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Cap. IV

LA CIRCOLAZIONE DEI DIRITTI REALI MINORI

Apriamo un altro capitolo e parliamo dei diritti reali ulteriori (rispetto alla proprietà) e della

loro circolazione. Tradizionalmente essi si distinguono in diritti reali di godimento e di

garanzia. Tale categoria oggi non regge molto, il contratto fiduciario tende ad ampliare le

situazioni di realità, circoscritte dalla rivoluzione francese in poi ad un elenco tassativo come

riflesso del culto della proprietà. Si tratta di recuperare oggi concetti precedenti a tale periodo

storico, presenti nella cultura giuridica di molti Stati europei.

Come si costituiscono i diritti reali di garanzia? Non basta il singolo contratto, ci vuole un Diritti  reali  

meccanismo che completa un procedimento, il quale prevede un momento contrattuale o di  garanzia  

negoziale ed una fase ulteriore: il possesso nel caso del pegno, la iscrizione nel caso

dell’ipoteca.

Il diritto reale di godimento prevede un requisito formale per nascere, ci vuole la forma scritta

(atto pubblico o scrittura privata). Se tale formalità non è rispettata che succede? Innanzitutto Forma  scritta  

dobbiamo chiarire che il diritto reale dà luogo ad una situazione giuridica esercitabile dal

titolare nei confronti di chiunque ostacoli l’esercizio del diritto, mentre nel diritto personale

spetta alla controparte agire per rimuovere gli ostacoli al godimento del diritto. Il diritto reale

nasce con la forma, ma se questa manca? Secondo una teoria (seguita anche all’interno della

nostra facoltà diversi anni fa) l’ordinamento ha una struttura composita, non c’e’solo

l’ordinamento statale, ma anche altri, ognuno dei quali produce il “giuridico”. La legalità

(cioè la possibilità di una tutela da parte della legge statale) è diversa dalla giuridicità (cioè la

possibilità di avere una risposta positiva, una tutela dall’ordinamento particolare in cui si

opera, anche se non è quello statale). Se non c’e’ il requisito formale non c’e’ tutela da parte

dello Stato, dato che siamo in un’ipotesi estranea al meccanismo di tutela statuale (perché

estranea all’ordinamento che ha al suo vertice l’autorità statale). Però, in un altro ordinamento

particolare in cui siano inseriti i soggetti in questione e che non richieda il requisito formale,

ci può essere un meccanismo di tutela? La situazione è giuridica? Secondo noi, è possibile

questa seconda tutela, all’interno della situazione particolare in cui si collocano i soggetti

dell’ordinamento. La giuridicità implica delle regole (che non vanno rapportate per forza allo

Stato) promosse da un gruppo, che se sono attuate, e attuabili, danno vita ad un ordinamento.

Oltre alle cause generali di acquisto esistono le cosiddette “cause speciali”, che operano in Usufrutto  

relazione a diritti reali specifici, in una situazione particolare. Per esempio l’usufrutto legale a legale  

vantaggio dei genitori sui beni del minore, che è comunque previsto nell’interesse del minore,

nel senso che gli eventuali frutti eccedenti vanno resi al minore. Esiste anche l’usufrutto

giudiziale.

Oppure la servitù coattiva, che è un meccanismo che scaturisce per legge nell’ipotesi in cui è

necessario servirsi in qualche modo del fondo vicino per godere pienamente del proprio (ciò

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mostra che la proprietà non è mai piena ed assoluta, ma si può circoscrivere). Quando siamo Servitù  

in una situazione che può dar luogo alla nascita di un diritto di servitù coattiva, si possono coattive  

verificare due eventualità. Ci può essere la disponibilità del proprietario del fondo servente,

che costituisce un vincolo contrattuale che regola la nascita e le modalità del nuovo diritto

reale (anche se qui il titolare del fondo servente ha la libertà di regolare l’esercizio del diritto,

ma non potrebbe impedirne la nascita, non c’è una piena libertà contrattuale). Oppure, se tale

disponibilità manca e quindi non c’è un accordo, il titolare del fondo dominante si rivolge al

giudice che applica l’art. 2932 emettendo una sentenza che fa nascere concretamente il diritto

di servitù, indipendentemente dall’adesione del proprietario del fondo servente, che subisce

l’esercizio legale della servitù sul suo fondo. Questo meccanismo costitutivo va considerato in

maniera cauta, perché questa ipotesi non si caratterizza pienamente come contratto, va

inquadrata nella recente tendenza ad espandere i meccanismi di controllo dell’autonomia

privata. Non si considera tanto la libertà, la possibilità di astensione dei contraenti, ma il

rispetto di determinati principi da parte dei contraenti, che, qualora non vi sia, legittima il

giudice a correggere il contenuto del contratto. Ciò soprattutto in ipotesi di contratti con i

consumatori, e in generale nelle ipotesi in cui c’è un’eccessiva preponderanza di una parte

sull’altra. Si tenta di recuperare un equilibrio tra le parti. La conseguenza delle due diverse

modalità di costituzione è che, nel caso in cui si modifichi la situazione di fatto alla base della

servitù (ad esempio, in caso di acquedotto coattivo la parte scopre dopo un po’ che sul suo

fondo c’è dell’acqua), se la servitù è costituita in forma veramente contrattuale non viene

meno, perché ha origine volontaria, mentre se è costituita in forma coattiva o legale viene

meno o si modifica. Questo vale anche per le servitù costituite per destinazione del padre di

famiglia.

Il diritto di godimento così come nasce può anche circolare, cioè c’è la possibilità di atti Circolazione  

contrattuali che trasferiscano un diritto reale (cioè ne mutino la titolarità). Si ammette

pacificamente la circolazione per usufrutto ed enfiteusi. Che cosa è necessario per la

circolazione della servitù? Implica un riferimento al rapporto tra beni immobili, ci può essere

circolazione solo in caso di passaggio di titolarità del fondo interessato dalla servitù. La

circolazione del diritto di superficie non è prevista a livello normativo ma probabilmente è

ricollegabile alla disciplina dell’art. 2643 n. 2. Si prevede una fattispecie traslativa non

all’interno della disciplina del diritto di superficie ma all’interno delle norme sulla

trascrizione. 89  

 


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Civile, tenute dal Prof. Giovanni Furgiuele nell'anno accademico 2011.
Il documento affronta i seguenti argomenti: commento ai nn. 5. 6 e 8 dell'art. 2643 c.c. in tema di atti soggetti a trascrizione, pubblicità sanante, circolazione dei diritti reali minori, diritti reali di garanzia, usufrutto legale, servitù coattive, circolazione del possesso e dei crediti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Furgiuele Giovanni.

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