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Verso la metà degli anni Trenta del Cinquecento si verifica

la nuova svolta nella trasformazione di Napoli in città da

guerra. Fino a questa data sappiamo di interventi di

adeguamento nel forte aragonese a mare considerato molto

importante, al potenziamento del castello sulla collina di

Sant’Elmo, sulle condizioni di Castel dell’Ovo, per la verità

poco apprezzato ai fini difensivi. Circostanze che denotavano

l’interesse per un sistema antiquato di difesa, che

probabilmente si seguiva per la cronica mancanza di fondi

disponibili per nuove più adeguate opere di difesa.

Il ventennio toledano (1532-1553) si impone all’attenzione

non solo per la realizzazione delle nuove mura di Napoli, ma

per l’importanza che il progetto complessivo di adeguamento

delle difese riveste e per la capacità e lungimiranza

dimostrate dal vicerè sia nell’individuazione degli obiettivi

sia nella programmazione degli interventi indispensabili

nell’attuazione di un proigramma adeguabile nel tempo

senza snaturane i presupposti.

I problemi della difesa sono strettamenti legati a quelli

dell’ordine pubblico e perciò, come aveva già fatto all’Aquila

dispone la realizzazione di una nuova grande fortezza , il

forte S. Elmo il cui progetto viene affidato all’Escrivà,

ingnere militare che stava completando la fortezza

abruzzese.

Il forte avrebbe messo al riparo il vicerè da possili rivolte

popolari. Successivamente il Toledo porta avanti i lavori della

nuova murazione a mare nel tratto fino alla porta della

Maddalena , e il versante settentrionale riprendendo i lavori

interrotti dagli aragonesi.

Le nuove opere tenevano pruioritariamente conto della

necessità di difendersi in prima istanza dai sudditi e pois

dai nemici esterni.. Da questa priorità deriva la scelta di

costruire innanzitutto il castel Sant’Elmo.

La fortificazione preesistente era ridotta alle sole pareti;

quanto sopravviveva delle antiche fabbriche venne inglobato

dall’Escrivà nel nuovo organismo che fu ottenuto

modellando la roccia sulla quale sorgeva. L’Escrivà si

impegnò a proteggere soprattutto il fronte occidentale , unico

versante dal quale si poteva raggiungere agevolmente la

sommità del colle. Da lì si dominava la città e soprattutto le

fortezze costiere.

La realizzazione del palazzo vicereale,l’apertura di via

Toledo, la sistemazione del vallone di Chiaia e la costruzione

dell’omonima porta con un breve tratto di mura occidentali,

la individuazione delle pendici di S. Martino per

l’acquartieramento delle truppe completano l’opera toledana .

Ci sono due possibili letture dell’insediamento napoletano

così come si presenta alla metà degli anni Cinquanta del

Cinqucento . Da un lato si può considerare la città

all’interno delle mura difensive come unitaria struttura,

dall’altro approfondendo lo studio alla luce di parametri che

tengono conto delle esigenze della difesa particolarmente

sentite nel XVI secolo, si individuano nella capitale vicereale

due nuclei nettamente divisi e ben riconoscibili per

destinazione attività e qualità degli abitanti. Il primo

costituito dal tessuto storico chiuso tra la cinta aragonese, il

porto e la zona dell’Incoronata, il secondo, la città degli

spagnoli, che investe quasi per intero l’ampliamento

cinqucentesco. Coccorante 1739

Cassiano 1702

Duperac 1566


PAGINE

17

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1.27 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Immagini, schemi, mappe, particolari architettonici dell'architettura a Napoli. La tavola Strozzi illustra il trionfo navale di Ferrante d’Aragona del 1464 restituendo una immagine frontale della città da Castel dell’Ovo sino al baluardo del Carmine.
Il programma urbanistico di Alfonso II è nella celebre lettera del 20 marzo 1524 di P. Summonte al Michiel.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di STORIA DELL'ARCHITETTURA DALL’OTTOCENTO AL MOVIMENTO MODERNO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Amirante Giuseppina.

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