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Avvocati - C.Strasb. 2003

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo del 2003 in cui si affrontano... Vedi di più

Esame di Diritto Tributario docente Prof. S. Cociani

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ESTRATTO DOCUMENTO

2 ARRÊT MASCHINO c. FRANCE

causa di irregolarità della nomina del giudice che ha autorizzato le misure

controverse.

4. Il 4 ottobre 2005, il Tribunale ha deciso di comunicare le obiezioni di cui

sopra al Governo. Basandosi sulle disposizioni dell'articolo 29 § 3 della

Convenzione, ha deciso che sarebbero stati considerati allo stesso tempo la

ricevibilità e il merito del caso.

IN FATTO

I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO

5. Nato nel 1948 e residente a Dublino, il richiedente lavora come avvocato

e fiscalista in diversi Stati dell'Unione europea.

6. Il richiedente possiede una casa in Francia nel Ham-sous-Varsberg nella

Mosella. Essendo occupato professionalmente, egli non vi risiede nè vi

opera, ma vi deposita degli effetti ed archivia dei dossiers di società in

liquidazione. Il ricorrente è anche amministratore delegato di società di cui

amministra i beni o gestisce l’attività tra cui, fino al 31 dicembre 2000, la

società di diritto britannica Mancastel Ltd che ha subappaltato con imprese

francesi per conto del proprietario, dalla Gran Bretagna, vari lavori in un

castello in Francia. domiciliare

7. Nel gennaio 2000, un’ispezione è stata effettuata all'interno

del castello da parte delle autorità fiscali; sono stati sequestrati vari

documenti contabili, comprese le lettere inviate dal ricorrente o ricevuto da

lui come gerente della società Mancastel Ltd, concernenti l'attuazione di

imposta sul valore aggiunto (IVA) francese o inglese.

8. Il 29 marzo 2001, l’amministrazione fiscale la direzione regionale delle

indagini fiscali di Metz ha chiesto al presidente del Tribunal de grande

instance di Metz, ai sensi L. 16 B del libro delle procedure fiscali

l’autorizzazione domiciliare

per un’ispezione contro il Sig. Maschino e

contro una società denominata gruppo EM & GH, registrato in Costa Rica e

domiciliata a Dublino. Ha supposto che il richiedente esercitasse in Francia

- singolarmente o sotto la copertura della società che amministra

un’attività di consulenza nel settore della fiscalità e delle transazioni

internazionali, senza il rispetto dei suoi obblighi fiscali e omettendo di

effettuare le annotazioni nelle sue scritture contabili; aveva le stesse

supposizioni per quanto riguarda la società EM & GH, stimando che

appartenente al

esercitasse la sua attività nell’immobile richiedente e situato

in Ham-sous-Varsberg. ARRÊT MASCHINO c. FRANCE 3

9. Con ordinanza dello stesso giorno, il vice-presidente del Tribunal de

grande instance di Metz, "tribunale della libertà e della detenzione designato

per assicurare le funzioni ai sensi dell'articolo 49 della legge del 15 giugno

2000 per ordinanza del Sig. Presidente del TGI di Metz del 30 gennaio

2001”, ha accolto tale richiesta, autorizzando gli agenti specificamente

designati "a procedere (...) alle ispezioni ed ai sequestri necessitati per la

ricerca della prova di comportamenti nei luoghi (... ) in cui possono essere

detenuti i documenti e le informazioni relative alla presunta frode ", vale a

dire i "locali di abitazione e / o professionali e le dépendances che possono

essere occupati” da parte del richiedente o di sua moglie e situati

nell’immobile del richiedente sito in Ham-sous-Varsberg ed allo stesso

indirizzo, i "locali possono essere occupati” dalla società EM & GH. Il

giudice ha precisato che ogni altra ispezione necessaria di nuovi luoghi

scoperti durante l'operazione erano soggetti alla sua autorizzazione, che le

eventuali difficoltà di attuazione avrebbero dovuto essere portati alla sua

conoscenza, che l'apertura di cassetta di sicurezza in un qualsiasi istituto di

credito di cui la persona che occupa i locali fosse titolare avrebbe dovuto

essere sottomessa alla sua autorizzazione espressa e che una copia

dell’ordinanza doveva essere rilasciata all’occupante dei luoghi od al suo

rappresentante. Lunga dodici pagine, l'ordinanza dettaglia i fatti

caratterizzanti le presunzioni su evocate circa l’omissione di dichiarazione.

10. La visita domiciliare ha avuto luogo il 31 marzo 2001 dalle 8,35 alle

10,45 - in assenza del ricorrente, ma in presenza di un amico di

processo verbale dell’ispezione e del

quest'ultimo. Il sequestro precisa che

arrivati sul posto alle 7,15, gli agenti non hanno proceduto alle operazioni

che dopo aver preso contatto con il ricorrente per telefono e dopo avergli

ed averlo invitato a

dichiarato lo scopo dell’ispezione confermare che egli

designava la persona su menzionata a rappresentarlo; l'ordinanza è stata

quest’ultimo,

letta a che ha ricevuto una copia ed è stato informato che essa

“non [era] suscettibile che di ricorso per cassazione (.. .) entro cinque giorni

“da

liberi" e che i documenti seguenti sono stati sequestrati: 1 a 17: varie

fatture EDF, France Telecom, DANEAS e due estratti conto CCP (...); da 18

a 26: opuscoli intitolati elenco dei conti bancari; da 27 a 29: opuscoli

intitolati files clienti; 30: Su un foglio, riproduzione manuale di francobolli;

da 31 a 36: vari documenti e volantini pubblicitari; da 37 a 62: Documenti

relativi ai lavori di ammodernamento dei locali visitati; da 63 a 68: varie

lettere relative ad un veicolo immatricolato (...) Cadillac ".

11. Il denunciante sostiene che sono stati sequestrati specificamente: una

convocazione in qualità di testimoni davanti ad un giudice; un elenco di

clienti di una società fiduciaria lussemburghese da lui amministrata in una

data anteriore alla prescrizione fiscale e concernente delle attività esterne al

4 ARRÊT MASCHINO c. FRANCE

territorio francese; i conti bancari lussemburghesi delle società menzionate

in questa lista di clienti e quelli concernenti i dipendenti di queste società,

anteriori alla prescrizione; uno scambio di corrispondenza tra le società EM

& GH ed i servizi commerciali della Posta; delle fatture di trasporto di libri

appartenenti a sua moglie; degli effetti personali del loro figlio di 13 mesi di

età e degli effetti per la casa, senza rapporto con una qualsiasi attività di

consulenza giuridica e fiscale; dei francobolli delle società lussemburghesi o

britanniche in liquidazione, da molti anni, al momento dell'acquisizione

della prescrizione.

12. Il 18 settembre 2002, la sezione penale della Corte di Cassazione ha

dichiarato non ammissibile (articolo L. 131-6 del Codice di organizzazione

giudiziaria) il ricorso formato in data 3 aprile 2001 da parte del ricorrente -

in particolare attraverso una violazione degli articoli 6 e 8 della

Convenzione - contro l'ordinanza del 29 marzo 2001, sulla base del fatto che

"non vi è [era] alcun mezzo atto a consentire l'ammissione del ricorso".

13. Nessuna azione penale è stata iniziata contro il ricorrente a seguito della

ispezione domiciliare del 31 marzo 2001.

II. IL DIRITTO E LA PRASSI INTERNA PERTINENTI

14. Per le indicazioni sul diritto e la prassi interni pertinenti, è fatto rinvio

ai paragrafi 9, 12, 13 e 14 della sentenza Ravon e altri v. Francia (n.

18497/03, 21 febbraio 2008), che riguardano in particolare l'articolo 16 B

del libro delle procedure fiscali e la sentenza della Sezione penale della

Corte di Cassazione del 11 dicembre 2002.

IN DIRITTO

I. SULLA VIOLAZIONE ALLEGATA DELL'ARTICOLO 6 § 1 DELLA

CONVENZIONE PER IL DIRITTO AD UN TRIBUNALE,

DELL'ARTICOLO 13 DELLA CONVENZIONE E DELL'ARTICOLO 2

DEL PROTOCOLLO N. 7 .

15. La ricorrente lamenta che le ordinanze emesse ai sensi dell'articolo L. 16

B del libro delle procedure fiscali non potevano essere oggetto che di

che egli si è trovato nell’impossibilità

ricorso per cassazione, di discutere e

gli elementi di fatto fondanti l’ispezione

contestare davanti ad un giudice

domiciliare ed i sequestri di cui è stato oggetto. Egli vede questa come una

violazione dell'articolo 6 § 1 della Convenzione, che recita:

"Ogni individuo ha il diritto di avere un processo equo (...) da un tribunale

ARRÊT MASCHINO c. FRANCE 5

indipendente ed imparziale, stabilito dalla legge, il quale deciderà (...) sulla

fondatezza delle contestazioni sui suoi diritti ed obbligazioni di carattere

civile (…)."

Il ricorrente deduce dalle medesime circostanze che egli non aveva

beneficiato di un "rimedio effettivo dinanzi a un 'autorità nazionale" che

permettesse un controllo di un provvedimento riguardante l'integrità del suo

domicilio e dei suoi beni, in violazione dell’articolo 13 della Convenzione, e

che non ha beneficiato del diritto ad un doppio grado di giurisdizione in

materia penale, sancito dall'articolo 2 del Protocollo n ° 7, essendo queste

due disposizioni come segue.

L'articolo 13 della Convenzione:

"Qualsiasi persona i cui diritti e le libertà riconosciuti nella Convenzione

(...) siano stati violati, ha il diritto di ottenere un ricorso effettivo dinanzi

un'autorità nazionale, nonostante il fatto che la violazione sia stata

commessa da persone che agiscono nello svolgimento delle loro funzioni

ufficiali. "

L'articolo 2 del Protocollo n. 7:

1. Ogni persona condannata per un reato da parte di un tribunale ha il

diritto di far esaminare da parte di un tribunale superiore la dichiarazione

di colpevolezza o la condanna. L'esercizio di tale diritto, comprese le

ragioni per le quali può essere esercitato, sono regolati dalla legge.

2. Tale diritto può subire eccezioni per reati minori come definiti dalla

legge o se la persona interessata è stata giudicata in prima istanza dal

tribunale di grado più elevato o è stato dichiarato colpevole e condannato a

seguito di un ricorso contro la sua assoluzione. "

A. Tesi delle parti

16. Il Governo sostiene che l'articolo 6, primo paragrafo, non si applica, in

modo che, in questa luce, questa parte della richiesta è incompatibile ratione

materiae con le disposizioni della Convenzione: ammette che vi è stata una

"contestazione" ai sensi dell'articolo 6 § 1, ma riferendosi in particolare alla

sentenza Ferrazzini v. Italia [GC] del 12 luglio 2001 (n. 44759/98, CEDU

2001-VII, § 29), stima che non riguarda i diritti e gli obblighi di "carattere

civile" essendo la procedura di cui trattasi "fiscale". Esso ha inoltre ritenuto

che, vista in termini di cui al combinato disposto degli articoli 13 e 8 della

Convenzione, questa parte della censura è manifestamente infondata: egli

6 ARRÊT MASCHINO c. FRANCE

non nega l'esistenza di una ingerenza con il diritto del ricorrente al rispetto

del suo domicilio, ma ritiene che esso ha avuto a sua disposizione almeno

un rimedio soddisfacente i requisiti di cui all'articolo 13. Anzitutto

sottolinea che l'articolo L. 16 B del libro delle procedure fiscali attua in

particolare delle garanzie di protezione particolarmente protettive: le

ispezioni domiciliari, che possono avere effetto solo per ordine del

Presidente del Tribunale de Grande Instance o di un giudice da lui delegato,

sono svolte sotto l'autorità di quest'ultimo; tali ordinanze possono essere

oggetto di un ricorso per cassazione. Certo, indica il Governo, dal momento

che un cambiamento nella giurisprudenza della Camera commerciale della

Corte di Cassazione (due sentenze del 30 novembre 1999: PB No. 1937,

fratelli Sté Bec, e n. 1938 S, Sté Sogea), quel giudice non può essere

interessato a posteriori di eventuali irregolarità nelle operazioni sotto il suo

controllo: una tale contestazione rileva ormai come controversie che

possono essere deferite ai tribunali chiamati a decidere sulle azione penale

eventualmente iniziate sulla base dei documenti sequestrati. Le persone

interessate hanno in ogni caso a loro disposizione delle procedure che

delle ispezioni

permettono di contestare eventuali abusi nell’esecuzione

domiciliari. Da un lato, potrebbero avviare un ricorso sulla base dell’articolo

9 del codice civile, in cui si afferma che "ogni persona ha diritto al rispetto

della sua vita privata" e si precisa che "i giudici possono, fatta salva la

riparazione dei danni subiti, prescrivere tutte le misure, come i sequestri ed

attentato all’intimità della vita privata."

altri, per impedire o interrompere un

D'altro canto, potrebbero "mettere in discussione la responsabilità dello

Stato, stabilendo, per esempio, che gli ispettori fiscali autorizzati ad

effettuare ispezioni domiciliari e sequestri avrebbero superato i loro poteri e

commesso un errore."

17. La ricorrente ha chiesto al Tribunale di concludere per l'applicabilità

dell'articolo 6 § 1 della Convenzione nel suo profilo civile e di respingere

l'eccezione di irricevibilità sollevata dal Governo. Nel merito, insiste sul

fatto che le ordinanze che autorizzavano le ispezioni domiciliari ai sensi

dell'articolo L. 16 B del libro delle procedure fiscali non sono soggette che a

ricorso per cassazione; questo ricorso non consente che un controllo di

legalità, considerando la Corte Suprema specificamente che la valutazione

dei fatti e delle circostanze rileva sotto il potere sovrano dei giudici di

merito. In assenza di procedimenti penali o fiscali successivi, egli sarebbe

stato, di fatto, privato di qualsiasi controllo giurisdizionale effettivo

domiciliare e dei

dell’ispezione sequestri di cui è stato oggetto, sia in

violazione dell'articolo 13 della convenzione, combinato con l'articolo 8

della Convenzione, che dell'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione.

B. Giudizio della Corte ARRÊT MASCHINO c. FRANCE 7

1. Sulla ricevibilità

18. In primo luogo, la Corte ritiene che l'articolo 2 del protocollo n. 7 non è

applicabile in questo caso, non essendo stato condannato il denunciante per

un reato da parte di un tribunale. Ne consegue che, per quanto riguarda

l'articolo 2 del Protocollo n. 7, la denuncia è incompatibile ratione materiae

con le disposizioni della Convenzione, ai sensi dell'articolo 35, paragrafo 3,

e deve essere rigettato ai sensi di cui all'articolo 35, § 4.

19. Come ha dichiarato la Corte nella sentenza Ravon e altri (su citata, §

24), si deve concludere al contrario per quanto concerne l'articolo 6,

paragrafo 1 della Convenzione, che è applicabile sotto il suo profilo civile.

E’ pertanto necessario respingere l'eccezione di irricevibilità sollevata in tal

senso da parte del Governo.

20. Per il resto, la Corte ritiene che questa parte della richiesta non è

manifestamente infondata, ai sensi dell'articolo 35 § 3 della Convenzione.

Rileva inoltre che non cozza con nessun altro motivo di irricevibilità.

Conviene pertanto di dichiararla ricevibile, tranne per quanto riguarda

l'articolo 2 del protocollo n. 7.

2. Sul merito

21. Allorquando, come nel caso di specie, l'articolo 6, paragrafo 1, si

applica, costituisce una lex specialis rispetto all'articolo 13: le sue esigenze,

che coinvolgono l'intera gamma di garanzie propria delle procedure

giudiziarie, sono più rigorose di quelle di cui all'articolo 13, che sono

assorbite (v., ad esempio, le sentenze Brualla Gómez de la Torre v. Spagna,

Kudła c.

del 19 dicembre 1997, Racc. 1997-VIII, § 41, e Pologne [GC ] del

26 ottobre 2000, n. 30210/96, CEDU 2000-XI, § 146). È quindi necessario

prendere in considerazione questa richiesta solamente per il motivo di cui

all'articolo 6, paragrafo 1, e, pertanto, si deve verificare se il ricorrente

aveva accesso ad un "tribunale" per ottenere, a termini di una procedura

rispondente ai requisiti di questa disposizione, una decisione in merito alla

sua "contestazione".

22. Nella sentenza di cui sopra Ravon e altri (§ § 28-35), la Corte ha

dichiarato che questo comporta in materia di ispezioni domiciliari che gli

interessati possono ottenere un controllo giurisdizionale effettivo, in fatto

ha prescritto l’ispezione

come in diritto, sulla regolarità del decisione che

stessa oltre che, se del caso, sulle misure adottate sulla base di essa; la o le

vie di ricorso disponibili dovrebbero consentire, in caso di constatazione di

prevenire la sopravvenienza dell’operazione, sia, nel

irregolarità, sia di caso

8 ARRÊT MASCHINO c. FRANCE

in cui un’operazione irregolare abbia già avuto luogo, di fornire alla persona

un opportuno risarcimento. Nella stessa sentenza, ha rilevato che - in ogni

caso in assenza di successivi procedimenti penali - le persone soggette ad

una ispezione domiciliare sulla base dell'articolo L. 16 B del libro delle

procedure fiscali non hanno accesso a tale controllo. Ha concluso pertanto

per la violazione dell'articolo 6 § 1 della Convenzione.

23. La Corte non vede alcuna ragione per discostarsi nel caso di specie da

questa constatazione e da questa conclusione.

24. Pertanto, vi è stata una violazione dell'articolo 6 § 1 della Convenzione.

II. SULLA VIOLAZIONE ALLEGATA DELL 'ARTICOLO 8 DELLA

CONVENZIONE

25. Il ricorrente lamenta una violazione del suo diritto al rispetto del proprio

domicilio, risultante dall’ispezione domiciliare e dai sequestri effettuati nel

suo caso, ai sensi dell'articolo L. 16 B del libro delle procedure fiscali.

Stimando di esser stato vittima di un "sequestro massiccio e indiscriminato”

di documenti, sproporzionato rispetto agli scopi perseguiti, invoca l'articolo

8 della Convenzione, che recita:

“1. Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata e

familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza.

2. Non ci può essere alcuna ingerenza di una autorità pubblica

nell'esercizio di tale diritto a meno che questa ingerenza sia prevista dalla

legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria

per la sicurezza nazionale, la pubblica sicurezza, il benessere economico

del paese, la difesa dell'ordine e la prevenzione della criminalità, la

protezione della salute o della morale, o per la tutela dei diritti e delle

libertà altrui. "

26. A titolo principale, il Governo sostiene che questa parte della denuncia è

irricevibile per il mancato esaurimento dei rimedi interni, non avendo il

ricorrente né presentato un ricorso sulla base dell’articolo 9 del codice

civile, né "[messo ] in causa la responsabilità dello Stato, stabilendo, per

esempio, che gli ispettori fiscali abilitati ad effettuare la perquisizione ed i

sequestri avrebbero superato i loro poteri e commesso un errore. " In

subordine, riferendosi in particolare alla decisione Keslassy v. Francia dell’

8 gennaio 2002 (n. 51578/99), chiede alla Corte di concludere per

l'apparente infondatezza del merito di questa parte della richiesta,

sottolineando specificamente che l'ingerenza con il diritto del ricorrente al

rispetto della sua vita privata e del suo domicilio era proporzionato agli

ARRÊT MASCHINO c. FRANCE 9

obiettivi perseguiti. Sottolinea a questo proposito che l'ordinanza del 29

marzo 2001 soddisfaceva ai requisiti della legge e della giurisprudenza della

Corte: ha esaminato i documenti trasmessi dalle autorità fiscali, ha

analizzato e constatato in maniera circostanziata l'esistenza contro il

ricorrente di sospetti di frode al pagamento delle imposte sul reddito e sulle

società e dell'imposta sul valore aggiunto, ed, essendo di dodici pagine, è

stata debitamente motivata. Il Governo ha aggiunto che non è stato possibile

che essa dettagliasse a priori tutti i documenti suscettibili di essere

sequestrati: precisando che gli ispettori fiscali nominati autorizzati a

alle ”ispezioni

procedere in conformità con l'articolo L. 16 B ed ai sequestri

necessitati per la ricerca della prova di tali comportamenti nel luogo

[designato] in cui sono suscettibili di essere detenuti i documenti e i

inquadrato sufficientemente l’

materiali relativi alla presunta frode", ha

dell’amministrazione.

azione Inoltre, indica, il processo verbale compilato

al termine della visita dimostra la preoccupazione costante dei funzionari

incaricati della missione di garantire l’informazione del ricorrente.

27. Il ricorrente replica che il Governo non dimostra il carattere effettivo

delle vie di ricorso che evoca e, in ogni stato della controversia, un ricorso

l’illiceità

per risarcimento danni non avrebbe che imperfettamente riparato

l’illegalità dei

denunciata, perché non avrebbe comportato sequestri dei

documenti suscettibili di essere utilizzati in procedimenti successivi. Più

precisamente, da un lato, considerata la giurisprudenza del tribunale sui

conflitti secondo cui la responsabilità dello Stato non può essere attuata

sulla base di norme di diritto civile a meno che la legge non lo dica

di responsabilità dello

espressamente, un’azione Stato sulla base

dell’articolo 9 del codice civile sarebbe stata condannata al fallimento. In

assenza di colpa staccabile del servizio suscettibile di essere attribuita agli

agenti che hanno effettuato l'ispezione e il sequestro, così sarebbe stato

anche il coinvolgimento della responsabilità personale di questi ultimi sulla

stessa base. D'altro canto, sarebbe stato inutile cercare la responsabilità

dello Stato, cercando di dimostrare che gli ispettori fiscali avrebbero

oltrepassato la loro autorità e commesso un errore: la prova di "negligenza

grave", che sarebbe stata necessaria apportare, sarebbe impossibile poiché

questi agenti hanno agito nel quadro dell'ordinanza del 29 marzo 2001. In

pratica, facendo riferimento alle sentenze Miailhe c. Francia (1), 25

febbraio 1993 (serie A n. 256-C, § 39), e Funke v. Francia, il 25 febbraio

1993 (serie A, 256-A, § § 48 e 57), ha affermato che, in termini generali,

l'ordinanza del 29 marzo 2001 ha autorizzato gli agenti

dell’amministrazione fiscale a procedere a qualsiasi misura "necessaria per

la ricerca della prova” delle azioni che gli sono attribuite. Egli sostiene che

le condizioni in cui la presente ordinanza è stata resa poi esecutiva sono

incompatibili con i requisiti di cui all'articolo 8, e denuncia la sproporzione

dei mezzi impiegati in relazione alle reali dimensioni del caso. Egli ha


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo del 2003 in cui si affrontano i seguenti argomenti: pagamento dell'Iva da parte dell'avvocato, ispezioni domiciliari, amministrazione fiscale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cociani Simone Francesco.

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