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Bilancio pubblico e distribuzione personale del reddito Appunti scolastici Premium

Materiale didattico per il corso di Economia pubblica del professor Stefano Toso. Trattasi della presentazione del Prof. Massimo Baldini dal titolo "Bilancio pubblico e distribuzione personale del reddito", riguardante i seguenti argomenti: le funzioni fondamentali dello Stato (allocazione,... Vedi di più

Esame di Economia pubblica docente Prof. S. Toso

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ESTRATTO DOCUMENTO

Cosa fa lo Stato:

Richard Musgrave:

The Theory of Public Finance

Mc Graw Hill, New York 1959

Ha schematizzato le 3 funzioni fondamentali dello Stato:

Allocazione (efficienza)

Redistribuzione (equità)

Stabilizzazione

ALLOCAZIONE

Lo Stato dovrebbe garantire l’efficienza del sistema

economico, superando i fallimenti del

mercato,attraverso:

Produzione pubblica

Regolamentazione di attività private

Tassazione

REDISTRIBUZIONE

Obiettivo: realizzare una equa distribuzione

delle risorse

Lo Stato corregge la distribuzione delle

risorse realizzata dal mercato

attraverso:

•Trasferimenti monetari

•Imposte

•Offerta di servizi (trasferimenti in kind) : asili,

scuole, sanità, …

STABILIZZAZIONE

Lo Stato regola il livello dell’attività economica,

con gli obiettivi del pieno impiego e di una

inflazione sotto controllo

attraverso:

•La manovra delle spese e delle imposte

•Misure che incentivano l’attività produttiva

Musgrave scrive negli anni ’50, quando domina la lezione di Keynes:

grande fiducia nella capacità di G e T di influenzare il livello di attività

economica L’approccio normativo:

L’economia del benessere

Primo teorema dell’economia del benessere:

Un equilibrio di concorrenza perfetta

è efficiente

(Pareto-ottimale)

La “mano invisibile” di A. Smith.

• Teoria dei sentimenti morali, 1759

– …

• Ricchezza delle nazioni, 1776:

– Every individual...generally, indeed, neither intends to promote the

public interest, nor knows how much he is promoting it. … and by

directing that industry in such a manner as its produce may be of the

greatest value, he intends only his own gain, and he is in this, as in

many other cases, led by an invisible hand to promote an end which

was no part of his intention.

– It is not from the benevolence of the butcher, the brewer, or the baker,

that we expect our dinner, but from their regard to their own interest.

We address ourselves, not to their humanity but to their self-love, and

never talk to them of our necessities but of their advantages.

A destra del punto di

equilibrio, il beneficio

A sinistra del punto di marginale di una unità di

equilibrio, il beneficio bene è inferiore al suo

marginale di una unità di costo marginale

bene è superiore al suo È socialmente

costo marginale efficiente diminuire Q

È socialmente

efficiente aumentare Q

P Offerta

aggregata

In equilibrio, la curva di domanda

(beneficio marginale) interseca la

curva di offerta (costo marg.)

B’=C’

Domanda

aggregata Q

La frontiera delle utilità è l’insieme delle allocazioni efficienti

U A e C sono ottimi Paretiani

2 B non è un ottimo Paretiano

A Area dei possibili

miglioramenti

paretiani a partire

C da B

B

0 U

1

Il primo teorema vale solo se non sono presenti

fallimenti del mercato:

• Monopolio e altre forme di mercato non

concorrenziali

• Beni pubblici

• Esternalità

• Asimmetrie informative

2 motivazioni per

l’intervento pubblico:

1) Giustificazione di efficienza

Se sono presenti forme di fallimento del mercato,

l’intervento dello stato è giustificato per correggere

l’esito del mercato :

* Fornitura di beni pubblici

* Antitrust e regolazione dei mercati

* Riduzione degli effetti negativi delle esternalità

* Fornitura di b/s che non sarebbero forniti in quantità

ottimale a causa delle asimmetrie informative: tra

questi, anche la redistribuzione (come forma di

assicurazione)

2) Giustificazione di equità

L’equilibrio concorrenziale può essere efficiente, ma non è detto

che sia anche equo, cioè che corrisponda ai giudizi di valore

distributivi che la società esprime.

Per trovare l’ ottimo sociale, cioè una allocazione

che è non solo efficiente, ma anche equa, è

necessario disporre di un criterio di scelta tra i

punti della frontiera dell’utilità

Quanto siamo disposti a redistribuire le

risorse rispetto all’allocazione prodotta dal

mercato?

Se l’allocazione di equilibrio concorrenziale non

corrisponde all’ottimo sociale, come possiamo arrivarci?

Secondo teorema dell’economia del benessere:

Ogni allocazione Pareto-ottimale può essere

raggiunta con un equilibrio concorrenziale

mediante l’uso di imposte o trasferimenti in

somma fissa (lump sum taxes)

Il I teorema ci dice solo che il processo di scambio

concorrenziale ci porta su un punto che si trova sulla frontiera

delle utilità,

ma può darsi che esso non corrisponda all’ottimo sociale.

Con imposte/trasferimenti lump sum, lo Stato può cambiare le

dotazioni iniziali, dopodichè il processo di scambio porterà

l’economia al punto desiderato sulla FU.

E’ una giustificazione di equità dell’intervento pubblico

Lump sum tax:

E’ un’imposta (o trasferimento) sul cui ammontare il contribuente

(o beneficiario) non può influire modificando i propri

comportamenti

E’ una imposta non distorsiva, che non fa perdere efficienza

Non altera i comportamenti individuali, perché è commisurata a

fattori esogeni, al di fuori dei comportamenti individuali

Non modifica i prezzi relativi

Esempi di Lump sum tax

• Imposta fissa: X euro all’anno per ogni

cittadino

• Imposta commisurata al colore degli occhi

• Imposta commisurata al QI

• Imposta legata all’abilità individuale

Se valgono entrambi i teoremi dell’Economia del

Benessere,

esiste separazione logica

tra efficienza ed equità:

• La concorrenza genera una situazione di First

Best (ottimo paretiano)

• Utilizzando lump-sum taxes si realizza la

distribuzione desiderata del benessere tra gli

individui (ottimo sociale)

Nella realtà

non esiste un sistema di imposte in somma fissa in grado

di svolgere i compiti redistributivi richiesti dal

Secondo teorema

perché

richiede informazioni troppo elevate:

Un’imposta fissa uguale per tutti sarebbe troppo iniqua

Bisogna commisurare le imposte al reddito o ad altri

comportamenti osservabili (consumo, ecc.), ma allora

lo stato introduce distorsioni sui comportamenti

individuali, provocando perdite di benessere

di correggere la distribuzione prodotta dal

Tentativi

mercato determinano inefficienze, cioè Soluzioni di

Second best

• C’è TRADE – OFF tra efficienza ed eguaglianza

A= equilibrio concorrenziale

U B= ottimo sociale

2 C= miglioramento max possibile

A C B Gli effetti

distorsivi delle

imposte e dei

trasferimenti

impediscono di

arrivare in B.

0 U

1

Tutti i punti sulla frontiera sono di first best Dato il trade-off, il grado di

redistribuzione dipende dalla

Mercato valutazione sociale sulla

U “giusta” distribuzione del

2 reddito

A B

Bentham Non possiamo passare

da A a B a causa del

Rawls trade-off

0 U

1

Esempi del trade-off tra eguaglianza ed efficienza:

•Se per aumentare il benessere dei poveri introduciamo un’imposta

molto progressiva sul reddito, i ricchi possono reagire lavorando

meno, riducendo così il reddito nazionale, o evadendo di più;

•c’è una riduzione dell’efficienza del sistema, anche se il

benessere sociale aumenta perché diamo molto peso all’equità.

• Una forte imposta indiretta sui beni di lusso: se la gente smette di

comprarli, chiudono le industrie che li producono, e lo stato non

incassa gettito perdita secca

• Sussidi contro la povertà possono ridurre l’offerta di lavoro dei

poveri (trappola della povertà)

Alte aliquote sui redditi da capitale possono scoraggiar il risparmio

e quindi l’investimento

Nel tentativo di

modificare le quote

distributive…..

…rischiamo di

ridimensionare il pil

A. M. Okun: Equality and efficiency,

The Big Tradeoff, 1975

• Le società riescono a redistribuire reddito dal ricco al povero

in un “secchio bucato”: durante il passaggio, una parte del

denaro va perduto, cosicchè i poveri non ottengono tutte le

risorse sottratte ai ricchi.

• Per trasferire 1 euro da un ricco ad un povero, quanti centesimi

siamo disposti a sprecare nel passaggio?

• Friedman: pochi centesimi, perché l’efficienza è prioritaria

• Rawls: anche 99 centesimi, perché l’equità è prioritaria

• Okun: fino a 60 centesimi

• Non c’è una risposta giusta o sbagliata, dipende dalle

preferenze distributive della società.

• Se la redistribuzione avviene non tra molto

ricchi e molto poveri, ma tra redditi medio-alti

e redditi medio-bassi, è ragionevole che la

tolleranza per le perdite sia inferiore

• (Okun: indicativamente, <=15%).

• Però: non è scontato che tra eguaglianza ed efficienza vi sia sempre

un tradeoff.

• Vi sono molti canali attraverso cui l’eguaglianza (diseguaglianza)

può influenzare positivamente (negativamente) la crescita.

• 1) Approccio della political economy: in democrazia, vince

l’elettore mediano; se c’è poca diseguaglianza, l’elettore mediano

non è molto favorevole a politiche fortemente redistributive (alte

aliquote fiscali, ecc.), e questo può favorire l’offerta di fattori

produttivi e la crescita.

• Viceversa, elevati livelli di diseguaglianza creano una domanda

politica per la redistribuzione che può ridurre gli incentivi

• 2) Esternalità negative associate alla diffusione della povertà

(riduzione pace sociale, peggioramento generale qualità della vita…)

• 3) Sostegno alla propensione al rischio: redistribuzione come

assicurazione.

• 4) Differenze tra classi sociali nella propensione al risparmio

• 5) Diseguaglianza e mercato dei capitali: per prendere denaro a

prestito occorre avere un certo patrimonio da offrire in garanzia

alle banche

 in società molto povere e diseguali, ai poveri può essere negato

l’accesso al credito perché mancano di garanzie

 se il credito serve per: intraprendere una piccola attività

commerciale; mandare i figli a scuola; seguire un corso di

formazione; comprare input per mandare avanti la piccola attività;

ecc; allora, la mancanza di credito rallenta la crescita economica.

• 6) Diseguaglianza e investimento in capitale umano: una

distribuzione più equa della ricchezza e del reddito (anche con

borse di studio) permette ad un numero elevato di famiglie di

investire maggiormente nella qualità dei propri figli, e di mandarli

a scuola più a lungo

• aumento del capitale umano nazionale maggiore crescita

 

economica

In un contesto di second best (c’è il tradeoff),

quali sono gli obiettivi dell’attività redistributiva

pubblica?

• Fornire un’assicurazione contro i rischi sociali

(disoccupazione, malattia, invalidità…)

• Ridurre la diseguaglianza nella distribuzione del reddito

• Ridurre la diseguaglianza nella distribuzione delle

opportunità

• Redistribuire tra fasi diverse del ciclo di vita


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia pubblica del professor Stefano Toso. Trattasi della presentazione del Prof. Massimo Baldini dal titolo "Bilancio pubblico e distribuzione personale del reddito", riguardante i seguenti argomenti: le funzioni fondamentali dello Stato (allocazione, redistribuzione e stabilizzazione); l'economia del benessere e i suoi teoremi; la Lump sum tax; il tema in Italia e la Commissione Onofri.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in occupazione, mercato, politiche sociali e servizio sociale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Toso Stefano.

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