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C C ; sezioni unite civili; ordinanza 15 febbraio 2011, n.3 670; Pres.

ORTE DI ASSAZIONE

VITTORIA; est. PICCIALLI; P.M. R.G.RUSSO; Comune di Brescia (Avv. DI AMATO,

MARICONDA, BATTAGLIA) c. Helal e altri (Avv. GENTILI, POLIZZI, GUARISO).

Regolamento di giurisdizione.

Straniero – Discriminazione per motivi razziali – Atto discriminatorio della pubblica

amministrazione – Azione civile contro la discriminazione – Giurisdizione ordinaria –

Questione di legittimità costituzionale – Manifesta infondatezza. (Cost., art. 3, 97, 103, 113;

cod.proc.civ., art. 669 octies; l. 20 marzo 1865 n. 2248, all. E, abolizione del contenzioso

amministrativo, art. 4; d.leg. 25 luglio 1998 n. 286, t.u. delle disposizioni concernenti la disciplina

dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, art. 44; d.leg. 9 luglio 2003 n.215,

Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente

dalla razza e dall'origine etnica, art. 3, 4, 4 bis; d.l. 8 aprile 2008 n. 59, disposizioni urgenti per

l’attuazione di obblighi comunitari e l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle

Comunità europee, art. 8 sexies; l. 6 giugno 2008, n. 101, conversione in legge, con modificazioni,

del d.l. 8 aprile 2008, n. 59, art.1)

In tema di tutela avverso atti o comportamenti discriminatori per motivi di razza o di origine

etnica, ovvero posti in essere quale reazione ad una qualsiasi attività diretta ad ottenere la parità

di trattamento, sussiste la giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria non solo con riferimento

al procedimento di natura cautelare previsto dall’art. 44 d.leg. 286/1998 e dagli art. 4 e 4 bis d.leg.

215/2003, ma anche con riferimento alla successiva fase cognitiva di merito, a nulla rilevando che

il dedotto comportamento discriminatorio consista nell’emanazione di un atto amministrativo; né

ciò giustifica dubbi sulla legittimità costituzionale della normativa in discorso, con riferimento, in

particolare, agli art.97, 103 e 113 Cost., giacché in tale ipotesi il giudice ordinario deve limitarsi a

decidere la controversia valutando il provvedimento amministrativo denunziato, disattendendolo,

tamquam non esset, e adottando i conseguenti provvedimenti idonei a rimuoverne gli effetti, ove

confermato lesivo del principio di non discriminazione od integrante gli estremi della illegittima

reazione, senza tuttavia interferire nelle potestà della pubblica amministrazione, se non nei

consueti e fisiologici limiti ordinamentali della disapplicazione incidentale ai fini della tutela dei

diritti soggettivi controversi. (1)

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(1) La Corte di cassazione interviene nella vicenda del c.d. bonus bebé, prima istituito dal Comune di Brescia (con

l’espressa finalità di far fronte al problema della bassa natalità delle famiglie cittadine meno abbienti), ponendo tuttavia

come condizione (oltre ad un certo limite di reddito) che almeno uno dei genitori fosse cittadino italiano e residente nel

comune da non meno di due anni, e successivamente revocato, indistintamente per tutte le famiglie, in seguito

all’accoglimento da parte del giudice bresciano (v. Trib. Brescia, ord. 26 gennaio 2009, Foro it., Rep.2009, voce Diritti

politici e civili, n. 116, confermata dal collegio in sede di reclamo con ord. 20 febbraio 2009, ibid., n.115: entrambi i

provvedimenti sono commentati da F.RIZZI, in Riv.critica dir.lav., 2009, 277) del ricorso cautelare ex art.44 d.leg.

286/98 e 4 d.leg. 215/03 proposto da alcuni immigrati extracomunitari, che si ritenevano discriminati dal

provvedimento per motivi di razza od origine etnica. Tale revoca, peraltro, è stata anch’essa ritenuta lesiva della

normativa in discorso, in quanto qualificabile non già come legittimo esercizio del potere di autotutela della pubblica

1 prof. Giorgio Costantino

D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riproduce un commento del giudice del Tribunale di Milano, Domenico Piombo alla sentenza n. 3670 emessa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 2011. Spetta al giudice ordinario conoscere le cause per atti o comportamenti discriminatori per motivi di razza anche se la lesione proviene da un provvedimento amministrativo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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