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CUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI

prof. Giorgio Costantino

L’INTRODUZIONE E LA DECISIONE DELLA CAUSA

In particolare quest’ultima osservazione è stata raccolta da tutto il gruppo, che ha concluso i suoi

lavori rilevando la necessità di un complessivo cambiamento culturale, per il quale si può partire

dalla “semina” delle riflessioni degli Osservatori: la proposta del gruppo è stata quindi quella che

tutti gli Osservatori si impegnino per il prossimo anno, oltre che nella illustrazione presso i vari

uffici delle proposte “”salernitane”, nella organizzazione di laboratori di formazione congiunta

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di avvocati e magistrati destinati alla elaborazione ed alla diffusione di stili di redazione degli atti

difensivi volti a consentire la adozione di motivazioni “concentrate” sui nodi essenziali della

controversia.

sintesi a cura di Elena Riva Crugnola, Osservatorio sulla giustizia civile di Milano

ALLEGATO 1 TRIBUNALE DI VERONA

ATTO DI CITAZIONE

L’avvocato Proculo di Verona con studio in via n. proc. e dom. per procura ed elezione di

domicilio a margine del presente atto della Società ALFA Srl in persona del suo legale

rappresentante pro tempore sig. .................... corrente in Verona Via ................. n. ......

P.I. ........... CITA

BETA COSTRUZIONI Srl in persona del suo legale rappresentante pro tempore

➢ corrente in Verona .................

BETA COSTRUZIONI Snc in persona dei suoi amministratori signori Tizio e Caio

➢ corrente in Verona Via ........... nonché

Tizio residente in Verona Via ...............

➢ e

Caio residente in Verona Via ..............

all’udienza del giorno 90 gg. ore 9,00

con invito ai convenuti di rivolgersi tempestivamente ad un difensore per consentire loro di

costituirsi in giudizio mediante deposito di atto scritto entro il termine di venti giorni prima

dell’udienza sopra indicata, ai sensi e nelle forme di cui all’art. 166 c.p.c., con

l’avvertimento che il mancato rispetto di quel termine comporta gravi limitazioni al diritto di

difesa e le decadenze di cui all’art. 167, II e III comma c.p.c.

In relazione alla seguente Sintesi dell’Azione

8 I laboratori potrebbero essere organizzati in collaborazione con gli organismi disponibili a seconda delle varie realtà

locali, quali, ad esempio, Consigli degli Ordini degli Avvocati e Fondazioni per la formazione degli avvocati, Camere

civili, Referenti per la Formazione decentrata dei magistrati, sezioni locali ANM, e dovrebbero sfociare in proposte

operative da diffondere tra tutti gli avvocati e i magistrati “civilisti” tramite gli Ordini e i Presidenti di Tribunale e di

Corte d’appello. 5

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L’INTRODUZIONE E LA DECISIONE DELLA CAUSA

Il/i convenuto/i non hanno in vario modo adempiuto a tre contratti d'appalto; già l'ATP

fornisce prova di tale inadempimento con riferimento ad uno dei tre contratti; nessuno dei

tre cantieri è stato completato; le parti parzialmente eseguite risultano viziate.

Viene richiesto il risarcimento dei danni ed altro.

E quindi per ivi in loro contesto o previa declaratoria di legittima contumacia, sentir accogliere le seguenti

Conclusioni

(proposta: pensiamole anche come complementari alla Sintesi: possono ulteriormente

giovare al lettore per avere da subito massima chiarezza sulla vicenda. Ciò implica, a mio

sommesso avviso, una certa analiticità così come una certa “lunghezza” dell’apparato

conclusivo, ancorchè senza dar stura alla messe di subordinate spesso prive di senso ).

Nel merito: accertate le doglianze lamentate in relazione ai contratti di appalto

rispettivamente sottoscritti il 10.6.2005, il 28.10.2005 ed il 16.6.2006:

• condannare la Beta Costruzioni S.n.c. e/o la Beta Costruzioni S.r.l., in persona dei

rispettivi legali rappresentanti pro tempore, nonché i soci della prima, signori Tizio e

Caio, anche in solido tra loro, a risarcire tutti i danni, patrimoniali e non, patiti e

patiendi dalla Alfa S.r.l., che allo stato si quantificano in una somma non inferiore a

€ …………… e che in ogni caso ci si riserva di meglio specificare in corso di causa;

• d ichiarare risolto per inadempimento dei convenuti il contratto preliminare di cessione

dell’appartamento di Via Sicilia in data 5 luglio 2006 ;

• manlevare e/o tenere indenne la medesima Alfa S.r.l. per le somme che

quest’ultima dovesse essere condannata a pagare ai promissari acquirenti degli

immobili per cui è controversia a titolo di penale da ritardata consegna e ai

proprietari confinanti del cantiere “Verona 2” per tutte le causali esposte in narrativa

a titolo di risarcimento dei danni dagli stessi subiti in conseguenza della condotta

dell’appaltatrice.

• per l’effetto, autorizzarsi l’escussione della fideiussione bancaria a prima richiesta

meglio descritta in narrativa.

Con vittoria di diritti, onorari e spese del presente procedimento, oltre a rimborso spese generali 12,5% su diritti ed

onorari e ad accessori tutti come per legge.

Vittoria di spese diritti ed onorari di questo giudizio.

* * *

Dichiarazione fiscale

Ai sensi della Legge n. 488/1999 e successive modificazioni, si dichiara che il valore della causa è

indeterminato * * *

La domanda è fondata e le conclusioni vanno accolte per i seguenti motivi di fatto e diritto.

INDICE

Proposta:

i fatti documentali mediante secco rinvio ai contratti inter partes (con eventuale

1) evidenziazione nel corpo del documento delle parti rilevanti ai fini della decisione);

le vicende storiche ( assolvimento degli oneri di allegazione e assertivi ex art. 2697,

2) c.I , c. civ. Condivido l’impostazione restrittiva: “solo circostanze rilevanti ai fini della

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L’INTRODUZIONE E LA DECISIONE DELLA CAUSA

domanda eche, secondo il criterio del riparto dell'onere della prova, devono essere

oggetto di prova attorea. Evitiamo la ridondanza e gli aggettivi qualificativi “. Per il

resto l’attore si avvarrà dello ius poenitendi e dei nova a verbale d’udienza – art. 183

comma quinto - e delle repliche ex art. 183, comma sesto, n.1 Le mere difese

saranno, poi, possibili in ogni momento, anche in appello…)

la disciplina giuridica (solo cenni di inquadramento: sobrie citazioni di dottrina;

3) evitare l’allegazione col copia e incolla dell’intero massimario della Cassazione…

anche i giudici hanno comperato juris data; ricordiamoci, infine, che vige sempre il

principio iura novit curia… o no ? )

4) il petitum mediato e diretto

5) le prove offerte

6) le produzioni documentali

Luogo data Avv. Proculo

ALLEGATO 2

Osservatorio per la giustizia civile di Milano

laboratorio su rapporto atti difensivi / motivazione

giudizio di primo grado

Il punto di partenza dei lavori del laboratorio è tratto dalla esperienza concreta del processo:

 l’onere della motivazione è tanto più impegnativo quanto gli atti difensivi non presentino un

contenuto individuante chiaramente, univocamente e sinteticamente il thema decidendum e il

thema probandum,

 e ciò indipendentemente dalla complessità in fatto o in diritto della controversia.

Solo gli atti difensivi dotati dei requisiti di chiarezza, univocità e sintesi consentono motivazioni

concentrate nel ragionamento decisorio (e quindi concise secondo la prescrizione del cpc) e, in una

prospettiva acceleratoria, redatte “per punti” o “per relationem”: solo tal genere di atti difensivi

corrisponde quindi al canone costituzionale del “processo di ragionevole durata”, al quale devono

mirare -oltre che l’organizzazione giudiziaria e i singoli giudicanti- anche i difensori delle parti.

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Questa convinzione ha portato il laboratorio alla ricerca di un c.d. “schema logico costante” che

agevoli la redazione degli atti difensivi nel senso prospettato e che possa essere diffuso con

iniziative di formazione comune ad avvocati e magistrati.

Per il giudizio di primo grado si è rilevato che lo schema debba partire dall’esatta enunciazione

degli elementi che individuano la domanda e che rispondono al classico schema semplificante “chi

chiede che cosa e perché”:

 i soggetti, il petitum (mediato ed immediato) e la causa petendi individuano la domanda ed

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identificano l’azione proposta ;

 il thema decidendum è scandito nella sua cornice (coincidente con i cd. fatti principali) già

dagli atti introduttivi delle parti, dato che - a seguito dell’ultima riforma del 2005- il

contenuto non solo della citazione ma anche della comparsa di risposta deve compiutamente

identificare (a pena rispettivamente di nullità e di decadenza: artt. 163, 164 co. 4 cpc,

art.167 cpc) domande ed eccezioni non rilevabili d’ufficio, e che le successive prime

memorie ex art. 183 cpc hanno solo la funzione di permettere la “mera modificazione” delle

domande ed eccezioni iniziali delle parti, con esclusione della introduzione di domande ed

eccezioni fondate su elementi di fatto anteriori all’avvio del processo e non dedotti

(domande ed eccezioni queste inammissibili in quanto nuove) e fatta salva unicamente la

facoltà delle parti di proporre le eventuali domande c.d. sequenziali all’udienza ex art.183

cpc;

 il thema probandum coincide con i fatti controversi, sicché in ragione del sussistere di fatti

notori, di fatti non contestati e/o di ammissioni/confessioni può risultare più ristretto

dell’oggetto del giudizio su cui sarà resa la decisione.

In considerazione di tale struttura del giudizio e delle preclusioni che lo caratterizzano – certamente

potenziate per effetto dell’ultimo intervento riformatore – si propongono le bozze di schema che

seguono.

ATTO DI CITAZIONE

1. La parte IN FATTO va limitata all’esatta descrizione dei fatti effettivamente rilevanti in ragione

della domanda proposta, così concorrendo a permettere l’esatta individuazione della causa petendi

della domanda ai sensi dell’art. 163, co. 1, n. 4, c.p.c., e va svolta per punti numerati. La sintesi è

maggiore per le domande autodeterminate, mentre si richiede un dettaglio più specifico per le

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domande eterodeterminate .

9 AVVERTENZA: ai sensi dell’art.163, co. 1, n.3 cpc, il petitum è definito come “la determinazione della cosa

oggetto della domanda”; la causa petendi è definita come “l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti

.

le ragioni della domanda”

10 AVVERTENZA: sono diritti autodeterminati, ad esempio, quasi tutti i diritti reali in quanto, in tali casi, per

individuare la domanda è sufficiente indicare i soggetti ed il contenuto del diritto che si afferma, senza che rilevi il fatto

costitutivo da cui il rapporto si pretende sorto: il diritto rimane sempre il medesimo, a prescindere dal singolo fatto

costitutivo, di volta in volta invocato. Sono, invece, diritti eterodeterminati i diritti la cui identificazione necessita di un

riferimento al fatto storico generatore in ragione della natura della prestazione, che è riferibile a rapporti giuridici

diversi che possono intercorrere fra gli stessi soggetti. Tali diritti non sono individuabili di per sé, ma solo mediante

l’allegazione di un fatto estrinseco: è il caso delle obbligazioni di genere per le quali l’individuazione dei relativi diritti

è necessariamente dipendente dal fatto generatore, inteso come mero accadimento storico.

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2. La parte IN DIRITTO si apre con la qualificazione giuridica proposta e con la specifica

indicazione delle norme; qualora vi siano più qualificazioni giuridiche, le varie qualificazioni vanno

proposte in via gradata. La parte IN DIRTTO va suddivisa in paragrafi con numerazione successiva,

ciascun paragrafo va corredato di un titolo sintetico, che consenta d’individuare il principio di

diritto che si intende sottoporre all’esame del Giudice.

3. Le richieste di ammissione dei MEZZI DI PROVA E ISTRUTTORI vanno dedotte secondo le

seguenti indicazioni, contenute negli artt. 20 e 21 del Protocollo per i processi civili

dell’Osservatorio per la giustizia civile di Milano:

a) quanto alla richiesta di ammissione delle prove testimoniali, “i difensori indicheranno il

nominativo dei singoli testimoni per ogni capitolo di prova.”; difensori eviteranno che

“I

l’indicazione dei capitoli di prova faccia generico riferimento ai punti della narrativa degli

atti difensivi, con mera premessa della formula “vero che””; è necessaria la specifica

indicazione, per ogni capitolo di prova, del teste che s’intende sentire, con la specifica del

nome e del cognome del teste, nonché del suo indirizzo di residenza e/o del suo domicilio;

b) quanto alla richiesta di ammissione della consulenza tecnica,“il difensore formulerà una

proposta di quesito. I difensori delle altre parti, nelle loro memorie istruttorie, formuleranno

proposte di modifica e/o integrazione del quesito proposto dal richiedente la c.t.u.”.

4. Le CONCLUSIONI devono essere sintetiche (non è necessario il richiamo analitico delle

motivazioni svolte) e devono far emergere in modo netto il tipo di domanda proposta (secondo la

classica tripartizione domanda di accertamento, domanda di condanna e domanda costitutiva),

onde facilitare il Giudice quanto ai successivi provvedimenti preliminari e/o interlocutori che dovrà

eventualmente pronunciare.

5. INDICE DEI DOCUMENTI.

6. DICHIARAZIONE DI VALORE.

COMPARSA DI RISPOSTA

1. La parte IN FATTO va divisa in due Sezioni: Sez. I) contenente la precisa indicazione dei fatti

incontroversi; Sez. II) contenente la precisa indicazione dei fatti controversi: non è necessaria

l’intera nuova descrizione dei fatti e devono emergere i fatti omessi dall’attore e/o i fatti descritti in

modo non veritiero nell’atto di citazione introduttivo. Si suggerisce una narrazione distinta dei fatti

che rilevano quanto ad eventuali domande riconvenzionali che il convenuto propone con la

comparsa di risposta. Lo stesso dicasi quanto ad eventuali istanze di chiamata di terzo.

2. La parte IN DIRITTO va divisa in sezioni. Ad ogni eccezione, questione, argomento in diritto va

sempre dedicata una sezione autonoma. La parte IN DIRITTO si apre con la proposizione delle

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eccezioni processuali e/o delle questioni preliminari di rito impedienti l’esame del merito della

causa da parte del Giudice; segue la proposizione di eventuali questioni preliminari di merito, qui

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comprese eventuali questioni pregiudiziali . Solo dopo aver esaurito la trattazione delle eccezioni

e delle questioni preliminari, deve seguire la replica punto per punto ai singoli argomenti in diritto

svolti dall’attore, da svolgersi secondo il medesimo ordine di esposizione delle argomentazioni in

diritto di cui all’atto di citazione.

3. Le richieste di ammissione dei MEZZI DI PROVA E ISTRUTTORI vanno dedotte secondo le

indicazioni contenute negli artt. 20 e 21 del Protocollo per i processi civili dell’Osservatorio per la

giustizia civile di Milano già richiamati sopra sub 3 per l’atto di citazione.

4. La trattazione della DOMANDA RICONVENZIONALE va collocata in un’apposita sezione

separata ed essere svolta in modo distinto e successivo rispetto alle deduzioni in diritto relative alla

domanda principale. Anche in tal caso, ad ogni argomento in diritto deve sempre essere dedicato un

paragrafo autonomo. Valgono le stesse osservazioni svolte sub 2, 3 e 4 per l’atto di citazione.

5. Le CONCLUSIONI devono essere sintetiche (non è necessario il richiamo analitico delle

motivazioni svolte) e possono limitarsi a richiedere il rigetto della domanda dell’attore. Le

conclusioni in rito devono precedere le conclusioni di merito. Le conclusioni relative alla domanda

riconvenzionale devono seguire le conclusioni relative alla domanda principale. Le conclusioni

relative alla chiamata di terzo devono essere composte dall’istanza di differimento dell’udienza e

dalla descrizione analitica delle domande che si intendono proporre nei confronti del terzo.

6. INDICE DEI DOCUMENTI.

7. DICHIARAZIONE DI VALORE: va inserita unicamente se la proposizione della domanda

riconvenzionale determina mutamenti del valore della causa.

DIFESE DELL’ATTORE RISPETTO ALLA DOMANDA RICONVENZIONALE DEL

CONVENUTO

La replica alla domanda riconvenzionale del convenuto può essere svolta dall’attore, secondo le

prassi fin qui evidenziatesi:

 a verbale, in occasione della prima udienza, oppure

11 AVVERTENZA: per tutte le eccezioni e per tutte le questioni, vale il principio che l’esposizione delle eccezioni e

delle questioni rilevabili d’ufficio deve precedere l’esposizione delle eccezioni e delle questioni rilevabili solo su

istanza di parte. 10

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 in un’apposita memoria, appositamente autorizzata dal Giudice,

con proposizione in tali sedi -a pena di decadenza- delle eventuali domande ed eccezioni

dell’attore c.d. sequenziali rispetto alla domanda riconvenzionale così come di eventuale chiamata

di terzo anch’essa sequenziale rispetto alla domanda riconvenzionale.

La replica dell’attore sarà redatta seguendo le medesime indicazioni relative alla comparsa di

costituzione e risposta del convenuto.

PRIMA MEMORIA EX ART. 183 CPC SESTO COMMA

1. Ai sensi dell’art. 183, co. 6, n. 1, cpc, la cd. prima memoria ex art. 183 cpc. deve contenere le

“sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte”

in quanto per l’attore la preclusione assertiva matura fin dalla notifica dell’atto di citazione

introduttivo ovvero, per le sole domande c.d. sequenziali, fin dal compimento della prima udienza,

mentre per il convenuto la preclusione assertiva matura con il compimento del termine per la rituale

e tempestiva costituzione in giudizio ex artt. 166 e 167 cpc.

2. È, pertanto, ammessa la sola emendatio delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già

proposte, mentre è inammissibile la cd. mutatio. Per ricondurre le varie fattispecie alla mutatio o

all’emendatio libelli, l’impostazione giurisprudenziale prevalente vuole che vi sia mutatio non

consentita in tutti i casi di “novità” del “fatto allegato” o del diritto fatto valere o del risultato

formale prospettato nella domanda. Il mutamento è ritenuto inammissibile se introduce nel processo

un fatto nuovo; con la sola eccezione dei fatti principali sopravvenuti nel corso del giudizio e che

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possono sempre essere dedotti nel processo senza limiti temporali .

3. Data la specifica funzione della memoria va evitata la ripetizione delle difese già esposte negli

atti introduttivi: la redazione della prima memoria va limitata ai soli casi di effettive necessità

difensive che si risolvano in una specifica emendatio delle domande, eccezioni, conclusioni già

svolte negli atti introduttivi.

SECONDA MEMORIA EX ART. 183 CPC

12 AVVERTENZA: costituisce mutamento vietato della domanda la correzione della causa petendi che amplia o muta i

limiti oggettivi del giudicato, cioè l’allegazione di nuovi elementi di fatto e/o di diritto che estende la controversia ad un

nuovo profilo giuridico, non originariamente incluso nel libello introduttivo, idoneo a fondare il medesimo petitum. Con

riferimento alla causa petendi il mutamento della medesima determina mutamento inammissibile della domanda

allorquando la diversa causa petendi, essendo impostata su presupposti di fatto e su conseguenti situazioni giuridiche

non prospettate in precedenza, importa l’immutazione dei fatti costitutivi del diritto fatto valere in giudizio e,

introducendo nel processo un nuovo tema di indagine e di decisione, altera l’oggetto sostanziale dell’azione ed i termini

della controversia, sì da porre in essere, in definitiva, una pretesa diversa, per la sua intrinseca essenza, da quella fatta

valere in precedenza. Sussiste un inammissibile mutamento della domanda anche allorché la modificazione riguarda il

petitum mediato, perché la correzione del bene della vita implica la proposizione di una richiesta ontologicamente

diversa, introduce nel processo un nuovo tema d’indagine e sposta i termini della controversia con alterazione del

contraddittorio: e questa conclusione, tra l’altro, trova conferma nel disposto degli artt. 163 e 164 c.p.c. che ribadisce

l’assoluta indispensabilità della cosa oggetto della domanda, al fine della sua individuazione. Non integra, invece, un

mutamento inammissibile, ma una modificazione consentita la sola specificazione e delimitazione della causa petendi

originaria. 11

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L’INTRODUZIONE E LA DECISIONE DELLA CAUSA

1. Ai sensi dell’art. 183, co. 6, n. 2, cpc, la cd. seconda memoria ex art. 183 cpc va utilizzata solo

“per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall’altra parte, per proporre le

eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per l’indicazione dei

mezzi di prova e produzioni documentali”.

2. In riferimento a tale funzione della memoria, la stessa, ove sussistano entrambe le esigenze

difensive richiamate dal n.2 del sesto comma dell’art.183 cpc, va divisa in due sezioni:

 la Sez. I) contenente un primo paragrafo dedicato alla precisa indicazione delle repliche alle

domande ed eccezioni nuove o modificate dall’altra parte ed un secondo paragrafo

contenente le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni modificate

13

dall’altra parte ;

 la Sez. II) contenente la precisa indicazione dei mezzi di prova e le produzioni documentali.

Le richieste di ammissione dei MEZZI DI PROVA E ISTRUTTORI vanno dedotte secondo

le indicazioni contenute negli artt. 20 e 21 del Protocollo per i processi civili

dell’Osservatorio per la giustizia civile di Milano già richiamati sopra sub 3 per l’atto di

citazione.

3. La redazione delle due sezioni va limitata ai soli casi di effettive necessità difensive, evitando la

ripetizione di difese già svolte.

TERZA MEMORIA EX ART. 183 CPC

1. Ai sensi dell’art. 183, co. 6, n. 3, cpc., la cd. terza memoria ex art. 183 cpc. deve contenere le

sole indicazioni di prova contraria”.

2. Sono mezzi di prova e mezzi istruttori a prova contraria le richieste probatorie ed istruttorie che

hanno ad oggetto l’inesistenza e/o la privazione di efficacia giuridica dei fatti costitutivi delle

domande e delle eccezioni (i quali ultimi formano il thema probandum dei mezzi di prova ed

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istruttori che l’altra parte ha richiesto siano ammessi nel processo in via diretta) .

3. Anche con riguardo alle richieste di ammissione di MEZZI DI PROVA E ISTRUTTORI A

PROVA CONTRARIA vanno seguite le indicazioni contenute negli artt. 20 e 21 del Protocollo per

i processi civili dell’Osservatorio per la giustizia civile di Milano già richiamati sopra sub 3 per

l’atto di citazione.

13 AVVERTENZA: è controverso se per l’attore la replica da svolgersi nella cd. seconda memoria ex art. 183 c.p.c.

debba avere ad oggetto le sole domande ed eccezioni nuove e/o modificate eventualmente proposte dal convenuto nella

prima memoria oppure se tale replica possa riguardare anche le domande e le eccezioni originarie proposte dal

convenuto con la comparsa di costituzione e risposta.

14 AVVERTENZA: nel processo civile, la prova diretta è la prova avente ad oggetto i fatti costitutivi delle domande e

delle eccezioni; la prova contraria è la prova rivolta a togliere efficacia ai fatti che formano oggetto della prova dedotta

o richiesta ex adverso. 12


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Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta una sintesi dell'intervento del Professore al gruppo di lavoro "Atti difensivi e motivazione" del 1 e 2 giugno 2008 a Salerno. Il Professore ha affrontato il tema dell'introduzione e decisione della causa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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