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La configurazione topografica di

Partenope è un classico esempio di

insediamento arcaico: a valle il porto e

un piccolo nucleo abitato , sull’altura il

nucleo urbano vero e proprio

Nessun documento abbiamo di una

fondazione rodia di Partenope ma è

possibile indicare l’area occupata dalla

città fondata dai Cumani

presumibilmente nel VII secolo

Resti del Castrum o castellum

lucullanum che si sviluppava da

Partenope sino all’isolotto di Megaride

A. Palepoli B. necropoli C. Sebeto

Pizzofalcone nella veduta di a. lafrery (1566) e stopendaal

(1653)

Partenope si sviluppò come base commerciale e porto

militare La presenza di due città è avallata dallo stesso nome

della città Nea polis a indicare la città nuova. Nuova

rispetto a che cosa? Una città nuova in rapporto a una

precedente città vicina e con fondatori diversi?

Contrapposta al più antico insediamento?

Della città antica ignoriamo tutto. Livio designa come

paleopolitani i suoi abitanti , abitanti quindi di una

palaia polis.

Con quale criterio fu scelto il sito della città nuova? Su

questo problema l’intervento di A. Loris Rossi presenta

tali caratteri di novità e di interesse da qualificarsi

subito come uno dei più importanti susseguitisi nella

tradizione di questi studi. Rossi ricostruisce la

situazione orografica e soprattutto quella idrogeologica.

AlVomero si affiancano le due alture di Monte Echia

(Palepoli) e del sito sul quale sorgerà Neapolis.

Il sistema di deflusso delle acque torrentizie e piovane

delimita il triangolo collinare.

Questo sistema ha consentito di rileggere il profilo della

linea costiera della città e dell’ubicazione del porto.

Sedimentazione marina e depositi alluvionali in

direzione contrastante hanno consentito più

convincenti ipotesi sulla ubicazione dell’antico porto. I

ritrovamenti in occasione dei lavori della metropolitana

delle navi romane, hanno definitivamente avallato le

ipotesi di Rossi

La fondazione di Neapolis avvenne a specchio della

palaia polis per la comprensibile esigenza di controllo

Pendino (

dell’insenatura tra Monte Echia e il ossia la

collina dove fu fondata la nuova città). Evidentemente

costituiva una fonte di preoccupazione se altri abitava il

versante contrapposto a quello del Monte Echia e una

opportunità non sfruttata per le comunicazioni molto

più dirette e facili rispetto al sito originario.

L’eminenza del pendino, equivalente come si è detto a

quella di Monte Echia e di lì perfettamente visibile nella

sua corrispondenza con esso e a suo specchio dall’altra

parte dell’insenatura, avrebbe dunque reso più che

naturale la scelta di questo sito.

La nuova città che aveva inoltre possibilità di accesso

all’interno della regione si affermò rapidamente rispetto

all’antico sito

Rossi ha messo poi in evidenza che il sito originario

della città era molto più arroccato e isolato. Scrive

Galasso: il quadro è suggestivo un piccolo arco collinare

interno dominato dal Vomero, sullo specchio di

un’ampia insenatura tra Monte Echia e il Pendino, a cui

corrisponde un ben più vasto arco collinare esterno da

Posillipo al Vomero (punto centrale ed eminente anche di

questo secondo arco), all’Arenella a Capodimonte e a

Capodichino-Poggioreale. Non si può dire che leragioni

della sicurezza non fossero assicurate, grazie a questa

copertura sia al vecchio che al nuovo insediamento

ellenico napoletano. Il campanile di s. maria maggiore la

pietrasanta è quanto resta della primitiva

basilica

Il Campanile di S. maria a Piazza

demolito in occasione dei lavori del

risanamento

Il campanile

di s. maria a

piazza è

quanto resta

della

primitiva

basilica

demolita in

occasione dei

lavori

ottocenteschi

del

risanamento L’abside

traforata di

s. Giovanni

maggiore

S. Giovanni Maggiore. La zona

absidale (IV secolo) S. Gennaro dei poveri

realizzata tra V e VI secolo

S. Vitale a ravenna La chiesa di S. giorgio maggiore

La cattedrale e s. restituta

L’involuzione urbana nell’alto medioevo

Nel periodo compreso compreso tra il IV e

e il XII secolo si registrano a Napoli quei

fenomeni di involuzione urbana che

caratterizzarono la vita di molte città

nei tempi di mezzo. L’economia

regionale entra in crisi sul finire del IV

secolo con il progressivo abbandono delle

terre incolte e improduttive, segue il

depauperamento della società, il declino

demografico al quale contribuirono le

invasioni barbariche.


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30

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3.09 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La configurazione topografica di Partenope è un classico esempio di insediamento arcaico: a valle il porto e un piccolo nucleo abitato, sull’altura il nucleo urbano vero e proprio. Nessun documento abbiamo di una fondazione rodia di Partenope ma è possibile indicare l’area occupata dalla città fondata dai Cumani presumibilmente nel VII secolo. Si prendoni in considerazione in particolare i resti del Castrum o castellum lucullanum che si sviluppava da Partenope sino all’isolotto di Megaride.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di STORIA DELL'ARCHITETTURA DALL’OTTOCENTO AL MOVIMENTO MODERNO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Amirante Giuseppina.

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