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Carta delle autonomie - Ddl. Calderoli

Materiale didattico per il corso di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Contiene il disegno di legge della Carta delle autonomie locali approvato dalla Camera dei deputati il 30 giugno 2010 avente ad oggetto l'individuazione delle funzioni fondamentali di Province e Comuni, la semplificazione dell’ordinamento... Vedi di più

Esame di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici docente Prof. F. Di Lascio

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ESTRATTO DOCUMENTO

Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA

N. 2259

DISEGNO DI LEGGE (CALDEROLI)

presentato dal Ministro per la semplificazione normativa

(MARONI)

dal Ministro dell’interno (BOSSI)

dal Ministro per le riforme per il federalismo

(FITTO)

e dal Ministro per i rapporti con le regioni (TREMONTI)

di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (BRUNETTA)

e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione

(V. Stampato Camera n. 3118)

approvato dalla Camera dei deputati il 30 giugno 2010

Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza

il 2 luglio 2010

Individuazione delle funzioni fondamentali di Province e Comuni,

semplificazione dell’ordinamento regionale e degli enti locali, nonché

delega al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative,

Carta delle autonomie locali. Riordino di enti ed organismi decentrati

Disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica, ai sensi dell’articolo

126-bis del Regolamento

TIPOGRAFIA DEL SENATO (900)

Atti parlamentari – 2 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

DISEGNO DI LEGGE

Capo I

PRINCÌPI GENERALI

Art. 1.

(Finalità e oggetto)

1. La presente legge, nel rispetto di quanto

disposto dagli articoli 5 e 114, primo

comma, della Costituzione e in attuazione

dell’articolo 117, secondo comma, lettera

p), della Costituzione, individua e disciplina

le funzioni fondamentali di comuni, province

e città metropolitane, ne favorisce l’esercizio

in forma associata, al fine di razionalizzare

le modalità di esercizio delle stesse funzioni,

di favorirne l’efficienza e l’efficacia e di ri-

durne i costi. La presente legge, in attuazione

dell’articolo 118 della Costituzione, indivi-

dua e trasferisce funzioni amministrative.

2. La presente legge e i decreti legislativi

emanati in base alle deleghe ivi previste sono

inderogabilmente attuati in conformità agli

impegni finanziari assunti con il patto di sta-

bilità e crescita, nonché in conformità alla

disciplina del patto di stabilità interno, assi-

curando la coerenza tra le funzioni indivi-

duate e trasferite e la dotazione delle risorse

umane, finanziarie e strumentali.

3. La presente legge, in coerenza con l’o-

biettivo di razionalizzare le funzioni e di eli-

minarne le duplicazioni, prevede inoltre:

a) la soppressione o la razionalizzazione

di enti e di organismi che operano in ambito

statale, regionale e locale con l’obiettivo che

le funzioni da questi esercitate spettino a uno

degli enti di cui all’articolo 114, primo

comma, della Costituzione;

Atti parlamentari – 3 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

b) la definizione e la disciplina dei pic-

coli comuni;

c) la modifica delle funzioni del consi-

glio comunale e del consiglio provinciale;

d) modifiche concernenti i direttori ge-

nerali degli enti locali;

e) la modifica delle norme relative ai

controlli negli enti locali, al fine di assicu-

rare la piena responsabilizzazione degli am-

ministratori e dei dipendenti.

4. Le funzioni fondamentali e le altre fun-

zioni individuate e trasferite ai sensi della

presente legge sono finanziate secondo i

princı̀pi e i criteri di cui alla legge 5 maggio

2009, n. 42. In sede di prima applicazione

della citata legge n. 42 del 2009, e per il pe-

riodo di cui all’articolo 21, comma 1, lettera

e), della medesima legge, le funzioni fonda-

mentali dei comuni e delle province sono

quelle individuate dai commi 3 e 4 del citato

articolo 21 della legge n. 42 del 2009.

Capo II

FUNZIONI FONDAMENTALI

Art. 2.

(Funzioni fondamentali dei comuni)

1. Ferme restando le funzioni di program-

mazione e di coordinamento delle regioni,

sono funzioni fondamentali dei comuni:

a) la normazione sull’organizzazione e

sullo svolgimento delle funzioni spettanti in

qualità di enti autonomi dotati di propri sta-

tuti e muniti di autonomia finanziaria di en-

trata e di spesa;

b) la programmazione e la pianifica-

zione delle funzioni spettanti;

c) l’organizzazione generale dell’ammi-

nistrazione e la gestione del personale;

d) il controllo interno;

e) la gestione finanziaria e contabile;

Atti parlamentari – 4 – Senato della Repubblica – N. 2259

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f) la vigilanza e il controllo nelle aree

funzionali di competenza;

g) l’organizzazione dei servizi pubblici

di interesse generale di ambito comunale;

h) il coordinamento delle attività com-

merciali e dei pubblici esercizi, in coerenza

con la programmazione regionale;

i) la realizzazione di processi di sempli-

ficazione amministrativa nell’accesso alla

pubblica amministrazione ai fini della loca-

lizzazione e della realizzazione di attività

produttive;

l) le funzioni in materia di catasto, ad

eccezione di quelle mantenute allo Stato

dalla normativa vigente;

m) le funzioni in materia di edilizia,

compresi la vigilanza e il controllo territo-

riale;

n) la pianificazione urbanistica e la re-

golamentazione edilizia di ambito comunale,

anche con riferimento agli interventi di recu-

pero del territorio e di riqualificazione degli

assetti insediativi, nonché la partecipazione

alla pianificazione territoriale di livello so-

vracomunale;

o) l’attuazione, in ambito comunale,

delle attività di protezione civile inerenti

alla previsione, alla prevenzione, alla pianifi-

cazione di emergenza e al coordinamento dei

primi soccorsi;

p) la costruzione, la classificazione, la

gestione e la manutenzione delle strade co-

munali e la regolazione della circolazione

stradale urbana e rurale e dell’uso delle

aree di competenza dell’ente;

q) la pianificazione dei trasporti e dei

bacini di traffico e la programmazione dei

servizi di trasporto pubblico comunale, non-

ché le funzioni di autorizzazione e di con-

trollo in materia di trasporto privato in am-

bito comunale, in coerenza con la program-

mazione provinciale;

r) la progettazione e la gestione del si-

stema locale dei servizi sociali e l’erogazione

delle relative prestazioni ai cittadini, secondo

quanto previsto dall’articolo 118, quarto

comma, della Costituzione;

Atti parlamentari – 5 – Senato della Repubblica – N. 2259

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s) l’edilizia scolastica, l’organizzazione

e la gestione dei servizi scolastici, compresi

gli asili nido, fino all’istruzione secondaria

di primo grado;

t) la gestione e la conservazione di tea-

tri, musei, pinacoteche, raccolte di beni sto-

rici, artistici e bibliografici pubblici di inte-

resse comunale e di archivi comunali;

u) l’attuazione delle misure relative alla

sicurezza urbana e delle misure disposte dal-

l’autorità sanitaria locale;

v) l’accertamento, per quanto di compe-

tenza, degli illeciti amministrativi e l’irroga-

zione delle relative sanzioni;

z) l’organizzazione delle strutture e dei

servizi di polizia municipale e l’espletamento

dei relativi compiti di polizia amministrativa

e stradale, inerenti ai settori di competenza

comunale, nonché di quelli relativi ai tributi

di competenza comunale;

aa) la tenuta dei registri dello stato ci-

vile e di popolazione e i compiti in materia

di servizi anagrafici nell’esercizio delle fun-

zioni di competenza statale.

Art. 3.

(Funzioni fondamentali delle province)

1. Ferme restando le funzioni di program-

mazione e di coordinamento delle regioni, le

funzioni fondamentali delle province sono:

a) la normazione sull’organizzazione e

sullo svolgimento delle funzioni spettanti in

qualità di enti autonomi dotati di propri sta-

tuti e muniti di autonomia finanziaria di en-

trata e di spesa;

b) la pianificazione e la programma-

zione delle funzioni spettanti;

c) l’organizzazione generale dell’ammi-

nistrazione e la gestione del personale;

d) la gestione finanziaria e contabile;

e) il controllo interno;

f) l’organizzazione dei servizi pubblici

di interesse generale di ambito provinciale;

Atti parlamentari – 6 – Senato della Repubblica – N. 2259

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g) la vigilanza e il controllo nelle aree

funzionali di competenza e la polizia locale;

h) la pianificazione territoriale provin-

ciale di coordinamento;

i) la gestione integrata degli interventi

di difesa del suolo;

l) nell’ambito dei piani nazionali e re-

gionali di protezione civile, l’attività di pre-

visione, la prevenzione e la pianificazione

d’emergenza in materia; la prevenzione di

incidenti connessi ad attività industriali; l’at-

tuazione di piani di risanamento delle aree

ad elevato rischio ambientale;

m) la tutela e la valorizzazione dell’am-

biente, per gli aspetti di competenza, ivi

compresi i controlli sugli scarichi delle acque

reflue e sulle emissioni atmosferiche ed elet-

tromagnetiche; la programmazione e l’orga-

nizzazione dello smaltimento dei rifiuti a li-

vello provinciale, nonché le relative funzioni

di autorizzazione e di controllo;

n) la tutela e la gestione, per gli aspetti

di competenza, del patrimonio ittico e vena-

torio;

o) la pianificazione dei trasporti e dei

bacini di traffico e la programmazione dei

servizi di trasporto pubblico locale, nonché

le funzioni di autorizzazione e controllo in

materia di trasporto privato in ambito provin-

ciale, in coerenza con la programmazione re-

gionale;

p) la costruzione, la classificazione, la

gestione e la manutenzione delle strade pro-

vinciali e la regolazione della circolazione

stradale ad esse inerente;

q) la programmazione, l’organizzazione

e la gestione dei servizi scolastici, compresa

l’edilizia scolastica, relativi all’istruzione se-

condaria di secondo grado;

r) la programmazione, l’organizzazione

e la gestione dei servizi per il lavoro, ivi

comprese le politiche per l’impiego;

s) la programmazione, l’organizzazione

e la gestione delle attività di formazione pro-

fessionale in ambito provinciale, compatibil-

mente con la legislazione regionale;

Atti parlamentari – 7 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

t) la promozione e il coordinamento

dello sviluppo economico del territorio pro-

vinciale. Art. 4.

(Funzioni fondamentali delle città

metropolitane)

1. Ferme restando le funzioni di program-

mazione e di coordinamento delle regioni, le

funzioni fondamentali delle città metropoli-

tane sono:

a) le funzioni delle province di cui al-

l’articolo 3;

b) l’organizzazione dei servizi pubblici

di interesse generale di ambito metropoli-

tano;

c) l’azione sussidiaria e il coordina-

mento tecnico-amministrativo dei comuni;

d) la pianificazione territoriale generale

e delle reti infrastrutturali;

e) la mobilità e la viabilità metropoli-

tane; f) la strutturazione di sistemi coordinati

di gestione dei servizi pubblici;

g) la promozione e il coordinamento

dello sviluppo economico e sociale.

Art. 5.

(Funzioni fondamentali ricadenti nelle mate-

rie di cui all’articolo 117, commi terzo e

quarto, della Costituzione)

1. Nel rispetto del principio di leale colla-

borazione, le regioni, nell’esercizio della

competenza legislativa nelle materie di cui

all’articolo 117, commi terzo e quarto, della

Costituzione, al fine di garantire l’effettivo

esercizio delle funzioni fondamentali, pos-

sono attribuire le stesse alla provincia, nei

casi in cui la legislazione statale le attribui-

sce al comune, o al comune, nei casi in cui

la legislazione statale le attribuisce alla pro-

vincia, previo accordo con gli enti interes-

Atti parlamentari – 8 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

sati, ferme restando le funzioni di consulta-

zione regolate dalle singole regioni, e previo

accordo in sede di Conferenza unificata di

cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28

agosto 1997, n. 281, e successive modifica-

zioni, di seguito denominata «Conferenza

unificata». Le regioni assicurano a tale fine

il rispetto dei princı̀pi di sussidiarietà, diffe-

renziazione e adeguatezza, nonché il soddi-

sfacimento ottimale dei bisogni delle rispet-

tive comunità. La decorrenza dell’esercizio

delle funzioni è subordinata all’effettivo tra-

sferimento dei beni e delle risorse umane e

strumentali tra gli enti locali interessati, non-

ché all’effettivo finanziamento delle mede-

sime funzioni in conformità ai princı̀pi e ai

criteri di cui alla legge 5 maggio 2009, n. 42.

Art. 6.

(Disciplina delle funzioni

fondamentali)

1. Le funzioni fondamentali di cui agli ar-

ticoli 2, 3 e 4 della presente legge sono di-

sciplinate dalla legge statale o dalla legge re-

gionale, secondo il riparto della competenza

per materia di cui all’articolo 117, commi se-

condo, terzo e quarto, della Costituzione.

2. I comuni, le province e le città metro-

politane organizzano le rispettive funzioni

fondamentali valorizzando, in applicazione

del principio di sussidiarietà, l’iniziativa dei

cittadini, singoli o associati, per lo svolgi-

mento di attività di interesse generale e per

l’erogazione di servizi e prestazioni di inte-

resse pubblico. Art. 7.

(Disposizioni di salvaguardia)

1. Le funzioni fondamentali di cui agli ar-

ticoli 2, 3 e 4 non possono essere:

a) attribuite ad enti o agenzie statali o

regionali né ad enti o agenzie di enti locali

Atti parlamentari – 9 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

diversi da quelli cui tali funzioni fondamen-

tali sono attribuite;

b) esercitate da enti o agenzie statali o

regionali né da enti o agenzie di enti locali

diversi da quelli cui tali funzioni fondamen-

tali sono attribuite.

2. Restano ferme in ogni caso le compe-

tenze in materia ambientale riconosciute per

legge all’Istituto superiore per la protezione

e la ricerca ambientale e alle agenzie regio-

nali per la protezione dell’ambiente.

3. A decorrere dall’effettivo trasferimento

delle risorse umane e strumentali necessarie

all’esercizio delle funzioni fondamentali di

cui agli articoli 2, 3 e 4, nonché dall’effet-

tivo finanziamento delle medesime funzioni,

in conformità ai princı̀pi e ai criteri di cui

alla legge 5 maggio 2009, n. 42, cessa ogni

forma di finanziamento delle funzioni eserci-

tate in contrasto con le disposizioni di cui al

comma 1 e sono nulli gli atti adottati nell’e-

sercizio delle suddette funzioni.

Art. 8.

(Modalità di esercizio delle funzioni

fondamentali)

1. L’esercizio delle funzioni fondamentali

è obbligatorio per l’ente titolare.

2. Le funzioni fondamentali dei comuni

previste dall’articolo 2, comma 1, lettere

da a) a f), che garantiscono l’autonomia

normativa e organizzativa degli stessi, pos-

sono essere esercitate da ciascun comune

singolarmente o, se compatibile con la na-

tura della funzione, in forma associata me-

diante la costituzione di un’unione di co-

muni.

3. Le funzioni fondamentali dei comuni,

previste dall’articolo 2, comma 1, lettere

g), m), n), o), p), q), r), s), u), v), z) e

aa) sono obbligatoriamente esercitate in

Atti parlamentari – 10 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

forma associata da parte dei comuni con

popolazione fino a 5.000 abitanti, ad ecce-

zione dei comuni il cui territorio non è li-

mitrofo a quello di altri comuni. Le fun-

zioni fondamentali di cui al primo periodo

possono essere esercitate in forma associata

dagli altri comuni. Le funzioni di cui al

presente comma sono obbligatoriamente

esercitate in forma associata, attraverso

convenzione o unione, da parte dei co-

muni, appartenenti o già appartenuti a co-

munità montane, con popolazione stabilita

dalla legge regionale e comunque inferiore

a 3.000 abitanti.

4. I comuni non possono svolgere singo-

larmente le funzioni fondamentali svolte in

forma associata. La medesima funzione di

un comune non può essere svolta da più di

una forma associativa.

5. Le province possono esercitare una o

più funzioni di cui all’articolo 3 in forma as-

sociata.

6. La regione, nelle materie di cui all’ar-

ticolo 117, commi terzo e quarto, della

Costituzione, individua con propria legge,

previa concertazione con i comuni interes-

sati nell’ambito del Consiglio delle autono-

mie locali, la dimensione territoriale otti-

male e omogenea per area geografica per

lo svolgimento, in forma obbligatoriamente

associata da parte dei comuni con dimen-

sione territoriale inferiore a quella ottimale,

delle funzioni di cui all’articolo 2, comma

1, lettere da g) ad aa), della presente

legge, secondo i princı̀pi di economicità,

di efficienza e di riduzione delle spese,

fermo restando quanto stabilito dai commi

2 e 3 del presente articolo. Nell’ambito

della normativa regionale, i comuni av-

viano l’esercizio delle funzioni in forma

associata entro il termine indicato dalla

stessa normativa. I comuni capoluogo di

provincia e i comuni con un numero di

abitanti superiore a 100.000 non sono ob-

bligati all’esercizio delle funzioni in forma

associata.

Atti parlamentari – 11 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

7. Salvo quanto previsto dalle leggi regio-

nali, costituiscono forme associative esclusi-

vamente la convenzione e l’unione di co-

muni di cui, rispettivamente, agli articoli 30

e 32 del testo unico delle leggi sull’ordina-

mento degli enti locali, di cui al decreto legi-

slativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive

modificazioni, di seguito denominato «testo

unico». Ogni comune può fare parte di una

sola unione di comuni. Le unioni di comuni

possono stipulare apposite convenzioni tra

loro o con singoli comuni.

8. All’articolo 32 del testo unico sono ap-

portate le seguenti modificazioni:

a) i commi 2 e 3 sono sostituiti dai se-

guenti:

«2. L’atto costitutivo e lo statuto dell’u-

nione sono approvati dai consigli dei comuni

partecipanti con le procedure e con la mag-

gioranza richieste per le modifiche statutarie.

Lo statuto individua le funzioni svolte dall’u-

nione e le corrispondenti risorse, nonché la

sede presso uno dei comuni associati.

3. Lo statuto prevede il presidente dell’u-

nione, scelto secondo un sistema di rotazione

periodica tra i sindaci dei comuni associati, e

prevede che la Giunta sia composta esclusi-

vamente dai sindaci dei comuni associati e

che il consiglio sia composto, senza nuovi

o maggiori oneri per la finanza pubblica,

da un numero di consiglieri, eletti dai singoli

consigli dei comuni associati tra i propri

componenti, non superiore alla metà di

quello previsto per i comuni di dimensioni

pari alla popolazione complessiva dell’ente,

garantendo la rappresentanza delle mino-

ranze»;

b) al comma 5, il secondo periodo è

soppresso.

Atti parlamentari – 12 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Capo III

FUNZIONI AMMINISTRATIVE

DEGLI ENTI LOCALI

Art. 9.

(Disposizioni per l’attuazione dell’articolo

118, commi primo e secondo, della Costitu-

zione, in materia di conferimento delle fun-

zioni amministrative alle regioni e agli enti

locali nelle materie di competenza legislativa

esclusiva dello Stato)

1. Ferme restando le funzioni fondamen-

tali dei comuni, delle province e delle città

metropolitane individuate dalla presente

legge, il Governo è delegato ad adottare, en-

tro nove mesi dalla data di entrata in vigore

della medesima legge, nelle materie di cui

all’articolo 117, secondo comma, della Costi-

tuzione, su proposta dei Ministri dell’interno,

per i rapporti con le regioni e per le riforme

per il federalismo, di concerto con i Ministri

per la pubblica amministrazione e l’innova-

zione, per la semplificazione normativa e

dell’economia e delle finanze e con gli altri

Ministri competenti per materia, uno o più

decreti legislativi, aventi ad oggetto:

a) l’individuazione e il trasferimento

delle restanti funzioni amministrative eserci-

tate, alla data di entrata in vigore dei decreti

legislativi, dallo Stato o da enti pubblici, che,

non richiedendo l’unitario esercizio a livello

statale, sono attribuite, sulla base dei princı̀pi

di sussidiarietà, differenziazione e adegua-

tezza, a comuni, province, città metropoli-

tane e regioni;

b) l’individuazione delle funzioni che ri-

mangono attribuite allo Stato.

2. Nell’esercizio della delega di cui al

comma 1, il Governo si attiene ai seguenti

princı̀pi e criteri direttivi:

a) conferire, ai sensi dell’articolo 118,

primo comma, della Costituzione, al livello

Atti parlamentari – 13 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

diverso da quello comunale soltanto le fun-

zioni di cui occorra assicurare l’unitarietà

di esercizio, sulla base dei princı̀pi di sussi-

diarietà, differenziazione e adeguatezza;

b) prevedere che tutte le funzioni ammi-

nistrative residuali, non conferite ai sensi

della lettera a), sono di competenza del co-

mune;

c) favorire l’autonoma iniziativa dei cit-

tadini, singoli o associati, per lo svolgimento

di attività di interesse generale, ai sensi del-

l’articolo 118, quarto comma, della Costitu-

zione;

d) indicare, nel caso in cui la titolarità

delle funzioni sia attribuita a un ente diverso

da quello che le esercita alla data di entrata

in vigore dei decreti legislativi di cui al

comma 1, la data di decorrenza del loro eser-

cizio nonché disciplinare le procedure per la

determinazione e il trasferimento contestuale

dei beni e delle risorse umane, finanziarie e

strumentali necessarie al loro esercizio; qua-

lora si tratti di funzioni già esercitate dallo

Stato, si procede con intesa conclusa in

sede di Conferenza unificata; per le funzioni

già esercitate dalle regioni o da enti locali si

procede tramite intesa tra la regione interes-

sata e gli enti di riferimento ovvero tramite

intesa in ambito regionale tra gli enti locali

interessati; in ogni caso, i provvedimenti di

attuazione della disciplina transitoria sono

corredati della relazione tecnica con l’indica-

zione della quantificazione dei beni e delle

risorse umane, finanziarie e strumentali, ai

fini della valutazione della congruità tra i

trasferimenti e gli oneri conseguenti all’e-

spletamento delle funzioni attribuite;

e) prevedere inderogabilmente che la

data di decorrenza dell’esercizio delle fun-

zioni attribuite ad un ente diverso da quello

che le esercita alla data di entrata in vigore

dei decreti legislativi di cui al comma 1 cor-

risponda a quella dell’effettivo trasferimento

delle risorse umane e strumentali necessarie

al loro esercizio, nonché dell’effettivo finan-

ziamento delle medesime in conformità ai

Atti parlamentari – 14 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

princı̀pi e ai criteri di cui alla legge 5 mag-

gio 2009, n. 42.

3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui

al comma 1 del presente articolo, previa in-

tesa da sancire in sede di Conferenza unifi-

cata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legi-

slativo 28 agosto 1997, n. 281, sono tra-

smessi alle Camere per l’espressione dei pa-

reri da parte delle competenti Commissioni

parlamentari entro il termine di quarantacin-

que giorni dalla data di trasmissione. De-

corso il termine per l’espressione dei pareri,

i decreti legislativi possono essere comunque

adottati. In mancanza di intesa nel termine di

cui al citato articolo 3 del decreto legislativo

n. 281 del 1997, il Consiglio dei ministri de-

libera, approvando una relazione che è tra-

smessa alle Camere. Nella relazione sono in-

dicate le specifiche motivazioni per cui l’in-

tesa non è stata raggiunta. Il Governo, qua-

lora, anche a seguito dell’espressione dei pa-

reri parlamentari, non intenda conformarsi

all’intesa raggiunta in sede di Conferenza

unificata, trasmette alle Camere e alla stessa

Conferenza unificata una relazione nella

quale sono indicate le specifiche motivazioni

di difformità dall’intesa.

4. Entro nove mesi dalla data di entrata in

vigore dei decreti legislativi di cui al comma

1, il Governo può adottare, nel rispetto dei

princı̀pi e criteri direttivi e secondo la proce-

dura di cui al presente articolo, disposizioni

integrative e correttive.

5. In relazione ai contenuti dei decreti le-

gislativi di cui al presente articolo, entro sei

mesi dalla data di entrata in vigore dei de-

creti medesimi, le amministrazioni statali in-

teressate provvedono a ridurre le dotazioni

organiche in misura corrispondente al perso-

nale trasferito, nonché a riordinare e a sem-

plificare le proprie strutture organizzative ai

sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, della

legge 23 agosto 1988, n. 400. Per quanto ri-

guarda l’amministrazione indiretta e stru-

mentale dello Stato si provvede, entro il ter-

mine di cui al primo periodo del presente

Atti parlamentari – 15 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

comma e ai sensi dell’articolo 17, comma 2,

della citata legge n. 400 del 1988, e succes-

sive modificazioni. I decreti di cui al se-

condo periodo si conformano ai princı̀pi di

cui al comma 2 del presente articolo e al me-

desimo principio previsto per le amministra-

zioni statali relativamente alla riduzione

delle dotazioni organiche in misura corri-

spondente alle unità di personale trasferito,

nonché dei criteri di semplificazione, ade-

guatezza, riduzione della spesa, eliminazione

di duplicazioni di funzioni rispetto alle re-

gioni e agli enti locali ed eliminazione di so-

vrapposizioni di competenze di cui all’arti-

colo 2, comma 634, della legge 24 dicembre

2007, n. 244, e successive modificazioni.

Art. 10.

(Trasferimento delle risorse agli enti locali)

1. Qualora la titolarità di una funzione

fondamentale sia conferita dalla presente

legge a un ente locale diverso da quello

che la esercita alla data di entrata in vigore

della legge medesima, alla determinazione e

al trasferimento delle risorse umane e stru-

mentali necessarie al suo esercizio, nonché

al finanziamento della medesima funzione

in conformità ai princı̀pi e ai criteri di cui

alla legge 5 maggio 2009, n. 42, si provvede

con uno o più accordi da stipulare in sede

provinciale tra gli enti locali interessati.

Con accordo in sede di Conferenza unificata

sono stabilite le modalità per superare il dis-

senso in sede locale.

2. I trasferimenti delle risorse umane e

strumentali necessarie all’esercizio delle fun-

zioni fondamentali conferite dalla presente

legge a comuni, province e città metropoli-

tane ed esercitate dallo Stato alla data di en-

trata in vigore della presente legge, nonché il

finanziamento delle medesime in conformità

ai princı̀pi e ai criteri di cui alla legge 5

maggio 2009, n. 42, sono effettuati con de-

creti del Presidente del Consiglio dei mini-

Atti parlamentari – 16 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

stri, da adottare entro dodici mesi dalla me-

desima data, su proposta del Ministro dell’in-

terno, di concerto con i Ministri interessati e

con il Ministro dell’economia e delle fi-

nanze, previo parere della Conferenza

Stato-città ed autonomie locali o, nelle mate-

rie di competenza legislativa regionale, della

Conferenza unificata.

3. Se alla data di entrata in vigore della

presente legge una o più funzioni fondamen-

tali sono esercitate da regioni, queste ultime

provvedono a trasferire all’ente locale tito-

lare della funzione le risorse umane, finan-

ziarie e strumentali connesse all’esercizio

della funzione medesima.

4. La decorrenza dell’esercizio delle fun-

zioni fondamentali di cui al presente articolo

è inderogabilmente subordinata ed è conte-

stuale all’effettivo trasferimento delle risorse

umane e strumentali necessarie all’esercizio

delle medesime, nonché al loro effettivo fi-

nanziamento, in conformità ai princı̀pi e ai

criteri di cui alla legge 5 maggio 2009, n. 42.

Art. 11.

(Funzioni esercitate dallo Stato nelle materie

di cui all’articolo 117, commi terzo e quarto,

della Costituzione)

1. Il Governo, previa intesa in sede di

Conferenza unificata, ai sensi dell’articolo 3

del decreto legislativo 28 agosto 1997,

n. 281, presenta alle Camere, entro dodici

mesi dalla data di entrata in vigore della pre-

sente legge, appositi disegni di legge per

l’individuazione e per il trasferimento alle

regioni, secondo quanto previsto dall’articolo

118 della Costituzione, delle funzioni ammi-

nistrative ancora esercitate dallo Stato, alla

data di entrata in vigore della presente legge,

nelle materie di cui all’articolo 117, commi

terzo e quarto, della Costituzione.

2. Con decreti del Presidente del Consiglio

dei ministri, su proposta del Ministro dell’e-

conomia e delle finanze, del Ministro per le

Atti parlamentari – 17 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

riforme per il federalismo, del Ministro per i

rapporti con le regioni, del Ministro per la

semplificazione normativa e del Ministro

per la pubblica amministrazione e l’innova-

zione, sentiti i Ministri competenti per mate-

ria, si provvede alla determinazione, al tra-

sferimento e alla ripartizione tra le regioni

dei beni e delle risorse umane, finanziarie e

strumentali connessi all’esercizio delle fun-

zioni trasferite.

3. La decorrenza dell’esercizio delle fun-

zioni trasferite ai sensi del presente articolo

è inderogabilmente subordinata ed è conte-

stuale all’effettivo trasferimento delle risorse

umane e strumentali necessarie all’esercizio

delle medesime, nonché al loro effettivo fi-

nanziamento, in conformità ai princı̀pi e ai

criteri di cui all’articolo 10 della legge 5

maggio 2009, n. 42.

Art. 12.

(Legislazione regionale nelle materie di cui

all’articolo 117, commi terzo e quarto, della

Costituzione).

1. Entro nove mesi dalla data di entrata in

vigore della presente legge le regioni, con

proprie leggi, sulla base di accordi stipulati

in sede di Consiglio delle autonomie locali

o in altra sede di concertazione prevista dai

rispettivi ordinamenti:

a) adeguano la propria legislazione alla

disciplina statale di individuazione delle fun-

zioni fondamentali, nelle materie di propria

competenza legislativa ai sensi dell’articolo

117, commi terzo e quarto, della Costitu-

zione, regolandone le modalità di esercizio;

b) sopprimono e accorpano strutture,

enti intermedi, agenzie od organismi comun-

que denominati titolari di funzioni in tutto o

in parte coincidenti con le funzioni conferite

ai comuni e alle province, evitando in ogni

caso la duplicazione di funzioni amministra-

tive.

Atti parlamentari – 18 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

2. Qualora le regioni non provvedano en-

tro il termine di cui al comma 1, il Governo

provvede in via sostitutiva fino alla data di

entrata in vigore delle leggi regionali, ai

sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno

2003, n. 131.

3. Entro dodici mesi dalla data di entrata

in vigore della presente legge, le regioni,

con proprie leggi, sulla base di accordi stipu-

lati in sede di Consiglio delle autonomie lo-

cali o in altra sede di concertazione prevista

dai rispettivi ordinamenti:

a) conferiscono le funzioni amministra-

tive e le relative risorse umane, finanziarie

e strumentali in modo organico a comuni,

province e città metropolitane al fine di evi-

tare duplicazioni e sovrapposizioni di compe-

tenze;

b) conferiscono agli enti locali, nelle

materie di propria competenza legislativa,

ai sensi dell’articolo 117, commi terzo e

quarto, della Costituzione, le funzioni ad

esse trasferite dallo Stato ai sensi dell’arti-

colo 11 della presente legge, che non richie-

dono di essere esercitate unitariamente a li-

vello regionale in attuazione dell’articolo

118 della Costituzione;

c) conferiscono agli enti locali le fun-

zioni amministrative esercitate dalla regione,

che non richiedono l’unitario esercizio a li-

vello regionale;

d) razionalizzano e semplificano, conte-

stualmente all’attuazione delle lettere a), b) e

c), i livelli locali, nel rispetto dei princı̀pi di

cui agli articoli 97 e 118 della Costituzione.

4. Qualora le regioni non provvedano en-

tro il termine di cui al comma 3, il Governo

provvede in via sostitutiva fino alla data di

entrata in vigore delle leggi regionali, ai

sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno

2003, n. 131.

5. Al fine di assicurare la razionalizza-

zione, la semplificazione e il contenimento

dei costi, la legge regionale, fermo restando

quanto stabilito dall’articolo 8, disciplina le

ulteriori forme e le modalità di associazioni-

Atti parlamentari – 19 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

smo comunale nonché le forme e le modalità

di associazionismo provinciale, previo ac-

cordo con le province, qualora sia ritenuto

necessario per la dimensione ottimale dell’e-

sercizio delle funzioni, e garantisce che non

vi siano ulteriori costi per la gestione del

personale e per il funzionamento degli organi

della rappresentanza politica.

6. La decorrenza dell’esercizio delle fun-

zioni conferite ai sensi del presente articolo

ad un ente diverso da quello che la esercita

alla data dell’atto di conferimento è indero-

gabilmente subordinata ed è contestuale al-

l’effettivo trasferimento delle risorse umane

e strumentali necessarie all’esercizio delle

medesime, nonché al loro effettivo finanzia-

mento, in conformità ai princı̀pi e ai criteri

di cui alla legge 5 maggio 2009, n. 42.

Art. 13.

(Delega al Governo per l’adozione della

«Carta delle autonomie locali»)

1. Al fine di riunire e di coordinare siste-

maticamente in un codice le disposizioni sta-

tali relative alla disciplina degli enti locali, il

Governo è delegato ad adottare, entro di-

ciotto mesi dalla data di entrata in vigore

della presente legge, su proposta del Ministro

dell’interno, di concerto con i Ministri per i

rapporti con le regioni, per la pubblica am-

ministrazione e l’innovazione, per le riforme

per il federalismo, per la semplificazione

normativa e dell’economia e delle finanze,

un decreto legislativo recante la «Carta delle

autonomie locali», con l’osservanza dei se-

guenti princı̀pi e criteri direttivi:

a) coordinamento formale, terminolo-

gico e sostanziale del testo delle disposizioni

contenute nella legislazione statale, appor-

tando le modifiche necessarie a garantire la

coerenza giuridica, logica e sistematica della

normativa;

b) revisione delle disposizioni contenute

nel testo unico, nelle parti in cui contrastano

Atti parlamentari – 20 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

con il sistema costituzionale degli enti locali

definito dalla legge costituzionale 18 ottobre

2001, n. 3;

c) adeguamento delle disposizioni del

testo unico alla legislazione successiva alla

data di entrata in vigore del medesimo testo

unico;

d) ulteriore ricognizione, limitatamente

alle materie di competenza legislativa statale,

delle norme del testo unico, recepite nel co-

dice, e delle altre fonti statali di livello pri-

mario che vengono o restano abrogate, salva

l’applicazione dell’articolo 15 delle disposi-

zioni sulla legge in generale premesse al co-

dice civile;

e) rispetto dei princı̀pi desumibili dalla

giurisprudenza costituzionale.

2. Lo schema del decreto legislativo di cui

al comma 1 del presente articolo, previa in-

tesa da sancire in sede di Conferenza unifi-

cata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legi-

slativo 28 agosto 1997, n. 281, è trasmesso

alle Camere, perché su di esso sia espresso

il parere delle competenti Commissioni par-

lamentari entro il termine di quarantacinque

giorni dalla data di trasmissione. In man-

canza di intesa nel termine di cui all’articolo

3 del decreto legislativo 28 agosto 1997,

n. 281, il Consiglio dei ministri delibera, ap-

provando una relazione che è trasmessa alle

Camere. Nella relazione sono indicate le spe-

cifiche motivazioni per cui l’intesa non è

stata raggiunta. Decorso il termine per l’e-

spressione del parere parlamentare, il decreto

può essere comunque adottato. Il Governo,

qualora non intenda conformarsi al parere

parlamentare, ritrasmette il testo alle Camere

con le sue osservazioni e con eventuali mo-

dificazioni, perché su di esso sia espresso il

parere delle competenti Commissioni parla-

mentari entro trenta giorni dalla data di tra-

smissione. Decorso il termine per l’espres-

sione del parere parlamentare, il decreto

può comunque essere adottato in via defini-

tiva dal Governo. Il Governo, qualora, anche

a seguito dell’espressione dei pareri parla-

Atti parlamentari – 21 – Senato della Repubblica – N. 2259

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

mentari, non intenda conformarsi all’intesa

raggiunta in sede di Conferenza unificata,

trasmette alle Camere e alla stessa Confe-

renza unificata una relazione nella quale

sono indicate le specifiche motivazioni di

difformità dall’intesa.

3. Entro dodici mesi dalla data di entrata

in vigore del decreto legislativo di cui al

comma 1, il Governo può adottare, nel ri-

spetto dei princı̀pi e criteri direttivi di cui

al medesimo comma e secondo la procedura

di cui al comma 2, un decreto legislativo re-

cante disposizioni integrative e correttive.

Art. 14.

(Riordino delle disposizioni concernenti

il comune di Campione d’Italia)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro

un anno dalla data di entrata in vigore della

presente legge, su proposta del Ministro del-

l’interno e del Ministro per i rapporti con le

regioni, di concerto con i Ministri per la

semplificazione normativa e dell’economia

e delle finanze, un decreto legislativo recante

una disciplina organica delle disposizioni

concernenti il comune di Campione d’Italia,

secondo le modalità e i princı̀pi e criteri di-

rettivi di cui all’articolo 20 della legge 15

marzo 1997, n. 59, e successive modifica-

zioni, nonché nel rispetto del seguente prin-

cipio e criterio direttivo: mantenimento delle

specialità presenti nelle disposizioni vigenti

in ragione della collocazione territoriale se-

parata del predetto comune e della conse-

guente peculiare realtà istituzionale, socio-

economica, valutaria, sanitaria, doganale, fi-

scale e finanziaria.

2. Dall’attuazione del presente articolo

non devono derivare nuovi o maggiori oneri

per la finanza pubblica.


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Contiene il disegno di legge della Carta delle autonomie locali approvato dalla Camera dei deputati il 30 giugno 2010 avente ad oggetto l'individuazione delle funzioni fondamentali di Province e Comuni, la semplificazione dell’ordinamento regionale e degli enti locali, la delega al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative ed il riordino degli enti e degli organismi decentrati.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche pubbliche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Di Lascio Francesca.

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