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La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e fondamenti di Diritto Internazionale tenute dalla Prof. ssa Laura Pineschi nell'anno accademico 2008.
Il documento riporta il testo della Carta ONU, così suddiviso: preambolo, fini e principi, membri, organi, assemblea generale, consiglio... Vedi di più

Esame di Diritto dell'Unione Europea e Fondamenti di Diritto Internazionale docente Prof. L. Pineschi

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ESTRATTO DOCUMENTO

Articolo 11

1. L’Assemblea Generale può esaminare i princìpi generali di cooperazione per il mantenimento della

pace e della sicurezza internazionale, compresi i princìpi regolanti il disarmo e la disciplina degli arma-

menti, e può fare, riguardo a tali principi, raccomandazioni sia ai Membri, sia al Consiglio di Sicurezza,

sia agli uni ed all’altro.

2. L’Assemblea Generale può discutere ogni questione relativa al mantenimento della pace e della sicu-

rezza internazionale che le sia sottoposta da qualsiasi Membro delle Nazioni Unite in conformità

all’articolo 35, paragrafo 2 e, salvo quanto disposto nell’articolo 12, può fare raccomandazioni riguardo

a qualsiasi questione del genere allo Stato o agli Stati interessati, o al Consiglio di Sicurezza od agli uni

ed all’altro. Qualsiasi questione del genere per cui si renda necessaria un’azione deve essere deferita al

Consiglio di Sicurezza da parte dell’Assemblea Generale, prima o dopo la discussione.

3. L’Assemblea Generale può richiamare l’attenzione del Consiglio di Sicurezza sulle situazioni che sia-

no suscettibili di mettere in pericolo la pace e la sicurezza internazionale.

4. I poteri dell’Assemblea Generale stabiliti in quest’articolo non limitano la portata generale

dell’articolo 10. Articolo 12

1. Durante l’esercizio da parte del Consiglio di Sicurezza delle funzioni assegnategli dal presente Statuto,

nei riguardi di una controversia o situazione qualsiasi, l’Assemblea Generale non deve fare alcuna rac-

comandazione riguardo a tale controversia o situazione, a meno che non ne sia richiesta dal Consiglio di

Sicurezza.

2. Il Segretario Generale, con il consenso del Consiglio di Sicurezza, informa l’Assemblea Generale, ad

ogni sessione, di tutte le questioni relative al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale di

cui stia trattando il Consiglio di Sicurezza ed informa del pari l’Assemblea Generale, o i Membri delle

Nazioni Unite se l’Assemblea Generale non é in sessione, non appena il Consiglio di Sicurezza cessi dal

trattare tali questioni. Articolo 13

1. l’Assemblea Generale intraprende studi e fa raccomandazioni allo scopo di:

a) promuovere la cooperazione internazionale nel campo politico ed incoraggiare lo sviluppo progressi-

vo del diritto internazionale e la sua codificazione;

b) sviluppare la cooperazione internazionale nei campi economico, sociale, culturale, educativo e della

sanità pubblica, e promuovere il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza

distinzione di razza, di sesso, di lingua, o di religione.

2. Gli ulteriori compiti, funzioni e poteri dell’Assemblea Generale rispetto alle materie indicate nel pre-

cedente paragrafo 1 b sono stabiliti nei Capitoli IX e X.

Articolo 14

Subordinatamente alle disposizioni dell’articolo 12, l’Assemblea Generale può raccomandare misure per

il regolamento pacifico di qualsiasi situazione che, indipendentemente dalla sua origine, essa ritenga su-

scettibile di pregiudicare il benessere generale o le relazioni amichevoli tra nazioni, ivi comprese le si-

tuazioni risultanti da una violazione delle disposizioni del presente Statuto che enunciano i fini ed i

princìpi delle Nazioni Unite. Articolo 15

1. L’Assemblea Generale riceve ed esamina le relazioni annuali e speciali del Consiglio di Sicurezza;

queste relazioni comprendono un resoconto delle misure decise od intraprese dal Consiglio di Sicurezza

per mantenere la pace e la sicurezza internazionale.

2. L’Assemblea Generale riceve ed esamina le relazioni degli altri organi delle Nazioni Unite.

Articolo 16

L’Assemblea Generale adempie quelle funzioni, concernenti il regime internazionale di amministrazione

fiduciaria che ad essa sono attribuite dai Capitoli XII e XIII, compresa l’approvazione delle convenzio-

ni di amministrazione fiduciaria per le zone non designate come strategiche.

Articolo 17

1. L’Assemblea Generale esamina ed approva il bilancio dell’Organizzazione.

2. Le spese dell’Organizzazione sono sostenute dai Membri secondo la ripartizione fissata

dall’Assemblea Generale.

3. L’Assemblea Generale esamina ed approva tutti gli accordi finanziari e di bilancio con gli Istituti spe-

cializzati previsti all’articolo 57, ed esamina i bilanci amministrativi di tali Istituti specializzati al fine di

fare ad essi delle raccomandazioni. Votazione

Articolo 18

1. Ogni Membro dell’Assemblea Generale dispone di un voto.

3

2. Le decisioni dell’Assemblea Generale su questioni importanti sono prese a maggioranza di due terzi

dei Membri presenti e votanti. Tali questioni comprendono: le raccomandazioni riguardo al manteni-

mento della pace e della sicurezza internazionale, l’elezione dei Membri non permanenti del Consiglio

di Sicurezza, l’elezione dei Membri del Consiglio Economico e Sociale, l’elezione dei Membri del Con-

siglio di Amministrazione Fiduciaria a norma del paragrafo 1(c) dell’articolo 86, l’ammissione di nuovi

Membri delle Nazioni Unite, la sospensione dei diritti e dei privilegi di Membro, l’espulsione di Mem-

bri, le questioni relative al funzionamento del regime di amministrazione fiduciaria e le questioni di bi-

lancio.

3. Le decisioni su altre questioni, compresa la determinazione di categorie addizionali di questioni da

decidersi a maggioranza di due terzi, sono prese a maggioranza dei Membri presenti e votanti.

Articolo 19

Un Membro delle Nazioni Unite che sia in arretrato nel pagamento dei suoi contributi finanziari

all’Organizzazione non ha voto nell’Assemblea Generale se l’ammontare dei suoi arretrati eguagli o su-

peri l’ammontare dei contributi da lui dovuti per i due anni interi precedenti. L’Assemblea Generale

può, nondimeno, permettere a tale Membro di votare se riconosca che la mancanza del pagamento è

dovuta a circostanze indipendenti dalla sua volontà.

Procedura

Articolo 20

L’Assemblea Generale si riunisce in sessioni ordinarie annuali ed in sessioni speciali ove le circostanze

lo richiedano. Le sessioni speciali sono convocate dal Segretario Generale su richiesta del Consiglio di

Sicurezza o della maggioranza dei Membri delle Nazioni Unite.

Articolo 21

L’Assemblea Generale stabilisce il proprio regolamento. Essa elegge il suo Presidente per ogni sessione.

Articolo 22

L’Assemblea Generale può istituire gli organi sussidiari che ritenga necessari per l’adempimento delle

sue funzioni. C V – C S

APITOLO ONSIGLIO DI ICUREZZA

Composizione

Articolo 23

1. Il Consiglio di Sicurezza si compone di quindici Membri delle Nazioni Unite. La Repubblica di Cina,

la Francia, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, il Regno Unito di Gran Bretagna e l’Irlanda

Settentrionale e gli Stati Uniti d’America sono Membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

L’Assemblea Generale elegge dieci altri Membri delle Nazioni Unite quali Membri non permanenti del

Consiglio di Sicurezza, avendo speciale riguardo, in primo luogo, al contributo dei Membri delle Nazio-

ni Unite al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale ed agli altri fini

dell’Organizzazione, ed inoltre ad un’equa distribuzione geografica.

2. I Membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza sono eletti per un periodo di due anni. Tuttavia

nella prima elezione successiva all’aumento da 11 a 15 del numero dei Membri del Consiglio di Sicurez-

za, due dei quattro Membri aggiuntivi saranno scelti per il periodo di un anno. I Membri uscenti non

sono immediatamente rieleggibili.

3. Ogni Membro del Consiglio di Sicurezza ha un rappresentante nel Consiglio.

Articolo 24

1. Al fine di assicurare un’azione pronta ed efficace da parte delle Nazioni Unite, i Membri conferisco-

no al Consiglio di Sicurezza la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza

internazionale, e riconoscono che il Consiglio di Sicurezza, nell’adempiere i suoi compiti inerenti a tale

responsabilità, agisce in loro nome.

2. Nell’adempimento di questi compiti il Consiglio di Sicurezza agisce in conformità ai fini ed ai principi

delle Nazioni Unite. I poteri specifici attribuiti al Consiglio di Sicurezza per l’adempimento di tali com-

piti sono indicati nei Capitoli VI, VII, VIII e XII.

3. Il Consiglio di Sicurezza sottopone relazioni annuali e, quando sia necessario, relazioni speciali

all’esame dell’Assemblea Generale. Articolo 25

I Membri delle Nazioni Unite convengono di accettare e di eseguire le decisioni del Consiglio di Sicu-

rezza in conformità alle disposizioni del presente Statuto.

4

Articolo 26

Al fine di promuovere lo stabilimento ed il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale col

minimo dispendio delle risorse umane ed economiche mondiali per gli armamenti, il Consiglio di Sicu-

rezza ha il compito di formulare, con l’ausilio del Comitato di Stato Maggiore previsto dall’articolo 47,

piani da sottoporre ai Membri delle Nazioni Unite per l’istituzione di un sistema di disciplina degli ar-

mamenti. Votazione

Articolo 27

1. Ogni Membro del Consiglio di Sicurezza dispone di un voto.

2. Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su questioni di procedura sono prese con un voto favorevole

di nove Membri.

3. Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su ogni altra questione sono prese con un voto favorevole di

nove Membri, nel quale siano compresi i voti dei Membri permanenti; tuttavia nelle decisioni previste

dal Capitolo VI e dal paragrafo 3 dell’articolo 52, un Membro che sia parte di una controversia deve

astenersi dal voto. Procedura

Articolo 28

1. Il Consiglio di Sicurezza è organizzato in modo da poter funzionare in permanenza. Ogni Membro

del Consiglio di Sicurezza deve, a tal fine, avere in qualsiasi momento un rappresentante nella sede

dell’Organizzazione.

2. Il Consiglio di Sicurezza tiene riunioni periodiche alle quali ognuno dei suoi Membri può, ove lo de-

sideri, essere rappresentato da un Membro del Governo o da un altro rappresentante appositamente

designato.

3. Il Consiglio di Sicurezza può tenere riunioni in quelle località diverse dalla sede dell’Organizzazione

che, a suo giudizio, possano meglio facilitare i suoi lavori.

Articolo 29

Il Consiglio di Sicurezza può istituire gli organi sussidiari che ritenga necessari per l’adempimento delle

sue funzioni. Articolo 30

Il Consiglio di Sicurezza stabilisce il proprio regolamento, nel quale fissa le norme concernenti il siste-

ma di scelta del suo Presidente. Articolo 31

Ogni Membro delle Nazioni Unite che non sia Membro del Consiglio di Sicurezza può partecipare,

senza diritto di voto, alla discussione di qualsiasi questione sottoposta al Consiglio di Sicurezza, ogni-

qualvolta quest’ultimo ritenga che gli interessi di tale Membro siano particolarmente coinvolti.

Articolo 32

Ogni Membro delle Nazioni Unite che non sia Membro del Consiglio di Sicurezza od ogni Stato che

non sia Membro delle Nazioni Unite, qualora sia parte in una controversia in esame avanti al Consiglio

di Sicurezza, sarà invitato a partecipare, senza diritto di voto, alla discussione relativa alla controversia.

Il Consiglio di Sicurezza stabilisce le condizioni che ritiene opportune per la partecipazione di uno Stato

che non sia Membro delle Nazioni Unite.

C VI – S

APITOLO OLUZIONE PACIFICA DELLE CONTROVERSIE

Articolo 33

1. Le parti di una controversia, la cui continuazione sia suscettibile di mettere in pericolo il manteni-

mento della pace e della sicurezza internazionale, devono, anzitutto, perseguirne una soluzione median-

te negoziati, inchiesta, mediazione, conciliazione, arbitrato, regolamento giudiziale, ricorso ad organiz-

zazioni od accordi regionali, od altri mezzi pacifici di loro scelta.

2. Il Consiglio di Sicurezza ove lo ritenga necessario, invita le parti a regolare la loro controversia me-

dianti tali Articolo 34

Il Consiglio di Sicurezza può fare indagini su qualsiasi controversia o su qualsiasi situazione che possa

portare ad un attrito internazionale o dar luogo ad una controversia, allo scopo di determinare se la

continuazione della controversia o della situazione sia suscettibile di mettere in pericolo il mantenimen-

to della pace e della sicurezza internazionale. 5

Articolo 35

1. Ogni Membro delle Nazioni Unite può sottoporre qualsiasi controversia o situazione della natura

indicata nell’articolo 34 all’attenzione del Consiglio di Sicurezza o dell’Assemblea Generale.

2. Uno Stato che non sia Membro delle Nazioni Unite può sottoporre all’attenzione del Consiglio di

Sicurezza o dell’Assemblea Generale qualsiasi controversia di cui esso sia parte, se accetti preventiva-

mente, ai fini di tale controversia, gli obblighi di regolamento pacifico previsti dal presente Statuto.

3. I procedimenti dell’Assemblea Generale rispetto alle questioni sottoposte alla sua attenzione in virtù

di questo articolo, sono soggetti alle disposizioni degli articoli 11 e 12.

Articolo 36

1. Il Consiglio di Sicurezza può, in qualsiasi fase di una controversia della natura indicata nell’articolo

33, o di una situazione di natura analoga, raccomandare procedimenti o metodi di sistemazione adegua-

ti.

2. Il Consiglio di Sicurezza deve prendere in considerazione le procedura per la soluzione della contro-

versia che siano già state adottate dalle parti.

3. Nel fare raccomandazioni a norma di questo articolo il Consiglio di Sicurezza deve inoltre tenere pre-

sente che le controversie giuridiche dovrebbero, di regola generale, essere deferite dalle parti alla Corte

Internazionale di Giustizia in conformità alle disposizioni dello Statuto della Corte.

Articolo 37

1. Se le parti di una controversia della natura indicata nell’articolo 33 non riescono a regolarla con i

mezzi indicati in tale articolo, esse devono deferirla al Consiglio di Sicurezza.

2. Se il Consiglio di Sicurezza ritiene che la continuazione della controversia sia in fatto suscettibile di

mettere in pericolo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, esso decide se agire a

norma dell’articolo 36, o raccomandare quella soluzione che ritenga adeguata.

Articolo 38

Senza pregiudizio delle disposizioni degli articoli 33 e 37, il Consiglio di Sicurezza può, se tutte le parti

di una controversia lo richiedono, fare ad esse raccomandazioni per una soluzione pacifica della con-

troversia.

C VII – A ,

APITOLO ZIONE RISPETTO ALLE MINACCE ALLA PACE ALLE VIOLAZIONI DELLA PACE ED

AGLI ATTI DI AGGRESSIONE

Articolo 39

Il Consiglio di Sicurezza accerta l’esistenza di una minaccia alla pace, di una violazione della pace, o di

un atto di aggressione, e fa raccomandazioni o decide quali misure debbano essere prese in conformità

agli articoli 41 e 42 per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale.

Articolo 40

Al fine di prevenire un aggravarsi della situazione, il Consiglio di Sicurezza prima di fare le raccomanda-

zioni o di decidere sulle misure previste all’articolo 41, può invitare le parti interessate ad ottemperare a

quelle misure provvisorie che esso consideri necessarie o desiderabili. Tali misure provvisorie non de-

vono pregiudicare i diritti, le pretese o la posizione delle parti interessate. Il Consiglio di Sicurezza

prende in debito conto il mancato ottemperamento a tali misure provvisorie.

Articolo 41

Il Consiglio di Sicurezza può decidere quali misure, non implicanti l’impiego della forza armata, debba-

no essere adottate per dare effetto alle sue decisioni, e può invitare i membri delle Nazioni Unite ad ap-

plicare tali misure. Queste possono comprendere un’interruzione totale o parziale delle relazioni eco-

nomiche e delle comunicazioni ferroviarie, marittime, aeree, postali, telegrafiche, radio ed altre, e la rot-

tura delle relazioni diplomatiche. Articolo 42

Se il Consiglio di Sicurezza ritiene che le misure previste nell’articolo 41 siano inadeguate o si siano di-

mostrate inadeguate, esso può intraprendere, con forze aeree, navali o terrestri, ogni azione che sia ne-

cessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale. Tale azione può comprendere

dimostrazioni, blocchi ed altre operazioni mediante forze aeree, navali o terrestri di Membri delle Na-

zioni Unite. Articolo 43

1. Al fine di contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, tutti i Membri delle

Nazioni Unite si impegnano a mettere a disposizione del Consiglio di Sicurezza, a sua richiesta ed in

conformità ad un accordo o ad accordi speciali, le forze armate, l’assistenza e le facilitazioni, compreso

il diritto di passaggio, necessarie per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

2. L’accordo o gli accordi suindicati determineranno il numero ed i tipi di forze armate, il loro grado di

preparazione e la loro dislocazione generale, e la natura delle facilitazioni e dell’assistenza da fornirsi.

6

3. L’accordo o gli accordi saranno negoziati al più presto possibile su iniziativa del Consiglio di Sicurez-

za. Essi saranno conclusi tra il Consiglio di Sicurezza ed i singoli Membri, oppure tra il Consiglio di Si-

curezza e i gruppi di Membri, e saranno soggetti a ratifica da parte degli Stati firmatari in conformità alle

rispettive norme costituzionali. Articolo 44

Quando il Consiglio di Sicurezza abbia deciso di impiegare la forza, esso, prima di richiedere ad un

Membro non rappresentato nel Consiglio di fornire forze armate in esecuzione degli obblighi assunti a

norma dell’articolo 43, inviterà tale Membro, ove questi lo desideri, a partecipare alle decisioni del Con-

siglio di Sicurezza concernenti l’impiego di contingenti di forze armate del Membro stesso.

Articolo 45

Al fine di dare alle Nazioni Unite la possibilità di prendere misure militari urgenti, i Membri terranno ad

immediata disposizione contingenti di forze aeree nazionali per l’esecuzione combinata di un’azione

coercitiva internazionale. La forza ed il grado di preparazione di questi contingenti, ed i piani per la loro

azione combinata, sono determinati, entro i limiti stabiliti nell’accordo o negli accordi speciali previsti

dall’articolo 43, dal Consiglio di Sicurezza coadiuvato dal Comitato di Stato Maggiore.

Articolo 46

I piani per l’impiego delle forze armate sono stabiliti dal Consiglio di Sicurezza coadiuvato dal Comitato

di Stato Maggiore. Articolo 47

1. E’ costituito un Comitato di Stato Maggiore per consigliare e coadiuvare il Consiglio di Sicurezza in

tutte le questioni riguardanti le esigenze militari del Consiglio di Sicurezza per il mantenimento della

pace e della sicurezza internazionale, l’impiego ed il comando delle forze poste a sua disposizione, la

disciplina degli armamenti e l’eventuale disarmo.

2. Il Comitato di Stato Maggiore è composto dai capi di Stato Maggiore dei Membri permanenti del

Consiglio di Sicurezza, o di loro rappresentanti. Ogni Membro delle Nazioni Unite non rappresentato

in modo permanente nel Comitato sarà invitato dal Comitato stesso ad associarsi ad esso quando

l’efficiente adempimento dei compiti del Comitato richieda la partecipazione di tale Membro alla sua

attività.

3. Il Comitato di Stato Maggiore ha, alle dipendenze del Consiglio di Sicurezza, la responsabilità della

direzione strategica di tutte le forze armate messe a disposizione del Consiglio di Sicurezza. Le questio-

ni concernenti il comando di tali forze saranno trattate in seguito.

4. Con l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza e dopo consultazioni con le organizzazioni regionali

competenti, il Comitato di Stato Maggiore può costituire dei sottocomitati regionali.

Articolo 48

1. L’azione necessaria per eseguire le decisioni del Consiglio di Sicurezza per il mantenimento della pace

e della sicurezza internazionale è intrapresa da tutti i Membri delle Nazioni Unite o da alcuni di essi se-

condo quanto stabilisca il Consiglio di Sicurezza.

2. Tali decisioni sono eseguite dai Membri delle Nazioni Unite direttamente o mediante la loro azione

nelle organizzazioni internazionali competenti di cui siano Membri.

Articolo 49

I Membri delle Nazioni Unite si associano per prestarsi mutua assistenza nell’eseguire le misure delibe-

rate dal Consiglio di Sicurezza. Articolo 50

Se il Consiglio di Sicurezza intraprende misure preventive contro uno Stato, ogni altro Stato, sia o non

sia Membro delle Nazioni Unite, che si trovi di fronte a particolari difficoltà economiche derivanti

dall’esecuzione di tali misure, ha diritto di consultare il Consiglio di Sicurezza riguardo ad una soluzione

di tali difficoltà. Articolo 51

Nessuna disposizione del presente Statuto pregiudica il diritto naturale di autotutela individuale o collet-

tiva, nel caso che abbia luogo un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite, fintantoché il

Consiglio di Sicurezza non abbia preso le misure necessarie per mantenere la pace e la sicurezza inter-

nazionale. Le misure prese da Membri nell’esercizio di questo diritto di autotutela sono immediatamen-

te portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza e non pregiudicano in alcun modo il potere e il com-

pito spettanti, secondo il presente Statuto, al Consiglio di Sicurezza, di intraprendere in qualsiasi mo-

mento quell’azione che esso ritenga necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza interna-

zionale. 7

C VIII – A

APITOLO CCORDI REGIONALI

Articolo 52

1. Nessuna disposizione del presente Statuto preclude l’esistenza di accordi od organizzazioni regionali

per la trattazione di quelle questioni concernenti il mantenimento della pace e della sicurezza interna-

zionale che si prestino ad un’azione regionale, purché tali accordi od organizzazioni e le loro attività

siano conformi ai fini ed ai principi delle Nazioni Unite.

2. I Membri delle Nazioni Unite che partecipino a tali accordi od organizzazioni devono fare ogni sfor-

zo per giungere ad una soluzione pacifica delle controversie di carattere locale medianti tali accordi od

organizzazioni regionali prima di deferirle al Consiglio di Sicurezza.

3. Il Consiglio di Sicurezza incoraggia lo sviluppo della soluzione pacifica delle controversie di carattere

locale mediante gli accordi o le organizzazioni regionali, sia su iniziativa degli Stati interessati, sia per

deferimento da parte del Consiglio di Sicurezza.

4. Questo articolo non pregiudica in alcun modo l’applicazione degli articoli 34 e 35.

Articolo 53

1. Il Consiglio di Sicurezza utilizza, se del caso, gli accordi o le organizzazioni regionali per azioni coer-

citive sotto la sua direzione. Tuttavia, nessuna azione coercitiva potrà venire intrapresa in base ad ac-

cordi regionali o da parte di organizzazioni regionali senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza,

eccezion fatta per le misure contro uno Stato nemico, ai sensi della definizione data dal paragrafo 2 di

questo articolo, quali sono previste dall’articolo 107 o da accordi regionali diretti contro un rinnovarsi

della politica aggressiva da parte di un tale Stato, fino al momento in cui l’organizzazione potrà, su ri-

chiesta del Governo interessato, essere investita del compito di prevenire ulteriori aggressioni da parte

del detto Stato.

2. L’espressione “Stato nemico” quale è usata nel paragrafo 1 di questo articolo si riferisce ad ogni Stato

che durante la seconda guerra mondiale sia Stato nemico di uno dei firmatari del presente Statuto.

Articolo 54

Il Consiglio di Sicurezza deve essere tenuto, in ogni momento, pienamente informato dell’azione intra-

presa o progettata in base ad accordi regionali o da parte di organizzazioni regionali per il mantenimen-

to della pace e della sicurezza internazionale.

C IX – C

APITOLO OOPERA ZIONE INTERNAZIONALE ECONOMICA E SOCIALE

Articolo 55

Al fine di creare le condizioni di stabilità e di benessere che sono necessarie per avere rapporti pacifici

ed amichevoli fra le nazioni, basate sul rispetto del principio dell’uguaglianza dei diritti o

dell’autodecisione dei popoli, le Nazioni Unite promuoveranno:

a) un più elevato tenore di vita, il pieno impiego della mano d’opera, e condizioni di progresso e di svi-

luppo economico e sociale;

b) la soluzione dei problemi internazionali economici, sociali, sanitari e simili, e la collaborazione inter-

nazionale culturale ed educativa;

c) il rispetto e l’osservanza universale dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti, senza

distinzione di razza, sesso, lingua o religione. Articolo 56

I Membri si impegnano ad agire, collettivamente o singolarmente, in cooperazione con

l’Organizzazione per raggiungere i fini indicati all’articolo 55.

Articolo 57

1. I vari Istituti specializzati costituiti con accordi intergovernativi, ed aventi, in conformità ai loro Sta-

tuti, vasti compiti internazionali nei campi economico, sociale, culturale, educativo, sanitario e simili

sono collegati con le Nazioni Unite in conformità alle disposizioni dell’articolo 63.

2. Gli Istituti così collegati con le Nazioni Unite sono qui di seguito indicati con l’espressione “Istituti

specializzati”. Articolo 58

L’Organizzazione fa raccomandazioni per il coordinamento dei programmi e delle attività degli Istituti

specializzati. Articolo 59

L’Organizzazione promuove, se del caso, trattative tra gli Stati interessati per la creazione di nuovi Isti-

tuti specializzati per il conseguimento dei fini indicati nell’articolo 55.

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e fondamenti di Diritto Internazionale tenute dalla Prof. ssa Laura Pineschi nell'anno accademico 2008.
Il documento riporta il testo della Carta ONU, così suddiviso: preambolo, fini e principi, membri, organi, assemblea generale, consiglio di sicurezza, soluzione pacifica delle controversie, azioni contro la minaccia della pace, accordi regionali, cooperazione internazionale economica e sociale, consiglio economico e sociale, dichiarazione per territori non autonomi, amministrazione fiduciaria e relativo consiglio, corte internazionale di giustizia, segretariato, disposizioni varie, transitorie e di sicurezza, emendamenti, ratifiche e firme.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (a ciclo unico)
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e Fondamenti di Diritto Internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Pineschi Laura.

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