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euro e dell'arresto fino a tre anni, sono previste, in via

alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni

ledano o espongano a pericolo interessi costituzionalmente

protetti. In tali casi sono previste: la pena dell'ammenda

alternativa all'arresto per le infrazioni che espongono a

pericolo o danneggiano l'interesse protetto; la pena

dell'arresto congiunta a quella dell'ammenda per le

infrazioni che recano un danno di particolare gravita'.

Nelle predette ipotesi, in luogo dell'arresto e

dell'ammenda, possono essere previste anche le sanzioni

alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del decreto

legislativo 28 agosto 2000, n. 274, e la relativa

competenza del giudice di pace. La sanzione amministrativa

del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non

superiore a 150.000 euro e' prevista per le infrazioni che

ledano o espongano a pericolo interessi diversi da quelli

indicati nei periodi precedenti. Nell'ambito dei limiti

minimi e massimi previsti, le sanzioni indicate nella

presente lettera sono determinate nella loro entita',

tenendo conto della diversa potenzialita' lesiva

dell'interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in

astratto, di specifiche qualita' personali del colpevole,

comprese quelle che impongono particolari doveri di

prevenzione, controllo o vigilanza, nonche' del vantaggio

patrimoniale che l'infrazione puo' recare al colpevole

ovvero alla persona o all'ente nel cui interesse egli

agisce. Entro i limiti di pena indicati nella presente

lettera sono previste sanzioni identiche a quelle

eventualmente gia' comminate dalle leggi vigenti per

violazioni omogenee e di pari offensivita' rispetto alle

infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle

materie di cui all'art. 117, quarto comma, della

Costituzione, le sanzioni amministrative sono determinate

dalle regioni. Le somme derivanti dalle sanzioni di nuova

istituzione, stabilite con i provvedimenti adottati in

attuazione della presente legge, sono versate all'entrata

del bilancio dello Stato per essere riassegnate, entro i

limiti previsti dalla legislazione vigente, con decreti del

Ministro dell'economia e delle finanze, alle

amministrazioni competenti all'irrogazione delle stesse;

d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e

che non riguardano l'attivita' ordinaria delle

amministrazioni statali o regionali possono essere previste

nei decreti legislativi recanti le norme necessarie per

dare attuazione alle direttive, nei soli limiti occorrenti

per l'adempimento degli obblighi di attuazione delle

direttive stesse; alla relativa copertura, nonche' alla

copertura delle minori entrate eventualmente derivanti

dall'attuazione delle direttive, in quanto non sia

possibile farvi fronte con i fondi gia' assegnati alle

competenti amministrazioni, si provvede a carico del fondo

di rotazione di cui all'art. 5 della legge 16 aprile 1987,

n. 183;

e) all'attuazione di direttive che modificano

precedenti direttive gia' attuate con legge o con decreto

legislativo si procede, se la modificazione non comporta

ampliamento della materia regolata, apportando le

corrispondenti modificazioni alla legge o al decreto

legislativo di attuazione della direttiva modificata;

f) nella predisposizione dei decreti legislativi si

tiene conto delle eventuali modificazioni delle direttive

comunitarie comunque intervenute fino al momento

dell'esercizio della delega;

g) quando si verifichino sovrapposizioni di

competenze tra amministrazioni diverse o comunque siano

coinvolte le competenze di piu' amministrazioni statali, i

decreti legislativi individuano, attraverso le piu'

opportune forme di coordinamento, rispettando i principi di

sussidiarieta', differenziazione, adeguatezza e leale

collaborazione e le competenze delle regioni e degli altri

enti territoriali, le procedure per salvaguardare

l'unitarieta' dei processi decisionali, la trasparenza, la

celerita', l'efficacia e l'economicita' nell'azione

amministrativa e la chiara individuazione dei soggetti

responsabili;

h) quando non siano d'ostacolo i diversi termini di

recepimento, sono attuate con un unico decreto legislativo

le direttive che riguardano le stesse materie o che

comunque comportano modifiche degli stessi atti

normativi.».

«Art. 44 (Delega al Governo per l'attuazione della

direttiva 2007/66/CE del Parlamento europeo e del

Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica le direttive

89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il

miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in

materia di aggiudicazione degli appalti pubblici). - 1. Il

Governo e' delegato ad adottare, entro il termine e con le

modalita' di cui all'art. 1, uno o piu' decreti legislativi

volti a recepire la direttiva 2007/66/CE del Parlamento

europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che

modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio

per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle

procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli

appalti pubblici. Sugli schemi dei decreti legislativi e'

acquisito il parere del Consiglio di Stato. Decorsi

quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, i decreti

sono emanati anche in mancanza del parere.

2. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei

decreti legislativi previsti dal comma 1, possono essere

emanate disposizioni correttive e integrative nel rispetto

delle medesime procedure di cui al citato comma 1.

3. Ai fini della delega di cui al presente articolo,

per stazione appaltante si intendono i soggetti di cui agli

articoli 32 e 207 del codice dei contratti pubblici

relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive

modificazioni, e ogni altro soggetto tenuto, secondo il

diritto comunitario o nazionale, al rispetto di procedure o

principi di evidenza pubblica nell'affidamento di contratti

relativi a lavori, servizi o forniture. I decreti

legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto

dei principi e criteri direttivi generali di cui all'art.

2, nonche' dei seguenti principi e criteri direttivi

specifici:

a) circoscrivere il recepimento alle disposizioni

elencate nel presente articolo e comunque a quanto

necessario per rendere il quadro normativo vigente in tema

di tutela giurisdizionale conforme alle direttive

89/665/CEE e 92/13/CEE, come modificate dalla direttiva

2007/66/CE, previa verifica della coerenza con tali

direttive degli istituti processuali gia' vigenti e gia'

adeguati, anche alla luce della giurisprudenza comunitaria

e nazionale, e inserendo coerentemente i nuovi istituti nel

vigente sistema processuale, nel rispetto del diritto di

difesa e dei principi di effettivita' della tutela

giurisdizionale e di ragionevole durata del processo;

b) assicurare un quadro processuale omogeneo per

tutti i contratti contemplati dal citato codice di cui al

decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ancorche' non

rientranti nell'ambito di applicazione delle direttive

2004/17/CE e 2004/18/CE, e operare un recepimento unitario

delle direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE, come modificate

dalla direttiva 2007/66/CE;

c) assicurare il coordinamento con il vigente sistema

processuale, prevedendo le abrogazioni necessarie;

d) recepire integralmente l'art. 1, paragrafo 4,

della direttiva 89/665/CEE e l'art. 1, paragrafo 4, della

direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva

2007/66/CE, prevedendo, inoltre, che la stazione

appaltante, tempestivamente informata dell'imminente

proposizione di un ricorso giurisdizionale, con una

indicazione sommaria dei relativi motivi, si pronunci

valutando se intervenire o meno in autotutela;

e) recepire gli articoli 2-bis e 2-ter, lettera b),

della direttiva 89/665/CEE e gli articoli 2-bis e 2-ter,

lettera b), della direttiva 92/13/CEE, come modificati

dalla direttiva 2007/66/CE, fissando un termine dilatorio

per la stipula del contratto e prevedendo termini e mezzi

certi per la comunicazione a tutti gli interessati del

provvedimento di aggiudicazione e degli altri provvedimenti

adottati in corso di procedura;

f) recepire l'art. 2, paragrafo 6, e l'art.

2-quater della direttiva 89/665/CEE, nonche' l'art. 2,

paragrafo 1, ultimo capoverso, e l'art. 2-quater della

direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva

2007/66/CE, prevedendo:

1) che i provvedimenti delle procedure di

affidamento sono impugnati entro un termine non superiore a

trenta giorni dalla ricezione e i bandi entro un termine

non superiore a trenta giorni dalla pubblicazione;

2) che i bandi, ove immediatamente lesivi, e le

esclusioni sono impugnati autonomamente e non possono

essere contestati con l'impugnazione dell'aggiudicazione

definitiva, mentre tutti gli altri atti delle procedure di

affidamento sono impugnati con l'aggiudicazione definitiva,

fatta comunque salva l'eventuale riunione dei procedimenti;

3) che il rito processuale davanti al giudice

amministrativo si svolge con la massima celerita' e

immediatezza nel rispetto del contraddittorio e della

prova, con razionalizzazione e abbreviazione dei vigenti

termini di deposito del ricorso, costituzione delle altre

parti, motivi aggiunti, ricorsi incidentali;

4) che tutti i ricorsi e scritti di parte e

provvedimenti del giudice hanno forma sintetica;

5) che tutti i ricorsi relativi alla medesima

procedura di affidamento sono concentrati nel medesimo

giudizio ovvero riuniti, se cio' non ostacoli le esigenze

di celere definizione;

g) recepire l'art. 2, paragrafi 3 e 4, della

direttiva 89/665/CEE e l'art. 2, paragrafi 3 e 3-bis, della

direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva

2007/66/CE, prevedendo la sospensione della stipulazione

del contratto in caso di proposizione di ricorso

giurisdizionale avverso un provvedimento di aggiudicazione

definitiva, accompagnato da contestuale domanda cautelare e

rivolto al giudice competente, con i seguenti criteri:

1) la competenza, sia territoriale che per materia,

e' inderogabile e rilevabile d'ufficio prima di ogni altra

questione;

2) la preclusione alla stipulazione del contratto

opera fino alla pubblicazione del provvedimento cautelare

definitivo, ovvero fino alla pubblicazione del dispositivo

della sentenza di primo grado, in udienza o entro i

successivi sette giorni, se la causa puo' essere decisa nel

merito nella camera di consiglio fissata per l'esame della

domanda cautelare;

3) il termine per l'impugnazione del provvedimento

cautelare e' di quindici giorni dalla sua comunicazione o

dall'eventuale notifica, se anteriore;

h) recepire gli articoli 2, paragrafo 7, 2-quinquies,

2-sexies e 3-bis della direttiva 89/665/CEE e gli articoli

2, paragrafo 6, 2-quinquies, 2-sexies e 3-bis della

direttiva 92/13/CEE, come modificati dalla direttiva

2007/66/CE, nell'ambito di una giurisdizione esclusiva e di

merito, con i seguenti criteri:

1) prevedere la privazione di effetti del contratto

nei casi di cui all'art. 2-quinquies, paragrafo 1, lettere

a) e b), della direttiva 89/665/CEE e all'art. 2-quinquies,

paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 92/13/CEE,

con le deroghe e i temperamenti ivi previsti, lasciando al

giudice che annulla l'aggiudicazione la scelta, in funzione

del bilanciamento degli interessi coinvolti nei casi

concreti, tra privazione di effetti retroattiva o limitata

alle prestazioni da eseguire;

2) nel caso di cui all'art. 2-sexies, paragrafo 1,

della direttiva 89/665/CEE e all'art. 2-sexies, paragrafo

1, della direttiva 92/13/CEE, lasciare al giudice che

annulla l'aggiudicazione la scelta, in funzione del

bilanciamento degli interessi coinvolti nei casi concreti,

tra privazione di effetti del contratto e relativa

decorrenza, e sanzioni alternative;

3) fuori dei casi di cui ai numeri 1) e 2),

lasciare al giudice che annulla l'aggiudicazione la scelta,

in funzione del bilanciamento degli interessi coinvolti nei

casi concreti, tra privazione di effetti del contratto e

relativa decorrenza, ovvero risarcimento per equivalente

del danno subito e comprovato;

4) disciplinare le sanzioni alternative fissando i

limiti minimi e massimi delle stesse;

i) recepire l'art. 2-septies della direttiva

89/665/CEE e l'art. 2-septies della direttiva 92/13/CEE,

come modificati dalla direttiva 2007/66/CE, prevedendo i

termini minimi di ricorso di cui al paragrafo 1, lettere a)

e b), dei citati articoli 2-septies, e il termine di trenta

giorni nel caso di cui al paragrafo 2 dei citati articoli

2-septies;

l) recepire gli articoli 3 e 4 della direttiva

89/665/CEE e gli articoli 8 e 12 della direttiva 92/13/CEE,

come modificati dalla direttiva 2007/66/CE, individuando il

Ministero competente e il procedimento;

m) dettare disposizioni razionalizzatrici

dell'arbitrato, secondo i seguenti criteri:

1) incentivare l'accordo bonario;

2) prevedere l'arbitrato come ordinario rimedio

alternativo al giudizio civile;

3) prevedere che le stazioni appaltanti indichino

fin dal bando o avviso di indizione della gara se il

contratto conterra' o meno la clausola arbitrale, proibendo

contestualmente il ricorso al negozio compromissorio

successivamente alla stipula del contratto;

4) contenere i costi del giudizio arbitrale;

5) prevedere misure acceleratorie del giudizio di

impugnazione del lodo arbitrale.

4. Resta ferma la disciplina di cui all'art. 20, comma

8, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,

con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nei

limiti temporali ivi previsti.

5. Dall'attuazione del presente articolo non devono

derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

6. Le amministrazioni provvedono agli adempimenti

previsti dall'attuazione del presente articolo con le

risorse umane, strumentali e finanziarie previste a

legislazione vigente.».

Note all'art. 1:

- Si riporta il testo dell'art. 11 del decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle premesse,

cosi' come modificato dal presente decreto:

«Art. 11 (Fasi delle procedure di affidamento). (artt.

16, 17, 19, R.D. n. 2440/1923; art. 109, D.P.R. n.

554/1999; art. 44; comma 3, lettere b) ed e), legge n.

88/2009; articoli 2-bis e 2-ter, lettera b), direttiva

89/665/CEE e articoli 2-bis e 2-ter, lettera b), direttiva

92/13/CEE, come modificati dalla direttiva 2007/66/CE). -

1. Le procedure di affidamento dei contratti pubblici hanno

luogo nel rispetto degli atti di programmazione delle

amministrazioni aggiudicatrici, se previsti dal presente

codice o dalle norme vigenti.

2. Prima dell'avvio delle procedure di affidamento dei

contratti pubblici, le amministrazioni aggiudicatrici

decretano o determinano di contrarre, in conformita' ai

propri ordinamenti, individuando gli elementi essenziali

del contratto e i criteri di selezione degli operatori

economici e delle offerte.

3. La selezione dei partecipanti avviene mediante uno

dei sistemi previsti dal presente codice per

l'individuazione dei soggetti offerenti.

4. Le procedure di affidamento selezionano la migliore

offerta, mediante uno dei criteri previsti dal presente

codice. Al termine della procedura e' dichiarata

l'aggiudicazione provvisoria a favore del miglior

offerente.

5. La stazione appaltante, previa verifica

dell'aggiudicazione provvisoria ai sensi dell'art. 12,

comma 1, provvede all'aggiudicazione definitiva.

6. Ciascun concorrente non puo' presentare piu' di

un'offerta. L'offerta e' vincolante per il periodo indicato

nel bando o nell'invito e, in caso di mancata indicazione,

per centottanta giorni dalla scadenza del termine per la

sua presentazione. La stazione appaltante puo' chiedere

agli offerenti il differimento di detto termine.

7. L'aggiudicazione definitiva non equivale ad

accettazione dell'offerta. L'offerta dell'aggiudicatario e'

irrevocabile fino al termine stabilito nel comma 9.

8. L'aggiudicazione definitiva diventa efficace dopo la

verifica del possesso dei prescritti requisiti.

9. Divenuta efficace l'aggiudicazione definitiva, e

fatto salvo l'esercizio dei poteri di autotutela nei casi

consentiti dalle norme vigenti, la stipulazione del

contratto di appalto o di concessione ha luogo entro il

termine di sessanta giorni, salvo diverso termine previsto

nel bando o nell'invito ad offrire, ovvero l'ipotesi di

differimento espressamente concordata con l'aggiudicatario.

Se la stipulazione del contratto non avviene nel termine

fissato, ovvero il controllo di cui all'art. 12, comma 3,

non avviene nel termine ivi previsto, l'aggiudicatario

puo', mediante atto notificato alla stazione appaltante,

sciogliersi da ogni vincolo o recedere dal contratto.

All'aggiudicatario non spetta alcun indennizzo, salvo il

rimborso delle spese contrattuali documentate. Nel caso di

lavori, se e' intervenuta la consegna dei lavori in via di

urgenza e nel caso di servizi e forniture, se si e' dato

avvio all'esecuzione del contratto in via d'urgenza,

l'aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese

sostenute per l'esecuzione dei lavori ordinati dal

direttore dei lavori, ivi comprese quelle per opere

provvisionali. Nel caso di servizi e forniture, se si e'

dato avvio all'esecuzione del contratto in via d'urgenza,

l'aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese

sostenute per le prestazioni espletate su ordine del

direttore dell'esecuzione.

L'esecuzione di urgenza di cui al presente comma non e'

consentita durante il termine dilatorio di cui al comma 10

e durante il periodo di sospensione obbligatoria del

termine per la stipulazione del contratto previsto dal

comma 10-ter, salvo che nelle procedure in cui la normativa

vigente non prevede la pubblicazione del bando di gara,

ovvero nei casi in cui la mancata esecuzione immediata

della prestazione dedotta nella gara determinerebbe un

grave danno all'interesse pubblico che e' destinata a

soddisfare, ivi compresa la perdita di finanziamenti

comunitari.

10. Il contratto non puo' comunque essere stipulato

prima di trentacinque giorni dall'invio dell'ultima delle

comunicazioni del provvedimento di aggiudicazione

definitiva ai sensi dell'art. 79.

10-bis. Il termine dilatorio di cui al comma 10 non si

applica nei seguenti casi:

a) se, a seguito di pubblicazione di bando o avviso con

cui si indice una gara o inoltro degli inviti nel rispetto

del presente codice, e' stata presentata o e' stata ammessa

una sola offerta e non sono state tempestivamente proposte

impugnazioni del bando o della lettera di invito o queste

impugnazioni risultano gia' respinte con decisione

definitiva;

b) nel caso di un appalto basato su un accordo quadro

di cui all'art. 59 e in caso di appalti specifici basati su

un sistema dinamico di acquisizione di cui all'art. 60.

10-ter. Se e' proposto ricorso avverso l'aggiudicazione

definitiva con contestuale domanda cautelare, il contratto

non puo' essere stipulato, dal momento della notificazione

dell'istanza cautelare alla stazione appaltante e per i

successivi venti giorni, a condizione che entro tale

termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di

primo grado o la pubblicazione del dispositivo della

sentenza di primo grado in caso di decisione del merito

all'udienza cautelare ovvero fino alla pronuncia di detti

provvedimenti se successiva. L'effetto sospensivo sulla

stipula del contratto cessa quando, in sede di esame della

domanda cautelare, il giudice si dichiara incompetente ai

sensi dell'art. 245, comma 2-quater, primo periodo, o fissa

con ordinanza la data di discussione del merito senza

concedere misure cautelari o rinvia al giudizio di merito

l'esame della domanda cautelare, con il consenso delle

parti, da intendersi quale implicita rinuncia all'immediato

esame della domanda cautelare.

11. Il contratto e' sottoposto alla condizione

sospensiva dell'esito positivo dell'eventuale approvazione

e degli altri controlli previsti dalle norme proprie delle

stazioni appaltanti o degli enti aggiudicatori.

12. L'esecuzione del contratto puo' avere inizio solo

dopo che lo stesso e' divenuto efficace, salvo che, in casi

di urgenza, la stazione appaltante o l'ente aggiudicatore

ne chieda l'esecuzione anticipata, nei modi e alle

condizioni previste dal regolamento.

13. Il contratto e' stipulato mediante atto pubblico

notarile, o mediante forma pubblica amministrativa a cura

dell'Ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice,

ovvero mediante scrittura privata, nonche' in forma

elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione

appaltante.». Art. 2

Comunicazione dell'aggiudicazione definitiva (articolo 44, comma 3,

lettere b) ed e), legge n. 88/2009; articoli 2-bis, 2-quater,

2-septies, paragrafo 1, lettera a), secondo trattino, direttiva

89/665/CEE e articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies, paragrafo 1,

lettera a), secondo trattino, direttiva 92/13/CEE come modificati

dalla direttiva 2007/66/CE)

1. L'articolo 79 del decreto legislativo n. 163 del 2006 e' cosi'

modificato:

a) dopo la rubrica dell'articolo, nelle indicazioni tra

parentesi, dopo le parole: «articolo 24, comma 10, legge n. 62/2005»

sono aggiunte le seguenti: «; articolo 44, comma 3, lettere b) ed e),

legge n. 88/2009; articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies, paragrafo 1,

lettera a), secondo trattino, direttiva 89/665/CEE e articoli 2-bis,

2-quater, 2-septies, paragrafo 1, lettera a), secondo trattino,

direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE»;

b) al comma 5 la lettera a), e' sostituita dalla seguente:

«a) l'aggiudicazione definitiva, tempestivamente e comunque entro

un termine non superiore a cinque giorni, all'aggiudicatario, al

concorrente che segue nella graduatoria, a tutti i candidati che

hanno presentato un'offerta ammessa in gara, a coloro la cui

candidatura o offerta siano state escluse se hanno proposto

impugnazione avverso l'esclusione, o sono in termini per presentare

dette impugnazioni, nonche' a coloro che hanno impugnato il bando o

la lettera di invito, se dette impugnazioni non siano state ancora

respinte con pronuncia giurisdizionale definitiva;»;

c) nel comma 5, dopo la lettera b-bis) e' aggiunta la seguente:

«b-ter) la data di avvenuta stipulazione del contratto con

l'aggiudicatario, tempestivamente e comunque entro un termine non

superiore a cinque giorni, ai soggetti di cui alla lettera a) del

presente comma.»;

d) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:

«5-bis. Le comunicazioni di cui al comma 5 sono fatte per iscritto,

con lettera raccomandata con avviso di ricevimento o mediante

notificazione o mediante posta elettronica certificata ovvero

mediante fax, se l'utilizzo di quest'ultimo mezzo e' espressamente

autorizzato dal concorrente, al domicilio eletto o all'indirizzo di

posta elettronica o al numero di fax indicato dal destinatario in

sede di candidatura o di offerta. Nel caso di invio a mezzo posta o

notificazione, dell'avvenuta spedizione e' data contestualmente

notizia al destinatario mediante fax o posta elettronica, anche non

certificata, al numero di fax ovvero all'indirizzo di posta

elettronica indicati in sede di candidatura o di offerta. La

comunicazione e' accompagnata dal provvedimento e dalla relativa

motivazione contenente almeno gli elementi di cui al comma 2, lettera

c), e fatta salva l'applicazione del comma 4; l'onere puo' essere

assolto nei casi di cui al comma 5, lettere a), b), e b-bis),

mediante l'invio dei verbali di gara, e, nel caso di cui al comma 5,

lettera b-ter), mediante richiamo alla motivazione relativa al

provvedimento di aggiudicazione definitiva, se gia' inviata. La

comunicazione dell'aggiudicazione definitiva e quella della

stipulazione, e la notizia della spedizione sono, rispettivamente,

spedita e comunicata nello stesso giorno a tutti i destinatari, salva

l'oggettiva impossibilita' di rispettare tale contestualita' a causa

dell'elevato numero di destinatari, della difficolta' di reperimento

degli indirizzi, dell'impossibilita' di recapito della posta

elettronica o del fax a taluno dei destinatari, o altro impedimento

oggettivo e comprovato.

5-ter. Le comunicazioni di cui al comma 5, lettere a) e b),

indicano la data di scadenza del termine dilatorio per la

stipulazione del contratto.

5-quater. Fermi i divieti e differimenti dell'accesso previsti

dall'articolo 13, l'accesso agli atti del procedimento in cui sono

adottati i provvedimenti oggetto di comunicazione ai sensi del

presente articolo e' consentito entro dieci giorni dall'invio della

comunicazione dei provvedimenti medesimi mediante visione ed

estrazione di copia. Non occorre istanza scritta di accesso e

provvedimento di ammissione, salvi i provvedimenti di esclusione o

differimento dell'accesso adottati ai sensi dell'articolo 13. Le

comunicazioni di cui al comma 5 indicano se ci sono atti per i quali

l'accesso e' vietato o differito, e indicano l'ufficio presso cui

l'accesso puo' essere esercitato, e i relativi orari, garantendo che

l'accesso sia consentito durante tutto l'orario in cui l'ufficio e'

aperto al pubblico o il relativo personale presta servizio.

5-quinquies. Il bando o l'avviso con cui si indice la gara o

l'invito nelle procedure senza bando fissano l'obbligo del candidato

o concorrente di indicare, all'atto di presentazione della

candidatura o dell'offerta, il domicilio eletto per le comunicazioni;

il bando o l'avviso possono altresi' obbligare il candidato o

concorrente a indicare l'indirizzo di posta elettronica o il numero

di fax al fine dell'invio delle comunicazioni.».

Note all'art. 2:

- Si riporta il testo dell'art. 79 del decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle premesse,

cosi' come modificato dal presente decreto:

«Art. 79 (Informazioni circa i mancati inviti, le

esclusioni e le aggiudicazioni). (art. 41, direttiva

2004/18; articoli 49.1 e 49.2, direttiva 2004/17; art. 20,

legge n. 55/1990; art. 21, commi 1, 2 e 3, decreto

legislativo n. 358/1992; art. 27, commi 1 e 2, decreto

legislativo n. 157/1995; art. 27, commi 3 e 4, decreto

legislativo n. 158/1995; art. 76, commi 3 e 4, decreto del

Presidente della Repubblica n. 554/1999; art. 24, comma 10,

legge n. 62/2005; art. 44, comma 3, lett. b) ed e), legge

n. 88/2009; articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies, paragrafo

1, lettera a), secondo trattino, direttiva 89/665/CEE e

articoli 2-bis, 2-quater, 2-septies, paragrafo 1, lettera

a), secondo trattino, direttiva 92/13/CEE come modificati

dalla direttiva 2007/66/CE). - 1. Le stazioni appaltanti

informano tempestivamente i candidati e gli offerenti delle

decisioni prese riguardo alla conclusione di un accordo

quadro, all'aggiudicazione di un appalto, o all'ammissione

in un sistema dinamico di acquisizione, ivi compresi i

motivi della decisione di non concludere un accordo quadro,

ovvero di non aggiudicare un appalto per il quale e' stata

indetta una gara, ovvero di riavviare la procedura, ovvero

di non attuare un sistema dinamico di acquisizione.

2. Le stazioni appaltanti inoltre comunicano:

a) ad ogni candidato escluso i motivi del rigetto

della candidatura;

b) ad ogni offerente escluso i motivi del rigetto

della sua offerta, inclusi, per i casi di cui all'art. 68,

commi 4 e 7, i motivi della decisione di non equivalenza o

della decisione secondo cui i lavori, le forniture o i

servizi non sono conformi alle prestazioni o ai requisiti

funzionali;

c) ad ogni offerente che abbia presentato un'offerta

selezionabile, le caratteristiche e i vantaggi dell'offerta

selezionata e il nome dell'offerente cui e' stato

aggiudicato il contratto o delle parti dell'accordo quadro.

3. Le informazioni di cui al comma 1 e di cui al comma

2 sono fornite:

a) su richiesta scritta della parte interessata;

b) per iscritto;

c) il prima possibile e comunque non oltre quindici

giorni dalla ricezione della domanda scritta.

4. Tuttavia le stazioni appaltanti possono

motivatamente omettere talune informazioni relative

all'aggiudicazione dei contratti, alla conclusione di

accordi quadro o all'ammissione ad un sistema dinamico di

acquisizione, di cui al comma 1, qualora la loro diffusione

ostacoli l'applicazione della legge, sia contraria

all'interesse pubblico, pregiudichi i legittimi interessi

commerciali di operatori economici pubblici o privati o

dell'operatore economico cui e' stato aggiudicato il

contratto, oppure possa recare pregiudizio alla leale

concorrenza tra questi.

5. In ogni caso l'amministrazione comunica di ufficio:

a) l'aggiudicazione definitiva, tempestivamente e

comunque entro un termine non superiore a cinque giorni,

all'aggiudicatario, al concorrente che segue nella

graduatoria, a tutti i candidati che hanno presentato

un'offerta ammessa in gara, a coloro la cui candidatura o

offerta siano state escluse se hanno proposto impugnazione

avverso l'esclusione, o sono in termini per presentare

dette impugnazioni, nonche' a coloro che hanno impugnato il

bando o la lettera di invito, se dette impugnazioni non

siano state ancora respinte con pronuncia giurisdizionale

definitiva;

b) l'esclusione, ai candidati e agli offerenti

esclusi, tempestivamente e comunque entro un termine non

superiore a cinque giorni dall'esclusione;

b-bis) la decisione, a tutti i candidati, di non

aggiudicare un appalto ovvero di non concludere un accordo

quadro;

b-ter) la data di avvenuta stipulazione del contratto

con l'aggiudicatario, tempestivamente e comunque entro un

termine non superiore a cinque giorni, ai soggetti di cui

alla lettera a) del presente comma.

5-bis. Le comunicazioni di cui al comma 5 sono fatte

per iscritto, con lettera raccomandata con avviso di

ricevimento o mediante notificazione o mediante posta

elettronica certificata ovvero mediante fax, se l'utilizzo

di quest'ultimo mezzo e' espressamente autorizzato dal

concorrente, al domicilio eletto o all'indirizzo di posta

elettronica o al numero di fax indicato dal destinatario in

sede di candidatura o di offerta. Nel caso di invio a mezzo

posta o notificazione, dell'avvenuta spedizione e' data

contestualmente notizia al destinatario mediante fax o

posta elettronica, anche non certificata, al numero di fax

ovvero all'indirizzo di posta elettronica indicati in sede

di candidatura o di offerta. La comunicazione e'

accompagnata dal provvedimento e dalla relativa motivazione

contenente almeno gli elementi di cui al comma 2, lettera

c), e fatta salva l'applicazione del comma 4; l'onere puo'

essere assolto nei casi di cui al comma 5, lettere a), b),

e b-bis), mediante l'invio dei verbali di gara, e, nel caso

di cui al comma 5, lettera b-ter), mediante richiamo alla

motivazione relativa al provvedimento di aggiudicazione

definitiva, se gia' inviata. La comunicazione

dell'aggiudicazione definitiva e quella della stipulazione,

e la notizia della spedizione sono, rispettivamente,

spedita e comunicata nello stesso giorno a tutti i

destinatari, salva l'oggettiva impossibilita' di rispettare

tale contestualita' a causa dell'elevato numero di

destinatari, della difficolta' di reperimento degli

indirizzi, dell'impossibilita' di recapito della posta

elettronica o del fax a taluno dei destinatari, o altro

impedimento oggettivo e comprovato.

5-ter. Le comunicazioni di cui al comma 5, lettere a)

e b), indicano la data di scadenza del termine dilatorio

per la stipulazione del contratto.

5-quater. Fermi i divieti e differimenti dell'accesso

previsti dall'art. 13, l'accesso agli atti del procedimento

in cui sono adottati i provvedimenti oggetto di

comunicazione ai sensi del presente articolo e' consentito

entro dieci giorni dall'invio della comunicazione dei

provvedimenti medesimi mediante visione ed estrazione di

copia. Non occorre istanza scritta di accesso e

provvedimento di ammissione, salvi i provvedimenti di

esclusione o differimento dell'accesso adottati ai sensi

dell'art. 13. Le comunicazioni di cui al comma 5 indicano

se ci sono atti per i quali l'accesso e' vietato o

differito, e indicano l'ufficio presso cui l'accesso puo'

essere esercitato, e i relativi orari, garantendo che

l'accesso sia consentito durante tutto l'orario in cui

l'ufficio e' aperto al pubblico o il relativo personale

presta servizio.

5-quinquies. Il bando o l'avviso con cui si indice la

gara o l'invito nelle procedure senza bando fissano

l'obbligo del candidato o concorrente di indicare, all'atto

di presentazione della candidatura o dell'offerta, il

domicilio eletto per le comunicazioni; il bando o l'avviso

possono altresi' obbligare il candidato o concorrente a

indicare l'indirizzo di posta elettronica o il numero di

fax al fine dell'invio delle comunicazioni.».

Art. 3

Avviso volontario per la trasparenza preventiva (articolo 44, comma

1, lettera h), legge n. 88/2009; articolo 3-bis, direttiva

89/665/CEE e articolo 3-bis, direttiva 92/13/CEE, come modificati

dalla direttiva 2007/66/CE)

1. Dopo l'articolo 79 del decreto legislativo n. 163 del 2006 e'

inserito il seguente:

«Art. 79-bis (Avviso volontario per la trasparenza preventiva

(articolo 44, comma 1, lettera h), legge n. 88/2009; articolo 3-bis,

direttiva 89/665/CEE e articolo 3-bis, direttiva 92/13/CEE, come

modificati dalla direttiva 2007/66/CE). - 1. L'avviso volontario per

la trasparenza preventiva il cui formato e' stabilito, per i

contratti di rilevanza comunitaria, dalla Commissione europea secondo

la procedura di consultazione di cui all'articolo 3-ter, paragrafo 2,

della direttiva 89/665/CE e di cui all'articolo 3-ter, paragrafo 2,

della direttiva 92/13/CE, contiene le seguenti informazioni:

a) denominazione e recapito della stazione appaltante;

b) descrizione dell'oggetto del contratto;

c) motivazione della decisione della stazione appaltante di

affidare il contratto senza la previa pubblicazione di un bando di

gara nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea o nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana, rispettivamente per i contratti

di rilevanza comunitaria e per quelli sotto soglia;

d) denominazione e recapito dell'operatore economico a favore del

quale e' avvenuta l'aggiudicazione definitiva;

e) se del caso, qualunque altra informazione ritenuta utile dalla

stazione appaltante.». Art. 4

Misure di incentivazione dell'accordo bonario

(articolo 44, comma 3, lettera m), n. 1, legge n. 88/2009)

1. All'articolo 240 del decreto legislativo n. 163 del 2006 sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo la rubrica dell'articolo, nelle indicazioni tra

parentesi, dopo le parole: «decreto del Presidente della Repubblica

n. 554/1999», sono aggiunte le seguenti: «; articolo 44, comma 3,

lettera m), n. 1), legge n. 88/2009»;

b) al comma 5 le parole: «apposizione dell'ultima delle riserve

di cui al comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «costituzione

della commissione»;

c) dopo il comma 9 e' inserito il seguente:

«9-bis. Il terzo componente assume le funzioni di presidente della

commissione ed e' nominato, in ogni caso, tra i magistrati

amministrativi o contabili, tra gli avvocati dello Stato o i

componenti del Consiglio superiore dei lavori pubblici, tra i

dirigenti di prima fascia delle amministrazioni pubbliche di cui

all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

165, che abbiano svolto le funzioni dirigenziali per almeno cinque

anni, ovvero tra avvocati e tecnici in possesso del diploma di laurea

in ingegneria ed architettura, iscritti ai rispettivi ordini

professionali in possesso dei requisiti richiesti dall'articolo 241,

comma 5, per la nomina a presidente del collegio arbitrale.»;

d) al comma 10, le parole: «del 50%» sono sostituite dalle

seguenti: «di un terzo»;

e) il comma 16 e' sostituito dal seguente: « 16. Possono essere

aditi gli arbitri o il giudice ordinario in caso di fallimento del

tentativo di accordo bonario, risultante dal rifiuto espresso della

proposta da parte dei soggetti di cui al comma 12, nonche' in caso di

inutile decorso dei termini di cui al comma 12 e al comma 13.».

Note all'art. 4:

- Si riporta il testo dell'art. 240 del decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle premesse,

cosi' come modificato dal presente decreto:

«Art. 240 (Accordo bonario). (art. 81, direttiva

2004/18; art. 72, direttiva 2004/17; art. 31-bis, legge n.

109/1994; art. 149, decreto del Presidente della Repubblica

n. 554/1999; art. 44, comma 3, lettera m), n. 1), legge n.

88/2009). - 1. Per i lavori pubblici di cui alla parte II

affidati da amministrazioni aggiudicatrici ed enti

aggiudicatori, ovvero dai concessionari, qualora a seguito

dell'iscrizione di riserve sui documenti contabili,

l'importo economico dell'opera possa variare in misura

sostanziale e in ogni caso non inferiore al dieci per cento

dell'importo contrattuale, si applicano i procedimenti

volti al raggiungimento di un accordo bonario, disciplinati

dal presente articolo.

2. Tali procedimenti riguardano tutte le riserve

iscritte fino al momento del loro avvio, e possono essere

reiterati per una sola volta quando le riserve iscritte,

ulteriori e diverse rispetto a quelle gia' esaminate,

raggiungano nuovamente l'importo di cui al comma 1.

3. Il direttore dei lavori da' immediata comunicazione

al responsabile del procedimento delle riserve di cui al

comma 1, trasmettendo nel piu' breve tempo possibile la

propria relazione riservata.

4. Il responsabile del procedimento valuta

l'ammissibilita' e la non manifesta infondatezza delle

riserve ai fini dell'effettivo raggiungimento del limite di

valore.

5. Per gli appalti e le concessioni di importo pari o

superiore a dieci milioni di euro, il responsabile del

procedimento promuove la costituzione di apposita

commissione, affinche' formuli, acquisita la relazione

riservata del direttore dei lavori e, ove costituito,

dell'organo di collaudo, entro novanta giorni dalla

costituzione della commissione, proposta motivata di

accordo bonario.

6. Nei contratti di cui al comma 5, il responsabile del

procedimento promuove la costituzione della commissione,

indipendentemente dall'importo economico delle riserve

ancora da definirsi, al ricevimento da parte dello stesso

del certificato di collaudo o di regolare esecuzione. In

tale ipotesi la proposta motivata della commissione e'

formulata entro novanta giorni da detto ricevimento.

7. La promozione della costituzione della commissione

ha luogo mediante invito, entro dieci giorni dalla

comunicazione del direttore dei lavori di cui al comma 3,

da parte del responsabile del procedimento al soggetto che

ha formulato le riserve, a nominare il proprio componente

della commissione, con contestuale indicazione del

componente di propria competenza.

8. La commissione e' formata da tre componenti aventi

competenza specifica in relazione all'oggetto del

contratto, per i quali non ricorra una causa di astensione

ai sensi dell'art. 51 codice di procedura civile o una

incompatibilita' ai sensi dell'art. 241, comma 6, nominati,

rispettivamente, uno dal responsabile del procedimento, uno

dal soggetto che ha formulato le riserve, e il terzo, di

comune accordo, dai componenti gia' nominati,

contestualmente all'accettazione congiunta del relativo

incarico, entro dieci giorni dalla nomina. Il responsabile

del procedimento designa il componente di propria

competenza nell'ambito dell'amministrazione aggiudicatrice

o dell'ente aggiudicatore o di altra pubblica

amministrazione in caso di carenza dell'organico.

9. In caso di mancato accordo entro il termine di dieci

giorni dalla nomina, alla nomina del terzo componente

provvede, su istanza della parte piu' diligente, il

presidente del tribunale del luogo dove e' stato stipulato

il contratto.

9-bis. Il terzo componente assume le funzioni di

presidente della commissione ed e' nominato, in ogni caso,

tra i magistrati amministrativi o contabili, tra gli

avvocati dello Stato o i componenti del Consiglio superiore

dei lavori pubblici, tra i dirigenti di prima fascia delle

amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che abbiano

svolto le funzioni dirigenziali per almeno cinque anni,

ovvero tra avvocati e tecnici in possesso del diploma di

laurea in ingegneria ed architettura, iscritti ai

rispettivi ordini professionali in possesso dei requisiti

richiesti dall'art. 241, comma 5, per la nomina a

presidente del collegio arbitrale.

10. Gli oneri connessi ai compensi da riconoscere ai

commissari sono posti a carico dei fondi stanziati per i

singoli interventi. I compensi spettanti a ciascun membro

della commissione sono determinati dalle amministrazioni e

dagli enti aggiudicatori nella misura massima di un terzo

dei corrispettivi minimi previsti dalla tariffa allegata al

D.M. 2 dicembre 2000, n. 398, oltre al rimborso delle spese

documentate.

11. Le parti hanno facolta' di conferire alla

commissione il potere di assumere decisioni vincolanti,

perfezionando, per conto delle stesse, l'accordo bonario

risolutivo delle riserve; in tale ipotesi non si applicano

il comma 12 e il comma 17. Le parti nell'atto di

conferimento possono riservarsi, prima del perfezionamento

delle decisioni, la facolta' di acquisire eventuali pareri

necessari o opportuni.

12. Sulla proposta si pronunciano, entro trenta giorni

dal ricevimento, dandone entro tale termine comunicazione

al responsabile del procedimento, il soggetto che ha

formulato le riserve e i soggetti di cui al comma 1, questi

ultimi nelle forme previste dal proprio ordinamento e

acquisiti gli eventuali ulteriori pareri occorrenti o

ritenuti necessari.

13. Quando il soggetto che ha formulato le riserve non

provveda alla nomina del componente di sua scelta nel

termine di venti giorni dalla richiesta del responsabile

del procedimento, la proposta di accordo bonario e'

formulata dal responsabile del procedimento, acquisita la

relazione riservata del direttore dei lavori e, ove

costituito, dell'organo di collaudo, entro sessanta giorni

dalla scadenza del termine assegnato all'altra parte per la

nomina del componente della commissione. Si applica il

comma 12.

14. Per gli appalti e le concessioni di importo

inferiore a dieci milioni di euro, la costituzione della

commissione da parte del responsabile del procedimento e'

facoltativa e il responsabile del procedimento puo' essere

componente della commissione medesima. La costituzione

della commissione e' altresi' promossa dal responsabile del

procedimento, indipendentemente dall'importo economico

delle riserve ancora da definirsi, al ricevimento da parte

dello stesso del certificato di collaudo o di regolare

esecuzione. Alla commissione e al relativo procedimento si

applicano i commi che precedono.

15. Per gli appalti e le concessioni di importo

inferiore a dieci milioni di euro in cui non venga promossa

la costituzione della commissione, la proposta di accordo

bonario e' formulata dal responsabile del procedimento, ai

sensi del comma 13. Si applica il comma 12.

15-bis. Qualora i termini di cui al comma 5 e al comma

13 non siano rispettati a causa di ritardi negli

adempimenti del responsabile del procedimento ovvero della

commissione, il primo risponde sia sul piano disciplinare,

sia a titolo di danno erariale, e la seconda perde

qualsivoglia diritto al compenso di cui al comma 10.

16. Possono essere aditi gli arbitri o il giudice

ordinario in caso di fallimento del tentativo di accordo

bonario, risultante dal rifiuto espresso della proposta da

parte dei soggetti di cui al comma 12, nonche' in caso di

inutile decorso dei termini di cui al comma 12 e al comma

13. 17. Dell'accordo bonario accettato, viene redatto

verbale a cura del responsabile del procedimento,

sottoscritto dalle parti.

18. L'accordo bonario di cui al comma 11 e quello di

cui al comma 17 hanno natura di transazione.

19. Sulla somma riconosciuta in sede di accordo bonario

sono dovuti gli interessi al tasso legale a decorrere dal

sessantesimo giorno successivo alla sottoscrizione

dell'accordo.

20. Le dichiarazioni e gli atti del procedimento non

sono vincolanti per le parti in caso di mancata

sottoscrizione dell'accordo bonario.

21. Qualora siano decorsi i termini di cui all'art. 141

senza che sia stato effettuato il collaudo o emesso il

certificato di regolare esecuzione dei lavori, il soggetto

che ha iscritto le riserve puo' notificare al responsabile

del procedimento istanza per l'avvio dei procedimenti di

accordo bonario di cui al presente articolo.

22. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano,

in quanto compatibili, anche ai contratti pubblici relativi

a servizi e a forniture nei settori ordinari, nonche' ai

contratti di lavori, servizi, forniture nei settori

speciali, qualora a seguito di contestazioni dell'esecutore

del contratto, verbalizzate nei documenti contabili,

l'importo economico controverso sia non inferiore al dieci

per cento dell'importo originariamente stipulato. Le

competenze del direttore dei lavori spettano al direttore

dell'esecuzione del contratto.».

Art. 5

Disposizioni razionalizzatrici dell'arbitrato (articolo 44,

comma 3, lettera m), numeri 2, 3, 4, 5, legge n. 88/2009)

1. All'articolo 241 del decreto legislativo n. 163 del 2006 sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo la rubrica dell'articolo, nelle indicazioni tra

parentesi, dopo le parole: «legge n. 266/2005», sono aggiunte le

seguenti: «; articolo 44, comma 2, lettera m), n. 2, 3), 4) e 5),

legge n. 88/2009»;

b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

«1-bis. La stazione appaltante indica nel bando o nell'avviso con

cui indice la gara ovvero, per le procedure senza bando, nell'invito,

se il contratto conterra', o meno, la clausola compromissoria.

L'aggiudicatario puo' ricusare la clausola compromissoria, che in

tale caso non e' inserita nel contratto, comunicandolo alla stazione

appaltante entro venti giorni dalla conoscenza

dell'aggiudicazione. E' vietato in ogni caso il compromesso.»;

c) al comma 5, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,

muniti di precipui requisiti di indipendenza, e comunque tra coloro

che nell'ultimo triennio non hanno esercitato le funzioni di arbitro

di parte o di difensore in giudizi arbitrali disciplinati dal

presente articolo, ad eccezione delle ipotesi in cui l'esercizio

della difesa costituisca adempimento di dovere d'ufficio del

difensore dipendente pubblico. La nomina del presidente del collegio

effettuata in violazione del presente articolo determina la nullita'

del lodo ai sensi dell'articolo 829, primo comma, n. 3, del codice di

procedura civile»;

d) al comma 6 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,

anche ai sensi dell'articolo 240»;

e) il comma 9 e' sostituito dal seguente:

«9. Il lodo si ha per pronunciato con la sua ultima sottoscrizione

e diviene efficace con il suo deposito presso la camera arbitrale per

i contratti pubblici. Entro quindici giorni dalla pronuncia del lodo

va corrisposta, a cura degli arbitri e a carico delle parti una somma

pari all'uno per mille del valore della relativa controversia. Detto

importo e' direttamente versato all'Autorita'.»;

f) il comma 10 e' sostituito dal seguente:

«10. Il deposito del lodo effettuato ai sensi dell'articolo 825 del

codice di procedura civile e' preceduto dal suo deposito presso la

camera arbitrale per i contratti pubblici. Il deposito del lodo

presso la camera arbitrale e' effettuato, a cura del collegio

arbitrale, in tanti originali quante sono le parti, oltre a uno per

il fascicolo d'ufficio. Su richiesta di parte il rispettivo originale

e' restituito, con attestazione dell'avvenuto deposito, ai fini degli

adempimenti di cui all'articolo 825 del codice di procedura civile.»;

g) il comma 11 e' abrogato;

h) al comma 12 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) il primo periodo e' sostituito dal seguente: «Il collegio

arbitrale determina nel lodo definitivo ovvero con separata ordinanza

il valore della controversia e il compenso degli arbitri con i

criteri stabiliti dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2

dicembre 2000, n. 398, e applica le tariffe fissate in detto

decreto.»;

2) dopo il terzo periodo e' inserito il seguente: «Il compenso

per il collegio arbitrale, comprensivo dell'eventuale compenso per il

segretario, non puo' comunque superare l'importo di 100 mila euro, da

rivalutarsi ogni tre anni con decreto del Ministro dell'economia e

delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei

trasporti.»;

3) l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «L'ordinanza di

liquidazione del compenso e delle spese arbitrali, nonche' del

compenso e delle spese per la consulenza tecnica, costituisce titolo

per l'ingiunzione di cui all'articolo 633 del codice di procedura

civile.»;

i) dopo il comma 12 e' inserito il seguente:

«12-bis. Salvo quanto previsto dall'articolo 92, secondo comma, del

codice di procedura civile, il collegio arbitrale, se accoglie

parzialmente la domanda, compensa le spese del giudizio in

proporzione al rapporto tra il valore della domanda e quello

dell'accoglimento.»;

l) il comma 13 e' sostituito dal seguente:

«13. Il compenso del consulente tecnico e di ogni altro ausiliario

nominato dal collegio arbitrale e' liquidato, dallo stesso collegio,

ai sensi degli articoli da 49 a 58 del testo unico delle disposizioni

legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115,

nella misura derivante dall'applicazione delle tabelle ivi

previste.»;

m) dopo il comma 15 sono aggiunti i seguenti:

«15-bis. Il lodo e' impugnabile, oltre che per motivi di nullita',

anche per violazione delle regole di diritto relative al merito della

controversia. L'impugnazione e' proposta nel termine di novanta

giorni dalla notificazione del lodo e non e' piu' proponibile dopo il

decorso di centoottanta giorni dalla data del deposito del lodo

presso la Camera arbitrale.

15-ter. Su istanza di parte la Corte d'appello puo' sospendere, con

ordinanza, l'efficacia del lodo, se ricorrono gravi e fondati motivi.

Si applica l'articolo 351 del codice di procedura civile. Quando

sospende l'efficacia del lodo, o ne conferma la sospensione disposta

dal presidente, il collegio verifica se il giudizio e' in condizione

di essere definito. In tal caso, fatte precisare le conclusioni,

ordina la discussione orale nella stessa udienza o camera di

consiglio, ovvero in una udienza da tenersi entro novanta giorni

dall'ordinanza di sospensione; all'udienza pronunzia sentenza a norma

dell'articolo 281-sexies del codice di procedura civile. Se ritiene

indispensabili incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi

con la stessa ordinanza di sospensione e ne ordina l'assunzione in

una udienza successiva di non oltre novanta giorni; quindi provvede

ai sensi dei periodi precedenti.».

2. All'articolo 243 del decreto legislativo n. 163 del 2006 sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo la rubrica dell'articolo, nelle indicazioni tra

parentesi, dopo le parole: «legge n. 266/2005», sono aggiunte le

seguenti: «; articolo 44, comma 2, lettera m), n. 4), legge n.

88/2009)»;

b) al comma 5 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Si

applicano le disposizioni di cui all'articolo 241, comma 12, secondo,

terzo, quarto e quinto periodo.»;

c) al comma 7 le parole: «nomina il segretario» sono sostituite

dalle seguenti: «nomina, se necessario, il segretario»;

d) al comma 9 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, con

i criteri di cui all'articolo 241, comma 13».

Note all'art. 5:

- Si riporta il testo degli articoli 241 e 243 del

decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, citato nelle

premesse, cosi' come modificato dal presente decreto:

«Art. 241(Arbitrato). (art. 81, direttiva 2004/18; art.

72, direttiva 2004/17; art. 32, legge n. 109/1994; articoli

150 - 151, decreto del Presidente della Repubblica n.

554/1999; art. 6, comma 2, legge n. 205/2000; D.M. n.

398/2000; art. 12, decreto legislativo n. 190/2002; art. 5,

commi 16-sexies e 16-septies, D.L. n. 35/2005, convertito

nella legge n. 80/2005; art. 1, commi 70 e 71, legge n.

266/2005; art. 44, comma 2, lettera m), n. 2, 3), 4) e 5),

legge n. 88/2009). - 1. Le controversie su diritti

soggettivi, derivanti dall'esecuzione dei contratti

pubblici relativi a lavori, servizi, forniture, concorsi di

progettazione e di idee, comprese quelle conseguenti al

mancato raggiungimento dell'accordo bonario previsto

dall'art. 240, possono essere deferite ad arbitri.

1-bis. La stazione appaltante indica nel bando o

nell'avviso con cui indice la gara ovvero, per le procedure

senza bando, nell'invito, se il contratto conterra', o

meno, la clausola compromissoria. L'aggiudicatario puo'

ricusare la clausola compromissoria, che in tale caso non

e' inserita nel contratto, comunicandolo alla stazione

appaltante entro venti giorni dalla conoscenza

dell'aggiudicazione. E' vietato in ogni caso il

compromesso.

2. Ai giudizi arbitrali si applicano le disposizioni

del codice di procedura civile, salvo quanto disposto dal

presente codice.

3. Il collegio arbitrale e' composto da tre membri.

4. Ciascuna delle parti, nella domanda di arbitrato o

nell'atto di resistenza alla domanda, nomina l'arbitro di

propria competenza tra soggetti di particolare esperienza

nella materia oggetto del contratto cui l'arbitrato si

riferisce.

5. Il Presidente del collegio arbitrale e' scelto dalle

parti, o su loro mandato dagli arbitri di parte, tra

soggetti di particolare esperienza nella materia oggetto

del contratto cui l'arbitrato si riferisce , muniti di

precipui requisiti di indipendenza, e comunque tra coloro

che nell'ultimo triennio non hanno esercitato le funzioni

di arbitro di parte o di difensore in giudizi arbitrali

disciplinati dal presente articolo, ad eccezione delle

ipotesi in cui l'esercizio della difesa costituisca

adempimento di dovere d'ufficio del difensore dipendente

pubblico. La nomina del presidente del collegio effettuata

in violazione del presente articolo determina la nullita'

del lodo ai sensi dell'art. 829, primo comma, n. 3, del

codice di procedura civile.

6. In aggiunta ai casi di ricusazione degli arbitri

previsti dall'art. 815 del codice di procedura civile, non

possono essere nominati arbitri coloro che abbiano

compilato il progetto o dato parere su di esso, ovvero

diretto, sorvegliato o collaudato i lavori, i servizi, le

forniture cui si riferiscono le controversie, ne' coloro

che in qualsiasi modo abbiano espresso un giudizio o parere

sull'oggetto delle controversie stesse , anche ai sensi

dell'art. 240.

7. Presso l'Autorita' e' istituita la camera arbitrale

per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi,

forniture, disciplinata dall'art. 242.

8. Nei giudizi arbitrali regolati dal presente codice

sono ammissibili tutti i mezzi di prova previsti dal codice

di procedura civile, con esclusione del giuramento in tutte

le sue forme.

9. Il lodo si ha per pronunciato con la sua ultima

sottoscrizione e diviene efficace con il suo deposito

presso la camera arbitrale per i contratti pubblici. Entro

quindici giorni dalla pronuncia del lodo va corrisposta, a

cura degli arbitri e a carico delle parti una somma pari

all'uno per mille del valore della relativa controversia.

Detto importo e' direttamente versato all'Autorita'.

10. Il deposito del lodo effettuato ai sensi dell'art.

825 del codice di procedura civile e' preceduto dal suo

deposito presso la camera arbitrale per i contratti

pubblici. Il deposito del lodo presso la camera arbitrale

e' effettuato, a cura del collegio arbitrale, in tanti

originali quante sono le parti, oltre a uno per il

fascicolo d'ufficio. Su richiesta di parte il rispettivo

originale e' restituito, con attestazione dell'avvenuto

deposito, ai fini degli adempimenti di cui all'art. 825 del

codice di procedura civile.

11. (Abrogato).

12. Il collegio arbitrale determina nel lodo definitivo

ovvero con separata ordinanza il valore della controversia

e il compenso degli arbitri con i criteri stabiliti dal

decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 dicembre 2000,

n. 398, e applica le tariffe fissate in detto decreto. I

compensi minimi e massimi stabiliti dalla tariffa allegata

al regolamento di cui al decreto del Ministro dei lavori

pubblici 2 dicembre 2000, n. 398, sono dimezzati. Sono

comunque vietati incrementi dei compensi massimi legati

alla particolare complessita' delle questioni trattate,

alle specifiche competenze utilizzate e all'effettivo

lavoro svolto.

Il compenso per il collegio arbitrale, comprensivo

dell'eventuale compenso per il segretario, non puo'

comunque superare l'importo di 100 mila euro, da

rivalutarsi ogni tre anni con decreto del Ministro

dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro

delle infrastrutture e dei trasporti.

L'art. 24 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,

convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,

n. 248, si interpreta come non applicabile a quanto

disciplinato ai sensi del presente comma.

L'ordinanza di liquidazione del compenso e delle spese

arbitrali, nonche' del compenso e delle spese per la

consulenza tecnica, costituisce titolo per l'ingiunzione di

cui all'art. 633 del codice di procedura civile.

12-bis. Salvo quanto previsto dall'art. 92, secondo

comma, del codice di procedura civile, il collegio

arbitrale, se accoglie parzialmente la domanda, compensa le

spese del giudizio in proporzione al rapporto tra il valore

della domanda e quello dell'accoglimento.

13. Il compenso del consulente tecnico e di ogni altro

ausiliario nominato dal collegio arbitrale e' liquidato,

dallo stesso collegio, ai sensi degli articoli da 49 a 58

del testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.

115, nella misura derivante dall'applicazione delle tabelle

ivi previste.

14. Le parti sono tenute solidalmente al pagamento del

compenso dovuto agli arbitri e delle spese relative al

collegio e al giudizio arbitrale, salvo rivalsa fra loro.

15. In caso di mancato accordo per la nomina del terzo

arbitro, ad iniziativa della parte piu' diligente, provvede

la camera arbitrale, sulla base di criteri oggettivi e

predeterminati, scegliendolo nell'albo di cui all'art. 242.

15-bis. Il lodo e' impugnabile, oltre che per motivi di

nullita', anche per violazione delle regole di diritto

relative al merito della controversia. L'impugnazione e'

proposta nel termine di novanta giorni dalla notificazione

del lodo e non e' piu' proponibile dopo il decorso di

centoottanta giorni dalla data del deposito del lodo presso

la Camera arbitrale.

15-ter. Su istanza di parte la Corte d'appello puo'

sospendere, con ordinanza, l'efficacia del lodo, se

ricorrono gravi e fondati motivi. Si applica l'art. 351 del

codice di procedura civile. Quando sospende l'efficacia del

lodo, o ne conferma la sospensione disposta dal presidente,

il collegio verifica se il giudizio e' in condizione di

essere definito. In tal caso, fatte precisare le

conclusioni, ordina la discussione orale nella stessa

udienza o camera di consiglio, ovvero in una udienza da

tenersi entro novanta giorni dall'ordinanza di sospensione;

all'udienza pronunzia sentenza a norma dell'art. 281-sexies

del codice di procedura civile. Se ritiene indispensabili

incombenti istruttori, il collegio provvede su di essi con

la stessa ordinanza di sospensione e ne ordina l'assunzione

in una udienza successiva di non oltre novanta giorni;

quindi provvede ai sensi dei periodi precedenti.».

«Art. 243 (Ulteriori norme di procedura per gli

arbitrati in cui il presidente e' nominato dalla camera

arbitrale). (art. 32, L. n. 109/1994, come novellato dalla

legge n. 80/2005; art. 150, decreto del Presidente della

Repubblica n. 554/1999; D.M. n. 398/2000; art. 1, comma 71,

legge n. 266/2005; art. 44, comma 2, lettera m), n. 2, 3),

4) e 5), legge n. 88/2009). - 1. Limitatamente ai giudizi

arbitrali in cui il presidente e' nominato dalla camera

arbitrale, in aggiunta alle norme di cui all'art. 241, si

applicano le seguenti regole.

2. La domanda di arbitrato, l'atto di resistenza ed

eventuali controdeduzioni, vanno trasmesse alla camera

arbitrale ai fini della nomina del terzo arbitro.

3. Le parti determinano la sede del collegio arbitrale,

anche presso uno dei luoghi in cui sono situate le sezioni

regionali dell'Osservatorio; se non vi e' alcuna

indicazione della sede del collegio arbitrale, ovvero se

non vi e' accordo fra le parti, questa deve intendersi

stabilita presso la sede della camera arbitrale.

4. Gli arbitri possono essere ricusati dalle parti,

oltre che per i motivi previsti dall'art. 815 del codice di

procedura civile, anche per i motivi di cui all'art. 242,

comma 9.

5. Il corrispettivo dovuto dalle parti e' determinato

dalla camera arbitrale, su proposta formulata dal collegio,

in base alla tariffa allegata al D.M. 2 dicembre 2000, n.

398.

Si applicano le disposizioni di cui all'art. 241, comma

12, secondo, terzo, quarto e quinto periodo.

6. Contestualmente alla nomina del terzo arbitro, la

camera arbitrale comunica alle parti la misura e le

modalita' del deposito da effettuarsi in acconto del

corrispettivo arbitrale.

7. Il presidente del collegio arbitrala nomina, se

necessario, il segretario, scegliendolo nell'elenco di cui

all'art. 242, comma 10.

8. Il corrispettivo a saldo per la decisione della

controversia e' versato dalle parti, nella misura liquidata

dalla camera arbitrale, nel termine di trenta giorni dalla

comunicazione del lodo.

9. La camera arbitrale provvede alla liquidazione degli

onorari e delle spese di consulenza tecnica, ove disposta ,

con i criteri di cui all'art. 241, comma 13.

10. Gli importi dei corrispettivi dovuti per la

decisione delle controversie sono direttamente versati

all'Autorita'.». Art. 6

Informativa in ordine all'intento di proporre ricorso giurisdizionale

(articolo 44, comma 3, lettere b) e d), legge n. 88/2009; articolo

1, paragrafo 4, direttiva 89/665/CEE e articolo 1, paragrafo 4,

direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva 2007/66/CE)

1. Al decreto legislativo n. 163 del 2006, dopo l'articolo 243 e'

inserito il seguente:

«Art. 243-bis (Informativa in ordine all'intento di proporre

ricorso giurisdizionale (articolo 44, comma 3, lettere b) e d), legge

n. 88/2009; articolo 1, paragrafo 4, direttiva 89/665/CEE e articolo

1, paragrafo 4, direttiva 92/13/CEE come modificati dalla direttiva

2007/66/CE). - 1. Nelle materie di cui all'articolo 244, comma 1, i

soggetti che intendono proporre un ricorso giurisdizionale informano

le stazioni appaltanti della presunta violazione e della intenzione


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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Ferrara Leonardo.

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