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Gli indici climatici

Le caratteristiche del territorio, ad esempio relazioni tra i fattori

meteorologici-sviluppo-produzione della coltura, vengono spesso

ben descritte dagli indici climatici che si possono ricavare da

parametri climatici facilmente reperibili (valori medi ed estremi

giornalieri, mensili, ecc.).

Tali indici permettono, infatti, di definire qualitativamente e

quantitativamente le risorse del territorio in funzione delle

esigenze della coltura.

Nelle aree climaticamente caratterizzate, l’associazione degli indici

calcolati alle produzioni tipiche ha permesso di ottenere valori di

riferimento per molte colture. La loro raccolta in tabelle fornisce

un utile mezzo di confronto, attraverso il quale è possibile

individuare le produzioni che meglio interagiscono con esso, anche

in funzione degli indirizzi produttivi posti.

Le zonazioni

Queste indagini possono inserirsi in un contesto di ricerca più ampio,

dove l’ambiente fisico, nei suoi aspetti climatici e pedologici, ed i

componenti biologici sono analizzati contemporaneamente. Tali

ricerche, in cui l’ecosistema colturale viene studiato nel suo

zonazioni (concetto di terroir).

complesso, prendono il nome di

La caratterizzazione dell’ecosistema così ottenuta costituisce

l’approccio scientifico per definire le potenzialità vocazionali dei

comprensori agricoli e proprio su questo concetto dovrebbe

basarsi, ad esempio in viticoltura, l’individuazione geografica delle

aree delimitate dalla normativa delle denominazioni d’origine.

Un utile mezzo per la migliore comprensione dei risultati è infine

fornito dalla loro rappresentazione sotto forma di cartografia

tematica. Le informazioni possono così essere facilmente

impiegate come base scientifica per motivare le scelte necessarie

per la gestione delle coltivazioni.

La raccolta dei dati

o Le classificazioni si basano generalmente sulle variabili

agroclimatiche più facilmente reperibili, soprattutto se riferite a

lunghe serie storiche. La loro scelta dipende anche dall’obiettivo

complessivo.

o I dati dovranno essere verificati e controllati. Generalmente

vengono utilizzati dati di temperatura e precipitazione, ma analisi

possono essere fatte anche con altre variabili, quali radiazione

solare, umidità, evapotraspirazione, venti.

o L’intervallo di acquisizione è di solito giornaliero, ma in alcuni casi

possono essere utilizzati dati rilevati con intervalli maggiori o

minori.

o Dovrà essere attentamente valutata la rappresentatività spaziale

dei dati, in modo da verificare la loro capacità di descrivere le

caratteristiche del territorio in esame

Alcuni esempi

o Per la temperatura: media, minima, massima (sia nei valori medi che

estremi)

o Per l’umidità relativa: media, minima, massima (sia nei valori medi che

estremi)

o Per le precipitazioni: precipitazioni giornaliere, numero dei giorni di

pioggia, precipitazioni massime su di un certo periodo (intensità).

oPer la radiazione: radiazione giornaliera, settimanale, mensile, numero di

ore di illuminazione

o Per il vento: non viene di solito utilizzato. Al limite velocità media

giornaliera, velocità massima, direzione media, direzione prevalente

oPer l’evapotraspirazione: evapotraspirazione giornaliera, settimanale ,

mensile

I parametri indicati dovranno essere determinati sia per i singoli anni,

sia come media e deviazione standard del valore ottenuto dalla

elaborazione della serie storica

Gli aspetti prevalentemente

climatici

o Da questo punto di vista l’obiettivo è quello di definire le

caratteristiche climatiche dell’area di studio, individuandone i

principali aspetti: aree con estremi più intensi ed aree con

caratteristiche intermedie, definizione della variabilità spazio-

temporale, individuazione delle aree rappresentative, etc. A tale

scopo sembra particolarmente idoneo l’approccio proposto da

Söderström e Magnusson per la temperatura.

o Numerosi sono essere gli altri dati di interesse, quali, ad esempio,

il numero dei giorni di pioggia, i venti prevalenti, i valori dei singoli

mesi, le medie stagionali, etc.

De Martonne

(indice di

aridità)

Indice de DE MARTONNE

1-

i= P / (T+10)

dove :

P= Precipitazione media annuale (mm)

T = Temperatura media annuale (ºC)

20> IM Semiárido

20<IM<30 Templado Cálido

30<IM<40 Templado Húmedo

40<IM<60 Húmedo

60<IM Muy Húmedo

Indice de EMBERGER

2 2

Q= 100 * (P / (M -m ))

dove :

P = Precipitazioni medie annuali (mm)

M = Temperatura media massima del mese più caldo (ºC)

m = Temperatura media minima del mese più freddo (ºC)

La classificazione bioclimatica

o In questo caso saranno messe in evidenza le caratteristiche

climatiche strettamente connesse con l’attività vegeto-produttiva

delle piante distribuite sul territorio.

o A tale scopo, sempre in relazione ai dati disponibili, saranno

applicati una serie di in grado, in primo luogo, di definire

indici

alcuni aspetti a carattere generale: durata stagione vegetativa,

epoca ripresa vegetativa, rischio gelate, stagione arida.

- Epoca della ripresa vegetativa (RV)

o . Indica il momento in cui le

condizioni climatiche consentono la ripresa vegetativa della

coltura, permettendo lo sviluppo delle fasi fenologiche iniziali

(germogliamento, germinazione, ecc.). Viene determinata

individuando il primo giorno dell’anno nel quale le temperature

medie giornaliere risultano stabilmente superiori alla soglia di

sviluppo.

140

120

100

giuliani 80

60

giorni st 15

40 st 27

20 media

0 1996 1997 1998

- Rischio di gelate (RG)

o . Definisce il rischio delle gelate tardive,

molto pericolose in quanto in grado di danneggiare gravemente la

coltura nelle prime fasi di sviluppo. Può essere individuato in base

all’ultimo giorno in cui sono state registrate temperature minime

inferiori a 0 La soglia è indicativa, in quanto ciascuna fase

°C.

fenologica può manifestare temperature critiche diverse, talvolta

anche superiori a 0 °C.

140

120

100

giuliani 80

60

gioni st 15

40 st 23

20 media

0 1996 1997 1998

Il rischio di gelate DANNO

PROBABILE

120

(%) 100

80

probabilità 60

40

20

0 50 65 80 95 110 125 140

DANNO NON

VARIETA’ data (giorno) PROBABILE

PRECOCE VARIETA’

TARDIVA

- Durata stagione vegetativa (DSV)

o . E’ definita dal numero dei

giorni disponibili per lo sviluppo della coltura. Viene calcolata in

base alla temperatura media giornaliera superiore ad una soglia

minima di sviluppo, che in questo caso è stata individuata nei 10 °C,

durante il periodo intercorrente tra aprile ed ottobre. La soglia ed

il periodo possono essere fissati diversamente a seconda delle

caratteristiche della coltura o della specie presente.

Stagione arida

I periodi in cui

la quantità di

pioggia è

uguale o

superiore

all’ETP sono

considerati

periodi umidi,

mentre gli

altri periodi di

deficit idrico.

La FAO definisce periodo utile per la crescita quello durante

il quale le piogge sono uguali o superiori a 0.5 ETP. Si tratta

di un sistema valido nei climi tropicali, quando la crescita non

è mai limitata dalle basse temperature.

Classificazione per coltura

o In una terza fase potranno essere utilizzati indici e modelli

relativi a specifiche piante naturali o coltivate, in relazione alla

loro presenza ed importanza sul territorio studiato

o Potranno essere considerate anche le relazioni con alcuni

comportamenti della coltura, con particolare riferimento alla

fenologia

-Sommatoria termica di Winkler (SW)

o . Questo indice è stato

calcolato sommando le temperature medie giornaliere quando

queste superano una soglia ritenuta base per i processi fisiologici

di sviluppo. La soglia utilizzata da Winkler è di 10°C ed il periodo

considerato è rappresentato dalla stagione vegetativa con

decorrenza dal 1° aprile al 31 ottobre.

31 / 10

∑ ( 10 )

STA t

= −

med

01 / 04

-Indice eliotermico di Huglin (IH)

o . E’ generalmente utilizzato per

descrivere le caratteristiche produttive degli ambienti viticoli con

particolare riferimento agli aspetti produttivi. Questo indice,

basato sulla temperatura, tiene conto dell’influenza del regime

termico diurno mediante una correzione legata alla temperatura

massima, e degli effetti di differenti regimi radiativi tramite un

coefficiente (K) basato sulla lunghezza del giorno. Il valore di K

per la zona considerata è stato fissato in 1.034, data la latitudine

media di 43

43°41'.

41'.

30 09

− ( 10 ) ( 10 )

t t

− + −

∑ max

med

IH K

= ×

2

01 04

-Sommatoria escursioni termiche (SET)

o . Il valore di questo

indice è ottenuto dalla somma delle differenze fra i valori massimi

e minimi giornalieri delle temperature registrate nelle diverse

stazioni meteorologiche. Tale valore assume importanza nei

processi di maturazione. Comunemente si usa confrontare i valori

registrati nei mesi d’agosto e settembre, periodo nel quale si

svolge la maturazione delle bacche.

30 09

∑ ( )

SET t t

= −

max min

01 08

- Gradi utili di temperatura metodo NOAA (GUTN)

o . Tale indice è

calcolato sommando le differenze tra temperature massime e minime

giornaliere quando queste sono comprese tra una soglia ritenuta base per i

processi fisiologici, che per la maggioranza degli autori è di 10 (6 per

°C °C

i francesi), ed una soglia superiore individuata nei 30 L’applicazione ci

°C.

consente di conoscere i gradi giorno disponibili per il completamento del

ciclo produttivo.

Classe di GUTN Durata media

Maturità (°C) del ciclo nel

mais comprensorio

FAO bolognese

100 1230 121

200 1300 127

300 1340 130

400 1365 133

500 1400 136

600 1450 140

700 1520 146

800 1600 153

Indici viticoli

Valori di riferimento

Valori di

riferimento

per la vite

Analisi del trend di cambiamento

climatico

o L’analisi del valore rilevato nel singolo anno può essere importante

per determinare la variabilità climatica del periodo, e quindi per

mettere in evidenza un possibile cambiamento climatico

o Oltre a questo può essere importante considerare anche la

variazione nel periodo della variabilità interannuale, considerando,

ad esempio, sottoperiodi di 5 o 10 anni, a seconda della lunghezza

della serie. 120

(gg)

nord 110

a

tiv 100

ta

ge 90

e 80

v

a

s 70

e

ipr 60

r

a 50

poc 1963 1965 1967 1969 1971 1973 1975 1977 1979 1981 1983 1985 1987 1989 1991 1993 1995 1997 1999

E

Epoca ripresa Tempo (anni)

vegetativa )

g 80

(g

a

tiv

ta 70

e

g

e

v

a

s 60

e

r

ip

r

sud a

c

o 50

p

E 1963 1965 1967 1969 1971 1973 1975 1977 1979 1981 1983 1985 1987 1989 1991 1993 1995 1997 1999

Tempo (anno)

Sommatoria termica

(base 10°

10

°C, da aprile a settembre)

2400

2200

2000

)

(°C 1800

g

g 1600

1400

1950 1960 1970 1980 1990 2000

tempo (anni)

Precipitazioni invernali

430

380

330

(mm) 280

pioggia 230

180

130

80

30

1882 1902 1922 1942 1962 1982 2002

tempo (anni)


PAGINE

57

PESO

4.91 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Agroclimatologia tropicale e subtropicale a cura del Prof. Simone Orlandini, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: la caratterizzazione meteo - climatica del territorio; gli indici climatici e le zonazioni; la classificazione bioclimatica; l'influenza della geomorfologia; l'utilizzo dei Sistemi Informativi Geografici (GIS).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze agrarie
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agroclimatologia tropicale e subtropicale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Orlandini Simone.

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