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ATTI LINGUISTICI

La situazione comunicativa cui tipicamente ci

• si richiama comprende almeno un parlante o

emittente, autore del proferimento ed un

ricevente o un uditorio, destinatario di quanto

comunicato tramite l'enunciato.

In prima approssimazione possiamo dire che

• l'analisi degli atti linguistici si colloca nella

dimensione pragmatica del linguaggio.

Esempio di usi del linguaggio

Quale è stato l'ultimo contatto fra Italia e Libia?

"Credo che oggi (giovedì) si siano sentiti il nostro Primo ministro e il vostro

ministro degli Esteri. Gli italiani credono che noi siamo deboli, vicini alla

catastrofe, che le milizie vinceranno: ma noi non crolleremo. Svegliatevi!"

Ha parlato con suo padre della posizione italiana?

"Siamo scioccati dalla posizione italiana. Berlusconi è nostro amico, siamo

vicini, siamo amici. Potevamo aspettarci questo dalla Francia, dalla Gran

Bretagna, dalla Svezia: non dall'Italia. I cinesi ci appoggiano, come i brasiliani,

gli indiani, i russi, il Sudafrica: ma dove sono finiti gli italiani? Abbiamo un

futuro comune. Se noi perdiamo la battaglia qui, voi sarete i prossimi. Se noi

vinciamo, voi sarete salvi".

Da www.Repubblica.it Intervista a Saif Gheddafi, 12 marzo

J.L. AUSTIN (1911-1961)

Austin il filosofo che lancia il termine

• è

Speech Act, atto linguistico, con le sue

lezioni ad Oxford e Harvard.

Austin ha scritto molto poco; ed ha

• pubblicato pochissimo in vita, solamente

alcuni articoli.

L'opera in cui introduce il tema degli Speech

• Acts, How to do Things with Words (tr. it.

Come fare cose con le parole, Genova

1987) viene pubblicata postuma (Oxford

1962), e si tratta di una raccolta di lezioni

tenute da Austin ad Harvard nel 1955.

PERFORMATIVI

Il primo concetto innovativo introdotto

• da Austin performativo, dall' inglese

è

to perform che significa compiere

un'azione.

a) “Vi dichiaro marito e moglie” (proferito

durante una cerimonia nuziale).

b) “Chiedo scusa”.

c) “Battezzo questa nave Libert ”.

à

d) “Ti do il benvenuto”.

e) “Ti consiglio di farlo”.

CONSTATIVI

Ai performativi Austin contrappone

• enunciati di un altro tipo, che chiama

constativi:

f)“Il gatto sul tappeto”

è

g)“La neve bianca”

è

h)“I figli di Giovanni sono calvi”.

Quale la differenza che intercorre tra

• è

i due gruppi di enunciati?

PERFORMATIVO E CONSTATIVO

L'enunciato constativo ha, sotto il nome tanto

caro ai filosofi di la proprietà di

asserzione,

essere vero o falso. Al contrario, l'enunciato

performativo non può mai essere né l'uno né

l'altro: esso ha la sua propria funzione:serve a

compiere un'azione. Formulare un enunciato di

questo tipo a compiere l'azione”.

equivale

(J.L. Austin, Paris 1962

Performatif-Constatif,

tr.it. in Sbisà, Gli atti linguistici. Aspetti e problemi

1983, p.49).

di filosofia del linguaggio,

LINGUAGGIO E RAPPRESENTAZIONE

La trattazione filosofica delle asserzioni

richiama un apprccio semantico

“referenzialista” basato sulla funzione

rappresentativa del linguaggio.

Ne esempio la teoria raffigurativa della

è

proposizione esposta da Wittgenstein nel

Tractatus logico-philosophicus (1921).

“La proposizione un'immagine della realt ”.

è à

(Wittgenstein L., 1921. Logisch-Philosophische,

Abhandlung, trad. it. Tractatus logico-

philosophicus e Quaderni 1914-1916, Torino

1964, p.43)

USI DEL LINGUAGGIO

Austin si inserisce nel dibattito sugli usi

del linguaggio, pur ritenendo “uso” un

termine “disperatamente vago e

ambiguo”.

USI DEL LINGUAGGIO:FREGE

“Distinguiamo quindi:

1.l’afferrare il pensiero- il pensare;

2.il riconoscimento della verit di un pensiero

à

– il giudicare;

3.la manifestazione di questo giudizio –

l’asserire”.

(G. Frege 1918. Der Gedanke. Eine Logische

Untersuchung, trad. it. Il pensiero, una

ricerca logica, 1988)

USI DEL LINGUAGGIO:

WITTGENSTEIN

parola giuoco linguistico destinata a mettere in

è

“La

evidenza il fatto che parlare un linguaggio fa parte di

un'attivit , o di una forma di vita.

à

Considera la molteplicit dei giuochi linguistici contenuti in

à

questi (e in altri) esempi:

Comandare e agire secondo il comando-

Descrivere un oggetto in base al suo aspetto o alle sue

dimensioni -

Costruire un oggetto in base a una descrizione (disegno)

Riferire un avvenimento

Far congetture intorno ad un avvenimento”

(Wittgenstein L., 1953. Philosophische Untersuchungen, trad. it.

Ricerche filosofiche, Torino 1967, p.21)

CARATTERISTICHE DEL

PERFORMATIVO:

a) È convenzionale;

b) dipende da un contesto;

c) non è vero o falso, ma “felice o

infelice”.

CONVENZIONI E “FELICIT ”

À

DEL PERFORMATIVO

Esiste una procedura convenzionale accettata

● avente un certo effetto convenzionale,

procedura che deve includere l'atto di

pronunciare certe parole da parte di certe

persone in certe circostanze.

Le persone e le circostanze sono appropriate.

● La procedura eseguita da tutti i

è

● partecipanti sia correttamente che

completamente.

INFELICIT DEL PERFORMATIVO

À

L’infelicità può darsi:

1. Se l’autore non è in condizione di compiere

l’atto in questione oppure l’oggetto cui ci si

riferisce non è adatto ad esservi sottoposto. In

tal caso il performativo sarà nullo.

2. Se colui che proferisce l’atto non ha intenzione

di compiere l’azione in causa, ed allora il

performativo sarà abusato.

3.Tutto si svolto regolarmente, ma potrebbe

è

verificarsi, in seguito al compimento dell’atto,

un evento non in regola con esso, ossia una

rottura dell’impegno.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia del linguaggio, tenute dal Prof. Stefano Gensini nell'anno accademico 2011 e tratta il tema delle teorie della comunicazione da Aristotele al cognitivismo ed in particolare contiene dei cenni introduttivi all'argomento degli atti linguistici, così come sono stati presentati dal filosofo Austin.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gensini Stefano.

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