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4. Un deputato che non possa intervenire ad una seduta della propria commissione può essere

sostituito per l'intero corso della seduta, da un collega del suo stesso gruppo appartenente ad altra

commissione ovvero facente parte del Governo in carica. La sostituzione deve essere preceduta da

una comunicazione del deputato interessato o, in mancanza, del gruppo di appartenenza, diretta al

presidente della commissione.

5. Il Presidente dà notizia alla commissione delle sostituzioni avvenute a norma dei precedenti

commi.

6. La facoltà di sostituzione non è in alcun caso ammessa in sede consultiva per i deputati

appartenenti alla commissione cui è destinato il parere.

7. Deputati appartenenti al medesimo gruppo possono, ciascuno non più di una volta nel corso dello

stesso anno, chiedere alla presidenza del gruppo di sostituirsi vicendevolmente nelle commissioni di

cui fanno parte. La presidenza del Gruppo se aderisce, ne informa il Presidente della Camera, il

quale comunica ai presidenti delle rispettive commissioni il mutamento avvenuto.

• Competenze delle Commissioni

Art. 22 R.C.

1. Le Commissioni permanenti hanno rispettivamente competenza sui seguenti oggetti:

I - Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni;

II - Giustizia;

III - Affari esteri e comunitari;

IV - Difesa;

V - Bilancio, tesoro e programmazione;

VI - Finanze;

VII - Cultura, scienza e istruzione;

VIII - Ambiente, territorio e lavori pubblici;

IX - Trasporti, poste e telecomunicazioni;

X - Attività produttive, commercio e turismo;

XI - Lavoro pubblico e privato;

XII - Affari sociali;

XIII - Agricoltura;

XIV - Politiche dell'Unione europea.

1-bis. Il Presidente della Camera specifica ulteriormente gli ambiti di competenza di ciascuna

Commissione permanente.

2. La Camera può sempre procedere alla costituzione di commissioni speciali, composte in modo da

rispecchiare la proporzione dei gruppi.

3. Le commissioni si riuniscono in sede referente per l'esame delle questioni sulle quali devono

riferire alla assemblea; in sede consultiva per esprimere pareri; in sede legislativa per l'esame e

l'approvazione dei progetti di legge; in sede redigente a norma dell'art. 96. Esse si riuniscono inoltre

per ascoltare e discutere comunicazioni del Governo nonché per esercitare le funzioni di indirizzo,

di controllo e di informazione secondo le norme della parte terza del presente Regolamento.

4. Le commissioni possono istituire nel proprio interno comitati permanenti per l'esame degli affari

di loro competenza. Le relazioni di ciascun comitato sono distribuite a tutti i componenti la

commissione e di esse vien fatta menzione nell'ordine del giorno della seduta successiva. Ciascun

componente la commissione può chiedere, entro la seconda seduta successiva alla distribuzione, che

siano sottoposte alla deliberazione della commissione plenaria.

• Commissioni permanenti - Competenze. 4

Art. 22 R.S.

Le commissioni permanenti hanno competenza sulle materie per ciascuna indicate:

1) Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale

dello Stato e della pubblica amministrazione;

2) Giustizia;

3) Affari esteri, emigrazione;

4) Difesa;

5) Programmazione economica, bilancio;

6) Finanze e tesoro;

7) Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport;

8) Lavori pubblici, comunicazioni;

9) Agricoltura e produzione agroalimentare;

10) Industria, commercio, turismo;

11) Lavoro, previdenza sociale;

12) Igiene e sanità

13) Territorio, ambiente, beni ambientali.

14) Politiche dell’Unione europea.

• Sede in cui operano le Commissioni (sede referente, sede legislativa, sede redigente,

sede consultiva)

Art. 22 comma 3 R.C.

Le commissioni si riuniscono in sede referente per l'esame delle questioni sulle quali devono riferire

alla assemblea; in sede consultiva per esprimere pareri; in sede legislativa per l'esame e

l'approvazione dei progetti di legge; in sede redigente a norma dell'art. 96. Esse si riuniscono inoltre

per ascoltare e discutere comunicazioni del Governo nonché per esercitare le funzioni di indirizzo,

di controllo e di informazione secondo le norme della parte terza del presente Regolamento.

L’ ORGANIZZAZIONE DEI LAVORI PARLAMENTARI

• La programmazione dei lavori: ruolo della Conferenza dei Capigruppo e del

Presidente dell’Assemblea:

Art 23 R.C

1. La Camera organizza i propri lavori secondo il metodo della programmazione.

2. Il programma dei lavori dell'Assemblea è deliberato dalla Conferenza dei presidenti di

Gruppo per un periodo di almeno due mesi e, comunque, non superiore a tre mesi.

3. Il Presidente della Camera convoca la Conferenza dei presidenti di Gruppo dopo aver preso gli

opportuni contatti con il Presidente del Senato e con il Governo, che interviene alla riunione con un

proprio rappresentante. Il Presidente della Camera può convocare preliminarmente la Conferenza

dei presidenti delle Commissioni permanenti. Il Governo comunica al Presidente della Camera e ai

presidenti dei Gruppi le proprie indicazioni, in ordine di priorità, almeno due giorni prima della

riunione della Conferenza. Entro lo stesso termine ciascun Gruppo può trasmettere le proprie

proposte al Governo, al Presidente della Camera e agli altri Gruppi.

4. Il programma, predisposto sulla base delle indicazioni del Governo e delle proposte dei

Gruppi, contiene l'elenco degli argomenti che la Camera intende esaminare, con l'indicazione

5

dell'ordine di priorità e del periodo nel quale se ne prevede l'iscrizione all'ordine del giorno

dell'Assemblea. Tale indicazione è formulata in modo da garantire tempi congrui per l'esame in

rapporto al tempo disponibile e alla complessità degli argomenti.

5. I progetti di legge sono inseriti nel programma in modo tale da assicurare che la discussione in

Assemblea abbia inizio quando siano decorsi i termini previsti dall'articolo 81 per la presentazione

della relazione all'Assemblea. Può derogarsi a tali termini soltanto qualora la Commissione abbia

già concluso l'esame, ovvero su accordo unanime della Conferenza dei presidenti di Gruppo,

nonché per i progetti di legge esaminati a norma degli articoli 70, comma 2, 71 e 99.

6. Il programma è approvato con il consenso dei presidenti di Gruppi la cui consistenza

numerica sia complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti della Camera. In tal

caso, il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati

dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi. Qualora nella

Conferenza dei presidenti di Gruppo non si raggiunga tale maggioranza, il programma è

predisposto dal Presidente secondo i criteri di cui ai commi 4 e 5 e inserendo nel programma

stesso le proposte dei Gruppi parlamentari, nel rispetto della riserva di tempi e di argomenti di

cui all'articolo 24, comma 3, secondo periodo.

7. Il programma formato ai sensi del comma 6 diviene definitivo dopo la comunicazione

all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di deputati per non più di due minuti

ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che potranno

essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo programma.

8. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla manovra di

finanza pubblica da esaminare durante la sessione di bilancio, il disegno di legge comunitaria

e gli atti dovuti diversi dalla conversione in legge dei decreti-legge sono inseriti nel

programma al di fuori dei criteri di cui ai commi 3, 4, 5 e 6.

9. Il programma è aggiornato almeno una volta al mese, secondo la procedura prevista nei commi

precedenti, anche in relazione all'esigenza dell'effettivo svolgimento dell'istruttoria legislativa nelle

Commissioni e ai fini dell'osservanza della disposizione di cui al comma 7 dell'articolo 79.

10. Il programma dei lavori dell'Assemblea determina la ripartizione dei tempi di lavoro

dell'Assemblea e delle Commissioni per il periodo considerato. In ogni mese, con esclusione del

periodo di tempo in cui si svolge la sessione di bilancio ai sensi dei commi 1 e 2 dell'articolo 119, è

riservata una settimana di sospensione dei lavori della Camera, destinata allo svolgimento delle altre

attività inerenti al mandato parlamentare.

11. In caso di mancata predisposizione del programma ai sensi dei precedenti commi, si procede a

norma del comma 1 dell'articolo 26.

Art. 53 R.S.

1. I lavori del Senato sono organizzati secondo il metodo della programmazione per sessioni

bimestrali sulla base di programmi e calendari.

2. Di norma quattro settimane della sessione sono riservate alle sedute delle Commissioni

permanenti e speciali, nonché all'attività delle Commissioni bicamerali, per le quali sono riservati

tempi specifici e adeguati, previe le opportune intese con il Presidente della Camera dei deputati; tre

settimane sono dedicate all'attività dell'Assemblea; una settimana è destinata all'attività dei Gruppi

parlamentari e dei singoli Senatori.

3. Il programma dei lavori viene predisposto ogni due mesi dal Presidente del Senato,

prendendo gli opportuni contatti con il Presidente della Camera dei deputati, con i Presidenti

delle Commissioni permanenti e speciali e con il Governo, ed è sottoposto all'approvazione

della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che si riunisce con la presenza dei

Vice Presidenti del Senato e l'intervento del rappresentante del Governo. Il programma è redatto

6

tenendo conto delle priorità indicate dal Governo e delle proposte avanzate dai Gruppi

parlamentari nonché da singoli Senatori, anche per quanto attiene alle funzioni di ispezione e

di controllo, per le quali sono riservati tempi specifici ed adeguati. Ogni due mesi, almeno

quattro sedute sono destinate esclusivamente all'esame di disegni di legge e di documenti

presentati dai Gruppi parlamentari delle opposizioni e da questi fatti propri ai sensi dell'articolo

79, comma 1. Si applicano le disposizioni dell'articolo 55, comma 5.

4. Il programma, se approvato all'unanimità, diviene definitivo dopo la comunicazione

all'Assemblea. Se all'atto della comunicazione un Senatore o il rappresentante del Governo

chiedono di discuterne, nella discussione può intervenire, oltre al richiedente, un oratore per

Gruppo, per non più di dieci minuti.

5. La procedura prevista nei commi precedenti si applica anche per l'esame e l'approvazione di

eventuali modifiche al programma dei lavori.

6. Ai fini dell'attuazione del programma, il Presidente convoca i Presidenti delle Commissioni

permanenti e speciali, con l'intervento del rappresentante del Governo, per stabilire le modalità ed i

tempi dei lavori delle Commissioni stesse, in coordinamento con l'attività dell'Assemblea.

7. I regolamenti interni dei Gruppi parlamentari stabiliscono procedure e forme di partecipazione

che consentano ai singoli Senatori di esprimere i loro orientamenti e presentare proposte sulle

materie comprese nel programma dei lavori o comunque all'ordine del giorno

• Tutela dei diritti delle opposizioni nella fase della programmazione dei lavori

Art. 53 comma 3 R.S.

Il programma dei lavori viene predisposto ogni due mesi dal Presidente del Senato, prendendo gli

opportuni contatti con il Presidente della Camera dei deputati, con i Presidenti delle Commissioni

permanenti e speciali e con il Governo, ed è sottoposto all'approvazione della Conferenza dei

Presidenti dei Gruppi parlamentari, che si riunisce con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e

l'intervento del rappresentante del Governo. Il programma è redatto tenendo conto delle priorità

indicate dal Governo e delle proposte avanzate dai Gruppi parlamentari nonché da singoli Senatori,

anche per quanto attiene alle funzioni di ispezione e di controllo, per le quali sono riservati tempi

specifici ed adeguati. Ogni due mesi, almeno quattro sedute sono destinate esclusivamente

all'esame di disegni di legge e di documenti presentati dai Gruppi parlamentari delle

opposizioni e da questi fatti propri ai sensi dell'articolo 79, comma 1. Si applicano le disposizioni

dell'articolo 55, comma 5.

• Calendario dei lavori

Art. 24 R.C.

1. Stabilito il programma, il Presidente convoca la Conferenza dei presidenti di Gruppo per

definirne le modalità e i tempi di applicazione mediante l'adozione di un calendario per tre

settimane. Il Governo, informato della riunione, vi interviene con un proprio rappresentante e

comunica al Presidente della Camera e ai presidenti dei Gruppi parlamentari, con almeno

ventiquattro ore di anticipo, le proprie indicazioni relativamente alle date per l'iscrizione dei vari

7

argomenti all'ordine del giorno dell'Assemblea. Entro lo stesso termine ciascun Gruppo può

trasmettere le proprie proposte al Governo, al Presidente della Camera e agli altri Gruppi.

2. Il calendario è predisposto sulla base delle indicazioni del Governo e delle proposte dei

Gruppi. Il calendario approvato con il consenso dei presidenti di Gruppi la cui consistenza

numerica sia complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti della Camera è

definitivo ed è comunicato all'Assemblea. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo

disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla

consistenza di questi. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di deputati per non più di due

minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che

potranno essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo calendario.

3. Qualora nella Conferenza dei presidenti di Gruppo non si raggiunga la maggioranza di cui

al comma 2, il calendario è predisposto dal Presidente. Il Presidente inserisce nel calendario le

proposte dei Gruppi di opposizione, in modo da garantire a questi ultimi un quinto degli argomenti

da trattare ovvero del tempo complessivamente disponibile per i lavori dell'Assemblea nel periodo

considerato. Gli argomenti, diversi dai progetti di legge, inseriti nel calendario su proposta di

Gruppi di opposizione sono di norma collocati al primo punto dell'ordine del giorno delle sedute

destinate alla loro trattazione. All'esame dei disegni di legge di conversione dei decreti-legge è

destinata non più della metà del tempo complessivamente disponibile. Il calendario così formato

diviene definitivo dopo la comunicazione all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti

interventi di deputati per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun

Gruppo, per svolgere osservazioni che potranno essere prese in considerazione ai fini della

formazione del successivo calendario.

4. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla manovra di

finanza pubblica da esaminare durante la sessione di bilancio, il disegno di legge comunitaria

e gli atti dovuti diversi dalla conversione in legge dei decreti-legge sono inseriti nel calendario

e iscritti all'ordine del giorno al di fuori dei criteri di cui ai commi 2 e 3. Ai fini del calcolo

delle quote previste dai suddetti commi non si tiene conto dell'esame dei provvedimenti indicati nel

periodo precedente, dell'esame dei disegni di legge di autorizzazione a ratificare trattati

internazionali e dei progetti di legge di iniziativa popolare, dello svolgimento di interpellanze e di

interrogazioni, dell'esame delle proposte formulate dalla Giunta delle elezioni a norma dell'articolo

17 e delle deliberazioni adottate ai sensi degli articoli 68 e 96 della Costituzione.

5. Il calendario approvato ai sensi dei commi precedenti individua gli argomenti e stabilisce le

sedute per la loro trattazione. Dopo la comunicazione all'Assemblea, il calendario è stampato

e distribuito. Sono in esso determinati i giorni destinati alle discussioni e quelli nei quali

l'Assemblea procederà a votazioni.

6. Per l'esame e l'approvazione di eventuali proposte di modifica al calendario, indicate dal Governo

o da un presidente di Gruppo, si applica la stessa procedura prevista per la sua approvazione. In

relazione a situazioni sopravvenute urgenti, possono essere inseriti nel calendario anche argomenti

non compresi nel programma, purché non ne rendano impossibile l'esecuzione, stabilendosi, se del

caso, le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione.

7. La Conferenza dei presidenti di Gruppo, con la maggioranza prevista dal comma 2, determina il

tempo complessivamente disponibile per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario dei

lavori dell'Assemblea, in rapporto alla loro complessità. Essa, detratti i tempi per gli interventi dei

relatori, del Governo e dei deputati del Gruppo misto, nonché quelli per lo svolgimento di richiami

al regolamento e delle operazioni materiali di voto, provvede quindi a ripartire fra i Gruppi, per una

parte in misura eguale e per l'altra in misura proporzionale alla consistenza degli stessi, i quattro

quinti del tempo complessivamente disponibile per le diverse fasi di esame. Il tempo restante è

riservato agli interventi che i deputati chiedano di svolgere a titolo personale, comunicandolo prima

dell'inizio della discussione. Il tempo attribuito al Gruppo misto è ripartito fra le componenti

politiche in esso costituite, avendo riguardo alla loro consistenza numerica. Per l'esame dei disegni

di legge d'iniziativa del Governo, la Conferenza dei presidenti di Gruppo riserva ai Gruppi

8

appartenenti alle opposizioni una quota del tempo disponibile più ampia di quella attribuita ai

Gruppi della maggioranza.

8. Ove si proceda alla ripartizione dei tempi per le discussioni ai sensi dei commi 6 e 7, il tempo

attribuito al Gruppo misto è ripartito fra le componenti politiche in esso costituite, avendo riguardo

alla loro consistenza numerica.

9. Nella ripartizione dei tempi operata ai sensi del comma 7, è comunque assegnato a ciascun

Gruppo, per la discussione sulle linee generali dei progetti di legge, un tempo complessivo non

inferiore a quello previsto per un intervento dall'articolo 39, comma 1. La disposizione di cui al

periodo precedente non si applica all'esame dei disegni di legge di autorizzazione a ratificare trattati

internazionali.

10. Qualora non si raggiunga la maggioranza prevista dal comma 2, alla determinazione del tempo

disponibile per la discussione e alla conseguente ripartizione provvede il Presidente della Camera,

osservando i criteri di cui ai commi 7 e 8.

11. Nella ripartizione di cui ai commi 7 e 9, il tempo riservato agli interventi dei relatori è stabilito

distintamente per il relatore per la maggioranza e per gli eventuali relatori di minoranza. Il tempo

attribuito a questi ultimi è determinato in proporzione alla consistenza dei Gruppi che essi

rappresentano e, comunque, in misura non inferiore a un terzo di quello attribuito al relatore per la

maggioranza.

12. I termini per gli interventi svolti dai deputati a titolo personale o per richiami al regolamento

sono fissati dal Presidente.

13. Per le fasi successive alla discussione sulle linee generali dei progetti di legge costituzionale e

dei progetti di legge vertenti prevalentemente su una delle materie indicate nell'articolo 49, comma

1, le disposizioni di cui al comma 7 si applicano soltanto su deliberazione unanime della

Conferenza dei presidenti di Gruppo, ovvero nel caso in cui la discussione non riesca a concludersi

e il progetto di legge sia iscritto in un successivo calendario. Il Presidente della Camera dispone che

la disciplina di cui al presente comma si applichi, qualora ne sia fatta richiesta da parte di un

Gruppo parlamentare, per i progetti di legge riguardanti questioni di eccezionale rilevanza politica,

sociale o economica riferite ai diritti previsti dalla prima parte della Costituzione.

14. Le ripartizioni in quote di tempi e di argomenti sono computate in via tendenziale e con

riferimento alle previsioni formulate all'atto della predisposizione del calendario.

Al Senato:

Art. 55 R.S.

1. Al fine di stabilire le modalità di applicazione del programma definitivo, il presidente

predispone un calendario dei lavori e lo sottopone all'approvazione della Conferenza dei

Presidenti dei Gruppi parlamentari, cui partecipa il Governo con un proprio rappresentante.

2. Il calendario, che ha di norma cadenza mensile, reca il numero e la data delle singole sedute, con

l'indicazione degli argomenti da trattare.

3. Il calendario, se adottato all'unanimità ha carattere definitivo e viene comunicato

all'Assemblea. In caso contrario, sulle proposte di modifica decide l'Assemblea con votazione

per alzata di mano, dopo l'intervento di non più di un oratore per Gruppo e per non oltre

dieci minuti ciascuno. Il calendario definitivo è pubblicato e distribuito.

4. La procedura prevista nei commi precedenti si applica anche per l'esame e l'approvazione di

eventuali proposte di modifica al calendario. 9

5. Per la organizzazione della discussione dei singoli argomenti iscritti nel calendario, la

Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari determina di norma il tempo complessivo da

riservare a ciascun Gruppo, stabilendo altresì la data entro cui gli argomenti iscritti nel calendario

debbono essere posti in votazione.

6. Il calendario può essere modificato dal Presidente del Senato soltanto per inserirvi argomenti che,

per disposizione della Costituzione o del Regolamento, debbono essere discussi e votati in una data

ricadente nel periodo considerato dal calendario stesso.

7. L'assemblea, al termine di ogni seduta, può deliberare, su proposta del Presidente o su domanda

del governo o di otto Senatori, in relazione a situazioni sopravvenute ed urgenti, di inserire nel

calendario argomenti anche non compresi nel programma, purché non ne rendano impossibile

l'esecuzione, stabilendo, se del caso, di tenere le sedute supplementari necessarie per la loro

trattazione. Con le stesse modalità l'Assemblea può invertire l'ordine degli argomenti fissato nel

calendario. Le anzidette deliberazioni sono adottate con votazione per alzata di mano dopo

l'intervento di non più di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno.

• Determinazione dell’ordine del giorno (o.d.g.)

Art. 27, 1° comma R.C.

1. L'Assemblea, o la commissione non può discutere né deliberare su materie che non siano

all'ordine del giorno.

Art. 56, 2° comma R.S.

L'ordine del giorno è formato secondo il calendario o sulla base dello schema dei lavori.

• Partecipazione del Governo alle sedute dell’Assemblea o delle Commissioni

Art. 59 R.S.

I rappresentanti del Governo, anche se non fanno parte del Senato, hanno diritto e, se richiesti,

obbligo di partecipare alle sedute dell’assemblea o delle commissioni. 10

F .

ASE COSTITUTIVA NEL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLA LEGGE

Trasmissione della proposta di legge alla Commissione competente per materia: è compito del

Presidente dell’Assemblea in base alla programmazione dei lavori e alla conseguente

calendarizzazione dei medesimi.

Se la proposta è fatta propria da un Gruppo parlamentare, l’esame inizia entro 1 mese:

Art 76, comma 3 RC

L'esame dei progetti di legge che siano stati fatti propri da un gruppo parlamentare, mediante

formale dichiarazione del rispettivo presidente, all'atto dell'annuncio in aula, deve essere iniziato

dalla commissione entro e non oltre un mese dalla assegnazione.

• Procedimento legislativo ordinario: le Commissioni permanenti operano in sede

referente.

1) Oggetto dell’attività delle Camere in sede referente:

Art 79, commi 2, 4, 11 RC:

Il procedimento per l'esame dei progetti di legge in sede referente è costituito dall'esame

preliminare con l'acquisizione dei necessari elementi informativi, dalla formulazione del testo

degli articoli e dalla deliberazione sul conferimento del mandato a riferire all'Assemblea.

Nel corso dell'esame in sede referente, la Commissione provvede ad acquisire gli elementi di

conoscenza necessari per verificare la qualità e l'efficacia delle disposizioni contenute nel

testo. L'istruttoria prende a tal fine in considerazione i seguenti aspetti:

a) la necessità dell'intervento legislativo, con riguardo alla possibilità di conseguirne i fini

mediante il ricorso a fonti diverse dalla legge;

b) la conformità della disciplina proposta alla Costituzione, la sua compatibilità con la

normativa dell'Unione europea e il rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali;

c) la definizione degli obiettivi dell'intervento e la congruità dei mezzi individuati per

conseguirli, l'adeguatezza dei termini previsti per l'attuazione della disciplina, nonché gli oneri per

la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese;

d) l'inequivocità e la chiarezza del significato delle definizioni e delle disposizioni, nonché la

congrua sistemazione della materia in articoli e commi.

La Commissione introduce nel testo norme per il coordinamento della disciplina da esso recata

con la normativa vigente, curando che siano espressamente indicate le disposizioni

conseguentemente abrogate.

2) Relatore di maggioranza e relatori di minoranza:

Art 79, commi 12, 13, 14 RC:

Al termine della discussione la Commissione nomina un relatore, al quale conferisce il

mandato di riferire sul testo da essa predisposto; nomina altresì un Comitato di nove membri,

11

composto in modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, per la

discussione davanti all'Assemblea e per il compito indicato nel comma 3 dell'articolo 86. I Gruppi

dissenzienti possono designare, anche congiuntamente, relatori di minoranza. Ciascuna

relazione di minoranza reca un proprio testo, anche parzialmente alternativo al testo della

Commissione, formulato in articoli corrispondenti a quest'ultimo.

Le relazioni per l'Assemblea danno conto delle risultanze dell'istruttoria legislativa svolta dalla

Commissione con riguardo agli aspetti indicati nel comma 4.

La relazione della maggioranza e, se presentate, quelle di minoranza sono stampate e distribuite

almeno ventiquattro ore prima che si apra la discussione, tranne che, per urgenza, l'Assemblea

deliberi un termine più breve. Qualora l'Assemblea autorizzi la relazione orale, sono stampati e

distribuiti nello stesso termine il testo della Commissione e i testi alternativi eventualmente

presentati dai relatori di minoranza.

• L’esame in Aula

1) Discussione sulle linee generali:

Art 83, comma 1 RC:

La discussione sulle linee generali di un progetto di legge consiste negli interventi dei relatori per la

maggioranza e di quelli di minoranza, per non più di venti minuti ciascuno, del Governo e di un

deputato per Gruppo. Il Presidente concede la parola ad un deputato per ciascuna delle componenti

politiche costituite nel Gruppo misto e ai deputati che intendano esporre posizioni dissenzienti

rispetto a quelle dei propri Gruppi, stabilendo le modalità e i limiti di tempo degli interventi

2) Discussione e votazioni sui singoli articoli:

Art 85, comma 1 e 2 RC:

Chiusa la discussione sulle linee generali si passa alla discussione degli articoli. Questa consiste

nell'esame di ciascun articolo e del complesso degli emendamenti ed articoli aggiuntivi ad esso

proposti.

Ciascun deputato può intervenire nella discussione una sola volta per non più di venti minuti, anche

se sia proponente di più emendamenti, subemendamenti od articoli aggiuntivi, contestualmente

illustrandoli e pronunciandosi sugli emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi da altri

presentati. Il termine di venti minuti è raddoppiato per i progetti di legge costituzionale, di

delegazione legislativa, in materia elettorale e di autorizzazione alla ratifica di trattati

internazionali. È in facoltà del Presidente della Camera, per altri progetti di legge, di

aumentare il termine di venti minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro

particolare importanza lo richieda

3) Emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi.

Votazione su una pluralità di emendamenti: Ruolo del Presidente dell’Assemblea 12


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale tenute dalla Prof. ssa Luisa Cassetti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo degli articoli del Regolamento di Camera e Senato riguardante: presidente, gruppi parlamentari, conferenza dei presidenti dei gruppi. commissioni permanenti, organizzazione dei lavori parlamentari, procedimento di formazione delle leggi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cassetti Luisa.

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