chilometrico; B:

orientamento secondo il reticolato

geografico.

Per rendersi conto visivamente della Convergenza occorre confrontare i

bordi meridiani delle carte con l’andamento del reticolato chilometrico

1-3: reticolato km nel sistema italiano Gauss – Boaga

2: reticolato km nel sistema UTM

4: coordinate geografiche nel sistema italiano

Nelle zone di sovrapposizione di fusi vi è la doppia indicazione

Uno dei maggiori problemi che sin dalle origini si sono

imposti ai cartografi è stato la rappresentazione del rilievo

(OROGRAFIA)

La rappresentazione è divenuta realistica solo con

l'introduzione delle quote altimetriche e delle cosiddette

curve di livello o isoipse (linee che raccordano sulla carta

tutti i punti situati a una stessa quota altimetrica)

Altri metodi per indicare

i rilievi del terreno

prevedono il ricorso al

tratteggio, al tratto

forte, alle tinte

altimetriche e al

lumeggiamento,

(METODI

DIMOSTRATIVI).

Carta di Leonardo da Vinci. XV sec.

Carta dell’Impero Austro -Ungarico

Carte a tinte altimetriche

Negli ultimi anni, grazie all’uso di sistemi informativi

territoriali (GIS o SIT) sono molto utilizzati i

MODELLI DIGITALI DEL TERRENO 3D (DTM)

Ottenuti comunque da elaborazioni di isoipse

DTM Riserva Naturale

Salse di Nirano

(Appennino Modenese)

Elaborazioni DTM versante destro Valle delle Tagliole (Appennino Modenese)

METODI GEOMETRICI: QUOTE E ISOIPSE

QUOTA

Per quota di un determinato punto del terreno si intende la sua

altezza, o altitudine, riferita ad un piano orizzontale di riferimento,

corrispondente al livello del mare (s.l.m.).

SIMBOLISMO ALTIMETRICO

- RAPPRESENTAZIONE

ALTIMETRICA DEL TERRENO.

METODI GEOMETRICI: QUOTE E ISOIPSE

Il sistema delle quote non si può applicare in generale, ma solo in

riferimento a punti topografici caratteristici: culmini, colli, abitati, ecc.;

da solo, quindi, il sistema delle quote non può risolvere il

problema della rappresentazione altimetrica e si ricorre alle

ISOIPSE ISOIPSE O CURVE DI LIVELLO

Le curve di livello (o isoipse, dal greco “Uguale altezza”) sono linee immaginarie che

uniscono tutti i punti del terreno situati alla stessa quota (uguale quota).

Risultano dalla intersezione della superficie del terreno con piani orizzontali di

determinata quota. La distanza verticale, cioè il dislivello tra ognuno di questi piani

.

e il successivo, (per una data carta) è costante e si chiama EQUIDISTANZA

Equidistanza

di 100 m.

Equidistanza 10 m

Si immagini un rilievo di forma conica (es. un vulcano), diviso in tante sezioni

da piani orizzontali equidistanti, l'intersezione di questi piani con il cono dà

luogo a cerchi concentrici (isoipse) sempre più piccoli, aventi per centro la

proiezione del vertice del cono.

La figura mostra come le isoipse siano più numerose e quindi più ravvicinate

per il cono più alto e più ripido: cioè si vede che su una data carta, o

comunque a parità di equidistanza e di scala, le curve più ravvicinate

rappresentano una maggiore pendenza, mentre curve più rade una

pendenza minore.

La densità delle linee

dipende dall’intervallo

scelto (equidistanza), e

dall’inclinazione della

superficie del terreno:

più il terreno è ripido più

accostate sono le curve

di livello. Equidistanza

10 m

Le curve di livello si possono suddividere in 3 categorie:

1) direttrici : segnate a tratto continuo e pesante. Possono essere interrotte per

portare l'indicazione della quota relativa (che è un multiplo dell'equidistanza);

2) intermedie: segnate a tratto continuo e meno inciso; sono comprese fra due

curve direttrici e non portano l'indicazione di quota.

3) ausiliarie: hanno una equidistanza sottomultipla delle intermedie e vengono

segnate con linea e trattini entro due curve intermedie successive;

generalmente equidistanti 5 m..

Alle curve ausiliarie si ricorre solo allorché non è possibile rendere con sufficiente

chiarezza la rappresentazione di una particolare forma dei terreno, mediante le

sole curve intermedie.

Equidistanze: direttrici 100 m, intermedie 25 m, ausiliarie 5 m.

*Tutti i punti ubicati su un’isoipsa hanno la medesima quota

* Le isoipse non si intersecano mai

DETERMINAZIONE DELLA QUOTA DI UN’ISOIPSA

Per la definizione della quota di un’isoipsa è necessario fare riferimento ai

punti quotati posti nelle vicinanze della curva stessa conoscendo il valore

dell’equidistanza della Carta.

I triangolo ABB’ e APP’ sono simili quindi possiamo scrivere:

AB’:AP’=BB’:PP’

ovvero

PP’=BB’(AP’/AB’)

Calcolo della pendenza

ISOIPSE IN AREE DI

PIANURA

Generalmente nelle aree di pianura

le isoipse sono “rare” o “assenti”

perchè i dislivelli tra le quote hanno

valori inferiori all’equidistanza

Per lo studio delle aree di pianura

si possono tuttavia tracciare le

isoipse con piccola equidistanza

sulla base dei PUNTI QUOTATI

Tali carte vengono anche definite

CARTE DEL MICRORILIEVO

*Il metodo utilizzato per il tracciamento delle ISOIPSE si adatta

bene al disegno di tutte le ISOLINEE

(Iso-bate, Iso- bare, Iso-iete o Iso-pluvie, Iso-terme, Iso-siste, Iso-pache

etc.)

Si disegnano le linee che congiungono i punti di ugual valore

INTERPOLANDO con un metodo chiamato LIVELLAZIONE

LOGICA.

Questo metodo è basato sull’assunto che ci sia una uniforme

inclinazione fra ogni coppia di punti di appoggio.

Si procede a partire dai punti quotati rappresentati in carta

Tali punti devono essere collegati tra loro formando una rete di

triangoli che copre totalmente l'area indagata

*La rete deve essere costruita in modo tale che:

a) i lati dei triangoli non si intersechino mai,

b) i triangoli si avvicinino il più possibile a poligoni regolari (siano cioè

equilateri),

c) i triangoli siano di dimensioni omogenee e non contengano punti

quotati,

d) da ogni punto quotato escano un numero simile di segmenti,

e) si evitino lati troppo lunghi, tracciati in prossimità di altri vertici

(condizione già compresa nelle affermazioni b e c).

Dopo aver costruito una delle possibili reti di triangoli si

cominciano a considerare i valori dei vertici quotati.

Ogni segmento dovrà essere suddiviso proporzionalmente al

proprio dislivello per calcolarne le quote intermedie e in

particolare quelle designate al passaggio di un'isoipsa.

Tracciamento del profilo topografico

Si procede preparando

una sottile striscia di

carta che deve essere

fissata lungo la traccia

del profilo topografico.

Su questa striscia di

carta si riportano gli

estremi A e B, le

intersezioni tra le isoipse

e la traccia del profilo

PROFILO TOPOGRAFICO

Su di un foglio di carta

millimetrata, a parte, si prepara un

sistema di assi cartesiani in

modo tale che la scala delle

altezze (asse y) sia la medesima

di quella delle distanze (asse x).

I punti d'intersezione, appuntati

sulla striscia di carta,

rappresentano le coordinate x,

mentre le quote annotate in

corrispondenza di queste, le

coordinate y dei punti del profilo.

Congiungendo a mano libera tra

loro tutti i punti si ottiene il

profilo topografico.

Su di esso si possono indicare

quegli elementi già individuati sulla

striscia di carta (strade, sentieri,

fiumi etc.), in corrispondenza

dell'ascissa desunta dalla striscia

di carta

Esempio di Profilo Topografico

Bordo

destro

A partire dagli

anni 60’ viene

realizzato un

aggiornamento

cartografico solo su

parte del territorio

italiano.

Le relative carte, in

tre distinte versioni,

riportano sugli

angoli le coordinate

geografiche sia nel

sistema italiano (in

nero) sia nel

sistema

internazionale (in

viola).

Queste carte sono

rimaste in

produzione sino alla

metà degli anni ‘80.

Dati:

δ=2°29’ al 1 gennaio 1959

La declinazione diminuisce di 6’30’’

Calcolo della declinazione al 2010:

Periodo intercorso tra 1959 e 2010 = anni 51

Declinazione diminuita di 6’30’’ x 51 = 331’30’’

Ovvero 5°31’30’’

δ=2°29’ – 5°31’30’ = -3°2’30’’

Legenda Carta Topografica d’Italia Serie 25/V

Legenda carta Topografica d’Italia Serie 25/V

NUOVA SERIE CARTOGRAFICA A SCALA 1: 50.000

La nuova Carta Topografica

d'Italia, in allestimento, ha

modificato il taglio delle carte

infatti non si basa più sui fogli

a scala 1:100000 ma su

nuova cartografia a scala

1:50000. La nuova serie

cartografica a scala 1:50000,

non corrispondente ai

vecchi quadranti, è costituita

da 652 fogli a scala 1:50000

che derivano da suddivisioni

della Carta dell'Europa

Occidentale a scala

1:250.000.

Sono carte a 4 colori


PAGINE

141

PESO

7.13 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Geografia Fisica a cura del Prof. Mauro Marchetti, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: la cartografia; la definizione di carta geografica e le sue caratteristiche; la classificazione delle carte in base alla scala; la cartografia I.G.M. (Istituto Geografico Militare).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze geologiche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia Fisica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Marchetti Mauro.

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