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Gli anni tra il 1582 e il 1623 sono

anni di transizione al barocco. La

lettura degli episodi deve tener conto

dell’influenza che sugli architetti

ebbero gli ordini , soprattutto i

nuovi i più attivi dopo il Concilio di

Trento che si era concluso nel 1563,

nel realizzare le fabbriche religiose

in aderenza ai principi invocati dal

Cardinale Borromeo. L’aula

congregazionale con cappelle

laterali suggerita dal Borromeo, e

che avrebbe consentito un diretto

rapporto tra il fedele e il sacerdote

non fu tuttavia la sola soluzione

adottata.

L’impianto del Gesù Nuovo, che si deve a Giuseppe Valeriano, è una croce

greca con invaso cupolato, prolungata con il raddoppio delle celle angolari

verso la facciata e delle due cappelle che affiancano il coro: una croce greca

inscritta in un quadrato (secondo il più volte replicato modello di S. Pietro)

con il braccio longitudinale più lungo. Il Gesù Nuovo

La cupola del Gesù Nuovo in una immagine anteriore alla

sua demolizione avvenuta negli ultimi decenni del ‘700,

dopo la cacciata dei gesuiti dal Regno.

Il Gesù Nuovo

La biblioteca del Collegio, oggi nell’Istituto Pimentel Fonseca La chiesa dei Gerolomini

Dopo la canonizzazione di S. Filippo Neri si

costruirono le sedi del nuovo ordine a Roma e

nel viceregno napoletano. L’impianto della

chiesa napoletana è suggerito dalla

committenza ; per la valutazione della fabbrica

si deve tuttavia tener conto dei lunghissimi

tempi di esecuzione e, soprattutto del modello di

riferimento costituito dalla chiesa romana della

Vallicella nella sede romana degli oratoriani.

Nella chiesa napoletana, progettata dal Dosio che

le diede una impronta toscana da ricondurre

alla tradizione brunelleschiana, si distinguono

più fasi di esecuzione che caratterizzano l’opera

come un vero e proprio ciclo dell’architettura

napoletana dal Cinquecento al Settecento

Il convento dei Gerolomini. La biblioteca

S. Maria della Sanità

La chiesa progettata da frà Nuvolo, architetto dei

domenicani che propose uno schema ispirato all’impianto

planimetrico bramantesco del S. Pietro al quale seppe

conferire nuove valenze con le dodici cupolette, delle quali

otto ellittiche, poste intorno alla copertura centrale

S. Maria della Sanità

La chiesa progettata da frà Nuvolo intorno al 1590

mainiziata solo nel 1602, è una delle poche opere di frà

sopravvissute intatte e presenta un impianto molto

ambizioso. La pianta basata direttamente sul progetto di

Bramante per San Pietro, venne modificato dal domenicano

in alcune principali caratteristiche . La dimensione della

cupola centrale è ridotta in modo tale che essa non risulta

dominare l’organismo; i piloni sono tutti, più o meno della

medesima grandezza, e, al posto delle cappelle a pianta

centrale che il Bramante aveva posizionato fra i bracci della

croce, frà Nuvolo colloca tre campoate uguali, soluzione che

produce un effetto di monotonia e che riduce le campate

vicino alla crociera a semplici passaggi. Ne risulta un

insieme di piccoli passaggi che appaiono privi di relazione

l’uno con l’altro. Inoltre il trattamento dei costoloni delle

cupole e delle modanature delle volte è essenziale e privo di

risalto con la parete di fondo

Francesco Grimaldi (1543-1613) Cappella del Tesoro di san Gennaro nella cattedrale. L’impresa più importante di

Grimaldi è la cappella del Tesoro di San Gennaro, ancor oggi il santuario più venerato della città. Va tenuto conto

che in questo episodio le sue originali indicazioni sono state gradualmente disattese per l’aggiunta di affreschi,

altari, statue di marmo. A prima vista la cappella sembra quasi una croce greca , in realtà si tratta di un ottagono

con lati lunghi e brevi alternati , un presiterio quadrato, tre ambienti contratti in corrispondenza degli altari

laterali e dell’ingresso, e una cupola su alto tamburo che sormonta lo spazio centrale.. L’ordine architettonico con

capitelli intagliati ha l’audacia tipica di Grimaldi.

Cappella del Tesoro di san Gennaro nella cattedrale. La pianta centrale è caratterizzata dalla presenza di assi

diagonali in corrispondenza dei lati minori dell’ottagono che bilanciano la spinta dell’asse principale per

l’inserimento delle edicole al livello superiore. La struttura della chiesa è scandita da un ordine gigante di paraste,

mentre per la parte decorativa vengono usate le colonne.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Immagini, schemi, mappe, particolari architettonici dell'architettura a Napoli, la città di Pedro da Toledo. Con la linea arancio sono indicate le mura che delimitano l’ampliamento aragonese. Con la linea verde la murazione antica , con la linea gialla il fronte a mare realizzato dagli Angioini. Con la linea blu sono indicati i nuovi confini della città tracciati
con la nuova murazione che dall’attuale piazza Dante, risalendo per Tarsia si collegava con il castello di Sant’Elmo realizzato da Escrivà.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di STORIA DELL'ARCHITETTURA DALL’OTTOCENTO AL MOVIMENTO MODERNO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Amirante Giuseppina.

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