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Bilancio sociale - linee guida per le AP Appunti scolastici Premium

Il presente documento fa riferimento al corso di Geografia e Governance dei processi di sviluppo tenuto dal prof. Lefebvre. All'interno, si trovane le Linee guida specifiche per il settore pubblico che Il Formez, su incarico del Dipartimento della Funzione Pubblica, ha realizzato, nell’ambito del Progetto Governance, per la redazione del bilancio sociale.... Vedi di più

Esame di GEOGRAFIA E GOVERNANCE DEI PROCESSI DI SVILUPPO docente Prof. C. Lefebvre

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ESTRATTO DOCUMENTO

BILANCIO SOCIALE

LINEE GUIDA

PER LE AMMINISTRAZIONI

PUBBLICHE

INTRODUZIONE

Oggi si assiste ad una crescente attenzione da parte delle

amministrazioni pubbliche al tema della responsabilità sociale. In

Italia, numerose amministrazioni hanno avviato recentemente la

sperimentazione di nuove forme di rendicontazione, cercando di

innovare profondamente il modo con il quale rendere trasparente

e comunicare ai cittadini – e più in generale ai diversi

interlocutori esterni ed interni – ciò che l’amministrazione ha

realizzato, le sue scelte, le azioni, e i risultati conseguiti. Si tratta

di una modalità volta a far propria, anche in un contesto

pubblico, la logica della responsabilità sociale, secondo la quale

ogni istituzione è responsabile degli effetti che la propria azione

produce nei confronti dei suoi interlocutori e della comunità. Tale

responsabilità richiede di dar conto della propria azione ai

diversi interlocutori, costruendo con essi un rapporto fiduciario e

di dialogo permanente.

In ambito pubblico la responsabilità sociale coincide con la

finalità istituzionale di ogni singola amministrazione, che per

propria natura è chiamata a generare con la propria azione effetti

positivi nei confronti di una comunità. Diventa quindi di grande

interesse e attualità introdurre forme innovative di

rendicontazione, che possano superare i limiti informativi e

comunicativi della rendicontazione economico-finanziaria.

Negli ultimi anni, il bilancio sociale è stato lo strumento

maggiormente adottato, in modo volontario, dalle

amministrazioni pubbliche per sperimentare nuove forme di

rendicontazione. Il bilancio sociale è, infatti, uno strumento con

cui in modo sintetico l’amministrazione può rendere trasparenti

le scelte fatte, le azioni realizzate, le risorse impiegate e i risultati

raggiunti, dando così la possibilità al cittadino di formulare un

proprio giudizio sull’attività posta in essere dall’amministrazione

e sulla sua affidabilità nel rispettare gli impegni presi. Di

conseguenza, si avverte la necessità di supportare questo

processo, di farlo crescere, di fare in modo che il bilancio sociale

nelle amministrazioni pubbliche non sia una mera operazione di

comunicazione, ma una pratica rigorosa ed efficace.

Pertanto, il Dipartimento della Funzione Pubblica, per colmare un

deficit di riferimenti e una domanda crescente di supporto

metodologico da parte delle amministrazioni, ha emanato la

Direttiva sulla rendicontazione sociale. L’obiettivo è fornire le

amministrazioni pubbliche di principi generali cui uniformare le

pratiche di bilancio sociale.

L’emanazione della Direttiva si colloca in continuità con altre

iniziative progettuali avviate dal Dipartimento della Funzione

Pubblica, tra le quali, nell’ambito del Programma Cantieri, vi è

stata, nel 2004, la pubblicazione di un Manuale per la

realizzazione del bilancio sociale nelle amministrazioni pubbliche

dal titolo “Rendere conto ai cittadini”, che ha consentito, nel

corso del 2005, una sperimentazione del bilancio sociale in un

centinaio circa di amministrazioni pubbliche di diversi livelli di

governo.

In seguito a tali esperienze, il Formez ha proseguito, per conto del

Dipartimento, l’azione di supporto alle amministrazioni sul tema

del bilancio sociale. Ha, infatti, promosso una linea di intervento

che intende rafforzare il processo di promozione e sostegno di

pratiche di responsabilità sociale e di rendicontazione ai cittadini

attraverso la redazione del bilancio sociale da parte delle

amministrazioni pubbliche, fornendo loro delle norme e dei

principi e un supporto informativo per l’ adozione.

Nell’ambito di queste attività, il Formez ha elaborato le Linee

Guida specifiche per il settore pubblico che il Dipartimento ha

ritenuto di inserire, come parte integrante, nella Direttiva

pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 63 del 16

marzo 2006.

La Direttiva e le Linee Guida, presentate in questo volume,

nonché la successiva attività di diffusione e formazione,

consentono, dunque, di rafforzare una politica del Dipartimento

finalizzata a promuovere e sostenere pratiche e strumenti di

responsabilità sociale e di rendicontazione ai cittadini e alle

imprese da parte delle amministrazioni pubbliche.

Federico Basilica

Capo del Dipartimento della Funzione Pubblica

L’IMPEGNO DEL FORMEZ

SULLA RENDICONTAZIONE

E BILANCIO SOCIALE

Il Formez, su incarico del Dipartimento della Funzione Pubblica,

ha realizzato, nell’ambito del Progetto Governance, le Linee guida

per la redazione del bilancio sociale specifiche per il settore

pubblico, con l’obiettivo di colmare un deficit di riferimenti e una

domanda crescente di supporto metodologico da parte delle

amministrazioni.

Queste Linee guida hanno lo scopo di indirizzare le pratiche di

bilancio sociale delle amministrazioni pubbliche attraverso

l’individuazione di principi generali, definendone in particolare il

significato, le finalità, i principali contenuti, il processo di

realizzazione e i criteri di impiego. Al fine di garantire

omogeneità di pratiche e il rispetto di requisiti minimi di validità

e di confrontabilità dei bilanci sociali.

Il Formez inoltre, con le Linee guida, intende fornire alle

amministrazioni pubbliche indicazioni chiare su come inserire

strutturalmente il bilancio sociale nei processi

dell’amministrazione e quindi su come integrare

progressivamente la realizzazione del bilancio sociale con i

processi decisionali, gestionali e di comunicazione

dell’amministrazione. Dalle Linee guida ci si attende, infine, lo

sviluppo delle conoscenze e delle competenze relative al bilancio

sociale all’interno delle amministrazioni; e la crescita della

cultura della trasparenza e della rendicontazione ai cittadini da

parte delle amministrazioni, del loro interesse e del loro impegno

ad adottare strumenti innovativi di rendicontazione.

Oltre a contribuire all’adozione di un metodo condiviso, le Linee

guida mirano a far crescere una cultura e una pratica della

rendicontazione sempre più matura, consapevole e rigorosa, per

rendere il bilancio sociale uno strumento reale, coerente ed

efficace di informazione e di comunicazione ai cittadini delle

attività e dei risultati delle amministrazioni pubbliche.

Il progetto realizzato con la collaborazione di FormAutonomie

S.p.A. società del gruppo Formez, tra dicembre 2004 e luglio

2005, ha visto un Comitato Tecnico-Scientifico, presieduto dal

Formez e composto dalle principali istituzioni interessate

(Dipartimento della Funzione Pubblica, Ministero dell’Interno,

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero

dell’Economia e delle Finanze, Conferenza Stato-Regioni, ANCI,

UPI, Uncem, Lega delle Autonomie, Unioncamere, Gruppo

Bilancio Sociale), verificare e validare un corpo di principi

comuni per la redazione del bilancio sociale per le

amministrazioni pubbliche. Le Linee guida sono state elaborate

da parte di un Gruppo di esperti, che hanno lavorato sulla base di

una ricognizione attenta degli approcci e delle esperienze più

significative di bilancio sociale attualmente disponibili in ambito

pubblico. Carlo Flamment

Presidente Formez

COMITATO TECNICO SCIENTIFICO CHE HA APPROVATO IL DOCUMENTO

Presidente

Carlo Conte nominato dal Formez

Riccardo Carpino nominato dal Ministero per gli Affari regionali

Gaetana Celico nominato dal Formez

Carlo Conte nominato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze

Stefania Dota nominato dall’ANCI

Luciano Hinna nominato dal Formez

Marco Lacchini nominato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Barbara Luisi nominato dall’UPI

Francesco Montemurro nominato dalla Lega delle Autonomie

Michelangelo Nigro nominato dall’UNCEM

Andrea Sammarco nominato da Unioncamere

Ferruccio Sepe nominato dal Dipartimento della Funzione Pubblica

Riccardo Ubaldi nominato dal Ministero dell’Interno

Francesco Vermiglio nominato dal Gruppo di studio Bilancio Sociale

Giovanni Vetritto nominato dal Dipartimento della Funzione Pubblica

ESPERTI CHE HANNO ELABORATO IL DOCUMENTO

Angelo Tanese coordinatore

Claudio Badalotti Emiliano Di Filippo Lino Sartori

Mauro Bellesia Carla Falconi Raffaele Trequattrini

Massimo Biagi Marco Meneguzzo Mario Viviani

Luca Bisio Cristiana Rogate

Sandro Bonaceto Giovanni Rubini

Giovanni Cerulli Stefano Santori

Responsabile del progetto Giuseppe Raviglia

Hanno collaborato

Massimo Angelaccio Claudia Ilardi

Ida De Micco Maria Concetta Napolitano

Paolo Esposito Giordana Restuccia

Documento approvato in data 30 giugno 2005

Un ringraziamento a tutti coloro che con professionalità e dedizione

hanno collaborato alla stesura delle Linee guida. Carlo Conte

Vicedirettore generale Formez

INDICE

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE

PUBBLICA SULLA RENDICONTAZIONE

SOCIALE NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE p. 1

BILANCIO SOCIALE

LINEE GUIDA

PER LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE p. 13

PRESENTAZIONE p. 15

PRIMA PARTE

Finalità e caratteristiche del bilancio sociale p. 17

SECONDA PARTE

Contenuti del bilancio sociale p. 23

TERZA PARTE

Realizzazione del bilancio sociale p. 29

DIRETTIVA DEL MINISTRO

DELLA FUNZIONE PUBBLICA

SULLA RENDICONTAZIONE

SOCIALE NELLE

AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE 1

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA

RENDICONTAZIONE SOCIALE

NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

A tutti i Ministeri

- Uffici di Gabinetto

- Uffici per le relazioni con il pubblico

Alle Aziende ed amministrazioni autonome dello Stato

A tutti gli Enti pubblici non economici

Al Consiglio di Stato – Segretariato Generale

Alla Corte dei Conti - Segretariato Generale

All’Avvocatura generale dello Stato – Segretariato Generale

Agli organismi di valutazione di cui al d.lgs. 286/1999

Agli uffici centrali del bilancio

Alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione

Al Formez

All’A.R.A.N.

e, per conoscenza

A tutte le Regioni

A tutte le Province

A tutti i Comuni

Alla Presidenza della Repubblica – Segretariato Generale

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Segretariato Generale

All’A.N.C.I.

All’U.P.I.

All’U.N.C.E.M.

Alla Conferenza dei Rettori delle università italiane 3

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA

VISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante “Disciplina dell’atti-

vità di governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei

Ministri”;

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante

“Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma

dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59”;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23

luglio 2002, recante “Ordinamento delle strutture generali della

Presidenza del Consiglio dei Ministri”, ed in particolare l’art. 21

che definisce le funzioni attribuite al Dipartimento della Funzione

Pubblica;

VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente “Nuove norme in

materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai

documenti amministrativi”, che ha introdotto i principi di traspa-

renza degli atti amministrativi;

VISTA la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 gen-

naio 1994, recante “Principi sull’erogazione dei servizi pubblici”;

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, concernente

“Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monito-

raggio e di valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati delle

attività svolte dalle amministrazioni pubbliche a norma dell’artico-

lo 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59”; 5

VISTA la legge 7 giugno 2000, n. 150, recante “Disciplina delle atti-

vità di informazione e di comunicazione delle pubbliche ammini-

strazioni”;

VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme

generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle ammi-

nistrazioni pubbliche”;

VISTA la direttiva del Ministro della Funzione Pubblica 7 febbraio

2002, recante “Direttiva sulle attività di comunicazione delle pub-

bliche amministrazioni”;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6

maggio 2005, recante “Delega di funzioni del Presidente del

Consiglio dei Ministri in materia di funzione pubblica al Ministro

senza portafoglio on. Mario Baccini”;

EMANA LA PRESENTE DIRETTIVA

1. PREMESSA

Nel quadro degli indirizzi di modernizzazione delle amministra-

zioni pubbliche, particolare rilevanza assume ormai da anni l’ado-

zione di iniziative e strumenti di trasparenza, relazione, comunica-

zione ed informazione volti a costruire un rapporto aperto e profi-

cuo con cittadini ed utenti. Molte disposizioni, dalla legge

7.8.1990, n. 241, alla legge 7.6.2000, n. 150, si ispirano a questo

concetto ed hanno introdotto istituti giuridici, principi operativi e

strutture organizzative a questo scopo. Tra le iniziative che le

amministrazioni, proprio in questa logica, hanno iniziato ad adot-

tare e che si stanno sempre più diffondendo, quella dell’utilizzo di

6 tecniche di rendicontazione sociale ha particolare rilevanza e spe-

cifiche potenzialità.

La rendicontazione sociale delle amministrazioni pubbliche

risponde alle esigenze conoscitive dei diversi interlocutori, siano

essi singoli cittadini, famiglie, imprese, associazioni, altre istituzio-

ni pubbliche o private, consentendo loro di comprendere e valuta-

re gli effetti dell’azione amministrativa. Essa può essere considera-

ta come una risposta al deficit di comprensibilità dei sistemi di ren-

dicontazione pubblici in termini di trasparenza dell’azione e dei

risultati delle amministrazioni pubbliche, di esplicitazione delle

finalità, delle politiche e delle strategie, di misurazione dei risulta-

ti e di comunicazione.

Gli strumenti per effettuare la rendicontazione sociale possono

essere molteplici, a seconda degli ambiti e degli obiettivi. Tra essi,

il bilancio sociale pubblico può essere considerato il principale, in

quanto finalizzato a dar conto del complesso delle attività dell’am-

ministrazione e a rappresentare in un quadro unitario il rapporto

tra visione politica, obiettivi, risorse e risultati.

Sinora la realizzazione del bilancio sociale nelle amministrazioni

pubbliche è stato più l’esito di sperimentazioni realizzate singolar-

mente dai singoli enti che il risultato di una politica nazionale.

D’altronde si tratta di uno strumento volontario che ciascuna

amministrazione può adottare nell’ambito della propria autonomia

statutaria e organizzativa. Tuttavia, data la sua sempre più ampia

diffusione, occorre fornire riferimenti e principi generali cui le

amministrazioni che intendono adottarlo possano ispirarsi.

A questo scopo, il Dipartimento della Funzione Pubblica già negli

scorsi mesi ha realizzato, nell’ambito del Programma Cantieri, il 7

manuale “Rendere conto ai cittadini. Il bilancio sociale nelle ammi-

nistrazioni pubbliche”, strumento di indirizzo operativo e pratico

che può essere acquisito dalle amministrazioni interessate secondo

le modalità indicate sul sito www.funzionepubblica.it.

Con la presente direttiva, ed in particolare con le allegate Linee

Guida, che ne costituiscono parte integrante, si intende oggi forni-

re in maniera più puntuale i principi generali cui uniformare il

bilancio sociale, da parte delle amministrazioni pubbliche che

intendano realizzarlo, con particolare riferimento agli aspetti che

seguono.

2. OBIETTIVI DEL BILANCIO SOCIALE

Lo scopo di questa direttiva è di promuovere, diffondere e svilup-

pare nelle amministrazioni pubbliche un orientamento teso a ren-

dere accessibile, trasparente e valutabile il loro operato da parte dei

cittadini, mediante l’adozione del bilancio sociale. Il bilancio

sociale è definibile come il documento, da realizzare con cadenza

periodica, nel quale l’amministrazione riferisce, a beneficio di tutti

i suoi interlocutori privati e pubblici, le scelte operate, le attività

svolte e i servizi resi, dando conto delle risorse a tal fine utilizzate,

descrivendo i suoi processi decisionali ed operativi.

Tale strumento può incidere positivamente sul sistema di relazioni

in cui l’amministrazione è inserita. In particolare, esso può contri-

buire a migliorare:

• la dimensione contabile, in quanto può integrare e rivitaliz-

zare il sistema di rendicontazione dell’uso delle risorse eco-

nomico-finanziarie già adottato secondo le diverse discipli-

ne normative vigenti;

• la dimensione comunicativa, ponendosi, per il suo contenu-

8 to, al centro delle relazioni con i portatori di interesse;

• la dimensione della responsabilità politica, poiché si inseri-

sce nel sistema della rappresentanza, attraverso una maggio-

re trasparenza e visibilità delle scelte politiche e una possi-

bilità di valutazione della capacità di governo;

• la dimensione di funzionamento, in quanto responsabilizza

le amministrazioni alla sostenibilità della spesa pubblica,

anche con riferimento ai nuovi vincoli posti dal patto di sta-

bilità europeo e dalle azioni di risanamento del deficit pub-

blico;

• la dimensione strategico-organizzativa, come strumento effi-

cace per riorientare, nell’ottica del cittadino, i processi di

pianificazione, programmazione e controllo e per ripensare

l’assetto organizzativo dell’ente;

• la dimensione professionale, in quanto orienta l’organizza-

zione del lavoro alla consapevolezza e al miglioramento dei

risultati prodotti per i destinatari, valorizzando e sviluppan-

do le competenze e le professionalità e fornendo nuove

occasioni di motivazione e di responsabilizzazione degli

operatori.

Le sei finalità appena descritte non devono essere considerate alter-

native: in realtà il dar conto dei risultati coinvolge naturalmente

tutte le dimensioni.

3. PRESUPPOSTI DI ADOZIONE DEL BILANCIO SOCIALE

Ogni amministrazione pubblica, in quanto titolare di una funzione

di tutela di interessi e di soddisfazione di bisogni dei cittadini, ha

l’onere di rendere conto di quanto operato nei propri ambiti di

competenza. A tal fine, le amministrazioni pubbliche sperimenta-

no strumenti di rendicontazione diversi e aggiuntivi rispetto al 9

bilancio di esercizio, che rendano più trasparenti e leggibili da

parte del destinatario finale i risultati raggiunti.

In particolare, per il raggiungimento degli obiettivi della presente

direttiva le amministrazioni pubbliche assicurano i seguenti pre-

supposti per l’adozione del bilancio sociale:

• la chiara formulazione dei valori e delle finalità che presie-

dono alla propria azione e l’identificazione dei programmi,

piani e progetti in cui si articola;

• l’attribuzione delle responsabilità politiche e dirigenziali;

• l’esistenza di un sistema informativo in grado di supportare

efficacemente l’attività di rendicontazione;

• il coinvolgimento interno degli organi di governo e della

struttura amministrativa;

• il coinvolgimento della comunità nella valutazione degli

esiti e nella individuazione degli obiettivi di miglioramento;

• l’allineamento e l’integrazione degli strumenti di program-

mazione, controllo, valutazione e rendicontazione adottati

dall’amministrazione;

• la continuità dell’iniziativa.

4. INDICAZIONI OPERATIVE PER LA REALIZZAZIONE DEL

BILANCIO SOCIALE

I. Significato e contenuti del bilancio sociale

Il bilancio sociale serve a rendere conto ai cittadini in modo traspa-

rente e chiaro di cosa fa l’amministrazione per loro. Rispetto al bilan-

cio tradizionale, che riporta dati economico-finanziari difficilmente

comprensibili dal cittadino, il bilancio sociale deve dunque rendere

trasparenti e comprensibili le priorità e gli obiettivi dell’amministra-

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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Il presente documento fa riferimento al corso di Geografia e Governance dei processi di sviluppo tenuto dal prof. Lefebvre. All'interno, si trovane le Linee guida specifiche per il settore pubblico che Il Formez, su incarico del Dipartimento della Funzione Pubblica, ha realizzato, nell’ambito del Progetto Governance, per la redazione del bilancio sociale. L'obiettivo è quello fornire alle amministrazioni pubbliche indicazioni chiare su come inserire strutturalmente il bilancio sociale nei processi dell’amministrazione e quindi su come integrare progressivamente la realizzazione del bilancio sociale con i processi decisionali, gestionali e di comunicazione dell’amministrazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di GEOGRAFIA E GOVERNANCE DEI PROCESSI DI SVILUPPO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Lefebvre Carlo.

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