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Automonitoraggio glicemico Appunti scolastici Premium

Materiale didattico per il corso di Medicina Interna del Prof. Giovanni Davì, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: il diabete, i pazienti diabetici e l'automonitoraggio glicemico; l'automonitoraggio nel diabete di tipo 1 e l'automonitoraggio nel diabete di tipo 2.

Esame di MEDICINA INTERNA docente Prof. G. Davi'

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diabetici di tipo 1, piuttosto stabili e in grado di mantenere livelli di glicoemoglobina inferiori al

7%, è piuttosto modesto.

Dia 3

Viceversa, per quanto riguarda la misura glicemica post-prandiale, essa può essere eseguita con

minore frequenza, in virtù del fatto che il dosaggio insulinico prandiale è in stretta relazione al

contenuto glicidico del pasto, per cui, conoscendo i grammi di glicidi, è possibile stabilire il

dosaggio insulinico, verificandone ogni tanto l’appropriatezza.

Il grado di instabilità glicemica è molto variabile da paziente a paziente.

Ciò fa comprendere come, anche nell’ambito di diabetici di tipo 1, categoria piuttosto omogenea di

pazienti, sia impossibile stabilire un prederminato fabbisogno di glicemie quotidiane. In media, tre-

quattro determinazioni glicemiche quotidiane soddisfano comunque il maggior numero di pazienti.

Dia 4

L’automonitoraggio nel diabetico di tipo 2.

I diabetici di tipo 2 rappresentano una categoria molto più eterogenea. Accanto ai pazienti già in

trattamento insulinico quadriniettivo, per i quali si applicano gli stessi criteri dei pazienti di tipo 1,

vi sono i diabetici in trattamento combinato, con insulina intermedia o analogo ad azione

prolungata, per i quali è importante la misurazione glicemica domiciliare. Per entrambe le tipologie,

oggi non si discute sulla necessità dell’automonitoraggio.

Viceversa, per i pazienti non in trattamento insulinico, trattati o meno con ipoglicemizzanti orali, e

che senza dubbio rappresentano la maggioranza, sono emerse perplessità sull’efficacia

dell’automonitoraggio, derivanti dalla povertà di evidenze sperimentali che ne confermino

l’effettiva validità.

Dia 5

E la ragione di tale mancanza di prove ha un suo razionale: nel paziente insulino-trattato,

l’applicazione dell’algoritmo in base ai valori glicemici registrati, permette un continuo adattamento

del dosaggio insulinico, in grado di correggere le continue variazioni del fabbisogno insulinico.

Il paziente non insulino-trattato non possiede algoritmi sia trattato con ipoglicemizzanti orali o con

sola dieta. Nel primo, la farmacodinamica di questi farmaci, la cui durata d’azione è lunga ma di

entità modesta, è tale da non prestarsi ad algoritmi, come avviene con il dosaggio insulinico. Nel

secondo è difficile, anche se non impossibile, modificare la dieta in base ai valori glicemici. Anzi,


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di MEDICINA INTERNA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Davi' Giovanni.

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