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La presenza di due città è avallata dallo stesso nome

della città Nea polis a indicare la città nuova. Nuova

rispetto a che cosa? Una città nuova in rapporto a una

precedente città vicina e con fondatori diversi?

Contrapposta al più antico insediamento?

Della città antica ignoriamo tutto. Livio designa come

paleopolitani i suoi abitanti , abitanti quindi di una

palaia polis.

Con quale criterio fu scelto il sito della città nuova? Su

questo problema l’intervento di A. Loris Rossi presenta

tali caratteri di novità e di interesse da qualificarsi

subito come uno dei più importanti susseguitisi nella

tradizione di questi studi. Rossi ricostruisce la

situazione orografica e soprattutto quella idrogeologica.

AlVomero si affiancano le due alture di Monte Echia

(Palepoli) e del sito sul quale sorgerà Neapolis.

Il sistema di deflusso delle acque torrentizie e piovane

delimita il triangolo collinare.

Questo sistema ha consentito di rileggere il profilo della

linea costiera della città e dell’ubicazione del porto.

Sedimentazione marina e depositi alluvionali in

direzione contrastante hanno consentito più

convincenti ipotesi sulla ubicazione dell’antico porto. I

ritrovamenti in occasione dei lavori della metropolitana

delle navi romane, hanno definitivamente avallato le

ipotesi di Rossi

La fondazione di Neapolis avvenne a specchio della

palaia polis per la comprensibile esigenza di controllo

Pendino (

dell’insenatura tra Monte Echia e il ossia la

collina dove fu fondata la nuova città). Evidentemente

costituiva una fonte di preoccupazione se altri abitava il

versante contrapposto a quello del Monte Echia e una

opportunità non sfruttata per le comunicazioni molto

più dirette e facili rispetto al sito originario.

L’eminenza del pendino, equivalente come si è detto a

quella di Monte Echia e di lì perfettamente visibile nella

sua corrispondenza con esso e a suo specchio dall’altra

parte dell’insenatura, avrebbe dunque reso più che

naturale la scelta di questo sito.

La nuova città che aveva inoltre possibilità di accesso

all’interno della regione si affermò rapidamente rispetto

all’antico sito

Rossi ha messo poi in evidenza che il sito originario

della città era molto più arroccato e isolato. Scrive

Galasso: il quadro è suggestivo un piccolo arco collinare

interno dominato dal Vomero, sullo specchio di

un’ampia insenatura tra Monte Echia e il Pendino, a cui

corrisponde un ben più vasto arco collinare esterno da

Posillipo al Vomero (punto centrale ed eminente anche di

questo secondo arco), all’Arenella a Capodimonte e a

Capodichino-Poggioreale. Non si può dire che leragioni

della sicurezza non fossero assicurate, grazie a questa

copertura sia al vecchio che al nuovo insediamento

ellenico napoletano. Il campanile di s. maria maggiore la

pietrasanta è quanto resta della primitiva

basilica

Il Campanile di S. maria a Piazza

demolito in occasione dei lavori del

risanamento

Il campanile

di s. maria a

piazza è

quanto resta

della

primitiva

basilica

demolita in

occasione dei

lavori

ottocenteschi

del

risanamento L’abside

traforata di

s. Giovanni

maggiore

S. Giovanni Maggiore. La zona

absidale (IV secolo) S. Gennaro dei poveri

realizzata tra V e VI secolo

S. Vitale a ravenna La chiesa di S. giorgio maggiore

La cattedrale e s. restituta

L’involuzione urbana nell’alto medioevo

Nel periodo compreso compreso tra il IV e

e il XII secolo si registrano a Napoli quei

fenomeni di involuzione urbana che

caratterizzarono la vita di molte città

nei tempi di mezzo. L’economia

regionale entra in crisi sul finire del IV

secolo con il progressivo abbandono delle

terre incolte e improduttive, segue il

depauperamento della società, il declino

demografico al quale contribuirono le

invasioni barbariche.

L’età normanno sveva e

l’unificazione del

meridione

Età normanno

sveva

L’unificazione del Mezzogiorno

avviata dai normanni e

consolidata dagli svevi è un

avvenimento di straordinaria

importanza , proprio in funzione

di una storia unitaria del

Mezzogiorno.

Le premesse dello sviluppo della

città in epoca angioina vanno

ricercate proprio nelle politiche

portate avanti dagli Altavilla.

Scelte dettate da necessità

strategiche, ma che di fatto

determinarono l’apertura della

città verso l’entroterra con la

costruzione di Castel Capuano e

nello stesso tempo determinarono

la nuova spinta edilizia verso la

pianura ad occidente del porto

con il trasferimento della corte a

Castel dell’Ovo.

Con Castel Capuano e Castel

dell’Ovo i normanni realizzarono

il loro schematico disegno di

controllare la città nei suoi punti

nevralgici, cioè nelle

comunicazioni con l’entroterra e

sul mare.


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30

PESO

3.09 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La configurazione topografica di Partenope è un classico esempio di insediamento arcaico: a valle il porto e un piccolo nucleo abitato, sull’altura il nucleo urbano vero e proprio. Nessun documento abbiamo di una fondazione rodia di Partenope ma è possibile indicare l’area occupata dalla città fondata dai Cumani presumibilmente nel VII secolo. Si prendoni in considerazione in particolare i resti del Castrum o castellum lucullanum che si sviluppava da Partenope sino all’isolotto di Megaride.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di STORIA DELL'ARCHITETTURA DALL’OTTOCENTO AL MOVIMENTO MODERNO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Amirante Giuseppina.

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