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Architettura di Napoli - '800 Appunti scolastici Premium

Immagini, schemi, mappe, particolari architettonici dell'architettura a Napoli dal 1830 al 1860, in particolare le opere di Ferdinando II. Il sovrano propone nel 1839 un programma articolato in una serie di punti per integrare l’antico nucleo con le nuove possibili zone di espansione al sistema del sistema murario; il piano è caratterizzato... Vedi di più

Esame di STORIA DELL'ARCHITETTURA DALL’OTTOCENTO AL MOVIMENTO MODERNO docente Prof. G. Amirante

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ESTRATTO DOCUMENTO

La strada delle colline: il corso Maria Teresa

L’aspetto della tutela paesistica si rivela particolarmente interessante. Si ribadisce,

a pochi giorni dall’apertura del percorso , l’assoluta necessità di salvaguardarne la

vista panoramica “lungo la novella strada Corso Maria Teresa sia vietato ai

quali impediscano o

proprietari dei fondi alzare edifizi, muri o altre costruzioni, le

scemino la veduta della capitale , dei suoi dintorni e del mare, dovendo rimanere

affatto scoperta la visuale del lato sinistro della strada medesima dalla Cesaria ad

andare a Piedigrotta..”. La strada fu costruita a rilento per questioni

amministrative tra pubblico e privato, regolamentate solo nel 1860 su iniziativa di

Francesco II di Borbone a incidere sui tempi definitivi di realizzazione dell’arteria.

Grande importanza assumeva lo slargo davanti alla chiesa di Piedigrotta che

rappresentava il terminale lo spazio più significativo della nuova strada.

La chiesa subisce nel 1856 proprio per volere del re Ferdinando II un significativo

che dopo una serie di proposte optò per una

restauro ad opera di E. Alvino

facciata neorinascimentale.

Contemporaneamente fu avviata la rettificazione e la pavimentazione della strada

di S. Antonio a Posillipo dove erano ubicate alcune residenze nobiliari e dove si

trovava l’antico omonimo convento. Nel 1856 fu approvato il progetto per la

maggior numero di tornanti rendeva più agevole il percorso e si

strada nel quale il

riduceva al minimo le aree da espropriare agli ecclesiastici con una soluzione

idonea pwer lo spazio antistante la chiesa

Le Appuntazioni per lo abbellimento di Napoli del re. Le iniziative per il lungomare.

Quando nel Consiglio si discussero le proposte per la villa il relatore critica le proposte per il rinnovo della struttura

dichiarandosi contrario al programma di spendere milioni “nella migliorazione della Villa, e nella creazione di opere di

voluttuosa decorazione; nel mentre l’interno di Napoli è abbandonato ad uno stato di squallore con vie strettissime,

flessuose e sudice, con edifici mal coordinati, ove le abitazioni dell’uomo contrastano l’orrore ai covili delle belve, e si

prestano a secondare i germi di tutti i mali che la desolano… non si è saputo ancora riscattare la via Toledo dalle sozzure

che lerciano le sue banchine laterali … non si è levata la brottura di veder macellare il bestiame nell’interno

dell’abitato… non si è ancora studiato ed applicato un metodo più razionale di areazione della città ….

Le Appuntazioni per lo abbellimento di Napoli del re. Le iniziative per il lungomare.

“A Chiaia continuare la banchina come quella di Palermo.. Nuova strada lungo la Marina per fuori la Villa con banchina,

per mettervi pezzi, truppa.. Accomodare il resto della strada fino al Quartiere della Cavalleria (alla Vittoria), togliendo il

rientrante e lo sporgente, e riattarne la basolata. La banchina formarsi in modo che non si possono tirare le barche sulla

strada e farle rimanere nel lido del mare.. Formare una scogliera per contenere le terre e sfabbricine che vengono dallo

immnenso sterro della città, a cominciare da Chiatamoni, e finire al largo della Torretta, onde avere col tempo una

strada esterna alla Villa reale..

Nel 1855 presentarono proposte l’Alvino e il Genovese; quest’ultimo presenta una incredibile lottizzazione del giardino

vanvitelliano e la realizzazione di un’altra villa più avanti mediante una colmata

Progetto di una strada parallela a Toledo e passante

Dopo l’Unità d’Italia si sviluppa un animato dibattito sulle per i Quartieri spagnoli, collegata all’ipotesi di un

possibili ipotesi di trasformazione e pianificazione della tunnel che doveva congiungere il Corso con il Largo

città di Napoli. Bisogna sottolineare che le opere avviate Vasto rendendo carrozzabili le Rampe Brancaccio.

da Ferdinando e confermate dal suo successore Francesco In realtà l’idea di risolvere i problemi di collegamento

II furono ratificate anche da Garibaldi nel suo breve tra la parte

periodo di governo pro tempore. settentrionale e occidentale della città era

Di estremo interesse il documento redatto già stata indicata nel 1855 da Ferdinando II il quale

dal Consiglio aveva incaricato Genovese ed altri di progettare “una

edilizio di Napoli sullo Stato delle opere pubbliche di cui è galleria d’aprirsi sotto il il monte Sant’Elmo”. E

opportuno sottolineare alcuni aspetti. contemporaneamente gli stessi architetti studiarono

In questa relazione redatta in un momento di particolare un tunnel per congiungere la Sanità a Chiaia “

incertezza politica nel quale Napoli aveva perso il ruolo di attrraverso i banchi di tufo della collina di S. Potito.

capitale, è ritenuta importante la ripresa dei lavori non

solo per la salute pubblica, l’abbellimento e il decoro, ma Ma

anche per creare sbocchi occupazionali e garantire una si programmarono anche nuove attrezzature, come

continuità lavorativa ai tecnici municipali. il Camposanto, i mercati, i macelli, sottolineando la loro

Sono elencati 44 punti corrispondenti a lavori da eseguirsi importanza sotto l’aspetto igienico.

in città riguardanti sia il completamento di grandi strade Tema primario era considerato anche il risanamento

che la realizzazione di tutte le indispensabili strutture di dei quartieri della città posti al livello del mare,

uso pubblico occorrenti ad una grande città di Europa: problema che venne affrontato tuttavia con vigore solo

infrastrutture, quartieri residenziali, negli anni successivi all’epidemia di colera.

palazzi amministrativi Si auspica in definitiva

di città, teatri, giardini e attrezzature pubbliche di vario la continuità con gli interventi

tipo e funzione. Vi si riportano indicazioni particolari per intrapresi precedentemente

progetti in corso d’opera quali il Corso Maria Teresa, la via

dei Fossi, la Strada Toledo e la strada pel Vescovato.

Furono studiate anche nuove soluzioni per infrastrutture

che consentissero un miglior collegamento del centro

della città con l’area occidentale.

Nel primo documento dell’attività urbanistica promossa a Napoli da Garibaldi noi troviamo riflessi tutti i motivi, tutti

i ripensamenti che, anche nei decenni successivi contraddistinsero le opere promosse e le decisioni prese. Il

provvedimento si proponeva di raggiungere scopi igienici e sociali, economici ed urbanistici ed a tal fine veniva

proposta

1. l’apertura della strada in linea retta innanzi al Duomo , pèer congiungere via Foria alla Marina

2. Promuovere un nuovo rione tra il Corso vittorio Emanuele e S. Maria in portico

3. Disporre la costruzione all’estremità dell’abitato dellacittà e sulle colline che la circondano , di case salubri ed

economiche pel popolo e massime per gli operai

In queste disposizioni non può negarsi espresso con chiarezza un piano politico di evidente carattere sociale.

Programma che si profila con , con precisione nelle premesse del decreto , ove viene detto che un governo nato dal popolo,

e che viene dal popolo , deve principalmente provvedere alla soddisfazione del primo bisogno di esso e cioè di dare al

medesimo, a modico prezzo abitazioni comode e salubri … ponendo la spesa a carico della città di Napoli e destinando

ad essa una parte delle rendite già appartenenti alla Casa Borbone e incamerate dallo Stato…

Le decisioni illustrate innanzi non sono nuove e vengono da iniziative già intreprese negli anni precedenti, cpme la

via Duomo e il quartiere di Chiaia del quale si conservano le due planimetrie precedenti.

Il nuovo nell’iniziativa di Gabaldi sta nello spirito

diverso che la anima, nelle ragioni che sono poste a suo

sostegno: “Vista l’immensa utilità che deriverebbe a

questa capitale dall’apertura di una strada larga a

traverso i più antichi rioni della medesima , sotto il

triplice rapporto dell’igiene, dell’arte e del commercio .

Atteso che ad evitare l’aumento del caro delle pigioni che

ne deriverebbe, diviene opportuno accompagnare una tal

misura con l’ampliamento della capitale in luoghi

salubri per la loro posizione naturale …”

Per la prima volta, nella storia urbanistica di Napoli,

dopo l’Unità troviamo qui enunciato il criterio di un

miglioramento fondato sulla incisione, per mezzo di

una nuova e più larga strada, del fitto tessuto dei vecchi

quartieri, e sul correlativo ampliamento della città in

aree periferiche.


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24

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2.57 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Immagini, schemi, mappe, particolari architettonici dell'architettura a Napoli dal 1830 al 1860, in particolare le opere di Ferdinando II. Il sovrano propone nel 1839 un programma articolato in una serie di punti per integrare l’antico nucleo con le nuove possibili zone di espansione al sistema del sistema murario; il piano è caratterizzato da una serie di nuovi assi viari, indispensabili per la realizzazione di nuovi quartieri individuati da precise funzioni. Nel piano sono previste due grandi zone di ampliamento: ad oriente , da sempre luogo malsano e paludoso è prevista la sistemazione di industrie e abitazioni operaie, mentre ad occidente si sarebbero sistemate le residenze della classe aristocratica e borghese. Le istanze e le esigenze di ristrutturazione della capitale napoletana coincidevano con gli ideali di abbellimento e decoro perseguiti in quello stesso periodo, nelle tre grandi metropoli europee.              
A partire dal 1840 si intraprendono i lavori di sistemazione della via Foria e la creazione di una strada ad essa ortogonale che attraverso la via San Giovannni a Carbonara conduce a Porta Capuana e l’apertura della via dei Fossi lungo la murazione orientale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di STORIA DELL'ARCHITETTURA DALL’OTTOCENTO AL MOVIMENTO MODERNO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Amirante Giuseppina.

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