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F .

ASE COSTITUTIVA NEL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DELLA LEGGE

Trasmissione della proposta di legge alla Commissione competente per materia: è compito del

Presidente dell’Assemblea in base alla programmazione dei lavori e alla conseguente

calendarizzazione dei medesimi.

Se la proposta è fatta propria da un Gruppo parlamentare, l’esame inizia entro 1 mese:

Art 76, comma 3 RC

L'esame dei progetti di legge che siano stati fatti propri da un gruppo parlamentare, mediante

formale dichiarazione del rispettivo presidente, all'atto dell'annuncio in aula, deve essere iniziato

dalla commissione entro e non oltre un mese dalla assegnazione.

• Procedimento legislativo ordinario: le Commissioni permanenti operano in sede

referente.

1) Oggetto dell’attività delle Camere in sede referente:

Art 79, commi 2, 4, 11 RC:

Il procedimento per l'esame dei progetti di legge in sede referente è costituito dall'esame

preliminare con l'acquisizione dei necessari elementi informativi, dalla formulazione del testo

degli articoli e dalla deliberazione sul conferimento del mandato a riferire all'Assemblea.

Nel corso dell'esame in sede referente, la Commissione provvede ad acquisire gli elementi di

conoscenza necessari per verificare la qualità e l'efficacia delle disposizioni contenute nel

testo. L'istruttoria prende a tal fine in considerazione i seguenti aspetti:

a) la necessità dell'intervento legislativo, con riguardo alla possibilità di conseguirne i fini

mediante il ricorso a fonti diverse dalla legge;

b) la conformità della disciplina proposta alla Costituzione, la sua compatibilità con la

normativa dell'Unione europea e il rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali;

c) la definizione degli obiettivi dell'intervento e la congruità dei mezzi individuati per

conseguirli, l'adeguatezza dei termini previsti per l'attuazione della disciplina, nonché gli oneri per

la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese;

d) l'inequivocità e la chiarezza del significato delle definizioni e delle disposizioni, nonché la

congrua sistemazione della materia in articoli e commi.

La Commissione introduce nel testo norme per il coordinamento della disciplina da esso recata

con la normativa vigente, curando che siano espressamente indicate le disposizioni

conseguentemente abrogate.

2) Relatore di maggioranza e relatori di minoranza:

Art 79, commi 12, 13, 14 RC:

Al termine della discussione la Commissione nomina un relatore, al quale conferisce il

mandato di riferire sul testo da essa predisposto; nomina altresì un Comitato di nove membri,

11

composto in modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, per la

discussione davanti all'Assemblea e per il compito indicato nel comma 3 dell'articolo 86. I Gruppi

dissenzienti possono designare, anche congiuntamente, relatori di minoranza. Ciascuna

relazione di minoranza reca un proprio testo, anche parzialmente alternativo al testo della

Commissione, formulato in articoli corrispondenti a quest'ultimo.

Le relazioni per l'Assemblea danno conto delle risultanze dell'istruttoria legislativa svolta dalla

Commissione con riguardo agli aspetti indicati nel comma 4.

La relazione della maggioranza e, se presentate, quelle di minoranza sono stampate e distribuite

almeno ventiquattro ore prima che si apra la discussione, tranne che, per urgenza, l'Assemblea

deliberi un termine più breve. Qualora l'Assemblea autorizzi la relazione orale, sono stampati e

distribuiti nello stesso termine il testo della Commissione e i testi alternativi eventualmente

presentati dai relatori di minoranza.

• L’esame in Aula

1) Discussione sulle linee generali:

Art 83, comma 1 RC:

La discussione sulle linee generali di un progetto di legge consiste negli interventi dei relatori per la

maggioranza e di quelli di minoranza, per non più di venti minuti ciascuno, del Governo e di un

deputato per Gruppo. Il Presidente concede la parola ad un deputato per ciascuna delle componenti

politiche costituite nel Gruppo misto e ai deputati che intendano esporre posizioni dissenzienti

rispetto a quelle dei propri Gruppi, stabilendo le modalità e i limiti di tempo degli interventi

2) Discussione e votazioni sui singoli articoli:

Art 85, comma 1 e 2 RC:

Chiusa la discussione sulle linee generali si passa alla discussione degli articoli. Questa consiste

nell'esame di ciascun articolo e del complesso degli emendamenti ed articoli aggiuntivi ad esso

proposti.

Ciascun deputato può intervenire nella discussione una sola volta per non più di venti minuti, anche

se sia proponente di più emendamenti, subemendamenti od articoli aggiuntivi, contestualmente

illustrandoli e pronunciandosi sugli emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi da altri

presentati. Il termine di venti minuti è raddoppiato per i progetti di legge costituzionale, di

delegazione legislativa, in materia elettorale e di autorizzazione alla ratifica di trattati

internazionali. È in facoltà del Presidente della Camera, per altri progetti di legge, di

aumentare il termine di venti minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro

particolare importanza lo richieda

3) Emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi.

Votazione su una pluralità di emendamenti: Ruolo del Presidente dell’Assemblea 12

Art 85, comma 8 RC:

Qualora siano stati presentati ad uno stesso testo una pluralità di emendamenti, subemendamenti o

articoli aggiuntivi tra loro differenti esclusivamente per variazione a scalare di cifre o dati o

espressioni altrimenti graduate, il Presidente pone in votazione quello che più si allontana dal

testo originario e un determinato numero di emendamenti intermedi sino all'emendamento

più vicino al testo originario, dichiarando assorbiti gli altri. Nella determinazione degli

emendamenti da porre in votazione il Presidente terrà conto dell'entità delle differenze tra gli

emendamenti proposti e della rilevanza delle variazioni a scalare in relazione alla materia oggetto

degli emendamenti. Qualora il Presidente ritenga opportuno consultare l'Assemblea, questa decide

senza discussione per alzata di mano. È altresì in facoltà del Presidente di modificare l'ordine delle

votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell'economia o della chiarezza delle votazioni stesse

3.1. Emendamenti proposti dal parlamentare in dissenso con il gruppo di appartenenza:

Art 85 bis, comma 3:

Il Presidente può inoltre porre in votazione gli emendamenti, gli articoli aggiuntivi e i

subemendamenti, dei quali riconosca la rilevanza, presentati da deputati che dichiarino di

dissentire dai rispettivi Gruppi.

3) Votazione finale

Art 91 RC:

1. La votazione finale sul progetto di legge ha luogo immediatamente dopo la discussione e la

votazione degli articoli e viene effettuata a norma dell'articolo 49.

2. Il Presidente può però rinviare la votazione finale ad una successiva seduta.

3. Il Presidente può far procedere alle votazioni contemporanee di più progetti di legge. In tal caso i

deputati che intendono astenersi su qualcuno dei progetti in votazione devono dichiararlo ai

segretari prima del voto.

Art. 49 R.C.: Scrutinio palese (regola generale) e scrutinio segreto (eccezione):

1. Le votazioni hanno luogo a scrutinio palese. Sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni

riguardanti le persone, nonché, quando ne venga fatta richiesta ai sensi dell'articolo 51, quelle che

incidono sui princìpi e sui diritti di libertà di cui agli articoli 6, da 13 a 22 e da 24 a 27 della

Costituzione, sui diritti della famiglia di cui agli articoli 29, 30 e 31, comma secondo, e sui

diritti della persona umana di cui all'articolo 32, comma secondo, della Costituzione. Sono

altresì effettuate a scrutinio segreto, sempre che ne venga fatta richiesta, le votazioni sulle

modifiche al regolamento, sull'istituzione di Commissioni parlamentari di inchiesta, sulle leggi

ordinarie relative agli organi costituzionali dello Stato (Parlamento, Presidente della

Repubblica, Governo, Corte costituzionale) e agli organi delle regioni, nonché sulle leggi

elettorali (1).

1-bis. Non è consentito lo scrutinio segreto nelle votazioni concernenti la legge finanziaria, le

leggi di bilancio, le leggi collegate, previste dalla legge 23 agosto 1988, n. 362, e tutte le

deliberazioni che abbiano comunque conseguenze finanziarie. 13

1-ter. Nelle Commissioni hanno luogo a scrutinio segreto soltanto le votazioni riguardanti

persone.

1-quater. La votazione finale delle leggi avviene a scrutinio palese, salvo i casi previsti dal comma

1, mediante procedimento elettronico con registrazione dei nomi.

1-quinquies. Lo scrutinio segreto può essere richiesto solo sulle questioni strettamente attinenti ai

casi previsti nel comma 1. In relazione al carattere composito dell'oggetto, può essere richiesta la

votazione separata della parte da votare a scrutinio segreto.

1-sexies. In caso di dubbio sull'oggetto della deliberazione, per la quale sia stato richiesto lo

scrutinio segreto, decide il Presidente della Camera, sentita, qualora lo ritenga necessario, la Giunta

per il regolamento.

2. Nello scrutinio palese i voti sono espressi per alzata di mano, per divisione nell'aula o per

votazione nominale.

3. Nello scrutinio segreto i voti sono espressi deponendo nelle urne pallina bianca o pallina nera,

ovvero, se si tratti di elezioni, apposita scheda.

4. Nello scrutinio palese e nello scrutinio segreto i voti possono essere altresì espressi mediante

procedimenti elettronici.

5. Quando si deve procedere a votazione mediante procedimento elettronico, il Presidente ne dà

preavviso con almeno venti minuti di anticipo. Nei casi previsti nel primo e nel quarto comma

dell'art. 53 il preavviso è ridotto a 5 minuti. Il preavviso non è ripetuto quando nel corso della stessa

seduta si effettuino altre votazioni mediante procedimento elettronico.

(1) I commi da 1 a 1 sexies così sostituiscono l’originario comma 1 per effetto della del. Camera 13

ottobre 1988.

• Procedimento legislativo decentrato

1) Commissione in sede deliberante/legislativa: presupposti per assegnazione alla sede

legislativa. La proposta del Presidente dell’Assemblea per i progetti di legge che non hanno

“speciale rilevanza di ordine generale. L’opposizione del Governo o di un decimo dei

componenti della Camera e assegnazione del progetto di legge alla sede referente

(procedimento legislativo ordinario)

Art 92 RC:

1. Quando un progetto di legge riguardi questioni che non hanno speciale rilevanza di ordine

generale il Presidente può proporre alla Camera che il progetto sia assegnato a una commissione

permanente o speciale, in sede legislativa, per l'esame e l'approvazione. La proposta è iscritta

all'ordine del giorno della seduta successiva; se vi è opposizione, la Camera sentiti un oratore contro

e uno a favore, vota per alzata di mano. Alla votazione non si fa luogo e il progetto è assegnato in

sede referente se l'opposizione è fatta dal Governo o da un decimo dei componenti della Camera. La

stessa procedura può essere adottata per i progetti di legge che rivestano particolare urgenza.

2. La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte dell'Assemblea è sempre

adottata per i progetti di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione

14

legislativa, autorizzazione a ratificare trattati internazionali, approvazione di bilanci e consuntivi

(Cfr. art.72, co.4 Cost.)

3. Durante i periodi di aggiornamento il Presidente della Camera comunica ai singoli deputati la

proposta di assegnazione di provvedimenti in sede legislativa, almeno otto giorni prima della data di

convocazione della commissione competente. Se entro tale data il Governo, un presidente di

Gruppo o dieci deputati si oppongono, la proposta di assegnazione è iscritta all'ordine del giorno

della prima seduta dell'Assemblea ai fini del primo comma del presente articolo.

4. Un progetto di legge è rimesso all'Assemblea se il Governo o un decimo dei deputati o un

quinto della commissione lo richiedano. (Cfr. art.72,co.3 Cost.)

5. La richiesta prevista nel precedente comma può essere presentata al Presidente della Camera

prima che il progetto sia stato iscritto all'ordine del giorno della Commissione. Dopo tale termine, la

richiesta è presentata al presidente della commissione.

6. Il Presidente della Camera può proporre all'Assemblea il trasferimento di un progetto di legge,

già assegnato in sede referente, alla medesima Commissione in sede legislativa. Tale proposta del

Presidente deve essere preceduta dalla richiesta unanime dei rappresentanti dei Gruppi nella

Commissione o di più dei quattro quinti dei componenti la Commissione stessa, dall'assenso del

Governo e dai pareri, effettivamente espressi, delle Commissioni affari costituzionali, bilancio e

lavoro, che devono essere consultate a norma del comma 2 dell'articolo 93, nonché delle

Commissioni il cui parere sia stato richiesto ai sensi del comma 1-bis dell'articolo 73.

Art 35 RS:

1. Fatta eccezione per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale, per quelli di

delegazione legislativa, di conversione di decreti-legge, di autorizzazione a ratificare trattati

internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi e per i disegni di legge rinviati alle Camere ai

sensi dell'art. 74 della Costituzione, per i quali sono sempre obbligatorie la discussione e la

votazione da parte dell'assemblea, il Presidente può assegnare, dandone comunicazione al

Senato, singoli disegni di legge alla deliberazione delle stesse commissioni permanenti che

sarebbero competenti a riferire all'assemblea, o di commissioni speciali.

2. Fino al momento della votazione finale, tuttavia, il disegno di legge è rimesso all'assemblea

se il Governo o un decimo dei componenti del Senato o un quinto dei componenti della

commissione richiedano al Presidente del Senato, o, a discussione già iniziata, al presidente della

commissione, che il disegno di legge stesso sia discusso e votato dall'assemblea oppure che sia

sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto, con le modalità e nei limiti di

cui al comma 2 dell'art. 109. Il disegno di legge è rimesso all'assemblea anche nell'ipotesi prevista

dai comuni 4 e 5 dell'art. 40.

N.B.: Al Senato il Presidente dell’Assemblea procede all’assegnazione della proposta/disegno legge

alla Commissione in sede deliberante (non c’è possibilità di opposizione preventiva).

Resta però salva la regola prevista all’art 72, comma 3 Cost (riprodotta dallo stesso art. 35 RS,

comma 2) 15

• Art.72, co.3 Cost.

(Il regolamento parlamentare) Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei

disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in tal modo da

rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua

approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei

componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla

Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto.

Necessità di acquisire pareri obbligatori da parte di altre Commissioni permanenti:

Art 40 RS, commi 1-3: a

1. Sono assegnati alla 14 Commissione permanente, per il parere, i disegni di legge di cui

all’articolo 23, comma 3, deferiti ad altre commissioni, nonché i disegni di legge che

disciplinano le procedure di adeguamento dell’ordinamento interno alla normativa

comunitaria

2. Sono assegnati alla 1° Commissione permanente, per il parere, i disegni di legge deferiti

ad altre commissioni che presentino aspetti rilevanti in materia costituzionale o che

attengano all’organizzazione della pubblica amministrazione.

3. Sono assegnati per il parere alla 5° Commissione permanente i disegni di legge deferiti

ad altre Commissioni che comportino nuove o maggiori spese o diminuzioni di entrate e

che contengano disposizioni rilevanti ai fini delle direttive e delle previsioni del

programma di sviluppo economico.

Pareri vincolanti di altre Commissioni permanenti (v. parere vincolante della Commissione

bilancio, della 1° Commissione e della 14° Commissione):

Art 40, commi 5-6 RS (se la Commissione permanente per materia non si uniforma, il disegno di

legge è rimesso all’esame dell’assemblea):

5. Quando la 5ª Commissione permanente esprime parere scritto contrario

all'approvazione di un disegno di legge che importi nuove o maggiori spese o diminuzione di

entrate e che sia stato assegnato in sede deliberante o redigente ad altra Commissione, motivando

la sua opposizione con la insufficienza delle corrispettive quantificazioni o della copertura

finanziaria, secondo le prescrizioni dell'articolo 81, ultimo comma, della Costituzione e delle

vigenti disposizioni legislative, il disegno di legge è rimesso all'Assemblea qualora la

Commissione competente per materia non si uniformi al suddetto parere.

6. Gli stessi effetti produce il parere scritto contrario espresso dalla 1ª Commissione

permanente nelle ipotesi di cui al comma secondo del presente articolo, nonché il parere

contrario della 14° commissione permanente nelle ipotesi di cui al primo comma, qualora la

commissione competente per materia non si uniformi al suddetto parere. 16

• Procedimento legislativo misto (commissione in sede redigente)

Alla Camera, l’Assemblea deferisce ad una Commissione permanente il compito di redigere

l’articolato del testo, indicando talora anche i criteri per la redazione del medesimo. L’Assemblea si

riserva quindi di approvare gli articoli senza dichiarazioni di voto e procede alla votazione finale

dell’intero testo con dichiarazioni di voto:

Art 96 RC:

1. L'Assemblea può decidere, prima di passare all'esame degli articoli, di deferire alla competente

Commissione permanente o speciale la formulazione, entro un termine determinato, degli

articoli di un progetto di legge, riservando a sé medesima l'approvazione senza dichiarazioni

di voto dei singoli articoli nonché l'approvazione finale del progetto di legge con dichiarazioni

di voto.

2. Il deferimento del progetto di legge può altresì essere deliberato dall'Assemblea su richiesta

unanime dei rappresentanti dei Gruppi nella Commissione o di più dei quattro quinti dei

componenti la Commissione medesima, accompagnata dai pareri, effettivamente espressi, delle

Commissioni affari costituzionali, bilancio e lavoro, che devono essere consultate a norma del

comma 2 dell'art. 93.

3. L'Assemblea può stabilire, all'atto del deferimento, con apposito ordine del giorno della

commissione, criteri e princìpi direttivi per la formulazione del testo degli articoli.

L'Assemblea delibera per alzata di mano. È consentita una dichiarazione di voto, per non più di

cinque minuti, ad un deputato per Gruppo.

4. Alla discussione nelle Commissioni in sede redigente si applicano le norme dell'art. 94, commi 1,

2 e 3, primo periodo. Qualora vi sia stato parere negativo della Commissione affari costituzionali,

della Commissione bilancio o della Commissione lavoro, anche su singole parti o articoli del

progetto di legge, e la Commissione di merito non vi si sia uniformata, il Presidente della

Commissione che ha dato parere negativo ne fa illustrazione all'Assemblea subito dopo il relatore

del progetto di legge, e presenta un apposito ordine del giorno. Su tale ordine del giorno

l'Assemblea delibera, sentito un oratore a favore e uno contro per non più di cinque minuti

ciascuno, con votazione nominale elettronica. In caso di approvazione, la Commissione di merito

riesamina il progetto di legge per uniformarlo al parere della Commissione affari costituzionali,

bilancio o lavoro e il procedimento in Assemblea ha inizio nella seduta successiva.

5 – 6. (Omissis)

Al Senato, invece, l’Aula si limita a fare la votazione finale con le sole dichiarazioni di voto:

Art 36 RS:

1. Salve le eccezioni previste dal primo comma dell'art. 35, il Presidente può, dandone

comunicazione al Senato, assegnare in sede redigente alle commissioni permanenti o a commissioni

speciali disegni di legge per la deliberazione dei singoli articoli, riservata all'assemblea la votazione

finale con sole dichiarazioni di voto, con le modalità e nei limiti di cui al comma 2 dell'art. 109. 17

2. Entro otto giorni dalla comunicazione al Senato dell'avvenuta assegnazione, otto senatori

possono chiedere che l'esame in commissione sia preceduto da una discussione in assemblea per

fissare, con apposito ordine del giorno, i criteri informatori a cui la commissione dovrà attenersi

nella formulazione del testo. Sulla richiesta l'assemblea delibera per alzata di mano, senza

discussione. Se la richiesta è accolta, il disegno di legge viene inserito nel programma dei lavori per

essere iscritto all'ordine del giorno dell'assemblea per la discussione anzidetta.

3. Fino al momento della votazione finale da parte dell'assemblea, il disegno di legge è

sottoposto alla procedura normale di esame e di approvazione qualora ne facciano richiesta il

Governo o un decimo dei componenti del Senato o un quinto dei componenti della commissione, o

quando si verifichi l'ipotesi prevista dai commi 4 e 5 dell'art. 40.

N.B.: Anche nel procedimento misto, resta salva l’applicabilità dell’art. 72, comma 3 Cost.

riprodotto nell’

Art 36, comma 3 RS:

Fino al momento della votazione finale da parte dell'assemblea, il disegno di legge è sottoposto

alla procedura normale di esame e di approvazione qualora ne facciano richiesta il Governo o

un decimo dei componenti del Senato o un quinto dei componenti della commissione, o quando

si verifichi l'ipotesi prevista dai commi 4 e 5 dell'art. 40.

NB: Non è ammesso né il procedimento decentrato, né quello misto per i progetti di cui all’art

72, comma 4 Cost.

I regolamenti parlamentari estendono tale vincolo costituzionale:

1) per l’esame dei disegni di legge di conversione dei decreti legge:

Art 96 bis, comma 1 RC (sede referente):

Il Presidente della Camera assegna i disegni di legge di conversione dei decreti-legge alle

Commissioni competenti, in sede referente, il giorno stesso della loro presentazione o

trasmissione alla Camera e ne dà notizia all'Assemblea nello stesso giorno o nella prima

seduta successiva, da convocarsi anche appositamente nel termine di cinque giorni dalla

presentazione, ai sensi del secondo comma dell'articolo 77 della Costituzione. La proposta di

diversa assegnazione, ai sensi del comma 1 dell'articolo 72, deve essere formulata all'atto

dell'annunzio dell'assegnazione e l'Assemblea delibera per alzata di mano, sentiti un oratore contro

e uno a favore per non più di cinque minuti ciascuno. I disegni di legge di cui al presente articolo

sono altresì assegnati al Comitato per la legislazione di cui all'articolo 16-bis, che, nel termine di

cinque giorni, esprime parere alle Commissioni competenti, anche proponendo la soppressione delle

disposizioni del decreto-legge che contrastino con le regole sulla specificità e omogeneità e sui

limiti di contenuto dei decreti-legge, previste dalla vigente legislazione.

2) per l’esame delle leggi rinviate dal Capo dello Stato ai sensi dell’art 74 Cost: 18

Art 71 RC:

Se il Presidente della Repubblica, a norma dell'articolo 74 della Costituzione, chiede alle Camere

con messaggio motivato una nuova deliberazione sopra un progetto di legge già approvato, il

riesame di questo inizia presso quella Camera che in precedenza lo ha approvato per prima. Il

messaggio comunicato alla Camera è trasmesso alla commissione competente. Questa riferisce

sul progetto di legge all'Assemblea, la quale può limitare la discussione alle parti che formano

oggetto del messaggio. Il progetto di legge è sottoposto a votazione articolo per articolo e alla

votazione finale.

Art 136 RS:

Se il Presidente della Repubblica, a norma dell'art. 74 della Costituzione, chiede alle Camere con

messaggio motivato, (1) una nuova deliberazione sopra un disegno di legge già approvato, questo

viene riesaminato dalle Camere con lo stesso ordine seguito nella prima approvazione.

Il messaggio comunicato al Senato è trasmesso alla commissione competente. Questa

riferisce sul disegno di legge all'assemblea, la quale può limitare la discussione alle parti che

formano oggetto del messaggio. Il disegno di legge è sottoposto a votazione articolo per

articolo, e, quindi, nel suo complesso.

Regole per la deliberazione

1) Quorum deliberativo:

Maggioranza richiesta per deliberare:

Art 48 RC:

Le deliberazioni dell'Assemblea e delle commissioni sono adottate a maggioranza dei presenti,

salvo i casi per i quali è stabilita una maggioranza speciale.

Ai fini del precedente comma sono considerati presenti coloro che esprimono voto favorevole o

contrario.

I segretari tengono nota dei votanti coloro che abbiano dichiarato di astenersi nel caso del terzo

comma dell'articolo 46.

La maggioranza dei presenti è la regola per le deliberazioni in assemblea ed in Commissione.

Alla Camera sono considerati presenti coloro che votano favorevoli o contrari: gli astenuti sono

considerati assenti.

Al Senato, invece, le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei partecipanti al voto (quindi

chi si astiene per essere considerato assente deve uscire dall’Aula). 19


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale tenute dalla Prof. ssa Luisa Cassetti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo degli articoli del Regolamento di Camera e Senato riguardante: presidente, gruppi parlamentari, conferenza dei presidenti dei gruppi. commissioni permanenti, organizzazione dei lavori parlamentari, procedimento di formazione delle leggi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cassetti Luisa.

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