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I modi di tortura

• Tortura ai Rei e tortura ai Testimoni;

• Tortura In caput proprium e in caput alieno;

• Tortura individuale e confronto tra i tormenti;

• Tortura Sopra il fatto, Tortura sopra le

Intenzioni e Tortura sopra i Complici;

Modi speciali di tortura

• Tortura con riserva di prova;

• Torture préalable;

• Tortura per costringere il Reo a firmare la

deposizione estorta;

• Tortura ut purgaret infamiam.

Il momento processuale della tortura

• Interrogatorio semplice e Rigoroso esame;

• Terrizione verbale e Terrizione reale:

• «Alla tortura, che si dà al Reo, non deve esser presente l’Avvocato,

ma solamente i Giudici, ed i Notari, dovendosi essa dare in segreto»

[segretezza] (E M , Sacro Arsenale, ed. S. Michele a Ripa,

LISEO ASINI

Roma, MDCCXXX, pag. 451, Avv. CCXCVII);

• «procureranno i Giudici, che il Notaro scriva non solamente tutte le

risposte del Reo, ma anco tutti i ragionamenti, e moti, che farà, e

tutte le parole, ch’egli proferirà ne’ tormenti, anzi tutti i sospiri,

tutte le grida, tutti i lamenti, e le lagrime che manderà» [scrittura]

(Ivi, pag. 265).

• Deposizione parziale, deposizione definitiva e deposizione

assolutoria;

• Ratifica della confessione;

Regole generali per praticare i tormenti

• Si può torturare solo in presenza di Indizi idonei

(Indicia Legitima);

• La tortura deve durare il “tempo necessario” e

dev’essere citra membri diminutionem et mortis

periculum;

• Non si possono torturare: i dottori; le persone

costituite in dignità; i soldati delle milizie

nazionali; i nobili; i decrepiti;

• Ai fanciulli può essere data solo la tortura delle

verghe. Alla donne incinte si può dare tortura

solo se ciò non porta diminuzione al bambino.

4. Finto Garantismo e dissimulazione onesta

• “Finto Garantismo” è una espressione coniata da

Franco Cordero (La fabbrica della peste) per

identificare il modo con cui nella legislazione

criminale di diritto comune, in ispecie con

riguardo all’istituto della tortura giudiziaria,

venivano previste, a livello formale, delle

“garanzie” a tutela degli interrogati, fossero essi

Rei sospetti, Rei accusati o semplici testimoni, le

quali, tuttavia, non producevano alcun effetto sul

piano sostanziale, traducendosi, dunque, in “finte

garanzie” o, come pure le chiama l’Autore, paper

rules. (…segue)

• Esempi di finto garantismo:

 Chi stabilisce quali siano da considerarsi Indizi?

Chi stabilisce quando gli Indizi sono Idonei?

 Chi stabilisce qual è il “tempo necessario”?

Chi stabilisce quando una tortura è stata “citra

membri diminutionem”?

Il dissimulare onesto (…segue)

• Espressione creata da Torquato Accetto e applicata da

Italo Mereu in ambito giudiziario;

• la dissimulazione «non è altro […] che un velo

composto di tenebre oneste e di rispetti violenti da che

non si forma il falso ma si dà qualche riposo al vero,

per dimostrarlo a tempo; e come la natura ha voluto

che nell’ordine dell’universo sia il giorno e la notte, così

conviene che nel giro dell’opere umane sia la luce e le

tenebre, dico il procedere manifesto o nascosto, ch’è

regola della vita e degli accidenti che in quella

occorrono» (T A , Della dissimulazione

ORQUATO CCETTO

onesta, 1641). (…segue)

• Esempi:

 Il Reo- accusato: «Perchè designare con un appellativo così squalificante»

come “Reo” «chi ancora non è altro che un imputato, e solo dopo la

condanna potrà essere chiamato con l’appellativo di reo? Il presupposto

(taciuto) è quello che qualunque persona sia sottoposta a tortura, per

l’Inquisitore è già un reo che bisogna solo far confessare» (I. M , cit.,

EREU

pag. 212).

 Tortura=rigoroso esame: « c’è una sapienza psicologica non comune

nell’uso di questa espressione che identifica la tortura con un esame e

questo con la tortura. Alla base di entrambe c’è la violenza, che tutto

altera e distorce; quella fisica e quella psicologica, la territio e il dolore

sofferto, che vengono unite in una immagine in cui il rapporto non è più

tra uomo e uomo, ma tra uno che può tutto e un altro che deve solo

subire. Rigoroso esame, detto di questi stati di sopraffazione esistenziale,

è la “dissimulazione” più “onesta” e, in fondo, più vera» (Ivi, pagg. 211 –

213)

5. La lotta illuministica per l’abolizione della tortura

• 1764: Cesare Beccaria pubblica (anche) le idee

del circolo illuministico “Il Caffè” sulla tortura

giudiziaria in un libro dal titolo Dei delitti e delle

pene;

• 1804: viene pubblicata postuma l’opera di Pietro

Verri, scritta tra il 1770 il 1776, Osservazioni sulla

tortura e sulla peste che devastò Milano nell’anno

1630.

Le principali tesi di Verri e Beccaria

• Uno stesso uomo non può essere costretto a farsi

accusatore di sé stesso. Ciò è innaturale;

• È illogico pensare che la verità risieda tra le slogature delle

ossa; questo è il modo migliore di assolvere i robusti

scellerati e di condannare i deboli innocenti;

• È inutile usare la tortura: o il delitto è certo o incerto; se

certo, non gli conviene altra pena che la stabilita dalle leggi,

ed inutili sono i tormenti, perché inutile è la confessione del

reo; se è incerto, allora non si deve tormentare un

innocente, perché tale è secondo le leggi un uomo i di cui

delitti non sono provati.

La tesi di Langbein

• L’abolizione della tortura è stata «both a juristic and a

political event» (J. L , op. cit., pagg. 64 ss.).

ANGBEIN

• Da un punto di vista giuridico, a nulla sarebbero servite

le tesi degli illuministi se non si fosse

(involontariamente) scardinato il sistema delle prove

legali con istituti, quali la poena extraordinaria, che

appartengono al diverso sistema del libero

apprezzamento del giudice e hanno dimostrato

l’ultroneità della tortura giudiziaria.

L’abolizione della tortura

• Quattro fasi:

 Il primo Paese ad abolire la tortura giudiziara in ogni sua

forma è la Prussia, nel 1740, per opera di Federico II

appena salito al trono, «imbevuto» del pensiero

illuminista. Seguirono il Baden, nel 1767; il Mecklemburg,

nel 1769; la Sassonia, nel 1770; la Svezia, nel 1772; la

Toscana, nel 1776 e, formalmente, nel 1786 da Leopoldo I.

 Maria Teresa d’Austria abolì la tortura in tutti i suoi Dominj

(con un Decreto del 2 gennaio 1776 ), ma il Senato

milanese, che tra i suoi dominj pure rientrava ma che

aveva mantenuto una certa autonomia, si rifiutò (con una

consulta scritta da Gabriele Verri, padre di Pietro) di

estendere alla sua giurisdizione il divieto di tortura.


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa fa riferimento alle lezioni tenute dal Prof. Alvazzi del Frate nell'anno accademico 2011 per il corso di Storia del diritto processuale e degli ordinamenti giudiziari.
In particolare il documento riporta l'intervento di Giuliano Serges del 14 febbraio 2010 sulla tortura giudiziaria nel medioevo, nell'illuminismo e nella nostra epoca. Si può inoltre trovare un elenco dei testi di riferimento utili per l'esame e per approfondire l'argomento.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto processuale e degli ordinamenti giudiziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Alvazzi del Frate Paolo.

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