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capitolo 15 - 5

EFFICACIA DELLA MANOVRA DEL CAMBIO

LA MODIFICA DEL TASSO DI CAMBIO RIESCE SEMPRE A MIGLIORARE

IL SALDO DELLA BP (PARTITE CORRENTI)?

SALDO MONETARIO DELLE PARTITE CORRENTI IN VALUTA ESTERA:

PC p e q pm q

( )

m x x m

= −

LA VARIAZIONE DEL CAMBIO TENDE A FAR AUMENTARE LE

ESPORTAZIONI E A RIDURRE LE IMPORTAZIONI (E QUESTO E’

POSITIVO PER IL SALDO DELLE PC) MA TENDE ANCHE A RIDURRE IL

VALORE IN VALUTA ESTERA DELLE ESPORTAZIONI (E QUESTO E’

NEGATIVO)

SE LE PARTITE CORRENTI SONO IN EQUILIBRIO:

q

px e x 1

⋅ =

pm q m

IL PRIMO TERMINE RAPPRESENTA LA RAGIONE DI SCAMBIO.

SUPPONIAMO EQUILIBRIO INIZIALE E RIDUZIONE DI e. L’EQUILIBRIO

SI RISTABILIRA’ O NON SI RISTABILIRA’ A SECONDA DELLA

REAZIONE DI IMPORTAZIONI E ESPORTAZIONI.

e elasticità delle importazioni rispetto al cambio;

=

m

e elasticità delle esportazioni rispetto al cambio;

x =

CONDIZIONI MARSHALL-LERNER DI EFFICACIA DELLA

SVALUTAZIONE : em ex 1

+ >

IL RISULTATO DIPENDE DA VARIE IPOTESI

capitolo 15 - 6

IL TRASFERIMENTO DELLE VARIAZIONI DEL CAMBIO SUI PREZZI

I PREZZI PRATICATI SUI MERCATI ESTERI POSSONO RISENTIRE

DEL TASSO DI CAMBIO (TRASFERIMENTO O PASS THROUGH).

ESEMPIO: I PREZZI IN DOLLARI POTREBBERO CADERE CON IL

DEPREZZAMENTO DELL’EURO

DIPENDE DA MOLTI FATTORI SE CI SARA’ O MENO

TRASFERIMENTO: ECOOMIE DI SCALA, ELASTICITA’ DELLA

DOMANDA ESTERA, LIVELLO DELLA DOMANDA INTERNA ED

ESTERA (IN RAPPORTO ALLA CAPACITA’ PRODUTTIVA), ECC.

L’ELASTICITÀ DELL’OFFERTA

SECONDO M-L L’OFFERTA SI ADEGUA SEMPRE ALLA

DOMANDA. MA NON E’ DETTO CHE SIA COSI’: LIMITI DA NON

DISPONIBILITA’ DELLE RISORSE.

SE L’OFFERTA NON SI ADEGUA (ES: PIENO IMPIEGO):

MANOVRA DEL CAMBIO INEFFICACE.

IN QUESTO CASO RISCHIO DI SPIRALE INFLAZIONE-

SVALUTAZIONE.

IL RITARDO DEGLI EFFETTI

EFFETTI IMMEDIATI SUI PREZZI (NEGATIVI PER BP) E RITARDATI

SU QUANTITA’.

DALL’INSIENE DEI DUE EFFETTI: CURVA J (FORMA

DELL’ANDAMENTO NEL TEMPO DEL SALDO DELLA BP)

L’INFLUENZA SUI MOVIMENTI DEI CAPITALI

SE LA VARIAZIONE DEL TASSO DI CAMBIO GENERA

ASPETTATIVE DI ULTERIORI VARIAZIONI NE POSSONO

RISENTIRE ANCHE I MOVIMENTI DI CAPITALI (RICORDARE

L’IMPORTANZA DELLE ASPETTATIVE SUL CAMBIO…)

NELL’INSIEME: EFFETTI INCERTI IN MOLTI CASI DELLA

SVALUTAZIONE. CONSIDERARE POLITICHE ALTERNATIVE: ES.

FISCALI E MONETARIE.

capitolo 15 - 7

LA BILANCIA DEI PAGAMENTI COME VINCOLO

PER MIGLIORARE L’OCCUPAZIONE E IL REDDITO SI PUO’ PENSARE DI

RICORRERE AL PROTEZIONISMO (MINORE PROPENSIONE AD

IMPORTARE E AUMENTO DEL MOLTIPLICATORE….)

MA PROTEGGERSI VUOL DIRE IMPEDIRE LE ESPORTAZIONI DI ALTRI

POLITICHE CHE IMPOVERISCONO IL

PAESI QUINDI SI PARLA DI

VICINO (BEGGAR-MY-NEIGHBOUR POLICY).

MA USATO ASSIEME A POLITICHE FISCALI O MONETARIE ESPANSIVE

IL PROTEZIONISMO POTREBBE NON AVERE QUESTO EFFETTO (LE

IMPORTAZIONI RESTANO COSTANTI, AD ESEMPIO). ESSO

SERVIREBBE A IMPEDIRE CHE LE MANOVRE ESPANSIVE SIANO

FRENATE DA PROBLEMI DI DEFICIT NELLA BILANCIA COMMERCIALE.

ESEMPIO CON CURVA BP VERTICALE (ASSENZA MOVIMENTI

CAPITALE): LA COMBINAZIONE DI ESPANSIONE FISCALE (O

MONETARIA) CON DEPREZZAMENTO FA AUMENTARE IL REDDITO E

LE ESPORTAZIONI, SENZA DEFICIT NELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI.

BP BP’ LM

i LM’

C

A B IS’

IS

Y

capitolo 15 - 8

ASSEGNAZIONE APPROPRIATA DEGLI STRUMENTI AGLI

OBIETTIVI

IN GENERALE OGNI STRUMENTO INFLUENZA PIU’ DI UN OBIETTIVO,

SPESSO IN MODO CONTRADDITTORIO.

ESEMPIO:

UNA POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA E’ BENEFICA PER LA BP (i ↑

E ATTRAZIONE DI CAPITALI) MA E’ DANNOSA PER L’OCCUPAZIONE

(I↓ E Y↓).

QUINDI:

 NON SI PUO’ ASSEGNARE UNO STRUMENTO AD UN SOLO

OBIETTIVO.

 PER DETERMINARE IL LIVELLO OTTIMO DI UTILIZZO DI

CIASCUNO STRUMENTO OCCORRE RISOLVERE

SIMULTANEAMENTE IL MODELLO (→ SOLUZIONE

CENTRALIZZATA).

IN REALTÀ SPESSO POLITICHE DIVERSE SONO AFFIDATE A ORGANI

DIVERSI.

IN GENERALE OCCORRE AFFRONTARE DUE PROBLEMI

VALUTARE SE E’ CONVENIENTE IL DECENTRAMENTO

• STABILIRE COME REALIZZARLO (ASSEGNAZIONE

• APPROPRIATA )

IL CRITERIO DELL’EFFICACIA R E L ATIVA PER

L’ASSEGNAZIONE APPROPRIATA

DATI DUE STRUMENTI (1 E 2) E DUE OBIETTIVI (A E B):

SI DICE CHE LO STRUMENTO 1 E’ RELATIVAMENTE PIU’ EFFICACE

NEL PERSEGUIMENTO DELL’OBIETTIVO A SE QUANDO VIENE AGITO

PER OTTENERE UN CERTO LIVELLO DELL’OBIETTIVO A ESSO

DETERMINA UN DANNO SULL’OBIETTIVO B MINORE DI QUELLO CHE

CAUSEREBBE LO STRUMENTO 2.

GLI STRUMENTI DOVREBBERO ESSERE ASSEGNATI AI VARI

OBIETTIVI IN BASE A QUESTO CRITERIO.


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica Economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Franzini Maurizio.

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