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Architettura di Napoli - '800

Immagini, schemi, mappe, particolari architettonici dell'architettura a Napoli dal 1830 al 1860, in particolare le opere di Ferdinando II. Il sovrano propone nel 1839 un programma articolato in una serie di punti per integrare l’antico nucleo con le nuove possibili zone di espansione al sistema del sistema murario; il piano è caratterizzato... Vedi di più

Esame di STORIA DELL'ARCHITETTURA DALL’OTTOCENTO AL MOVIMENTO MODERNO docente Prof. G. Amirante

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Le Appuntazioni per lo abbellimento di Napoli del re

La via del duomo

La via dei Fossi.

La nuova strada ottenuta con il riempimento del

fossato del lato orientale della murazione di epoca

aragonese, fu intrapresa a partire dal 1840 su progetto

e direzione di Luigi Giura. L’intervento divenne

indispensabile allorchè si costruì la stazione terminale

della Napoli Portici fuori le mura, tra la porta Nolana e

e quella del Carmine. Nei disegni dei due professionisti

incaricati del progetto compaiono indicative correzioni

apportate dallo stesso sovrano e confermano il suo

interesse in materia di progettazione urbana.

L’idea di questo percorso è in sintonia con i temi

ricorrenti della cultura urbanistica ottocentesca

europea; la trasformazione dei luoghi era legata sia alla

costruzione delle linee ferroviarie che all’acquisizione

di nuovi suoli per l’edilizia borghese, nelle aree a

ridosso dei fossati delle mura della città che non

avevano più ragione di esistere. Rettificazione della via

Toledo.

Nel 1848 si ordina la rettificazione

della via Toledo dal Real Museo

Borbonico al palazzo reale.

L’urgenza di allargare la Salita

delle fosse del grano era

contenuta nelle Appuntazioni : tra

gli architetti si accese un dibattito

sin dal 1840 con diverse soluzioni.

Già in precedenza era stata

sottolineata l’esigenza di un

collegamento del Campo di Marte

fino agli Studi e alla via Toledo.

Genovese propose una semplice

rettifica della Salita degli Studi

con la demolizione delle fosse del

Grano.

La strada delle colline: il corso Maria Teresa

Nel 1853 Ferdinando II stabilisce alcune indicazioni in materia di tutela paesistica per la costreuzione di una nuova strada , il cui tracciato a

mezza costa, seguendo lìorografia del terrenbo e cingendo la collina di San Martino, doveva collegare la zona occidentale con quella

orientale della città. La prima ipotesi del re preveda una strada che muovendosi “da Capodimonte esca all’Infrascata e di là circuendo la

cresta del colle di S. Martino discenta a Chiaia”. Tra gli incaricati del progetto Francesconi, Alvino e Gavaudan. Il percorso piuttosto articolato

fu diviso in tre parti realizzato in tempi diversi . Il primo tratto da Mergellina a Suor Orsola fu completato entro il 1860; da Suor Orsola fino

all’Infrascata venne terminato nel 1873 mentre il terzo non fu mai iniziato.

La costruzione del terzo tratto è sempre programmata ma mai realizzata. Se analizziamo l’attuale degrado di questa area urbana , che, pur

bisogna considerare che proprio il mancato

realizzata in tempi abbastanza recenti, è oggi tra le più deteriorate dell’intero contesto urbano,

allacciamento al Corso Vittorio Emanuele, e quindi all’area occidentale, ha determinato l’estraneazione del rione dallo sviluppo che ha

caratterizzato nell’ultimo dopoguerra lo sviluppo, con qualche limitazione ambientale, i nuovi quartieri del Vomero e dell’Arenella

La strada delle colline: il corso Maria Teresa

L’aspetto della tutela paesistica si rivela particolarmente interessante. Si ribadisce,

a pochi giorni dall’apertura del percorso , l’assoluta necessità di salvaguardarne la

vista panoramica “lungo la novella strada Corso Maria Teresa sia vietato ai

quali impediscano o

proprietari dei fondi alzare edifizi, muri o altre costruzioni, le

scemino la veduta della capitale , dei suoi dintorni e del mare, dovendo rimanere

affatto scoperta la visuale del lato sinistro della strada medesima dalla Cesaria ad

andare a Piedigrotta..”. La strada fu costruita a rilento per questioni

amministrative tra pubblico e privato, regolamentate solo nel 1860 su iniziativa di

Francesco II di Borbone a incidere sui tempi definitivi di realizzazione dell’arteria.

Grande importanza assumeva lo slargo davanti alla chiesa di Piedigrotta che

rappresentava il terminale lo spazio più significativo della nuova strada.

La chiesa subisce nel 1856 proprio per volere del re Ferdinando II un significativo

che dopo una serie di proposte optò per una

restauro ad opera di E. Alvino

facciata neorinascimentale.

Contemporaneamente fu avviata la rettificazione e la pavimentazione della strada

di S. Antonio a Posillipo dove erano ubicate alcune residenze nobiliari e dove si

trovava l’antico omonimo convento. Nel 1856 fu approvato il progetto per la

maggior numero di tornanti rendeva più agevole il percorso e si

strada nel quale il

riduceva al minimo le aree da espropriare agli ecclesiastici con una soluzione

idonea pwer lo spazio antistante la chiesa

Le Appuntazioni per lo abbellimento di Napoli del re. Le iniziative per il lungomare.

Quando nel Consiglio si discussero le proposte per la villa il relatore critica le proposte per il rinnovo della struttura

dichiarandosi contrario al programma di spendere milioni “nella migliorazione della Villa, e nella creazione di opere di

voluttuosa decorazione; nel mentre l’interno di Napoli è abbandonato ad uno stato di squallore con vie strettissime,

flessuose e sudice, con edifici mal coordinati, ove le abitazioni dell’uomo contrastano l’orrore ai covili delle belve, e si

prestano a secondare i germi di tutti i mali che la desolano… non si è saputo ancora riscattare la via Toledo dalle sozzure

che lerciano le sue banchine laterali … non si è levata la brottura di veder macellare il bestiame nell’interno

dell’abitato… non si è ancora studiato ed applicato un metodo più razionale di areazione della città ….

Le Appuntazioni per lo abbellimento di Napoli del re. Le iniziative per il lungomare.

“A Chiaia continuare la banchina come quella di Palermo.. Nuova strada lungo la Marina per fuori la Villa con banchina,

per mettervi pezzi, truppa.. Accomodare il resto della strada fino al Quartiere della Cavalleria (alla Vittoria), togliendo il

rientrante e lo sporgente, e riattarne la basolata. La banchina formarsi in modo che non si possono tirare le barche sulla

strada e farle rimanere nel lido del mare.. Formare una scogliera per contenere le terre e sfabbricine che vengono dallo

immnenso sterro della città, a cominciare da Chiatamoni, e finire al largo della Torretta, onde avere col tempo una

strada esterna alla Villa reale..

Nel 1855 presentarono proposte l’Alvino e il Genovese; quest’ultimo presenta una incredibile lottizzazione del giardino

vanvitelliano e la realizzazione di un’altra villa più avanti mediante una colmata


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Immagini, schemi, mappe, particolari architettonici dell'architettura a Napoli dal 1830 al 1860, in particolare le opere di Ferdinando II. Il sovrano propone nel 1839 un programma articolato in una serie di punti per integrare l’antico nucleo con le nuove possibili zone di espansione al sistema del sistema murario; il piano è caratterizzato da una serie di nuovi assi viari, indispensabili per la realizzazione di nuovi quartieri individuati da precise funzioni. Nel piano sono previste due grandi zone di ampliamento: ad oriente , da sempre luogo malsano e paludoso è prevista la sistemazione di industrie e abitazioni operaie, mentre ad occidente si sarebbero sistemate le residenze della classe aristocratica e borghese. Le istanze e le esigenze di ristrutturazione della capitale napoletana coincidevano con gli ideali di abbellimento e decoro perseguiti in quello stesso periodo, nelle tre grandi metropoli europee.              
A partire dal 1840 si intraprendono i lavori di sistemazione della via Foria e la creazione di una strada ad essa ortogonale che attraverso la via San Giovannni a Carbonara conduce a Porta Capuana e l’apertura della via dei Fossi lungo la murazione orientale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di STORIA DELL'ARCHITETTURA DALL’OTTOCENTO AL MOVIMENTO MODERNO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Amirante Giuseppina.

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