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Dir.P.C.M. 27­1­1994

Princìpi sull'erogazione dei servizi pubblici.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 22 febbraio 1994, n. 43.

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 .

(1)

Princìpi sull'erogazione dei servizi pubblici .

(2)

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 22 febbraio 1994, n. 43.

(2) Con riferimento al presente provvedimento è stata emanata la seguente circolare:

­ I.N.A.I.L. (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro): Circ. 30 aprile 1996, n. 29.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

b), e) f), legge 23 agosto 1988, n. 400

Visto l'art. 5, comma 2, lettere ed della ;

(3)

Ritenuta l'opportunità di fissare i princìpi cui deve essere progressivamente uniformata

l'erogazione dei servizi pubblici, anche se svolti in regime di concessione, a tutela delle

esigenze dei cittadini che possono fruirne e nel rispetto delle esigenze di efficienza e

imparzialità cui l'erogazione deve uniformarsi;

Sentito il Consiglio dei Ministri nella riunione del 21 gennaio 1994;

Emana la seguente direttiva:

(3) Riportata alla voce Ministeri: Provvedimenti generali.

OGGETTO, AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

La presente direttiva dispone i princìpi cui deve essere uniformata progressivamente, in

generale, l'erogazione dei servizi pubblici.

Ai fini della presente direttiva sono considerati servizi pubblici, anche se svolti in regime di

concessione o mediante convenzione, quelli volti a garantire il godimento dei diritti della

persona, costituzionalmente tutelati, alla salute, all'assistenza e previdenza sociale, alla

istruzione e alla libertà di comunicazione, alla libertà e alla sicurezza della persona, alla

1 della legge 12 giugno 1990, n. 146

libertà di circolazione, ai sensi dell'art. , e quelli di

(4)

erogazione di energia elettrica, acqua e gas.

Ai princìpi della direttiva si uniformano le pubbliche amministrazioni che erogano servizi

pubblici.

Per i servizi erogati in regime di concessione o mediante convenzione e comunque svolti

da soggetti non pubblici, il rispetto dei princìpi della direttiva è assicurato dalle

amministrazioni pubbliche nell'esercizio dei loro poteri di direzione, controllo e vigilanza.

Le amministrazioni concedenti provvedono ad inserire i contenuti della presente direttiva

negli atti che disciplinano la concessione.

Gli enti erogatori dei servizi pubblici, ai fini della presente direttiva, sono denominati

«soggetti erogatori».

(4) Riportata alla voce Lavoro.

I. I princìpi fondamentali.

Eguaglianza.

1.

1. L'erogazione del servizio pubblico deve essere ispirata al principio di eguaglianza dei

diritti degli utenti. Le regole riguardanti i rapporti tra utenti e servizi pubblici e l'accesso ai

servizi pubblici devono essere uguali per tutti. Nessuna distinzione nell'erogazione del

servizio può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, lingua, religione ed

opinioni politiche. Va garantita la parità di trattamento, a parità di condizioni del servizio

prestato, sia fra le diverse aree geografiche di utenza, anche quando le stesse non siano

agevolmente raggiungibili, sia fra le diverse categorie o fasce di utenti.

2. L'eguaglianza va intesa come divieto di ogni ingiustificata discriminazione e non, invece,

quale uniformità delle prestazioni sotto il profilo delle condizioni personali e sociali. In

particolare, i soggetti erogatori dei servizi sono tenuti ad adottare le iniziative necessarie

per adeguare le modalità di prestazione del servizio alle esigenze degli utenti portatori di

handicap.

Imparzialità.

2.

1. I soggetti erogatori hanno l'obbligo di ispirare i propri comportamenti, nei confronti degli

utenti, a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità. In funzione di tale obbligo si

interpretano le singole clausole delle condizioni generali e specifiche di erogazione del

servizio e le norme regolatrici di settore.

Continuità.

3.

1. L'erogazione dei servizi pubblici, nell'ambito delle modalità stabilite dalla normativa

regolatrice di settore, deve essere continua, regolare e senza interruzioni. I casi di

funzionamento irregolare o di interruzione del servizio devono essere espressamente

regolati dalla normativa di settore. In tali casi, i soggetti erogatori devono adottare misure

volte ad arrecare agli utenti il minor disagio possibile.

Diritto di scelta.

4.

1. Ove sia consentito dalla legislazione vigente, l'utente ha diritto di scegliere tra i soggetti

che erogano il servizio. Il diritto di scelta riguarda, in particolare, i servizi distribuiti sul

territorio.

Partecipazione.

5.

1. La partecipazione del cittadino alla prestazione del servizio pubblico deve essere

sempre garantita, sia per tutelare il diritto alla corretta erogazione del servizio, sia per

favorire la collaborazione nei confronti dei soggetti erogatori.

2. L'utente ha diritto di accesso alle informazioni in possesso del soggetto erogatore che lo

legge 7

riguardano. Il diritto di accesso è esercitato secondo le modalità disciplinate dalla

agosto 1990, n. 241 .

(5)

3. L'utente può produrre memorie e documenti; prospettare osservazioni; formulare

suggerimenti per il miglioramento del servizio. I soggetti erogatori danno immediato

riscontro all'utente circa le segnalazioni e le proposte da esso formulate.

4. I soggetti erogatori acquisiscono periodicamente la valutazione dell'utente circa la

qualità del servizio reso, secondo le modalità indicate nel titolo successivo.

Efficienza ed efficacia.

6.

1. Il servizio pubblico deve essere erogato in modo da garantire l'efficienza e l'efficacia. I

soggetti erogatori adottano le misure idonee al raggiungimento di tali obiettivi.

(5) Riportata al n. XLI.

II. Gli strumenti.

Adozione di standard.

1.

1. Entro tre mesi, i soggetti erogatori individuano i fattori da cui dipende la qualità del

servizio e, sulla base di essi, adottano e pubblicano standard di qualità e quantità di cui

assicurano il rispetto.

2. I soggetti erogatori definiscono standard generali e standard specifici di qualità e

quantità dei servizi. I primi rappresentano obiettivi di qualità che si riferiscono al complesso

delle prestazioni rese. I secondi si riferiscono a ciascuna delle singole prestazioni rese

all'utente, che può direttamente verificarne il rispetto.

3. Gli standard sono accompagnati da una relazione illustrativa nella quale si descrivono,

tra l'altro, le modalità previste per il loro conseguimento; i fattori principali esterni al

soggetto erogatore e indipendenti dal suo controllo che potrebbero incidere

significativamente sul conseguimento degli standard; i metodi di valutazione utilizzati per

fissare o rivedere gli standard, con una previsione relativa alle valutazioni future. Nella

relazione i soggetti erogatori determinano, altresì, gli indici da utilizzare per la misurazione

o la valutazione dei risultati conseguiti; forniscono una base di comparazione per

raffrontare i risultati effettivamente ottenuti con gli obiettivi previsti; descrivono gli strumenti

da impiegarsi al fine di verificare e convalidare i valori misurati.

4. Gli standard sono sottoposti a verifica con gli utenti in adunanze pubbliche.

5. L'osservanza degli standard non può essere soggetta a condizioni. Essi sono derogabili

solo se i risultati sono più favorevoli agli utenti.

6. Gli standard sono periodicamente aggiornati, per adeguarli alle esigenze dei servizi. Le

nuove regole devono essere adottate e seguite avendo cura di ridurre al minimo le

conseguenze disagevoli per gli utenti.

7. I soggetti erogatori adottano ogni anno piani diretti a migliorare progressivamente gli

standard dei servizi.

Semplificazione delle procedure.

2.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994 con cui è stata emanata la c.d. Carta dei Servizi e che sancisce i principi fondamentali nell'erogazione di servizi pubblici: eguaglianza, imparzialità, continuità, diritto di scelta, partecipazione, efficienza ed efficacia.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche pubbliche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Di Lascio Francesca.

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