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L’approccio ai beni pubblici nell’analisi

della cooperazione internazionale

Questo approccio si rende necessario in quanto gli obiettivi di politica

economica possono riguardare la fornitura di bene e servizi che

nessuno Paese può fornire singolarmente

Presenza di esternalità: evento indipendente non compensato dal

mercato e che può provocare benefici (esternalità positive) o

danni (esternalità negative) a soggetti che non partecipano ai

processi decisionali che hanno determinato l’evento

Le esternalità producono sempre un’allocazione inefficiente

I beni pubblici: sono definiti tali quelli che generano effetti non

escludibili (il consumo non può essere precluso a nessuno) e non

rivali (il consumo di un individuo non impedisce ad altri di

consumarne la stessa quantità)

I beni privati sono escludibili e totalmente rivali (ottenibili attraverso lo

scambio)

Le proprietà dei beni pubblici

La natura dei beni è definita dagli incentivi degli operatori alla loro

produzione

Un bene è definito “pubblico puro” se è contemporaneamente non

escludibile e non rivale (la scoperta di un vaccino, la sicurezza, la

pace). Questi beni sono prodotti in quantità non sufficiente o

socialmente desiderabile perché nessun operatore è disposto a

dividerne i benefici.

I beni “meritori” sono quelli che producono benefici sociali non percepiti

come tali (la conservazione del patrimonio artistico)

I beni pubblici “impuri” sono quelli che sono o solo escludibili o solo

rivali

I beni di gruppo (club goods) sono quelli escludibili e per i quali occorre

pagare un costo (un abbonamento a Skype, l’acquisto di un

biglietto ad esempio) per disporne

Le proprietà dei beni pubblici (2)

Esiste anche una tipologia di beni cosiddetti “finiti” perché rivali nel consumo

ma accessibili a tutti (ad esempio le risorse naturali come la terra,

minerali non rinnovabili). Il rischio è che ogni agente ne consumi una

quantità superiore (esternalità negativa sul benessere sociale) a quanto

necessario. Hardin ha definito questo sfruttamento eccessivo di beni “la

tragedia dei beni comuni”.

Alla tipologia dii beni finiti appartengono anche i “beni parzialmente

rinnovabili”, come la fauna idrica, i bacini idrici, le foreste.

Esistono anche beni economici che producono benefici privati e pubblici come

nel caso dell’istruzione, si chiamano “prodotti congiunti”, dove oltre

all’impulso dato alla crescita esiste l’interesse di chi si attende un

maggiore reddito dall’istruzione.

Infine i “beni complementari”, quelli che influiscono sulla probabilità che altri

agenti (ad esempio le imprese concorrenti) decidono un’azione analoga

(di investire dove ha investito la prima). Spesso è tuttavia necessario

l’intervento delle autorità centrali per orientare le azioni nella direzione

desiderata.

Le produzione di beni pubblici (1)

Chi assicura la produzione dei beni pubblici ? Due soluzioni:

Secondo Pigou (1920) è l’autorità centrale attraverso tasse e sussidi.

Secondo Coese (1960) è sufficiente, dove sono assenti, la produzione di

diritti di proprietà che garantiscono con lo scambio l’equilibrio.

Entrambe presentano vantaggi e svantaggi (quali incentivi, quali vincoli alla

produzione, maggiore o minore centralizzazione) e comunque le

proprietà dei beni pubblici non sono statiche, cambiano le

consuetudini, la cultura, i desideri e dunque le scelte economiche e

politiche della collettività (il bene può essere soggetto a scelte

diverse).

La fornitura di beni pubblici dipende allora da 4 caratteristiche strutturali: la

loro dimensione, l’eterogeneità degli agenti, le tipologie di produzione,

le regole che governano le transazioni.

La prima analisi dell’azione collettiva per la produzione di un b.p. si deve a

Olson (1965)

Le produzione di beni pubblici (2)

La dimensione: se cresce la dimensione del gruppo di agenti che

contribuiscono alla sua produzione il comportamento non cooperativo

tende a crescere (operatori free riding) e a non favorire soluzioni

efficienti. In questo caso necessaria la produzione da parte di autorità

centrale con tassazione.

Disomogeneità del gruppo: si verifica quando il bene è un join product e chi

riceve più benefici (i leader) è disposto a produrne di più. Anche qui

necessario intervento centrale per aumentare i benefici privati e quindi

la ricreca di leader disposti a produrli.

Tecnologia di aggregazione: è la caratteristica che determina la tipologia di

incentivi necessari per la produzione di beni pubblici. La quantità

prodotta è data dalla somma delle sottoscrizioni individuali o da altre

forme di aggregazione (il contributo più modesto o il contributo più

elevato)

Infrastruttura istituzionale: insieme di regole da applicare per la

pubblico.

sottoscrizione di un bene


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in cooperazione internazionale e sviluppo
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Montalbano Pierluigi.

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