Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

c) notifica agli Stati membri interessati il ritrovamento nel territorio nazionale di un bene [culturale]

la cui illecita uscita da uno Stato membro possa presumersi per indizi precisi e concordanti (1);

d) agevola le operazioni che lo Stato membro interessato esegue per verificare, in ordine al bene

oggetto della notifica di cui alla lettera c), la sussistenza dei presupposti e delle condizioni indicati

all'articolo 75, purché tali operazioni vengano effettuate entro due mesi dalla notifica stessa.

Qualora la verifica non sia eseguita entro il prescritto termine, non sono applicabili le disposizioni

contenute nella lettera e);

e) dispone, ove necessario, la rimozione del bene e la sua temporanea custodia presso istituti

pubblici nonché ogni altra misura necessaria per assicurarne la conservazione ed impedirne la

sottrazione alla procedura di restituzione;

f) favorisce l'amichevole composizione, tra Stato richiedente e possessore o detentore a qualsiasi

titolo del bene [culturale], di ogni controversia concernente la restituzione. A tal fine, tenuto conto

della qualità dei soggetti e della natura del bene, il Ministero può proporre allo Stato richiedente e ai

soggetti possessori o detentori la definizione della controversia mediante arbitrato, da svolgersi

secondo la legislazione italiana, e raccogliere, per l'effetto, il formale accordo di entrambe le parti

(1).

(1) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera ggg) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 77

Azione di restituzione

1. Per i beni culturali usciti illecitamente dal loro territorio, gli Stati membri dell'unione europea

possono esercitare l'azione di restituzione davanti all'autorità giudiziaria ordinaria, secondo quanto

previsto dall'articolo 75.

2. L'azione è proposta davanti al tribunale del luogo in cui il bene si trova.

3. Oltre ai requisiti previsti nell'articolo 163 del codice di procedura civile, l'atto di citazione deve

contenere:

a) un documento descrittivo del bene richiesto che ne certifichi la qualità di bene culturale;

b) la dichiarazione delle autorità competenti dello Stato richiedente relativa all'uscita illecita del

bene dal territorio nazionale.

4. L'atto di citazione è notificato, oltre che al possessore o al detentore a qualsiasi titolo del bene,

anche al Ministero per essere annotato nello speciale registro di trascrizione delle domande

giudiziali di restituzione.

5. Il Ministero notifica immediatamente l'avvenuta trascrizione alle autorità centrali degli altri Stati

membri. Articolo 78

Termini di decadenza e di prescrizione dell'azione

1. L'azione di restituzione è promossa nel termine perentorio di un anno a decorrere dal giorno in

cui lo Stato richiedente ha avuto conoscenza che il bene uscito illecitamente si trova in un

determinato luogo e ne ha identificato il possessore o detentore a qualsiasi titolo.

2. L'azione di restituzione si prescrive in ogni caso entro il termine di trenta anni dal giorno

dell'uscita illecita del bene dal territorio dello Stato richiedente.

3. L'azione di restituzione non si prescrive per i beni indicati nell'articolo 75, comma 3, lettere a) e

b) (1).

(1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera hhh) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 79

Indennizzo

1. Il tribunale, nel disporre la restituzione del bene, può, su domanda della parte interessata,

liquidare un indennizzo determinato in base a criteri equitativi.

2. Per ottenere l'indennizzo previsto dal comma 1, il soggetto interessato è tenuto a dimostrare di

aver usato, all'atto dell'acquisizione, la diligenza necessaria a seconda delle circostanze.

3. Il soggetto che abbia acquisito il possesso del bene per donazione, eredità o legato non può

beneficiare di una posizione più favorevole di quella del proprio dante causa.

4. Lo Stato richiedente che sia obbligato al pagamento dell'indennizzo può rivalersi nei confronti

del soggetto responsabile dell'illecita circolazione residente in Italia.

Articolo 80

Pagamento dell'indennizzo

1. L'indennizzo è corrisposto da parte dello Stato richiedente contestualmente alla restituzione del

bene.

2. Del pagamento e della consegna del bene è redatto processo verbale a cura di un notaio, di un

ufficiale giudiziario o di funzionari all'uopo designati dal Ministero, al quale è rimessa copia del

processo verbale medesimo.

3. Il processo verbale costituisce titolo idoneo per la cancellazione della trascrizione della domanda

giudiziale. Articolo 81

Oneri per l'assistenza e la collaborazione

1. Sono a carico dello Stato richiedente le spese relative alla ricerca, rimozione o custodia

temporanea del bene da restituire, le altre comunque conseguenti all'applicazione dell'articolo 76,

nonché quelle inerenti all'esecuzione della sentenza che dispone la restituzione.

Articolo 82

Azione di restituzione a favore dell'Italia

1. L'azione di restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio italiano è esercitata dal

Ministero, d'intesa con il Mistero degli affari esteri, davanti al giudice dello Stato membro

dell'Unione europea in cui si trova il bene culturale.

2. Il Ministero si avvale dell'assistenza dell'Avvocatura generale dello Stato.

Articolo 83

Destinazione del bene restituito

1. Qualora il bene culturale restituito non appartenga allo Stato, il Ministero provvede alla sua

custodia fino alla consegna all'avente diritto.

2. La consegna del bene è subordinata al rimborso allo Stato delle spese sostenute per il

procedimento di restituzione e per la custodia del bene.

3. Quando non sia conosciuto chi abbia diritto alla consegna del bene, il Ministero dà notizia del

provvedimento di restituzione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana e con altra forma di pubblicità.

4. Qualora l'avente diritto non ne richieda la consegna entro cinque anni dalla data di pubblicazione

nella Gazzetta Ufficiale dell'avviso previsto dal comma 3, il bene è acquisito al demanio dello Stato.

Il Ministero, sentiti il competente organo consultivo e le regioni interessate, dispone che il bene sia

assegnato ad un museo, biblioteca o archivio dello Stato, di una regione o di altro ente pubblico

territoriale, al fine di assicurarne la migliore tutela e la pubblica fruizione nel contesto culturale più

opportuno. Articolo 84

Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale

1. Il Ministro informa la Commissione delle Comunità europee delle misure adottate dall'Italia per

assicurare l'esecuzione del regolamento CEE e acquisisce le corrispondenti informazioni trasmesse

alla Commissione dagli altri Stati membri.

2. Il Ministro trasmette annualmente al Parlamento, in allegato allo stato di previsione della spesa

del Ministero, una relazione sull'applicazione del presente Capo nonché sull'attuazione della

direttiva CEE e del regolamento CEE in Italia e negli altri Stati membri.

3. Il Ministro, sentito il competente organo consultivo, predispone ogni tre anni la relazione

sull'applicazione del regolamento CEE e della direttiva CEE per la Commissione indicata al comma

1. La relazione è trasmessa al Parlamento. Articolo 85

Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti

1. Presso il Ministero è istituita la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, secondo

modalità stabilite con decreto ministeriale. Articolo 86

Accordi con gli altri Stati membri dell'Unione europea

1. Al fine di sollecitare e favorire una reciproca, maggiore conoscenza del patrimonio culturale

nonché della legislazione e dell'organizzazione di tutela dei diversi Stati membri dell'unione

europea, il Ministero promuove gli opportuni accordi con le corrispondenti autorità degli altri Stati

membri. Articolo 87

Convenzione UNIDROIT

1. Resta ferma la disciplina dettata dalla Convenzione dell'UNIDROIT sul ritorno internazionale dei

beni culturali rubati o illecitamente esportati, adottata a Roma il 24 giugno 1995, e dalle relative

norme di ratifica ed esecuzione, con riferimento ai beni indicati nell'annesso alla Convenzione

medesima (1) .

(1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera lll) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 87 Bis

Convenzione UNESCO

1. Resta ferma la disciplina dettata dalla Convenzione UNESCO sulla illecita importazione,

esportazione e trasferimento dei beni culturali, adottata a Parigi il 14 novembre 1970, e dalle

relative norme di ratifica ed esecuzione, con riferimento ai beni indicati nella Convenzione

medesima (1).

(1) Articolo aggiunto dall'articolo 2, comma 1, lettera mmm) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 88

Attività di ricerca

1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento delle cose indicate all'articolo

10 in qualunque parte del territorio nazionale sono riservate al Ministero.

2. Il Ministero può ordinare l'occupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi le

ricerche o le opere di cui al comma 1.

3. Il proprietario dell'immobile ha diritto ad un'indennità per l'occupazione, determinata secondo le

modalità stabilite dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilità.

L'indennità può essere corrisposta in denaro o, a richiesta del proprietario, mediante rilascio delle

cose ritrovate o di parte di esse, quando non interessino le raccolte dello Stato.

Articolo 89

Concessione di ricerca

1. Il Ministero può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione delle ricerche e

delle opere indicate nell'articolo 88 ed emettere a favore del concessionario il decreto di

occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.

2. Il concessionario deve osservare, oltre alle prescrizioni imposte nell'atto di concessione, tutte le

altre che il Ministero ritenga di impartire. In caso di inosservanza la concessione è revocata.

3. La concessione può essere revocata anche quando il Ministero intenda sostituirsi nell'esecuzione

o prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate al concessionario le spese occorse per le

opere già eseguite ed il relativo importo è fissato dal Ministero.

4. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione ministeriale, l'importo è stabilito

da un perito tecnico nominato dal presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal

concessionario.

5. La concessione prevista al comma 1 può essere rilasciata anche al proprietario degli immobili ove

devono eseguirsi i lavori.

6. Il Ministero può consentire, a richiesta, che le cose rinvenute rimangano, in tutto o in parte,

presso la Regione od altro ente pubblico territoriale per fini espositivi, sempre che l'ente disponga di

una sede idonea e possa garantire la conservazione e la custodia delle cose medesime.

Articolo 90

Scoperte fortuite

1. Chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili indicate nell'articolo 10 ne fa denuncia entro

ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all'autorità di pubblica sicurezza e provvede

alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state

rinvenute. Della scoperta fortuita sono informati, a cura del soprintendente, anche i carabinieri

preposti alla tutela del patrimonio culturale (1).

2. Ove si tratti di cose mobili delle quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore

ha facoltà di rimuoverle per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita

dell'autorità competente e, ove occorra, di chiedere l'ausilio della forza pubblica.

3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 è soggetto ogni detentore di

cose scoperte fortuitamente.

4. Le spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.

(1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera nnn) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 91

Appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate

1. Le cose indicate nell'articolo 10, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui

fondali marini, appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del

demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli articoli 822 e 826 del codice civile.

2. Qualora si proceda per conto dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali o di

altro ente o istituto pubblico alla demolizione di un immobile,.tra i materiali di risulta che per

contratto siano stati riservati all'impresa di demolizione non sono comprese le cose rinvenienti

dall'abbattimento che abbiano l'interesse di cui all'articolo 10, comma 3, lettera a). È nullo ogni

patto contrario. Articolo 92

Premio per i ritrovamenti

1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate:

a) al proprietario dell'immobile dove è avvenuto il ritrovamento;

b) al concessionario dell'attività di ricerca, di cui all'articolo 89, qualora l'attivita' medesima non

rientri tra i suoi scopi istituzionali o statutari (1);

c) allo scopritore fortuito che ha ottemperato agli obblighi previsti dall'articolo 90.

2. Il proprietario dell'immobile che abbia ottenuto la concessione prevista dall'articolo 89 ovvero sia

scopritore della cosa, ha diritto ad un premio non superiore alla metà del valore delle cose ritrovate.

3. Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza

il consenso del proprietario o del possessore.

4. Il premio può essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate. In

luogo del premio, l'interessato può ottenere, a richiesta, un credito di imposta di pari ammontare,

secondo le modalità e con i limiti stabiliti con decreto adottato dal Ministro dell'economia e delle

finanze di concerto con il Ministro, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,

n. 400.

(1) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera ooo) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 93

Determinazione del premio

1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli aventi titolo ai sensi

dell'articolo 92, previa stima delle cose ritrovate.

2. In corso di stima, a ciascuno degli aventi titolo è corrisposto un acconto del premio in misura non

superiore ad un quinto del valore, determinato in via provvisoria, delle cose ritrovate. L'accettazione

dell'acconto non comporta acquiescenza alla stima definitiva.

3. Se gli aventi titolo non accettano la stima definitiva del Ministero, il valore delle cose ritrovate è

determinato da un terzo, designato concordemente dalle parti. Se esse non si accordano per la

nomina del terzo ovvero per La sua sostituzione, qualora il terzo nominato non voglia o non possa

accettare. l'incarico, la nomina è effettuata, su richiesta di una delle parti, dal presidente del

tribunale del luogo in cui le cose sono state ritrovate. Le spese della perizia sono anticipate dagli

aventi titolo al premio.

4. La determinazione del terzo è impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquità.

Articolo 94

Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo (1)

1. Gli oggetti archeologici e storici rinvenuti nei fondali della zona di mare estesa dodici miglia

marine a partire dal limite esterno del mare territoriale sono tutelati ai sensi delle "regole relative

agli interventi sul patrimonio culturale subacqueo" allegate alla Convenzione UNESCO sulla

protezione del patrimonio culturale subacqueo, adottata a Parigi il 2 novembre 2001 (2) .

( 1) Rubrica sostituita dall'articolo 2, comma 1, lettera ppp) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera ppp) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 95

Espropriazione di beni culturali

1. I beni culturali immobili e mobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica

utilità, quando l'espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di

tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.

2. Il Ministero può autorizzare, a richiesta, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni

altro ente ed istituto pubblico ad effettuare l'espropriazione di cui al comma 1. In tal caso dichiara la

pubblica utilità ai fini dell'esproprio e rimette gli atti all'ente interessato per la prosecuzione del

procedimento.

3. Il Ministero può anche disporne l'espropriazione a favore di persone giuridiche private senza fine

di lucro, curando direttamente il relativo procedimento.

Articolo 96

Espropriazione per fini strumentali

1. Possono essere espropriati per causa di pubblica utilità edifici ed aree quando ciò sia necessario

per isolare o restaurare beni culturali immobili, assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o

accrescerne il decoro o il godimento da parte del pubblico, facilitarne l'accesso (1) .

(1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera qqq) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 97

Espropriazione per interesse archeologico

1. Il Ministero può procedere all'espropriazione di immobili al fine di eseguire interventi di

interesse archeologico o ricerche per il ritrovamento delle cose indicate nell'articolo 10.

Articolo 98

Dichiarazione di pubblica utilità

1. La pubblica utilità è dichiarata con decreto ministeriale o, nel caso dell'articolo 96, anche con

provvedimento della regione comunicato al Ministero.

2. Nei casi di espropriazione previsti dagli articoli 96 e 97 l'approvazione del progetto equivale a

dichiarazione di pubblica utilità. Articolo 99

Indennità di esproprio per i beni culturali

1. Nel caso di espropriazione previsto dall'articolo 95 l'indennità consiste nel giusto prezzo che il

bene avrebbe in una libera contrattazione di compravendita all'interno dello Stato.

2. Il pagamento dell'indennità è effettuato secondo le modalità stabilite dalle disposizioni generali in

materia di espropriazione per pubblica utilità.

Articolo 100

Rinvio a norme generali

1. Nei casi di espropriazione disciplinati dagli articoli 96 e 97 si applicano, in quanto compatibili, le

disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilità.

Articolo 101

Istituti e luoghi della cultura

1. Ai fini del presente codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi,

le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali.

2. Si intende per:

a) "museo", una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni

culturali per finalità di educazione e di studio (1);

b) "biblioteca", una struttura permanente che raccoglie, cataloga, e conserva un insieme organizzato

di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura

la consultazione al fine di promuovere la Lettura e lo studio (1);

c) "archivio";una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di

interesse storico e ne assicura la consultazione per finalità di studio e di ricerca.

d) "area archeologica", un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o

strutture preistorici o di età antica;

e) "parco archeologico", un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e

dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all'aperto;

f) "complesso monumentale", un insieme formato da una pluralità di fabbricati edificati anche in

epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica,

storica o etnoantropologica.

3. Gli istituti ed i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla

pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico.

4. Le strutture espositive e di consultazione nonché i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a

soggetti privati e sono aperti al pubblico espletano un servizio privato di utilità sociale.

(1) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera rrr) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 102

Fruizione degli istituti e dei luoghi della natura di appartenenza pubblica

1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali ed ogni altro ente ed istituto pubblico,

assicurano la fruizione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi indicati all'articolo 101, nel

rispetto dei principi fondamentali fissati dal presente codice.

2. Nel rispetto dei principi richiamati al comma 1, la legislazione regionale disciplina la fruizione

dei beni presenti negli istituti e nei luoghi della cultura non appartenenti allo Stato o dei quali lo

Stato abbia trasferito la disponibilità sulla base della normativa vigente.

3. La fruizione dei beni culturali pubblici al di fuori degli istituti e dei luoghi di cui all'articolo 101 è

assicurata, secondo le disposizioni del presente Titolo, compatibilmente con lo svolgimento degli

scopi istituzionali cui detti beni sono destinati.

4. Al fine di coordinare. armonizzare ed integrare la fruizione relativamente agli istituti ed ai luoghi

della cultura di appartenenza pubblica lo Stato, e per esso il Ministero, le regioni e gli altri enti

pubblici territoriali definiscono accordi nell'ambito e con le procedure dell'articolo 112. In assenza

di accordo, ciascun soggetto pubblico è tenuto a garantire la fruizione dei beni di cui ha comunque

la disponibilità.

5. Mediante gli accordi di cui al comma 4 il Ministero può altresì trasferire alle regioni e agli altri

enti pubblici territori di, in base ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, la

disponibilità di istituti e luoghi della cultura, al fine di assicurare un'adeguata fruizione e

valorizzazione dei beni ivi presenti. Articolo 103

Accesso agli istituti ed ai luoghi della cultura

1. L'accesso agli istituti ed ai luoghi pubblici della cultura può essere gratuito o a pagamento. Il

Mistero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono stipulare intese per coordinare

l'accesso ad essi.

2. L'accesso alle biblioteche ed agli archivi pubblici per finalità di lettura, studio e ricerca è gratuito.

3. Nei casi di accesso a pagamento, il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali

determinano:

a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito;

b) le categorie di biglietti e i criteri per La determinazione del relativo prezzo. Il prezzo del biglietto

include gli oneri derivanti dalla stipula delle convezioni previste alla lettera c);

c) le modalità di emissione, distribuzione e vendita del biglietto d'ingresso e di riscossione del

corrispettivo, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei

biglietti d'ingresso possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilità di

prevendita e vendita presso terzi convenzionati.

d) l'eventuale percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare all'Ente nazionale di assistenza e

previdenza per i pittori. scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici.

4. Eventuali agevolazioni per l'accesso devono essere regolate in modo da non creare

discriminazioni ingiustificate nei confronti dei cittadini degli altri Stati membri dell'Unione

europea. Articolo 104

Fruizione di beni culturali di proprietà privata

1. Possono essere assoggettati a visita da parte del pubblico per scopi culturali:

a) i beni culturali immobili indicati all'articolo 10, comma 3, lettere a) e 4, che rivestono interesse

eccezionale;

b) le collezioni dichiarate ai sensi dell'articolo 13.

2. L'interesse eccezionale degli immobili indicati al comma 1, lettera a), è dichiarato con atto del

Ministero, sentito il proprietario.

3. Le modalità di visita sono concordate ira il proprietario e il soprintendente, che ne dà

comunicazione al comune e alla città metropolitana nel cui territorio si trovano i beni (1).

4. Sono fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 38.

(1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera sss) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 105

Diritti di uso e godimento pubblico

1. Il Ministero e le regioni vigilano, nell'ambito delle rispettive competenze, affinché siano rispettati

i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sulle cose e i beni soggetti alle

disposizioni della presente Parte. Articolo 106

Uso individuale di beni culturali

1. Lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono concedere l'uso dei beni culturali

che abbiano in consegna, per finalità compatibili con la loro destinazione culturale, a singoli

richiedenti (1) .

2. Per i beni in consegna al Ministero, il soprintendente determina il canone dovuto e adotta il

relativo provvedimento.

2-bis. Per i beni diversi da quelli indicati al comma 2, la concessione in uso è subordinata

all'autorizzazione del Ministero, rilasciata a condizione che il conferimento garantisca la

conservazione e la fruizione pubblica del bene e sia assicurata la compatibilità della destinazione

d'uso con il carattere storico-artistico del bene medesimo. Con l'autorizzazione possono essere

dettate prescrizioni per la migliore conservazione del bene (2) .

( 1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera dd) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156.

(2) Comma aggiunto dall'articolo 2, comma 1, lettera dd) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156.

Articolo 107

Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali (1)

1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono consentire la riproduzione

nonché l'uso strumentale e precario dei beni culturali che abbiano in consegna, fatte salve le

disposizioni di cui al comma 2 e quelle in materia di diritto d'autore.

2. E' di regola vietata la riproduzione di beni culturali che consista nel trarre calchi, per contatto,

dagli originali di sculture e di opere a rilievo in genere, di qualunque materiale tali beni siano fatti.

Tale riproduzione e' consentita solo in via eccezionale e nel rispetto delle modalita' stabilite con

apposito decreto ministeriale. Sono invece consentiti, previa autorizzazione del soprintendente, i

calchi da copie degli originali gia' esistenti nonche' quelli ottenuti con tecniche che escludano il

contatto diretto con l'originale (2) .

(1) Per l'applicazione del presente articolo vedi D.M. 20 aprile 2005.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera ee) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156 e successivamente

sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera ttt) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 108

Canoni di concessione, corrispettivi di riproduzione, cauzione

1. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono

determinati dall'autorità che ha in consegna i beni tenendo anche conto:

a) del carattere delle attività cui si riferiscono le concessioni d'uso;

b) dei mezzi e delle modalità di esecuzione delle riproduzioni;

c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;

d) dell'uso e della destinazione delle riproduzioni, nonché dei benefici economici che ne derivano al

richiedente.

2. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti, di regola, in via anticipata.

3. Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste da privati per uso personale o per motivi di

studio, ovvero da soggetti pubblici per finalità di valorizzazione. I richiedenti sono comunque tenuti

al rimborso delle spese sostenute dall'amministrazione concedente.

4. Nei casi in cui dall'attività in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, l'autorità

che ha in consegna i beni determina l'importo della cauzione, costituita anche mediante fideiussione

bancaria o assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione è dovuta anche nei casi di esenzione dal

pagamento dei canoni e corrispettivi.

5. La cauzione è restituita quando sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito

dami e le spese sostenute sono state rimborsate.

6. Gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per l'uso e la riproduzione dei beni sono fissati

con provvedimento dell'amministrazione concedente.

Articolo 109

Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali

1. Qualora la concessione abbia ad oggetto la riproduzione di beni culturali per fini di raccolta e

catalogo di immagini fotografiche e di riprese in genere, il provvedimento concessorio prescrive:

a) il deposito del doppio originale di ogni ripresa o fotografia;

b) la restituzione, dopo l'uso, del fotocolor originale con relativo codice.

Articolo 110

Incasso e riparto di proventi

1. Nei casi previsti dall'articolo 115, comma 2, i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di

ingresso agli istituti ed ai luoghi della cultura, nonché dai canoni di concessione e dai corrispettivi

per la riproduzione dei beni culturali, sono versati ai soggetti pubblici cui gli istituti, i luoghi o i

singoli beni appartengono o sono in consegna, in conformità alle rispettive disposizioni di

contabilità pubblica.

2. Ove si tratti di istituti, luoghi o beni appartenenti o in consegna allo Stato, i proventi di cui al

comma 1 sono versati alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato, anche mediante versamento

in conto corrente postale intestato alla tesoreria medesima, ovvero sul conto corrente bancario

aperto da ciascun responsabile di istituto o luogo della cultura presso un istituto di credito. In tale

ultima ipotesi l'istituto bancario provvede, non otre cinque giorni dalla riscossione, al versamento

delle somme affluite alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato. Il Ministro dell'economia e

delle finanze si assegna le somme incassate alle competenti unità previsionali di base dello stato di

previsione della spesa del Ministero, secondo i criteri e nella misura fissati dal Ministero medesimo.

3. I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso agli istituti ed ai luoghi appartenenti o in

consegna allo Stato sono destinati alla realizzazione di interventi per la sicurezza e la conservazione

dei luoghi medesimi, ai sensi dell'articolo 29, nonché all'espropriazione e all'acquisto di beni

culturali, anche mediante esercizio della prelazione.

4. I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso agli istituti ed ai luoghi appartenenti o in

consegna ad altri soggetti pubblici sono destinati all'incremento ed alla valorizzazione del

patrimonio culturale. Articolo 111

Attività di valorizzazione

1. Le attività di valorizzazione dei beni culturali consistono nella costituzione ed organizzazione

stabile di risorse, strutture o reti, ovvero nella messa a disposizione di competenze tecniche o risorse

finanziarie o strumentali, finalizzate all'esercizio delle funzioni ed al perseguimento delle finalità

indicate all'articolo 6. A tali attività possono concorrere, cooperare o partecipare soggetti privati.

2. La valorizzazione è ad iniziativa pubblica o privata.

3. La valorizzazione ad iniziativa pubblica si conforma ai principi di libertà di partecipazione,

pluralità dei soggetti, continuità di esercizio, parità di trattamento, economicità e trasparenza della

gestione.

4. La valorizzazione ad iniziativa privata è attività socialmente utile e ne è riconosciuta la finalità di

solidarietà sociale. Articolo 112

Valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica (1)

1. Lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali assicurano la valorizzazione dei beni

presenti negli istituti e nei luoghi indicati all'articolo 101, nel rispetto dei principi fondamentali

fissati dal presente codice.

2. Nel rispetto dei principi richiamati al comma 1, la legislazione regionale disciplina le funzioni e

le attività di valorizzazione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi della cultura non appartenenti

allo Stato o dei quali lo Stato abbia trasferito la disponibilità sulla base della normativa vigente.

3. La valorizzazione dei beni culturali pubblici al di fuori degli istituti e dei luoghi di cui all'articolo

101 è assicurata, secondo le disposizioni del presente Titolo, compatibilmente con lo svolgimento

degli scopi istituzionali cui detti beni sono destinati.

4. Lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali stipulano accordi per definire strategie ed

obiettivi comuni di valorizzazione, nonché per elaborare i conseguenti piani strategici di sviluppo

culturale e i programmi, relativamente ai beni culturali di pertinenza pubblica. Gli accordi possono

essere conclusi su base regionale o subregionale, in rapporto ad ambiti territoriali definiti, e

promuovono altresì l'integrazione, nel processo di valorizzazione concordato, delle infrastrutture e

dei settori produttivi collegati. Gli accordi medesimi possono riguardare anche beni di proprietà

privata, previo consenso degli interessati. Lo Stato stipula gli accordi per il tramite del Ministero,

che opera direttamente ovvero d'intesa con le altre amministrazioni statali eventualmente

competenti.

5. Lo Stato, per il tramite del Ministero e delle altre amministrazioni statali eventualmente

competenti, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono costituire, nel rispetto delle vigenti

disposizioni, appositi soggetti giuridici cui affidare l'elaborazione e lo sviluppo dei piani di cui al

comma 4.

6. In assenza degli accordi di cui al comma 4, ciascun soggetto pubblico è tenuto a garantire la

valorizzazione dei beni di cui ha comunque la disponibilità.

7. Con decreto del Ministro sono definiti modalità e criteri in base ai quali il Ministero costituisce i

soggetti giuridici indicati al comma 5 o vi partecipa.

8. Ai soggetti di cui al comma 5 possono partecipare privati proprietari di beni culturali suscettibili

di essere oggetto di valorizzazione, nonché persone giuridiche private senza fine di lucro, anche

quando non dispongano di beni culturali che siano oggetto della valorizzazione, a condizione che

l'intervento in tale settore di attività sia per esse previsto dalla legge o dallo statuto.

9. Anche indipendentemente dagli accordi di cui al comma 4, possono essere stipulati accordi tra lo

Stato, per il tramite del Ministero e delle altre amministrazioni statali eventualmente competenti, le

regioni, gli altri enti pubblici territoriali e i privati interessati, per regolare servizi strumentali

comuni destinati alla fruizione e alla valorizzazione di beni culturali. Con gli accordi medesimi

possono essere anche istituite forme consortili non imprenditoriali per la gestione di uffici comuni.

Per le stesse finalita' di cui al primo periodo, ulteriori accordi possono essere stipulati dal Ministero,

dalle regioni, dagli altri enti pubblici territoriali, da ogni altro ente pubblico nonche' dai soggetti

costituiti ai sensi del comma 5, con le associazioni culturali o di volontariato, dotate di adeguati

requisiti, che abbiano per statuto finalita' di promozione e diffusione della conoscenza dei beni

culturali. All'attuazione del presente comma si provvede nell'ambito delle risorse umane,

strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la

finanza pubblica (2).

( 1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera ff) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156, come rettificato in

Gazz.Uff. 24 maggio 2006, n. 119.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera uuu) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 113

Valorizzazione dei beni culturali di proprietà privata

1. Le attività e le strutture di valorizzazione, ad iniziativa privata, di beni culturali di proprietà

privata possono beneficiare del sostegno pubblico da parte dello Stato, delle regioni e degli altri enti

pubblici territoriali.

2. Le misure di sostegno sono adottate tenendo conto della rilevanza dei beni culturali ai quali si

riferiscono.

3. Le modalità della valorizzazione sono stabilite con accordo da stipularsi con il proprietario,

possessore o detentore del bene in sede di adozione della misura di sostegno.

4. La regione e gli altri enti pubblici territoriali possono anche concorrere alla valorizzazione dei

beni di cui all'articolo 104, comma 1, partecipando agli accordi ivi previsti al comma 3.

Articolo 114

Livelli di qualità della valorizzazione

1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle università,

fissano i livelli minimi uniformi di qualità delle attività di valorizzazione su beni di pertinenza

pubblica e ne curano l'aggiornamento periodico (1).

2. I livelli di cui al comma 1 sono adottati con decreto del Ministro previa intesa in sede di

Conferenza unificata.

3. I soggetti che, ai sensi dell'articolo 115, hanno la gestione delle attività di valorizzazione sono

tenuti ad assicurare il rispetto dei livelli adottati. .

(1) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera gg) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156

Articolo 115

Forme di gestione (1)

1. Le attività di valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica sono gestite in forma

diretta o indiretta.

2. La gestione diretta è svolta per mezzo di strutture organizzative interne alle amministrazioni,

dotate di adeguata autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile, e provviste di

idoneo personale tecnico. Le amministrazioni medesime possono attuare la gestione diretta anche in

forma consortile pubblica.

3. La gestione indiretta è attuata tramite concessione a terzi delle attività di valorizzazione, anche in

forma congiunta e integrata, da parte delle amministrazioni cui i beni pertengono o dei soggetti

giuridici costituiti ai sensi dell'articolo 112, comma 5, qualora siano conferitari dei beni ai sensi del

comma 7, mediante procedure di evidenza pubblica, sulla base della valutazione comparativa di

specifici progetti. I privati che eventualmente partecipano ai soggetti indicati all'articolo 112,

comma 5, non possono comunque essere individuati quali concessionari delle attività di

valorizzazione (2).

4. Lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali ricorrono alla gestione indiretta al fine di

assicurare un miglior livello di valorizzazione dei beni culturali. La scelta tra le due forme di

gestione indicate ai commi 2 e 3 è attuata mediante valutazione comparativa in termini di

sostenibilità economico-finanziaria e di efficacia, sulla base di obbiettivi previamente definiti. La

gestione in forma indiretta è attuata nel rispetto dei parametri di cui all'articolo 114.

5. Le amministrazioni cui i beni pertengono e, ove conferitari dei beni, i soggetti giuridici costituiti

ai sensi dell'articolo 112, comma 5, regolano i rapporti con i concessionari delle attività di

valorizzazione mediante contratto di servizio, nel quale sono determinati, tra l'altro, i contenuti del

progetto di gestione delle attività di valorizzazione ed i relativi tempi di attuazione, i livelli

qualitativi delle attività da assicurare e dei servizi da erogare, nonché le professionalità degli

addetti. Nel contratto di servizio sono indicati i servizi essenziali che devono essere comunque

garantiti per la pubblica fruizione del bene.

6. Nel caso in cui la concessione a terzi delle attività di valorizzazione sia attuata dai soggetti

giuridici di cui all'articolo 112, comma 5, in quanto conferitari dei beni oggetto della

valorizzazione, la vigilanza sul rapporto concessorio è esercitata anche dalle amministrazioni cui i

beni pertengono. L'inadempimento, da parte del concessionario, degli obblighi derivanti dalla

concessione e dal contratto di servizio, oltre alle conseguenze convenzionalmente stabilite,

determina anche, a richiesta delle amministrazioni cui i beni pertengono, la risoluzione del rapporto

concessorio e la cessazione, senza indennizzo, degli effetti del conferimento in uso dei beni (2).

7. Le amministrazioni possono partecipare al patrimonio dei soggetti di cui all'articolo 112, comma

5, anche con il conferimento in uso dei beni culturali che ad esse pertengono e che siano oggetto

della valorizzazione. Al di fuori dell'ipotesi prevista al comma 6, gli effetti del conferimento si

esauriscono, senza indennizzo, in tutti i casi di cessazione dalla partecipazione ai soggetti di cui al

primo periodo o di estinzione dei medesimi. I beni conferiti in uso non sono assoggettati a garanzia

patrimoniale specifica se non in ragione del loro controvalore economico.

8. Alla concessione delle attività di valorizzazione può essere collegata la concessione in uso degli

spazi necessari all'esercizio delle attività medesime, previamente individuati nel capitolato d'oneri.

La concessione in uso perde efficacia, senza indennizzo, in qualsiasi caso di cessazione della

concessione delle attività.

9. Alle funzioni ed ai compiti derivanti dalle disposizioni del presente articolo il Ministero provvede

nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza

nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

(1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera hh) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera vvv) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 116

Tutela dei beni culturali conferiti o concessi in uso (1)

1. I beni culturali che siano stati conferiti o concessi in uso ai sensi dell'articolo 115, commi 7 e 8,

restano a tutti gli effetti assoggettati al regime giuridico loro proprio. Le funzioni di tutela sono

esercitate dal Ministero in conformità alle disposizioni del presente codice. Gli organi

istituzionalmente preposti alla tutela non partecipano agli organismi di gestione dei soggetti

giuridici indicati all'articolo 112, comma 5.

(1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera ii) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156.

Articolo 117

Servizi per il pubblico (1)

1. Negli istituti e nei luoghi della cultura indicati all'articolo 101 possono essere istituiti servizi di

assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico.

2. Rientrano tra i servizi di cui al comma 1:

a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e

informatici, ogni altra materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali;

b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del

prestito bibliotecario;

c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali;

d) la gestione dei punti vendita e l'utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni;

e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l'infanzia, i servizi

di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro;

f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;

g) l'organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, nonché di iniziative promozionali.

3. I servizi di cui al comma 1 possono essere gestiti in forma integrata con i servizi di pulizia, di

vigilanza e di biglietteria.

4. La gestione dei servizi medesimi è attuata nelle forme previste dall'articolo 115.

5. I canoni di concessione dei servizi sono incassati e ripartiti ai sensi dell'articolo 110.

(1) Per la razionalizzazione dei servizi aggiuntivi di cui al presente articolo vedi l'articolo 14 del D.L. 1 ottobre 2007,

n.159. La rubrica è stata successivamente sostituita dall'articolo 2, comma 1, lettera zzz) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n.

62. Articolo 118

Promozione di attività di studio e ricerca

1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle università e

di altri soggetti pubblici e privati, realizzano, promuovono e sostengono, anche congiuntamente,

ricerche, studi ed altre attività conoscitive aventi ad oggetto il patrimonio culturale.

2. Al fine di garantire la raccolta e la diffusione sistematica dei risultati degli studi, delle ricerche e

delle altre attività di cui al comma 1, ivi compresa la catalogazione, il Ministero e le regioni

possono stipulare accordi per istituire, a livello regionale o interregionale, centri permanenti di

studio e documentazione del patrimonio culturale, prevedendo il concorso delle università e di altri

soggetti pubblici e privati. Articolo 119

Diffusione della conoscenza del patrimonio culturale nelle scuole

1. Il Ministero puo' concludere accordi con i Ministeri della pubblica istruzione e dell'universita' e

della ricerca, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali interessati, per diffondere la conoscenza

del patrimonio culturale e favorirne la fruizione.

2. Sulla base degli accordi previsti al comma 1, i responsabili degli istituti e dei luoghi della cultura

di cui all'articolo 101 possono stipulare apposite convenzioni con le universita', le scuole di ogni

ordine e grado, appartenenti al sistema nazionale di istruzione, nonche' con ogni altro istituto di

formazione, per l'elaborazione e l'attuazione di progetti formativi e di aggiornamento, dei connessi

percorsi didattici e per la predisposizione di materiali e sussidi audiovisivi, destinati ai docenti ed

agli operatori didattici. I percorsi, i materiali e i sussidi tengono conto della specificita' dell'istituto

di formazione e delle eventuali particolari esigenze determinate dalla presenza di persone con

disabilita' (1).

(1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera aaaa) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 120

Sponsorizzazione di beni culturali

1. E' sponsorizzazione di beni culturali ogni contributo, anche in beni o servizi, erogato per la

progettazione o l'attuazione di iniziative in ordine alla tutela ovvero alla valorizzazione del

patrimonio culturale, con lo scopo di promuovere il nome, il marchio, l'immagine, l'attivita' o il

prodotto dell'attivita' del soggetto erogante. Possono essere oggetto di sponsorizzazione iniziative

del Ministero, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali nonche' di altri soggetti pubblici o di

persone giuridiche private senza fine di lucro, ovvero iniziative di soggetti privati su beni culturali

di loro proprieta'. La verifica della compatibilita' di dette iniziative con le esigenze della tutela e'

effettuata dal Ministero in conformita' alle disposizioni del presente codice (1).

2. La promozione di cui al comma 1 avviene attraverso l'associazione del nome, del marchio,

dell'immagine, dell'attività o del prodotto all'iniziativa oggetto del contributo, in forme compatibili

con il carattere artistico o storico, L'aspetto e il decoro del bene culturale da tutelare o valorizzare,

da stabilii con il contratto di sponsorizzazione.

3. Con il contrario di sponsorizzazione sono altresì definite le modalità di erogazione del contributo

nonché le forme del controllo, da parte del soggetto erogante, sulla realizzazione dell'iniziativa cui

il contributo si riferisce.

(1) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera bbbb) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 121

Accordi con le fondazioni bancarie

1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, ciascuno nel proprio ambito, possono

stipulare, anche congiuntamente, protocolli di intesa con le fondazioni conferenti di cui alle

disposizioni in materia di ristrutturazione e disciplina del gruppo creditizio, che statutariamente

perseguano scopi di utilità sociale nel settore dell'arte e delle attività e beni culturali, al fine di

coordinare gli interventi di valorizzazione sul patrimonio culturale e, in tale contesto, garantire

l'equilibrato impiego delle risorse finanziarie messe a disposizione. La parte pubblica può

concorrere, con proprie risorse finanziarie, per garantire il perseguimento degli obiettivi dei

protocolli di intesa. Articolo 122

Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilità dei documenti

1. I documenti conservati negli archivi di Stato e negli archivi storici delle regioni degli altri enti

pubblici territoriali nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico sono liberamente consultabili, ad

eccezione:

a) di quelli dichiarati di carattere riservato, ai sensi dell'articolo 125, relativi alla politica estera o

interna dello Stato,che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data;

b) di quelli contenenti i dati sensibili nonché i dati relativi a provvedimenti di natura penale

espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, che diventano

consultabili quaranta anni dopo la loro data. Il termine è di settanta anni se i dati sono idonei a

rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare.

b-bis) di quelli versati ai sensi dell'articolo 41, comma 2, fino allo scadere dei termini indicati al

comma 1 dello stesso articolo (1) .

2. Anteriormente al decorso dei termini indicati nel comma 1, i documenti restano accessibili ai

sensi della disciplina sull'accesso ai documenti amministrativi. Sull'istanza di accesso provvede [,

ove ancora operante,] l'amministrazione che deteneva il documento prima del versamento o del

deposito (2) .

3. Alle disposizioni del comma 1, lettera b) sono assoggettati anche gli archivi e i documenti di

proprietà privata depositati negli archivi di Stato e negli archivi storici degli enti pubblici, o agli

archivi medesimi donati o venduti o lasciati in eredità o legato. I depositanti e coloro che donano o

vendono o lasciano in eredità o legato i documenti possono anche stabilire la condizione della non

consultabilità di tutti o di parte dei documenti dell'ultimo settantennio. Tale limitazione, cosi come

quella generale stabilita dal comma 1, non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei

venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata; detta limitazione è altresì inoperante nei

confronti degli aventi causa dai depositanti, donanti e venditori, quando si tratti di documenti

concernenti oggetti patrimoniali, ai quali essi siano interessati per il titolo di acquisto (3).

(1) Lettera aggiunta dall'articolo 2, comma 1, lettera ll) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera ll) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n.156 e dall'articolo 2, comma 1,

lettera cccc) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

(3) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera ccc) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 123

Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilità dei documenti riservati

1. Il Ministro dell'interno, previo parere del direttore dell'Archivio di Stato competente e udita la

commissione per le questioni inerenti alla consultabilità degli atti di archivio riservati, istituita

presso il Ministero dell'interno, pub autorizzare. la consultazione, per scopi storici di documenti di

carattere riservato conservati negli archivi di Stato anche prima della scadenza dei termini indicati

nell'articolo 122, comma 1. L'autorizzazione è rilasciata, a parità di condizioni, ad ogni richiedente.

2. I documenti per i quali è autorizzata la consultazione ai sensi del comma 1 conservano il loro

carattere riservato e non possono essere ulteriormente utilizzati da altri soggetti senza la relativa

autorizzazione (1) .

3. Alle disposizioni dei commi 1 e 2 è assoggettata anche la consultazione per scopi storici di

documenti di carattere riservato conservati negli archivi storici delle regioni, degli altri enti pubblici

territoriali nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico. Il parere di cui al comma 1 è reso dal

soprintendente archivistico.

(1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera dddd) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 124

Configurabilità a scopi storici degli archivi correnti

1. Salvo quanto disposto dalla vigente normativa in materia di accesso agli atti della pubblica

amministrazione, lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali disciplinano la consultazione

a scopi storici dei propri archivi correnti e di deposito.

2. La consultazione ai fui del comma 1 degli archivi correnti e di. deposito degli altri enti ed istituti

pubblici, è regolata dagli enti ed istituti medesimi, sulla base di indirizzi generali stabiliti dal

Ministero. Articolo 125

Declaratoria di riservatezza

1.L'accertamento dell'esistenza e della natura degli atti non liberamente consultabili indicati agli

articoli 122 e 127 è effettuato dal Ministero dell'interno, d'intesa con il Ministero.

Articolo 126

Protezione di dati personali

1. Qualora il titolare di dati personali abbia esercitato i diritti a lui riconosciuti dalla normativa che

ne disciplina il trattamento, i documenti degli archivi storici sono conservati e consultabili

unitamente alla documentazione relativa all'esercizio degli stessi diritti.

2. Su richiesta del titolare medesimo, può essere disposto il blocco dei dati personali che non siano

di rilevante interesse pubblico, qualora il loro trattamento comporti un concreto pericolo di lesione

della dignità, della riservatezza o dell'identità personale dell'interessato.

3. La consultazione per scopi storici dei documenti contenenti dati personali è assoggettata anche

alle disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta previsto dalla normativa in materia

di trattamento dei dati personali. Articolo 127

Configurabilità degli archivi privati

1. I privati proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di archivi o di singoli documenti

dichiarati ai sensi dell'articolo 13 hanno l'obbligo di permettere agli studiosi, che ne facciano

motivata richiesta tramite il soprintendente archivistico, la consultazione dei documenti secondo

modalità concordate tra i privati stessi e il soprintendente. Le relative spese sono a carico dello

studioso.

2. Sono esclusi dalla consultazione i singoli documenti dichiarati di carattere riservato ai sensi

dell'articolo 125. Possono essere esclusi dalla consultazione anche i documenti per i quali sia stata

posta la condizione di non consultabilità ai sensi dell'articolo 122, comma 3.

3. Agli archivi privati utilizzati per scopi storici, anche se non dichiarati a norma dell'articolo 13, si

applicano le disposizioni di cui agli articoli 123, comma 3, e 126, comma 3.

Articolo 128

Notifiche effettuate a norma della legislazione precedente (1)

1. I beni culturali di cui all'articolo 10, comma 3, per i quali non sono state rinnovate e trascritte le

notifiche effettuate a norma delle leggi 20 giugno 1909, n. 364 e 11 giugno 1922, n. 778, sono

sottoposti al procedimento di cui all'articolo 14. Fino alla conclusione del procedimento medesimo,

dette notifiche restano comunque valide agli effetti di questa Parte.

2. Conservano altresì efficacia le notifiche effettuate a norma dell'articolo 22 della legge 22

dicembre 1939, n. 2006, degli articoli 2, 3, 5 e 21 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 e le

dichiarazioni adottate e notificate a norma dell'articolo 36 del decreto del Presidente della

Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 e degli articoli 6, 7, 8 e 49 del decreto legislativo 29 ottobre

1999, n. 490 (2).

3. In presenza di elementi di fatto sopravvenuti ovvero precedentemente non conosciuti o non

valutati, il Ministero può rinnovare, d'ufficio o a richiesta del proprietario, possessore o detentore

interessati, il procedimento di dichiarazione dei beni che sono stati oggetto delle notifiche di cui al

comma 2, al fine di verificare la perdurante sussistenza dei presupposti per l'assoggettamento dei

beni medesimi alle disposizioni di tutela.

4. Avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza di rinnovo del procedimento di dichiarazione,

prodotta ai sensi del comma 3, ovvero avverso la dichiarazione conclusiva del procedimento

medesimo, anche quando esso sia stato avviato d'ufficio, è ammesso ricorso amministrativo ai sensi

dell'articolo 16.

( 1) Per la delega delle funzioni di cui al presente articolo vedi D.M. 21 ottobre 2005.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera eeee) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62.

Articolo 129

Provvedimenti legislativi particolari

1. Sono fatte salve le leggi aventi ad oggetto singole città o parti di esse, complessi architettonici,

monumenti nazionali, siti od aree di interesse storico, artistico od archeologico.

2. Restano altresì salve le disposizioni relative alle raccolte artistiche ex-fidecommissarie, impartite

con legge 28 giugno 1871, n. 286, legge 8 luglio 1883, n. 1461, regio decreto 23 novembre 1891, n.

653 e legge 7 febbraio 1892, n. 31. Articolo 130

Disposizioni regolamentari precedenti

1. Fino all'emanazione dei decreti e dei regolamenti previsti dal presente codice, restano in vigore,

in quanto applicabili, le disposizioni dei regolamenti approvati con regi decreti 2 ottobre 1911, n.

1163 e 30 gennaio 1913, n. 363, e ogni altra disposizione regolamentare attinente alle norme

contenute in questa Parte. Articolo 131

Paesaggio

1. Per paesaggio si intende il territorio espressivo di identita', il cui carattere deriva dall'azione di

fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni.

2. Il presente Codice tutela il paesaggio relativamente a quegli aspetti e caratteri che costituiscono

rappresentazione materiale e visibile dell'identita' nazionale, in quanto espressione di valori

culturali.

3. Salva la potesta' esclusiva dello Stato di tutela del paesaggio quale limite all'esercizio delle

attribuzioni delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano sul territorio, le norme

del presente Codice definiscono i principi e la disciplina di tutela dei beni paesaggistici.

4. La tutela del paesaggio, ai fini del presente Codice, e' volta a riconoscere, salvaguardare e, ove

necessario, recuperare i valori culturali che esso esprime. I soggetti indicati al comma 6, qualora

intervengano sul paesaggio, assicurano la conservazione dei suoi aspetti e caratteri peculiari.

5. La valorizzazione del paesaggio concorre a promuovere lo sviluppo della cultura. A tale fine le

amministrazioni pubbliche promuovono e sostengono, per quanto di rispettiva competenza, apposite

attivita' di conoscenza, informazione e formazione, riqualificazione e fruizione del paesaggio

nonche', ove possibile, la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati. La

valorizzazione e' attuata nel rispetto delle esigenze della tutela.

6. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonche' tutti i soggetti che, nell'esercizio di

pubbliche funzioni, intervengono sul territorio nazionale, informano la loro attivita' ai principi di

uso consapevole del territorio e di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche e di

realizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati e coerenti, rispondenti a criteri di qualita' e

sostenibilita' (1).

( 1) Articolo modificato dall'articolo 3 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente sostituito dall'articolo 2,

comma 1, lettera a) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 132

Convenzioni internazionali

1. La Repubblica si conforma agli obblighi ed ai principi di cooperazione tra gli Stati fissati dalle

convenzioni internazionali in materia di conservazione e valorizzazione del paesaggio.

2. La ripartizione delle competenze in materia di paesaggio e' stabilita in conformita' ai principi

costituzionali, anche con riguardo all'applicazione della Convenzione europea sul paesaggio,

adottata a Firenze il 20 ottobre 2000, e delle relative norme di ratifica ed esecuzione (1) .

(1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 133

Cooperazione tra amministrazioni pubbliche per la conservazione e la valorizzazione del paesaggio

1. Il Ministero e le regioni definiscono d'intesa le politiche per la conservazione e la valorizzazione

del paesaggio tenendo conto anche degli studi, delle analisi e delle proposte formulati

dall'Osservatorio nazionale per la qualita' del paesaggio, istituito con decreto del Ministro, nonche'

dagli Osservatori istituiti in ogni regione con le medesime finalita' (1) .

(1) Articolo sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 134

Beni paesaggistici

1. Sono beni paesaggistici:

a) gli immobili e le aree di cui all'articolo 136, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141 (1) ;

b) le aree di cui all'articolo 142 (1);

c) gli immobili e le aree tipizzati, individuati e gli ulteriori immobili ed aree specificamente

individuati a termini dell'articolo 136 e sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli

articoli 143 e 156 (2).

(1) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(2) Lettera modificata dall'articolo 4 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e dall'articolo 2, comma 1, lettera d) del D.Lgs.

26 marzo 2008, n. 63. Articolo 135

Pianificazione paesaggistica (1)

1. Lo Stato e le regioni assicurano che tutto il territorio sia adeguatamente conosciuto,

salvaguardato, pianificato e gestito in ragione dei differenti valori espressi dai diversi contesti che lo

costituiscono. A tale fine le regioni sottopongono a specifica normativa d'uso il territorio mediante

piani paesaggistici, ovvero piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori

paesaggistici, entrambi di seguito denominati: "piani paesaggistici". L'elaborazione dei piani

paesaggistici avviene congiuntamente tra Ministero e regioni, limitatamente ai beni paesaggistici di

cui all'articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d), nelle forme previste dal medesimo articolo 143.

2. I piani paesaggistici, con riferimento al territorio considerato, ne riconoscono gli aspetti e i

caratteri peculiari, nonche' le caratteristiche paesaggistiche, e ne delimitano i relativi ambiti.

3. In riferimento a ciascun ambito, i piani predispongono specifiche normative d'uso, per le finalita'

indicate negli articoli 131 e 133, ed attribuiscono adeguati obiettivi di qualita'.

4. Per ciascun ambito i piani paesaggistici definiscono apposite prescrizioni e previsioni ordinate in

particolare:

a) alla conservazione degli elementi costitutivi e delle morfologie dei beni paesaggistici sottoposti a

tutela, tenuto conto anche delle tipologie architettoniche, delle tecniche e dei materiali costruttivi,

nonche' delle esigenze di ripristino dei valori paesaggistici;

b) alla riqualificazione delle aree compromesse o degradate;

c) alla salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche degli altri ambiti territoriali, assicurando, al

contempo, il minor consumo del territorio;

d) alla individuazione delle linee di sviluppo urbanistico ed edilizio, in funzione della loro

compatibilita' con i diversi valori paesaggistici riconosciuti e tutelati, con particolare attenzione alla

salvaguardia dei paesaggi rurali e dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

(1) Articolo sostituito dall'articolo 5 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e dall'articolo 2, comma 1, lettera e) del D.Lgs.

26 marzo 2008, n. 63. Articolo 136

Immobili ed aree di notevole interesse pubblico

1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro notevole interesse pubblico:

a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarita' geologica o

memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali (1) ;

b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente

codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;

c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e

tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici (2);

d) le bellezze panoramiche [considerate come quadri] e così pure quei punti di vista o di belvedere,

accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze (3) .

( 1) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera f) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(2) Lettera modificata dall'articolo 6 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e dall'articolo 2, comma 1, lettera f) del D.Lgs.

26 marzo 2008, n. 63.

(3) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera f) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63

Articolo 137

Commissioni regionali (1)

1. Le regioni istituiscono apposite commissioni, con il compito di formulare proposte per la

dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili indicati alle lettere a) e b) del comma 1

dell'articolo 136 e delle aree indicate alle lettere c) e d) del comma 1 del medesimo articolo 136 (2)

.

2. Di ciascuna commissione fanno parte di diritto il direttore regionale, il soprintendente per i beni

architettonici e per il paesaggio ed il soprintendente per i beni archeologici competenti per

territorio, nonché due responsabili preposti agli uffici regionali competenti in materia di paesaggio.

I restanti membri, in numero non superiore a quattro, sono nominati dalla regione tra soggetti con

qualificata, pluriennale e documentata professionalità ed esperienza nella tutela del paesaggio, di

norma scelti nell'ambito di terne designate, rispettivamente, dalle università aventi sede nella

regione, dalle fondazioni aventi per statuto finalità di promozione e tutela del patrimonio culturale e

dalle associazioni portatrici di interessi diffusi individuate ai sensi delle vigenti disposizioni di

legge in materia di ambiente e danno ambientale. La commissione e' integrata dal rappresentante del

competente comando regionale del Corpo forestale dello Stato nei casi in cui la proposta riguardi

filari, alberate ed alberi monumentali. Decorsi infruttuosamente sessanta giorni dalla richiesta di

designazione, la regione procede comunque alle nomine (2).

3. Fino all'istituzione delle commissioni di cui ai commi 1 e 2, le relative funzioni sono esercitate

dalle commissioni istituite ai sensi della normativa previgente per l'esercizio di competenze

analoghe.

(1) Articolo sostituito dall'articolo 7 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera g) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 138

Avvio del procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico (1)

1. Le commissioni di cui all'articolo 137, su iniziativa dei componenti di parte ministeriale o

regionale, ovvero su iniziativa di altri enti pubblici territoriali interessati, acquisite le necessarie

informazioni attraverso le soprintendenze e i competenti uffici regionali e provinciali e consultati i

comuni interessati nonche', ove opportuno, esperti della materia, valutano la sussistenza del

notevole interesse pubblico, ai sensi dell'articolo 136, degli immobili e delle aree per i quali e' stata

avviata l'iniziativa e propongono alla regione l'adozione della relativa dichiarazione. La proposta e'

formulata con riferimento ai valori storici, culturali, naturali, morfologici, estetici espressi dagli

aspetti e caratteri peculiari degli immobili o delle aree considerati ed alla loro valenza identitaria in

rapporto al territorio in cui ricadono, e contiene proposte per le prescrizioni d'uso intese ad

assicurare la conservazione dei valori espressi.

2. La commissione decide se dare ulteriore seguito all'atto di iniziativa entro sessanta giorni dalla

data di presentazione dell'atto medesimo. Decorso infruttuosamente il predetto termine, entro i

successivi trenta giorni il componente della commissione o l'ente pubblico territoriale che ha

assunto l'iniziativa puo' formulare la proposta di dichiarazione direttamente alla regione.

3. E' fatto salvo il potere del Ministero, su proposta motivata del soprintendente, previo parere della

regione interessata che deve essere motivatamente espresso entro e non oltre trenta giorni dalla

richiesta, di dichiarare il notevole interesse pubblico degli immobili e delle aree di cui all'articolo

136.

( 1) Articolo sostituito dall'articolo 8 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e dall'articolo 2, comma 1, lettera h) del D.Lgs.

26 marzo 2008, n. 63. Articolo 139

Procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico (1) (2)

1. La proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico di cui all'articolo 138, corredata di

planimetria redatta in scala idonea alla puntuale individuazione degli immobili e delle aree che ne

costituiscono oggetto, è pubblicata per novanta giorni all'albo pretorio e depositata a disposizione

del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati. La proposta è altresì comunicata alla città

metropolitana e alla provincia interessate (3) .

2. Dell'avvenuta proposta e relativa pubblicazione è data senza indugio notizia su almeno due

quotidiani diffusi nella regione [territorialmente] interessata, nonché su un quotidiano a diffusione

nazionale e sui siti informatici della regione e degli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito

ricadono gli immobili o le aree da assoggettare a tutela. Dal primo giorno di pubblicazione

decorrono gli effetti di cui all'articolo 146, comma 1. Alle medesime forme di pubblicità è

sottoposta la determinazione negativa della commissione (3).

3. Per gli immobili indicati alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 136, viene altresì data

comunicazione dell'avvio del procedimento di dichiarazione al proprietario, possessore o detentore

del bene.

4. La comunicazione di cui al comma 3 contiene gli elementi, anche catastali, identificativi

dell'immobile e la proposta formulata dalla commissione. Dalla data di ricevimento della

comunicazione decorrono gli effetti di cui all'articolo 146, comma 1.

5. Entro i trenta giorni successivi al periodo di pubblicazione di cui al comma 1, i comuni, le città

metropolitane, le province, le associazioni portatrici di interessi diffusi individuate ai sensi delle

vigenti disposizioni di legge in materia di ambiente e danno ambientale, e gli altri soggetti

interessati possono presentare osservazioni e documenti alla regione, che ha altresì facoltà di indire

un'inchiesta pubblica. I proprietari, possessori o detentori del bene possono presentare osservazioni

e documenti entro i trenta giorni successivi alla comunicazione individuale di cui al comma 3 (3).

(1) Articolo sostituito dall'articolo 9 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(2) Rubrica modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera i) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(3) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera i) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 140

Dichiarazione di notevole interesse pubblico e relative misure di conoscenza (1)

1. La regione, sulla base della proposta della commissione, esaminati le osservazioni e i documenti

e tenuto conto dell'esito dell'eventuale inchiesta pubblica, entro[ il termine di ] sessanta giorni dalla

data di scadenza dei termini di cui all'articolo 139, comma 5, emana il provvedimento relativo alla

dichiarazione di notevole interesse pubblico [ paesaggistico] degli immobili e delle aree indicati,

rispettivamente, alle lettere a) e b) e alle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 136 (2) .

2. La dichiarazione di notevole interesse pubblico detta la specifica disciplina intesa ad assicurare la

conservazione dei valori espressi dagli aspetti e caratteri peculiari del territorio considerato. Essa

costituisce parte integrante del piano paesaggistico e non e' suscettibile di rimozioni o modifiche nel

corso del procedimento di redazione o revisione del piano medesimo (3).

3. La dichiarazione di notevole interesse pubblico, quando ha ad oggetto gli immobili indicati alle

lettere a) e b) dell'articolo 136, comma 1, e' notificata al proprietario, possessore o detentore,

depositata presso ogni comune interessato e trascritta, a cura della regione, nei registri immobiliari.

Ogni dichiarazione di notevole interesse pubblico e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale della regione (3).

4. Copia della Gazzetta Ufficiale e' affissa per novanta giorni all'albo pretorio di tutti i comuni

interessati. Copia della dichiarazione e delle relative planimetrie resta depositata a disposizione del

pubblico presso gli uffici dei comuni interessati (3).

[5. Copia della Gazzetta Ufficiale è affissa per novanta giorni all'albo pretorio di tutti i comuni

interessati. Copia della dichiarazione e delle relative planimetrie resta depositata a disposizione del

pubblico presso gli uffici dei comuni interessati.] (4)

( 1) Articolo sostituito dall'articolo 10 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera l) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(3) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera l) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(4) Comma abrogato dall'articolo 2, comma 1, lettera l) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 141

Provvedimenti ministeriali (1)

1. Le disposizioni di cui agli articoli 139 e 140 si applicano anche ai procedimenti di dichiarazione

di notevole interesse pubblico di cui all'articolo 138, comma 3. In tale caso i comuni interessati,

ricevuta la proposta di dichiarazione formulata dal soprintendente, provvedono agli adempimenti

indicati all'articolo 139, comma 1, mentre agli adempimenti indicati ai commi 2, 3 e 4 del

medesimo articolo 139 provvede direttamente il soprintendente.

2. Il Ministero, valutate le eventuali osservazioni presentate ai sensi del detto articolo 139, comma

5, e sentito il competente Comitato tecnico-scientifico, adotta la dichiarazione di notevole interesse

pubblico, a termini dell'articolo 140, commi 1 e 2, e ne cura la pubblicazione nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale della regione.

3. Il soprintendente provvede alla notifica della dichiarazione, al suo deposito presso i comuni

interessati e alla sua trascrizione nei registri immobiliari, ai sensi dell'articolo 140, comma 3.

4. La trasmissione ai comuni del numero della Gazzetta Ufficiale contenente la dichiarazione, come

pure la trasmissione delle relative planimetrie, e' fatta dal Ministero, per il tramite della

soprintendenza, entro dieci giorni dalla data di pubblicazione del numero predetto. La

soprintendenza vigila sull'adempimento, da parte di ogni comune interessato, di quanto prescritto

dall'articolo 140, comma 4, e ne da' comunicazione al Ministero.

5. Se il provvedimento ministeriale di dichiarazione non e' adottato nei termini di cui all'articolo

140, comma 1, allo scadere dei detti termini, per le aree e gli immobili oggetto della proposta di

dichiarazione, cessano gli effetti di cui all'articolo 146, comma 1.

( 1) Articolo sostituito dall'articolo 11 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e dall'articolo 2, comma 1, lettera m) del D.Lgs.

26 marzo 2008, n. 63. Articolo 141 Bis

Integrazione del contenuto delle dichiarazioni di notevole interesse pubblico (1)

1. Il Ministero e le regioni provvedono ad integrare le dichiarazioni di notevole interesse pubblico

rispettivamente adottate con la specifica disciplina di cui all'articolo 140, comma 2.

2. Qualora le regioni non provvedano alle integrazioni di loro competenza entro il 31 dicembre

2009, il Ministero provvede in via sostitutiva. La procedura di sostituzione e' avviata dalla

soprintendenza ed il provvedimento finale e' adottato dal Ministero, sentito il competente Comitato

tecnico-scientifico.

3. I provvedimenti integrativi adottati ai sensi dei commi 1 e 2 producono gli effetti previsti dal

secondo periodo del comma 2 dell'articolo 140 e sono sottoposti al regime di pubblicita' stabilito dai

commi 3 e 4 del medesimo articolo.

(1) Articolo inserito dall'articolo 2, comma 1, lettera n) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 142

Aree tutelate per legge (1)

1. Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo:

a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia,

anche per i terreni elevati sul mare;

b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di

battigia, anche per i territori elevati sui laghi;

c) i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di

legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le

relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;

d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200

metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;

e) i ghiacciai e i circhi glaciali;

f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi;

g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli

sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del decreto

legislativo 18 maggio 2001, n. 227;

h) le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici;

i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo

1976, n. 448;

l) i vulcani;

m) le zone di interesse archeologico [individuate alla data di entrata in vigore del presente codice]

(2).

2. La disposizione di cui al comma 1, lettere a), b), c), d), e), g), h), l), m), non si applica alle aree

che alla data del 6 settembre 1985 (3):

a) erano delimitate negli strumenti urbanistici , ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n.

1444, come zone territoriali omogenee A e B (4);

b) erano delimitate negli strumenti urbanistici ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n.

1444, come zone territoriali omogenee diverse dalle zone A e B, limitatamente alle parti di esse

ricomprese in piani pluriennali di attuazione, a condizione che le relative previsioni siano state

concretamente realizzate (4);

c) nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati ai sensi

dell'articolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.

3. La disposizione del comma 1 non si applica, altresi', ai beni ivi indicati alla lettera c) che la

regione abbia ritenuto in tutto o in parte, irrilevanti ai fini paesaggistici includendoli in apposito

elenco reso pubblico e comunicato al Ministero. Il Ministero, con provvedimento motivato, può

confermare la rilevanza paesaggistica dei suddetti beni. Il provvedimento di conferma è sottoposto

alle forme di pubblicità previste dall'articolo 140, comma 4 (5).

4. Resta in ogni caso ferma la disciplina derivante dagli atti e dai provvedimenti indicati all'articolo

157.

(1) Articolo sostituito dall'articolo 12 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(2) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera o) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(3) Alinea modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera o) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(4) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera o) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(5) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera o) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 143

Piano paesaggistico (1)

1. L'elaborazione del piano paesaggistico comprende almeno:

a) ricognizione del territorio oggetto di pianificazione, mediante l'analisi delle sue caratteristiche

paesaggistiche, impresse dalla natura, dalla storia e dalle loro interrelazioni, ai sensi degli articoli

131 e 135;

b) ricognizione degli immobili e delle aree dichiarati di notevole interesse pubblico ai sensi

dell'articolo 136, loro delimitazione e rappresentazione in scala idonea alla identificazione, nonche'

determinazione delle specifiche prescrizioni d'uso, a termini dell'articolo 138, comma 1, fatto salvo

il disposto di cui agli articoli 140, comma 2, e 141-bis;

c) ricognizione delle aree di cui al comma 1 dell'articolo 142, loro delimitazione e rappresentazione

in scala idonea alla identificazione, nonche' determinazione di prescrizioni d'uso intese ad assicurare

la conservazione dei caratteri distintivi di dette aree e, compatibilmente con essi, la valorizzazione;

d) eventuale individuazione di ulteriori immobili od aree, di notevole interesse pubblico a termini

dell'articolo 134, comma 1, lettera c), loro delimitazione e rappresentazione in scala idonea alla

identificazione, nonche' determinazione delle specifiche prescrizioni d'uso, a termini dell'articolo

138, comma 1;

e) individuazione di eventuali, ulteriori contesti, diversi da quelli indicati all'articolo 134, da

sottoporre a specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione;

f) analisi delle dinamiche di trasformazione del territorio ai fini dell'individuazione dei fattori di

rischio e degli elementi di vulnerabilita' del paesaggio, nonche' comparazione con gli altri atti di

programmazione, di pianificazione e di difesa del suolo;

g) individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione delle aree significativamente

compromesse o degradate e degli altri interventi di valorizzazione compatibili con le esigenze della

tutela;

h) individuazione delle misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico,

degli interventi di trasformazione del territorio, al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile delle

aree interessate;

i) individuazione dei diversi ambiti e dei relativi obiettivi di qualita', a termini dell'articolo 135,

comma 3.

2. Le regioni, il Ministero ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

possono stipulare intese per la definizione delle modalita' di elaborazione congiunta dei piani

paesaggistici, salvo quanto previsto dall'articolo 135, comma 1, terzo periodo. Nell'intesa e' stabilito

il termine entro il quale deve essere completata l'elaborazione del piano. Il piano e' oggetto di

apposito accordo fra pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990,

n. 241. L'accordo stabilisce altresi' i presupposti, le modalita' ed i tempi per la revisione del piano,

con particolare riferimento all'eventuale sopravvenienza di dichiarazioni emanate ai sensi degli

articoli 140 e 141 o di integrazioni disposte ai sensi dell'articolo 141-bis. Il piano e' approvato con

regionale entro il termine fissato nell'provvedimento accordo. Decorso inutilmente tale termine, il

piano, limitatamente ai beni paesaggistici di cui alle lettere b), c) e d) del comma 1, e' approvato in

via sostitutiva con decreto del Ministro, sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio

e del mare.

3. Approvato il piano paesaggistico, il parere reso dal soprintendente nel procedimento

autorizzatorio di cui agli articoli 146 e 147 e' vincolante in relazione agli interventi da eseguirsi

nell'ambito dei beni paesaggistici di cui alle lettere b), c) e d) del comma 1, salvo quanto disposto al

comma 4, nonche' quanto previsto dall'articolo 146, comma 5.

4. Il piano puo' prevedere:

a) la individuazione di aree soggette a tutela ai sensi dell'articolo 142 e non interessate da specifici

procedimenti o provvedimenti ai sensi degli articoli 136, 138, 139, 140, 141 e 157, nelle quali la

realizzazione di interventi puo' avvenire previo accertamento, nell'ambito del procedimento ordinato

al rilascio del titolo edilizio, della conformita' degli interventi medesimi alle previsioni del piano

paesaggistico e dello strumento urbanistico comunale;

b) la individuazione delle aree gravemente compromesse o degradate nelle quali la realizzazione

degli interventi effettivamente volti al recupero ed alla riqualificazione non richiede il rilascio

dell'autorizzazione di cui all'articolo 146.

5. L'entrata in vigore delle disposizioni di cui al comma 4 e' subordinata all'approvazione degli

strumenti urbanistici adeguati al piano paesaggistico, ai sensi dell'articolo 145, commi 3 e 4.

6. Il piano puo' anche subordinare l'entrata in vigore delle disposizioni che consentono la

realizzazione di interventi senza autorizzazione paesaggistica, ai sensi del comma 4, all'esito

positivo di un periodo di monitoraggio che verifichi l'effettiva conformita' alle previsioni vigenti

delle trasformazioni del territorio realizzate.

7. Il piano prevede comunque che nelle aree di cui al comma 4, lettera a), siano effettuati controlli a

campione sugli interventi realizzati e che l'accertamento di significative violazioni delle previsioni

vigenti determini la reintroduzione dell'obbligo dell'autorizzazione di cui agli articoli 146 e 147,

relativamente ai comuni nei quali si sono rilevate le violazioni.

8. Il piano paesaggistico puo' individuare anche linee-guida prioritarie per progetti di

conservazione, recupero, riqualificazione, valorizzazione e gestione di aree regionali, indicandone

gli strumenti di attuazione, comprese le misure incentivanti.

9. A far data dall'adozione del piano paesaggistico non sono consentiti, sugli immobili e nelle aree

di cui all'articolo 134, interventi in contrasto con le prescrizioni di tutela previste nel piano stesso. A

far data dalla approvazione del piano le relative previsioni e prescrizioni sono immediatamente

cogenti e prevalenti sulle previsioni dei piani territoriali ed urbanistici.

(1) Articolo sostituito dall'articolo 13 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dall'articolo 2, comma 1,

lettera p) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63. Articolo 144

Pubblicità e partecipazione

1. Nei procedimenti di approvazione dei piani paesaggistici sono assicurate la concertazione

istituzionale, la partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni portatrici di interessi

diffusi, individuate ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di ambiente e danno ambientale, e

ampie forme di pubblicità. A tale fine le regioni disciplinano mediante apposite norme di legge i

procedimenti di pianificazione paesaggistica, anche in riferimento ad ulteriori forme di

partecipazione, informazione e comunicazione (1).

2. Fatto salvo quanto disposto all'articolo 143, comma 9, il piano paesaggistico diviene efficace il

giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della regione (2).

(1) Comma modificato dall'articolo 14 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dall'articolo 2, comma 1,

lettera q) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(2) Comma sostituito dall'articolo 14 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dall'articolo 2, comma 1,

lettera q) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63. Articolo 145

Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione

1. La individuazione, da parte del Ministero, delle linee fondamentali dell'assetto del territorio

nazionale per quanto riguarda la tutela del paesaggio, con finalità di indirizzo della pianificazione,

costituisce compito di rilievo nazionale, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di principi e

criteri direttivi per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali (1).

2. I piani paesaggistici possono prevedere misure di coordinamento con gli strumenti di

pianificazione territoriale e di settore, nonché con i piani, programmi e progetti nazionali e regionali

di sviluppo economico (2).

3. Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e 156 non sono derogabili da parte di

piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli

strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente

prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici

stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell'adeguamento degli strumenti urbanistici

e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le

disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti

di pianificazione, ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli

degli enti gestori delle aree naturali protette (2).

4. I comuni, le citta' metropolitane, le province e gli enti gestori delle aree naturali protette

conformano o adeguano gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale alle previsioni dei

piani paesaggistici, secondo le procedure previste dalla regionale, entro i termini stabiliti dai piani

medesimi e comunque non oltre due anni dalla loro approvazione. I limiti alla proprieta' derivanti

da tali previsioni non sono oggetto di indennizzo (3).

5. La regione disciplina il procedimento di conformazione ed adeguamento degli strumenti

urbanistici alle previsioni della pianificazione paesaggistica, assicurando la partecipazione degli

organi ministeriali al procedimento medesimo.

(1

) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera r) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(2) Comma modificato dall'articolo 15 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dall'articolo 2, comma 1,

lettera r) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(3) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera r) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 146

Autorizzazione (1)

1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili ed aree di interesse

paesaggistico, tutelati dalla legge, a termini dell'articolo 142, o in base alla legge, a termini degli

articoli 136, 143, comma 1, lettera d), e 157, non possono distruggerli, ne' introdurvi modificazioni

che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione.

2. I soggetti di cui al comma 1 hanno l'obbligo di presentare alle amministrazioni competenti il

progetto degli interventi che intendano intraprendere, corredato della prescritta documentazione, ed

astenersi dall'avviare i lavori fino a quando non ne abbiano ottenuta l'autorizzazione.

3. La documentazione a corredo del progetto e' preordinata alla verifica della compatibilita' fra

interesse paesaggistico tutelato ed intervento progettato. Essa e' individuata, su proposta del

Ministro, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con la Conferenza Stato-

regioni, e puo' essere aggiornata o integrata con il medesimo procedimento.

4. L'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di

costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio. Fuori dai casi di cui

all'articolo 167, commi 4 e 5, l'autorizzazione non puo' essere rilasciata in sanatoria

successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi. L'autorizzazione e' valida per

un periodo di cinque anni, scaduto il quale l'esecuzione dei progettati lavori deve essere sottoposta a

nuova autorizzazione.

5. Sull'istanza di autorizzazione paesaggistica si pronuncia la regione, dopo avere acquisito il parere

vincolante del soprintendente in relazione agli interventi da eseguirsi su immobili ed aree sottoposti

a tutela dalla legge o in base alla legge, ai sensi del comma 1, salvo quanto disposto all'articolo 143,

commi 4 e 5. Il parere del Soprintendente, all'esito dell'approvazione delle prescrizioni d'uso dei

beni paesaggistici tutelati, predisposte ai sensi degli articoli 140, comma 2, 141, comma 1, 141-bis e

143, comma 3, lettere b), c) e d), nonche' della positiva verifica da parte del Ministero su richiesta

della regione interessata dell'avvenuto adeguamento degli strumenti urbanistici, assume natura

obbligatoria non vincolante.

6. La regione esercita la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio avvalendosi di propri uffici

dotati di adeguate competenze tecnico-scientifiche e idonee risorse strumentali. Puo' tuttavia

delegarne l'esercizio, per i rispettivi territori, a province, a forme associative e di cooperazione fra

enti locali come definite dalle vigenti disposizioni sull'ordinamento degli enti locali, ovvero a

comuni, purche' gli enti destinatari della delega dispongano di strutture in grado di assicurare un

adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche nonche' di garantire la differenziazione tra

attivita' di tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-

edilizia.

7. L'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, ricevuta l'istanza

dell'interessato, verifica se ricorrono i presupposti per l'applicazione dell'articolo 149, comma 1, alla

stregua dei criteri fissati ai sensi degli articoli 140, comma 2, 141, comma 1, 141-bis e 143, comma

3 lettere b), c) e d). Qualora detti presupposti non ricorrano, l'amministrazione verifica se l'istanza

stessa sia corredata della documentazione di cui al comma 3, provvedendo, ove necessario, a

richiedere le opportune integrazioni e a svolgere gli accertamenti del caso. Entro quaranta giorni

dalla ricezione dell'istanza, l'amministrazione effettua gli accertamenti circa la conformita'

dell'intervento proposto con le prescrizioni contenute nei provvedimenti di dichiarazione di

interesse pubblico e nei piani paesaggistici e trasmette al soprintendente la documentazione

presentata dall'interessato, accompagnandola con una relazione tecnica illustrativa nonche' dando

comunicazione all'interessato dell'inizio del procedimento ai sensi delle vigenti disposizione di

legge in materia di procedimento amministrativo.

8. Il soprintendente rende il parere di cui al comma 5, limitatamente alla compatibilita'

paesaggistica del progettato intervento nel suo complesso ed alla conformita' dello stesso alle

disposizioni contenute nel piano paesaggistico ovvero alla specifica disciplina di cui all'articolo

140, comma 2, entro il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione degli atti. Entro venti giorni

dalla ricezione del parere, l'amministrazione rilascia l'autorizzazione ad esso conforme oppure

comunica agli interessati il preavviso di provvedimento negativo ai sensi dell'articolo 10-bis della

legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

9. Decorso inutilmente il termine di cui al primo periodo del comma 8 senza che il soprintendente

abbia reso il prescritto parere, l'amministrazione competente puo' indire una conferenza di servizi,

alla quale il soprintendente partecipa o fa pervenire il parere scritto. La conferenza si pronuncia

entro il termine perentorio di quindici giorni. In ogni caso, decorsi sessanta giorni dalla ricezione

degli atti da parte del soprintendente, l'amministrazione competente provvede sulla domanda di

autorizzazione. Con regolamento da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23

agosto 1988, n. 400, entro il 31 dicembre 2008, su proposta del Ministro d'intesa con la Conferenza

unificata, salvo quanto previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono

stabilite procedure semplificate per il rilascio dell'autorizzazione in relazione ad interventi di lieve

entita' in base a criteri di snellimento e concentrazione dei procedimenti, ferme, comunque, le

esclusioni di cui agli articoli 19, comma 1 e 20, comma 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e

successive modificazioni.

10. Decorso inutilmente il termine indicato all'ultimo periodo del comma 8 senza che

l'amministrazione si sia pronunciata, l'interessato puo' richiedere l'autorizzazione in via sostitutiva

alla regione, che vi provvede, anche mediante un commissario ad acta, entro sessanta giorni dal

ricevimento della richiesta. Qualora la regione non abbia delegato gli enti indicati al comma 6 al

rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, e sia essa stessa inadempiente, la richiesta del rilascio in

via sostitutiva e' presentata al soprintendente.

11. L'autorizzazione paesaggistica diventa efficace decorsi trenta giorni dal suo rilascio ed e'

trasmessa, senza indugio, alla soprintendenza che ha reso il parere nel corso del procedimento,

nonche', unitamente allo stesso parere, alla regione ovvero agli altri enti pubblici territoriali

interessati e, ove esistente, all'ente parco nel cui territorio si trova l'immobile o l'area sottoposti al

vincolo.

12. L'autorizzazione paesaggistica e' impugnabile, con ricorso al tribunale amministrativo regionale

o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dalle associazioni portatrici di interessi

diffusi individuate ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia di ambiente e danno

ambientale, e da qualsiasi altro soggetto pubblico o privato che ne abbia interesse. Le sentenze e le

ordinanze del Tribunale amministrativo regionale possono essere appellate dai medesimi soggetti,

anche se non abbiano proposto ricorso di primo grado.

13. Presso ogni amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e' istituito

un elenco delle autorizzazioni rilasciate, aggiornato almeno ogni trenta giorni e liberamente

consultabile, anche per via telematica, in cui e' indicata la data di rilascio di ciascuna

autorizzazione, con la annotazione sintetica del relativo oggetto. Copia dell'elenco e' trasmessa

trimestralmente alla regione e alla soprintendenza, ai fini dell'esercizio delle funzioni di vigilanza.

14. Le disposizioni dei commi da 1 a 13 si applicano anche alle istanze concernenti le attivita' di

coltivazione di cave e torbiere incidenti sui beni di cui all'articolo 134, ferme restando anche le

competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di cui all'articolo 2,

comma 1, lettera d), della legge 8 luglio 1986, n. 349.

15. Le disposizioni dei commi 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 13 non si applicano alle autorizzazioni per le

attivita' minerarie di ricerca ed estrazione. Per tali attivita' restano ferme le potesta' del Ministero

dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi della normativa in materia, che sono

esercitate tenendo conto delle valutazioni espresse, per quanto attiene ai profili paesaggistici, dal

soprintendente competente. Il soprintendente si pronuncia entro trenta giorni dalla ricezione della

richiesta, corredata della necessaria documentazione tecnica, da parte del Ministero dell'ambiente e

della tutela del territorio e del mare.

16. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della

finanza pubblica.

(1) Articolo sostituito dall'articolo 16 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dall'articolo 2, comma 1,

lettera s) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63. Articolo 147

Autorizzazione per opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali

1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall'articolo 146 riguardi opere da eseguirsi da

parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare,

l'autorizzazione viene rilasciata in esito ad una conferenza di servizi indetta ai sensi delle vigenti

disposizioni di legge in materia di procedimento amministrativo (1).

2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma delle

vigenti disposizioni di legge in materia di ambiente e danno ambientale e da eseguirsi da parte di

amministrazioni statali, si applica l'articolo 26. I progetti sono corredati della documentazione

prevista dal comma 3 dell'articolo 146 (2).

3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice, con decreto del Presidente del

Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero, d'intesa con il Ministero della difesa e con le altre

amministrazioni statali interessate, sono individuate le modalità di valutazione congiunta e

preventiva della localizzazione delle opere di difesa nazionale che incidano su immobili o aree

sottoposti a tutela paesaggistica.

( 1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera t) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(2) Comma modificato dall'articolo 17 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dall'articolo 2, comma 1,

lettera t) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63. Articolo 148

Commissioni locali per il paesaggio (1)

1. Le regioni promuovono l'istituzione e disciplinano il funzionamento delle commissioni per il

paesaggio di supporto ai soggetti ai quali sono delegate le competenze in materia di autorizzazione

paesaggistica, ai sensi dell'articolo 146, comma 6 (2).

2. Le commissioni [, competenti per ambiti sovracomunali, in modo da realizzare il necessario

coordinamento paesaggistico,] sono composte da soggetti con particolare, pluriennale e qualificata

esperienza nella tutela del paesaggio (2).

3. Le commissioni esprimono pareri nel corso dei procedimenti autorizzatori previsti dagli articoli

146, comma 7, 147 e 159 (2).

[4. Le regioni e il Ministero possono stipulare accordi che prevedano le modalità di partecipazione

del Ministero alle commissioni per il paesaggio. In tale caso, il parere di cui all'articolo 146, comma

8, è espresso dalle soprintendenze nelle commissioni locali per il paesaggio, secondo le modalità

stabilite nell'accordo, ferma restando l'applicazione di quanto previsto dall'articolo 146, commi 12,

13 e 14.] (3)

(1) Articolo sostituito dall'articolo 18 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera u) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(3) Comma soppresso dall'articolo 2, comma 1, lettera u) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 149

Interventi non soggetti ad autorizzazione

1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 146, comma 4, lettera a) non è comunque richiesta

l'autorizzazione prescritta dall'articolo 146, dall'articolo 147 e dall'articolo 159 (1):

a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro

conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;

b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale che non comportino

alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre

che si tratti di attività ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio;

c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di

conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall'articolo 142, comma 1, lettera g),

purché previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia.

(1) Alinea modificato dall'articolo 19 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente dall'articolo 2, comma 1,

lettera v) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63. Articolo 150

Inibizione o sospensione dei lavori

1. Indipendentemente dall'avvenuta pubblicazione all'albo pretorio prevista dagli articoli 139 e 141,

ovvero dall'avvenuta comunicazione prescritta dall'articolo 139, comma 3, la regione o il Ministero

hanno facoltà di (1):

a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci di recare pregiudizio al

paesaggio (2);

b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla lettera a), la sospensione di

lavori iniziati.

2. L'inibizione o sospensione dei lavori disposta ai sensi del comma 1 cessa di avere efficacia se

entro il termine di novanta giorni non sia stata effettuata la pubblicazione all'albo pretorio della

proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico di cui all'articolo 138 o all'articolo 141,

ovvero non sia stata ricevuta dagli interessati la comunicazione prevista dall'articolo 139, comma 3

(3).

[3.Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di un bene paesaggistico per

il quale il piano paesaggistico preveda misure o interventi di recupero o di riqualificazione cessa di

avere efficacia se entro il termine di novanta giorni la regione non abbia comunicato agli interessati

le prescrizioni alle quali attenersi, nella esecuzione dei lavori (4).] (5)

4. I provvedimenti indicati ai commi precedenti sono comunicati anche al comune interessato.

(1) Alinea modificato dall'articolo 20, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente

dall'articolo 2, comma 1, lettera z) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(2) Lettera modificata dall'articolo 20, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(3) Comma modificato dall'articolo 20, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente

dall'articolo 2, comma 1, lettera z) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(4) Comma modificato dall'articolo 20, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(5) Comma abrogato dall'articolo 2, comma 1, lettera z) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 151

Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori

1. Qualora sia stata ordinata, senza la intimazione della preventiva diffida prevista dall'articolo 150,

comma 1, lettera a), la sospensione di lavori su immobili ed aree di cui non sia stato in precedenza

dichiarato il notevole interesse pubblico, ai sensi degli articoli 136, 143, comma 1, lettera d), e 157,

l'interessato puo' ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al momento della notificata

sospensione. Le opere già eseguite sono demolite a spese dell'autorità che ha disposto la

sospensione (1).

(1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera aa) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 152

Interventi soggetti a particolari prescrizioni

1. Nel caso di aperture di strade e di cave, di posa di condotte per impianti industriali e civili e di

palificazioni nell'ambito e in vista delle aree indicate alle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo

136 ovvero in prossimità degli immobili indicati alle lettere a) e b) del comma 1 dello stesso

articolo, l'amministrazione competente, su parere vincolante, salvo quanto previsto dall'articolo 146,

comma 5, del soprintendente, o il Ministero, tenuto conto della funzione economica delle opere già

realizzate o da realizzare, hanno facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti

in corso d'esecuzione, idonee comunque ad assicurare la conservazione dei valori espressi dai beni

protetti ai sensi delle disposizioni del presente Titolo. Decorsi inutilmente i termini previsti

dall'articolo 146, comma 8, senza che sia stato reso il prescritto parere, l'amministrazione

competente procede ai sensi del comma 9 del medesimo articolo 146. [La medesima facoltà spetta

al Ministero, che la esercita previa consultazione della regione] (1).

[2. Per le zone di interesse archeologico elencate all'articolo 136, lettera c), o all'articolo 142,

comma 1, lettera m), la regione consulta preventivamente le competenti soprintendenze (2).] (3)

(1) Comma sostituito dall'articolo 21, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente

modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(2) Comma modificato dall'articolo 21, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(3) Comma abrogato dall'articolo 2, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 153

Cartelli pubblicitari

1. Nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici indicati nell'articolo 134 e' vietata la posa in

opera di cartelli o albi mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione

competente , che provvede su parere vincolante, salvo quanto previsto dall'articolo 146, comma 5,

del soprintendente. Decorsi inutilmente i termini previsti dall'articolo 146, comma 8, senza che sia

stato reso il prescritto parere, l'amministrazione competente procede ai sensi del comma 9 del

medesimo articolo 146 (1).

2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimità dei beni indicati nel comma 1 è vietata la posa in

opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in

materia di circolazione stradale e di pubblicita' sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole

del soprintendente sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del meno pubblicitario

con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree soggetti a tutela (1).

(1) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera cc) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 154

Colore delle facciate dei fabbricati (1).

1. Qualora la tinteggiatura delle facciate dei fabbricati siti nelle aree contemplate dalle lettere c) e d)

dell'articolo 136, comma 1, o dalla lettera m) dell'articolo 142, comma 1, sia sottoposta all'obbligo

della preventiva autorizzazione, in base alle disposizioni degli articoli 146 e 149, comma 1, lettera

a), l'amministrazione competente, su parere vincolante, salvo quanto previsto dall'articolo 146,

comma 5, del soprintendente, o il Ministero, possono ordinare che alle facciate medesime sia dato

un colore che armonizzi con la bellezza d'insieme.

2. Qualora i proprietari, possessori o detentori degli immobili di cui al comma 1 non ottemperino,

entro i termini stabiliti, alle prescrizioni loro impartite, l'amministrazione competente, o il

soprintendente, provvede all'esecuzione d'ufficio.

3. Nei confronti degli immobili di cui all'articolo 10, comma 3, lettere a) e d), dichiarati di interesse

culturale ai sensi dell'articolo 13, e degli immobili di cui al comma 1 del medesimo articolo 10

valgono le disposizioni della Parte seconda del presente codice.

(1) Articolo modificato dall'articolo 22 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 e successivamente sostituito dall'articolo 2,

comma 1, lettera dd) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 155

Vigilanza

1. Le funzioni di vigilanza sui beni paesaggistici tutelati da questo Titolo sono esercitate dal

Ministero e dalle regioni.

2. Le regioni vigilano sull'ottemperanza alle disposizioni contenute nel presente decreto legislativo

da parte delle amministrazioni da loro individuate per l'esercizio delle competenze in materia di

paesaggio. L'inottemperanza o la persistente inerzia nell'esercizio di tali competenze comporta

l'attivazione dei poteri sostitutivi da parte del Ministero (1).

2-bis. Tutti gli atti di pianificazione urbanistica o territoriale si conformano ai principi di uso

consapevole del territorio e di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche dei vari contesti (2).

2-ter. Gli atti di pianificazione urbanistica o territoriale che ricomprendano beni paesaggistici sono

impugnabili, ai fini del presente codice, ai sensi dell'articolo 146, comma 12 (2).

(1) Comma modificato dall'articolo 23 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(2) Comma aggiunto dall'articolo 2, comma 1, lettera ee) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 156

Verifica ed adeguamento dei piani paesaggistici (1)

1. Entro il 31 dicembre 2009, le regioni che hanno redatto piani paesaggistici verificano la

conformità tra le disposizioni dei predetti piani e le previsioni dell'articolo 143 e provvedono ai

necessari adeguamenti. Decorso inutilmente il termine sopraindicato il Ministero provvede in via

sostitutiva ai sensi dell'articolo 5, comma 7 (2).

2. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, il Ministero, d'intesa

con la Conferenza Stato-regioni, predispone uno schema generale di convenzione con le regioni in

cui vengono stabilite le metodologie e le procedure di ricognizione, analisi, censimento e

catalogazione degli immobili e delle aree oggetto di tutela, ivi comprese le tecniche per la loro

rappresentazione cartografica e le caratteristiche atte ad assicurare la interoperabilità dei sistemi

informativi.

3. Le regioni e il Ministero, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 135, possono stipulare

intese, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, per disciplinare lo svolgimento congiunto della verifica e

dell'adeguamento dei piani paesaggistici. Nell'intesa è stabilito il termine entro il quale devono

essere completati la verifica e l'adeguamento, nonché il termine entro il quale la regione approva il

piano adeguato. Il piano adeguato e' oggetto di accordo fra il Ministero e la regione, ai sensi

dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e dalla data della sua adozione vigono le misure di

salvaguardia di cui all'articolo 143, comma 9. Qualora all'adozione del piano non consegua la sua

approvazione da parte della regione, entro i termini stabiliti dall'accordo, il piano medesimo e'

approvato in via sostitutiva con decreto del Ministro (2).

4. Qualora l'intesa di cui al comma 3 non venga stipulata, ovvero ad essa non segua l'accordo

procedimentale sul contenuto del piano adeguato, non trova applicazione quanto previsto dai commi

4 e 5 dell'articolo 143.

( 1) Articolo sostituito dall'articolo 24 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera ff) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

Articolo 157

Notifiche eseguite, elenchi compilati, provvedimenti e atti emessi ai sensi della normativa

previgente

1. Conservano efficacia a tutti gli effetti (1):

a) le dichiarazioni di importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, notificate

in base alla legge 11 giugno 1922, n. 778 (2);

b) gli elenchi compilati ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497;

c) le dichiarazioni di notevole interesse pubblico notificate ai sensi della legge 29 giugno 1939, n.

1497 (2);

d) i provvedimenti di riconoscimento delle zone di interesse archeologico emessi ai sensi

dell'articolo 82, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,

aggiunto dall'articolo 1 del decreto legge 27 giugno 1985, n. 311, convertito con modificazioni nella

legge 8 agosto 1985, n. 431 (3);

d-bis) gli elenchi compilati ovvero integrati ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490

(4);

e) le dichiarazioni di notevole interesse pubblico notificate ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre

1999, n. 490 (5);

f) i provvedimenti di riconoscimento delle zone di interesse archeologico emessi ai sensi del decreto

legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (6);

f-bis) i provvedimenti emanati ai sensi dell'articolo 1-ter del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312,

convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431 (7).

2. Le disposizioni della presente Parte si applicano anche agli immobili ed alle aree in ordine ai

quali, alla data di entrata in vigore del presente codice, sia stata formulata la proposta ovvero

definita la perimetrazione ai fini della dichiarazione di notevole interesse pubblico o del

riconoscimento quali zone di interesse archeologico.

(1) Alinea sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera gg) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(2) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera gg) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(3) Lettera modificata dall'articolo 25 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(4) Lettera aggiunta dall'articolo 2, comma 1, lettera gg) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(5) Lettera modificata dall'articolo 2, comma 1, lettera gg) del D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 63.

(6) Lettera modificata dall'articolo 25 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

(7) Lettera inserita dall'articolo 25 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157.

Articolo 158

Disposizioni regionali di attuazione

1. Fino all'emanazione di apposite disposizioni regionali di attuazione del presente codice restano in

vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3 giugno

1940, n. 1357. Articolo 159

Regime transitorio in materia di autorizzazione paesaggistica(1)

1. Fino al 31 dicembre 2008 il procedimento rivolto al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e`

disciplinato secondo il regime transitorio di cui al presente articolo. La disciplina dettata al capo IV

si applica anche ai procedimenti di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica che alla data del 31

dicembre 2008 non si siano ancora conclusi con l’emanazione della relativa autorizzazione o

approvazione. Entro tale data le regioni provvedono a verificare la sussistenza, nei soggetti delegati

all’esercizio della funzione autorizzatoria in materia di paesaggio, dei requisiti di organizzazione e

di competenza tecnico-scientifica stabiliti dall’articolo 146, comma 6, apportando le eventuali

necessarie modificazioni all’assetto della funzione delegata. Il mancato adempimento, da parte delle

regioni, di quanto prescritto al precedente periodo determina la decadenza delle deleghe in essere

alla data del 31 dicembre 2008.

2. L’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione da` immediata comunicazione alla

soprintendenza delle autorizzazioni rilasciate, trasmettendo la documentazione prodotta

dall’interessato nonche` le risultanze degli accertamenti eventualmente esperiti. La comunicazione

e` inviata contestualmente agli interessati, per i quali costituisce avviso di inizio di procedimento, ai

sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Nella comunicazione alla soprintendenza

l’Autorita` competente al rilascio dell’autorizzazione attesta di avere eseguito il contestuale invio

agli interessati. L’autorizzazione e` rilasciata o negata entro il termine perentorio di sessanta giorni

dalla relativa richiesta e costituisce comunque atto autonomo e presupposto della concessione

edilizia o degli altri titoli legittimanti l’intervento edilizio. I lavori non possono essere iniziati in

difetto di essa. In caso di richiesta di integrazione documentale o di accertamenti il termine e`

sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla

data di effettuazione degli accertamenti.

3. La soprintendenza, se ritiene l’autorizzazione non conforme alle prescrizioni di tutela del

paesaggio, dettate ai sensi del presente titolo, puo` annullarla, con provvedimento motivato, entro i

sessanta giorni successivi alla ricezione della relativa, completa documentazione. Si applicano le

disposizioni di cui all’ articolo 6, comma 6-bis, del regolamento di cui al decreto del Ministro per i

beni culturali e ambientali 13 giugno 1994, n. 495 .

4. Decorso il termine di sessanta giorni dalla richiesta di autorizzazione e` data facolta` agli

interessati di richiedere l’autorizzazione stessa alla soprintendenza, che si pronuncia entro il termine

di sessanta giorni dalla data di ricevimento. La richiesta, corredata dalla documentazione prescritta,

e` presentata alla soprintendenza e ne e` data comunicazione alla amministrazione competente. In

caso di richiesta di integrazione documentale o di accertamenti, il termine e` sospeso per una sola

volta fino alla data di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla data di effettuazione

degli accertamenti.

5. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 146, commi 1, 2 e 4.

6. I procedimenti di conformazione ed adeguamento degli strumenti urbanistici alle previsioni della

pianificazione paesaggistica redatta a termini dell’articolo 143 o adeguata a termini dell’articolo

156, che alla data del 1º giugno 2008 non si siano ancora conclusi, sono regolati ai sensi

dell’articolo 145, commi 3, 4 e 5.

7. Per i beni che alla data del 1º giugno 2008 siano oggetto di provvedimenti adottati ai sensi dell’

articolo 1-quinquies del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312 , convertito, con modificazioni, dalla

legge 8 agosto 1985, n. 431 , e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale in data anteriore al 6 settembre

1985, l’autorizzazione puo` essere concessa solo dopo l’adozione dei provvedimenti integrativi di

cui all’articolo 141-bis.

8. Sono fatti salvi gli atti, anche endoprocedimentali, ed i provvedimenti adottati dalla data di

entrata in vigore del decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63 , fino alla data di entrata in vigore

della presente disposizione, in applicazione dell’articolo 159 del presente codice, nel testo vigente

anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63.

9. Nei confronti delle autorizzazioni paesaggistiche adottate dopo la data di entrata in vigore del

decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63, e prima della data di entrata in vigore della presente

disposizione, la soprintendenza, qualora non abbia gia` esercitato il potere di annullamento, puo`

esercitare detto potere, ai sensi dei precedenti commi 2 e 3, entro i trenta giorni decorrenti dalla data

di entrata in vigore della presente disposizione; qualora l’autorizzazione, corredata dalla relativa

documentazione, sia stata rinviata dalla soprintendenza all’Autorita` competente al rilascio

dell’autorizzazione ai fini dell’applicazione dell’articolo 146, il predetto termine decorre dalla data

in cui viene nuovamente trasmessa alla soprintendenza.

( 1) Articolo sostituito dall'articolo 26 del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 , dall'articolo 2, comma 1, lettera hh) del D.Lgs.

26 marzo 2008, n. 63 e dall'articolo 4-quinquies, comma 1 del D.L. 3 giugno 2008, n. 97.

Articolo 160

Ordine di reintegrazione

1 . Se per effetto della violazione degli obblighi di protezione e conservazione stabiliti dalle

disposizioni del Capo III del Titolo I della Patte seconda il bene culturale subisce un danno, il

Ministero ordina al responsabile l'esecuzione a sue spese delle opere necessarie alla reintegrazione.

2. Qualora le opere da disporre ai sensi del comma 1 abbiano rilievo urbanistico-edilizio l'avvio del

procedimento e il provvedimento finale sono comunicati anche alla città metropolitana o al comune

interessati.

3. In caso di inottemperanza all'ordine impartito ai sensi del comma 1, il Ministero provvede

all'esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato. Al recupero delle somme relative si provvede nelle

forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello

Stato.

4. Quando la reintegrazione non sia possibile il responsabile è tenuto a corrispondere allo Stato una

somma pari al valore della cosa perduta o alla diminuzione di valore subita dalla cosa.

5. Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non è accettata dall'obbligato, la somma

stessa e determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero,

uno dall'obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate

dall'obbligato. Articolo 161

Danno a cose ritrovate

1. Le misure previste nell'articolo 160 si applicano anche a chi cagiona un danno alle cose di cui

all'articolo 91, trasgredendo agli obblighi indicati agli articoli 89 e 90.


PAGINE

73

PESO

1.26 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42. Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Ai sensi dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n.137 così come modificato dal D. Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e D. Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 nonché dal D. Lgs. 26 marzo 2008, n. 62 e D. Lgs. 26 marzo 2008, n. 63 vengono trattati tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, identità culturale collettiva, studi artistici, dichiarazione e procedimenti, edifici religiosi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in urbanistica
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Restauro del territorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Uccellini Eleonora.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Restauro del territorio

Rischio Idrogeologico
Dispensa
Conferenza paesaggio
Dispensa
Rapporto pianificazione paesaggistica
Dispensa
Procedura di vincolo
Dispensa